Vite di plastica
se volete che qualcuno vi entri nell'anima; imparate a mettervi a pecorina bestie
E me ne stavo fermo, nell’immobilità di pensiero che mi ero gioiosamente costruito intorno, reduce da consapevoli fughe e fittizie rassicurazioni, vomitando civiltà e obblighi, contorcendo abitudini nel buco nero della non esistenza.
Bolla di benessere assoluto.
Quella sensazione che non sia SE ma QUANDO.
Prima o poi succederà, è un gran rompimento di coglioni non cedere mai a me stesso. Mentre aspetto di, mi godo la vita.
28 Giugno 2011
Era allegro e ha riso un sacco. Ha fatto l’amore con me tre volte. Ha cucinato da dio e ha festeggiato il mio compleanno. Abbiamo parlato, riso, suonato, ascoltato musica, parlato ancora tanto. Era tranquillo. Era FELICE e me l’ha detto. Stamattina mi ha svegliata e ha rifatto l’amore con me. Mi ha detto che avrebbe dormito qui da me. Sono andato a lavorare felice. Era troppo figo con i pantaloni indiani senza maglietta, i capelli lunghi e spettinati sempre sugli occhi. Al lavoro ho guardato fb, ho visto che mi ha postato 3 canzoni troppo importanti per noi due per postarle tutte insieme. Ho avuto paura e sono uscito di corsa per andare da lei. Per la strada pensavo che non l’avrei trovato, che stavo sbagliando tutto, era a casa mia. Ma sono andata a casa sua. Cazzo. Cazzo. Ha calcolato tutto. Ha fatto in tempo lo stesso a farsi di eroina. Già non aveva battito, se ne era andato da almeno un’ora ma io ho provato tanto tanto porca puttana e ho chiamato i medici lo stesso. Mi ci sono sfinita e poi ho visto la lettera dove diceva esattamente i mg presi e a che ora e di non rianimarlo perché ne ha presa talmente tanta che non ce l’avremmo fatta a riportarla questa volta. Era per il medico, che è arrivato e non ha nemmeno provato. Ha constatato il decesso e basta. Mi sono messo accanto a lei e non so quanto ci sono stato ad abbracciarla. Ho urlato e pianto ma non potevo lasciarla, capisci? Poi gli ho messo la camicia perché odia farsi vedere dagli altri e nessuno deve toccarla. Non so, ho perso il tempo. Volevano sedarmi ho detto col cazzo. Ogni istante con lei e basta. Lasciatemi stare. Ho avvertito sua madre. Sono arrivati e lei ha urlato tanto e ha dato la colpa a me. Ma non me ne frega, è una mamma. La capisco. Le ho fatto vedere il testamento. Ha validità e anche lei deve fare come vuole Dominique. E’ stato rigidissima. Niente funerale, vuole essere ricordato per come era e non in una “cazzo di bara pomposa”. Vuole essere cremata e ha fissato tutto in comune nei giorni scorsi. “Nessuna tomba da piangere”, dice. Lei “non sarà una lapide, ma pensiero e basta”. A noi decidere che tipo di pensiero, ma spera molto bello. Lei e la sua teoria del dolore del cazzo. Ma è per me un pensiero molto bello anche se soffocato dal dolore. Io lo so che è arrivato al limite, come so quanto ci ha provato a non farlo. Posso solo respirare. Dentro fuori dentro fuori. Io se penso a domani a stasera a dopo non so come fare. Io non so come fare. Ma lo faccio perché di dolore non si muore. Sono orgoglioso di averla avuta accanto. Felice, innamorata. Sei mesi con lei. Non posso essere arrabbiato. Ora lo so. Stava così male. Ho provato tanto anche io ma era andato oltre da troppo tempo. Solo grazie a lei. Solo grazie davvero. Dentro fuori cazzo. Non ci riesco a respirare però.
28 Giugno 2011
Dom
ha quarantotto anni.
È alto un metro e ottantasette circa
Ha i capelli molto scuri, lunghi fino alle spalle da diversi anni. Li ha portati lunghissimi.
Non porta mai la barba, al limite il pizzetto quando vince la fatica di regolarselo ogni mattina. Lo ha portato lunghissimo.
Ha gli occhi molto scuri, ma non li guarda mai.
Sempre stato magro. Per anni magro in modo insano. Adesso no però, non in modo insano.
Ha grandi mani, dita lunghe e magre. Ottimo per il pianoforte.
Ha la carnagione scura di tutti quelli scuri di capelli e di occhi ma non si abbronza da quando era bambino. E’ abbastanza pallido.
Ha un tatuaggio maori molto esteso, che copre gran parte del suo corpo.
Veste sempre di nero e ha sempre le maniche lunghe.
Detesta i colletti, a meno che non siano colletti alla coreana.
Odia le scarpe eleganti, le cravatte, le giacche.
Ama i maglioni e i pantaloni indiani, le magliette e le sciarpe.
Cammina quasi sempre a piedi nudi anche in inverno.
A tredici anni il primo bacio ed è stato con un ragazzo di diciotto.
A quattordici la prima volta ed è stato con una ragazza straniera.
Ha sempre alternato, ma ha avuto più uomini che donne.
Suona la chitarra da sempre, ma anche altri strumenti.
Scrive.
Legge.
Cammina.
Non parla quasi mai.
Guarda le persone, se non lo guardano.
Parla con gli sconosciuti quando è in viaggio e non ha mai avuto legami.
Quelli che pensava essere legami erano tentativi di legami per dimostrare a se stesso di essere un normale essere umano.
E’ un fattone.
Il suo cuore qualche volta ha smesso di battere per le overdose, ma l’hanno ripreso. Non ha visto dio. Non ha visto luci in fondo a tunnel. Non ricorda di aver visto niente. Eppure la penultima volta è morto per sette minuti.
Faceva un bel lavoro, il migliore del mondo.
Ha viaggiato molto, sempre da solo.
Pensa di aver trovato due compagni di viaggio, ma partirebbe con loro separatamente. Con il suo amico andrebbe via per qualche mese. Con la sua donna per qualche anno. Per tutti gli anni.
Ha molti soldi ma ha fatto il barbone e ha trovato che tutto sommato gli si confà perché ci sono meno pensieri e più soddisfazioni.
Ha una donna e non pensava che si sarebbe mai innamorato ma è successo e sa che dire alla sua donna che la ama è talmente riduttivo che hanno creato dei loro codici perché trovano inaccettabile limitarsi a una frase abusata e che non restituisce la loro realtà.
Ha un amico. Ma non lo conosce. Si scrivono. Tiene molto a lui, non potrebbe non leggerlo più, non scrivergli più. E’ il suo migliore amico.
Non ha figli, ma una volta la sua donna è rimasta incinta e per lui è stato importante. Ha anche visto suo figlio nell’ecografia.
Ma non vuole figli.
Ha sempre studiato molto. Ha sempre letto molto. La curiosità se l’è divorato fin da quando ha imparato a leggere all’asilo.
Hanno pensato che fosse autistico perché ha un cervello particolare, ma è solo intelligente e dolorosamente cosciente di esserlo.
Se dovesse fare una lista di ciò che non ha realizzato o portato a termine non basterebbero diecimila pagine scritte fitte fronte retro, ma se anche vivesse mille anni la lista non si accorcerebbe, anzi. Si allungherebbe a dismisura per ogni anno in più di vita.
E’ profondamente ignorante in fatto di sentimenti e relazioni sentimentali.
La sua donna lo stesso.
Stanno bene insieme, si incastrano alla perfezione. Lei lo incanta, lo fa ridere e gli regala un sesso indicibile.
E’ stato sveglio a guardarla e al mattino l’ha svegliata e ha fatto l’amore con lei. L’ha guardata ancora per le scale quando andava a lavorare. Aveva una gonna nera, una canottiera nera con i teschi rossi, gli occhi innamorati, una risata di bambina e una collanina da 3 euro con il nome Dominique inciso sopra.
Dom è tutto questo, ma se si guarda dentro vede una voragine e allora cerca di non guardare. Ma lo sa che c’è.
Dom è sempre estremamente razionale, per sentirsi al sicuro ha bisogno di ridurre tutto a equazioni logiche. Se non gli è possibile suona e non pensa. O si fa di eroina e non pensa. Ma si sforza di suonare.
Dom stanco di se stesso, non del mondo.
Dom sa perfettamente che quando qualcosa lo stanca a tal punto deve necessariamente separarsene.
Dom è molto egoista.
Dom si sente soffocare da troppo tempo e anche se sa la rabbia che provocherà, il dolore e ancora la rabbia, non può veramente restare oltre.
Dom non si scusa.
Non chiede comprensione.
Non può chiedere niente, semplicemente non ne ha il diritto.
Non sa più vedere dentro di sé.
Non ha capito come si fa a vivere. Forse l’errore è stato solo cercare di capire anziché vivere.
Dom a quarantotto anni è saturo, logorato, abusato, tossico. Non ce la fa.
Sa che sarà dimenticato, ma non gli importa.
Dom deve essere egoista.
Dom non è un coglione e paura ne ha tanta, ma sa che deve dire basta proprio adesso.
Ti voglio un bene incredibile Nanni
27 Giugno 2011
Dom vorrebbe:
Percorrere a piedi tutto il mondo e metterci tutta la vita
Suonare su un palco con Roger Waters mentre duetta con la sua donna
Leggere tutti i libri che siano mai stati pubblicati e tutti i manoscritti inediti
Sedere a prendere un tè con sua madre e dirle che il tè gli piace, lei no, ma le vuole bene lo stesso e l’ha sempre trovata estremamente divertente ma infinitamente spaccapalle. E che gli psicofarmaci l'hanno rincoglionita.
Insegnare alla sua donna a suonare decentemente la chitarra e fare l’amore con lei ogni volta che tocca le corde
Dimenticare
Ricordare
Non cambiare mai
Cambiare ogni istante
Mangiare ancora la stracciatella che gli cucinava sua nonna quando era malato
Che Fr e Nanni aprissero un caffè letterario con i suoi soldi
Tornare a quando aveva 17 anni ed era pulito e viveva il primo amore che poi non ha vissuto perché è stato troppo idiota. -Ma ha imparato e quando l’ha incontrata di nuovo non se l’è lasciata scappare.-
Sedere su un prato con la sua donna e il suo amico, far girare una canna e ascoltarli parlare mentre suona piano l’acustica, ridere con loro, fare discorsi serissimi e depressi, ridere di nuovo
Sedersi accanto a Luis su quelle scale
Conoscere il Che
Suonare con Malmsteen con la sua donna in prima fila.
Poter seguire Leonardo da Vinci
Ascoltare Ungaretti
Bere con Kafka
Fare il vagabondo-barbone e vivere di niente sempre in giro. Possedere solo il cibo del giorno un cambio di vestiti e uno spazzolino da denti.
Sedersi ancora a scrivere nel Grand Canyon, in funghi. Banale ma cazzo. Cazzo.
Fare il profeta di professione
Strafarsi con John Lennon
Leggere i libri della sua donna
Andare in Patagonia con il suo amico, arrivare fino alla fine del mondo e urlare sono vivo
Essere nella nave di Ulisse quando ripartì da Itaca per andare verso le Colonne d’Ercole
Conoscere il nonno della sua donna
Avere più sicurezze e meno dubbi
O più dubbi e meno sicurezze
Questa è molto facile. Vorrei che tu dicessi sempre a Fr di non prendere quella merda quando non ci sono. Per nessun motivo al mondo.
Non ce la faccio ad arrivare ai primi di luglio, questo stare sospeso mi sta sfinendo. Anticipo un pò. Mi sono già staccato da tutto qui. Penso che in un altro mondo sarei partito per il Tibet con Fr.
Mia madre non la vedo da quando ti ho scritto di lei e non vado a salutarla perché l’ultima volta stava ridendo quando sono uscito dalla cucina. Se andassi mi pianterebbe un fottuto casino e non ne ho davvero voglia.
Avrei voluto dar retta alla parte di me che mi diceva di restare a Firenze perché veniva Nanni. Non mi importa di pippe mentali. Avrei voluto e basta. Aveva un senso.
Ti ho detto che ti avrei voluto come studente, ma mi sono ricreduto nel tempo. Ti avrei voluto accanto a me. Qualche lezione tu, qualche lezione io. Ma nemmeno. Una scuola e noi i professori. Fanculo l’Università, la facciamo noi una scuola dove si insegni a pensare e non pensare. Alla luce dei fatti saresti meglio tu come professore, però.
Sai comunicare e sei positivo per le persone. L’essere così tormentato fa parte del gioco. Ti tocca. Hai dei buoni antidoti ogni volta e la scrittura è uno sfogo per il cervello che non ha uguali. Si, ok, la musica, ma tu non suoni e non ti interessa. Cazzo, scrivi da dio però. E hai solo 22 anni.
Sono molto soddisfatto, la cena mi è venuta benissimo a parte il pollo bruciato. Mi giustifico, non è colpa mia. Troppi giorni senza Franci.
Non. Sai. Quanto. Sono. Felice. Di. Averla. Incontrata. Di. Nuovo.
Si incazzerà con me e ci starà male, ma tu davvero dille di non prendere i farmaci pensando che la facciano stare meglio. Ah, te l’ho già detto. Ci penso spesso a questa cosa.
Raggiungo Franci in cucina che a giudicare dai rumori sta facendo il bis con il gelato al mango.
Sei davvero un amico per me. Giudica tu se sia positivo o negativo. Per me è comunque importante.
23 Giugno 2011
Quando la società non romperà il cazzo?
Momenti di follia.
Momenti in cui ti perdi o ti trovi? Tocchi la tua essenza o credi di vedere un altro? Spesso mi confondo. In particolare lo specchio non rimanda mai la mia immagine.
Qui sto bene ma alla fine mi manca avere qualcuno con me a condividere questi momenti. Banale forse. Non per me.
Mai successo.
Lo trovo inaccettabile da un certo punto di vista. Ma anche nuovo. Strano. Non mi fa stare bene l'assenza di fr.
Mi ci devo anche abituare. E anche lei.
Strano, si.
La morte.
Scrivi poesie sulla morte, tu.
Folle uomo.
La morte la creo io. Io e basta. Per me stesso.
L'ho già scritto. Mi ripeto. Non ne posso più. Spero di trovare un senso a tutto questo. Spero di no.
Non lo so.
Sono dubbio costante
Costante incertezza che logora le ore.
Ho troppa stanchezza sulle spalle scriveva Ungaretti.
Fanculo. Io in confronto sono niente eppure mi farei i miei 5 adesso.
Per questo sono qui. Lontano da tutto e da tutti.
Fermo Dom
Aspetta
Aspetta ancora.
Questa attesa e' snervante.
22 Giugno 2011
Forse è assolutamente folle. Secondo me sono lucidissimo. E’ la mia intelligenza che mi fotte. Questa è una bestia affamata che non plachi mai. Ti divora. Come l’eroina che mi può dare tregua. Sono doppiamente divorato alla fine. Quindi ci metto la fine. Insomma, roba così. Io mi ci perdo in questi pensieri, non fosse altro che per dare una possibilità a me stesso di vedermi con le rughe.
E qui Ungaretti, la sua illusione. Pellegrinaggio è cruda come lui, abbagliante come lui. Ma credo sia momentanea come ogni abbaglio. Siamo attimi, barcolliamo fra presente e futuro con il peso dei ricordi e un’illusione ci fa andare avanti e io l’ho trovata la mia illusione, poter avere il controllo sulla mia morte. Peccato che sia una specie di ossimoro, ma Dominique è fatto di controsensi.
Un riflettore fa diventare la nebbia mare, ma un riflettore è per sua stessa natura momentaneo.
Ce la faccio a stare ancora. Mi piace esserci ancora. Ho portato il cinese alla mia donna, non se l’aspettava ed era felice. Oggi penso anche a Vincenzo e so che ho fatto bene a vederlo. Io voglio esserci per queste giornate. Volevo anche vedere come vive un vecchio decrepito che ha pensato per tutta la vita. Lunga.
C’è. C’è con la testa anche se è secco come il filo spinato che gli avvolge il cervello. Ne parla ancora di queste cose ma c’è ancora. Lo ammiro. E mi sono ritrovato a parlargli di me e dei miei dubbi come faccio con te e quello che stava lì a ascoltare questo fiume di parole assurde, la pipa fra le labbra e la pelle incartapecorita e scura da contadino. L’intelligenza quando invecchia deve per forza avere l’aspetto usurato di Vincenzo tanto l’hai sfruttata. Ammiro chi è invecchiato pensando e scrivendo i suoi pensieri, perché li sfoghi, vero, ma è che li fai, anche.
Mi ha dato un sacco di scritti, li conservo gelosamente, credo sia un bel regalo. Io ho il computer, ho i miei quaderni, ma non va niente bene. Tutto incompiuto, mi annoio da solo nella ricerca della perfezione. Solo le mail potrei pensare di pubblicare, perché quelle sono compiute, non ci posso intervenire.
Sono stanco. Ho dormito poco, alla fine. Fr mi ha dato il colpo di grazia. Spengo tutto.
Prendo la Fender e le cuffie.
21 Giugno 2011
Vorrei avere assenze, vie di mezzo
Limbo di pensiero dove il pensiero non è.
Non ne ho, non ne conosco
Mai permesso a me stesso.
Penso conosco esploro rinnovo ripenso
Assenza inesistente
Perenne stato di presenza pesante a me stesso.
Quando faccio l’amore non esisto. Esiste lei
Esiste il mio corpo rinnovato
I suoi orgasmi che rendono vivo me.
Direi indicibile pesantezza dell’essere.
Non riesco a rilassarmi. O meglio, rilassarsi significa per me prendere la Fender e suonare suonare suonare finchè mi fanno male le dita e inizio a sudare. C’è un momento, quando le corde mi fanno formicolare le dita e i muscoli mi fanno male, in cui spezzo il pensiero e divento musica. Gli amplificatori restituiscono il mio sforzo fisico, rendono le mie emozioni e le sento risuonare mentre io stesso le compongo. Allora non esisto più e sono etere. Musica pura. E’ il non pensiero, solo emozioni. E ringrazio chiunque abbia creato me e la Fender e ci ha fatto amare perché è l’unico modo di esistere, per Dominique, senza Dominique.
L’altro modo lo sai.
Ma non è comunque Dominique. E’ assenza ma con una presenza che non creo io, che non fa realmente parte di me.
Ma ormai ne fa così parte da bruciare tutto, ogni cazzo di ora. E non è che posso sempre scopare o suonare.
A proposito, no. Non mi sono mai addormentato mentre mi facevano un pompino. Però, si, mi è capitato almeno una decina di volte di essere abbandonato dal mio pisello. Però da quando ho iniziato a far uso di eroina. E quindi nemmeno mi andava davvero. Pensavo che dovevo farmi e stavo lì a perder tempo iniziando a sentire la scimmia. E pochi giorni fa con quella tipa perché francamente aveva delle tette grandiose ma non erano le Sue.
Mi è successo tre volte con Fr di svegliarmi perché lei me la stava facendo, una pipa. Bei risvegli, anche se lei si scoccia che mi svegli me la godo un sacco. Non capisce che se dormo non me la godo così e chiaramente io preferisco svegliarmi.
Si, ho parlato con Fr. E ho capito alcune cose:
Siete due pigri fattoni mancati. Se aveste avuto anche l’erba che le ho portato poco fa sarebbe stato perfetto, ma probabilmente oggi non sareste nemmeno andati in centro e Franci non avrebbe il piercing e tu Ungaretti. (e mi inchino ancora all’uomo e al poeta).
Mi è dispiaciuto che Fr non avesse con sé le chiavi di casa mia. Ok, io non c’ero, ma ci sono altre cose belle.
Quindi mi sono detto che sono bello. E’ un lapsus interessante per me. Di solito mi disgusto abbastanza.
Forse mi fai sentire bello tu visto che sto scrivendo a te. Questo mi ricorda che volevo dirti un’altra cosa. Io sono sempre estremamente sincero e sinceramente non ho mai pensato al nostro incontro come a un qualcosa da cui rimanere deluso. Perché in realtà difficilmente mi faccio delle aspettative.
Quando ti leggo so che mi troverei bene con te a fare un viaggio, so che ci potremmo dare molto come amici. Ma nemmeno amici. Compagni di viaggio, che per me è un qualcosa di più, di diverso. Un viaggio con una persona che ti lasci la possibilità di essere te stesso nei tuoi silenzi e nelle tue assenze, ma che riesca a godere delle stronzate o dei discorsi assurdamente seriosi, che riesca a ridere e sfottere Dominique.
Allo stesso modo so che nel quotidiano potrebbe esserci imbarazzo perché sarebbe una conoscenza finalizzata a creare un legame più simile a una amicizia che a una compagnia e non ci credo, io, nell’amicizia.
In un viaggio per due, tre, sette mesi siamo l’uno il mondo dell’altro, l’unica persona che vede le tue stesse esperienze e che è il ponte con il tuo passato, con quello che hai lasciato. Un compagno lo vedo proprio come un ponte fra il passato-realtà e il futuro-conoscenza di nuovo-sé.
Per me anche Fr è un ponte. Fra Dominique che schifo e Dominique ha un fottuto senso. Lodevole da parte sua.
Inizialmente l’idea era quella di scrivere a una persona che mi leggeva e mi capiva, mi faceva ridere. Però anche scopate saltuarie. E’ finita che il mio paradigma è andato a farsi fottere e anche i miei progetti e mi sono spiazzato da solo. Ci ho messo un pò a capire che lei per me era esattamente quell’ossimoro che scopre ma conferma Dominique.
Ho parlato con lei, quindi so che ha visto la lettera con l’intestazione addio. Poveraccia, Fr.
Mi rendo conto perfettamente che spesso non la faccio vivere bene, ma è questa stronza sincerità, questo filtro difettoso che c’è fra le mie emozioni e la convenienza e la vita più serena. Io sono una persona dannatamente pesante da sopportare.
Le ho sempre detto che può leggere tutto, anche le mail, le poesie, i pensieri, la chat. Io sono quello che sono. Quando parlo ferisco, quando scrivo ferisco. Se hai qualcosa me lo dici, tranquillo che io ti rispondo. Fr sa benissimo che voglio levarmi di mezzo da solo. Non ne faccio segreto mai, perché è un pensiero quotidiano per me e se non te lo dicessi non sarei io con te. Qui tutto ha un senso e non lo ha. Ma è come vivo. Sapere di avere dei vuoti di memoria assurdi, di avere invece ricordi che porca vacca ti rendono ignobile a te stesso. Sporcano la tua stessa possibilità di un futuro. Non se ne vanno mai, non scoloriscono. Invece le persone si. E mi ci incazzo perché devo aver pure voluto bene a qualcuno, o deve, qualcuno aver davvero voluto bene a Dominique. Non a quello che vedono apparentemente, ma a quello che sono io. E nonostante tutto vogliono ancora semplicemente quello che sono, nella sua disarmante banalità. E so che no, non ho avuto nessuno, non mi è mai importato di nessuno. Io sempre al primo posto. La mia libertà di scelta, la mia vita, la droga, il pensiero curioso, o il curioso pensare. Sono stanco di guardarmi allo specchio e vedere due occhi che non possono essere miei e me li vivo come estranei. Non mi riconosco davvero. Nella mia testa io sono sempre diverso. O più magro, o più stanco, o più grasso, o con la barba e invece no, accidenti. Io a volte non sapevo nemmeno dove fossi. Vedevo facce, vedevo pareti. Boh. E mi facevo ancora così non dovevo nemmeno più preoccuparmi di quello.
Ora questa stessa persona sta vivendo una vita diversa, ma non so per quale fottuto motivo desidererebbe sempre anche l’altra.
Perché, visto che voglio rimanere ancora poco in questa merda di mondo, non ricomincio a farmi, così almeno me ne vado proprio bene e dopo due tre mesi che me la sono anche goduta parecchio, dopo aver succhiato il meglio e ancora sto bene? Ok, sono stato ottimista. Forse venti giorni visto come mi assuefaccio rapido ormai. Voglio restare pulito perché non sono un totale idiota e la scissione fra il cazzo porcoddio come sto godendo e il cazzo dove sono? Chi sono? Mi fa restare con i piedi ben piantati per terra. Mettici anche che questa storia con Fr mi piace un sacco e me la voglio vivere lucido e poter essere svegliato perché mi si è rizzato mentre dormivo. Altrimenti nemmeno quello le do più. Fossi scemo.
E siccome in ogni caso scemo non mi ritengo, ecco perché me ne resto qui a rodere per qualcosa che non voglio.
Divago sempre. Vabbè, perdo anche il filo.
Uhm, la lettera. L’ho scritta la mattina che sono andato a farmi, qualche giorno fa. Non pensavo sarebbe successo veramente, ma in ogni caso amo calcolare tutto, quindi mi ero necessariamente premunito. Quell’idiota di Fr si è fermata e non ha continuato a leggere, altrimenti avrebbe capito. Solo che poi l’ho riaperta e come faccio di solito ho corretto gli errori di battitura e la data è stata spostata. Idiota. Leggila tutta. Lo sai che non ho problemi. Poveraccia, non sapeva che sarei andato a farmi. Ci vado di nascosto e poi se ci resto secco manco una spiegazione? Un ciao? Non è da me. Mi rendo conto che la disgrazia per chi mi sta accanto è che a quel punto potrebbe arrivare un’ansia da controllo. Oh, non è che questo si ammazza? Aspetta, guardo tutto, controllo tutto.
Tranquilla. Te lo dico quando mi ammazzo. A modo mio ma te lo dico, perché non ci tengo mica a essere fermato. Ma nemmeno ti prendo per il culo, te lo faccio sapere subito, così eviti ansie. Nel frattempo stattene tranquilla e vivi bene.
L’abbiamo letta insieme, Fr la vedo tranquilla. Ora. Domani non so, ma penso che ci penserò domani.
E visto che sono proprio qui mi ritengo anche fortunato che lei sia fissata sulla chitarra elettrica perché avrei potuto essere un batterista o solo un cantante e non mi sarei fatto la seconda scopata solo perché ho suonato, poco fa. Questa va a comando. Suono e ho quello che voglio. Le ho detto che è una vacca e una che si prostituisce per la musica. Ha detto si. Bene, posso starci con una così, no? Ma che legga il cazzo che le pare!
Ho talmente da perdere se lei se ne va che per forza mi do con tutto me stesso in questo rapporto. Mi metto in gioco fin dall’inizio. Ti assicuro che questo ha allungato la mia vita di almeno sei mesi.
Non è questione di assenza o presenza di pensiero, si tratta dei dubbi. “Ti abbandonavi a interminabili sedute di dubbio. Dicevi di essere un esperto in materia. Ma dubitare ti stancava a tal punto che finivi per dubitare del dubbio.” La comprensione delle cose non mi appartiene, mi appartiene il dubbio. Non conosco mai realmente qualcosa, so che posso sempre conoscerla meglio, o diversamente o mi si aprono infinite altre strade.
Io sono dannatamente stanco.
A me non me ne importa un cazzo se posso conoscere nuove cose, fare nuove esperienze. Ogni cosa nuova, ogni nuova esperienza sono dubbi che si sommano, nozioni che saturano ogni pensiero. Suono. Allora suono. E suonare stanca. Io sono stanco.
Io sono stanco cazzo.
Sapere che posso farlo finire io quando voglio mi da la possibilità di sapere che una fine ci sarà. Posso sopportare ancora perché tanto poi finisce.
Ecco il mio senso, ecco perché pensare alla mia morte mi da energia vitale.
16 Giugno 2011
Oh. Ma sai che mi è tornato in mente il mio amico Vincenzo?
Te lo voglio raccontare, Vincenzo. Poi ti racconto di Dominique con Vincenzo.
Vincenzo è alto e magro, con i capelli lunghi fino alle spalle. Riccioli bianco-giallo e barba. Un po’ un prototipo del vecchio rugoso e pensieroso. Lo vedi e sai già che ti dirà qualcosa che ti farà pensare.
Il bello di Vin è che pensa costantemente.
Veste come capita, con roba vecchia e consunta. Vive da solo da sempre, da quando era piccolo ed è scappato di casa perché suo padre gli voleva far lavorare il carbone. Lui non voleva passare la vita a sollevare sacchi di carbone e se ne è andato imbarcandosi. Un classico estremamente romantico.
Lui non ne parla mai in modo romantico. Ti parla della puzza, il sudiciume, le persone cattive, la fatica, la fame. Però si sentiva libero e quando ti parla di quella sensazione di aria pura nei polmoni e nel cervello fa respirare anche te.
Vin non ha mai studiato un cazzo, ma nel corso della sua vita ha letto di tutto. Sempre solo, tempo tanto.
L’ho conosciuto molti anni fa in Brunelleschi. Era venuto in gita a Firenze con quei pullman che portano i vecchi rincoglioniti in giro e poi ti vendono le pentole. Era scappato perché voleva vedere come fosse l’università.
Io ero seduto fuori, sul muro, accanto a decine di studenti.
L’ho visto da lontano, mi stavo rollando una sigaretta e quando è passato gli ho fatto un cenno con la testa. Si è fermato, ha preso la sigaretta, ha risposto cortesemente a tutte le mie domande.
Gli ho mostrato l’università, il mio studio, l’aula magna e poi siamo andati al bar e poi a cena e poi a dormire a casa mia e ci è rimasto un po’ di giorni.
Non aveva con sé i suoi scritti, ma abbiamo scritto insieme. Più che altro parlato.
Per me Vincenzo è stato immediatamente uno specchio. In lui vedo Dominique vecchio che non sono mai riuscito a vedere.
E’ consolante vedere che la vecchiaia esiste. In me, dico.
Mi sono affezionato subito. Un padre. Con Luis è l’unico padre che abbia avuto.
Dovrei parlare di nonni, forse, ma a me è mancato un padre.
Guardo il suo volto, il suo modo di muoversi, e riconosco geneticamente Dominique.
Possibile?
Teoria: noi dispersi nei pensieri, incatenati al cervello, plasmati dal dubbio, abbiamo una gestualità similare. Sguardo basso, sempre apparentemente svagati, poco contatto fisico, o inesistente. Le mani parlano gesticolando, non stanno mai ferme. Ma il resto del corpo si, è fermo. Mi fa ridere Vin, siede sempre a gambe incrociate come me. ah, quando invecchi hai la barbona bianca. Ovvio, no? Fa molto santone.
E’ bello essere suo figlio.
Quindi lo vado a trovare in questi giorni, che poi non lo rivedo più.
Avrei voluto uno di quei padri con cui siedi a parlare, con il bicchiere di vino in mano e la sigaretta nell’altra.
Un "come stai" vero.
L’affetto, il non giudizio a prescindere, l’inesistenza di tentativi di fotocopie sbiadite.
Non ho piacere che tu veda mio padre.
Da un po’ lo considero al pari di un noioso vicino, esteticamente rivoltante. Mi infastidisce.
Sei un essere puro, non tollero che tu venga esposta alle schifezze. Rispettando i canoni in quanto uomo ho il dovere di proteggere la mia signora. Si, lo so, stai pensando “Io Tarzan tu Jane”.
Bimba, è così. ;)
Credimi, ti proteggerò sempre.
Tranne che da me stesso.
Eh, quella te la sei ampiamente voluta.
Mi hai fatto capire quanto eri Dominique-addicted quando hai smesso di comunicare con me perché ero a Berlino.
Ti ho preceduta, l’ho capito prima di te. Ti ricordi l’ultima, romantica, frase della fine di Harry ti presento Sally? “Sono venuto stasera perché quando ti accorgi che vuoi passare il resto della vita con qualcuno, vuoi che il resto della vita cominci il più presto possibile.”
Lascia solo “quando ti accorgi che vuoi passare il resto della vita con qualcuno”.
Merda.
E’ stata una tale epiphany da rimanerci spezzato. Dovevo assorbire il colpo e dovevo farlo da solo. Idiota, non sono riuscito a spiegarmi allora.
Ora so come farmi capire da te e penso di avere a che fare con l’illuminata one. Però è merito tuo. Nessuno mi aveva mai detto “Dom, ho bisogno di capirti.” Presuppone un tale interesse per la mia persona che io le parole le trovo. Se non sono parole, sono lettere. Ma io con te parlo. Parlo. Cazzo, io con te parlo. Solo perché sei tu, bada.
Vorrei tu capissi questo, allora. La domandina del cazzo “cosa ci sta a fare Dominique con Fr” cacciatela in culo.
Chi te l’ha fatta non evidentemente non mi conosce e non conosce te. Purtroppo devo ammettere che sono rimasto deluso: mi conosce da anni, pensavo fosse lampante il motivo della mia devozione nei tuoi confronti. Si, qui si sfiora ampiamente la devozione. Vedi di fartene una ragione.
A parte il fatto che non ti considero un’idiota, anzi, con te parlo di tutto e mi segui in tutto. Non ho trovato un argomento di cui non poter parlare con te. Se non conosci l’argomento, chiedi. Punto.
Inoltre tu sei per me una continua fonte di curiosità. Hai fatto duemila cose nella tua vita e io nemmeno una di quelle che hai fatto tu. Eppure siamo dannatamente simili. Questo è perfetto, perché mi arricchisci.
Non mi annoi mai e te l’ho scritto mesi fa, subito. Ti ho detto che anche se tu fossi stata vecchia brutta e sfatta ti avrei voluta vedere e scopare lo stesso. E siccome te l’ho scritto prima di rivederti fidati che dico la verità. Ho avuto il culo di ritrovare una donna che mi piace da morire. Il tuo aspetto, il tuo odore, come ti muovi. E come reagisci fisicamente alla mia presenza ;) E ci tengo a ripetere che ammiro l’arte DI.
Non sei normale, questo mi è chiaro. Sei speciale, diversa da come si pensa debba essere una donna della tua età. Non rientri in nessuno dei canoni che conoscevo. Sei mamma ma non sposata, sei separata ma adori tuo marito, hai due figli da due padri diversi ma non è minimamente un problema, hai quasi quarant’anni ma vesti ancora come cazzo ti pare e menomale perché ti adoro così, parli con tutti ma non hai un gruppo di amici e non esci, sei laureata, colta, leggi tantissimo ma non lo dici mai, scrivi scrivi scrivi e nessuno legge, non vuoi nemmeno pensare a un tentativo di pubblicazione.
Poi ci si chiede perché Dominique abbia perso la testa?
Mah.
Mi sembra ovvio.
Ecco quello che sono e che pare nessuno riesca a vedere sul serio:
un quasi quarantenne preciso e metodico, razionale allo sfinimento. Preciso per ciò che deve essere preciso, ovvero i miei scritti. Del resto me ne frega poco. Alla fine la fender posso sempre ricomprarla, i miei scritti sono unici.
Tenere gli altri lontani fisicamente è iniziato con certe droghe. Trip non belli. E lo so, dovrei dire che in qualcosa c’entra mia madre, ma le darei soddisfazione e non mi va. Comunque mi repelle il contatto fisico. Gli odori non li sopporto e nemmeno la consistenza di certe pelli. La mollezza non fa per me.
L’essere umano non è bello. Niente in confronto ad altro, almeno. Siamo troppo rigidi, troppo deboli. Provo una sincera repulsione a livello intellettuale. A livello fisico gli ormoni mi fottono. Scopare è una necessità. Mi sono adattato e mi è andata bene così.
Capisco perfettamente di mettere a disagio le persone con i miei silenzi e credimi faccio di tutto perché non accada in alcune circostanze. Ma non vengono e basta. Ho questa assurda mania di controllo per cui devo pensare bene a quello che dico e questo mi porta via qualche minuto. A volte qualche ora. Prendo tutto dannatamente sul serio, porca puttana.
Sono pesante.
MA sono “di natura scherzosa”, cit.
Non so perché. Controbilancia la pesantezza. Essere a senso unico diventa banale.
Scusa ma banale non sono mai stato.
Quando mi sento libero di poter stare in silenzio senza provocare imbarazzo o giudizio accade: Dominique parla. Non sempre, ma parla. Il concetto è chiaro: datemi fiducia e superate i modi bruschi e allora entro in contatto.
Mi dispiace, non ci riesco mai per primo, a parte sul lavoro. Ma il lavoro è diverso. Non sono io, sono un professore. Mi disegnano così ;) altra cit.
E credo fermamente nella sincerità come unico metodo per affrontare la vita. La devo prima di tutto a me stesso, solo di conseguenza agli altri. Non so quante maschere si possano indossare. So di NON essere uno-nessuno-centomila. Col cazzo.
Ho fatto fatica per capirmi, sono unico e francamente anche raro. Non sono mai stato centomila.
In potenza si, lo siamo tutti. Ma se ti imponi la regola della sincerità con te stesso hai molte poche maschere e abbastanza standardizzate. Quindi nemmeno ti appartengono veramente.
In fieri mi sento il nulla, ma è un altro discorso, giusto?
Il sangue è vita. Solo se è caldo, chiaro. Sono fissato con il sangue. Lo sai. Chiamala perversione, non è importante. Sono così. Ci convivo da anni, è molto simbolico.
Riduco spesso tutto a un simbolo. Capisco meglio.
Geroglifici sentimentali. Decrittabili solo da me. A volte me li creo e ci metto mesi a interpretarmi.
Ti è mai successo?
Congeli un sentimento, un’idea e intanto, latente, ci pensi.
Controllo. Controllo.
Senti, facciamo che stanotte ti insegno Nevermind.
Facciamo che stanotte prendi il coltello col manico nero.
Facciamo che stanotte, come sempre da quando ti conosco, sei tutto il mio mondo.
Ok?
15 Giugno 2011
Ho appena scritto a Mì.
Cerco in ogni modo di dirle di non affezionarsi e di non contare su di me.
Forse la frase
"non ti affezionare a me e non contare su di me perchè sono egoista come tutti i tossici e depressi"
non si capisce bene.
Forse sbaglio io e non dovrei comunicare con nessuno.
Forse anche la frase
"sai benissimo che prima o poi io vi lascio e non ci sarò più"
può lasciare adito a dubbi.
E anche ripetere infinite volte che io
"distruggo, avveleno e anniento ogni cosa"
non è comprensibile al cuore di chi finisce suo malgrado per volermi bene.
Tu sei cosciente di quello che posso darti, sai che ti voglio un bene che nemmeno pensavo, ma sai che non sarà per sempre e quindi con te ho un legame.
Tu capisci.
Questa tua comprensione è per me molto rassicurante.
So che non mi odierai. Quello che ti posso dare te lo do con tutta l'anima. Quello che non posso darti lo comprendi.
Sul serio ho prostiuito il mio cervello prima e il mio cuore subito dopo. Sul serio non posso avere legami e non perchè non li vorrei, sono un essere umano. E' che non ce la faccio materialmente.
Leggi molto.
Hai una mente incredibilmente brillante, aperta e costruttiva.
So che puoi capire che esistono persone che fanno della loro fine un inizio di giornata.
Uno scopo.
Difficile spiegare i labirinti della mente.
Credo, So, che Fr ha sempre capito che abbiamo una scadenza e non tanto perchè un giorno non le sarò accanto, quanto perchè alla fine ogni cosa ha la sua legittima e necessaria conclusione.
Magari la persona che hai amato ce l'hai accanto e la puoi vedere ogni giorno, ma sai che quel sentimento è finito.
Tutto ha le sue fottute scadenze.
Mì mi ha scritto che ci è rimasta male per il mio sms di ieri dove le scrivevo di lasciarmi in pace.
"lasciami in pace"
Ho avvisato tutti, credo.
Sono sincero, sono brutale, sono egoista.
Che nessuno mai conti su Dominique, Dominique è un qualcosa di talmente distruttivo che se conti su di lui ti fai del male da solo.
Ho scritto difficile spiegare i labirinti della mente.
Accetto che sia ancora più difficile comprendere quelli del cuore. All'inizio ho chiesto a Fr di non amarmi.
Mi ha risposto che non avrebbe assolutamente avuto modo di controllare i suoi sentimenti.
Giusto.
Ha ragione.
Ammetto di essere un idiota a fare certe richieste.
Anche io non volevo innamorami e invece la amo.
Ma sto iniziando a pensare che tutto questo sia un dannato gioco al massacro.
Tutto lo è per me. La Vita è un gioco al massacro, suppongo.
Controsensi perennemente.
Sono l'diota di Dostoevskij, predico amore assoluto nei confronti del prossimo ma con la stessa caparbia ottusità chiedo di non amarmi.
Forse sono, come tutti, Uno Nessuno Centomila.
Forse alla fine sono solo l'ennesimo Cesare Pavese.
Forse sono veramente un autistico dei sentimenti.
"doppio cervello e metà cuore"
Non lo so, Nanni.
So che sei importante.
So che nulla lo è realmente.
So che mi mancheresti.
So che non mi mancherebbe niente.
Si possono controllare le conseguenze dei propri sentimenti, ma i sentimenti no.
Posso controllare tutto e niente.
Ieri avevo solo voglia di eclissarmi per non ritrovarmi più a pensare di essere un glorioso fallimento personale.
Oggi schivo ogni sensazione di fallimento erigendo muri e puntellando sentimenti con pilastri razionali.
Ti ho detto che mi lascio ferire. No, non è così.
Non sono stato realmente ferito, mi sono lasciato ripiegare su me stesso nell'angoscia del passato.
Esercizi di strage di buoni sentimenti nei confronti di Dominique da parte di Dominique.
Che devo dire? Sopportatemi così? Non credo di potermi permettere tanto.
E' che Fr oggi non c'è e io non sento quando lei non c'è.
Non sento più niente.
Cuore vuoto.
E' lenta lenta lenta. Si trascina, parla poco, non vede un cazzo.
E' la mia donna con un velo davanti e io non ho la capacità di strapparlo via.
La vedo, ma non è davanti a me.
E non lo so perchè. Ieri non era così e oggi si.
Perchè? Vorrei capire perchè la stessa dose cambia così gli effetti.
Amo questa donna più di quanto abbia mai amato me stesso, ma sempre meno del mio fallimento personale e della mia morte.
Su questa coerenza ritrovo me stesso.
Sto programmando il mio viaggio per i primi di luglio e questa mail fa parte di questo mio programma.
Devo pensare a tutto e mi costa fatica.
Barcollo un pò nei miei sentimenti, mi rendo conto di scrivere assurdità e ti prego di scusarmi.
Ma io a te scrivo.
Ormai ho questa dannata abitudine di aprire word e scrivere a Nanni come apro word e scrivo a Dominique troppo spesso.
Nanni, tu esisti in modo autenticamente meraviglioso.
La tua fatica di vivere, il tuo spleen è talmente consolante per me che ti reputo intelligente e migliore di tutta questa merda che mi circonda!
Se tu amassi tutto questo non potrei stimarti. se tu accettassi tutto questo a occhi chiusi e cervello spento non saremmo in contatto.
Leggi. Leggi Dominique e te ne sono grato come non capirai mai forse. No, capisci anche questo.
Ecco. Ti abbraccio. Grazie di leggere.
14 Giugno 2011
Quando dico che la mia vita non è mia intendo che vivere pensando sempre all’assenza di eroina è una fatica che non sopporto a volte.
E non per il fatto che devo continuamente impedirmi di andare a comprare, ma perché so di essere intelligente.
Anche più della maggior parte di questi assurdi senza cervello che vagolano nel mondo.
Non sono riuscito a concludere niente per il semplice fatto che ero preso dall’eroina.
Via il dolore, via i pensieri, via tutto.
In cambio ho ceduto la mia vita e sento che non mi appartiene più.
Saremo pari quando deciderò di farmi l’ultima dose –e allora non saranno solo 5mg ma minimo 15mg per andare sul sicuro- e credimi che vivo solo per questo.
Sono un egoista, non posso soffermarmi troppo a pensare a chi resta.
Mi è necessario pensare, credere di avere il controllo sulla mia vita. Non sono realmente in grado di amare nessuno, nemmeno Fr. Non completamente, almeno.
C’è sempre altro in mezzo, quella voglia assurda che ti fotte sempre. La droga ti aliena dai legami e ci provo a vivere questo amore che sono certo non andrà male, ma sono altrettanto certo che finirà.
Andare male è diverso da finire.
Con Fr non può andare male. Lo so, è così.
Ma diventerà quotidianità e sopportazione? Questo non lo so. Non riesco a calcolarlo. Non mi interessa nemmeno, in fondo.
Siamo quello che siamo oggi e non chiedo di meglio.
Ma sono un tossico del cazzo e fra me e lei, fra me e il mondo ci metto sempre l’eroina.
Fra me e il lavoro, fra me e la fender, fra me e la scrittura.
A volte credo di poter fare meglio in ero, a volte vedo che non può essere così.
Allora cambiatemi il cervello, vi prego, diteglielo che è solo vigliaccheria farsi.
Annullarsi.
Ho cancellato un sacco di contatti, una cinquantina. Non ne ho bisogno.
Ora ho solo amici di cui mi ricordo, i cui nomi mi dicono qualcosa. Ci sono tossici ed ex tossici e a volte ci diamo una mano.
Ci sono scrittori, lettori e amici amici.
Sono ancora troppi perché in realtà comunico quotidianamente solo con poche persone.
Tu, Fr, Mì, Ste, Ale, nan e Dol Quanti di questi mi danno qualcosa?
Oggi ti dico tu, fr, ste.
Si, ci metto quel deficiente perché è matto, gay e mette allegria. Poco intelligente, poco colto, ma ha cuore.
E non mi importa se si inventa Marco, sono affari suoi.
Mi fa stare bene aiutarlo, mi da un senso.
E demian che nemmeno conosco e ci ho parlato una volta ma adora Fr e ora legge Pavese perché si è interessato dopo che ne abbiamo ragionato un po’
Ho un senso, non lascio Fb.
Se qualcuno legge Pavese ha un fottuto senso.
Ci ho pensato e alla fine mi ha convinto Pavese.
Posso avere contatti con te lo stesso, anche senza Fb, ma visto che non posso più insegnare che si legga Pavese, per favore.
E decine di altri se mi state ad ascoltare, se avete questa accortezza.
Adoro la tua bacheca perché imparo ogni giorno.
Ok, resto.
Fr sta diventando dannatamente tattica. Sono ragionevolmente sicuro che questa volta se l’è studiata a tavolino.
E’ innamorata, ha imparato a ragionare come ragiono io e ho la sensazione che mi abbia fregato.
Allora torno e lascio il merito a Ste che ne ha bisogno. Infatti dopo gongolava.
Che ci facevo in chat? Mì. Ieri si voleva suicidare. Tre ore a ragionare di tutto. Del suo passato , del suo presente, del bere, delle droghe, dell’amore, di figli. Solo che è logorroica.
Ti dico solo che me ne andavo a pisciare, a mangiarmi un panino, ad accordare la classica di Fr e lei era ancora lì a scrivere. Alla fine le ho anche spiegato come raggiungere un orgasmo dal punto G e non si ammazza finchè non l’ha provato.
Tanto non si ammazza mai quella. Non è il tipo.
Ma mi dispiace quando vedo qualcuno così in difficoltà, così rabbioso con se stesso e con gli altri.
Dopo la prima ora di chat mi ha chiesto di incontrarci e scoparla e ho detto ancora di no. Le butta lì.
Le ho detto che sono innamorato di fr da quando ero ragazzino, che in questi anni non ho mai smesso di pensarla e che mi è impossibile tradirla anche solo con il pensiero. E che tanto lei si farebbe più Fr di me. Allora mi ha chiesto di incontrarla, baciarla, tagliarsi e bere il sangue. NO. Solo con Franci a maggior ragione.
E’ un vincolo che ho solo con lei.
Solo lei ha il mio sangue e so che ha questa merda di fattone dentro di sé e che mi ha accettato.
Perversioni. Romanticismo. Amore.
No, con nessun’altra. Lo rinnoviamo, è folle forse, ridicolo, ma è Nostro.
La butto a ridere ma sono sincero con Mì. E così via di nuovo a parlare parlare. Stamani ero a pezzi psicologicamente, non sono abituato a tutte queste connessioni con le persone.
State lontani, se vi do qualcosa poi mi devo riprendere. Infatti oggi dopo che mi sono cancellato mi mandava sms e le ho detto chiaramente di farla finita perché mi rompeva il cazzo. Mi ha risposto recepito e ha smesso. Brava. Così porcodio. Fammi respirare.
Che poi non vengo molto capito. Guarda la tua amica idiota. Io non avevo mica commentato a lei, ma al tuo link. Santoro mi piace, è molto ironico. Era solo quello. Ma non mi si capisce, mi spiego male. Ok, perché offendere, però? No, non capisco. Sono tutti egocentrici. Chi ti aveva calcolato??
Sono stanco
Di me, soprattutto.
Quindi dimmi di te che di me mi annoio.
Al solito quando puoi.
13 Giugno 2011
Machissenefotte della puzza, no? tempo due giorni e ci sarebbe il nanni-puzzo. la fai tua in poco tempo. E mi sembra giusto liberarsi del superfluo, non ha senso circondarsi di cose, di orpelli inutili e che distraggono.
Si, oggi sono allegro. Mi sono fatto una mattinata riflessiva, Fr postava Roger Waters dal lavoro, il suo album Amused to Death. Ci sono tre canzoni che mi coinvolgono particolarmente. Vabbè, tutto l'album in realtà, ma What god wants, watching tv e the ballad mi prendono proprio. ogni volta che sento Watching tv piango come un deficiente. Giuro. Quindi poi ero allegro per la legge del contrappasso e io tento a seguire sempre le leggi che faccio mie. Solo quelle che faccio mie, intesi.
Pausa caffè con Fr, che è passata prendendo un permesso dal lavoro e abbiamo scopato alla grande. Cosa voglio di più? la mia donna che fa pausa per scopare con me e poi torna al alvoro. certo che sono allegro, sto da dio.
E poi i miei, cha quando sono di buonumore mi fanno ridere e quei cazzo di levrieri idioti che non frequentavo da un pò
e alla fine Fr che mi telefona in lacrime perchè Ste ha fatto quella nota sulla sua pagina.
Lui stava male, ha scritto sia a me che a Fr, come ti dicevo. Poi ha fatto una nota dalla mail di Fr. beh, la signora non si scompone facile, ma penso che questa "mirtacosa" le crei uno stato un pò emotivo, perchè piangeva come un'idiota e io giù a ridere. credo che smetterò di ridere domani perchè quando dopo la rivedo giuro che non mi trattengo.
Che dannate checche che sono tutti e due!
Che siamo, ok. Tutti e tre.
Ma io nella loro emotività non c'entro questa volta. io piango per Watching Tv di Roger waters. Cazzo che genio genio genio.
Si, sono allegro e non mi va di pensare, adesso, che finirà. Come ti ho detto mi godo tutto. Sono tornato per miracolo, mi godo questo tempo rubato alla Grande Dama.
Oggi mi sento anche immortale. E non vedo l'ora di riscoparmi Miss Tuttalacrime.
Dom a Nanni:
Grazie un cazzo. Sei più testardo dei miei cani che cagano sempre sullo scalino del bar in piazza.
Ma sto insegnando alla femmina, che è un minimo più sveglia, a cagare sulla porta di casa di mia madre. Per adesso lo fa due volte su tre. La mia stima nei suoi confronti è enormemente salita. Rimane sempre uno dei cani più brutti che abbia mai visto, ma almeno ci rido.
Mia madre mi ha rimproverato, io rido ancora, cazzo mi rimproveri, ho 40 anni! Dice che sono uno "scemo" a insegnare queste cose ai suoi cani, sono "bieche ritorsioni" e che devo "andare a risciacquare il mio complesso di edipo irrisolto in Arno".
Ecco, cazzate e rido. Non rispondo, alzo le spalle e ridacchio. E lei che fa ancora più la risentita ma se è sotto Valium ci ride anche lei.
Mia madre è una continua fonte di incazzature o divertimento per me, dipende dall'umore. Il mio.
Mi vede che passo per la sua cucina, apro il frigo e le frego gli yogurt. Lei finge di protestare, ma li compra per me. Che rapporto idiota abbiamo. Molto triste.
Le ho detto dell'overdose, mi è venuto e basta.
Ha interpretato magnificamente il ruolo della primadonna disperata con una serie infinita di Oh Dominique Oh Dominique Oh Dominique.
-lei non usa mai diminutivi, il nome Dominique l'ha scelto e caparbiamente lo pronuncia sempre tutto per intero, si piace molto-
Si era incantata. Quando l'ho interrotta facendoglielo notare si è ripresa e mi ha chiesto come sto, le ho detto bene e sono tornato a casa mia.
E' mia madre. E' mia madre?
Credo sinceramente che avrebbe preferito avere un altro tipo di figlio. D'altra parte ha esattamente quello che si merita.
Uscendo ho incrociato anche quell'ombra di mio padre. Non lo vedevo da tre settimane, nonostante stia a un chilometro di parco da me.
ciao Dom. Ci sei.
ciao babbo. Si, ci sono
ah, pensavo tu fossi partito
no, ci sono
ah. pensavo male
si vede di si
e stai ancora con quella ragazza?
uhm, direi di si.
allora non sei gay
no, babbo, sono gay lo stesso
ah.
che devo rispondere, Nanni? me ne vado. Sembrano conversazioni assurde. Mi fa domande importanti, personali e me le fa così, in questo suo modo offensivo e noncurante. E poi non ha le palle di affrontare le mie risposte. Quindi mi diverto a confonderlo e andare via. Alla fine penso che non gli importi niente. Potrei dirgli che sono gay e lo prendo in culo dal papa mentre mi faccio berlusconi e non farebbe una piega.
E' sconsolante, deprimente, mi straniscono. Quando mi guardo con i loro occhi sembro pazzo, ma sono loro quelli pazzi. tre settimane e nemmeno sapeva che ero qui a casa. Non sanno niente di me.
Ma perchè ti sto scrivendo tutto questo?
12 Giugno 2011
Urge una visita dal dermatologo, amico mio. lo vedono subito cos'è, senza bisogno di esami, penso. Puoi farlo privatamente, però 100 euro ti partono. E non hai soldi. e cazzo mi dispiace. E cazzo vorrei aiutarti. E cazzo tu non me lo permetterai. E cazzo ti rispetterò.
Però vacci. Può anche essere solo candida.
Ti brucia quando fai sesso? ti brucia di più appena prima di venire? Comunque lo vedono e basta una crema e pochi giorni.
E strafottitene del proprietario, alla fine non cambia niente se si incazza. Non può essere in grado di cambiare la tua vita, può solo romperti i coglioni, togligli questo potere, fattelo scorrere addosso. Hai detto fine giugno, è lui che non si è fatto pagare da quell'idiota. cazzi suoi. Emeriti cazzi suoi. C'è gente che sta anni abusivamente in una casa senza pagare, sei tu che ti fai scrupoli di coscienza, perchè sei buono e onesto. ma non trascendere nell'autolesionismo e fottitene. Ma se conosco poco Nanni, Nanni ha momenti di rabbia ma ce la fa e poi se ne fotte ed è se stesso. Nanni ce la fa.
Te lo dico perchè anche se ti appoggi a Cà, anche se credi di essere una pippa perchè allarghi i recinti (che poi sai benissimo di non esserlo) in realtà i tuoi sono solo sfoghi. Non dipendi da nessuno, non ti aspetti mai l'aiuto di nessuno e questo ti da quella marcia in più che alla fine ti permette di essere in ogni caso vincente. Anche se fai fatica, anche se non avessi più casa e dovessi vivere sotto un ponte tu saresti vincente, tu non ti perdi. Non ti accolli alle persone, non hai dipendenze. Questo crea momentanei o lunghi disagi e tristezze, ma la tua vita sarà preziosa e bella.
Non sono parole, Nanni, lasciatelo dire. Ho venti cazzo di anni più di te e vedo che hai miliardi di possibilità in più di non affogare. Io me le sono giocate, perchè i salvagente si costruiscono prima, all'età tua. Sei un grande, qualunque cosa succeda. Non importa se adesso lo capisci. Lo capirai più in là se non l'hai già capito. Ma io lo vedo. Lo so. Ne ho conosciuti di ragazzi, era il mio lavoro e posso dirti che tu andrai in culo a questo mondo.
Anche io vado in culo al mondo, ma in modo diverso. Io ho la disperazione di chi non capisce e non capirà mai e alla fine se ne andrà solo per cercare una tregua. Ma quelli come te rimangono perchè sono quelli che possono realmente cambiare il mondo e le persone. Partono da se stessi, continuano con le persone che hanno accanto, se hanno metodo e fortuna diventano anche dei fottuti predicatori, o politici, o filosofi, o scrittori. Gente che rimane. gente che ci vuole, necessaria come l'aria.
Fr è una matta, ma è come te. Cambia le persone in meglio. Quando sei così c'è come una spia, dentro, che ti impedisce di cedere e andartene.
Sto pensando molto al fatto che Fr risulta, per lo stato, una malata di mente e io un tossico.
Ho permesso alla droga di prendere il mio cervello e cambiarlo.
Ho molto in comune con la mia signorina. Vedo che ragioniamo sugli stessi binari. Ho fatto anch'io innumerevoli visite da illustri psichiatri, hanno classificato anche me come malato mentale anni fa.
Balle. Tutte cazzate.
Malattia mentale!
Così evanescente, inclassificabile, indesiderata e terrificante. No, non la vuole nessuno. Tutti lontani, tutti a distanza di sicurezza perché la malattia mentale è difficilmente gestibile, dicono. Incomprensibile dico io.
Classificazioni prive di senso.
Poter pensare tutto e il contrario di tutto in pochi minuti, vivere un evento come definitivo e poco dopo come relativo a quell’istante, toccare picchi incredibili e poi sentirsi in imbarazzo o inadeguati perché siamo stati felici, o tristi. Perchè gli altri non sono tristi o felici allo stesso modo, hanno un comportamento più consono e adeguato. Destabilizzazioni che provengono da noi stessi, quindi non c’è modo di scappare.
Se qualcuno ti tira un pugno puoi renderglielo, ma quando a tirarti un pugno è la tua stessa mente ti accucci a difesa, nell’assenza o urli dentro. E nessuno può capire quell’urlo, perché tu non stai urlando, non nel modo in cui sono abituati. Nessuno capisce quell’assenza, perché non possono materialmente raggiungere la tua mente.
Interruzioni? La malattia mentale è frutto di interruzioni? No, secondo me è frutto di iperconnessioni. E’ l’estremo tentativo che abbiamo per capire, difenderci, vivere noi stessi. Non importa la causa, se sia fisica, o se sia un trauma, o una vita difficile, droghe. Scatta qualcosa e diventi iperconnesso e non smetti più.
Subentra la chimica che ti da tregua, ma è un circolo vizioso in cui ti senti coccolato e sostenuto da qualcosa di esterno e allo stesso tempo ti deprime dipendere da qualcosa che non siano le tue sole forze. Accusi anche tutti i dannati effetti collaterali e le astinenze.
Dico malattia mentale, ma non ha senso. Fr non è una malata mentale, nemmeno io. Non lo so cosa siamo, non credo nemmeno abbia importanza. Quello che mi fa stare bene adesso è che nutro una fiducia profonda nelle capacità di questa mia signorina. Sta male e il suo cervello sta lottando in ogni modo possibile per curarsi da solo. E' solo e semplicemente tutto qui.
Per me è un'altra storia, io sono andato troppo oltre, ma lei mi sta accanto lo stesso. Ti prego di non leggere queste mie parole come un tentativo di generare pietà o consensi o coccole. Non sono così, sarbbe profondamente offensivo da parte di chiunque credere che io voglia aiuto. O che lo cerchi. Sono estremamente lucido nella mia analisi. Sono felice che adesso ci sia lei e me la godo, mi godo ogni fottuto istante con lei. ma finirà. Tutto prima o poi finirà. Voglio solo avere io il potere di farlo finire. E' tutto quello che pretendo dalla mia vita. Lo sai, te l'ho già detto.
Non ci arrivo a essere vecchio, non mi ci vedo, sarebbe il mio più estremo fallimento.
Mi voglio godere anche te e le tue mail e lo faccio. Anche gli sms. Alla fine non ho molto tempo perchè fra poco vado via e starò via tanto, senza contatti. Mi brucio questi giorni alternando una gioia profonda a un totale disgusto per il mondo e per me stesso, ma una costante rimane e siete voi.
Bene averti scritto e conosciuto, anche se non ricordo come sia successo. Bene che Nanni sia nella mia vita.
Ora però muovi il culo e fai anche questa: vai dal dermatologo.
Ti abbraccio.
11 Giugno 2011
Sono allergico a tutti.
Sul serio, detesto l'umanità in ogni sua cazzo di forma. Misera, putrida, offensiva.
Non ne posso più.
Vedo solo Fr, solo lei da sollievo.
Il resto non lo tollero, nemmeno su Fb.
Percepisco tutti come troppo entranti, anche solo con un cazzo di "mi piace".
Mì la getterei in un falò e starei a guardare tutta l'ansia che mi comunica bruciare con lei.
State lontanti da me, non mi esisto, dimenticatemi vi prego. Nemmeno vi prego, lo pretendo.
Sono oltraggiato dal respiro di altri esseri viventi che cercano di intercettare qualche modo il mio. Eclissatevi, morite tutti.
Tu no. Ieri non ho risposto perchè dormivo.
Sto inziando a dormire la notte e stare sveglio di giorno. Sento meno la mia solitudine, partecipo maggiormente alla vita vera penso. La notte mi declassa a mostro inesistente, ma io voglio esistere in qualche modo, migliore di quanto non lo sia stato finora.
Scrivo cazzate, la testa è triste. Mi vivo un lutto che non è reale, ma è come fosse il lutto per ciò che ero e non voglio più essere.
Basta, Nanni. Basta stare così, in bilico fra il desiderio e la vita.
Fr mi sta inconsapevolmente insegnando che può esserci una strada, al di là della mia logica del cazzo che non fa che trascinarmi più a fondo.
Ha ragione Nash, Nanni. la logica che comprendo adesso è l'amore.
10 Giugno 2011
Perché.
Rispondo perché sei tu e non credo sarà una risposta.
Ho dormito un cazzo, ero felice però. Con Fr andava benissimo, sono innamorato perso. Stavo bene, quindi. Molto. L’LSD mi ha steso. Pensieri a mille, ma solitudine. Troppi pensieri, troppa fattanza. Sono tornato indietro di non so quanto. Mentre ero a casa continuavo a pensare pensare pensare. Fr, lsd, autogrill, droga droga droga. Non ho controllato, semplicemente. Controllo da settimane. Non è una scusa, non ho scuse. Non c’è una ragione. Quando sto bene in teoria non dovrebbero esserci cazzi, ma ci sono stati. Coscientemente ho preso il naloxone, tutte e 10 le fiale. Coscientemente sono andato a prendermi quello che cercavo sapendo di avere abbastanza tempo perchè Fr non capisse immediatamente. Lucido, a te non dico cazzate. (ma lei ha capito lo stesso)
La mia dose erano 5 mg, anche di più alla fine e non sempre vai in overdose.
Diciamo che è un rischio, ma non capita sempre. Se avessi un’overdose ogni volta o quasi non ne avrei avute solo 5. Per tre anni mi sono fatto ogni 4 ore, poi più saltuariamente. fai il conto di quante dosi sono.
E’ più frequente quando non sei più abituato, perciò sono andato sui 3 mg. Ho sbagliato a farmela tutta, avrei dovuto provarne un po’ e poi continuare. Era pura, non era una merda, ma è successo. avevo voglia di sentire la botta subito. Errore. Ma nessun dolore, nessuna sensazione, non ho ricordi.
Ricordo solo quando sono tornato, mi hanno fatto 8 fiale, pure troppe, è stato un bello shock tornare così. Solita sensazione di ricominciare a respirare, il dolore, la dose bruciata dall’antidoto. Solita merda. Sono rimasto lì, non ce la facevo a venire via subito. Loro agitati, io mezzo incosciente e non capivo un cazzo. Si sono occupati di me, li conosco da anni alla fine e uno di loro ha semplicemente ricambiato la cortesia fattagli anni fa, suppongo. Sanno come fare, tutti lo sappiamo. Quindi questa volta devo la mia vita a Fr e a due tossici. Triste direi.
Tutto è triste, Nanni, lo so. Ma quello che cerco è forte, a volte non conta la tristezza, lo squallore, l’amore. Non conta nulla tranne farsi. Chi fuma una sigaretta, chi si buca. Chi si buca fa più fatica a resistere. O forse no, non lo so, io fumo 2 pacchetti al giorno ora.
Quando ti fai non pensi di poter rischiare l’overdose. Ti vuoi fare e basta. Lo sai che c’è la possibilità, ma è un rischio che corri. Non è nemmeno una brutta morte, non mi sarei accorto, ti ripeto.
L’avresti saputo così. Fr l’avrebbe saputo così. Si, questo mi importa, credimi. Di questo si.
Di morire no, e lo sai. Non credo che ci sia nulla dopo, nessuna coscienza di se, quindi a me non mancherà nessuno. E’ l’egoismo del tossico, del suicida.
Difficile spiegare. Del lavoro mi importa, ma per ora non ho possibilità vedrò a settembre.
Resto due giorni qui, mai stato tanto con Fr. Ma lo voglio, lo voglio davvero. Voglio vivermela.
voglio vivermi anche te. ti lascio cose, qui, per quando verrai e mi dispiacerebbe non esserci più quando Fr te le darà.
Era una dose, non ho astinenza. reggo, ce la faccio.
grazie di esserci.
boh. sono una pippa, ok.
09 Giugno 2011
Ti scrivo, qui, faccio prima che non dal cellulare e mi costa meno.
Ho accompagnato Fr, per fortuna ci eravamo chiariti.
Stanotte mi ha cercato alle due e sono andato da lei. Non abbiamo parlato molto, ma non importa, era chiaro a tutti e due cosa volevamo l’uno dall’altra.
Insomma, ero con lei a igiene mentale.
E’ rimasta calma, purtroppo un pò stralunata ma calma.
Ha esagerato solo un pochino, quando l’infermiera le faceva le solite domande che le fanno sempre, allora senti le voci? Quanti siete nella tua testa? … si è incazzata, ha detto che è stufa di raccontare i cazzi suoi a chiunque e che avrebbe parlato solo con lo psichiatra.
Per fortuna sono stati tranquilli anche loro e hanno concordato con Fr un day hospital a partire da sabato mattina, a igiene mentale di firenze. Ovvero in manicomio, porcodio.
Decideranno una terapia farmacologica.
Che dire? Non so. Vedremo cosa le diranno.
Poi via di corsa all’ospedale per la risonanza magnetica.
Ecco, lì ha un pò dato di matto, ma ci stava secondo me.
Ero ad aspettare seduto in corridoio e mi hanno chiamato dicendomi che si rifiutava di fare l’esame.
Molto calmo molto dandy sono entrato e Fr mi ha spiegato che il medico, vedendola nuda, le aveva detto “oh, abbiamo una rossa che si tinge di nero” e lei ha GIUSTAMENTE risposto “oh, abbiamo una testa di cazzo con un camice bianco”. Bah, che dovevo fare? L’esame andava fatto, l’ho calmata e ha fatto tutto, ma solo dopo le scuse del medico. -dio, che donna!!!-
Però aveva ragione, cazzo.
Poveraccia, davvero un’ora e mezza in quella macchina del diavolo. Tre clisteri di gel e lei zitta zitta a farsi fare tutto.
Ma non sai quanto amo questa dea, potessi farei io tutta questa roba schifosa e molto umiliante. Mi capisci, no?
Alla fine aveva un mal di testa pazzesco, quindi siamo a casa mia e ai bambini ci pensano i relativi padri oggi.
Stanotte è stata dura. Non sai quanto ho pensato di prendere la macchina e andare dal mio “fornitore” per non pensare più a un cazzo. Finalmente libero dal dovermi trattenere.
Non l’ho fatto solo perché avevo discusso con Fr.
Non ricomincerò con una motivazione così, non le darò mai questo peso da portare e voglio che sia sicura di questo, altrimenti finisce per trattarmi da idiota come fanno tutti.
Lei con me è se stessa, si incazza, è sincera, mi dice quello che pensa senza pensare che ha davanti un fattone.
Con lei, per lei, sono Dominique.
Devo imparare tutto. Nessuno è mai entrato nella mia vita, capisci? Nessuno che sapesse dove fossi, o dormisse con me, o mi facesse impazzire così a letto.
Questo mi sta facendo diventare scemo, faccio cazzate.
Sono sempre scappato perché non è mai valsa la pena e perché nella mia vita alla fine non c’è mai stato spazio per nessuno.
Non a caso sceglievo generalmente uomini, perché non sono completamente gay, perché di un uomo non mi innamoro.
E poi sono stato impegnato nei viaggi, negli studi e nella droga, portano via tempo e energie, no?
L’autodistruzione comporta necessariamente una ferrea disciplina.
Pensavo fosse solo il ricordo di lei, le ho detto subito che volevo scopare, ma non pensavo a nient’altro.
La mia solita routine di cazzo, insomma.
Non avevo calcolato che mi potesse piacere sul serio, ne sono ancora scioccato.
Barcollo, Nanni, ma lei evidentemente lo capisce.
E non mi importa se spacca i finestrini alle macchine, o se va a igiene mentale. Mi fa sdraiare dalle risate ogni giorno e tutta questa allegria mi fa un gran bene, alleggerisce molto il Dominique serioso e troppo logico-per-autodifesa. Bello toccare la propria sensibilità, dici. Forse si.
Tu come va? Come procede il papi-day?
Nemmeno io ho mai parlato con mio padre, lo sai. Nemmeno mi pongo più il problema da diversi decenni. Sta nel suo studio, o al suo club del cazzo e mi va benissimo così. Morissero non me ne fregherebbe nulla. Sono insensibile? No, realista, credimi. Non lo sento questo debito con loro, solo perché hanno scopato e sono nato io. Cazzi loro.
Mi hai fatto morire dal ridere nel messaggio. Ma come si fa ad addormentarsi???????? Hai il pisello insensibile!!! Povera Cà, ci sarà rimasta male. Non farle pensare che non ti fa godere, però. Ma tanto sei bravo, sensibile, sicuramente hai risolto la situazione. Però che cazzo!!! Ahahahhahahahhaha!!! Diavolo, che scena!
08 Giugno 2011
Ci stavo pensando.
Se ti adegui fai parte del sistema, ma di fatto lo sei già.
Se cerchi di viverne al fuori -come faccio io- sei comunque un infelice e uno solo. vorresti farne parte, vorresti essere idiota come loro.
Annullare i pensieri non serve a molto se te li annulli con qualcosa che ti fotte fisicamente. Lì per lì accetti le condizioni ma poi stai di merda lo stesso e ti odi.
Viaggio, ma chi viaggia deve tornare.
non mi sono mai legato, ma alla fine ho ceduto anche io.
mah. se trovi il modo fammi un fischio, divento tuo discepolo.
07 Giugno 2011
una donna si alza
esce
sbatte la porta
una poesia sconcia
me l’avevano detto di non leggere poesie sconce
qui
troppo tardi.
i miei occhi non vedono alcune righe
la leggo
fino alla fine-
disperato tremante
che schifezza
non possono sentire la mia voce
basta, è finita, sono
rovinato.
e più tardi, in camera mia
trovo birra e scotch:
il sangue d’un codardo.
questo dunque
sarà il mio destino:
scribacchiare per quattro soldi in stanzette semibuie
leggere poesie di cui da un pezzo mi sono
stancato.
e una volta credevo
che gli uomini che guidano l’autobus
o puliscono latrine
o ammazzano altri uomini nei vicoli
fossero degli idioti.
_Charles Bukowski_
Non riesco a pensare. Bene così.
08 Giugno 2011
Ho riletto il Candide di Voltaire stanotte.
Grave errore. Detesto quel coglione di Candide con tutta l’anima. Nonostante tutto a me è sempre stato e sempre resterà cordialmente sui coglioni. Voltaire lo amo, ma cazzo! Per confutare l’optimisme ha creato un personaggio antipatico sul serio. Meglio di Pangloss-Liebnitz, però. Quello lo detesto perché detesto la teoria dell’ottimismo e vada affanculo Liebnitz con il suo bel mondo. Però la fattoria per curare il mio giardino la vorrei.
Uhm, no.
Mi sembrerebbe anche una vita sprecata, troppo assurdamente ripiegata su me stesso. No, mi verrei a noia nel giro di pochi mesi e dovrei partire per trovare un nuovo Dominique.
Credo davvero tu sia la persona che potrebbe dividere tutto questo con me. Ci coltiviamo il nostro giardino e ogni tanto ce ne scappiamo in qualche angolo di mondo, a fare gli esploratori-di-anime. Le nostre e quelle di chi abbiamo la fortuna di incontrare. Perché se c’è una cosa che ho imparato viaggiando come un barbone è che ci sono tante più belle persone di quello che crediamo abitualmente. In ognuno di noi c’è un bello e un brutto, ma quello che voglio dirti è che tutti hanno qualcosa di bello. Oh, ho le mie antipatie e lo sai, ma credo stia a noi, alla fine, riuscire a trovare la particolarità che rende bella ogni persona.
Ok, era Dominique in viaggio. Dominique quando è stanziale diventa insopportabilmente misantropo e necessariamente solitario, lo sai.
Quando viaggio sento di avere Dominique in mano perché ho talmente tante possibilità di essere me stesso che mi gira la testa. Per mangiare ho fatto i lavori più assurdi, ma è proprio questo che mi ha fatto conoscere realtà sempre diverse, che mi hanno sì, incasinato il cervello, ma mi hanno anche fatto sempre incuriosire di più.
La curiosità è una droga. Credo di aver fatto tilt, però. Come dicevano gli Amiga, sono andato in guru. Troppi input e Dominique adesso è in fottuto stallo.
Viaggiare con te sarebbe di nuovo una meraviglia.
Vorrei viaggiare anni con te e qualche mese con Nanni. Cazzo, Fr, quel ragazzo sarebbe il mio compagno di viaggi ideale, lo so.
Vorrei portarlo in Patagonia, a camminare per quelle assurde lande sperdute dove tocchi il cielo. Non credo che nessun altro capirebbe. O me la farebbe prendere bene così.
Voglio andare con lui in capo al mondo e urlare a squarciagola “sono vivo”. Una cosa da uomini, da fratelli, da esseri umani che creano un contatto e un legame in un momento assurdamente perfetto.
Mah. Prima o poi devo scrivergliela, questa cosa. Sono tornato diverse volte a pensarci e quando un pensiero torna spesso alla mia mente inizio a dargli peso.
Eli, piccola mia, tu sei il mio pensiero quasi-fisso.
Cancella quello di levarmi dal cazzo.
6 giugno 2011
Ritorno di merda.
Ritorno dal trip difficoltoso. Ancora la sensazione di non sapere dove sono né perché. So solo che sono solo e non so dove. Ormai non me la faccio prendere male, aspetto, passa. Avevi ragione, credo. La gente del tuo paese è strana. Non so, o era l’effetto della roba o mi guardavano strano. In genere tendo a diventare un pò paranoico ma credo anche che fossero realmente così.
Non sono strano, io. A parte il nero vesto normale. Ho solo i capelli un pò lunghi, ma nemmeno tanto. La sciarpa al collo è un’abitudine e adesso una specie di necessità. Ho usato anche il collo, si vede, guardano. Mi infastidiscono perché alla fine non sanno un cazzo ma pensano di sapere che mi buco. No, non sanno un cazzo.
Poi quella tipa e la mia fissa che non posso sapere finché non provo. ho evitato per tutti questi giorni, ora basta. So essere testardo anche col mio pisello.
Una ragazza che ti si avvicina, ti si siede accanto al bar e ti chiede se quella che ho nella custodia è una chitarra e se suono vuole scopare, no? Escluso. Poi ci ho ripensato e non è che io parli molto anche con le donne, quindi o ci stai o te ne vai. Non lo dico, chiaro. Però lo faccio succedere. Nessun senso di colpa, come a Praga. Mi giustifico bene da solo. Però niente. Non me ne fregava nulla, anzi, mi faceva una gran fatica. Mi sgancia i pantaloni e penso che non lo sta facendo LEI. Addio. Credo che anche volendo a quel punto non ce l’avrei nemmeno fatta e questa volta ero io e non l’ero. Mi sono incazzato. Te l’ho detto, non volevo innamorarmi né avere una donna. Sono mesi che andiamo avanti a chiederci ma sta succedendo? No, dai. E intanto è successo.
E penso che sono un grande stronzo e hai ragione tu. Omissione e basta se succede.
Fr è una cazzo di santa, di guru, di lama. Non lo so come cazzo faccia. E hai ragione di nuovo, prima o poi si incazza. Non che questa volta non sia incazzata. Ho provato a farla ragionare ma mi ha detto chiaramente che i miei ragionamenti potevo ficcarmeli in culo. Lei era furiosa, io calmo, quindi mi ha detto di lasciarla stare per un pò.
Francamente non ho avuto paura, ho troppa stima di lei per pensare che alla fine non avrebbe capito, ma mi è dispiaciuto. Mi rode il culo, come dici tu. E Fr è pazza. Parecchio. Mi ha accolto come se fossi dio in terra sul serio, ma mi ha detto scopo con te perché mi va ma sono incazzata. Le ho risposto che ok, mi andava bene lo stesso e questo è stato il nostro saluto dopo dieci giorni. Non te lo puoi immaginare così, quindi non mi annoio ma mi dispiace. Avrei voluto dirle un sacco di cose, pensieri belli su di lei, invece ci faccio entrare il sesso e non dico niente, rimangono pensieri.
Volevo provare, ho provato, è andata bene per fr. Cosa vuole di più? Io ragiono così. Se entri nella mia testa tutto ha un senso. Grazie a non so cosa anche questa volta è entrata nella mia testa e siamo finiti alle prese di culo. Gliel’ho spiegato che deve dirmi anche le cose che le sembrano evidenti, quindi quando mi ha detto che non ce la faceva a essere arrabbiata con me e che la cosa la divertiva anche perché sono un idiota è finito tutto.
Io me ne sarei andato. Fine. Quindi mi rode il culo, mi sento uno stronzo.
E non è nemmeno questo alla fine. E’ che aveva ragione lei quando mi diceva di non prendere allucinogeni adesso. Ero convinto, e anche preparato. Vado in una cripta di mummie e non mi faccio nemmeno un trip? Non esiste. La sconto con la cazzo di voglia di una dose che so come mi farebbe stare e che si fotta il mondo. Stasera le ho provate tutte, ma ho una tosta accanto, mi smontava. Alla fine mi ha detto se lo fai tu lo faccio anch’io, se è così bello voglio provare. Che cazzo, ma ti pare? No. E sono ancora qui con la voglia ma non me ne vado a prenderla. Fanculo le comunità, ecco cosa ci vuole.
Quando sto così non riesco a pensare. Vorrei scrivere e niente, penso a quello. Mi incazzo con me, il passato non si cambia, ma allora vorrei cambiarlo io nella mia testa. Mi importa non vivere? Mi importa stare su un letto strafatto a godermela anche se dopo qualche giorno torna tutto? no. Non me ne sbatte un cazzo. Mi va bene, capisci? Non ha importanza la dipendenza, posso farmi altre dosi senza sbattermi più di tanto. Chi lo dice che non vedrò più niente allo stesso modo, che non si gode più di nulla? Se non me ne accorgo non importa un cazzo nemmeno quello. Sto bene e vaffanculo. E penso che sia solo questione di quando, non di se. Ora però aspetto il tibet. Per tutto aspetto il tibet.
In università vogliono vedere che da solo ce la faccio. Ok, ho saltato la pisciata al Ser T perché ero via, ma cambia poco. Vado stamani, vado adesso, lo vedranno adesso che non ho eroina con me porca puttana.
E tu sei stato un grande venerdi. La vita va anche così, non vedo perché tirarsi indietro. Te l’ho detto, un giorno sarai come me, non ti riuscirà se non con Lei. Ok, sarai fottuto e allora goditela adesso. Lo fai. Grande. Te la gestisci meglio di me, cazzo devo dirti? Imparo io
La solitudine. Guarda a cosa può portare, stai lontano dalla misantropia. Quando ti senti meglio di loro, un gradino più in alto o cento di più, perché tu pensi e loro no, alla fine ti porta a un tale distacco che disimpari anche le minime relazioni sociali. Diventi un autistico come me. Sono sempre stato così, anche alla tua età, ma ora sono seriamente sempre solo e il bello è che è ciò che voglio. Ho fatto di tutto per non avere nessun legame che imponesse ritmi e abitudini anche di cuore, ma alla fine credo faccia parte del nostro dna legarsi a qualcuno. Ci illudiamo che passi meglio. Forse è anche così. Certamente fr me la fa passare bene, questa vita. Ma penso che finisce, lo penso ogni volta e allora non ha senso nemmeno lei. O meglio, ne ha adesso e me la vivo, non ne avrà poi, e allora me ne vado anche da qui. L’unica cosa che abbia avuto un senso è l’eroina, perché è l’unica relazione che capisco. Mi fa stare bene, mi fa stare male se non ce l’ho. Stop. Nessun falso sorriso, parole inutili, fisicità non richieste. Mi hanno detto non è vita.
Perché. La tua si? Chi stabilisce, qui, cosa è la vita? La maggioranza non è tossicodipendente da eroina e allora nemmeno io devo esserlo? Mi distruggo il corpo, lo chiamano autolesionismo? Ma davvero credete che me ne freghi? Il bello dell’ero è che di pure quello che ti pare NON MI INTERESSA.
Saranno giorni duri. Di questo non ho più voglia. Resistere resistere resistere. Ma ricordatemi perché!
Un figlio ti ferma? Basta coglionate misantropiche e tossiche, fai il padre? Per qualche settimana sono stato anche padre di qualcosa che non nascerà ed è stato strano. una parte di me, l’uomo con gli ormoni, avrebbe voluto quel figlio, ma solo ed esclusivamente perché era di Lei. Fanculo. Ch non è mio figlio, non deve affezionarsi. Fr lo sa e capisce che il mio stato mi porterebbe a mettere in atto tutti i miei progetti, ma più in là è meglio sarà, adesso. Però gliel’ho chiesto, egoisticamente. Quando lo faccio resta con me. Ci ha pensato due settimane, mi ha detto di si. Mi faccio io, non chiedo a lei. Voglio solo che resti con me. Giudizi? Non mi interessa nemmeno questo. So che se voglio andarmene ci sarà la mia donna con me. Mi rende felice.
Sono logico e razionale per la maggior parte delle volte, ma una cosa la sento. Sono nato innamorato di fr, quindi aspetto ancora un po’ a farmi. vero o no se lo penso è così.
Non sono a casa mia. Sono qui e ci resto. Non ho voglia di andarmene alle sei. Mi devo riprendere. Devo dormire. Basta con questa cazzo di mail di merda, scrivo solo stronzate. Te la invio domattina se la ritrovo, ora devo dormire.
05 Giugno 2011
Cos’è questa storia dei sogni? L’educazione, crescere è un’attitudine. Un bambino inventa se stesso sulla base di quello che lo circonda, dagli stimoli che riceve. Perché mi hanno insegnato fin da bambino che esistono i sogni e mi hanno dato il brevetto di volo con le loro favole? Hanno dato corpo a qualcosa che non esiste. Se nessuno mi avesse detto niente di niente io non avrei sognato. Non è snobismo. E’ realtà. Chi mi dice che con un’assenza di stimoli sognatori non sarei cresciuto vivendo immerso nel mio radioso presente senza dannarmi l’anima bilanciando sogni e fallimenti. Che poi facciamo un cazzo di limite, per dio! Quando arrivi a 100 sogni calpestati ,basta. Stop. Dai, sei out, lo sappiamo e non te lo ricordiamo più ogni minuto. E 100 sono anche troppi perché visto che mi è stato insegnato che realizzare un sogno è la cosa più bella del mondo 100 fallimenti e vai che sono oltre San Sebastiano e le sue frecce. Insomma, cazzo, nemmeno mi alzo più dal letto e fatemi l’ultima. Ma come potevano vivere nelle grotte? Desiderando cosa? Abituati a non avere le deliranti comodità dei nostri gloriosi giorni cosa diavolo potevano desiderare? Non penso il lavoro della vita, quello che ti rende ricchissimo e soddisfattissimo, o l’amore eterno, o una stracazzo di macchina da pisello-frustrato. Piccole cose, quotidiani, essenziali. Ho fame ho sonno, ho freddo, sono triste, dolore, gioia, curiosità. Non sono sogni, sono desideri realizzabili e sono quelli che alla fine ci rendono felici. Poi le manie di onnipotenza, la rabbia, dio e le cazzate cazzate cazzate e l’amoreeeeee, che a Petrarca glielo farei vedere questo amore qui hanno iniziato a fotterci il cervello e la storia. Ma guarda te che le persone più soddisfatte del mondo sono quelle di una qualunque tribù africana pre-occidentalismo. Le loro belle stronzate le fanno, ma vivono meglio dentro. Vivono, nascono, muoiono. Un ciclo di cui sono coscienti e già assolutamente consapevoli fin da bambini. Noi presuntuosi onnipresenti e inconsapevoli teste di cazzo che ci alziamo la mattina per metterci in un traffico alienante per fare un lavoro stabile per decenni o alla decennale ricerca di un lavoro stabile. Seghe sulle carte di credito e sborrate su schermi Lcd. Io non ci riesco. Porca vacca puttana, non ci riesco. Ho qualcosa nei geni? Ho qualcosa nella testa? Io. Non. Ci. Riesco. Voglio scendere porcoddio. Voglio uscire e fatemi uscire adesso. Rose un cazzo. Qui non ci sono più rose. Qui c’è l’uomo di adesso che ha come scopo principale distruggere distruggere oh che bello andiamo a distruggere. Cazzo me ne fotte se qui c’è una grotta da millenni? Io ce l’ho grosso, quindi ci scrivo sopra che esisto e ci stupro la pietra con una bella struttura moderna che le so fare bene. Grazie. Ce ne fotte parecchio a noi pietre millenarie in culo alla tua misera pidocchiosa vita di merda. Ma quante scritte ci sono qui? Nanni, sei nato in un posto troppo bello per viverci. Idioti del cazzo. Dovevano starsene più in là e trovare quella stramaledetta sala delle torture nella torre perché la volevo vedere. Gli crolla tutto al castello, i cunicoli non si trovano ma ci sono. Eh, si. Come dio. Dio è un cazzo di cunicolo a Massafra. Oh, io giro e trovo dio ovunque. Stai a vedere che esiste e lo scopro strafatto come me. Strafatto lo è. Distratto dalla fattanza. Chi creerebbe un qualcosa di bello per poi metterci una razza che te lo pungola ottusamente? Ah, ok. Siamo gli antistress di dio. Si fa punzecchiare il culo e quando non ne può più ci scarica addosso qualche scenografica catastrofe naturale. E noi giù con i telegiornali e le raccolte fondi e lui su che se la ride e si rifà un trip. Croci? Ma radiamo tutto al suolo! Tiriamole giù, queste croci e ficchiamole in culo a questi stronzi simbolo dell’ottusità dell’uomo. Siamo un fottuto virus. Ha ragione Mr Smith. E il virus non si innamora. Tutte favole favole per chi le sa ascoltare. Mi tappo le orecchie l’anima e le vene e basta.
E nemmeno vi parlo.
Fanculo.
4 giugno 2011
Il tempo. La chiave è il tempo che non abbiamo, si. la partenza la nostra fonte vitale che ci uccide. Ironico, no? L’ossigeno che ci uccide facendoci vivere. Ne parlavamo Fr nella stanza perfetta. Sai cos’è l’lsd Nanni? Fottere il tempo. Non esiste tempo, io sono avulso dal tempo. Il mio corpo no, ma la mente non c’è. Dove sono ha importanza solo per quello che mi fa vedere e toccare, ma non è importante per me stesso. Input selezionabili e cestinabili. Vacanza dal tempo è la vacanza migliore, la non schiavitù della vita. Cosa facciamo ogni cazzo di giorno? Abitudini per farci sopravvivere meglio. Vacanza anche da quello. Le mie coordinate spazio tempo non esistono più e nemmeno so dove sono. Ci siete voi, ci sono io. Va bene. E non siete qui e va bene. Resto qui mentre fa buio e sono solo e finalmente niente più chi sono e dove sono, non me ne frega più niente. sempre a preoccuparci di chi siamo per scegliere la maschera adatta. Non ho maschere, le avessi avute sarei stato un uomo felice con la maschera dell’uomo felice. Ma sono il burattinaio di me stesso e regolo i fili come pare a me non come pare a voi quindi non lo fare probabilmente o lo faccio talmente da dio che a voi sembra di no. Ma che me sbatte a me che sono me Mi strafaccio di trip e sto ore in assenza? Si, porcodio. Fr tu non scordare che ci sono io non ricordo adesso le indicazioni ma te le ho date per forza non mi prendo roba così e lo so. Non hai ancora scritto posso stare ancora così. Sei l’ancora al mio tempo non lasciarmi andare sarebbe troppo facile ok? Nanni devi provarlo una volta nella vita ma non da solo. Perché dobbiamo assistere alla fine delle cose? Perché non possiamo decidere noi quando farle finire? Cosa ci trattiene ogni volta ad aspettare di vedere i vermi rosicchiare pensieri un tempo perfetti? la perfezione imputridisce come noi, il cervello è un fottuto cancro che divora la vita. bisognerebbe davvero essere perennemente fatti come prima che nemmeno capivo la cicciona del bar e che cazzo me ne fotte se sono il tossico qui non sono figlio di nessuno né fratello o marito. Marito che merda. Oh, mia madre è viva. Cazzo, quella donna è viva. Voglio davvero sniffarmi le sue ceneri. In vena no, quella merda nel sangue non la voglio solo roba pura. Un cazzo di burattinaio rotto ma com’è che suono la chitarra da dio e non parlo ha un senso solo se siamo in un mondo che non sto riconoscendo. Nanni dovresti vivere qui e avere una valanga di soldi e scrivere scrivere strafarti e leggere la vita e la morte e cazzo scrivere anche di amore che non esiste ma c’è e di tempo che per te non passa e di scopate con mille donne. Mille e tre. Arriva a mille e tre e poi basta. E’ facile, ne scopi due a settimana per anni e ce la fai rapido cancella il cazzo come priorità e fatti la tua dea dalla quale scappare ma che sarà l’unica che riuscirà a farti tornare. Ma scappare sempre sempre non da se stessi quello mai ma da tutto il resto. Passo indietro, guardare il panorama con distanza utile arretrare e annullare la coscienza e i legami se ci sei dopo meglio perché ti volevo sul serio se non ci sei più significa solo che eri sostituibile. Fr non andare via porcodio non ci provare ma lo so che ci sei. Ti ho avvertita tante volte che sono rotto ti prendi qualcosa di rotto ma lo sai. Reazioni chimiche. Voglio conoscere satana. dio è un cunicolo e satana è laggiù in fondo vado a vedere e poi mi fotto anche dio
03 Giugno 2011
Hanno ancora Gesù inchiodato alla croce.
Ma perché.
Perché ricordarlo così, dare idealmente pene eterne a chi si venera?
Ora lo so.
Gesù che amava i derelitti, le merde, gli esiliati, i pazzi chi può amare se non il diavolo?
Satana il ribelle che ha perso la sua guerra contro Dio padre ed è stato esiliato è il reale amante di Cristo. Gesù si scopa il diavolo.
Tu sei la loro figlia.
Tenetelo inchiodato sulla croce, illudetevi che sia buono.
Semplicemente al vostro Gesù non gliene fotte un cazzo di voi noiosi fissati tristi pedanti stronzi che galleggiano in questo cesso di mondo.
Sta scopando, ok? Ride e ride alla grande con quell’altro folle e magnificente figlio di dio. Gloriosi, incestuosi, vittoriosi in culo a chi ha dettato le sue regole.
Gesù ha fottuto il sistema, Fr.
Vivere nelle regole, negli orari, farne i propri canali di comprensione del mondo è aberrante. Ti liquefa il cervello e ti rende informe e placato. Dio ha vinto, tu hai perso.
Le regole non le ha nemmeno decise lui, a questo punto. Le abbiamo inventate, reinterpretate per stuprarci quotidianamente le coscienze. Esseri inesistenti che galleggiano in una gelatina oscena.
Cazzo, anche io galleggio da troppe ore.
Stasera suono ancora. Sto buttando giù una scaletta.
Suono per i vecchi di qui. Non so che cazzo vogliono da me, ma suono. A me basta suonare.
Vedi bene che ha sempre un senso che mi porti dietro la Fender e gli amplificatori.
Non passa questo stato. Ancora non dormo.
Nanni, però mi rendo conto di averti risposto dopo ore.
Una quasi assenza di stimoli qui all’inizio, ma se vedi bene ogni cosa è una prigione per il corpo e un cazzo di calcio in culo per la testa. Sono siamo sono prigionieri fra spesse mura di pietra, orpelli senza senso e croci croci decine di fottute croci. E le preghiere nenie che ti entrano con ritmata cadenza ad addormentarti. Le preghiere addormentano. Non innalzano.
E questi poveri stronzi che hanno offerto i loro corpi facendosi appiccicare alle pareti, Fr? Ma in cosa credevano? Dio è più vicino sul serio se ti mummifichi e stai tre quattro secoli appiccicato nella cripta? Sono sostanzialmente schifato. Merde.
Sai cos’è girare in lsd per trecento metri quadri di mummie fino al soffitto?
Fr, porca puttana, muovi il culo e vieni qui stasera. Voglio suonare per te.
02 Giugno 2011
Viaggio.
Il mio maggiolino mi sta dietro.
Lo adoro.
Chiamarlo la Poderosa ha un che di irriverente, ma mi porta nelle mie assurde avventure, mi ricorda che devo esserci.
Non riesco a stare fermo a lungo, il mio continuo bisogno di muovermi mi spinge a cercare sempre nuovi luoghi dove possa essere Dominique in altri contesti.
Casa è statica.
La stessa parola casa mi deprime oltremisura e già l’istinto mi guida lontano.
Cosa è?
Quanto me lo sono chiesto.
Incapace di giocare alla vita nella sua accezione di normalità. Casa, famiglia, lavoro, cena, svago. Perché semplicemente non posso essere questo?
Integrato, tranquillo, rabbonito da regole ottimali per il vivere comune.
Quando ho iniziato a ribellarmi?
Ribellione all’esterno-da-me.
Io a me stesso non mi sono mai ribellato.
Penso a quando ho iniziato a fare davvero di testa mia, senza più freni ed ero troppo giovane, non sapevo un cazzo.
Volevo conoscere, conoscere sempre.
Sapere tutto, capire tutto, esplorare tutto.
La scuola mi faceva andar via di cervello, adoro studiare da sempre.
Rabbia nel vedere che questi che chiamiamo professori sono teste vuote, inetti, svogliati che uccidono la curiosità.
Poni una domanda di troppo e sei strano.
O vieni letto come provocatore.
Chi provoco io?
Ma davvero si pensa che Dominique abbia tempo da perdere, voglia, di provocare chi considera assolute nullità?
Spero sempre in una risposta, le domande le pongo sempre.
Ok, Dominique il provocatore, il pazzo, il dio, l’assente, il genio, il bisex, il chitarrista, il solitario.
Che coglioni, Fr.
Io sono solo curioso.
Sono molto semplice, di facile lettura.
Nemmeno ho quella sensibilità che fa fare voli umorali.
Penso, ecco tutto.
Non è che mi emozioni chissà quanto alla fine.
Tutto sta nell’interesse o meno che mi suscita una persona, una situazione, un evento.
Nessun interesse e sto zitto, nel mio, penso.
Interesse significa che Dominique fa domande, ti guarda, ascolta.
Non credo ci sia molto altro.
Superficialmente, chiaro.
Ma a scuola, al lavoro, nella vita quotidiana, si sottostà necessariamente alla legge della mera superficialità.
Io sono Io con te.
Non è abbastanza?
Cazzo si.
Lo sono con il mio amico Nanni.
Oh, se è abbastanza.
No, non lo è.
Lo so. Me lo dici, lo so, hai ragione.
Ma ormai sono così. Isolato, maledetto da me stesso, relegato in stati di abbandono primordiale dovuto a troppe presenze non richieste e soffocanti, inutili, feroci, invasive.
Ho smesso di giocare con gli psichiatri quando ho capito che mi avevano annoiato.
Te li giri come vuoi.
Leggi i loro testi, li prevedi bene.
Dominique vi darà la sua stessa sanità mentale su un piatto d’argento e lo renderete libero.
Idioti del cazzo.
Mi avete etichettato ma non avete la cura, quindi cazzo volete da me?
Per questo autismo non esiste cura, solo un approccio quotidiano alla vita che devo trovare io e perseguire sempre più stancamente negli anni.
Mavvaffanculo, va.
Misero fallimento delle istituzioni, della medicina, della genitorialità deviata.
Mia madre ha iniziato a farsi di psicofarmaci perché ha avuto un figlio scemo come me.
Oh oh. Fardello che comporta notevoli sensi di colpa se hai dei reali sentimenti per tua madre.
Per me è carina, un bel soprammobile nella mia bacheca delle persone reali.
Ma è irreale nella mia vita interiore.
Inesistente dal punto di vista della mediocre giostra dei sentimenti.
Mio padre? Affezionarsi presuppone una frequentazione assidua. Non si sono creati i presupposti o più probabilmente l'interesse e non mi sono affezionato a lui.
Semplice.
Chi sono lo so bene.
Mi ritrovo ogni volta, ogni cazzo di volta che prendo un treno, la Poderosa, un aereo che non amo.
Amo camminare tutto il giorno e sedermi al tramonto con le gambe che fanno male, che non le senti più, sfinito, vivo. Vivo.
Detesto gli aerei.
Troppo poco tempo per arrivare a destinazione.
Detesto il jet-lag, lo trovo inconcepibile.
Non sono fatto per essere scaravoltato da un continente all’altro, da un fuso orario all’altro.
Sono un’anima lenta, estremamente lenta.
Ho bisogno di guardare il paesaggio che scorre dal finestrino, riconoscerlo nelle sue fattezze nuove.
Ho bisogno di capire cosa sto guardando e farlo mio. Registrare istanti nella mia mente.
Volo con la mente, non con il corpo.
Nessuna ebbrezza nella velocità, l’ebbrezza me la dà la lentezza che permette rapide connessioni mentali.
Vorrei tu fossi qui.
Dirlo, scriverlo, mi è molto caro adesso.
Se mi conosci sai perché.
Ho bisogno di ripetermi? No, non con te piccola mia.
Dio se manchi. In ogni pietra che calpesto, in ogni albero che vedo, nei chilometri che mi sto lasciando alle spalle e in quelli che mi aspettano.
Ho deciso di andare a Massafra, il paese del mio amico Nanni.
Lo faccio per questioni di cuore. Alla fine sono un gran romantico.
Amo quel ragazzo-uomo e i suoi pensieri e so che non vedrò il suo paese con lui, quindi vado da solo ma intanto lo vedo.
Non ti nascondo che sto pensando sarebbe meglio ci fosse anche lui e sai anche questo cosa significa. Ma sono realista, devo esserlo necessariamente. Non ci sarà tempo, purtroppo.
Viaggio solo da sempre e molte volte mi sono chiesto perché, in passato.
Non ho avuto il viaggio epico con gli amici, le scorribande a risate e litigi che sdoganano la maturità. O la presunta maturità.
Non mi interessava.
Volevo vedere l’America Latina, è stato il mio primissimo viaggio, a diciassette anni. Solitudine totale per quattro mesi e con ritardo nel tornare a scuola. Mi ero perso.
Non sulla terra, ma nella mia testa.
Infinito Dominique.
Non si può tornare dove non appartieni e io non appartengo davvero a nessun luogo.
Appartengo a sensazioni e istanti, calibro la vita in base al bisogno estremo di assenza.
Mi rendo conto che la mia reale, vera presenza è l’assenza.
Solo in questa respiro e mi rigenero.
Assenza per quello che sono le regole imposte, gli orari, le aspettative.
Torno e faccio il mio dovere di uomo maturo e consapevole, ma lascio che Dominique abbia i suoi antidoti.
Posso permettermelo, sono un dandy viziato.
Non avessi avuto soldi sarebbe stato lo stesso, però.
Quando viaggio nei miei viaggi di mesi lo faccio vivendo di niente. Non spendo in alberghi, dormo dove capita.
In genere succede di fare amicizia e dormire dalle persone del luogo. Magari non subito, magari ci vuole una settimana, ma non importa. Dormo tranquillamente su un prato, su una panchina, in una stazione.
Non ha importanza dove si dorme, ha importanza dove si vive.
E io vivo nel mondo.
Connesso con il mondo. Cit. Muse ;)
Mangiare?
Mangiare si trova.
I soldi li ho, ma li tengo da parte.
Quando viaggi in certi posti e tocchi con mano la reale miseria ti vergogni di andare in un ristorante alla faccia loro.
No. Se c’è chi mangia poco o niente può farlo anche Dominique.
Anzi, sai cosa facciamo? Stiamo insieme, viviamo insieme per un po’, conosco il tuo mondo e la tua vita, capisco di cosa hai realmente bisogno e solo allora ti aiuto.
Non ti dico niente, Fr, sarebbe assurdo. A che serve raccontare?
Sono ricordi intimi che verrebbero rovinati dalla presunzione di essere qualcosa di salvifico o eroico.
No. Lo so io, lo sanno i miei amici.
Va bene così.
Dominique fa poco. Dominique fa molto.
Dominique fa.
Nessuno deve saperlo, però, piccola mia. Sssssshhhh.
Ho avuto padri, madri, fratelli, figli.
Una vita bella, no?
Mi sono fatto ovunque nel mondo però.
Quelle stesse persone mi hanno anche visto spesso strafatto e incapace di alzarmi.
La mia vergogna è infinita.
Anche per questo non parlo.
Ogni ricordo bello porta con sé pessime sensazioni e allora io non racconto e non ricordo.
E’ successo. Ne sono fiero e me ne vergogno.
Passo oltre, riparto per creare nuovi stati di memoria e invece ci ricasco ogni volta.
Pessimo Dominique.
Tu non mi hai mai visto strafatto.
A te lo evito ed è così facile.
Meravigliosa anima mia che mi salvi da me stesso.
Quando non ce la farò più me ne andrò anche da te, non voglio in nessun modo che tu mi veda vinto da me stesso.
Dato che sei la mia vita, che sei assolutamente tutto ciò che voglio, sempre, il mio andarmene sarà per sempre.
Inutile adesso parlarti del mio suicidio.
Non mi va. Qui la strada è bella, c’è il sole, fa caldo.
E ti amo.
Cazzo, ci hanno fornito di questa parola e la devo usare per farti comprendere, ma sai che siamo oltre.
Ristagno nella vita quotidiana. Volo quando non devo piegarmi a resistere a me stesso.
Ma vedi bene che mi sono fatto.
E lo rifarò anche a Massafra.
Idiota, Dominique.
Tornerai piangendo.
Vedi perché mi sto sul cazzo?
Lo so benissimo a cosa vado incontro, razionalmente, ma lo faccio lo stesso.
Le conseguenze le conosco, potrei stare qui a scriverti passo dopo passo cosa succederà.
La cosa che più mi destabilizza è che sono certo che la Gloriosa Puttana tornerà a sfottermi finché non cederò come un coglione.
Non so. Mi do una possibilità questa volta.
Vado lo stesso a Massafra e faccio quello che voglio fare perché porcavaccaputtana ho voglia di strafarmi nelle grotte. Non mi ricapita un’esperienza così.
Mente aperta, assenza di tempo, connessioni allucinate a svelare realtà incondivisibili.
Basta.
Detesto parlare di queste cose.
Un problema che ho in questo viaggio è collegare il portatile a una presa elettrica. E la chiavetta che è lenta. Avrei dovuto portare l’altra, quella della Tim. Ma la Tim mi sta sulle palle e cerco di boicottare come posso. Idiota. L’ho comprata, tanto vale che la usi, i soldi glieli ho già dati.
Ma il portatile è buono, ho ancora modo di scrivere stasera.
Ora però vado.
Sono fermo sul ciglio della strada, avevo voglia di scriverti da qui.
E’ perché ti penso, piccola mia.
Sei con me, ti porto dentro.
L’unica cosa che mi fa stare male è che mi manca scopare con te. Troppo.
Te lo dico francamente, nello stato in cui sono adesso mi manca più scopare che parlare. Vorrei quello e solo dopo il resto. Credo di non avere molta autonomia, devo tornare da te.
Dipendenze. Questi orgasmi sono un richiamo non previsto per uno che ne ha già avuti tanti.
Ma non orgasmi così.
Dipendo da te.
Hey you. Anche qui, anche se sto così,
anche se sono io.
Cazzo, non hai idea. Ma nemmeno io, alla fine.
02 Giugno 2011
Non hai idea della bellezza di questi posti. Cazzo, l’Italia è stupenda.
L’Umbria è una delle mie regioni preferite, un sacco di verde e gente scorbutica. Però anche abbastanza chiusa e idiota. Paesini in salita e discesa, quasi tutto in pietra. Molto medievale.
In quelle mummie, a Ferentillo, c’è qualcosa di osceno. Più osceno di un nudo, un’esposizione senza pudore.
Cos’è questa storia che muori e ti ritrovi ancora col corpo esposto dopo secoli? C’è una coppia di cinesi del 600, morti di peste mentre cercavano fortuna in Italia. Vederli ancora su questa terra senza essere polvere mi sembra un’offesa innaturale.
Mi sono sentito molto a disagio a fissare questa oscenità, a violare un’intimità non concessa.
Però sono lo stesso partito per Palermo.
Viaggio tranquillo, molte fermate, musica. Il maggiolone resiste nonostante tutto, me lo coccolo.
Sono arrivato e il museo chiudeva. Un mio classico.
Però meglio così. Ho iniziato a fare domande al frate custode e ci ho parlato un’ora.
Bella mensa. Incredibile come la fede abbia bisogno di orpelli artistici. Lo trovo molto poco francescano, assolutamente non da frati cappuccini, ma sono dei vecchi disponibili al dialogo, interessanti. Parlare nel rispetto dell’altro da moltissimo.
Detesto i cattolici, vengo anche rifiutato dai loro dogmi di merda, ma quando parlo ad personam è diverso. Come dice Carlin non odio i singoli, odio i gruppi. I gruppi organizzati, poi, sono follie da evitare peggio della peste.
Frate Mario mi ha chiesto “sarai mica ricchione?” e ho detto mezzo ricchione si. Ma ci sono nato, non è colpa mia. Casomai è colpa del suo dio. Niente da farmi perdonare, dunque.
Ma ricchione non si diceva a Napoli? Comunque non mi hanno sbattuto fuori e nemmeno mi hanno tolto la cella assegnatami.
Dovresti vederla, minuscola, un lettino, un comodino, un inginocchiatoio e un armadio. Stop. Cazzo, è perfetta. Non è che abbia bisogno di molto di più in effetti. Oddio, una scrivania ci sarebbe stata bene.
Però il fatto che siano una specie di albergo è folle.
Mi sono innamorato della sagrestia, anche se c’è un altare consacrato con la croce eccetera. Ottima acustica. Ho chiesto a Mario di poter suonare e mi ha risposto con un perché. Ho scelto di essere sincero, gli ho detto che avevo studiato giorni fa un pezzo di Malmsteen e volevo provarlo con quell’acustica e che non avrei offeso il suo dio in alcun modo.
Mario non aveva mai visto una chitarra elettrica, tantomeno degli amplificatori ma alla veneranda età di 74 anni mi ha aiutato a montare tutto e ho suonato. Un grande, Mario. Un nonno grassoccio e con la barba lunghissima e bianca.
Mi è toccato suonargli anche tre canzoni delle sue, per i suoi dei, ma l’ho fatto volentieri. La musica è musica, in fondo. Il sorriso di Mario che cantava con gli altri l’Alleluja stile Santana è stato bello e lo rifarei senza dubbi.
Dopo abbiamo parlato ancora della vita. Come abbia fatto a vivere in castità non so. Dice che ci si abitua, che si resiste come io resisto ad andare con altri se sono innamorato di Franci. E’ che io NON desidero andare con altre, non è un sacrificio. Lo sarebbe stato anni fa, ma non ora che ho scopato per mezzo mondo. E poi non mi trattengo dallo scopare in assoluto, lo faccio con lei quindi appago comunque il pisello. Scopare è umano. Non può esistere un dio che lo vieta. Mario è d’accordo, ma deve ubbidire. Evvabbè, allora? Stallo nella conversazione.
Mi ha dato la ragione dei bischeri e gliel’ho detto.
Ride ma ascolta. Mi sembra che molte persone abbiano la tendenza a ridere anche quando sono serio. A volte giuro non capisco perchè. Ma credo vada bene lo stesso, alla fine.
Non sapeva dell’esistenza del punto G nelle donne e l’ho aggiornato. (perché gli ho detto che la ricerca di dio non è nemmeno lontanamente appagante come la ricerca del punto G)
Non credeva che ci fossero tre tipi di orgasmo nelle donne, era fermo a uno. Strano saperlo a settant’anni passati. ma suppongo che alla fine non gli cambi un cazzo.
Ho la mia classifica degli orgasmi e quello da G è in assoluto al primo posto. Quindi lo lascio sempre per ultimo, altrimenti è un casino continuare.
Invidio molto le donne. Noi ne abbiamo solo uno e pure un po’ a presa di culo. Insomma, tanto lavoro per poca roba alla fine. Loro tre. Uno meglio dell’altro.
Vedi bene che se dio esiste è pure sessista. Dio è una femmina, Nanni. E ride di noi maschi.
Ho parlato con Fr, mi ha raccontato un po’ di voi. Non ti facevo così dandy!!! Tutto il pomeriggio e la sera a letto beati e oziosi! Il dandismo è decisamente un’arte che non si può acquisire, ce l’hai o non ce l’hai. Nanni ce l’ha. Ozioso pensante.
Spero che non ti abbia spaccato i timpani con le sue chiacchiere, mi sono scordato di dirti il trucco: mettile una canzone su youtube e si cheta. Poi vai su google per ricerche varie sul gruppo o il testo e sta lì a mezz’ore a studiare e tu ti rilassi.
No, alla fine con lei si sta bene.
E pensavo alle donne che ho visto oggi. E agli uomini, chiaramente.
Tu in treno conosci una tipa che ti vorresti fare e io sono solo da domenica e non ho parlato a nessuno in quel senso. Zero interesse.
Sentire la voglia di fermarmi non era nei miei progetti di vita. Alterno momenti in cui mi permetto di vivermela e faccio anche l’innamorato a cui manca la sua donna, a momenti in cui la prenderei a schiaffi perché una storia io NON la voglio.
Ci eravamo imposti dei limiti e delle regole e le abbiamo violate tutte. Non mi piace.
Ci ho messo dieci minuti del cazzo per farmi capire, perché il telefono è la cosa più atroce che esista, ma ha capito. Cazzo capisci?!!!! Discuti! No, lei capisce.
Questo non mi permette di scappare perché se la linea è comune mi va bene.
Poi penso che siano rare le donne a cui puoi dire mi gira il cazzo di non aver seriamente voglia di scopare altri. Il seriamente gliel’ho messo perché è chiaro che non sono cieco e sordo.
Mi gira il cazzo perché con te sto bene ma non sarai l’ultima e invece vorrei tu lo fossi.
Mi gira il cazzo che alla fine tu sappia dove sono e conosca i miei programmi. Sono geloso della mia privacy e della mia libertà.
“non puoi parlare di libertà se te la crei con imposizioni. La libertà non si limita, si vive.” Non sapevo bene cosa rispondere. Tutto questo mio pensare mi porta spesso fuori strada. Quindi mi blocco e credo ci voglia la pazienza dei santi per restare ad attendere al telefono. Ho speso nove euro per una telefonata porco dio.
Ma ho capito anche io che invece di preservare tendo a distruggere, in questo modo. Se essere libero mi rende felice per essere felice devo non porre limiti a me stesso.
Ha la sua fottuta logica e la logica la capisco. I sentimenti no.
Il concetto di amore non mi arriva. Capisco la voglia e il desiderio, ma non il pensiero della speranza del per sempre. E’ dimostrato che una cosa che ti fa stare da dio non ti fa stare da dio a lungo. Punto. Quindi con Fr necessariamente finirà. Devo solo capire quando levarmi dai coglioni prima che si finisca a sopportarci.
Sono lento, ho i miei tempi. Capisco che le strutture mentali che mi creo per difendermi siano artificiose e sconsolanti, ma non posso cedere e nemmeno lei vuole farlo. Ottimo.
Sapere che non mi chiede niente è grandioso. Nessuna paura di richieste di convivenza o di impegni formali o di figli. Bello. Alla mia età ci esci tre volte e la quarta si installerebbero a casa tua gettando i preservativi dalla finestra.
Questa donna mi manca troppo, quindi in questo momento mi interessa coltivarmi questa mancanza che mi rende un po’ fatto perennemente. Ok, resterò ancora un po’ fuori, ma visto che mi hai parlato di Massafra pensavo che potrei deviare risalendo. Cosa posso vedere nella tua città? Fa caldo, pensavo di dormire in una grotta. Pensi si possa?
Decisioni estemporanee.
28 Maggio 2011
Ok
Non sono stato carino. Però non lo sono mai, piccola e tu lo sai.
E’ un qualcosa del genere sai con chi hai a che fare, no?
Sono stato tutto ieri con un’aria incazzosa e ora mi viene da ridere se ci ripenso.
E’ questo ometto molto Decartiano che mi sta sulla spalla e osserva e si diverte un sacco a rivedersi Dominique che cammina incazzoso per la casa. Naaaa, non mi va più, dai.
Però lo sai, ti ascolto lo stesso. Ti ho solo detto che non mi interessava ma capivo la tua necessità di parlare. Secondo me è una cosa bella, no? Nel senso che è bello che ti abbia capita. Ho voglia di capirti, insomma. Credo valga qualcosa di più del disinteresse per l’argomento in sé. Boh, fai tu e sappimi dire wtf.
Questo word nuovo mi fa impazzire. Non capisco perché mi lascia tutti questi spazi. Scrivo molto ma non so come si usa. A questo devo porre rimedio.
Comunque sei confusiva. La tua metacomunicazione da qualche giorno fa cagare. Riprenditi e lavoraci perché essendo un uomo ho energie cerebrali limitate. Si è si, no è no, piccola. No winng situation se ti metti a barcollare fra stati d’animo e metacomunicazione invertita.
Trattami da cerebroleso e parla. Dimmelo. Oh, sto ridendo perchè mi fai ridere ma sono incazzata.
E poi secondo me è opportuno che tu ti dia un limite di tempo. Se ridi per cinque minuti filati basta, stop, non devi più essere incazzata. Ci mettiamo d’accordo, cronometriamo insieme e io provo a farti ridere e mi diverto un sacco. Perché mi fai morire quando ti sforzi di non sorridere, chiusa come una cazzo di cozza e invece con gli occhi ti stai uccidendo dalle risate. Tanto poi cedi.
In effetti non lo so cosa ci sia da ridere nei nostri discorsi. Forse siamo perennemente fatti di natura e non capiamo un cazzo di quello che diciamo. Oh, ma mi capisci? Seriamente, dico. Mi capisci?
Penso di si. I tuoi ormoni rompono il cazzo. E credo che influiscano su di me. Se non altro alterniamo casualmente stati di maniacalità. Ieri ero io, oggi tu.
Non è male, se ci pensi. Ci disinneschiamo a vicenda e alla fine ridiamo abbastanza. Credo vada bene. Quindi a maggior ragione non mi devi rompere le balle che va bene così.
Il decartiano ometto sulla spalla approva la tua personcina. A parte quando suona.
Dici che per me è ovvio e che non ricordo come sia dura all’inizio. Sarà. Per me non hai proprio coordinazione psicomotoria dita-cervello. Però cazzo se apprezzo l’impegno. Dobbiamo spostare di qualche anno la data del tuo debutto però. Mi sembra comunque di ricordare che con la batteria sei anche peggio.
Alla parola ricordo mi risuona la memoria della tua incazzatura. E che volevi capire.
Credo tu mi vizi. Forse dovresti smetterla di accettare spiegazioni per mail. Forse dovresti costringermi a parlare con te.
Ok, ci sono. Perché non ti ho fermata?
Eh, Fr, non è che lo sappia bene.
Per me la stai facendo troppo lunga perché credimi, se avessi un motivo sicuro, convinto, te lo direi così almeno la smetteresti di rompermi i coglioni. Ma non è così, non posso inventarmelo per zittirti, ho troppa stima di te.
Però provo a spiegare, ok?
Non eri sola. Ma non c’era nessuno vicino a te. Non capivo e ho esitato. Avevi lo sguardo un po’ perso non di chi è ubriaco o fatto, ma di chi si sta altamente facendo i cazzi propri nel mezzo di una folla incredibile. Ti rivedo dopo anni e che cazzo ti dico? E se ti vedo che sei nel tuo mondo che cazzo ti dico ancora di più? E soprattutto, cambierà qualcosa? Lei è con un gruppo di amici, io lo stesso. Quanto potremo bloccare tutti per parlarci? Trenta secondi? E poi per dire cosa? Ciao come stai io bene e tu anch’io che fai adesso il professore e tu l’impiegata e poi uh sai scusa, vado se no perdo tutti. Ciao a fra altri dieci anni.
Eh, e allora?
Ti ho vista, ti ho guardata, mi sono goduto un gran bello spettacolo di una delle mie donne preferite vestita per l’ultimo dell’anno in pantaloni militari e scollatura esagerata e basta. Cazzo, belle tette. Ho visto che eri tu. Blocco mentale e eri andata via.
Succede. Almeno a me.
Il tempo mi scorre sotto, mi sento ingannato quando succede. Matrix mi sta fottendo, Fr.
Che film. Il primo, dico. Non dirmi che non ti saresti scopata Neo appena si risveglia. Con quell’aria sdrucita e la camicia di cotone grezzo. No, credo che ti saresti scopata lei, Trinity. Keanu non ti piace, se non sbaglio. Mah, in realtà nemmeno a me. Mi piaceva la maglia di cotone. Però grigia scuro.
Insomma, è andata così. Sul serio, come l’avresti fatta andare?
Tu eri tu ma volevi un figlio in quel periodo, me l’hai detto tu. Meglio se l’hai fatto con un altro, io non ci sarei mai stato per te prima di adesso. E lo stesso tu per me. Pensaci.
Guarda, ero anche tornato da poco a casa, perciò a maggior ragione non avrei disdegnato una scopata con te nel vicolo lì accanto, ma capisci che sarei stato squallido a farlo dopo anni che non ti vedevo. Così no, dai. E allora niente. Tanto lo so che mi sarei incazzato perché non saremmo potuti andare oltre.
Mi dispiace, a volte non me ne importa di quello che dici perché mi fai sesso. Sarò limitato, ma non ti ascolto più. Per dirti che a volte prende il cervello e stop, non pensi. E’ tutto molto concentrato più in basso.
Fr, hai notato che Manu Chao c’era un pò da tutte le finestre dei San Lorenzo? E si camminava sui cocci delle bottiglie. Per andare dove non si sa, ma si camminava tutti per Firenze. Un enorme ritrovo di punkabbestia frikkettoni darkettoni punkettoni e via. Birra e droghe di bassa lega. Uno squallore da non crederci, no?
Niente di notevolmente pensante, nemmeno mediamente. Folla idiota.
Si , mi girava il cazzo. Volevo tornare a casa e infatti dopo me ne sono andato. Ero fatto di qualcosa, ma me lo ricordo.
Il tuo essere ancora sull’elucubrante mi ha divertito molto. Vabbè, ma vedi che è assurdo parlarne? Mi perdo nei ricordi, perdo quello che vorresti tu da me.
Ok, dai, ho dedicato tempo a questa cosa, no?
Senti, dovremmo andare a San Miniato a parlare di Amici miei. A San Miniato per forza parli di Amici Miei. Dio, quell’amarezza, quella fottuta ironia, quella visione della vita da consapevole irresponsabilità totale. Però ci vuole un pelo sullo stomaco che non ho. Più che altro moquette pelo alto anni 70 sui rimorsi di coscienza.
Potrei mettere una moquette arancione scuro nel salotto piccolo di sopra. E pareti marrone merda. Divani a righe marroni, arancioni gialle e rosse. Poi entriamo in tutta quella settantite e vomitiamo. La stanza del disgusto di noi per riappropriarci della voglia di essere noi stessi.
Ti ricordi la scena del film Carlito’s Way dove lui è sul lettino, sta morendo e l’inquadratura è dai suoi occhi?
Scusa. Alla parola Carlito mi è venuta voglia di ananas, sono andato a mangiare l’ananas sciroppato con la panna montata sopra. Invidiami
La scena in soggettiva. Il soffitto che scorre e lui che parla e si sviluppa la storia. La vedi mai così la vita? Ti senti mai immobile, a vedere scorrere tutto sentire le voci e non capire di chi siano o cosa stia succedendo di preciso perché tu, cazzo, guardi il soffitto scorrere.
Io mi sento così troppe volte. Succede quando esco di casa. A volte le cose, le persone scorrono semplicemente. Sai come quando entri in un negozio affollato e non distingui più i manichini dalle persone?
Oh, però sei in gamba a fare acquisti. Entri, guardi, scegli, paghi. Io ci metto ancora meno, ma è perché raramente mi attira qualcosa e quando mi attira entro prendo quello e pago. Alla fine vedi bene che non sei ad alto mantenimento e anche che ha ragione Harry sull’amicizia fra uomini e donne.
Sono fortunato ad averti come amica trombante. O come donna amica che suona meglio. Sei una buona incassatrice tutto sommato.
Ho un sacco di stima di te. Lo so, te l’ho già detto, ma ogni tanto te lo ridico perché lo penso. E mi stupisci e te lo ridico. Credo che la tua ironia sia il tuo pregio più bello. Però non disdegno l’arte che ti contraddistingue nel farmi una bella pipa. Cazzo, donna! E ci metto il punto.
Ma Fr, che diavolo facciamo io e te? Ci stiamo vedendo spesso, tendente al tutti i giorni.
Lo so che vogliamo vivercela alla giornata ma ammetterai che solo il fatto che tu sappia di me che parto fra un mese significa già che alla giornata non è.
Mera logica, piccola. Quindi ci stiamo prendendo per il culo.
Sottostiamo alla nostra legge della scadenza. Ne dobbiamo avere una. Dobbiamo solo vedere quando sarà.
Sei un amore di yogurt, però.
Questo word condiziona la mia scrittura. Chi gli ha detto di staccare così tanto? Doveva solo essere a capo.
Sto da te la notte, ma devo andare via alle sei, altrimenti stiamo male tutti e due. Facciamo così e va bene. E’ una fottuta abitudine direi.
Azione ripetuta nei giorni sempre uguale a se stessa.
Non so, Fr, non va bene così e lo sai. Ci creiamo fissazioni assurde, paletti invalicabili pena il crollo di noi stessi sepolti dal nostro cinismo in pezzi. E se avessimo torto?
Abbiamo torto a teorizzare, ecco cosa.
Cazzo ce ne frega di parlare di noi e di cosa ci aspetta? La paura fa parlare troppo, a volte. Io vengo da te perché mi va e se sto meno con te mi manchi. Non c’è altro da dire o da pensare direi. Mi sono tranquillizzato da solo. A te grazie che mi ascolti. Leggi.
Ho eliminato anche il problema porta –bacheca. Se non ti va bene levi. Se lasci affari tuoi. Affari miei cosa ci metto, affari tuoi cosa ci levi. In fondo la porta è tua. Anche la camera. Sottolineo, che ci tieni.
Tutta questa solitudine fiorentina sta uccidendo il mio sistema nervoso. Ok, ho i miei ritmi e alla fine anche troppe cose da fare. Però che cazzo, mi manca salire sulla pedana col mio proiettore. Rispondere alle domande è quello che mi piace di più. Puoi capire, no? E’ a quell’età che puoi cambiare una testa. Hanno nozioni sufficienti per poter fare il salto dell’apertura mentale. Noi due la testa ce la siamo violentata, ma è stato bello. Nonostante abbia sempre abbastanza fatto il fannullone sono riuscito a studiare perché mi piace. Vorrei vedere la stessa curiosità in loro. Non sempre succede, direi quasi mai. Siamo tutti davvero troppo anestetizzati.
A proposito, dovremmo chiamare il chirurgo domani. Non va bene che facciano aspettare così tanto da Careggi. Capisco che ce l’abbiano solo lì quel macchinario e ci sia la lista d’attesa. Guarda, arrivo anche a capire che non vuoi smuovere conoscenze, la piccola comunista che è in te non potrebbe farlo. Ma franci, dai, ti devi operare. Il tempo passa.
Egoisticamente vorrei esserci. Non vorrai mica farmi partire per il Tibet con il pensiero di te che ti operi da sola?
Ci ho ripensato, sei tu l’egoista. Non ho parole. Quindi domani devi telefonare e sollecitare.
Leggi.
(Dietro Ogni Scemo C'è Un Villaggio)
Tu prova ad avere un mondo nel cuore
e non riesci ad esprimerlo con le parole,
e la luce del giorno si divide la piazza
tra un villaggio che ride e te, lo scemo, che passa,
e neppure la notte ti lascia da solo:
gli altri sognan se stessi e tu sogni di loro
E sì, anche tu andresti a cercare
le parole sicure per farti ascoltare:
per stupire mezz'ora basta un libro di storia,
io cercai di imparare la Treccani a memoria,
e dopo maiale, Majakowsky, malfatto,
continuarono gli altri fino a leggermi matto.
E senza sapere a chi dovessi la vita
in un manicomio io l'ho restituita:
qui sulla collina dormo malvolentieri
eppure c'è luce ormai nei miei pensieri,
qui nella penombra ora invento parole
ma rimpiango una luce, la luce del sole.
Le mie ossa regalano ancora alla vita:
le regalano ancora erba fiorita.
Ma la vita è rimasta nelle voci in sordina
di chi ha perso lo scemo e lo piange in collina;
di chi ancora bisbiglia con la stessa ironia
"Una morte pietosa lo strappò alla pazzia".
Mi ci sono fissato.
La ascolto troppo spesso. Come ho avuto il periodo eskimo. Ora abbiamo in scena De André e Malmsteen. Il pescatore non mi piace, però mi ricorda Luis.
Avevo scritto di lui a Nanni e penso davvero che sia morto adesso, ma me lo ricordo vivo e per me è come se lo fosse.
Quando penso a lui nella mia testa è dannatamente vivo.
Me lo rivedo nella sua casa steso sul letto a dire cazzate che non capivo e io sdraiato sul divano a ascoltare la musica della sua voce. Lo possiedo ancora, dentro, quel suono.
O le passeggiate, le ore al sole sullo steccato alla Tom Sawyer. Non posso dire che mi manca, sono felice di esserci stato.
Ora ci sei tu e sono mille cose nuove al giorno, ma non credevo.
Però ha ragione de André, si muore soli. Mah, così.
A Nanni ho scritto anche dell’artistoide con cui facevo la puttana. Credo sia stato il mio momento più basso. Vuoti di memoria da paura, eroina perenne.
Questi odiosi cliché.
Il ragazzino effemminato che lo mette nel culo all’artista che non vuole che si sappia.
Ho fatto molto il modello, tanto stavo fermo, sdraiato e strafatto. Poi mi viene un dubbio.
Mica gli avrò dato il culo e non me lo ricordo?
Ma una cosa così te la ricordi, giusto?
Uhm. Potrei esserne traumatizzato.
Lo vedo a volte sui giornali con qualche ragazza e me la rido perché lo so come si fa scopare. L’umana idiozia.
Fr, ho troppi ricordi. Che me ne faccio? Ogni ricordo in teoria dovrebbe avere un senso. Molte cose le perdiamo e avrà un senso anche quello. Solo che io non voglio ricordare tutto quello che ricordo. Non vorrei ricordare come ero con Mau.
Altro che pillola blu o rossa, ci vorrebbe la pillola per selezionare la memoria.
E questo mi fa venire in mente un’altra cosa. Ti comunico che o prendi la pillola o la smetto di venirti dentro. Non posso rimetterti incinta. Sono comunque sbalzi ormonali e non ti fanno bene. Vedila da questo punto di vista. Non è che puoi restare spesso incinta.
Però devo dire che ora ho provato anche l’emozione di sentire una donna dirmi di aspettare mio figlio.
Bello che sia stata tu.
Non avrei mai voluto diversamente.
Bello che non nasca.
C’è stata questa idea, fatta di me e di te. Per un po’ c’è stata. Perfetto.
Perfetto anche che te ne freghi il giusto.
Non mi andavano psicodrammi.
Abbiamo fatto i cazzoni coscientemente, è successo, ora calmiamoci che abbiamo anche 40 anni! Dovremmo essere maturi.
Ti amo. Vorrei trovare un altro modo ma ti amo. Puttana schifa, mi sa che non ti rendi nemmeno conto di quanto. O forse si.
A fra poco.
E grazie di leggere ogni volta. Ti amo anche per questo. O forse no
25 Maggio 2011
Porco cane te lo devo dire. Domenica pomeriggio all’Ikea.
IO.
Mai stato in vita mia e ci vado due volte in un mese.
Ma te lo dico perché non ero solo questa volta, ero con Fr e Ch.
Una quantità di famiglie spropositata, decine e decine di bambini di tutte le età, che frignavano, correvano, toccavano tutto. Genitori ciccioni e incazzosi che urlavano e sgridavano.
Il mio personale inferno in terra.
Ma eravamo anche noi una famigliola del cazzo e me la sono vissuta alla grande. Portare Ch nel carrello e scegliere le lenzuola -nere-, farlo giocare con quei giochini per bambini lottando con gli altri genitori che ne avevano il monopolio è stato bello alla fine.
Gente di merda ovunque, davvero.
Noi eravamo quelli più di merda in un certo senso. Noi e due famiglie di islamici, le donne con il chador e i gli uomini con la tunica. Sguardi puntati addosso sempre e gente che si scansa quando passiamo. Bene, c’è più spazio. Fr con la sua tenuta di stamani simil-pigiama ostinatamente senza reggiseno che per me ti giuro è un macello da contenere, io checca dark e Ch con i capelli lunghi che però era proprio bravo. Francamente nella mia lista di gente strana noi non ci siamo, ma per il resto del mondo si.
Ho un intero guardaroba nero, cose vecchie anche di vent’anni, quando i negozi qui si chiamavano Tenebra e Delirio e Inferno e Suicidio.
Fr si è inchinata davanti al mio armadio!
In realtà ho una camicia gialla ma proprio gialla e tre rosse. Non posso non avere camicie rosse. O l’eskimo.
La mia prima uscita ufficiale in famiglia.
Perché abbiamo deciso di andare non so. Eravamo in macchina dopo aver preso il frappé alla fragola delle cinque di Fr (da un mese lo prende ogni giorno) e ho detto andiamo a comprare le lenzuola nere. Fr non si oppone, a lei va bene tutto e siamo andati.
Cazzo, un mondo a parte. C’era un babbo che per far scendere il figlio dell’età di Ch dallo scivolo l’ha corrotto promettendogli una cena da Mc Donald e questo tutto contento è andato.
Cristo santo. Ecco come siamo messi.
Figli idioti che sbavano per la merda di Mc Donald.
Mc Donald è un fottuto premio.
Anche Ch è mezzo pazzo, e lo capisco. Gli ho insegnato a fare il saluto col pugno e a dire hasta la victoria e lo urlava scendendo dallo scivolo. Io rispondevo siempre. Non siamo normali forse, ma cazzo Mc Donald no. No. No.
A Cuba sono stato due mesi.
La prima settimana dormivo dove capitava, tanto mangiano talmente tardi che arrivi bene fino al mattino per bar e vicoli. Vita diversa. Era un sorridere continuamente e parlare con tutti, anche se non ti conoscono. Per me è stato scioccante, ma quando ho capito che per loro era scioccante uno come me, che non parlava, mi sono rilassato. Non mi hanno giudicato pazzo o tossico come qui, solo strano. E allora erano curiosi di me. Davvero curiosi, ma di una curiosità bella. Anche un tantino fastidiosa.
L’ottavo giorno ero seduto su degli scalini di legno di un bar, mi bevevo qualcosa di marrone che non ricordo e dietro di me c’era un vecchio, stesso bicchiere.
Mi parla, rispondo. Io guardavo fisso davanti a me, lui sempre alle mie spalle. Parliamo per un bel po’. O meglio, ascolto per un bel po’. Molte parole me le perdevo, ma mi piaceva il tono della voce. Prova tu a capire un vecchio cubano ubriaco.
Non so come gli sia venuto in mente ma mi ha offerto un posto a casa sua. Che poi chiamarla casa era un eufemismo notevole. Una catapecchia del cazzo, puzzolente e sudicia. Ma un posto per me l’ha trovato.
Una sola stanza, lui sul suo letto vicino alla porta di casa e io sul divano vicino ai fornelli.
A Cuba con le nostre lire potevi fare il signore, ma la cosa che è meravigliosa del viaggiare è mischiarsi alla gente. Gente di merda, eroi, gente noiosa o straordinaria, gente che ti insegna sempre però. Insomma, il cervello gode di tanti input diversi, se ne droga.
Ma non hai idea delle conversazioni. Sulla rivolta, sulla sua infanzia, su Fidel, sull’omologazione di merda che porta il comunismo, sulla grandezza del Che, sul fatto che non si era mai sposato ma era stato innamorato una volta ma lei aveva sposato un altro. Io suonavo lui cantava ubriaco fradicio. E non capivo un cazzo di quello che cantava. Ma era perfetto così, capisci?
Non esiste shampoo a cuba, non c’era sapone. Ti lavi con l’acqua e stop. Non ci sono docce per chilometri a volte, ti lavi dal lavandino o fuori, dietro le case. Almeno era così quando avevo venticinque anni, in quella cuba di Luis.
E se lo stato decide che mangi patate quella settimana tutti mangiano patate. O vestono allo stesso modo. Libertà annullata. Merda, povero Che. Però scuole per tutti, cultura alla portata di tutti. Immenso Che. Devo postarti il suo discorso sulla cultura dei giovani, o l’ho già fatto?
Con lui ho preso funghi e fumato erba, bevuto di tutto e parlato. La faccia più rugosa che abbia mai visto. Keith Richards di colore. Sigari e sudore, secco più di me e curvo.
Era dio, secondo me. Gliel’ho anche detto e ne abbiamo riso a strozzarci inventandoci che lui era dio padre e io il figlio. Lo spirito santo dovevamo crearlo sputando tabacco per terra e bestemmiando noi stessi. Però non mi ricordo perché.
Però mi ricordo che durante una delle nostre camminate ne è venuto fuori un discorso sui pali della luce che inchiappettano la terra. Una concatenazione assurda di polvere siamo e polvere toneremo e alla fine anche da polvere la prendiamo in culo da qualcosa. E dai a ridere come due coglioni.
Sono rimasto a vivermi Cuba così. Lui mi ospitava e io lo aiutavo in certi lavoretti in casa, o suonavo con la classica. Lavoretti di casa, capito? Niente sesso.
Però a volte ho fatto la puttana di garbo. In altre situazioni. Con un artista, per un mesetto. Sesso compiacente in cambio di cultura. Conosciuto a casa di mia madre in una delle sue cene. Passo a portare i cani e lui fuori a guardare il parco di notte.
Era molto interessante, ma non faccio nomi visto che è in Italia e non ammette di essere gay in pubblico. Le puttane di garbo sono sempre discrete ma discretamente schifate.
Con lui era un mondo assurdo. Droga pesante, quadri ovunque, gente bene in coca, lui ore a dipingere e io a ore strafatto di eroina. Mi ricordo poco. Immagini più che altro. Seconda overdose con lui. E terza, mi sembra. Uhm, si. Dopo di lui la seconda disintossicazione. Due overdose in un mese ti deprimono parecchio.
Una merda. Camera mia dopo sembrava la camera dell’Esorcista. Occasione per rimbiancare quando sono entrato in fase post-disintossicazione-posso fare tutto perché sto da dio.
Che fine abbia fatto Luis non lo so. Io taglio i ponti. C’è stato, è parte di me, ma basta. Comunque vista l’età sarà morto. O centenario in culo a Fidel.
E per rispondere alla tua domanda, no. Io non guardo negli occhi. Non mi viene, non mi è mai venuto. Lo so che non è da vero uomo.
Clint Eastwood -gran figo porca vacca- ti guarda negli occhi, pure Rambo o Berlusconi. Dominique no. Ma non si pone il problema, non più almeno.
Gli americani fanno una marea di corsi per essere più fighi e prestanti, per apparire sicuri di sé. New York è strafatta di questi guru da pippe mentali.
Io sicuro di me lo sono. So chi sono, conosco anche le mie manie del cazzo. Però non ho voglia di condividere.
Comunque questa cosa l’ho chiesta a Fr.
Lei dice che la guardo, invece. Si è stupita della domanda. Dice che quando le parlo la guardo, è solo che poi mi alzo e girello o prendo qualcosa, o mi risiedo, o fisso il muro per concentrarmi su quello che devo dire. Insomma, non è per scappare da lei.
Gli altri no, non li guardo perché alla fine purtroppo mi interessa poco. Perché da uno sguardo si capisce un sacco di cose, troppe e io non mi espongo facilmente. E trovo noiosi gli sguardi della maggior parte della gente.
So che mia madre mi diceva di guardare in faccia le persone, magari è per quello che non l’ho mai fatto. So essere molto testardo, esasperante direi.
Però ai comitati guardavo negli occhi quando intervenivo, e anche agli esami. Quando facevo una domanda a uno studente lo guardavo e lo guardavo anche mentre mi rispondeva.
Ho notato che se guardi raramente in faccia, quando lo fai la gente si inquieta. Come se tu avessi gli occhi di quel tipo degli x-men che deve portare sempre gli occhiali.
Uh, sono inquietante.
Magari anche tu.
Mi chiedi se sogno. Beh, in teoria si, sogniamo tutti, sempre. E’ solo che non ce lo ricordiamo.
A volte la vita con i suoi stress prende il sopravvento e credo che nei sogni sfoghi tutta la merda accumulata. Il cervello scarica, ma tu non ricordi. Una difesa per non avere ulteriori problemi.
Non so perché lo penso. L’ho scritto e basta.
In pratica devo dirti che sogno raramente. Insomma, che mi ricordo raramente.
Poi non sono sogni belli. Incubi. Il passato.
C’è chi sogna gli esami, io mi sogno le crisi di astinenza. A volte mi sembra di esserci ancora e mi sveglio sudato come un maiale convinto di stare di merda. E allora vorrei farmi subito perché mi sveglio convinto sul serio di averne bisogno. L’ultimo la scorsa settimana.
Ma ho portato i dannati cani di Barbie a pisciare camminando chilometri.
Oppure mi capita di sognare di essermi perso. Mi trovo da qualche parte e non so dove. Ma anche quello è il passato, mi è successo molte volte.
Forse fra un po’ farò un sogno bello, me lo sento.
Strano svegliarsi sudati. Al contrario di te non sudo molto. Una fortuna visto come mi vesto anche quando fa caldo.
Lù oggi ha chiamato Fr. Per ringraziarla ancora.
E’ un altro alla deriva. Ma che chiama per dire un fottuto grazie.
Ecco la gente che pensa. La gente vomitata dal sistema, però.
E poi pensavo, come può un uomo fare il terrorista, crederci? Cazzo, in fondo stai progettando di ammazzare e vivi con le armi in mano. Una rapina la capisco, il terrorismo no.
E si scontra con l’uomo che ho davanti, un uomo buono. Buono sul serio, che ti guarda sul serio, che ti da qualcosa di sé. Cosa gli è successo, mi chiedo? E penso, penso.
Ho un passaggio in mente, devo concretizzarlo sulle corde o lo perdo. Continuo dopo.
24 Maggio 2011
beh, discreta giornata di merda.
Tempo per me troppo, programmi cambiati.
Non ho più quell'elasticità mentale che mi permette di seguire troppi cambiamenti, se non mi creo delle tappe mi va a puttane il teatrino.
non ho perso solo la tua mail, ma un sacco di altra roba. il tecnico si è portato via il compter per vedere di salvare il salvabile. Intanto sono andato a comprare un altro portatile. fanculo, non ci resto senza scrivere e mi gira il cazzo per non avere mai la testa di salvare su chiavetta o cd.
vivo nel mio mondo e penso che non succeda. punto.
quindi giramento di coglioni perchè un estraneo ha in mano me stesso e tutto quello che scrivo.
e' una violenza che non mi passa stanotte.
fumo e porca puttana rollo male e me ne accorgo quando la accendo. posso fare poco, perdo troppa roba.
c'è della fottuta ironia in tutto questo. anche essere a casa mia.
Insomma, sono diventato uno che a Firenze non deve avere fuori programma. a meno che non decida io.
la tua amica Indra di Roma che mi manda una mail dove dice solo ciao dom come stai? e che ti devo rispondere? ma nulla, dai.
poi nella mail successiva mi chiede di consigliale un nome per un account fetish. Cazzo, manco mi conosci! Ma cosa mi dici?
Non mi capita spesso di sentirmi nervoso, di solito sono davvero quasi sempre nel mio mondo e poco mi fa innervosire sul serio (a parte mia madre) ma oggi è quella sensazione che rode dentro e vorresti litigare col mondo.
Con Fr non c'è stato verso. Rideva. Alla fine gliel'ho dovuto dire che volevo litigare e quell'idiota mi ha chiesto di scegliere un argomento. fanculo, ho scelto Nanni Moretti e ne è venuta fuori una bella discussione perchè lo so che lo odia.
mi fa anche rabbia adesso che non si sia incazzata sul serio per i miei modi bruschi di parlare o di essere sincero.
tendo sempre ad allontanare le persone con la brutalità. O sono semplicemente i miei modi, non so. Mi rilassa poter dire alle persone no, non mi va oppure che non mi piace qualcosa, si stupiscono sempre. Siamo talmente abituati a recitare un'etichetta perbenista che non ci viene nemmeno più di essere sinceri anche nelle piccole cose.
Mi fanno caffè di merda dopo cena? anche se sono ospite io lo dico che hai fatto un caffè di merda.
Alla fine lego con quelli che non ci rimangono troppo male.
Spesso però divento ridicolo.
Lo so che sembra da idioti dire alla tua donna che hai semplicemente voglia di litigare. O dire dopo poche mail non me ne frega un cazzo della tua amicizia, se usciamo ci provo subito. Ecco, ho perso anche quello scambio con Fr porca troia. Virus del cazzo.
Può sembrare idiota ma per me non lo è. Discrete figure di merda a parte me la godo un sacco.
Grandiosa ironia che fa ingoiare questa quotidianità. O forse ne è solo l'antiacido.
Non so se sapevi che sono un burbero rompicoglioni di persona.
Fr ci rideva in mail ma mi prendeva anche molto sul serio, con risposte molto ironiche ed è così anche di persona, perciò litigo pochissimo con lei.
E' frustrante a volte
la checca che è in me batte i piedi.
Fr è un cazzo di uomo impassibile.
Gliel'ho detto e siamo finiti a ragionare di veleni e cicuta e Socrate che se la beve a la famiglia Addams e Men in Black.
NON c'è verso di litigare. Quindi Nanni mi girano i coglioni.
Poi lo so cosa c'è di fondo. Non ci penso ma lo so. Non è che abbia molta voglia di fare il dandy del cazzo che non va a lavorare. Insegnare mi manca. E basta.
Vado a suonare, sta già facendo giorno.
22 Maggio 2011
A volte facciamo puttanate a caso. O forse a caso non è mai. Io con le donne e con gli uomini che ho avuto ho fatto solo puttanate.
In ogni caso tu alla tua età mi hai battuto: due anni con una e una convivenza. Per me il massimo sono stati 7 mesi con Ludo e un pensiero per 21 anni che non è rimasto tale solo per caso.
Un idiota. Posso insegnarti tutta la letteratura italiana, inglese, francese e latina ma non so un cazzo di storie.
Ma in fondo non se ne sa mai abbastanza. Mi hanno reso cinico fin da piccolo. L’amore non esiste. Eppure alla fine sono un romantico, è questo che mi ha sempre fottuto. La perfezione deve esistere da qualche parte, quella donna o uomo con cui combaci esattamente. Mai trovata, quindi l’amore non esiste. Il fatto che mi stia ricredendo ai miei occhi significa soltanto che ho avuto culo per un pò. Chissà. Ho letto troppo e vissuto troppo poco. Molto “le lettere d’amore”di vecchioni. C’è più vita ovunque tranne che nella mia vita. E’ più realmente viva di me qualsiasi cosa.
Sai come mi vivevo la tua età?
Suonavo, allora. Giravamo i locali, pensavamo di poterci anche fare un mestiere e ci incazzavamo quando non ci pagavano. Litigavamo sempre. Beh, loro. Io stavo zitto., trip per la Fender.
Liceo finito, casa disponibile sempre assediata da amici. Non che venissero per la mia straordinaria simpatia, o per le mie capacità da mattatore. Chiaro che se a vent’anni hai un amico che ha 4 piani di casa e vive da solo praticamente ti ci trasferisci.
Ore di prove, canne, birre, tensioni.
Eravamo bravi, questo ci ha fottuto. No, non è il senso che voglio dirti questo.
Eravamo bravi e piacevamo, avevamo perfino le nostre groupies da scopare nei camerini. Ma avevamo poca testa e un sacco di droghe e birre. Questo ci ha fottuto. Come succede bene o male al 90 % delle band. Solo che noi a Firenze non avevamo davvero vie d’uscita. Finiti i tempi di John Lennon o dei Nirvana, ma anche il tempo dei Medici, dove lo stato aiutava la cultura e gli artisti.
Io sono finito a fare il prof fra un viaggio e l’altro. Loro sposati e con figli e lavori come ingegnere, assicuratore, agente immobiliare.
Va sempre così porco dio.
Anni assurdi quelli dai venti ai trenta. Scendevo le scale di camera, il pomeriggio quando mi svegliavo e andavo in cucina, sapendo che poteva esserci chiunque. Non ci facevo nemmeno caso. Scendevo in mutande aprivo il frigo in silenzio prendevo la birra del risveglio e seduti al tavolo c’erano due estranei a farsi di ero. Nella mia cucina. In casa mia.
Non chiedevo, salivo su e mi facevo anch’io.
Da un certo punto di vista tutti questi passaggi sono stati una fortuna. Alla prima overdose ero in salotto e se ne sono accorti loro, quelli di passaggio.
L’ultima è stata la peggiore. Mi ero fatto per morire sul serio, mi sono incazzato di brutto. Alla fine era una bella cosa, stavo viaggiando bene, avevo semplicemente smesso di sentire a un certo punto. Non ti accorgi di non respirare se sei fatto. Il ritorno è stato pazzesco. Un dolore assurdo e la gola che bruciava perché mi avevano intubato. E la realtà. Ero vivo cazzo, in un ospedale, con la gola in fiamme e un’astinenza da gestire con mia madre che frignava al mio stronzo capezzale.
Una nuova rinascita talmente merdosa che avrei ucciso tutti prima di riprovare a uccidere me stesso. Prima sulla lista mia madre.
Stamattina ho ripreso la macchina per arrivare fino a Sesto, per fare colazione con Fr.
Giusto per mezz’ora, a casa sua c’è sua madre e fanno il cambio dell’armadio. Fr molto isterica. Ma mi andava.
L’ho presa per il culo perché era uscita praticamente in pigiama. Pantaloni indiani a righe, infradito arcobaleno con smile appiccicato sopra e canottiera bianca senza reggiseno. Ma porca vacca se mi piace. Ho fatto l’amore con lei nel bagno del bar, con la gente della domenica che nell’altra stanza si affollava al bancone per il cappuccino.
Quindi bene che quella volta mi abbiano ripreso se ora vivo questo, no?
A parte mia madre, cazzo.
Mi dico così quando ho pensieri negativi. Quando sul serio darei anche il culo, anche se fa male, per una fottuta dose.
Oggi sto bene.
Ho girato la casa lo stesso, solo che ero allegro. Tutti quei lenzuoli creano masse informi, potrebbe esserci qualunque cosa là sotto. Un castello di sabbia grandioso che ho fatto una volta in Grecia, la mia bicicletta rossa, una Fender vintage che sogno da dieci anni, un bel set di polpette avvelenate per cani… Non so, oggi mi sono divertito da solo.
Ho perfino guardato la mia faccia nello specchio del bagno del quarto. Penso che dovrei tagliarmi i capelli, non ci vedo quasi più. Ancora nessun capello bianco. Il mio corpo mi prende per il culo. Si illude che io sia giovane penso.
Ho fatto la doccia lassù. Sono stato un’infinità seduto per terra con l’acqua addosso a pensare al nulla. Sai quando pensi e non sai cosa? quando il tempo scorre e tu non lo sai?
A me capita spesso.
Tu non comandi mai Cà? Nel sesso, dico. Il gioco devi fare tutto quello che ti dico io. Potrebbe essere un buon modo per farla migliorare nell’orale. Le dici cosa vuoi, lo deve fare per forza. Tu però devi avere il coraggio di parlare e invece mi hai detto che lo fai in silenzio.
Avrei potuto spedirti ieri quello che ho scritto ieri, ma non lo sentivo finito.
Anche ora non lo sento finito, ma probabilmente sarebbe sempre così anche fra un’ora o dieci.
Ah, Ste mi ha scritto che siamo stati separati alla nascita. Cazzo se ci ho riso!
Dai, invio. Altrimenti ricomincio a scrivere. porca vacca, mi tocca ancora fare due mail.
21 Maggio 2011
Ritmi assurdi oggi.
Tornato a casa mia alle otto, dopo un passaggio a un bar, completamente rincoglionito.
A casa nulla, sonno zero.
Mi sono fatto i miei quattro piani su e giù, passando fra i mobili coperti dalle lenzuola.
Perché li tengo coperti come se non vivessi qui? Due piani inutilizzati, pieni di mobili spogli, pareti bianche e vuote.
Credo di sentirmi così. Una parte di me lo è. Camere da letto che nessuno usa, salotti che rimangono fine a se stessi. Una cucina sporca perché mi ostino a cucinare di tutto facendo macelli ovunque. Pulisco una volta al mese, preso da sacri fuochi da casalinga isterica, poi nulla. Accumulo pile di piatti ovunque, nemmeno li metto in lavastoviglie.
Mi sento un coacervo di controsensi.
Faccio un sacco di docce al giorno, ho sempre le mani ossessivamente pulite, eppure posso dormire sul marciapiede come mi è successo decine di volte, e non fare una piega.
Dom profumoso hai detto una volta.
Cazzo, si. Sempre. Ma la mia cucina è una merda e non me ne frega nulla.
La libreria però deve essere una biblioteca ordinata e catalogata, come gli spartiti. Non so, per me ha un senso vivere così. Se entro in cucina e la trovo linda e messa a posto mi viene il magone. Che cazzo, davvero siamo a Beautiful?
Mi sono addormentato alle dieci, ho dormito solo tre ore.
Non sono stanco, però. L’energia del sole fuori arriva dentro, ma detesto il sole in solitudine. Preferisco i tramonti o l’alba, quando la luce ti accarezza e non ti ferisce.
Fr va dallo psicologo perché troppo spesso si assenta. Non è che non parla, è come se non esistesse. Esiste nel suo mondo di fantasia, innaturale e sconosciuto. Nemmeno io posso entrare perché lei semplicemente non c’è per aprire la porta.
Stanno cercando di aiutarla a risolvere almeno un pò, prima hanno detto che era bipolare, poi hanno parlato di schizofrenia, ora siamo stabili su un disturbo della personalità. (e ne rido di tutti questi etichetta menti)
Ha il suo mondo, ci sono almeno tre persone dentro di lei, è una lotta con se stessa perché fin da piccola ha vissuto in questo mondo di silenzi e solitudine.
Dici che parla un botto. Si, a volte parla un botto. Altre volte davvero non esiste se ha sufficiente confidenza con te. Siede, fissa il vuoto, non sente niente. Si anestetizza e sai che sta vivendo la sua vita parallela. L’altra sé vive sempre dentro di lei, in maniera schizofrenica. Quando le chiedo cosa sta facendo l’altra lo sa sempre, vive perennemente scissa. La cosa che la distingue dalla schizofrenia è solo che lo sa, se ne rende conto. La schizofrenia è come guardare la tv e credere che sia la realtà. Fr distingue la realtà, solo che ha un suo mondo parallelo. Incredibilmente ci ha fatto entrare anche me. Parla con me anche quando non è reale, quando non ci sono. Io le dico, ok piccola, va bene lo stesso. Significa solo che ci sono di più.
A volte mi telefona e mi chiede se esisto davvero. Se sono reale. E’ confusa. Allora non rido più. Glielo dico che ci sono, se posso prendo la macchina e vado ad abbracciarla forte, perché tocchi con mano la mia realtà.
Parlandoci molto chiaramente se non avesse figli l’avrebbero portata in psichiatria con le crisi della scorsa settimana. Ma Ch e Dè sono reali nella sua vita e l’aiutano a non farsi collassare il cervello. Stati di allucinazione reali. No, la psicologa ha parlato di deliri. Deliri. Non so. Me li vivo con lei, le parlo. Le attacco biglietti anche per ricordarle che ci sono. che esisto davvero.
Per il resto è una donna normalissima, ed è anche molto brava con i bambini. Si perde un po’ nei particolari, Dè lo sa, ma li cresce bene. Lo sappiamo io, sua sorella, il suo amico del liceo ora dottore Jà che la chiama tutti i giorni per calibrare le dosi delle medicine. Bà sa qualcosa, ma le ha fatto un gran bene quando le ha detto che lei suo figlio glielo affiderebbe comunque a occhi chiusi. Non credo ne abbia parlato con nessun altro di come stiano realmente le cose, è difficile suppongo.
Credimi, è difficile anche per me dirtelo così, perché non mi riguarda direttamente.
Dicono sia uno squilibrio chimico del cervello, una roba genetica che forse aveva anche suo nonno. In più sua madre ha fatto un macello della sua testa.
Fr lo nasconde bene.
Non credo diresti che abbia questi disturbi.
Capisco e non capisco. I deliri, dico.
Insomma, io ho avuto un sacco di casini ma sono io. Uno soltanto.
Non so cosa si prova ad aver bisogno di mandare l’altro sé a far colazione “per finta” per poter essere libera di vivere un pò da sola. Sembra assurdo, ma lei lo deve fare ogni giorno. Impegnare l’altra se per vivere lei. Ha orari che si impone, così non si dimentica di mangiare. Le porto la roba per farsi i panini, mangiamo insieme su qualche prato e stiamo in silenzio molto spesso, ma abbracciati.
Lei siede sul prato, io mi sdraio con la testa sulle gambe. E stiamo così. O leggiamo.
Ultimamente mi abbraccia tantissimo. A me fa un piacere assurdo, in fondo mi mancava.
Difficilmente mi faccio sfiorare da qualcuno.
Chi ci può essere, alla fine? Mia madre la tengo a distanza, mio padre non esiste, i miei studenti figurati se li faccio avvicinare, sono il prof! Ero.
Non so. Tengo la camicia per non far vedere le braccia ma è bello quando Fr mi sfiora la pelle. Riscopro la mia pelle. Un cazzo di contatto con un altro essere umano.
E di nuovo provo un piacere assurdo nel toccare il seno di una donna, esplorare ogni centimetro di lei, con calma, per godermi ogni istante. Sono una checca, ok, ma adoro il seno delle donne. Fr mi da enormi soddisfazioni in questo senso. Va bene tutto, ma con una bella quarta mi ci diverto di più.
Mi innamoro degli orgasmi, dei miei non me ne frega un cazzo. Possono arrivare dopo.
Prima ero abituato a non far caso a chi avessi davanti. Esperienza ne ho, la metto anche a frutto volentieri, questione di mero orgoglio maschile suppongo. Ma non mi sono mai messo in gioco realmente con nessuno.
Ti ho detto che non l’avevo mai fatto senza niente. Scopro il gusto di venirle dentro e rimanere così, aspettando di rifarlo ancora, senza uscire. E’ qualcosa di chimico fra noi che me lo fa tornare duro quasi subito e ne approfitto. Che poi magari poi non succede più perché ci veniamo sulle palle.
E’ bassa, Fr. No, non bassa in senso generale. E’ alta, anzi. Ma io lo sono di più. Ci dividono giusto quei 23 centimetri che mi permettono di abbracciarmela bene. Piccole cose, ma che mi riempiono l’anima adesso. Dopo di lei sarò fottuto?
Forse. Non mi immagino vivere senza uno scopo, nella noia di una vita già vista. Fra un po’ anche con lei sarà tutto già visto? Lo chiedo ma non mi importa un cazzo.
Mare dentro mi è piaciuto. Il film, dico. Perché lui sceglie. Voglio avere anche io questa possibilità, tutto qui. E’ soltanto tutto qui.
Alla fine siamo isole inesplorate.
Ci sono pensieri, cose, nozioni, che non condivido con nessuno.
Non mi viene in mente o non ne ho la possibilità. Mi esploro, ma sono comunque un’isola deserta in cui ogni tanto arriva qualcuno, sta un pò poi se ne va. E non ho mai avuto voglia di mostrare tutto.
Dà il fisicato se ne stava sul mio divano a guardarsi lo sport, gridava come solo gli uomini sanno fare. Mi infastidiva. Nessun discorso alla fine. Frasi stronze, trite e ritrite che mi fanno vomitare. Azzardati a dirmi che sono bello e mi viene il vomito, sul serio.
Stai con me solo per un trip su Dorian Gray. Io sto con te per la fissa per i muscoli. Posso avere l’aspetto di un Dorian Gray, ma porcoddio, sarò mica così marcio dentro?
E i tuoi muscoli sono frutto di steroidi, lo vedo dalle ombre scure sotto gli occhi troppo in fuori. E infatti non è che là sotto ti funzioni granchè.
Mavvaffanculo!
Perché concedergli me? Suonavo, leggevo, camminavo. Quando tornavo lui era ancora lì a farsi di novantesimo minuto. Beh, dammi il culo -molto bello- e vattene, va. E poi mi facevo di oppio.
Cò era una spaccapalle primadonna esaltata. Passata la voglia dell’uomo muscoloso mi prende quella della donna con la gonna e i tacchi. Quando mi annoio devo cambiare radicalmente. Solo che non sono il tipo.
Alla fine detesto i tacchi e il modo di camminare delle donne con i tacchi. Quella assurda presunzione di sculettare meglio. Preferisco chi si siede per terra a gambe incrociate ma mi parla, ascolta. Più naturale, più incredibilmente afrodisiaco. Sarà l’hippy che è in me.
Cò era tutta tacchi e minigonne e scollature. Con quei reggiseni assurdi tutti pizzo che quando li levi non è come sembrava. Dovevo levarmi dai coglioni quando gliel’ho sganciato. Non capiscono che è meglio sapere subito come sei anziché cercare di fregarci. Tanto se lo scopo è scopare con me alla fine mi tocca vederti nuda, no? Stonature. Mi ha dato noia, avrei dovuto fermarmi.
Ma non sono mai stato bravo a tirarmi indietro prima. Già che ci sono consumo, me ne vado dopo. Invece porca puttana mi ha inseguito troppo e io a scappare. E ogni volta ci scopavo accidenti a me.
Storia del cazzo, eppure storia di qualche mese. Indecente me.
periodo di lsd e funghi. le devo aver detto una montagna di stronzate, ma lei non prendeva droghe, non si accorgeva di nulla.
Una volta ho scritto quando era con me. Si è incazzata perché non la consideravo. Oppure se la prendeva perché non rispondevo a qualcosa. Se non sei interessante non è colpa mia. Sarai interessante per qualcun altro, però. Vacci. E si incazzava ancora di più. Un delirio creato con le mie stesse mani, troppo pigro per disfarmene. Scappato ancora. Mi sembra in Brasile. No, Cile.
Avevo letto Il tempo di Blanca, di Marcela Serrano e volevo vedere, sentire, capire. Mi piacciono i paesi dove la gente pensa, si riunisce, si fa straziare la vita per la libertà. E mi piaceva Blanca, che impossibilitata a parlare si inventa un linguaggio con gli occhi.
20 Maggio 2011
Il mio amico-conoscente dell’università giorni fa mi ha chiesto come faccio a vivere così, quasi sempre solo. Ci ho messo tre ore per rispondere –a volte posso essere di una lentezza esasperante nel riuscire a definire qualcosa a parole e mi rendo conto che magari viene fuori in momenti assurdi, inaspettati, in cui si era magari dimenticata perfino la domanda posta- dicevo, tre ore per rispondere che io solo non mi ci sento, quindi la domanda non aveva il minimo senso per me.
Ecco, se avessi potuto scrivere subito avrei ordinato i pensieri, invece ho parlato troppo tardi e offendendo.
Il mio amico si è irrigidito e mi ha guardato con quello sguardo che detesto, che mi dice che vengo giudicato pazzo. Fr avrebbe riso capendo e probabilmente tu saresti stato incuriosito, non infastidito. Ma io parlo così. Non aveva senso la domanda per me, nessuna offesa per carità. Se poi sei paziente vado anche avanti, ma quasi nessuno lo è, si irritano prima.
Ok, sono lento e irritante. Molto dandy del cazzo sul serio.
Lei l'ho invitata subito a uscire, molto insistente e assurdamente attratto da questa che dopo tanti anni mi riconosce dalla mia scrittura, quindi mi ha letto, e dentro di lei ci sono ancora se si ricorda così. E’ stato facile, mi conosceva già, ma anche difficile perché la mia perenne distrazione con le persone avrebbe potuto rovinare tutto. Quando sono tornato a casa, dopo averla vista e aver di nuovo fatto l’amore con lei quasi ancora prima di dirle ciao, le ho scritto un’altra mail sputtanandomi completamente. Ero così in imbarazzo da voler sprofondare per sempre. Ma dopo c’è stato un salvifico scambio di mail buttate con ironia sul sesso e ho superato le mie fissazioni con la risate.
La mia prima volta senza preservativo che da che faccio sesso. Aggiungo alla lista delle mie fobie anche le malattie. Non ero preparato. Un coglione. E non me ne è importato molto. nemmeno che pensasse fossi uno stronzo maniaco.
Mi sono anche scusato ma come risultato mi è stato detto che trovava offensivo che mi scusassi di aver fatto sesso e che era stata una gran scopata quindi che non rompessi il cazzo e fossi sincero. Mi ha talmente spiazzato che l'ho rivista il giorno dopo.
E perché te lo dico?
Non so. E' che sono fatto?
Con te un viaggio lo farei, esattamente come hai detto tu. Ci vediamo all’aeroporto, con gli zaini già in spalla, camminando subito fianco a fianco verso il terminal. La testa al viaggio, curiosi entrambi del mondo e di noi.
Cà è indefinibile anche per me. La vedo donna quando fa la donna. Ma, Nanni, ti dico quando FA la donna. Cambia, vedo che si modula su richiesta e questo è strano. Sa esattamente come fare, è intelligente, ma non è se stessa. Almeno con me fa così.
Come se ci fosse un assoluto bisogno di essere accettate ancora prima del bisogno di essere se stessa. Mi sbaglio? Può essere, non la conosco. Sensazioni.
Sei tu che vivi Cà, sei tu che intuisci meglio di me. Fai bene a fare un passo indietro quando hai dubbi su chi sia, da lontano, da appena poco lontano, si ha una prospettiva migliore. Senza fretta, ma con costante curiosità.
E’ evidente la sua intelligenza, come è evidente il suo disagio nel viverla e il suo bisogno egocentrico di te. Ma tu sei un grande, sai come prenderla. Sei più forte di lei e questo probabilmente ha due effetti in lei: la spiazza e ti ammira. Cà mi sembra senza vie di mezzo, o forte per autoimposizione, ma forte, cazzo. O debole per esperienze che solo lei, e probabilmente tu, sa. Alla fine ti fa stare bene, ti incuriosisce. Va bene, Nanni. Non hai un’alternativa. Non parlo di altre donne, ma di quello che vuoi tu. Finchè la vuoi, finchè sei così curioso di lei non hai che una sola scelta, vivertela. Quindi lo fai.
Domanda. Quando sei con Fr parli?
Oggi è andato tutto storto. Dovevamo vederci, ma aveva dimenticato che il venerdi ha la psicologa. Ormai le sue sedute da un’ora sono diventate spossanti lotte di due ore al prezzo di una (80 euro) e alla fine la dottoressa oggi si è arresa e le ha dato il nome di uno psichiatra. Vogliono sul serio darle della roba. Fr è sempre sul filo, non sai se perderà il controllo della propria testa per finire dove lei vorrebbe, in un nulla fatto di assenze chimiche, o se ce la farà ancora a contenere e vivere. Credo che io e i suoi figli la teniamo qui. Altrimenti sarebbe l’ennesima Alda, in qualche letto, incosciente ma sollevata di non provare più nulla. Una non vita.
La capisco talmente tanto che posso soltanto amarla di più. Non perché io sia felice di questo, soltanto perché capisco.
Dovevamo comunque stare insieme nel pomeriggio, ma è arrivato lui, il padre di Ch. Fr è andata via con la testa. Nessuna comunicazione, ha spento il cervello e il cellulare. Mi ci sono volute ore per recuperarla questa volta. Alla fine sono arrivato qui verso mezzanotte, non potevo lasciarla sola, ho le chiavi. Lei dormiva di quel sonno indotto dai farmaci, ma si è comunque accorta e si è calmata. So di avere questo effetto su di lei e una parte di me ne è felice. Un’altra vorrebbe che Fr non avesse bisogno. Ma capisco anche questo. Anche io ho bisogno di lei per placare il male di vivere.
Le ho scritto molto oggi. Poesie, pensieri, strutture mentali che le regalo e attacco sulla sua porta ormai mia.
Se sia sbagliato o giusto questo nostro modo non mi interessa: è funzionale. Punto. Oggi è così, domani non so.
E’ la prima volta che vengo da lei e non facciamo l’amore. Oggi no, oggi non ce n’era bisogno. Abbiamo fatto l’amore in un altro modo, scrivendoci pensieri che ci hanno unito. Orgasmi mentali.
Sto fumando una canna. Non lo facevo da tanto, ma reggo ancora troppo bene. Ma sono qui, ce la faccio.
Mi mandi mail quando non me l'aspetto. oggi mi hai fatto un regalo.
19 Maggio 2011
Cosa siamo, Nanni?
Abbiamo una reale possibilità di cambiare noi stessi per non soffrire, per cancellare parti di noi e renderci utili a questa realtà?
Efficienti, pronti, benedetti dagli dei del quotidiano benessere?
Non ci stiamo, abbiamo provato, la ribellione ci porta al silenzio.
Forma di costrizione in cui ci relega chi non ci capisce, chi non vede abbastanza lontano dal proprio naso.
Abbandonati con noi stessi, a condividere momenti, attimi, con altri esseri simili, che riconosciamo casualmente per qualche momento, che fatichiamo comunque a sopportare a lungo.
Solitudini cercate, solitudini sofferte e violentate dalla ostinata necessità di essere noi stessi.
Tutto questo stanca ma esalta allo stesso tempo.
Guardo da lontano questo mondo assurdo, come fossero formiche che si affaccendano tutti i giorni in azioni ripetitive e transitorie, ma in fondo sempre dannatamente uguali a se stesse.
Trovare qualcuno è troppo spesso uno scontro, qualcosa che ci spossa perché può ferire. Sentirsi vulnerabili se le parole escono e sono parole che raccontano di noi.
Concedere il mio mondo non è mai stato facile.
Tu considerato omosessuale, lasciato solo a porti domande infinite. Io che omosessuale lo sono, che invece giocavo con la mia sensibilità diversa e domande ne avevo a milioni. Domande inascoltate o semplicemente non concretizzate perché troppo difficili da capire perfino per me.
Sono l’eterna via di mezzo, la strada più stronza, quella che non avresti mai voluto seguire.
Non sarebbe meglio poter decidere per noi stessi? Invece che barcollare da una parte all’altra per stancarsi soltanto di me. E annullare ogni domanda con il benessere chimico e fittizio. No.
Dipendenze. Da me stesso, da ciò che aveva e ha il potere di regalare una pace forzata che in cambio chiede il sacrificio del proprio corpo.
Ho annullato tutto ma se guardo il mio corpo ne vedo i segni, so che non passeranno mai, come non passerà mai questa voglia di cancellare ogni dolore e ogni domanda che ferisce solo per il fatto di porsela.
Non sono le risposte che mi fanno barcollare, sono le fottute domande. Se si potesse vivere così, semplicemente accettando tutto, saremmo esseri perfetti, definiti, immediati, efficienti.
Mi sento più un giocattolo rotto, un difetto di fabbrica. Un chip sfuggito al controllo.
E allora mi alieno, non giudico più. Le domande ci sono, scorrono eterne, ma accetto che ci siano adesso. Accetto il dolore che portano con se, perché chiedersi significa isolarsi con coscienza di farlo.
Dipendo da lei, dipendo da lei perfino per respirare. Idiota, marionetta di stati d’animo alternati.
Va bene così. Sono un uomo da dipendenze, evidentemente non so essere in un altro modo.
Grande, tu, che vai in culo alle tue dipendenze, che hai la capacità di astrazione che a me manca.
Io guardo la mia donna e so che è l’unica cosa reale che mi tiene qui.
Dura ammetterlo. Non c’è musica se poi non posso farla sentire a lei, non c’è scrittura se non la legge, non c’è sentimento se non posso condividerlo. Non esiste voglia di sesso se non è soddisfatta dalle sue dita e dalla sua bocca. Per adesso è così.
Mi allontano e torno, ci giro intorno come un coglione, ma alla fine è il centro della mia gravità.
Quindi non sono un Uomo. Ma va bene, lei capisce, lei sa. Accetta.
Paradossale condivisione di vite assurdamente accelerate, di pensieri che fottono la testa ma che alla fine ci rendono simili, accettabili l’uno all’altra.
Tu mi capisci e non so perché.
Ti racconto di me, ti dico un sacco di assurdità che il mondo leggerebbe come assolute idiozie, eppure tu capisci. O quantomeno leggi.
Sono senza niente, eppure dentro sono troppo pieno. Una costante overdose di pensieri che si incastrano qui dentro e non potranno mai diventare parole, ma solo lettere che unite fra loro hanno un senso.
Hai l'hai capito perché non posso vederti. E sei anche d'accordo.
Parli di imbarazzo e cazzo sarebbe così.
Non conosco nessuno io, non ne ho voglia, non lo permetto e basta. Se poi è qualcuno che considero un amico difendo la possibilità di poter condividere con te un pezzo di vita.
Cosa faresti nel tendere la mano a un uomo di 38 anni, con i capelli lunghi perennemente arruffati, troppo alto, troppo dannatamente se stesso, che si muove come un alieno stupito quando cammina per strada? Che ha movimenti da donna a volte, che però sa davvero suonare da dio. E te lo dico, a te lo dico, è così. Dici che è difficile quel pezzo? Lo suono. Non so assolutamente vivere ma lo suono. Ma da solo, senza pubblico, senza palco.
Che cazzo potresti fare se non guardarmi anche tu e lasciare il resto in momentaneo secondo piano? Anche quel momento sarebbe troppo.
Prendo quello che viene. Momenti, istanti di altre persone, da altre persone e alla fine do molto poco di me. Ascolto, non parlo. Guardo, non mi faccio guardare. Vivo, non mi faccio vivere. Condizione necessaria e non sufficiente a una immaginaria, auspicabile serenità.
Non ho bisogno, per capirci, di bere una birra con te facendo due chiacchiere, farti vedere la mia gestualità e come tengo la sigaretta fra le dita per avere questo legame. Parlo in generale, ok?
Non c’è nessun bisogno che tu veda dove mi muovo, la mia casa da Beautiful con la taverna rimessa a nuovo, il disastroso disordine della mia scrivania e dei cavi che percorrono tutta la stanza, o vedere e godere delle migliaia di libri che ho e tutti maniacalmente catalogati, se ti interessano i libri, esserci quando offendo quei cani stronzi che però sono amici, la mia faccina dolce
Io sono molto più io qui che in altri modi. Mi conosci leggendo, non guardando. Non lo capiscono. Ma tu si. Ecco, grazie.
18 Maggio 2011
Bastardo infame!!!!! Sfotti sfotti!!!
vuol dire che l'erba te la godrai tu quando vieni!
Cazzo se hai avuto sfortuna col tuo pisello! Ma non ti avevano mai detto nulla prima dei 19 anni?? Incredibile! Assurdo che tuo padre non ti abbia detto nulla. Ch già si sa che dovrà essere circonciso, si vede. Si tratta solo di vedere quando, credo di aver capito verso i 4 anni.
Già, però la fimosi è degenerativa e non credo tu facessi vedere molto ai tuoi da adolescente!
Mmh, ho fatto anche io come te, ho mentito spudoratamente, ma avevo 14 anni, era abbastanza inverosimile. Lei non se ne è preoccupata, era una danese o svedese o una -ese qualunque che non ricordo, su una panchina a Boboli. Mai più rivista, nessun romanticismo. Una cosa del tipo come with me, let's fuck. E io che nemmeno avevo capito l'inglese. Mi mette seduta sulla panchina, mi sale sopra tirandosi su la gonna e fa tutto lei, compreso infilarmi il condom che aveva in tasca. Have you got any condoms? cazzo hai detto? e ha fatto lei. Pochi minuti, chiaro. La prima volta è sempre la più breve. Figura di merda, suppongo, ma non me ne sono preoccupato molto visto che lei era ubriaca e io strafatto.
Per quanto riguarda te, dura scopare da dio con la prima e poi sempre peggio.
Per me è stata una cosa simile con Fr, ma avevo già 17 anni, avevo scopato già parecchio. Ero un dandy caruccio e un pò checca anche allora, veniva facile andare con chiunque. Te l'ho detto, anche troppo facile. Ti rovini tutto perchè sono rapporti veloci, senza nient'altro che sesso. Non si gode molto, no?
Guarda che con le donne è anche facile. Pensa farlo la prima volta con un uomo. In ogni caso non è semplice. Tutta quella menata del dover lubrificare toglie molto. Poi impari, chiaro. E poi io sono uno che detesta il dolore, te l'ho detto e non mi piace nemmeno farlo senza preservativo. Insomma, come dicevano ad Amici Miei nella canzone: "chi chiava tromba, chi tromba chiava e chi s'incula si smerda la fava". Preservativo, grazie
La prima che mi ha coinvolto un po' di più è stata lei, Fr, ma ero anche molto molto bloccato proprio per quello. Ho proprio difficoltà a parlare, da sempre.
le donne sono molto più stronze degli uomini, ti usano di più. Almeno gli uomini sono chiari. Sesso. le donne scopano ma devono raccontarsi che si sono innamorate e allora ti spaccano i coglioni. per questo sono stato anni solo con uomini.
Con Fr, allora, non abbiamo avuto modo di fare sesso orale. Sempre rapporti di nascosto, nei posti più assurdi. Ma ci trovavamo bene. Se mi è rimasta dentro c'è un perchè.
Tutto adesso, a 38 anni. Sto bene. Molto. All'inizio la sua esperienza mi ha dato noia, sono pur sempre un uomo, ma non le ho detto nulla e ho accolto la sua filosofia quando dice che è meglio farlo con qualcuno esperto e ora me la godo e basta. Poi non ero mai stato geloso, mi sono stato sulle palle da solo e l'ho fatta finita subito con le pippe mentali.
Cà è ancora giovane, le donne pensano che sia facile farti una sega fatta bene o l'orale, ma troppo spesso non sanno nemmeno come muoversi. E ti fanno pure male porco dio. Gli uomini no, sanno come fare.
Le peggiori sono le ragazze esaltate, che si vestono anche a maiale, convinte di essere dee del sesso e allora non hai il coraggio di dire nulla per non smontarle!
No, con Fr va bene così, anche troppo. Non è che ho più vent'anni, e l'ero mi aveva abbastanza fottuto. Ora sono tornato in forma e mi devo rifare di tutti quei cazzo di rapporti assurdi che non mi hanno dato mai niente. Quindi faccio l'amore con lei quando la vedo. A pranzo nei prati, la notte a casa sua. Forse mi stancherò, di solito succede, no? o forse anche no. Voglio che sia l'ultima, quindi mi è andata alla grande.
Poi ti racconterò di Lù, lei si voleva perfino operare e sposarmi. Quando l'ho capito sono scappato in Asia senza nemmeno salutarla o avvertirla e non sono tornato per sette mesi. Sette cazzo di mesi magnifici!!! Ho girato a piedi ovunque, ho conosciuto persone grandiose e ho dormito dove capitava. indimenticabile. Quando sono tornato ho inziato con l'ero e per qualche anno del sesso o dei rapporti non me ne è importato assolutamente nulla. da solo stavo bene. Bene... qualche overdose, qualche disintossicazione, molto fatto. non avevo tempo.
Sono a casa mia oggi. Da Fr c'è sua sorella a dormire.
la mia camera stracolma di libri e strumenti musicali la sto odiando.
Mi opprime.
Non sono più io qui dentro.
Hai presente quando qualcosa non ha senso? La mia solitudine. troppi anni suppongo, ne sono annoiato. Anche per questo parto, per recuperarla e starci bene. Non esiste tutto questo dipendere da una donna.
Non è da me.
Scappo di nuovo, ma con un bel preavviso e per tornare. E' diverso.
In camera sua attacco i miei post-it sulla porta e sullo specchio. ha uno specchio davanti al letto e da subito ho fatto di tutto per coprirlo. Non me ne frega nulla se a lei piaccio. Nanni, i tatuaggi non coprono le cicatrici e detesto la mia faccia da dandy del cazzo. Gli specchi sono solo vanità. Io so come sono, non ho bisogno di vedermi ogni giorno che dio caga in terra. nemmeno una volta al mese e la barba me la faccio a memoria. fanculo. Su questo non cedo mai, Fr si è abituata, mi sfotte. Va bene, mi fa ridere, basta che non mi liberi lo specchio davanti al letto.
Mi metterò a suonare un po'. Ho trovato un passaggio di Malmsteen che fatico a imparare, mi ci sono fissato. Ci ho passato due ore oggi pomeriggio, ma cazzo non sono soddisfatto. A volte vorrei di nuovo un palco e quelle sensazioni uniche, le urla, la gente che canta con te e ti esalta come un dio della Fender. Più spesso no. Chi ti relega a essere un dio ti espone a giudizi e solitudine. Ti etichetta. Ho chi mi ascolta.
Fa caldo. Firenze è una conca di merda. Odio il caldo. Quando non ti puoi spogliare è un problema. Arrivi a bucarti ovunque porca madonna, non pensi al dopo.
Al dopo non ci ho mai pensato. Che pochezza, che poca accortezza. Ho letto da poco le poesie di Mogol "l'uomo accorto si fabbrica quasi sempre un animo di riserva".
Molto poco accorto direi.
Ahahahahha!!! ho sentito ora Fr che si è già presa 20 gocce di lexotan e ancora non cede al sonno. ha un metabolismo allucinante. Gliene hanno prescritte 10, il giorno dopo già erano 20 e oggi non bastano. Se si fa di ero altro che 3 o 5 mg a dose, quella se ne fa minimo 10. vabbè, deviazioni mentali del cazzo.
vado a suonare. oggi sono stato bene.
CE L'HO FATTA. PORCA PUTTANA CE L'HO FATTA!
Ci ho fatto le cinque, quattro ore ma alla fine ci sono riuscito.
Non sai che soddisfazione.
Nanni, potrei essere strafatto e invece ho passato 4 fottute ore a sentirmi parte della Fender, in trance totale.
Ok, Malmsteen suona troppo pulito per me, io sporco di più e mi piace, ma ero davvero una cosa sola con la mia chitarra. Stanotte lo faccio sentire a Fr.
troppa adrenalina, mi sono addormentato alle sei crollando con la Fender come un idiota e nemmeno me ne sono accorto. Ma dio se mi sento vivo.
Niente, te lo volevo dire.
Se non a te a chi?
17 Maggio 2011
Sto per finire il credito, ti scrivo da qui.
Ti dico francamente che non vedo l’ora di levarmi dai coglioni. Questa cazzo di città è opprimente come le persone che la vivono e che decidono della mia vita.
Non parlo di Fr.
Di tutto il resto.
Mi pesa molto lasciare lei, e soprattutto lasciarla adesso e per tanto tempo, ma ne ho bisogno e lo faccio. Punto.
Se sto a pensarci non parto più e non va bene. Devo necessariamente seguire il mio istinto e prendere quello che di buono c’è nella mia vita.
Me ne fotto della gente che vede queste cose come ritorno alla natura o fricchettonate del cazzo.
Ho anche sbagliato a scriverlo su fb, ma tanto in teoria si sbaglia sempre a scrivere su quella merda. Io viaggio perché è così che voglio vivere, non ci sono altre filosofie.
Parto perché dove vado non c’è eroina, né lavoro, né amici di fattanza o comunità o sert.
Non c’è Fr, non c’è Ch, ma ci sono io e devo dire che alla fine mi basto anche.
Ti dicevo che mi dispiace lasciarla fra un mese e mezzo perché sta vivendo il suo casino, ma lei è grandiosa, capisce benissimo e so che andrà bene.
In un certo senso le sono di impedimento per il tipo di vita che faccio.
E’ importante che riesca a dormire e se ci vediamo tutte le notti lei non dorme.
Meraviglioso fare l’amore con la mia donna ogni notte, parlare con lei, suonare, scrivere nella sua camera assurda e guardarla sapendo che è proprio lì, proprio lei.
Ma sono anche conscio che le serve altro.
Non cambiano i sentimenti che proviamo, anzi.
Su questo non ho alcun dubbio, nemmeno mi pongo il problema di cosa farà quando sarò lontano.
E parlo di altri/e. So come so che respiro che siamo insieme. E’ così adesso, è così da anni.
Quando pensi a una persona per una vita e poi la incontri di nuovo non puoi perderla.
Quando dico che per me è una dea intendo proprio che lo è. Nessun altra, nessun altro. Ho scazzato a Praga, ci ho provato a stare senza, ma tanto lo so che c’è. Direi che è l’unico punto fermo della mia vita.
Punto fermo. Mi viene da ridere. Se c’è qualcosa che non si può in alcun modo definire fermo è Fr. La sua testa è un fluido costante, un fiume in piena. O palude a volte. Ma quando succede so come fare. Abbiamo i nostri codici istintivi che passano da prese di culo a tenerezze.
Ce l’hai uno zaino? Se non ce l’hai vorrei pensarci io. Il tuo primo viaggio e ti porti uno zaino che ti do io. E non rompere il cazzo, tanto non me ne frega. Per i 150 euro mi hai detto di no e ok, arrangiati. Questo è diverso e spero tu lo capisca.
Sono da Fr adesso, scrivo dal suo portatile mentre lei continua a riordinare la stanza, ma tanto ora si ferma perché deve prendere il Lexotan. La rintrona parecchio, oggi è stato un casino. Io con la mia fottuta voglia di ero e lei così rintronata da essere l’altra se stessa per tutta la mattina. Te l’ho detto, non ci annoiamo. Tanto più che l’altra Fr è agitata e pazza a sufficienza da farti girare la testa. Ho scelto una donna e me ritrovo almeno due. Direi anche tre se si considera l’uomo.
Per me è la perfezione, cazzo.
Passeggiare con lei e fare commenti su quell’uomo o quella donna mi fa morire dal ridere, amarla come una donna e come un uomo è sufficientemente interessante da non annoiarmi.
Ti scrivo anche questo. Oggi ho conosciuto un amico di Franci, Lu.
Non lo vedeva da due anni e oggi è arrivato a sorpresa.
La persona più assurda che abbia mai conosciuto.
Cinquant’anni ma ne dimostra dieci di meno e una vita allucinante.
Terrorista in germania, di quelli con il mitra vero in mano, rapine a mano armate nelle banche, beccato e rinchiuso in cella di isolamento perché considerato pericoloso.
Torturato, lasciato a farsi l’astinenza da solo mentre lo svegliavano ogni ora per tre mesi.
Cazzo, lo ascoltavo e pensavo fosse un film.
E’ riuscito ad evadere tre volte e la penultima l’hanno ribeccato perché è saltato da un muro spaccandosi le gambe e la faccia. Ha un naso che sembra una frittata!
Bellissima persona, è arrivato con sua figlia di quattro anni avuta dalla sua compagna giapponese. Due anni in spagna sicuro di riuscire a vivere bene con un ristorante giapponese, ma tutto è andato storto, ha perso anche tutto quello che Fr gli aveva prestato: mixer, amplificatori e altra roba per migliaia di euro. E’ venuto per dirglielo, ma a lei non è importato un cazzo. Non sai quanto l’ho amata anche per quello!
Non ha più nulla, nemmeno un lavoro e lei gli ha detto di trasferirsi a vivere da lei. Ci penseranno. Non credo lo faranno, sono troppo strani tutti e due, ma intanto mi fa piacere vedere che la mia donna non giudica e comunque è amica di un ex terrorista ex tossico ex galeotto evaso. Tuttora ricercato dalla polizia tedesca. Si, un film. Ah, altri due figli in Germania che hanno la tua età ma non li vede perché là non può tornare altrimenti di nuovo in isolamento in prigione.
Vedi? Come cazzo posso annoiarmi con lei?
Poi con Lu ci siamo trovati, eroina tutti e due e ora integerrimi e salutisti.
Mi piace la vita quando è così. Le persone più interessanti sono sempre quelle con vite assurde, no? Se si giudica si perde il succo della vita.
Sei l’unico a cui scrivo, sai? A parte Fr. Comunico solo con commenti da settimane.
Per questo non ti vedo il 30, ma mi pesa. Ma va bene, me la farò passare. La mia villa è grande abbastanza per contenere la mia solitudine.
Rispondo al tuo ultimo messaggio.
Finchè ci sono non ti lascio solo. Mai, credimi.
Ti penso ogni giorno, ti considero l’unico amico che ho.
Ma visto che ho questa assurda e fastidiosa abitudine di essere sincero ti dico che non so quanto ci sarò. Le mie manie sono prepotenti a volte.
Ho un accordo con Fr: avverto prima.
Se me ne vado te lo dico e non dovrai impedirmelo.
Decido io.
Live and let die, man.
Fr sa che non me ne vado adesso, non è in programma per un bel pò ma se me ne andrò lei sarà accanto a me e lo accetterà. Semplicemente. Altrimenti che vivo a fare se non posso decidere io quando andarmene?
Con questo mi rendo conto di averti dato un bel carico, ma stai tranquillo che sul serio non è in programma, è pura filosofia.
E poi ti dico francamente che vorrei pure un figlio. Ma in un certo senso ce l’ho. Quindi ho le mie cazzo di responsabilità. E i miei conti da pagargli. Non sai quanto minchia costa quell’asilo di merda!
Ti abbraccio amico mio.
Anche tu sei un fottuto dannato miracolo.
Mi ha fatto un piacere immenso ogni messaggio che mi hai mandato stasera. più di tutti l'ultimo.
11 Maggio 2011
Autoanalisi, psicanalizzazioni, terapie di gruppo.
Ci spariamo sinapsi di pippe mentali volte solo a disintossicarci da noi stessi.
Cerchiamo di fuggirci e cazzo ci ribecchiamo sempre.
In un fottuto grandioso perenne circolo vizioso di merda
che ci porta e essere tristi fantocci in una vita preconfezionata.
Io mica l’ho mai firmato un contratto in cui mi vendo a questa società.
Ci sono casualmente nato.
Per quanto si deve scontare la colpa di nascere analfabeti?
Siamo animali scaduti.
Gira la confezione e lo leggerai bene.
Ma ci ostiniamo polemicamente a voler stare sugli scaffali del quotidiano
e quando sentiamo il fuoco dentro
la passione il delirio
ci facciamo mettere da qualche inserviente nel banco dei surgelati.
Meglio se in offerta.
Mi sono svegliato male.
Sono ossessivamente attento ai miei umori, concentrato nel notare ogni variazione, scompenso, deviazione. Un lavoro continuo e non è che poi vai in pensione e ti pagano il disturbo, vai al cimitero.
Una specie di condanna a un ergastolo di interazioni malate col proprio io con messa in culo finale.
Mi sento raramente connesso.
Vivo deformando la realtà con la gelatina del mio cervello.
Ogni tanto mi do un calcio in culo,
più spesso rido di me.
Dogmi con pretese di sicurezza che condannano senza chiedere
Messe a cassa giornaliere per far quadrare il conto di sogni e insoddisfazioni
Sicurezze ai neon lampeggianti delle leggi
Ideali banalizzati da programmi televisivi tossici.
Amori borderline che creano certezze.
Sono soltanto io, e non ho controllo sulla massa.
Tutto ha il suo contrario e l’esercizio mentale è di vederli contemporaneamente, in modo da mandare in tilt il sistema.
System failure.
Riparto dall’amore borderline.
Ho iniettato calato sniffato bevuto tanta di quella merda che a volte mi domando quando il mio corpo esigerà il conto. Non è un pensiero da vecchio, solo realismo. Lo so che veleni ho preso per tentare di cibare il male oscuro. E’ una fame continua, che ti logora. Sai quando senti quella voragine che preme per inglobare tutto? Gli spasmi dello stomaco che chiede consolazione e tregua da una realtà deprimente, troppo dannatamente reale.
Non so, oggi sono sul depresso-eculubrante.
Lo stato d’animo più antipatico e antisociale.
Ci si abitua anche a questo, solo che fa male.
C’è sempre un prezzo da pagare e il prezzo dell’abituarsi è la delusione di sé.
Ecco, sono deluso di me.
Credevo di aver fatto qualcosa e si, vabbè, l’ho fatta, ma non ho realmente creato niente.
Non ho cambiato niente, mi lascio vivere come tutti.
Forse penso un po’ di più e un po’ troppo spesso, ma la realtà è che mi sono abituato alla vita e a non aver concluso un cazzo.
Seduto sul mio cesso di intenti falliti non coscientemente.
E mi incazzo perché lo capisco solo ora, a trentotto anni, di aver fatto di tutto per fallire ai miei occhi.
L’avessi visto prima mi sarei dato una mossa.
Ora non mi riesce, ora mi sento incanalato su rotaie con direzione prevedibile.
Mi sono abituato a me stesso, non tento più di cambiarmi.
Sono stanco.
Progetto modi di andarmene, progetto l’omicidio del mio cervello a sua insaputa. Lo drogo così non se ne accorge e mi fotto da solo.
Gioco interessante soltanto all’inizio.
Poi ci sono rimasto intrappolato e basta.
Anche lì.
Ma ci fosse una sola cosa al mondo che non sconti.
Progetto di iniettarmi 50 mg in una dose, vado sul sicuro.
Credo che un giorno lo farò, quando sarò troppo stanco per aver voglia di illudermi ancora.
Il fatto è che se la mia vita si riduce a essere dipendente o a uno sforzo quotidiano di restare pulito, è comunque in mano a Madama e non più a me.
Sono nato libero, voglio vivere libero, andarmene libero.
Come si può vivere perennemente concentrati per resistere al desiderio di cercare la dose, farsi e far annebbiare tutto con un orgasmo? Non è una vita, è una guerra e le guerre se non finiscono logorano, distruggono, spossano, ti cambiano per sempre.
Cedo, mi faccio.
Sono un bucomane, un tossico, un eroinomane, un fattone. Vivo lo stesso ma non sono comunque io.
Perché non dovrei farmi?
Perché ci sei tu?
Tu finirai, come tutto, come tutti.
E allora starò solo peggio di prima.
Il lavoro non c’è più e se il lavoro nobilita l’uomo la sua assenza lo rende una merda.
No.
Una merda è comunque funzionale alla salute del corpo umano.
Io non sono funzionale a un bel niente.
Tu sei il mio canto, la mia memoria,
non c’è nient’altro nella mia storia
(“Celia de la Cerna”, Vecchioni, canzone per la madre del Che) -auguri, oggi è la festa della mamma e tu sei la mamma più straordinaria che abbia mai conosciuto-
Sto di merda, ma le virgolette le devo mettere.
Ecco come sono. Preciso, pignolo, perfezionista e distruttore. Pignolicamente distruttore.
Con la stessa precisione con cui batto i tasti batto me stesso e mi affondo.
Se ci penso mi fa male scrivertelo perché so di farti del male.
Forse era meglio non trovarci, non avresti sofferto per me.
Ma non ce la faccio, ti voglio ed è una costante a cui non riesco a fare a meno.
Però se ti faccio soffrire troppo me ne vado.
Ho la presunzione di credere che gli altri stiano meglio senza di me.
Articolo pensieri e sono io,
ma questi pensieri mi portano lontano, dove non vorrei e invece la vita è qui, adesso, sei tu.
Vorrei viverti, ma cazzo ho disimparato a vivere qualsiasi cosa.
Trip down on music.
10 Maggio 2011
A costo di sembrarti molto rincoglionito ti dico che mi ricordo di aver letto un tuo messaggio dove mi scrivi che non sai fare nulla.
Me lo sono sognato?
Non lo trovo ma ce l’ho in testa da due giorni.
Mi capita a volte di immaginarmi le cose. sul serio.
Però visto che ci penso ti dico che mi fa rabbia.
Se pensi davvero di non saper fare un cazzo sei un idiota.
Leggi così tanto da far traballare la media nazionale, balli in una crew, lavori, vivi da solo da anni. Hai presente, vero, come vivono oggi quelli della tua età?
Io a vent’anni suonavo nel gruppo, studiavo come tutti e mi facevo continuamente.
E c’era la politica. Per il resto ero una pippa, cosa credi?
La politica mi ha dato molto, impari che non esisti soltanto tu, ma che è giusto lottare per qualcosa di più grande. Mi sembra importante.
Solo che anche lì ho fatto casino. Passivo, ma casino. Sai i sit-in? Ecco, io rimanevo ostinatamente seduto e mi portavano via.
Però era bello, eri parte di un qualcosa che allora percepivamo come grandioso.
Almeno passavamo le serate a farci le canne e parlare di ideali, organizzando comitati e manifestazioni. Oggi non succede più così, oggi si mira solo a picchiare gli avversari o a smerdarli pubblicamente.
Nessuna idea. Solo smerdare.
Prima la cosa strana era che noi di estrema sinistra ci sentivamo comunque uniti a quelli di destra, avevamo rispetto gli uni degli altri perché bene o male riconoscevamo la stessa passione, anche se ci detestavamo. Come due generali avversari che si rispettano in guerra. Alla fine ci conoscevamo tutti.
Oggi non c’è rispetto, solo idee di merda, pubblicità e prese per il culo. E soldi.
Si fa tutto per soldi e basta.
Guarda Berlusconi, che è entrato in politica finanziato dalla mafia solo perché aveva debiti per miliardi. Questo vedono i ragazzi oggi e diventa normale.
Il Che aveva Anita, che incinta lottava al suo fianco. Berlusconi si scopa le minorenni pagando.
Noi avevamo il ciclostile e via a ore con la manovella, tutti sporchi di inchiostro. Oggi ci sono gli sponsor. E sei già venduto e fottuto.
Ho lavorato anni con coglioncelli montati buoni solo a farsi gli aperitivi e tirare di coca. Infognati nel niente.
Ok, parla un fattone, ma almeno io mi facevo e leggevo Marx, Engels, Rousseau, Voltaire, tutta la beat, Lennon, Celine… e tutta la letteratura del mondo. Scrivevo compulsivamente e attaccavo le poesie in bacheca. Perché almeno c’erano le bacheche dove girava un minimo di cultura.
Loro non sanno nemmeno chi sia Omero!
E avanti così fino a 40 anni, con i genitori, finchè si sposano, figliano e si integrano meravigliosamente nel sistema di frustrati del cazzo lobotomizzati.
Frustrati senza nemmeno avere gli strumenti mentali per capire perché.
Cosa cazzo vorresti fare senza soldi? Qui o hai un sacco di soldi o devi sopravvivere frustrando i tuoi interessi, anche perché alla fine il lavoro porta via quasi tutta la vita.
Io ho avuto il culo di provenire dalla snobbissima nobiltà fiorentina, i soldi non mi sono mai mancati. Ma se da una parte è un bene dall’altra anche no.
Ti fai un gran culo e questo serve. Lo vedi che sei un grande? Anche quando ti stai sul cazzo e sei depresso scrivi. Vivi questi stati d’animo in modo sano.
Fattelo dire, io ho fatto dei macelli che neanche immagini e ci si sputtana la vita così.
Tu non lo stai facendo, anzi. Ti stai costruendo da solo e io che ho quasi 40 anni ti posso dire che già vedo un uomo.
Un Uomo, Nanni.
Non sai cosa significhi.
Cosa credi che sappia fare io a parte insegnare e suonare? Un emerito cazzo. Leonardo da vinci è morto, dopo di lui geni poliedrici ce ne sono stati davvero pochi.
Ti piacerebbe saper fare un sacco di cose, anche a me. Ma siamo limitati dal tempo e da questa cazzo di società di merda.
Per quanto può valere la mia opinione ti stimo non sai quanto. Mi sarebbe piaciuto immensamente averti come allievo.
Mi sono programmato una puntatina all’Ikea questo week end, mentre voi girate per Roma.
IO all’Ikea. Non so. Però devo ricomprare tutto l’arredamento.
Quella deficiente di Fr anche oggi si è scordata di passare in stazione. Se lo sta scordando ogni giorno. Oggi per due volte. Secondo me alla fine trova un treno che ci mette sei ore con quattro cambi e arriva a roma a mezzanotte. Visto che insiste nel farsela sempre a piedi arriverà a campo dei fiori alle due di notte. Ma lei è così.
A pranzo andiamo sempre in giro. Panini su qualche prato, sole, chiacchiere. Partiamo con i libri e finiamo sempre a parlare e basta. Discussione sui figli, partendo da “fottere il sistema”. Fr ha sempre parlato a Dè delle manifestazioni e di gente come il Che e Garibaldi e senza volere ha creato una figlia estremamente diversa dalla media.
Tutto è venuto fuori dal fatto che le ha anche detto che per fottere il sistema scolastico deve studiare e prendere ottimi voti, poi ribellarsi. Così i prof non hanno potere.
Dè, che cazzo se è geniale a otto anni, ieri ha parlato alla suora che le fa religione. Si rifiuta di pregare e fare la brava cattolica e le ha detto che visto che il vangelo lo sa e risponde alle interrogazioni non ha il diritto di rimproverarla. Per il resto se crede o no sono fatti suoi.
E le ha anche detto che non può accettare una religione che esclude le persone come gli omosessuali e i divorziati. Gliel’ha detto, capisci???
Chiaramente Fr non è vista molto bene né dal preside padre Sè (che in casa loro chiamano padre testone) né dalla suora.
In compenso mi sono reso conto che anche se è diversa, piace molto. Non a tutti, ovvio, molte mamme la evitano quando passa, ma tante altre le parlano e stanno con lei.
Insomma, discutevamo se l’educazione data ai suoi figli sia un vantaggio oppure no.
Da prof di sinistra secondo me si, ma mi rendo conto che se a otto anni ti vesti solo di nero, coi teschi, e dici quelle cose su come fottere il sistema sei assolutamente fuori da tutti i canoni.
Quando sento Ch che mi canta El pueblo unido jamas serà vencido mi si apre il cuore.
Poi capirà anche cosa vuol dire quella canzone.
E Dè sa, capisce, che ci sono uomini che si sono davvero fatti ammazzare per degli ideali, pensando di rendere migliore il mondo A NOI.
E’ la forma più alta di eroismo, di generosità.
Ed è bello che abbia già capito che per fotterli devi saperne più di loro, e quindi studiare. Credo sia l’unica che sa chi è Hitler, Marx, Che Guevara, Ghandi, Primo Levi e Berlusconi.
Oggi ho parlato parecchio con la mia amica Mì. Mi sta vicino, capisce. Si è fatta crisi di astinenza anche lei, ma lei da psicofarmaci.
Vedi come siamo messi in questo mondo? Lei era rinchiusa in manicomio dopo una vita difficile di abusi e una depressione post-partum, l’hanno tenuta a bada con i farmaci per poi ributtarla nella società così, strafatta. Crisi di astinenza da gestire, vita sputtanata. Sa cosa significa essere rinchiusi e entrare e uscire da questi posti.
Mì mi scrive sempre che sono forte e che devo lottare. E’ carina, molto affettuosa. E adora Fr, scrive tanto anche a lei, si sentono.
Io no, non chiamo nessuno e non vedo nessuno.
E’ bello sapere che quelle due pazze si scrivono e si stanno vicino. Mì, da “malata mentale” capisce Fr e Fr capisce Mì.
Fr ha festeggiato quest’anno 17 anni di psichiatri e psicologi, fa fatica a stare a galla, ma resiste. La ammiro, riesce a tirare avanti con i bambini da sola pur avendo dei problemi. Li affronta, li sta affrontando proprio in questo mese più pesantemente, ma almeno capisce da cosa deriva il suo malessere, la sua malattia.
Che poi, cosa cazzo significa? Siamo un po’ tutti malati mentali.
Ti abbraccio grande Uomo
09 Maggio 2011
assurdo.
E' John Frusciante. Chitarrista dei Red Hot.
Con Fr abbiamo visto tutta la sua intervista del 1994, per rendermi conto che sono così e faccio gli stessi discorsi. La somiglianza fisica è allucinante, sembra il mio gemello e si muove come me, perciò è stata davvero dura guardarlo. Stesse droghe, stessa faccia, stessi quaderni sciupati e macchiati, stessa Fender. cazzo, Nanni, sono io e mi sono fatto davvero schifo.
Meglio affrontare la merda e ripartire.
Subito dopo mi ha fatto vedere Stuff, documentario di Johnny Depp su come era ridotta la casa di John Frusciante nel suo periodo in eroina e mi sono reso conto che la mia taverna è esattamente così, scritte assurde sui muri comprese.
sono stato sotto schock una giornata, ma domenica ho iniziato a ripulire tutto dopo aver dato fuoco a tanta spazzatura. c'erano bottiglie di quindici anni fa per terra e erano le cose meno scioccanti. Franci ha retto il colpo e ne sono felice.
Insomma, vado a fondo alla mia fattanza per venirne fuori. Franci è grandiosa, le devo molto.
08 Maggio 2011
Eh, ho 48 anni (fottiti, non 60!!!) e una madre ossessiva che spacca la minchia!
Non so quando mi ha fatto la copia delle chiavi di casa, ma stasera mi è entrata a sorpresa! NON ESISTE. Solo lei riesce a farmi perdere così le staffe. Una menata che non ti dico sul fatto che ho dato fuoco a della roba nel parco. Evvabbè, la cenere concima, no?
Vedi cosa vuol dire restare in una villa regalata dai tuoi? Per loro sarai sempre l’eterno coglione e in effetti lo sono.
Con Cà mi sembra vi siate visti spesso, no? Mi sa che è naturale venirsi un pò sulle palle dopo un po’. Quando inizi a conoscerti e capisci di esserti innamorato inizia il vero casino da gestire. Ti ha detto, Fr, che sono scappato a Praga, no?
E come un deficiente in crisi isterica le scrivevo di amarla e di odiarla e anche che stavo scopando con uno che mi ha conosciuto in treno.
Direi che ha retto il colpo bene visto che mi ha ripreso senza battere ciglio. Quando sono tornato, certo. Per mail mi ha trattato di merda. Si è rifiutata per giorni di rispondermi e ci sono stato da cani. Mi mancava l’aria e sono tornato.
Come vedi non è che alla mia età io abbia chissà che esperienza. Sono stato un coglione. Però ti posso dire che è la prima volta che mi sento così. Innamorato, intendo.
Tu lo sei di Cà. Ok, calma. Tempo per te.
Chi l’ha detto che due persone si trovino sempre bene insieme? Soprattutto due che un pò di problemi ce l’hanno. E’ un esercizio mentale oltre che di cuore. Amare incondizionatamente è una bella favola, ma va bene per i bambini che ancora ci credono. La realtà è che a volte la prenderesti a schiaffi, o semplicemente vorresti fare altro in quel momento.
Basta essere sinceri, e io ti assicuro che posso essere brutale. Però per noi funziona. Fr almeno sa che sono sempre io e che la scelgo ogni giorno. Direi ogni ora.
Sono felice che venga da te. Ha bisogno davvero di staccare e tu e sua sorella le fate un gran bene!
Il suo ex le ha fatto una parte assurda dicendole che è una troia, pensa che lei stia con te visto che viene a Roma!!!!
Di me non sa nulla
Troia, pazza, malata, mamma di merda e così via. Era tanto che non la trattava così, ma ha ripreso a bere, è un casino. Vaneggia che la ama ancora e che lei è una stronza insensibile che lo sta ammazzando. Insomma, Fr oggi ha ceduto, ma almeno mi ha chiamato per farsi aiutare.
Comunque è un periodo di merda. Io barcollo fra momenti in cui vorrei solo farmi ancora e non penso ad altro e momenti in cui mi dico che devo reggere per me stesso e per Fr. Ma francamente credo che non mi riprenderanno a lavorare, anche se mi mandano a pisciare ogni settimana.
Aspetto fine mese.
Non ho certo intenzione di stare così per sempre. Se tutto deve ridursi all’assenza o alla presenza dell’eroina nella mia vita è una vita che non mi appartiene più, ma appartiene solo a madama.
Più che scrivere adesso suono. Spartiti per ordinare la mente. Scrivere mi sta fottendo il cervello e non riesco a scrivere come prima. Anche per quello mi do un altro po’ di tempo.
Intanto me ne vado per mobili, come una checca. Modestamente come tutte le zecche ho un gran gusto per arredare.
Senza di voi non mi collego neanche, penso. Ho un po’ di casini con Mì, che mi scrive perché le dia una mano. Oggi mi sono rotto i coglioni, ho bisogno di allontanarmi. Non posso sempre parlare di droga, no? E nemmeno fare il guru del cazzo o lo psicologo a distanza. Mi chiede cose tipo perché non riesco a eccitarmi senza dolore e sangue? Cosa ho che non va? Non va che ti hanno stuprata da bambina e io non posso risolvertela. Mi dispiace, ma non posso sobbarcarmi un tale peso ora. Rispondo, ma ho davvero bisogno di staccare. Quindi ne approfitto, giro a Quarrata e all’Ikea, mi vedo sabato sera col mio amico sposato che si è cosparso il capo di cenere, finisco di insonorizzare la taverna. E così siamo già a domenica sera e Fr torna. E io non mi sono fatto. Tappe. Giornate fatte di tante tappe. Così ti insegnano.
Notte, che sia bella
08 Maggio 2011
Non hai idea del falò!
Non puoi capire che razza di cratere ho adesso nel parco! Sembra siano atterrati gli ufo. Assolutamente post atomico futuristico artistico.
L’incontro del terzo tipo è stato con mia madre. Sostiene che non vada bene fare falò nel parco. Può poco, poveraccia.
Ho fatto fuori tutto, anche il divano. Lo so, non si fa per davvero. Ma il parco è grande, nessuno lo vede e fondamentalmente faccio il cazzo che mi pare.
Una vera liberazione! E non sai cosa sia stato suonare la Fender con la luce di quel falò della fattanza! Ho sudato come un maiale ma ne valeva la pena! Prometeo mi sta facendo un bella pipa, mia cara!
Mi sono ripreso. Tranquilla. Vado a finire di smaltirla e continuo a scriverti.
Davvero, quest’ erba fa il suo. Minchia.
Senti, stanotte ho finito la tesi e francamente non so cosa fare. Dire che mi fa schifo è poco.
Non posso vedere gli errori grammaticali in una tesi.
Non è solo indice di una profonda ignoranza, è anche indice del fatto che NON ti puoi laureare.
La laurea è la fine di un percorso che TU NON hai fatto.
Come cazzo hai fatto a dare gli esami? Perché evidentemente NON LEGGI.
Se tu fossi abituata a leggere, e si presume che una laureanda lo sia, avresti notato che la A a volte si scrive con l’H. Non hai notato la sottigliezza? Oh merda. Non credo che capirai la frase: “la tua tesi mi HA fatto cagare”
Sono infastidito. Molto.
Nel mio corso quest’ anno leggiamo 23 libri. Nella media. Questa mi sa che non ha letto una sega.
Mi fa rabbia.
Per chi parlo, io?
Con che coraggio vieni a chiedermi una tesi quando non hai palesemente letto niente? Mi annoiano quelli così. Se almeno ci fossero dei buoni concetti, dietro, potrei perdere tempo a fargliela rifare.
Nulla. Copia e incolla. Nessun pensiero originale. Che vadano a lezione di collage all’asilo con Ch senza frantumare i coglioni al sottoscritto.
Prof Lancio! prof Lancio Prof Lancio un cazzo.
Ma capito come mi chiamano sti decerebrati? Lancio. Si, uno stramaledetto moccolo sul groppone a tutti. Maiali al trogolo della letteratura.
Ci ho messo una settimana a correggere ogni errore. Non lo farò mai più. Mai. Si fottano prima di arrivare al mio corso.
Non so cosa fare nel senso che devo riuscire a trovare le parole per spiegarmi con efficacia ma cortesia. Missione impossibile per me. Ma rispetto il mio ruolo, cerco di essere utile.
Il mio ruolo.
Ormai l’università è solo una sciocca anticamera del precariato. Non ti fa pensare, non impari realmente ad aprire la mente. Se prima l’università veniva considerata un privilegio perché perfino gli ignoranti si rendevano conto che apriva la mente, ora nessuno ci fa più caso.
Si sceglie quello che può portare un buon lavoro, ovvero soldi. Per stare bene materialmente.
Si studiano materie molto particolareggiate, diventi talmente specializzato che alla fine ti costruisci da solo dei paraocchi.
Secondo me è necessario che chiunque studi storia, filosofia, letteratura, storia delle religioni. Ma fin dalle elementari!
Solo in questo modo puoi comprendere che l’essere umano è sempre mosso dalle stesse emozioni e volontà. Capendo la storia del pensiero dell’umanità capisci te stesso.
Leggendo arrivi a toccarti, attraverso pagine scritte da altri esseri pensanti prima di te.
Un legame che fa fibrillare i neuroni e ciba le sinapsi.
L’università era la meraviglia della storia dell’uomo.
Ora è il suo bidone di immondizia.
Paghiamo per imparare che se vuoi stare in questa società devi atrofizzare il cervello.
Gettiamolo nel bidone e che resti lì.
Come, scusa?
Io qui mi sento in una trincea dimenticata dal generale. Oh, sono qui, sto lottando ancora, ma sono solo. Nemmeno vedo più il nemico, si mimetizza troppo bene quello stronzo
.
L’università dovrebbe essere GRATIS e tutti dovrebbero andarci. Nel mio mondo ideale lo stato dovrebbe pagare gli studi di tutti, dall’inizio alla fine. Come la sanità. Imprescindibile.
A cosa mi serve uno stato, altrimenti?
Per farmi mettere in prigione se fumo?
No no. Non ci siamo, io non voglio avvallare uno stato così.
Perché stiamo imparando e imponendo la decerebrazione? Veramente c’è bisogno di questo?
Corsi e ricorsi storici? Vico, scusa, dimmi: quando è successo, questo, in passato?
E un’altra cosa, che rode: perché dare per scontato che il capitalismo sia l’unica strada? Perché ormai ci siamo dentro fino al collo? Non possiamo deviare un percorso? E’ che costa fatica cambiare e siamo troppo assoggettati dal dio denaro.
Diamo per scontato un qualcosa di profondamente innaturale per esseri pensanti. Non siamo scimmie che rispondono solo a stimoli esterni, abbiamo dei fottuti moti di pensiero, dentro. Questo dovrebbe farci evolvere. Andare oltre al mero interesse personale per capire che siamo parte di un qualcosa di più grande, che ci coinvolge tutti. Un’armonia globale che adesso non c’è. Infatti siamo stressati, infelici, ci ammaliamo di tumori.
Dovremmo andare oltre le bestie. Anarchia? Comunismo?
Dovremmo essere infiniti eremiti connessi fra loro. Riflettenti ognuno se stesso ma per il bene comune.
Nessuno è disposto a farlo, però. Quando c’è un nuovo modello di tv che vada a farsi fottere il pensiero degli altri, mi faccio le rate e me lo compro.
Merda. Ci sentiamo qualcuno solo con la tecnologia o la firma, mentre ci depersonalizzano, invece. Lo scopo non può essere questo.
Trovo me stesso e esisto con gli altri, insieme. Dovrebbe essere così.
Non lo è. Bene, resistenza. Dominique si chiude. Addio, siete francamente molto poco interessanti con le vostre vite sempre uguali.
Ecco, è imbarazzante. Se fossi Dio sarei estremamente imbarazzato dal mio prodotto. Intanto prenderei subito le distanze: fatti a mia immagine e somiglianza? Manco per il cazzo, scusate. Ma nemmeno mi ci mischio con voi. Infatti l’hai mai visto? Naaaaa. E’ vergogna, credimi.
Ci ha dotati di un cervello e lo usiamo come usiamo lo spazzolino da denti. Una abitudine quotidiana, mera banale abitudine.
E volare? E chiedere? Dove sta la curiosità? Siamo dotati dello strumento più miracoloso e incredibile dell’intero universo e nemmeno ce ne accorgiamo!
Ci stupiamo davanti a un fiore che sboccia e non davanti a un pensiero che si apre al mondo.
IO SONO COMMOSSO DA CH. Oggi gli leggevo la filastrocca della ninna nanna, ha indicato il disegno della luna e mi ha detto
- Babbo Domì, però la luna là non è come la luna qui.
Dio, ho avuto un orgasmo cerebrale.
Si, piccola anima meravigliosa!
La luna nel cielo è diversa da questo disegno. Te ne sei accorto, ci hai pensato, sei una meraviglia! Io Ch l’ascolterei ore e ore. Ha così tanto da insegnarmi! E’ quel pensiero primario, puro, curioso che ti rimette al mondo.
Dobbiamo nutrirlo di risposte, sempre. E di complimenti per come si esprime, per quello che pensa. Hai visto come è soddisfatto quando gli diciamo che ha detto qualcosa di bellissimo? Mi rende felice. Mi da un senso.
Crescono male, siamo cresciuti male anche noi. Loro sono peggio, ma possiamo ancora fare qualcosa. Facciamoli pensare sempre.
All’inizio è un bene pensare di poter avere una risposta alle domande, ti da fiducia negli altri e si ha bisogno di questo per crescere. Poi ti accorgerai che non funziona così, ma il solo fatto di accorgertene da solo ti renderà un dio ai tuoi occhi. Il dio di te stesso che è necessario sentire per amarsi.
Ho fiducia nel fatto che entrambi i tuoi figli saranno consapevoli e si ameranno. Questo perché ti reputo una madre meravigliosamente pensante e attenta proprio a ciò che è più importante: il loro cervello.
Questa cosa della tesi è un dannato “ovo sodo che non va né su né giù, resta in gola. “
Basta. Sono troppo bello per sprecare le mie energie così.
Quindi ti racconto quello che volevi sapere, che poi è il motivo per cui SPRECO il mio tempo adesso, con te.
Risentita, piccola Che?
Dio se ci godo. Purtroppo scherzavo, con te sto bene e visto che ho qualche difficoltà a comunicare verbalmente ti scrivo con infinito piacere. La mia donna leggerà. Mi ascolterà. Capirà. Tutto questo mi piace tanto.
Quando ho fatto quel viaggio, il mio primo viaggio, mi sono davvero perso dentro.
Lo sapevo che giorno fosse, più o meno. Voglio dire, sapevo che era agosto e poi settembre e poi ottobre.
E si, sapevo anche che la scuola era iniziata e io risultavo assente.
Si, per due mesi.
No, non me ne fregava niente.
Ho risposto a tutto? controllo. No, aspetta:
Mi sono perso perché era bello così, perché finalmente mi perdevo in un mondo di cui ogni volta non capivo un cazzo. Quando cambiavo paese dovevo ricominciare a capire! La lingua era diversa, i vestiti, il cibo, gli odori, i paesaggi. Cazzo, tutto. Bellissimo.
Eppure c’era sempre tutto in comune. Ero un adolescente, non potevo capire le responsabilità che mi legavano, molto teoricamente, al mio paese. Ero assolutamente strafatto di curiosità per la realtà che stavo toccando, facendo mia: siamo tutti uguali quando proviamo gioia, dolore, ansia, allegria, angoscia. Tutti uguali, Fr!
Abbiamo così tanto in comune, noi esseri umani e non lo sappiamo. Ci spidocchiamo a vicenda, chini uno sulle spalle dell’altro, sempre dello stesso clan. Non solleviamo la testa, non più. Spidocchiare is life. Curiosity killed the cat. Keep calm and dont’think. Pleaseeee.
Merda, là avevo un senso.
Era il senso di questa curiosità maledetta e benedetta insieme, di questa anima che FRIZZA dentro e devi andare, camminare, chiedere, osservare, ascoltare tutto.
TUTTO.
Quando ti devi arrabattare per farti capire, capisci veramente quanto sia importante leggere le espressioni delle persone che hai davanti. Ci possiamo comprendere in infiniti modi e per me che sto quasi sempre zitto è una pacchia.
No, non ho mai pensato che avrei perso un anno.
Mi perdo dentro di me, ma non perdo l’obiettività in certi casi: parlando molto francamente non ho mai avuto medie basse. Diciamo che il mio voto più basso è stato otto, in seconda, in una versione di latino che ancora mi brucia. Molto stupidamente ho frainteso il senso della frase e ho tradotto pino (albero) anziché vessillo. Mi ci incazzo ancora.
Ok, fine digressione. Alla fine sapevo che avrei perso poco e col cazzo avrebbero bocciato uno come me. Primo: ero bravo. Il migliore ;) Secondo: uno come me, che organizza concerti per fare casino a scuola, che attacca pensieri poco edificanti nei corridoi, che gira vestito come me e va talmente bene a scuola da risultare intoccabile te lo vuoi levare dalle palle veloce veloce.
Nessun rischio. Scema tu che ti sei fatta bocciare e nemmeno ti sei fatta un viaggio.
Era cattiva, lo ammetto.
No, però mi è costato lo stesso caro, piccola Che. E’ stato un macello, dentro. e dopo, peggio. Tornare è ogni volta una merda. Tornare per la prima volta è stato scioccante.
Tu pensa solo questo. Dominique è più colto della media. Non parla un cazzo. E’ bisex. Suona.
Dominique è stato a farsi un viaggio da solo per qualche mese e non tornava a scuola. Quando è tornato non è successo nulla di che, non ha detto niente, ha solo preso l’unico banco rimasto libero, in prima fila.
Sai cosa sono diventato per loro, c’eri. Mi hai detto tu che in sede ero Dominique dei Death Blues (e cazzo ditelo per intero! Father Death Blues! Mi sputtanate tutto, altrimenti!) , quello bisex bello ma matto forte. E drogato ;)
Liceo di merda. Etichette di merda. Nessun senso in tutto ciò. Nessun amico, solo gente che ti odia o ti ama stupidamente. Due coglioni infiniti.
Tu mi sei piaciuta perché quando ti ho vista stavi ridendo di me. Avevo troppa roba in mano e non riuscivo a attaccare il foglio in bacheca. Mi hai preso per il culo con lo sguardo. Ti ho adorata. Era una presa per il culo bella, non come quegli idioti che ti lanciano frecciatine quando passi nei corridoi.
Non è che non mi importasse all’inizio. A quell’età ci rimani male per forza. Mettici che anche con i miei sono sempre stato sincero. E’ stato un bagaglio pesante la mia sessualità. Non riuscire a decidermi mi ha sfiancato.
Perché decidersi? Infatti. Quando impari a conoscerti e capisci che sei esattamente così, non importa più molto. Le crisi di coscienza finiscono e alla lunga le prese di culo non fanno niente. Comunque quando ci siamo conosciuti già mi scivolava tutto addosso.
Orgasmi tristi, tranne i primi mesi. All’inizio ero felice solo per il fatto di scopare. Poi lo fai, lo rifai e perde senso. E’ solo Meccanica.
Perché non ho mai provato nulla? Davvero, Fr, perché?
A parte il piacere, intendo. E nemmeno tanto se ci penso. Se non provi altro che quello, ci perdi gusto. Declassato a sensazione bella, niente di più. Non sai quante volte mi faceva una fatica.
Allora vai con i festini, le orge, la droga, il sadomaso, i giochetti, gli scambi. Una cazzo di fatica!
Ma si può smuovere tutto sto casino per venire tristemente? Naaaaaaaa.
Quando ero in viaggio infatti stavo proprio bene e scopavo molto poco. Non mi importava, dovevo depurarmi da tutto lo schifo. Perché, dai, è uno schifo.
Entri nelle dark room e non sai chi ti sta facendo una pipa o in che culo sei. Non ci pensi, ma una parte del tuo cervello ne è assolutamente schifata. Gli orgasmi peggiori, credimi.
L’ho fatto solo cinque volte, poi ci ho dato un taglio. Quando gli altri entravano io mi defilavo e mi facevo. Meglio.
Insomma, meglio per dire.
Forse avrei dovuto scopare ancora di più. Sono riuscito a disintossicarmi dal sesso e non dalla Mia Puttana Personale. Schiappa, Dom!
Non credo di essermi disintossicato dal sesso. E’ che lo faccio solo con te, ma ne faccio comunque tanto. Pensi non vada bene, Fr? Esagero? Francamente non ti ho mai vista patire, ma non si sa mai. Forse vorresti startene di più in pace. Tranquilla, forse fra due anni non mi farai né caldo né freddo e rallenterò.
Ora mi è difficile crederlo, ma gli ormoni funzionano così. Allora faremo meno sesso e più di altre cose. Tipo
Non so, non mi viene in mente adesso.
Ma faremo qualcosa.
Merda, ora non ti impanicare. Non fare la solita scena di Fr che scappa appena Dom parla di un ipotetico futuro perché ti stacco la testa a morsi. Respira e vai oltre, fregatene di quello che penso io. Io me ne frego. Te lo scrivo e poi non ci penso.
Ora ti dico cosa faremo io e te.
NON conviveremo MAI.
Però conviveremo SEMPRE.
Basta. Punto.
Senti, io scrivo ma poi voglio sentire a voce la risposta. Mi è presa così. E guarda che adoro Fr che scrive, ma
Ma capisci che io non ho mai parlato con nessuno. Nessuno ha mai davvero parlato con me. tu lo fai e mentre lo fai mi guardi e mi tocchi.
Io, adesso, dipendo da tutto questo.
Parlami sempre.
Non smettere mai.
07 Maggio 2011 :
Ogni tentativo di superare il male di vivere mi ha portato a stare peggio. - Bell'inizio del cazzo, lo so. -
Posso solo dirti che ho provato con tanti interessi. La Fender, l’Amber Burst, libri libri libri viaggi ovunque. Ti segue, il male di vivere.
Ho provato con il sesso e ti giuro, tanto. Troppo, perché poi non te ne frega più un cazzo, chiunque è ridotto al ruolo di svuota palle. Ti riduci anche tu a essere un perfetto idiota molto troia e te ne rendi conto solo dopo.
Ogni tipo di droga da prendere in qualunque modo. Le canne a scuola, gli acidi dal venerdi alla domenica, mdma, funghi, e oppio con gli amici un pò sempre. Lasciamo stare quello che puoi trovare a giro per il mondo quando hai tempo di integrarti un pò.
Non è che a quindici anni pensi a come sarai a trentotto.
Ieri tornare a casa mia, quella cazzo di villa di merda, mi ha fatto stare da schifo.
Glorioso simbolo di ogni mio tentativo di non mettermi mai in gioco.
Perfezionista. Nessun fallimento è lecito o sei una merda. Chi ama chi fallisce?
Quindi ho scrupolosamente evitato di mettermi in gioco.
Mi piace suonare la chitarra da una vita, ma non posso solo strimpellare, non posso essere solo bravo. Sempre di più. Però quando si arriva a fare i concerti, quando sta andando alla grande io stacco, mi ritiro.
I modi sono molti. Strafarmi di tutto era decisamente il mio preferito, con variazioni sul tema alcool, arresti alle manifestazioni, vagabondaggio. E’ stato così per i concerti, per la pubblicazione del libro, per l’università, per le amicizie e con Fr.
Questa vita che mi calza a pennello, che calzerebbe a pennello a ogni uomo che ama scrivere in solitudine, senza preoccupazioni materiali, senza responsabilità reali, questa vita è tutta una solenne falsità.
Creo “deliranti universi” e me li porto a spasso coi cani.
Se ci penso non ho niente di realmente mio tranne me stesso. Fisicamente intendo.
In realtà non credo di avermi molto.
Con Fr parlo a ore, in università tengo le mie lezioni ma uscito da questi due ambiti non esisto. Non parlo assolutamente mai. Al bar dico soltanto caffè. Neanche mi faccia un caffè o per favore. Il minimo indispensabile e che nessuno mi rompa i coglioni.
Inciso: capisci che sono ancora sotto shock dal vedere Fr al bar, che fa un casino della madonna, parla con tutti e sa i dannati cazzi di tutta Sesto.
Ah, comunque odio il caffè ma lo prendo così mi godo di più la sigaretta. Manie.
In realtà parlerei poco anche con Fr, ma quella pazza fa domande continuamente e mi tocca rispondere.
Le rispondo perché mi sembra di riscoprire le cose che mi piacciono e ho abbandonato. Adoro risponderle
Mi perdo.
Ho amato la mia depressione e mi sono fatto molta compagnia, ma per potermela vivere, per sopportarla, ho finito per prendere l’ero. Ripenso a quei giorni di merda e so che o mi facevo o mi ammazzavo. Ero allo stremo, stanco come mai prima e con il cervello che realmente non capiva la realtà. Mi sembrava di essere perennemente strafatto, lo ero in effetti, ma passando con maniacale perseveranza di droga in droga, alternando sensazioni e stati.
Lì per lì te la giochi anche bene.
Ti dici che stai scoprendo te stesso, che ti conoscerai meglio, che troverai qualcosa che altrimenti non troveresti o proveresti mai. Tutte balle. Ti vuoi estraniare perché non ce la fai a starci dentro abbastanza dignitosamente da non deprimerti.
Lo provi. Funziona. Si parte.
So che non va bene perché mi ha permesso di non crearmi la reale opportunità di essere me stesso.
Il male di vivere non so da dove viene. Ha una madre bastarda sicuramente.
Con Fr giochiamo a capire gli umori l’uno dell’altra inventandoci genitori improbabili. Ieri ero figlio di Depressione e Vizio ma sono stato adottato da Allegria e Passione (note lesbiche) con Sonno. Oggi c’erano gli strascichi di serenità. Figlio di Yngwie Malmsteen e Sandra Milo quando conduce Piccoli Fans. (Ch canta molto)
Mi sa che sei troppo giovane per Sandra Milo e Piccoli Fans.
Cazzo, sto diventando vecchio sul serio se gli anni mi si appiccicano gli uni agli altri!
Quando permetti a te stesso di non parlare con nessuno, i casi secondo me sono due: o stai sul cazzo a tutti e iniziano a lasciarti solo o diventi quello strano, affascinante, inarrivabile. Per me è merda in tutti e due i casi.
Mi sarebbe piaciuto imparare a essere più malleabile e meno pignolo e selettivo, mi sarei goduto di più questo mondo e questa società. Non mi sarei sentito quello diverso ma che è tutto soddisfatto di esserlo, sarei stato meno depresso e più propositivo.
Ehi, mi dico che io qualcosa di me la vedo, quindi tanto fuori non sono.
Poi mi dico adesso. Adesso sono così. Fra un’ora non so.
Essere un borderline con disturbo della personalità con problemi di dipendenza non mi fa certo annoiare. E sai quanto odio annoiarmi
Sono quasi le quattro, fra tre ore vado a casa mia.
Dormo anche io stanotte, me la godo un po' abbacciandola.
Buonanotte. Ti abbraccio Nanni
03 Maggio 2011
Visto che apprezzi il genere, Michael McClure.
Ha scritto roba semplicemente folle e magnifica, sotto l’effetto del peyote. Lo rileggo spesso.
“Peyote Poems” (ma l’ho letto in lingua originale, non so se lo trovi in italiano.)
“Ghost Tantras” (Tantra Spettrali)
Forse lo trovi in qualche raccolta sulla beat.
“I dolori del giovane Werther”, di Goethe.
Se non l’hai ancora letto vale sempre la pena.
“Life” di Keith Richards
Ti giuro lo devi leggere. Per forza!
“Racconti” di G de Maupassant
Aveva la sifilide, scrive in preda ad allucinazioni e paure. Finì in manicomio dopo l’ennesimo tentato suicidio. Mesi di incoscienza e poi morto a 43 anni. Ovviamente l’adoro.
Anais Nin
“Il Delta di Venere”
Si va sul porno perverso. Meglio lei del suo compagno Henry Miller.
Personalmente adoro “Ulisse” di Joyce
Ma piace davvero a pochi, può sembrare noioso.
Per me è uno stream of consciousness fantastico, non so nemmeno quante volte l’ho riletto. Il monologo finale di Molly-Penelope l’ho consumato
“Viaggio al termine della notte” L.F. Celine
Cinico e misantropo.
“Niente di nuovo sul fronte occidentale” di Erich Maria Remarque
“Tutto di me- riflessioni” Platinette
Vabbè, è bello.
“Tristano muore” Antonio Tabucchi
Riprendo spesso anche questo.
“Suicidio” di Edouard Levé.
“Psicanalisi dell’amore” Sigmund Freud
Lo leggi e poi ti ci pulisci il culo.
Poesie di Walt Whitman
Tutte le poesie di Ungaretti.
“L’occhio della donna” poesie di Gioconda Belli
Ma l’ha fatta conoscere Fr e l’ho riletta infinite volte.
“Viaggi del tempo immobile” di Vecchioni
Era uno dei libri di Fr e Mò, lo amo molto. Per me scrive da dio.
Me l’ha dato ieri Fr e ci sono anche le loro annotazioni e gli appunti. Bellissimo, una poesia nella poesia. Ne sono incantato!
“Maus” fumetto sulla seconda guerra mondiale di Art Spiegelman.
“Lettere contro la guerra” Tiziano Terzani
Insieme a “Pappagalli verdi” di Gino Strada
Non posso non leggerli. Fa parte di me.
02 Maggio 2011
Coincidenze?
Tu che mi scrivi ed è un pugno.
Stesso giorno e Mì mi scrive che le comunità fanno schifo e lei è entrata e uscita diverse volte ma ce l’ha fatta da sola, aiutata dal suo ragazzo.
Stesso giorno e Fr mi posta Hurt di Reznor dopo una sequela di parolacce assurde per dirmi che le manco e poi un ciao che ci ho riso un'ora.
Basta, dovevo andarmene. Tanto non ero bravo.
Tutto qui.
Scusa se non dico di più, odio parlare della merda.
Fr.
Una leonessa incazzata era meno letale di lei quando è arrivata a Brugiana.
Ha ascoltato e ribattuto su tutto, era dalla mia parte, ha lottato per me.
Però appena siamo entrati in macchina mi ha mollato un ceffone da lasciare le cinque dita e mi ha dato di coglione.
Subito dopo però l’ho avuta tutta per me nel parcheggio.
E’ un pò pazza ma adorabile. Mi scuote, mi rende me stesso.
Oggi sono un dio e va bene così.
Sai che mi ha chiamato babbo? Ch, intendo.
Odio i bambini, ma quel nano mi cerca sempre.
Non so, è come guardare negli occhi la vita vera.
Tocca tutto, ride, impone i suoi bisogni, chiede sempre perché. All’inizio non capivo niente di quello che dice, ma basta poco.
E vedi attraverso di lui, con lui.
Alle cinque e venti mi sento arrivare il moccioso nel letto, si mette tranquillo sotto la mia ascella con la testa sul mio petto e si riaddormenta. Sono stato un’ora sveglio sotto shock. A godermi quell’amore incondizionato e caldo, minuscolo.
Dom che dorme con un moccioso dopo che è stato classificato fattone irrecuperabile è bella davvero.
Ho pensato che non me lo meritavo, ma alla fine loro sono reali.
Li ho portati a casa mia.
Donano molto alla mia casa troppo grande.
Ho trascurato Fr, ma Ch era curioso di tutto e io con quello mi ci prendo sul serio.
Ho giocato seduto sul pavimento ed erano trent’anni che non succedeva.
Sono troppo dannatamente preso da me stesso e dai miei fottuti problemi, quando esiste Ch che sta imparando a vivere.
Siamo anche andati a pisciare insieme da bravi maschietti e lui cantava trinca trinca buttala giù con una spinta. Sai, la canzone di Antoine. La cantava continuamente!
Trip assurdo. Bello.
Mi sono deciso a passare dalla genitricia.
Solo perché c’era Fr. Fosse stato per me non sarei andato. E’ che non sapeva dove fossi da un mese.
In realtà esiste anche mio padre, ma sono conversazioni assurde e imbarazzanti. In genere della durata media di trenta secondi. Purtroppo non si è smentito.
o te?
ciao babbo.
o quando tussaresti tornato, te?
ieri. Lei è Fr.
-stretta di mano con mio padre che le guardava la scollatura come un maniaco ebete-
Non stavate insieme al liceo voi due?
Uhm, si. Qualcosa del genere (fr)
Lui è Ch.
Chellè miha i’ tu figliolo?
Babbo cazzo dici, dai
No, per dire. Un si sa mai. Vabbè, c’ho da andare.
Ciao babbo
Mi dispiace non aver detto nulla alla Genitricia, ma sono così.
Un sacco di palle più che legittime.
Ti fai ancora, Dominique?
Mai smesso.
Intendo di eroina. Prendi l’eroina?
Cazzo, mi diverte quando fa così e non la prendo sul serio.
Se ti fai di psicofarmaci da quarant’anni, legalizzati da medici compiacenti abbi l’accortezza di stare zitta.
Però l’ha intuito e spero che i figli di Fr non siano come me, che sparisco e non sanno dove sono. Mia madre vive nel terrore che schiatti da qualche parte, strafatto e sporco.
Sarebbe sconveniente oltre che penoso.
Molto sconveniente.
Questa sua ossessione per la mia vita è deleteria per il nostro rapporto.
Mi ha messo al mondo.
Grazie, molto gentile da parte tua.
Puoi adesso lasciarmi stare?
La verità è che siamo tutti soli.
Ma a chi gliele fotte di quello che ti succede? Nemmeno ai tuoi amici.
Amici?
Hai amici?
Io no. Non vedo amici da secoli. Giusto il mio collega sposato e con tre figli, che viene a casa mia per scappare dalla sua routine.
Non mi sta parlando perché si sente tradito.
Ma vaffanculo. Ero in comunità, non a troie.
Tanto il lavoro l’ho perso.
Sai, mi dispiace rinunciare alle lezioni. Alle ricerche no.
Fanculo tutto.
Sono diventato allergico alle persone. Non sopporto gli sguardi menefreghisti.
Ti chiedono come stai e gli frega solo dei loro problemi. Io sono sincero. Non te lo chiedo come stai se non mi interessa. Ma se te lo chiedo è perché poi ti ascolto.
Nessuna via di mezzo, quindi me ne sto da solo.
Gli amici di fattanza non sono amici. Ti vedono strafatto, ma lo sono anche loro. Prepari la roba a turno, ti aiuti a farti in vena, al limite controlli che vada tutto bene. Stop. Nessuno ti da più di quello, tu di più non devi.
Molto limpido. Molto triste, se vuoi.
Nemmeno salvare il culo a qualcuno ti lega. Quelli che l’hanno salvato a me facendomi incazzare ogni volta non li vedo da dodici anni. Due sono morti due continuano a farsi. Io nemmeno lo conto a quanti ho salvato il culo, non me lo ricordo. Per dirti l'importanza che assume. Gesti meccanici e pseudodovuti.
Io sono la terra di mezzo. Vado e vengo.
Ho visto finalmente il ritratto che mi ha fatto Fr. Lo amo.
Ma una foto non me la sono fatta fare lo stesso. E’ una delle poche cose per cui discutiamo regolarmente. Spiacente, non ce la faccio.
Ti scrivo e lei dorme contro di me. Strano da parte sua. E’ buffa, Fr.
Non tollera il contatto fisico, è tutto meno che romantica eppure mi sta dormendo addosso. Mi ha detto che con sua sorella non si toccano mai ed è il rapporto più vero e rilassante che abbia mai avuto.
Non tocca mai nemmeno la Bà, nemmeno quando la sua amica piangeva a dirotto. Fr resta a un metro e aspetta che passi. Poi parla.
Insomma, se lei ti sfiora o ti abbraccia o ti prende la mano è un regalo. E’ che lo vuole davvero, ne ha bisogno. E mi cerca tanto. A volte molto intimidita, altre estremamente naturale. Io non mi faccio problemi. Le dico vieni qua e me la stringo forte. Cazzi suoi.
Oggi è perfino riuscita a dire ‘fare l’amore’anziché scopare!!
Conosco Fr, parlo con Mì e capisco sempre di più che per certe donne, le donne interrotte, non è facile accettare tenerezza e dolcezza. Non sono abituate, devono imparare.
Mi piace insegnare a Fr.
Sessualmente è diverso. Sessualmente è totale, perfetto.
ho scritto troppo come al solito.
Me ne rendo conto e ho già scritto.
Mi mancava scriverti, di più mi manca leggerti.
Sei a Roma. Non so come stai tu a Roma.
Da quello che hai scritto oggi non hai avuto una gran giornata.
Per me era troppo grande.
Troppa gente nessun essere umano.
Stimolante, meravigliosa, subito casa per tanti versi, ma assolutamente inadatta a chi pensa.
Ti senti più solo quando hai tanti intorno e pensi.
Più il tuo impero di merda è piccolo e più ci stai al calduccio. Ma non troppo piccolo, o senti la puzza.
Bella buonanotte di merda.
Ora te lo posto anche.
Notte, Nanni. Mancavi sul serio. Non sai quanto ti stimo.
30 Aprile 2011
Penso che sarà dura collegarmi spesso.
sto cercando di far capire a questa gente che ho assolutamente bisogno di non estraniarmi completamente ma so che le regole del gioco sono diverse.
devo adeguarmi prima o poi.
Mi dicono che devo cambiare atteggiamento, che così non va.
resto legato troppo alla mia vita secondo loro e nella mia vita c'era l'ero, perciò via tutto e ripartire.
tutto però significa troppo per me.
mi tengono d'occhio, Dante sa benissimo che violo parecchie regole e diciamo che per un po' non mi connetto per tenerli tranquilli. metto in atto giochi di forza, ma è chiaro che alla lunga vincono loro. questo è deprimente. l'idea di abbandonare del tutto Fr è semplicemente intollerabile. hanno a che fare con tutta gente come me, che con le regole vive male. ci controllano, ci perquisiscono, mi lasciano urlare a vuoto.
qui non si parla che di droghe, però. dovremmo andare avanti e dimenticarla, ma è una gara continua a chi è stato più fattone, a chi è messo peggio. Mi sento un estraneo, io non sono un fattone. Ok, un pò si, ma non un fattone.
la mia testa funziona. credo.
non penso che Madama uscirà mai del tutto dalla mia vita, non è possibile, ma è controllabile se ho uno scopo. qui non c'è nessuno scopo.
non è meglio levarsi dalle palle se le cose stanno così?
"la scrittura creativa " l'ho letto, è uno di quei libri che ogni volta che lo leggi ti da qualcosa, sempre. però qui non ce l'hanno, ho fatto richiesta, ma i tempi sono lunghi. beh, tanto posso aspettare
ho fatto una parte di merda a fr, sta fumando oppio come una deficiente. se vuole stare con me non è questa la strada, averla qui mai e se si illude di poterlo controllare si sbaglia. l'oppio crea dipendenza porca puttana. almeno so che ha finito tutto quello che avevo, ora col cazzo che lo ritrova da sola.
Ma la capisco, non è facile affrontare tutto cerchiamo il modo di anestetizzarci. Un borderline bisex tossico con una borderline bisex semi-tossica è un bel connubio. non voglio che affondi con me. non lei.
sai qual'è lo schifo? essere pulito è fantastico, il corpo risponde. solo che non posso usarlo del tutto. L'astinenza dalla droga, l'astinenza dal sesso, l'astinenza dall'amore, dalla vita. o divento un saggio eremita o mi levo sul serio dai coglioni.
vedi, posso leggere tutti i libri del mondo, ma credo di essere proprio rotto, dentro. E' un casino.
ho potuto parlare con Fr per telefono, è stato incredibile. mi manca da spezzarmi, non credevo. penso che starebbe molto meglio senza di me, libera davvero. devo pensarci. la vedovanza, la castità, la non vita e l'attesa non si addicono a una donna così. lei deve vivere, non fare la mogliettina in triste attesa. spero che si trovi una, così la rendo libera.
ok, la testa forse è un macello. un'altalena continua.
fiori aiuole colline alberi sole caldo erba libri muri da tirar su gente gente gente strafatta di astinenza e comunità. tutor, psicologi, analisi, piscia qui fai il bravo siamo tutti fottuti bambini idioti fottuti da noi stessi nella merda fino al collo.
tempo scaduto. mensa. vassoi, facce, silenzi, tensione. Non avvicino nessuno, mi fanno vomitare tutti. me stesso per primo, sono esattamente come loro.
non faccio progetti. forse calcata non la vedrò mai, capisci? forse capirai più avanti. non importa
26 Aprile 2011
Non posso nascondere che è una merda
non posso nascondere nulla qui
nemmeno me stesso
Poco tempo per me e troppo allo stesso tempo. Riemergo adesso dalla prima fase dura, spero andrà meglio. Sono pulito, sono vivo e tant'è. Inutile rimpiangere ancora, voglio solo finire questo programma del cazzo uscire e andare in culo a tutti.
Ho altri dieci minuti soltanto, li dedico a Fr.
Non fare il matto da rimanerci incastrato.
Ciao, man.
10 Aprile 2011
Ho letto cosa scrivi di Cà. Posso dirti che conosco bene qualcun altro con un passato talmente simile da far paura. Anoressia, tendenza a qualche dipendenza, nonno con un trauma.
Ti dico cosa ho osservato in Fr, magari ti aiuta. Crescere con una madre così purtroppo non ti da sicurezza, è confusivo e non ti forma una vera identità. Trovare la sicurezza è un lavoro più duro e significa accettare questa mancanza, e non è semplice. In Fr si traduce in una paura fottuta di qualunque tipo di legame, la paura di poter essere anche solo lontanamente come sua madre. Madre di famiglia, moglie, vita quotidiana. Non ha imparato l'affettività, nessuno l' ha mai amata nel modo giusto e non sa come si fa quando c'è da fare sul serio.
Sono donne molto intelligenti, ma con la capacità di essere mutevoli. Ci sono diverse personalità. Dolcissima, ironica, passionale, incredibilmente interessante, eccessiva. Persone capaci di pensare tutto e il contrario di tutto mentre tu stai ancora cercando di capire, menti rapide, che possono fare di te ciò che vogliono, spesso, perché si adattano. Stai attento a quello.
Se Cà è diventata forte come Fr vedrai che tendono a chiedere aiuto a modo loro, con la paura fissa di disturbare. La paura che se chiedono non verranno accettate. Buttano lì esperienze, ricordi, ma non ti dicono mai ho bisogno. E in effetti è come se vivessero sempre da sole e tu fossi un accessorio. Non so, vedo che le difese di Fr le fanno vivere tutto come se fosse temporaneo e questo dà molta libertà, ma toglie anche sicurezza.
Ti riempiono, le donne così, ti riempiono i pensieri e le giornate.
Un’altra cosa assurda è il nonno. Cà un traumatizzato dalla guerra scrittore e scultore, Fr il nonno traumatizzato dalla guerra pittore e scrittore. Vedo che ha segnato Fr in modo strano: è come se pensasse che alla fine solo le persone diverse, traumatizzate, ferite, possano accettarla. Attento, può essere un gioco al massacro. Ti accetta e quindi significa che hai qualcosa che non va e partono mille dubbi sul rapporto. Non so, io me le sono sempre fatte scivolare addosso, le sue paure. Sono molto debole quando si tratta di droghe, ma su altre sono granitico con Fr. Su certe cose non deve rompere i coglioni e basta. Insomma, quando partono i pensieri assurdi le dico smettila e prendi un respiro, affidati a me e andrà bene. Ti giuro che la frase andrà tutto bene, che sembra una stronzata, ha funzionato spesso. La mia mistress scatenata che diventa docile come una bambina.
Fr è un coacervo di controsensi. Prendi il sesso. Non sai mai come sarà. Può essere mistress e giocare con i coltelli o la donna più dolce e sottomessa che abbia mai conosciuto. Ti fa girare la testa, a volte non capisci, eppure lei è tutto e ancora altro che dovrò scoprire. Non so se potevo dirti questa cosa di lei visto che sei suo amico, credo che ne arrossirebbe. Parla tranquillamente di sesso, ma non so se direbbe che con me fa così. Comunque a me piace che prenda il controllo, essere nelle sue mani. C’è fiducia e rispetto profondi. Hai 22 anni, probabilmente non hai provato il sesso da mistress e slave, ma ha un suo senso per certe persone, ma solo se c’è fiducia totale e voglia di scoprirsi. Ruoli che si ribaltano magari nella vita reale. Forte avere la donna con i capelli neri e solo io so che è rossa naturale nelle parti intime, è un altro contrasto assurdo di Fr.
Non so, ho fatto un sacco di sesso e questo che è così vario mi fa stare da dio e non mi annoia. E’ un bene essere di bell’aspetto, ma anche no. Perdi di vista le cose importanti. Ti abitui ad averle facile, le donne e gli uomini e non è un bene. Avevo perso il gusto dell’attrazione e della conquista. Chi c’era c’era, indifferente. Per Fr provo un’attrazione fisica pazzesca, non mi basta mai. Cazzo, se mi mancherà fare l’amore con lei. Almeno sto abbastanza bene e ho potuto far l’amore, prima. Vedo di farcela anche dopo
L’anoressia è un po’ come la droga, ti fotte la testa e non passa. Cambia il cervello, il modo di reagire a certi problemi. A cicli possono sempre smettere di mangiare e anche lì a volte sei confuso. Hanno bisogno di qualcuno che le accudisca come bambine anche sul mangiare ma devi beccare il momento giusto, perché capita che si sentano oppresse dal cibo e allora va bene, stai calmo, mangeranno dopo. So, lo vedo, che Fr sta mangiando pochissimo ora, ma so che cambierà, qualche giorno e ricomincia. E’ come se per tenere duro dovesse imporsi una regola, la regola della fame. La fame brucia nello stomaco e si sentono vive e forti perché possono controllarla, acquisiscono forza da quello. Ne abbiamo parlato tanto, con Fr. Non è più anoressica da anni ormai, ma la mente è quella. E lei lo è stata seriamente solo qualche mese, non come sua sorella che lo è stata per più di dieci anni. Le mamme fanno dei gran danni.
Parlo con te come se domani potessi scrivere ancora e non è così.
Anche questo è confusivo.
Fuori c’è il sole, fra un pò Fr ritorna dai giardini.
La Bà alla fine è tornata dal marito. Due giorni a piangere e urlare, Fr che è stata ore al telefono con Mà a calmarlo e ora torna da lui. Fanculo. Cazzo, come si può anche solo pensare di dire alla propria donna ti stupro, ti lascio viva ma in sedia a rotelle uccido tuo figlio così patirai per tutta la vita? Bene non aver mai chiamato i carabinieri se poi ci è tornata. Tutto uguale: lui che urla, lei che lo tradisce ma stanno insieme da 17 anni. Una merda.
Ch è una meraviglia. Detesto chiunque non rasenti il metro d’altezza, ma quel nano è forte. Ci ho giocato un po’, gli ho letto delle storie, mi ha preso. Non ha assolutamente niente di lei, solo la forma degli occhi e i capelli, ma ha i modi di dire della mamma e la sua simpatia. Mi fa ridere un sacco. Mi dispiace che suo padre non se ne occupi, questo fine settimana non ha nemmeno telefonato, se ho capito bene non si informa del figlio da mercoledi. Sparito.
E domani me ne vado. E’ un pensiero fisso insieme alla dose. Faccio fatica a rimanere calmo e spero solo che non mi diano nulla. Penserò che è temporaneo, che poi c’è lei ed è giusto che a 38 anni mi dia una bella regolata. Mi hanno ferito molte cose in questi giorni, prima di tutto me stesso. Ma anche la gente. Si allontana, ti vede come uno che fa schifo. L’idea dell’eroina schifa le persone per l’accostamento alla siringa e allo stare a rota, la coca è più di classe. Mà ha colpito molto duro, ne ha scritte tante e in quel momento ero troppo vulnerabile, ma adesso farò i conti anche con le sue verità. Tanto lo so che sono verità. Ho perso un’amica, ma le donne fanno così. Sono gelose anche delle amicizie e sono rimasto in mezzo. Due coglioni così.
Tu non hai fatto una piega, apparentemente e ti ringrazio. Mi faccio, ma sono anche altro oltre a questo. Fr lo vede, altri no. Tu lo vedi.
Intanto mi ci vuole un gran coraggio per farmi accompagnare domani. Penso sempre che all’ultimo me ne scappo via. Chissà. Potrei scappare e farmi, scappare e non farmi mai più, restare e seguire le regole imposte per poi rientrare. Ci tengo alla mia vita e al mio lavoro, devo necessariamente farlo. Ma non lo sento mio. Non so quanto aiuterà.
Mi ci vuole un gran coraggio anche a farmi vedere così da Fr, o da te e Albe. Purtroppo sono anche questo. I miei ancora non sanno nulla, non li ho nemmeno visti. Gli importerebbe saperlo, ma farebbero solo peggio. Vedrò di comunicarglielo nei prossimi mesi, quando non mi vedono tornare. Ho più o meno tre mesi di autonomia, conoscendoli.
Il 21 dicembre 2012 brinderò al mondo che va avanti e se ne fotte di noi e delle nostre stronzate Maja.
So che Fr e sua sorella sono a Roma il 17 maggio per il tennis, hanno già prenotato l'albergo a campo dei fiori, magari vi vedete ancora. E' bello sapere che ci sei, per lei, che le mandi messaggi. Non è sola.
E’ un saluto, credo. Detesto i saluti. Tu scrivi, però. Ogni tanto. lascio attivo l'account.
Cazzo.
Un abbraccio e vai di cortisone
10 Aprile 2011
Ciao grande
Eccolo. Ci metto un pò ma arrivo
Finalmente il sole, ci siamo svegliati con una nebbia assurda, che sta salendo soltanto adesso. Firenze è una conca, non si respira. Me ne vado in collina, io! Pensa a me come a una vecchia comare inglese che sverna in collina. Visto che fra i lavoretti del cazzo è previsto il giardinaggio - che per me che sono anche un pò checca è molto ironico - avrò anche modo di coltivare fiori. E purtroppo solo fiori, da quel punto di vista non si sgarra.
Che dici? Stare su un prato con blocco in mano e farsi l’estate in campagna.
Non so come la vedi tu, ma questo trip della natura mi sta parecchio sui coglioni. Si, bella la natura, ma anche chissenefrega. Invece lì sono quasi tutti pazzi abbraccialberi. Non va più di moda diventare cattolici in rehab, ormai solo gli americani diventano ferventi rompicoglioni.
-Ah, sono molto cool ad andare in rehab anch’io, pare faccia figo-
In realtà non sarà su un prato con un blocco in mano e mi girano le palle. Non sono molto lucido, o forse si. Non è che importi molto, alla fine. E comunque è una cazzo comunità non un rehab.
Fr è con Ch, io sto meglio. Quando avevamo vent’anni si diceva “stare a rota”. Brutta bestia, ma ne sto uscendo meglio di quanto pensassi. Sono venuto da lei, ma non volevo che vedesse certe cose, perciò quando sono stato male sono stato da solo, meglio così. Se con una donna ci vuoi fare l’amore non è carino dare certi spettacoli di te. Poi se li ricorda!
In realtà la solitudine è stata la mia forza e lo è tuttora. Fr deve restare fuori dalla merda anche se è con me.
Pensiero assurdo, forse. In realtà sarebbe meglio non essere nella sua vita, ma una volta che ci sei o che ci sei stato è dura defilarsi. Non mi riesce, non voglio mollare tutto.
Ho voglia di pensare a come passare i prossimi anni con lei, cose molto semplici.
Stanotte abbiamo visto un film davvero idiota, ma abbiamo riso come due deficienti. The next best thing, con Madonna e Rupert Everett. Io e Fr siamo molto Madonna-Rupert in certi momenti solo nostri. Che bella la scena dove loro cantano Bye bye miss american pie… al funerale dell’amico.
Cazzeggio.
Non posso avere contatti in comunità, Fr e i miei possono telefonare in orari imposti, ma non posso parlarci io. Tipo galera ma più stile manicomio. Fra metadone e pasticche è un gran rincoglionimento globale, là. Per questo ho iniziato da solo, così non mi danno niente. ho bisogno di non avere assolutamente niente dentro per poter controllare il bisogno.
Ho perso il filo. Mi sono distratto a rispondere a te e a Ste.
Diavolo se siete bravi tu e la tua crew! Cazzo. Non pensavo così! Perché è stato annullato Milano?
Qui è come essere in balia delle maree. Ora la marea sta salendo. Ti scrivo dopo.
08 Aprile 2011
Fr in questo momento ha casini grossi. sta dietro a me che faccio la pippa e sta aiutando la Babi che ha le valigie in macchina e il marito che minaccia lei e il bambino. Li prende a vivere con se, ma Mà è famoso a sesto per picchiare duro. sono preoccupato per loro due, due ragazze sole in casa con lui che vuole fare macello e minaccia di morte. hanno anche i bambini, capisci? è una situazione troppo a rischio.
mollo tutto ora che ho saputo. finalmente Fr mi ha detto tutto poco fa, la sentivo in ansia. prendo l'aereo fra tre ore, in treno ci metto troppo, torno da lei, faccio l'uomo e la difendo porca puttana. (l'aereo vuol dire che non mi porto nulla e mi faccio l'astinenza. ne ho paura, nanni, è dura, ci sono già passato) poi entro in comunità lunedi. ho già parlato con Dante, il mio tutor.
fr si merita un uomo, non una pippa. mi ha calmato lei, mi ha fatto ragionare lei, non ho preso nulla e sto male, cominciano i dolori e il sudore con il freddo che ti fa tremare, ma è grazie a lei se sto resistendo ora. basta. la testa funziona, il mio lavoro aspetterà. non ti preoccupare, torno in riga. Con Albe ho gettato tutto nel cesso e ho tirato lo sciacquone. sono senza nulla.
Cà potrebbe essere l'amore, non pensare al dopo cà. non fare gli errori miei e di fr. goditi ogni istante
Aspettami, per Roma. Mi ci vorranno un pò di mesi, ma poi torno.
e so quanto mi ama fr anche se fa la dura. cazzo se lo so. lo vedo in ogni momento, anche quando mi dice stai tranquillo e spengi il portatile, adesso. per me è stato come se mi avesse urlato ti amo.
voglio vedere la mia dea ballare ancora sul letto, si.
scusa, sono una montagna russa di pensieri e emozioni. ma andrà meglio fra un pò.
08 Aprile 2011
fanculo a queste donne di merda che adesso si mettono a litigare come troie ormonalmente disturbate per avere la mia amicizia. fanculo. mi sono letto le mail di marta che mi ha dato di parassita. bello. parassita di fr. farò del male a lei e ai suoi figli, devo stare lontano da tutti perchè sono una merda e non voglio essere recuperato e aiutato. fr deve mandarmi affanculo visto che nemmeno il suo amore mi basta per salvarmi.
io non ho bisogno di nessuno che mi salvi, faccio da solo se mi va.
ora non mi va.
fanculo a tutti..
08 Aprile 2011
Ma tu si che sei un dio di te stesso. Il piccolo Nanni che parla con i propri pensieri, sicuramente solo, ovviamente incompreso. Sei fuori dal coro ed è bene così se non fai cazzate. E non farle, ok? Bene la piantagione di erba, passo anche a trovarti e ci resto un bel pò, ma nient’altro. Nemmeno roba allucinogena, quelli come noi ci perdono il cervello, credimi. E non prendere altra roba che quando ti diventa duro non puoi fare nulla perché sei fuori e stai da cani per ore!
Vorrei conoscere Cà, deve essere anche simpatica, interessantissima. Non ti ci vedo innamorato di una noiosa, non tu. Troppi pensieri, troppo scrivere, troppa cultura non di massa. Una banale te la mangi. Anzi, no, la getti via immediatamente. Per chi viaggia in corsia di sorpasso la noia è sempre in agguato.
Ok, amico non ci giro più intorno, non con te, tanto ho letto ciò che hai scritto e immagino tu sappia. Capisco Fr se te l’ha detto, è sola e le ho piantato un bel casino.
Prendo l’ero. Come vedi non sono un gran modello e hai ragione tu, sono un coglione.
Non l’avevo calcolato, non la calcoli una cosa così. E’ successo e basta. Un amico di fattanza ritrovato per caso qui e l’ho seguito senza pensarci. Era ovvio che sarebbe andata a finire male forse, ma l’ho seguito lo stesso. La prima botta è stata incredibile, non mi riprendevo più. All’inizio ero disperato per Fr, poi non ricordo, è stato grandioso.
La verità è che mi mancava da morire anche se non lo sapevo. Ecco come mi sono fottuto. Su un cazzo di divano, a ore, in ero.
So già come funziona, ci sono passato. Tre anni di oblio, non ricordo quasi nulla. Passavo da una dose all’altra, ogni quattro ore. Non c’era altro, solo lei. Nessun amico, niente sesso, nessuna concentrazione sul lavoro. E non se ne accorgevano, quindi stavo tranquillo e continuavo. Vivevo da solo, mi facevo da solo, nessun problema.
Perché. Te lo chiedono più o meno tutti.
Allora è stata una cazzata con gli amici, l’unica cosa che non avevo provato. Uscivo da un periodo di lsd, una settimana passata chiuso in casa con due amici a farci di lsd senza interruzioni. Cazzo, sono stato così male che quando mi hanno dato l’ero non ci ho nemmeno pensato. Via tutto. Incubi spariti, visioni annullate, solo un dolce oblio e il corpo che fluttua. I soldi li avevo, ma a volte ti ritrovi a doverti fare e non sei preparato ed è in quei momenti che perdi davvero te stesso. Sono dannatamente lucido, adesso e so cosa ti sto dicendo. Non voglio passarci di nuovo e so perfettamente di essere sul filo del rasoio. Inizio a stare male, ma posso ancora controllarlo.
Voglio finire qui, mi ci sto impegnando ma mi serve tempo, sono rallentato. Realizzo che ho deluso tutte le persone a cui tengo sul serio e mi faccio per non realizzarlo più. Vigliaccheria. Bisogno. Non me ne frega un cazzo alla fine.
Fr. Lei è meravigliosa. Non sai quanto mi manca. Mi manca tutto di lei. le discussioni, le risate, bere il suo tè assurdo, la musica insieme e fare l’amore. Anche se sono fatto penso a fare l’amore con lei perché accidenti a lei ci sa fare, ma soprattutto è lei ed è perfetto. Non ci voglio andare, in comunità, voglio scopare con la mia donna, stare con lei. e sono geloso adesso, in paranoia. Non penso che aspetterà un coglione come me, lei è viva, è forte, è solare anche se veste di nero. E’ il mio opposto. Io silenzioso, lei fa amicizia anche con i muri. Io non sopporto il genere umano, lei ha la pazienza dei santi. Io sono perennemente fra le nuvole, lei cucina mentre scrivo e mi porta il piatto sulla scrivania. Magari non mi accorgo nemmeno che è stata a cucinare per me, ma mi ritrovo il piatto con la roba già tagliata così non devo nemmeno perdere tempo a farlo io e scrivo rapido. Lei non solo mi capisce, ma mi ammira. Lei ammira uno come me. Lei! Legge tutto, mi aiuta nelle ricerche. Per la sua tesi ha fatto anche lei due anni di ricerche, in archivio. Visionava le lettere di Lorenzo De’ Medici, quelle autografe, scritte in calligrafia del quattrocento, nel latino del 400. Io me la vedo, al monitor a sbobinare, con il suo passi speciale, a ore. E’ da lei. Per questo capisce me, anche lei è così. Parlo di lei e sono Dominique. Penso ad altro e sono uno schifo.
Detesto il suo ex per quello che le ha fatto, perché la ferisce sempre, la tratta di merda e anche se lei riesce a farselo scivolare addosso io vorrei poterlo avere fra le mani. Poi ci rifletto e capisco che io sono mille volte peggio di lui.
E’ inutile, mi sento una merda. Nessuno era mai stato così con me e adesso la perdo. La sensazione è quella, non si scappa. E mi faccio. Capisci il gioco?
Fanculo, faccio schifo quando mi faccio, ma non importa adesso.
Nanni, è una merda. La comunità è una merda. I primi dieci giorni stai richiuso in una stanza per, ma dopo è peggio. Mi sono fatto 14 mesi e lasciamo stare quanto sia dura perché me lo sono meritato e basta, ma ne sono anche uscito stranito. Fuori era tutto assurdo, mi mancava l’aria ma ce l’ho fatta. Non avevo nessuno, ora ho lei. Mi spaventa molto non poterla sentire per mesi, nessun contatto con nessuno. Mando a puttane la mia vita e mi tolgo l’unica cosa che ora mi importa davvero. Stavo facendo pensieri assurdi in questi giorni, pensieri che non sono da me, ma ci sono.
Sono solo, ho un mucchio di soldi, non voglio figli. Allora penso che io Fr me la voglio sposare, così mi occupo di lei e non deve più arrancare con i soldi. Ognuno a casa sua, ma faccio l’uomo. Prima di dirglielo dovrò legarla e imbavagliarla, altrimenti chi la tiene quando si incazza? E si incazza di brutto, lo so.
Barcollo, mi eclisso, torno, sparisco. Se resto così non vivo, se torno e vado a fare la cosa giusta non vivo lo stesso e, inutile prenderci per il culo, ti dicono sei mesi e ci passi anni quando hai ricadute. Io anni non li butto al cesso a fare riunioni, condividere, fare lavoretti del cazzo. Voglio scrivere, ridere, scopare, vivere la mia donna, la mia casa, l’università.
Questi giorni sono così, sono giorni a termine ma stento a farli finire. Sono gli ultimi che ho, è brutto saperlo. Merda. Non c’è via d’uscita.
Peccato aver deluso anche te, non prendermi mai sul serio, o di esempio, o anche solo in considerazione. Le persone come me hanno l’insana abitudine di distruggere tutto ciò che sfiorano. Ora non ha importanza, però.
Mi manco.
Notte, man
07 Aprile 2011
Yagè l'allucinogeno?
quando bevi quell'intruglio ti dura più dell'lsd, ma ha una cosa che detesto e che tanto succede a tutti, te lo fa venire duro e non è divertente per nulla. le visioni te le ricordi tutte all'inizio e vedi dei mostri notevoli e poi il nulla perchè non reggi e dimentichi dove sei e con chi. non so, preferisco gli oppiacei purtroppo. droghe che non fanno esistere, che ti annullano sul serio i pensieri. a quelli è sempre stato un fottuto casino dire no.
No, non ti spezza il cuore chiunque.
Una donna che spezza il cuore di un un uomo in poco tempo lo sta davvero facendo innamorare. due le conseguenze possibili dopo il cuore spezzato, o ti innamori ancora di più e allora ti fotte bene bene o ti allontani per sempre, e in un certo senso sei fottuto uguale. nessuna via di mezzo con le donne così. Sono le migliori, porca puttana.
Almeno hai messo in ballo il cuore, rende vulnerabili come non mai, ma vivi. ne vale la pena.
Quindi mi preoccupi, ma sorrido. Oppure sorrido ma mi preoccupi. Sorrido di te e di me.
qui ho trovato gran parte di quello che cercavo, in teoria. in pratica non sta andando come pensavo e so che sto deludendo molte persone, prima di tutto Lei e il Vecchio prof.
Mi viene estremamente naturale questo desiderio di non esistere, non sempre riesco a farci i conti egregiamente. A volte ho ceduto al desiderio di sparire, per non dover affrontare proprio niente. Detestabile sensazione, la vittoria. dopo c'è sempre il vuoto.
Quando i pensieri premono troppo forte sembra necessario uno stop. è che alla fine sono un coglione, troppo arrendevole probabilmente.
Se c'è da buttarsi nella merda fino al collo sono il primo della fila in questi giorni, mi sto sputtanando tutto lo sputtanabile ed è una sensazione del cazzo che non mi scrollo di dosso. Non va bene, e sto cercando di farla andare bene nel modo sbagliato. A volte ti viene dato un istante in cui devi decidere e quello che deciderai cambierà tutto. ecco, non sono stato un granchè furbo ultimamente, non ho preso delle gran decisioni. Lucidamente non consapevole delle conseguenze perchè ho scelto di non pensare in quel momento. avrei potuto pensare mille cose, tutte contro, ma non ho pensato proprio. credo di avere un ottimo istinto per i guai grossi.
Ti dico molto francamente che di me adesso me ne frega poco. arrivi a un certo punto che può succedere qualunque cosa e probabilmente non faresti una piega per quanto te ne fotte. Me ne frega di Lei, però. di lei me ne frega molto. In questo momento ti dico che rimetterò tutto a posto, magari fra un minuto cambio idea e rimango qui in questo cassetto. Non mi va di tornare adesso, preferisco questa stasi.
E' assurdo. stasi implica mancanza di movimento, ma invece i miei pensieri viaggiano a mille. eppure rimango bloccato da tutto questo pensarsi addosso. Sono stanco, usurato.
Sono stato al telefono due ore con Fr, la Wind mi farà un monumento. Mi succede di voltarmi e stupirmi che lei non ci sia, tanto è dentro di me.
E' diventato difficile scrivere. buonanotte, uomo.
01 Aprile 2011
la gente non ascolta mai. semplicemente si annoia a sentire i cazzi tuoi, si vede benissimo. Lasciali parlare e stanno ore, parli tu e si disinteressano in trenta secondi scarsi.
io non parlo quasi mai, infatti. alla fine conta poco ciò che pensano di me o della mia vita.
frequento anche poca gente. Un amico sposato e con tre figli collega di lavoro, il vecchio prof che adoro ed è come il padre che non ho mai avuto, gli studenti. Molti studenti, a dire il vero. Sono forti, alcuni e andiamo a cena insieme spesso.
sono stato troppo in giro in passato. feste, festini, rave... ho pisciato al sert per anni per questa vita e ho passato troppe notti con sconosciute/i che non ricordo nemmeno. Pessima abitudine, alla fine non ti da nulla. Mi sono fatto anche un annetto in una comunità, spedito a forza dalla Genitricia dopo che mi aveva beccato nel parco della villa in acido, di notte. Il vecchio prof mi ha aspettato, ha avuto fiducia in me. L'unico che ha capito.
essere nobili viziati è uno schifo. ricevi soldi in cambio di tate, freddezza e psicofarmaci. Mia madre mi drogava già da piccolo perchè era convinta che avessi qualcosa che non andava.
A otto anni l'ho sentita dire a una zia che avrebbe preferito che fossi un pò meno bello ma più sveglio. Da allora non le parlo quasi mai. Sveglio credo di esserlo sempre stato, solo che lei non capiva un cazzo.
sai cosa? Fr è molto forte, la donna più dannatamente forte che abbia mai conosciuto, ma ha dei lati così fragili a volte che fa paura. basta un attimo e cambia tutto. devi saperlo vedere perchè lo nasconde bene. Non chiede mai aiuto e devi essere tu a proporti... le sto insegnando proprio che deve chiedermi aiuto. Può farlo, io ci sono. magari non la chiamo mai, ho sempre il cell spento, magari me ne vado a Praga e a berlino e poi a Maastricht, ma ci sono. Voglio esserci ed è la prima volta che mi interessa fare parte dei casini di qualcuno. Amo le sue fragilità, la rendono meno dea e più umana.
l'altra notte ballava sul letto cantandomi islam punk. l'ho amata alla follia perchè mi fa ridere come mai ho riso nella mia vita. Una donna che ti fa ridere e fa l'amore con te così, ti ascolta, ti aspetta, ti capisce è talmente incredibile che ogni giorno sono stranito. dov'è l'inghippo????
Insomma, è una bella cosa. Non credevo, non ero pronto, ma come te aspetto e vedo cosa accadrà.
Io l'ho trovata a quasi 40 anni, tu a 22. Sei fortunato. o forse no.
non pensiamoci.
non pensiamo e basta
mi piaci, sei grande.
31 Marzo 2011
Fanculo a tutti.
Pensare sempre agli altri, altri che invadono il mio spazio vitale, che mi soffocano.
Sempre questa sensazione, da che mi ricordo di essere al mondo.
Mi ricordo di mia madre che mi soffoca di attenzioni, di amici che mi cercano e mi vogliono lì presente, ma io, Fr, non sono quasi mai presente.
Che significa che tutti devono necessariamente entrare in contatto con il mondo interiore?
Io ho il mio interruttore personale, qualcosa che non controllo nemmeno più di tanto, che si accende e via tutti.
Difesa
Necessità
Ha importanza definirlo?
Succede da sempre.
Ti ho già scritto che ogni intromissione di fatto non autorizzata da sguardi o gestualità precise viene vissuta come invadenza inaccettabile.
L’unico motivo per cui tu sei qui con me è perché non ti ho mai vissuta come invadente.
Ho il mio mondo del cazzo, i miei pensieri e se sto con te a parlare seduti a un tavolo al bar Torino che vadano affanculo tutti perché è quello che voglio.
Sono intransigente, assolutamente intollerante a tutto quello che non sia una mia precisa volontà.
Odioso, lo so, ma sono così.
Me ne vado, sparisco. Più sei stato invasivo più diventa eclatante e immediata la fuga.
Me ne fotto di ferire chi abbandono.
Cazzo.
Lo dico proprio a te.
Mi ricordo in questo momento che sarebbe opportuno essere dotato di sensibilità. Almeno in questo caso.
In fondo sono appena tornato da una fuga da te che mi si è ritorta contro trasformandosi nella mia più gloriosa sconfitta, nella ammissione di Dominique che Dominique ha assoluta necessità di vivere con Fr.
Sono così addestrato alle fughe, anni di penoso e delirante addestramento, che ho semplicemente confuso i miei sentimenti per te per qualcosa di incontrollabile.
Uhm. Sono incontrollabili, in effetti.
Piccola mia, capisci la confusione, accidenti. Voglio dirti che se sono scappato da te non è stato per intromissioni non tollerabili, ma per paura di non controllare. Io controllo sempre tutto, tutto.
Mi sforzo da anni di controllare perfino l’incontrollabile Puttana.
Con te mi sono dovuto violentare e lasciar perdere ogni controllo.
Scusami Fr, ma anche no. Dovrei chiederti scusa di essere quello che sono e non posso scusarmi di questo. Ma so che tu capisci.
Mio dio, ho questa cosa che penso tu capisca sempre e invece sei anche tu un essere umano e soffri.
E’ ok?
Si, lo so che lo è.
Sto facendo il coglione insicuro, Fr, dammi un calcio cazzo.
Piccola mia, tu non fumavi le Philip Morris marroni. Avevi cambiato sigarette da una settimana. Erano delle orribili Diana blu.
Sempre nel mio mondo, si. Ma guarda un po’ come mi ricordo di te!
E ti dico anche che la tua Smemo non aveva più la copertina blu, era rimasto solo il cartone grezzo. E non hai scritto, imperdonabile mancanza, che io ti ho sfiorato le dita quella volta.
Insomma, testona del cazzo, non solo ti ho invitata al mio tavolo e abbiamo preso insieme il cappuccino, ma ti ho anche preso la mano. No, dico.
Non puoi non ricordarlo, mi offenderesti oltre ogni limite perciò anche se sei in ufficio vedi di rispondere immediatamente e di dimostrami SUBITO che ti ricordi anche tu.
Idiota.
31 Marzo 2011
"non mi far pensare a quando ritornerò alle scopate da quattro soldi."
Sei peggio di me. Io sono scappato via a Praga ma tu dai già per scontato che finirà. Forse no.
Un pochino bisogna crederci, dai. Proprio perchè ti prende così ed è sesso meraviglioso.
Dice molto, il sesso. Quando fai l'amore sul serio è talmente bello da farti sentire completamente fatto per giorni. E' talmente difficile trovarti alle perfezione con qualcuno che quando succede non devi già pensare che finirà, devi solo goderti l'attimo.
Non la inviti a casa tua. ci stavo pensando. Non ti sei lasciato andare del tutto? E' una difesa contro la routine? forse semplicemente lo farai fra poco.
vedere la camera di qualcuno è entrare nel suo intimo ed è rischioso. Io non invito mai nessuna da me, è il mio mondo perfetto, il mio territorio. ho dormito in molti letti, ma poi me ne venivo via rapidamente. Ora condivido la mia casa per qualche ora e non è un problema, anzi, mi fa piacere che ci sia lei. rende la mia stanza ancora più perfetta.
Anche perchè non sposta nulla e non mi pulisce nulla.
Ma la tua cà non si scompone se dormi da Fr? O se pensi di andare in vacanza con lei quest' estate? di solito i rapporti si rovinano a causa di queste gelosie.
Io e Fr non siamo gelosi, ma non credo sia la norma. Il suo ex è terrificante da questo punto di vista e causa non pochi problemi.
ieri sera è piombato all'improvviso e francamente mi fa girare i coglioni perchè quando c'è lui non so mai come va a finire. urla, mani addosso... e io che sono lontano e invisibile.
proteggere la propria donna è un istinto troppo forte. Non so quanto ce la farò a resistere.
Sei uno che spacca. Sei un grande! Fr mi ha detto delle gare, è bellissimo. Si, goditela questa vita!!!
vado in università, ho dei pallosissimi colloqui per la sessione degli esami. Siamo in piena sessione, purtroppo...
30 Marzo 2011
Questa è una mail di rimprovero, piccola mia.
E’ veramente opportuno che adesso tu prenda del tempo per te. Rilassati e rifletti sul fatto che non stai vedendo le cose in modo lucido e oggettivo.
La logica non la considero nemmeno quando si tratta di te.
E non è un complimento, credimi.
Merda, invece lo è.
Non ti rendi conto che sei proprio tu che hai il potere delle cose. Sei il fottuto centro di gravità del tuo stesso impero. Crei, distruggi. Lo vedi?
Se ti siedi sulle scale con un libro in mano e ti fissano, fanno bene.
Tu, nella tua testolina viziata dal tuo stesso pensiero, rifletti solo sul fatto che ti fanno sentire diversa e ti isoli. Bene.
Ora fai un passo indietro e guardati. Una persona che legge un libro manda, prima di tutto, un messaggio chiaro: non disturbatemi, sono nel mio mondo.
Soltanto dopo chi ti vede può riflettere sul fatto che stai leggendo un libro in un luogo dove tutti stanno chiacchierando o comunicando fra loro in qualche modo. Libro, cultura, stranezza. La cultura è strana, sembra una roba d’élite. Un libro, per chi non legge, equivale a cultura.
Per chi legge un libro è solo un libro. Tempo, pensieri, magari anche un libro di merda. per chi ama i libri, un libro è solo Vita. Niente di che. Sono gli altri che lo guardano come un oggetto a cui dare mille altri significati oscuri.
Un libro in pubblico, ci vuole sbattere in faccia che lei legge e noi no?
L’ottanta percento della gente pensa questo.
Mi sono perso, come al solito.
Ok, guarda al messaggio primario: sei un mondo a parte. Lo sei perché lo vuoi tu.
Se tu posassi il libro, scendessi quelle scale e ti mischiassi a loro avresti dei contatti, dei sorrisi. Lo sai fare.
Se non lo fai è perché non ti va.
Inutile stare a far caso alle occhiate della gente, fottitene. Una volta che hai capito che sono nelle tue mani, fottitene di loro. Sono solo il tuo passatempo, un tamagochi.
Non è cinismo, ok? Pensaci. Sei sufficientemente intelligente da capire che reagiscono sempre con risposte standardizzate. Scommetto che se vai da una mamma e chiedi quale è sua figlia e poi dici anche uh, brava, pattina bene, questa mamma inizierà a chiacchierare con te. Sorridendo. Ti chiede di tua figlia, conversazione che va avanti, magari ti farà anche piacere se ti dirà che Dè è bella, brava.
E’ ovvio.
Se vai da una mamma e ti metti lì in silenzio ma sufficientemente vicino da creare una connessione umana, ti parlerà per prima. Basta che la guardi tre volte. Massimo quattro.
Non vale solo per le mamme, vale con qualunque persona stia facendo la tua stessa cosa nello stesso momento.
Si crea quella connessione momentanea che ti fa sentire che puoi trascendere quel certo educato distacco dal tuo prossimo e potete parlare. Il tutto limitato alla contingenza, chiaro.
Non mi sento molto efficace oggi, ma spero tu riesca ad andare oltre alle parole in sé per capire Dominique. Stasera sarà dura e non so perché.
No, penso di saperlo. Ma non ho voglia di dirtelo adesso.
Piccola Che, la verità è semplice. è a te che non va, sei tu che ti senti diversa e stai dando troppo cervello a chi di cervello non he ha molto. Popolo bue, reazioni prevedibili. Blando sollazzo del bisogno di socialità per chi ama l’isolamento mentale.
Ho bevuto troppa acqua. Vado in bagno.
Chissà se la sensazione di dover pisciare è uguale in maschi e femmine. Intendo fisicamente. Uhm, era chiaro. Vado.
Noi élite stiamo proprio bene. Ci innalziamo dalla massa, la vediamo per quello che è, fa male ma è sempre meglio la verità, no? Le élite stanno sempre bene e quando riconosciamo qualcuno come noi siamo felici.
Ma alt.
Non vorremmo mai che tutti fossero come noi. Noi pensanti non vogliamo un intero mondo di pensanti. Ahi. Ci toglierebbe il sale della vita. Tutto il gusto è essere élite.
Sono un dandy, piccola mia. Non posso prescindere da questo.
Quindi sii felice di essere quello che sei.
Meno seghe mentali, più sorrisi. I sorrisi portano a grandiose scopate mentali. Infinitamente più soddisfacenti delle seghe.
Detto da me sembra blasfemia. Ci credo sul serio, Fr.
Questo caminetto lo adoro. L’idea delle due poltrone alla Sherlock Holmes è stata azzeccata. Senza modestia posso dire di essere un eccellente arredatore. Certi cliché sui gay temo siano appropriati.
Seduti su queste poltrone di velluto, facciamo i dandy, io e te. Mio compagno di chiacchiere e sollazzo dell’anima. Lo so, sei una femmina. A volte tendo a dimenticarlo.
Questo è un complimento.
Le donne in genere sono fastidiose. Molto. Mosche del cazzo che ti ronzano intorno con quel rumore che ti penetra il cervello.
Ansie, nevrosi, tragedie, ormoni, trucco e tacchi, voce alta, troppe risate stonate. Io le femmine troppo spesso non le sopporto. Stronze che non siete altro, sapete capirci meglio di quanto noi non facciamo con voi eppure siete delle merde più di noi.
Per questo tendo a dimenticare che sei una femmina. Per me sei un grandioso compagno di chiacchiere e una donna meravigliosa da scopare.
Prendilo come un complimento anche questo e non spaccarmi con la forma. Scrivo quello che mi viene e i miei pensieri non li infiocchetto per te. Per nessuno. Ho il vantaggio, con te, che sono certo che capisci.
E mi viene in mente: nella fricassea devo mettere il tuorlo e basta o tutto l’uovo?
Vedi di rispondere veloce almeno a questa domanda, altrimenti mi tocca chiamare mia madre. Capisci bene che non è assolutamente il caso di costringere il tuo uomo a un tale supplizio.
Ok, no. Ho ancora da scriverti ma devo cucinare.
Fanculo, ho chiamato mia madre. Noiosa pedante velina della terza età del cazzo. Sono convinto che quando va dai dottori si mette il suo vestito più bello, valletta sorridente di immaginari tumori o crisi cardiache. Dieci fottuti minuti di merda per dirmi una stronzata. Non mi è venuto in mente, potevo controllare su internet. Diavolo, se sono vecchio. Mentalmente sono rimasto al commodore 64.
Non guardare me. Io ti dico del mondo, ma faccio cagare. Faccio il profeta del cazzo ma la mia vita non segue i parametri mentali che mi sono creato.
Il problema è questa disconnessione di fondo fra me e la realtà.
Siamo noi che creiamo il mondo che ci circonda, non viceversa. Siamo assolutamente in grado di cambiare la realtà basandoci sui nostri pensieri e le nostre azioni. Possiamo creare reali cosmogonie semplicemente con il pensiero, partorendo realtà-riflesso della nostra mente.
Io non sono connesso da tempo. Forse nemmeno lo sono mai stato. Quello che creo rimane incastrato fra la coscienza e l’agire. Non vedo la realtà quando interagisco con essa. La vedo solo se siedo lontano. Non troppo, ma lontano.
Siedo?
No, non sto mai seduto a leggere la realtà. Cammino sempre.
Leggere. Ecco, per me la realtà è come un libro. La prendo in mano e la leggo, ma non la vivo. Questo mi impedisce di essere reale ai miei stessi occhi. Non mi riconosco.
Ogni essere umano ha dei bisogni primari per essere felice e da questi non possiamo prescindere. Uno di questi è, visto che siamo animali sociali, essere riconosciuti dalla società. La società è lo specchio che riflette l’idea stessa che abbiamo di noi.
Io non rifletto un cazzo. Mai. Ma tu si. Anche Nanni. Nanni più di tutti.
Scrivo e penso da coglione, mi dispiace. Oggi non va.
Non mi fare incazzare, sei una meraviglia, tu. Quando ti senti triste perché ti fanno sentire diversa mi incazzo. Sprechi le tue energie. Dovresti incazzarti con te stessa perché non riesci a essere davvero diversa.
Fallo fino in fondo.
Il profeta del cazzo ha parlato, tutti in riga. tutti ovvero tu.
Ho detto che la realtà è il riflesso della nostra mente.
La società è lo specchio che riflette l’idea che abbiamo di noi.
Se non sei felice, piccola Che, devi cambiare l’idea che hai di te e cambierà la tua realtà sociale. Starai bene perché avrai ciò che comunichi e comunicando crei opportunità. Per cambiare l’idea di te finiscila di girare intorno agli stessi pensieri obsoleti e noiosi e osa volare più in alto.
Vai dove l’altezza toglie il respiro, abbi il coraggio di guardare con le vertigini dentro e vedrai come riuscirai a entrare in contatto con te stessa.
Quando sarai tornata vedrai tutto in modo diverso. I pensieri che credevi assurdi diventano reali, hai già cambiato la tua realtà, piccola Che.
E saprai esattamente cosa fare di te. Dai, manca poco, sono sicuro che ci sei quasi. Dominique adora avere l’onore di esserti accanto, sempre.
Dominique si è interrotto prima, non spaccategli le palle.
Mi correggo, Dominique non si è fermato prima, Dominique è andato oltre. Il profeta non è colui che vive, ma è colui che pensa. Mai visto un profeta finire bene. O matti o uccisi.
Penso che mi ucciderò da matto. Ma in modo elegante, credimi. Nessuno scempio di me e del mio cervello. Sarò matto simpatico e morto bello.
Fanculo a tutti.
Ah, stasera non va perché non posso venire da te, ma era chiaro. Mi sto sul cazzo, Fr. La gelosia mi deprime. Lo riconosco come un impulso irrazionale, non dovrei farmi fagocitare.
Esco.
Me ne vado a San Miniato a vedere un po’ Firenze ironica. Devo ridere di me, piccola mia, con questi morti che ne sanno più di tutti questi che respirano la mia aria.
Poi torno. E starò bene.
Sei mia. Mia. Mia. Ciao. A dopo.
Ah, metacomunicazione: lo so che leggerai questa mail ancora prima che io sia uscito, ma ti chiedo il favore di non rispondere. Ho bisogno di solitudine mentale e fisica. Ti chiamo io quando ne ho voglia, dopo.
E lasciamo perdere il fatto che ho voglia di scopare con te. Questo è frustrante. Merda.
30 Marzo 2011
come ci vedono?
Non mi vedono molto. Mio padre praticamente mai perchè ci stiamo cordialmente sui coglioni, ce lo siamo detto anni fa ed è meglio non fare finta.
come mi vede mia madre, la genitricia: un quarantenne gay che non le darà nipoti e per questo la fa disperare. Però si è creata un suo mondo ed è molto felice che io sia omosessuale perchè va molto di moda. lo dice con fierezza alle sue amiche anche se le ripeto da tre anni che non è vero. la sua risposta è sempre quel sorriso idiota senza senso che vuol dire "tranquillo, amore mio, mammina ti capisce" e come al solito non capisce un cazzo.
Comunque gay lo sembro davvero. lineamenti dolci, capelli lunghi, alto ma magro e vesto solo di nero con l'immancabile sciarpina di seta nera da venticinque anni.
Wow. In 38 anni mai fatto l'amore così. Sono ancora sotto shock
Mi dispiace un pò partire, ma ne ho una voglia matta.
Sto finendo il libro che metto insieme da due anni e non vedo l'ora. Mi servono ancora tre o quattro fonti ed è fatta.
29 Marzo 2011
Ho orari un pò assurdi in effetti. Da vent’anni preferisco stare sveglio di notte e dormire dalle sei, sette di mattina. Finito il liceo ho iniziato a fare come mi sentivo ed è venuta fuori questa vita strana.
Sono stato viziato da questo punto di vista, visto che i miei mi hanno dato un posto dove vivere quando avevo sedici anni e non mi sono mai stati tanto dietro.
Arrivo un pò tardi da Fr, stiamo insieme qualche ora e poi lei deve dormire. Mi dispiace andare via, quindi resto accanto a lei a fare le mie cose anche se dorme e me ne vado sempre prima delle sei e mezza. Sembra folle, ma si adegua perfettamente ai nostri ritmi di vita e ai suoi figli che non sanno nulla.
Io e te ci conosciamo proprio quando entrambi stiamo provando qualcosa di nuovo, di indefinito ancora.
No. Sono sincero, dai. Non è indefinito per me. Non più dopo questo viaggio a Praga e berlino.
E’ bene che cominci ad accettare che è capitato anche a me. Vogliono chiamarlo innamorarsi. Ok, mi adeguo, ma lo dico qui e solo in questo istante.
Ho passato la vita ad evitare accuratamente coinvolgimenti non graditi e proprio ora che mi ero abituato incontro lei. Non l’ho presa molto bene inizialmente.
Lei la ricordavo come le migliori scopate della mia vita, una specie di mito inossidabile, ma negli anni mi ero anche detto che è facile pensarlo quando si ha diciassette anni e gli ormoni a mille. Mi piaceva e sono scappato senza una parola. Non mi venivano, le parole. Come si fa a parlare quando sei assolutamente fatto di qualcuna a quell’età?
Quando l’ho rivista era diversa, ma era lei. Con la sua mente e la sua storia un pò pazza. Mi ha preso più di allora, perché c’è tanta vita in più dietro le spalle. Mi piace come ragiona, mi piace la donna che è diventata, mi piace che sappia di cosa parlo ma che abbia ancora da imparare e da condividere. Dove la ritrovo una donna che mi capisce se parlo in latino e poi mi fa impazzire a letto?
E l’ammiro molto, cosa da non sottovalutare. Cresce da sola questi tre bambini fra mille problemi e si gestisce una grande e difficoltosa famiglia allargata. Fanno tutti riferimento a lei, sempre, è come se Fr fosse il centro di gravità e tutti che le ruotano intorno. Si fa un gran culo, molto più di quanto la sentirai mai ammettere, e non posso che stimarla infinitamente perché comunque mantiene il sorriso e l’allegria. E’ forte, la mia donna.
Ti ha detto che il suo amico gay, Andre, le aveva chiesto di fare un figlio con lui due mesi fa? Doveva partorire e darlo ad Andre e al suo compagno e lei senza pensarci ha detto subito di si.
Mi ha fatto incazzare perché non pensa alle conseguenze, ma sono rimasto senza parole quando mi ha detto che aveva la possibilità di realizzare il sogno di un altro essere umano e questo non aveva prezzo.
Era una stronzata e per fortuna il dottore glielo ha vietato perché non può reggere un’altra gravidanza con tutti i problemi fisici che ha, ma in ogni caso mi ha fatto vedere la cosa da un’altra prospettiva, la prospettiva dei puri, di chi non si preoccupa di se stesso ma solo degli altri.
Mi sta insegnando molto, Fr. La mia solitudine adesso mi sembra una fuga da tutto e sto rivedendo molte posizioni.
Nanni, una donna che non mi dice nulla se mi alzo e scrivo per ore, anzi… mi guarda come se fossi l’intero universo… come posso lasciarla andare via?
Domenica sera parto per Maastricht, visita alla University e ad alcuni nostri collaboratori. Il vecchio prof si è incazzato non poco per la mia partenza improvvisa di due settimane fa e mi ha detto che se ho tanta voglia di fare il matto è bene che rifaccia le valigie e mi dia da fare seriamente per le nostre ricerche. Questa volta mi tocca chinare il capo, ma mi fa piacere. Con il carattere che ho non lo ammetterò mai con il vecchio e farò sempre la faccia annoiata, ma non vedo l’ora. Sono anni che voglio andare là, ci sono libri che voglio sfogliare di persona, mi servono molto. Una settimana, poi torno. La sete di conoscere non mi abbandonerà mai e ho sempre una fretta esagerata di consumare un libro, come se non avessi tempo dopo. In effetti ho sempre fretta di consumare tutto.
Ci pensi mai a quando sarai vecchio? A me non riesce focalizzare niente. Come se non dovessi invecchiare mai. Non mi ci vedo a sessant’anni, ecco tutto. E nemmeno oltre. Da sempre.
Sono felice che tu venga qui a Firenze. Fatti portare in giro per il centro, di notte. Se vi sedete su Ponte Vecchio a chiacchierare sarà una bella serata.
Torno a leggermi per l’ennesima volta Joyce, in attesa del messaggio che mi avverte che ha messo a letto i bambini. Poi vado… Buona serata amico mio.
28 Marzo 2011
Oggi sono allegro.
Donna! Sono allegro perché qualcuno ha pensato di lasciarmi lo yogurt nel frigo.
Mi sono svegliato da poco, molto rincoglionito.
Sai che non mi guardo allo specchio, ma certe cose non è necessario guardarle. Lo sai quando non stai bene. Credo di essere inguardabile. Questo mi mette dannatamente di buonumore.
Vado in cucina ed è un disastro. Sono il dio del disordine. Mi adoro e mi rifiuto di pulire, oggi.
Apro il frigo e scopro che la mia donna l’ha rifornito del mio yogurt.
Mi inchino a cotal dolce pensiero, mia signora. Hai reso il mio detestabile risveglio assolutamente perfetto.
Pausa. Vado a farmi una doccia.
Non so perché vado via e non ti invio la mail. Ha poco senso, forse, una mail dove blatero di yogurt e allegria, ma ho deciso che oggi me la voglio prendere comoda, anche con i pensieri.
Penso a quello che ho al momento e mi sento un uomo davvero ricco.
Ok, SONO davvero RICCO ma sai cosa intendo.
Ho te. Cazzo, solo questo pensiero mi fa andare in tilt tutto il sistema.
Ho il tuo bambino. Lo adoro. E’ un agitato spaccapalle ma vorrei poterlo crescere come un maschio pensante. Così, giusto ogni tanto qualche concetto buttato nel cervello. Poi se lo ritrova da grande.
Non è presunzione. Non penso di avere molto da insegnare, ma ho avuto la disgraziata sfortuna di vedere molte cose di questo mondo e vorrei trasformare questa mia attitudine di maciullare costantemente realtà per renderle positive per qualcun altro. Mi spiego, piccola Che?
Se sono stato un coglione io vorrei non lo fosse lui. Molto molto riassunto.
Merda. Mi sto già annoiando di me.
Ti chiamo. Me ne fotto se stai lavorando.
Prima però mi mangio un altro yogurt. Il mio stomaco funziona di nuovo bene, così anche i reni. Grandioso. Vedi che è una giornata bella? Quando un uomo digerisce e piscia da dio va già bene. Cosa cazzo mi serve di altro?
Una cosa.
Ma sei a lavorare. Ok, ti chiamo. Lo yogurt me lo mangio dopo.
Sei una cazzo di stronza tentatrice.
Lascio da parte volentieri la filosofia e i pensieri pesanti per te. Discutere con te di pratiche sessuali in modalità Spock è afrodisiaco. La logica e l’ironia sono i migliori afrodisiaci, sempre convinto.
Sono decisamente del partito fare e non parlare, ma visto che sei in quell’ufficio mi adatto volentieri.
Programma della mattina:
Primo: finisco di arrotolare i cavi perché ci ho inciampato sei volte in mezz’ora. Imbarazzante. Mi sento un adolescente alla scoperta del suo nuovo corpo nella dimensione spazio-tempo. Secondo me mi verrà l’influenza.
Oppure sono un coglione e devo rimettere i cavi a posto. Eh, infatti. Era il primo punto del programma.
Merda, questa erba è grandiosa. Sono già fatto di mattina presto. Per me è presto, ma mi rendo conto che fra un po’ esci dal lavoro.
Col cazzo metto a posto i cavi. Devo finire il canto dell’Iliade sullo scontro fra Ettore e Achille. Immenso. Fr! Immenso!
E’ un Achille trasfigurato dal dolore. Muore diverso. Muore Uomo, forgiato dal lutto, spezzato dentro. Non riesco a immaginare un dolore più grande del tuo amore che muore. Credo si capisca in un solo istante quanto siamo deboli, soli, vuoti. Un dolore che non si può immaginare, figurati sopportare. Si muore d’amore? Secondo me si. Io, dentro, morirei se tu non ci fossi più. Non sono solo parole, credimi. Mi farei subito uhm ok, lascio stare.
Avere le palle quadrate è roba per Mel Gibson.
Le mie temo di averle consegnate a mia madre in cambio della mia libertà. Me le riprendo quando me ne vado prima di lei, lasciandole nobili lacrime ipocrite che verserà su una lapide inesistente. Cambiamo registro, va. Mia madre semina merda anche nei miei pensieri, oltre che nella mia vita di maschio unico e obbligato a sensi di colpa pro-valium. Potesse mi cambierebbe completamente. Le lascio la soddisfazione di farlo quando sarò morto. La ragione dei bischeri, no?
L'unico vero uomo è Paride. Siamo preda dei nostri istinti, delle passioni, ogni uomo ha fatto un sacco di stronzate in nome delle passioni. E siamo deboli esattamente come lui. Deboli e paurosi. Paride è il mio preferito, non Ettore o Achille. Mi tiro fuori dall’eterna disputa che divide gli ettoriani dagli achilliani. Io sto decisamente con Paride. Che detto fra noi alla fine è il migliore, perché uccide l’invincibile Achille e esce vivo da Troia. Con Elena. Capisci? Tutte queste menate dell’onore, gli amori, la patria ci hanno sempre e solo portato alla morte. Non bella, di solito.
Quello che fa vivere davvero è seguire le passioni. Anche le più idiote. Almeno siamo fedeli a noi stessi e non a ideali preconfezionati. Se facciamo cagare, facciamo cagare in modello unico.
Però capisco che sia necessario che una donna debba parteggiare per Ettore. Il mondo va avanti grazie a voi, bene che pensiate che esistano uomini come lui.
Queste cazzate che vi bevete fin da bambine ci danno la possibilità di scoparvi. Quando capite che sono stronzate e siamo tutti infiniti Paride o Groucho o Eugene è troppo tardi, ce l’avete già data.
Vedi bene quanto sono allegro stamani. Mi dispiace per te perché questo mio stato d’animo si traduce in voglia di becchettarsi. Donna, mi diverti.
In ogni caso sai perfettamente che sono serissimo e realmente penso che vi mangiate nuvole dalla culla.
Carine che siete.
Non vi vedete la clitoride (Jacopo Fo docet sul femminile del) e sublimate la sua assenza con sogni afrodisiaci. Io, in quanto maschio, lo vedo bene cosa ho fra le gambe. Pochi voli mentali, credimi. Seghe più che altro.
E rido perché mi ricordo la voce che si era sparsa a scuola sul tuo comitato. Te e la Francesca Morelli che create il Comitato delle Donne. Uhcazzo, chiaro che veniamo subito a vedere cosa sia.
Si, anche Dom che si bacia con i maschi.
Prima riunione: I Dialoghi della Vagina.
Lettura del capitolo sulla masturbazione femminile. Di gruppo. Sguardi fra voi ragazze, erezioni poco opportune fra noi uomini.
Siete idiote o cosa? Siamo adolescenti con gli ormoni a mille e di cosa parlate, voi?
Mi stupisco, Franci, che osi ancora rinfacciarmi di aver fatto sesso con te senza nemmeno averti parlato. Cazzata. Abbiamo parlato per tutta la riunione. Continuamente e mi hai sfinito porca puttana. Scoparti è stato il minimo. Riscoparti, perfetto.
Cani di merda. Hanno cagato sui cavi. Ci ho messo mezz’ora a pulire. No, rettifico. I primi dieci minuti mi sono rollato e fumato una canna per trovare la forza per vincere la fatica di pulire. Mi viene da ridere, avrei dovuto mettere a posto i cavi e invece stavo scrivendo a te.
Dovrei rivedere le mie priorità, non mi va che tu sia in cima alla lista.
Mi declassa a uomo innamorato.
Mi dispiace per te ma io sono molto più di questo. Sono Dominique Innamorato di Fr. Cazzo se è diverso. E siccome tu sei una persona speciale la tua specialità mi abbraccia continuamente e divento speciale anche io. Diavolo ho scritto? Non ci ho capito un cazzo.
Colpa tua per i cani. Non perderti in chiacchiere e corri al prato. Sushi? Ok, sushi.
Fanculo piccola Che, sei troppo dentro.
Ciao
Dom,
il figlio illegittimo di Vampire Hunter D e Georgie.
Per la figlia illegittima di Baoh e Lady Oscar (la più spettacolare donna dei cartoni. E con questa ho detto la mia più grossa gayata della storia. No, il fatto che adoro la Straisand le batte tutte. )
:D
ah, mentre vieni in qua risolvi:
80
70
16
6
11
elementari?
se non indovini mi pulisci la cucina
se indovini ti insegno quel passaggio stanotte. Giuro.
28 Marzo 2011
cosa è la normalità?
Mi annoio perchè quando finisce il click del sesso è finito tutto per me, da sempre. Anzi, spesso non comincia nemmeno.
Storie? Mai. In quarant'anni quasi! Sfortuna, misantropismo, cinismo. mah. Non me lo chiedo nemmeno più.
quando il sesso diventa scontato, facile e abbondante probabilmente si perde di vista il romanticismo, quel romanticismo che ti fa pensare di essere innamorato
odio con tutto me stesso il ti amo. Non vuol dire un cazzo.
ti amo lo dicono tutti, continuamente. Una frase così abusata non può rispecchiare i miei sentimenti. Ti amo si dice alla donna che vuoi accanto ma io non voglio donne accanto.
Voglio chi accanto non è, chi ha la sua vita e non vuole mischiarla con la mia. Io sono io e non voglio perdermi dietro alla routine di un rapporto che finirà per stancarmi.
Dormo di giorno, lavoro di notte, sto quasi sempre solo, detesto le chiacchiere inutili e le perdite di tempo.
Faccio solo quello che mi sento giorno per giorno.
trovare una donna che la pensa come me è stato quasi un miracolo, ma anche questo alla fine mi spaventa.
E' come se vivendo un amore lo si deteriorasse.
Fr non dice che ha più paura di me, suppongo. Ha paura perfino a dire il mio nome a voce alta e mi chiama Alieno. ma era così anche vent'anni fa, quando stavamo in silenzio e parlavano solo gli sguardi. Una storia di sguardi e sesso che adesso è un sentimento strano e forte. E' appartenersi senza appartenersi e se questo è strano per il mondo è l'unica soluzione per noi due e le nostre vite.
Sei una persona magnifica, parli come un santo dannato. troppo buono per questo mondo, troppo cinico per lasciar andare il cuore.
Eppure sei fatto di cuore.
Si, insegno.
Dottore all'università, dietro a un vecchio prof capoccia della facoltà. sono un pigro, sono rimasto sempre con lui perchè mi da la possibilità di insegnare ciò che voglio ogni anno. letteratura italiana, che significa tutto e nulla... una scelta molto ampia a ogni sessione. La contropartita è che mi tocca correggere decine di tesi, fare gli esami e fare i colloqui con gli studenti.
Buona serata. Vedi Lei? io credo proprio che verso le undici farò una capatina da Fr. Due settimane senza vederla sono state troppe...
28 Marzo 2011
Si, si cambia ma non si cambia.
Fr era così come è adesso anche a diciassette anni, quando l'ho conosciuta.
Però è anche tutta diversa. E' strano, ma penso tu capisca.
si cerca di modellarsi sul mondo e sui prototipi di vita che ci impongono ma alcuni di noi semplicemente non ce la fanno. Fr la ammiro perchè ha sempre fatto come voleva lei, alla faccia di tutto e tutti e se la cava da sola. ha pagato un pezzo alto per ogni scelta che ha fatto ma penso sia la donna più forte e cazzuta che abbia mai conosciuto.
Questa sua indipendenza per me è la manna dal cielo perchè le da la capacità di accettare tranquillamente che le nostre vite non combacino. E ti assicuro che non voglio che combacino mai.
sarebbe la fine di tutto.
Anche io mi sono sempre annoiato mortalmente. Molto sesso, niente sentimenti.
parlano e mi annoio.
Ho il mio mondo che mi è sempre sembrato più interessante e reale dei sentimenti per una donna, ma si può rimanere fregati e te ne accorgi nel tempo. Anzi, no. Cazzo, te ne accorgi subito ma lo accetti nel tempo.
spero. io sto ancora lottando per accettarlo!
28 Marzo 2011
A 22 anni ero come te, si sta di merda.
Ogni pensiero ti cambia prospettiva ma ti conferma anche che sei sempre tu. Sono troppi pensieri.
ogni tanto vorrei fermare tutto e darmi tregua.
Forse anche tu.
non cambia, anche a quasi 40 anni. sei sempre il solito coglione strafatto di idee e di scrittura che arranca maestoso. io arranco in questo mondo che non mi appartiene, ma arranco con un mio senso. Purtroppo sono diventato molto solitario. Vedo già troppa gente al lavoro.
le donne ci fottono, se trovano la strada per il trittico mente, cuore, pacco. (quanto hai ragione!!!). Siamo senza difese.
Io torno da una fuga, lo sai. Sono idiota, sono troppo preso di lei e cerco di resistere.
Scarsi risultati.
Lei è talmente fuori dagli schemi che non ero preparato ad affrontare uno sconvolgimento così intenso.
Anche tu stai prendendo una bella botta, eh...
La verità è nelle sfumature, come scriveva Bukowski... (la canzone dei folli, mi pare)
Ci sono persone che ce l'hanno nei geni, le domande e che vivono semplicemente in una totale e lucidissima follia.
Tu sei così.
Hai tutta la mia stima.
Dio, scrivi in modo assurdo, toccante e geniale. Sei scrittura assoluta.
Quelli come te o si fottono il cervello e diventano immortali, ma in ogni caso si fottono la vita succhiandone il meglio. (e il peggio).
Sentiamoci quando vuoi, mi piaci!
Fa un inchino e se ne va.
Intanto lo spettacolo va avanti.
No, non era l'attore principale.
Indubbiamente esiste un mondo interno e un mondo esterno. Indubbiamente dovete asserire che con l'adozione dell'uso del linguaggio questi due mondi si trovano a comunicare in maniera sempre più accelerata. Quante più parole nuove assimiliamo fino al raggiungimento di una comunanza di linguaggio universale parlato tanto più questo rapporto mondo interno mondo esterno si riempie di imput dovuti alla velocità di risposta da un mondo all'altro. Pensate all'inizio della creazione del linguaggio parlato, piccoli versi accompagnati da tanta fatica gestuale per imprimerne l'impronta nella testa dell'ascoltatore. E percorrete in ordine immaginativo il corso dell'evolversi del linguaggio comunicato degli esseri umani. In crescendo e in velocità sempre più esponenziale stiamo arrivando a una quasi fusione fra il nostro mondo interiore e il mondo fuori in un risultato finale di caos totale. Pensate a quanti io possiede un uomo e pensate ad un ambiente dove quest'uomo riceve tantissimi imput: impazzirebbe. Questo avverrebbe perché ad ogni imput esterno corrisponde un imput interno che si adegua alla domanda generando una risposta o comunque viceversa. Questo implica il sorgere automatico nell'individuo di tanti io tanti quanti sono gli imput ricevuti. In una situazione di troppi imput all'esterno e quindi caos esterno corrisponderebbe una risposta e l'adeguamento dell'individuo a ciò che è fuori generando caos al suo interno. Tutti gli individui presenti rispondono in pari misura dall'interno per quanti stimoli percepiscono dall'esterno. Il confine fra i due mondi siamo noi in quanto materia e strumento d'interazione fra imput che altri non sono che frequenze. Non facciamo altro che muoverci su piani di frequenze, l'universo è un immenso corpo vibrante e tutto ciò che vibra è il mondo per come lo vediamo, sentiamo, percepiamo. Dovete pensare all'universo vibrante come ad un colibrì che ad una velocità pazzesca sbatte le ali per rimanere sempre in volo e che se così non facesse morirebbe all'istante. Nel momento in cui noi moriamo smettiamo di vedere e percepire l'universo per come lo conoscevamo, ci fermiamo e non vibriamo più. C'è nell'universo un vibrato e un non vibrato: La dicotomia in qualsiasi aspetto della vita che ci fa pensare alla realtà come ad uno specchio che guarda se stesso.
se volete che qualcuno vi entri nell'anima; imparate a mettervi a pecorina bestie
E me ne stavo fermo, nell’immobilità di pensiero che mi ero gioiosamente costruito intorno, reduce da consapevoli fughe e fittizie rassicurazioni, vomitando civiltà e obblighi, contorcendo abitudini nel buco nero della non esistenza.
Bolla di benessere assoluto.
Quella sensazione che non sia SE ma QUANDO.
Prima o poi succederà, è un gran rompimento di coglioni non cedere mai a me stesso. Mentre aspetto di, mi godo la vita.
28 Giugno 2011
Era allegro e ha riso un sacco. Ha fatto l’amore con me tre volte. Ha cucinato da dio e ha festeggiato il mio compleanno. Abbiamo parlato, riso, suonato, ascoltato musica, parlato ancora tanto. Era tranquillo. Era FELICE e me l’ha detto. Stamattina mi ha svegliata e ha rifatto l’amore con me. Mi ha detto che avrebbe dormito qui da me. Sono andato a lavorare felice. Era troppo figo con i pantaloni indiani senza maglietta, i capelli lunghi e spettinati sempre sugli occhi. Al lavoro ho guardato fb, ho visto che mi ha postato 3 canzoni troppo importanti per noi due per postarle tutte insieme. Ho avuto paura e sono uscito di corsa per andare da lei. Per la strada pensavo che non l’avrei trovato, che stavo sbagliando tutto, era a casa mia. Ma sono andata a casa sua. Cazzo. Cazzo. Ha calcolato tutto. Ha fatto in tempo lo stesso a farsi di eroina. Già non aveva battito, se ne era andato da almeno un’ora ma io ho provato tanto tanto porca puttana e ho chiamato i medici lo stesso. Mi ci sono sfinita e poi ho visto la lettera dove diceva esattamente i mg presi e a che ora e di non rianimarlo perché ne ha presa talmente tanta che non ce l’avremmo fatta a riportarla questa volta. Era per il medico, che è arrivato e non ha nemmeno provato. Ha constatato il decesso e basta. Mi sono messo accanto a lei e non so quanto ci sono stato ad abbracciarla. Ho urlato e pianto ma non potevo lasciarla, capisci? Poi gli ho messo la camicia perché odia farsi vedere dagli altri e nessuno deve toccarla. Non so, ho perso il tempo. Volevano sedarmi ho detto col cazzo. Ogni istante con lei e basta. Lasciatemi stare. Ho avvertito sua madre. Sono arrivati e lei ha urlato tanto e ha dato la colpa a me. Ma non me ne frega, è una mamma. La capisco. Le ho fatto vedere il testamento. Ha validità e anche lei deve fare come vuole Dominique. E’ stato rigidissima. Niente funerale, vuole essere ricordato per come era e non in una “cazzo di bara pomposa”. Vuole essere cremata e ha fissato tutto in comune nei giorni scorsi. “Nessuna tomba da piangere”, dice. Lei “non sarà una lapide, ma pensiero e basta”. A noi decidere che tipo di pensiero, ma spera molto bello. Lei e la sua teoria del dolore del cazzo. Ma è per me un pensiero molto bello anche se soffocato dal dolore. Io lo so che è arrivato al limite, come so quanto ci ha provato a non farlo. Posso solo respirare. Dentro fuori dentro fuori. Io se penso a domani a stasera a dopo non so come fare. Io non so come fare. Ma lo faccio perché di dolore non si muore. Sono orgoglioso di averla avuta accanto. Felice, innamorata. Sei mesi con lei. Non posso essere arrabbiato. Ora lo so. Stava così male. Ho provato tanto anche io ma era andato oltre da troppo tempo. Solo grazie a lei. Solo grazie davvero. Dentro fuori cazzo. Non ci riesco a respirare però.
28 Giugno 2011
Dom
ha quarantotto anni.
È alto un metro e ottantasette circa
Ha i capelli molto scuri, lunghi fino alle spalle da diversi anni. Li ha portati lunghissimi.
Non porta mai la barba, al limite il pizzetto quando vince la fatica di regolarselo ogni mattina. Lo ha portato lunghissimo.
Ha gli occhi molto scuri, ma non li guarda mai.
Sempre stato magro. Per anni magro in modo insano. Adesso no però, non in modo insano.
Ha grandi mani, dita lunghe e magre. Ottimo per il pianoforte.
Ha la carnagione scura di tutti quelli scuri di capelli e di occhi ma non si abbronza da quando era bambino. E’ abbastanza pallido.
Ha un tatuaggio maori molto esteso, che copre gran parte del suo corpo.
Veste sempre di nero e ha sempre le maniche lunghe.
Detesta i colletti, a meno che non siano colletti alla coreana.
Odia le scarpe eleganti, le cravatte, le giacche.
Ama i maglioni e i pantaloni indiani, le magliette e le sciarpe.
Cammina quasi sempre a piedi nudi anche in inverno.
A tredici anni il primo bacio ed è stato con un ragazzo di diciotto.
A quattordici la prima volta ed è stato con una ragazza straniera.
Ha sempre alternato, ma ha avuto più uomini che donne.
Suona la chitarra da sempre, ma anche altri strumenti.
Scrive.
Legge.
Cammina.
Non parla quasi mai.
Guarda le persone, se non lo guardano.
Parla con gli sconosciuti quando è in viaggio e non ha mai avuto legami.
Quelli che pensava essere legami erano tentativi di legami per dimostrare a se stesso di essere un normale essere umano.
E’ un fattone.
Il suo cuore qualche volta ha smesso di battere per le overdose, ma l’hanno ripreso. Non ha visto dio. Non ha visto luci in fondo a tunnel. Non ricorda di aver visto niente. Eppure la penultima volta è morto per sette minuti.
Faceva un bel lavoro, il migliore del mondo.
Ha viaggiato molto, sempre da solo.
Pensa di aver trovato due compagni di viaggio, ma partirebbe con loro separatamente. Con il suo amico andrebbe via per qualche mese. Con la sua donna per qualche anno. Per tutti gli anni.
Ha molti soldi ma ha fatto il barbone e ha trovato che tutto sommato gli si confà perché ci sono meno pensieri e più soddisfazioni.
Ha una donna e non pensava che si sarebbe mai innamorato ma è successo e sa che dire alla sua donna che la ama è talmente riduttivo che hanno creato dei loro codici perché trovano inaccettabile limitarsi a una frase abusata e che non restituisce la loro realtà.
Ha un amico. Ma non lo conosce. Si scrivono. Tiene molto a lui, non potrebbe non leggerlo più, non scrivergli più. E’ il suo migliore amico.
Non ha figli, ma una volta la sua donna è rimasta incinta e per lui è stato importante. Ha anche visto suo figlio nell’ecografia.
Ma non vuole figli.
Ha sempre studiato molto. Ha sempre letto molto. La curiosità se l’è divorato fin da quando ha imparato a leggere all’asilo.
Hanno pensato che fosse autistico perché ha un cervello particolare, ma è solo intelligente e dolorosamente cosciente di esserlo.
Se dovesse fare una lista di ciò che non ha realizzato o portato a termine non basterebbero diecimila pagine scritte fitte fronte retro, ma se anche vivesse mille anni la lista non si accorcerebbe, anzi. Si allungherebbe a dismisura per ogni anno in più di vita.
E’ profondamente ignorante in fatto di sentimenti e relazioni sentimentali.
La sua donna lo stesso.
Stanno bene insieme, si incastrano alla perfezione. Lei lo incanta, lo fa ridere e gli regala un sesso indicibile.
E’ stato sveglio a guardarla e al mattino l’ha svegliata e ha fatto l’amore con lei. L’ha guardata ancora per le scale quando andava a lavorare. Aveva una gonna nera, una canottiera nera con i teschi rossi, gli occhi innamorati, una risata di bambina e una collanina da 3 euro con il nome Dominique inciso sopra.
Dom è tutto questo, ma se si guarda dentro vede una voragine e allora cerca di non guardare. Ma lo sa che c’è.
Dom è sempre estremamente razionale, per sentirsi al sicuro ha bisogno di ridurre tutto a equazioni logiche. Se non gli è possibile suona e non pensa. O si fa di eroina e non pensa. Ma si sforza di suonare.
Dom stanco di se stesso, non del mondo.
Dom sa perfettamente che quando qualcosa lo stanca a tal punto deve necessariamente separarsene.
Dom è molto egoista.
Dom si sente soffocare da troppo tempo e anche se sa la rabbia che provocherà, il dolore e ancora la rabbia, non può veramente restare oltre.
Dom non si scusa.
Non chiede comprensione.
Non può chiedere niente, semplicemente non ne ha il diritto.
Non sa più vedere dentro di sé.
Non ha capito come si fa a vivere. Forse l’errore è stato solo cercare di capire anziché vivere.
Dom a quarantotto anni è saturo, logorato, abusato, tossico. Non ce la fa.
Sa che sarà dimenticato, ma non gli importa.
Dom deve essere egoista.
Dom non è un coglione e paura ne ha tanta, ma sa che deve dire basta proprio adesso.
Ti voglio un bene incredibile Nanni
27 Giugno 2011
Dom vorrebbe:
Percorrere a piedi tutto il mondo e metterci tutta la vita
Suonare su un palco con Roger Waters mentre duetta con la sua donna
Leggere tutti i libri che siano mai stati pubblicati e tutti i manoscritti inediti
Sedere a prendere un tè con sua madre e dirle che il tè gli piace, lei no, ma le vuole bene lo stesso e l’ha sempre trovata estremamente divertente ma infinitamente spaccapalle. E che gli psicofarmaci l'hanno rincoglionita.
Insegnare alla sua donna a suonare decentemente la chitarra e fare l’amore con lei ogni volta che tocca le corde
Dimenticare
Ricordare
Non cambiare mai
Cambiare ogni istante
Mangiare ancora la stracciatella che gli cucinava sua nonna quando era malato
Che Fr e Nanni aprissero un caffè letterario con i suoi soldi
Tornare a quando aveva 17 anni ed era pulito e viveva il primo amore che poi non ha vissuto perché è stato troppo idiota. -Ma ha imparato e quando l’ha incontrata di nuovo non se l’è lasciata scappare.-
Sedere su un prato con la sua donna e il suo amico, far girare una canna e ascoltarli parlare mentre suona piano l’acustica, ridere con loro, fare discorsi serissimi e depressi, ridere di nuovo
Sedersi accanto a Luis su quelle scale
Conoscere il Che
Suonare con Malmsteen con la sua donna in prima fila.
Poter seguire Leonardo da Vinci
Ascoltare Ungaretti
Bere con Kafka
Fare il vagabondo-barbone e vivere di niente sempre in giro. Possedere solo il cibo del giorno un cambio di vestiti e uno spazzolino da denti.
Sedersi ancora a scrivere nel Grand Canyon, in funghi. Banale ma cazzo. Cazzo.
Fare il profeta di professione
Strafarsi con John Lennon
Leggere i libri della sua donna
Andare in Patagonia con il suo amico, arrivare fino alla fine del mondo e urlare sono vivo
Essere nella nave di Ulisse quando ripartì da Itaca per andare verso le Colonne d’Ercole
Conoscere il nonno della sua donna
Avere più sicurezze e meno dubbi
O più dubbi e meno sicurezze
Questa è molto facile. Vorrei che tu dicessi sempre a Fr di non prendere quella merda quando non ci sono. Per nessun motivo al mondo.
Non ce la faccio ad arrivare ai primi di luglio, questo stare sospeso mi sta sfinendo. Anticipo un pò. Mi sono già staccato da tutto qui. Penso che in un altro mondo sarei partito per il Tibet con Fr.
Mia madre non la vedo da quando ti ho scritto di lei e non vado a salutarla perché l’ultima volta stava ridendo quando sono uscito dalla cucina. Se andassi mi pianterebbe un fottuto casino e non ne ho davvero voglia.
Avrei voluto dar retta alla parte di me che mi diceva di restare a Firenze perché veniva Nanni. Non mi importa di pippe mentali. Avrei voluto e basta. Aveva un senso.
Ti ho detto che ti avrei voluto come studente, ma mi sono ricreduto nel tempo. Ti avrei voluto accanto a me. Qualche lezione tu, qualche lezione io. Ma nemmeno. Una scuola e noi i professori. Fanculo l’Università, la facciamo noi una scuola dove si insegni a pensare e non pensare. Alla luce dei fatti saresti meglio tu come professore, però.
Sai comunicare e sei positivo per le persone. L’essere così tormentato fa parte del gioco. Ti tocca. Hai dei buoni antidoti ogni volta e la scrittura è uno sfogo per il cervello che non ha uguali. Si, ok, la musica, ma tu non suoni e non ti interessa. Cazzo, scrivi da dio però. E hai solo 22 anni.
Sono molto soddisfatto, la cena mi è venuta benissimo a parte il pollo bruciato. Mi giustifico, non è colpa mia. Troppi giorni senza Franci.
Non. Sai. Quanto. Sono. Felice. Di. Averla. Incontrata. Di. Nuovo.
Si incazzerà con me e ci starà male, ma tu davvero dille di non prendere i farmaci pensando che la facciano stare meglio. Ah, te l’ho già detto. Ci penso spesso a questa cosa.
Raggiungo Franci in cucina che a giudicare dai rumori sta facendo il bis con il gelato al mango.
Sei davvero un amico per me. Giudica tu se sia positivo o negativo. Per me è comunque importante.
23 Giugno 2011
Quando la società non romperà il cazzo?
Momenti di follia.
Momenti in cui ti perdi o ti trovi? Tocchi la tua essenza o credi di vedere un altro? Spesso mi confondo. In particolare lo specchio non rimanda mai la mia immagine.
Qui sto bene ma alla fine mi manca avere qualcuno con me a condividere questi momenti. Banale forse. Non per me.
Mai successo.
Lo trovo inaccettabile da un certo punto di vista. Ma anche nuovo. Strano. Non mi fa stare bene l'assenza di fr.
Mi ci devo anche abituare. E anche lei.
Strano, si.
La morte.
Scrivi poesie sulla morte, tu.
Folle uomo.
La morte la creo io. Io e basta. Per me stesso.
L'ho già scritto. Mi ripeto. Non ne posso più. Spero di trovare un senso a tutto questo. Spero di no.
Non lo so.
Sono dubbio costante
Costante incertezza che logora le ore.
Ho troppa stanchezza sulle spalle scriveva Ungaretti.
Fanculo. Io in confronto sono niente eppure mi farei i miei 5 adesso.
Per questo sono qui. Lontano da tutto e da tutti.
Fermo Dom
Aspetta
Aspetta ancora.
Questa attesa e' snervante.
22 Giugno 2011
Forse è assolutamente folle. Secondo me sono lucidissimo. E’ la mia intelligenza che mi fotte. Questa è una bestia affamata che non plachi mai. Ti divora. Come l’eroina che mi può dare tregua. Sono doppiamente divorato alla fine. Quindi ci metto la fine. Insomma, roba così. Io mi ci perdo in questi pensieri, non fosse altro che per dare una possibilità a me stesso di vedermi con le rughe.
E qui Ungaretti, la sua illusione. Pellegrinaggio è cruda come lui, abbagliante come lui. Ma credo sia momentanea come ogni abbaglio. Siamo attimi, barcolliamo fra presente e futuro con il peso dei ricordi e un’illusione ci fa andare avanti e io l’ho trovata la mia illusione, poter avere il controllo sulla mia morte. Peccato che sia una specie di ossimoro, ma Dominique è fatto di controsensi.
Un riflettore fa diventare la nebbia mare, ma un riflettore è per sua stessa natura momentaneo.
Ce la faccio a stare ancora. Mi piace esserci ancora. Ho portato il cinese alla mia donna, non se l’aspettava ed era felice. Oggi penso anche a Vincenzo e so che ho fatto bene a vederlo. Io voglio esserci per queste giornate. Volevo anche vedere come vive un vecchio decrepito che ha pensato per tutta la vita. Lunga.
C’è. C’è con la testa anche se è secco come il filo spinato che gli avvolge il cervello. Ne parla ancora di queste cose ma c’è ancora. Lo ammiro. E mi sono ritrovato a parlargli di me e dei miei dubbi come faccio con te e quello che stava lì a ascoltare questo fiume di parole assurde, la pipa fra le labbra e la pelle incartapecorita e scura da contadino. L’intelligenza quando invecchia deve per forza avere l’aspetto usurato di Vincenzo tanto l’hai sfruttata. Ammiro chi è invecchiato pensando e scrivendo i suoi pensieri, perché li sfoghi, vero, ma è che li fai, anche.
Mi ha dato un sacco di scritti, li conservo gelosamente, credo sia un bel regalo. Io ho il computer, ho i miei quaderni, ma non va niente bene. Tutto incompiuto, mi annoio da solo nella ricerca della perfezione. Solo le mail potrei pensare di pubblicare, perché quelle sono compiute, non ci posso intervenire.
Sono stanco. Ho dormito poco, alla fine. Fr mi ha dato il colpo di grazia. Spengo tutto.
Prendo la Fender e le cuffie.
21 Giugno 2011
Vorrei avere assenze, vie di mezzo
Limbo di pensiero dove il pensiero non è.
Non ne ho, non ne conosco
Mai permesso a me stesso.
Penso conosco esploro rinnovo ripenso
Assenza inesistente
Perenne stato di presenza pesante a me stesso.
Quando faccio l’amore non esisto. Esiste lei
Esiste il mio corpo rinnovato
I suoi orgasmi che rendono vivo me.
Direi indicibile pesantezza dell’essere.
Non riesco a rilassarmi. O meglio, rilassarsi significa per me prendere la Fender e suonare suonare suonare finchè mi fanno male le dita e inizio a sudare. C’è un momento, quando le corde mi fanno formicolare le dita e i muscoli mi fanno male, in cui spezzo il pensiero e divento musica. Gli amplificatori restituiscono il mio sforzo fisico, rendono le mie emozioni e le sento risuonare mentre io stesso le compongo. Allora non esisto più e sono etere. Musica pura. E’ il non pensiero, solo emozioni. E ringrazio chiunque abbia creato me e la Fender e ci ha fatto amare perché è l’unico modo di esistere, per Dominique, senza Dominique.
L’altro modo lo sai.
Ma non è comunque Dominique. E’ assenza ma con una presenza che non creo io, che non fa realmente parte di me.
Ma ormai ne fa così parte da bruciare tutto, ogni cazzo di ora. E non è che posso sempre scopare o suonare.
A proposito, no. Non mi sono mai addormentato mentre mi facevano un pompino. Però, si, mi è capitato almeno una decina di volte di essere abbandonato dal mio pisello. Però da quando ho iniziato a far uso di eroina. E quindi nemmeno mi andava davvero. Pensavo che dovevo farmi e stavo lì a perder tempo iniziando a sentire la scimmia. E pochi giorni fa con quella tipa perché francamente aveva delle tette grandiose ma non erano le Sue.
Mi è successo tre volte con Fr di svegliarmi perché lei me la stava facendo, una pipa. Bei risvegli, anche se lei si scoccia che mi svegli me la godo un sacco. Non capisce che se dormo non me la godo così e chiaramente io preferisco svegliarmi.
Si, ho parlato con Fr. E ho capito alcune cose:
Siete due pigri fattoni mancati. Se aveste avuto anche l’erba che le ho portato poco fa sarebbe stato perfetto, ma probabilmente oggi non sareste nemmeno andati in centro e Franci non avrebbe il piercing e tu Ungaretti. (e mi inchino ancora all’uomo e al poeta).
Mi è dispiaciuto che Fr non avesse con sé le chiavi di casa mia. Ok, io non c’ero, ma ci sono altre cose belle.
Quindi mi sono detto che sono bello. E’ un lapsus interessante per me. Di solito mi disgusto abbastanza.
Forse mi fai sentire bello tu visto che sto scrivendo a te. Questo mi ricorda che volevo dirti un’altra cosa. Io sono sempre estremamente sincero e sinceramente non ho mai pensato al nostro incontro come a un qualcosa da cui rimanere deluso. Perché in realtà difficilmente mi faccio delle aspettative.
Quando ti leggo so che mi troverei bene con te a fare un viaggio, so che ci potremmo dare molto come amici. Ma nemmeno amici. Compagni di viaggio, che per me è un qualcosa di più, di diverso. Un viaggio con una persona che ti lasci la possibilità di essere te stesso nei tuoi silenzi e nelle tue assenze, ma che riesca a godere delle stronzate o dei discorsi assurdamente seriosi, che riesca a ridere e sfottere Dominique.
Allo stesso modo so che nel quotidiano potrebbe esserci imbarazzo perché sarebbe una conoscenza finalizzata a creare un legame più simile a una amicizia che a una compagnia e non ci credo, io, nell’amicizia.
In un viaggio per due, tre, sette mesi siamo l’uno il mondo dell’altro, l’unica persona che vede le tue stesse esperienze e che è il ponte con il tuo passato, con quello che hai lasciato. Un compagno lo vedo proprio come un ponte fra il passato-realtà e il futuro-conoscenza di nuovo-sé.
Per me anche Fr è un ponte. Fra Dominique che schifo e Dominique ha un fottuto senso. Lodevole da parte sua.
Inizialmente l’idea era quella di scrivere a una persona che mi leggeva e mi capiva, mi faceva ridere. Però anche scopate saltuarie. E’ finita che il mio paradigma è andato a farsi fottere e anche i miei progetti e mi sono spiazzato da solo. Ci ho messo un pò a capire che lei per me era esattamente quell’ossimoro che scopre ma conferma Dominique.
Ho parlato con lei, quindi so che ha visto la lettera con l’intestazione addio. Poveraccia, Fr.
Mi rendo conto perfettamente che spesso non la faccio vivere bene, ma è questa stronza sincerità, questo filtro difettoso che c’è fra le mie emozioni e la convenienza e la vita più serena. Io sono una persona dannatamente pesante da sopportare.
Le ho sempre detto che può leggere tutto, anche le mail, le poesie, i pensieri, la chat. Io sono quello che sono. Quando parlo ferisco, quando scrivo ferisco. Se hai qualcosa me lo dici, tranquillo che io ti rispondo. Fr sa benissimo che voglio levarmi di mezzo da solo. Non ne faccio segreto mai, perché è un pensiero quotidiano per me e se non te lo dicessi non sarei io con te. Qui tutto ha un senso e non lo ha. Ma è come vivo. Sapere di avere dei vuoti di memoria assurdi, di avere invece ricordi che porca vacca ti rendono ignobile a te stesso. Sporcano la tua stessa possibilità di un futuro. Non se ne vanno mai, non scoloriscono. Invece le persone si. E mi ci incazzo perché devo aver pure voluto bene a qualcuno, o deve, qualcuno aver davvero voluto bene a Dominique. Non a quello che vedono apparentemente, ma a quello che sono io. E nonostante tutto vogliono ancora semplicemente quello che sono, nella sua disarmante banalità. E so che no, non ho avuto nessuno, non mi è mai importato di nessuno. Io sempre al primo posto. La mia libertà di scelta, la mia vita, la droga, il pensiero curioso, o il curioso pensare. Sono stanco di guardarmi allo specchio e vedere due occhi che non possono essere miei e me li vivo come estranei. Non mi riconosco davvero. Nella mia testa io sono sempre diverso. O più magro, o più stanco, o più grasso, o con la barba e invece no, accidenti. Io a volte non sapevo nemmeno dove fossi. Vedevo facce, vedevo pareti. Boh. E mi facevo ancora così non dovevo nemmeno più preoccuparmi di quello.
Ora questa stessa persona sta vivendo una vita diversa, ma non so per quale fottuto motivo desidererebbe sempre anche l’altra.
Perché, visto che voglio rimanere ancora poco in questa merda di mondo, non ricomincio a farmi, così almeno me ne vado proprio bene e dopo due tre mesi che me la sono anche goduta parecchio, dopo aver succhiato il meglio e ancora sto bene? Ok, sono stato ottimista. Forse venti giorni visto come mi assuefaccio rapido ormai. Voglio restare pulito perché non sono un totale idiota e la scissione fra il cazzo porcoddio come sto godendo e il cazzo dove sono? Chi sono? Mi fa restare con i piedi ben piantati per terra. Mettici anche che questa storia con Fr mi piace un sacco e me la voglio vivere lucido e poter essere svegliato perché mi si è rizzato mentre dormivo. Altrimenti nemmeno quello le do più. Fossi scemo.
E siccome in ogni caso scemo non mi ritengo, ecco perché me ne resto qui a rodere per qualcosa che non voglio.
Divago sempre. Vabbè, perdo anche il filo.
Uhm, la lettera. L’ho scritta la mattina che sono andato a farmi, qualche giorno fa. Non pensavo sarebbe successo veramente, ma in ogni caso amo calcolare tutto, quindi mi ero necessariamente premunito. Quell’idiota di Fr si è fermata e non ha continuato a leggere, altrimenti avrebbe capito. Solo che poi l’ho riaperta e come faccio di solito ho corretto gli errori di battitura e la data è stata spostata. Idiota. Leggila tutta. Lo sai che non ho problemi. Poveraccia, non sapeva che sarei andato a farmi. Ci vado di nascosto e poi se ci resto secco manco una spiegazione? Un ciao? Non è da me. Mi rendo conto che la disgrazia per chi mi sta accanto è che a quel punto potrebbe arrivare un’ansia da controllo. Oh, non è che questo si ammazza? Aspetta, guardo tutto, controllo tutto.
Tranquilla. Te lo dico quando mi ammazzo. A modo mio ma te lo dico, perché non ci tengo mica a essere fermato. Ma nemmeno ti prendo per il culo, te lo faccio sapere subito, così eviti ansie. Nel frattempo stattene tranquilla e vivi bene.
L’abbiamo letta insieme, Fr la vedo tranquilla. Ora. Domani non so, ma penso che ci penserò domani.
E visto che sono proprio qui mi ritengo anche fortunato che lei sia fissata sulla chitarra elettrica perché avrei potuto essere un batterista o solo un cantante e non mi sarei fatto la seconda scopata solo perché ho suonato, poco fa. Questa va a comando. Suono e ho quello che voglio. Le ho detto che è una vacca e una che si prostituisce per la musica. Ha detto si. Bene, posso starci con una così, no? Ma che legga il cazzo che le pare!
Ho talmente da perdere se lei se ne va che per forza mi do con tutto me stesso in questo rapporto. Mi metto in gioco fin dall’inizio. Ti assicuro che questo ha allungato la mia vita di almeno sei mesi.
Non è questione di assenza o presenza di pensiero, si tratta dei dubbi. “Ti abbandonavi a interminabili sedute di dubbio. Dicevi di essere un esperto in materia. Ma dubitare ti stancava a tal punto che finivi per dubitare del dubbio.” La comprensione delle cose non mi appartiene, mi appartiene il dubbio. Non conosco mai realmente qualcosa, so che posso sempre conoscerla meglio, o diversamente o mi si aprono infinite altre strade.
Io sono dannatamente stanco.
A me non me ne importa un cazzo se posso conoscere nuove cose, fare nuove esperienze. Ogni cosa nuova, ogni nuova esperienza sono dubbi che si sommano, nozioni che saturano ogni pensiero. Suono. Allora suono. E suonare stanca. Io sono stanco.
Io sono stanco cazzo.
Sapere che posso farlo finire io quando voglio mi da la possibilità di sapere che una fine ci sarà. Posso sopportare ancora perché tanto poi finisce.
Ecco il mio senso, ecco perché pensare alla mia morte mi da energia vitale.
16 Giugno 2011
Oh. Ma sai che mi è tornato in mente il mio amico Vincenzo?
Te lo voglio raccontare, Vincenzo. Poi ti racconto di Dominique con Vincenzo.
Vincenzo è alto e magro, con i capelli lunghi fino alle spalle. Riccioli bianco-giallo e barba. Un po’ un prototipo del vecchio rugoso e pensieroso. Lo vedi e sai già che ti dirà qualcosa che ti farà pensare.
Il bello di Vin è che pensa costantemente.
Veste come capita, con roba vecchia e consunta. Vive da solo da sempre, da quando era piccolo ed è scappato di casa perché suo padre gli voleva far lavorare il carbone. Lui non voleva passare la vita a sollevare sacchi di carbone e se ne è andato imbarcandosi. Un classico estremamente romantico.
Lui non ne parla mai in modo romantico. Ti parla della puzza, il sudiciume, le persone cattive, la fatica, la fame. Però si sentiva libero e quando ti parla di quella sensazione di aria pura nei polmoni e nel cervello fa respirare anche te.
Vin non ha mai studiato un cazzo, ma nel corso della sua vita ha letto di tutto. Sempre solo, tempo tanto.
L’ho conosciuto molti anni fa in Brunelleschi. Era venuto in gita a Firenze con quei pullman che portano i vecchi rincoglioniti in giro e poi ti vendono le pentole. Era scappato perché voleva vedere come fosse l’università.
Io ero seduto fuori, sul muro, accanto a decine di studenti.
L’ho visto da lontano, mi stavo rollando una sigaretta e quando è passato gli ho fatto un cenno con la testa. Si è fermato, ha preso la sigaretta, ha risposto cortesemente a tutte le mie domande.
Gli ho mostrato l’università, il mio studio, l’aula magna e poi siamo andati al bar e poi a cena e poi a dormire a casa mia e ci è rimasto un po’ di giorni.
Non aveva con sé i suoi scritti, ma abbiamo scritto insieme. Più che altro parlato.
Per me Vincenzo è stato immediatamente uno specchio. In lui vedo Dominique vecchio che non sono mai riuscito a vedere.
E’ consolante vedere che la vecchiaia esiste. In me, dico.
Mi sono affezionato subito. Un padre. Con Luis è l’unico padre che abbia avuto.
Dovrei parlare di nonni, forse, ma a me è mancato un padre.
Guardo il suo volto, il suo modo di muoversi, e riconosco geneticamente Dominique.
Possibile?
Teoria: noi dispersi nei pensieri, incatenati al cervello, plasmati dal dubbio, abbiamo una gestualità similare. Sguardo basso, sempre apparentemente svagati, poco contatto fisico, o inesistente. Le mani parlano gesticolando, non stanno mai ferme. Ma il resto del corpo si, è fermo. Mi fa ridere Vin, siede sempre a gambe incrociate come me. ah, quando invecchi hai la barbona bianca. Ovvio, no? Fa molto santone.
E’ bello essere suo figlio.
Quindi lo vado a trovare in questi giorni, che poi non lo rivedo più.
Avrei voluto uno di quei padri con cui siedi a parlare, con il bicchiere di vino in mano e la sigaretta nell’altra.
Un "come stai" vero.
L’affetto, il non giudizio a prescindere, l’inesistenza di tentativi di fotocopie sbiadite.
Non ho piacere che tu veda mio padre.
Da un po’ lo considero al pari di un noioso vicino, esteticamente rivoltante. Mi infastidisce.
Sei un essere puro, non tollero che tu venga esposta alle schifezze. Rispettando i canoni in quanto uomo ho il dovere di proteggere la mia signora. Si, lo so, stai pensando “Io Tarzan tu Jane”.
Bimba, è così. ;)
Credimi, ti proteggerò sempre.
Tranne che da me stesso.
Eh, quella te la sei ampiamente voluta.
Mi hai fatto capire quanto eri Dominique-addicted quando hai smesso di comunicare con me perché ero a Berlino.
Ti ho preceduta, l’ho capito prima di te. Ti ricordi l’ultima, romantica, frase della fine di Harry ti presento Sally? “Sono venuto stasera perché quando ti accorgi che vuoi passare il resto della vita con qualcuno, vuoi che il resto della vita cominci il più presto possibile.”
Lascia solo “quando ti accorgi che vuoi passare il resto della vita con qualcuno”.
Merda.
E’ stata una tale epiphany da rimanerci spezzato. Dovevo assorbire il colpo e dovevo farlo da solo. Idiota, non sono riuscito a spiegarmi allora.
Ora so come farmi capire da te e penso di avere a che fare con l’illuminata one. Però è merito tuo. Nessuno mi aveva mai detto “Dom, ho bisogno di capirti.” Presuppone un tale interesse per la mia persona che io le parole le trovo. Se non sono parole, sono lettere. Ma io con te parlo. Parlo. Cazzo, io con te parlo. Solo perché sei tu, bada.
Vorrei tu capissi questo, allora. La domandina del cazzo “cosa ci sta a fare Dominique con Fr” cacciatela in culo.
Chi te l’ha fatta non evidentemente non mi conosce e non conosce te. Purtroppo devo ammettere che sono rimasto deluso: mi conosce da anni, pensavo fosse lampante il motivo della mia devozione nei tuoi confronti. Si, qui si sfiora ampiamente la devozione. Vedi di fartene una ragione.
A parte il fatto che non ti considero un’idiota, anzi, con te parlo di tutto e mi segui in tutto. Non ho trovato un argomento di cui non poter parlare con te. Se non conosci l’argomento, chiedi. Punto.
Inoltre tu sei per me una continua fonte di curiosità. Hai fatto duemila cose nella tua vita e io nemmeno una di quelle che hai fatto tu. Eppure siamo dannatamente simili. Questo è perfetto, perché mi arricchisci.
Non mi annoi mai e te l’ho scritto mesi fa, subito. Ti ho detto che anche se tu fossi stata vecchia brutta e sfatta ti avrei voluta vedere e scopare lo stesso. E siccome te l’ho scritto prima di rivederti fidati che dico la verità. Ho avuto il culo di ritrovare una donna che mi piace da morire. Il tuo aspetto, il tuo odore, come ti muovi. E come reagisci fisicamente alla mia presenza ;) E ci tengo a ripetere che ammiro l’arte DI.
Non sei normale, questo mi è chiaro. Sei speciale, diversa da come si pensa debba essere una donna della tua età. Non rientri in nessuno dei canoni che conoscevo. Sei mamma ma non sposata, sei separata ma adori tuo marito, hai due figli da due padri diversi ma non è minimamente un problema, hai quasi quarant’anni ma vesti ancora come cazzo ti pare e menomale perché ti adoro così, parli con tutti ma non hai un gruppo di amici e non esci, sei laureata, colta, leggi tantissimo ma non lo dici mai, scrivi scrivi scrivi e nessuno legge, non vuoi nemmeno pensare a un tentativo di pubblicazione.
Poi ci si chiede perché Dominique abbia perso la testa?
Mah.
Mi sembra ovvio.
Ecco quello che sono e che pare nessuno riesca a vedere sul serio:
un quasi quarantenne preciso e metodico, razionale allo sfinimento. Preciso per ciò che deve essere preciso, ovvero i miei scritti. Del resto me ne frega poco. Alla fine la fender posso sempre ricomprarla, i miei scritti sono unici.
Tenere gli altri lontani fisicamente è iniziato con certe droghe. Trip non belli. E lo so, dovrei dire che in qualcosa c’entra mia madre, ma le darei soddisfazione e non mi va. Comunque mi repelle il contatto fisico. Gli odori non li sopporto e nemmeno la consistenza di certe pelli. La mollezza non fa per me.
L’essere umano non è bello. Niente in confronto ad altro, almeno. Siamo troppo rigidi, troppo deboli. Provo una sincera repulsione a livello intellettuale. A livello fisico gli ormoni mi fottono. Scopare è una necessità. Mi sono adattato e mi è andata bene così.
Capisco perfettamente di mettere a disagio le persone con i miei silenzi e credimi faccio di tutto perché non accada in alcune circostanze. Ma non vengono e basta. Ho questa assurda mania di controllo per cui devo pensare bene a quello che dico e questo mi porta via qualche minuto. A volte qualche ora. Prendo tutto dannatamente sul serio, porca puttana.
Sono pesante.
MA sono “di natura scherzosa”, cit.
Non so perché. Controbilancia la pesantezza. Essere a senso unico diventa banale.
Scusa ma banale non sono mai stato.
Quando mi sento libero di poter stare in silenzio senza provocare imbarazzo o giudizio accade: Dominique parla. Non sempre, ma parla. Il concetto è chiaro: datemi fiducia e superate i modi bruschi e allora entro in contatto.
Mi dispiace, non ci riesco mai per primo, a parte sul lavoro. Ma il lavoro è diverso. Non sono io, sono un professore. Mi disegnano così ;) altra cit.
E credo fermamente nella sincerità come unico metodo per affrontare la vita. La devo prima di tutto a me stesso, solo di conseguenza agli altri. Non so quante maschere si possano indossare. So di NON essere uno-nessuno-centomila. Col cazzo.
Ho fatto fatica per capirmi, sono unico e francamente anche raro. Non sono mai stato centomila.
In potenza si, lo siamo tutti. Ma se ti imponi la regola della sincerità con te stesso hai molte poche maschere e abbastanza standardizzate. Quindi nemmeno ti appartengono veramente.
In fieri mi sento il nulla, ma è un altro discorso, giusto?
Il sangue è vita. Solo se è caldo, chiaro. Sono fissato con il sangue. Lo sai. Chiamala perversione, non è importante. Sono così. Ci convivo da anni, è molto simbolico.
Riduco spesso tutto a un simbolo. Capisco meglio.
Geroglifici sentimentali. Decrittabili solo da me. A volte me li creo e ci metto mesi a interpretarmi.
Ti è mai successo?
Congeli un sentimento, un’idea e intanto, latente, ci pensi.
Controllo. Controllo.
Senti, facciamo che stanotte ti insegno Nevermind.
Facciamo che stanotte prendi il coltello col manico nero.
Facciamo che stanotte, come sempre da quando ti conosco, sei tutto il mio mondo.
Ok?
15 Giugno 2011
Ho appena scritto a Mì.
Cerco in ogni modo di dirle di non affezionarsi e di non contare su di me.
Forse la frase
"non ti affezionare a me e non contare su di me perchè sono egoista come tutti i tossici e depressi"
non si capisce bene.
Forse sbaglio io e non dovrei comunicare con nessuno.
Forse anche la frase
"sai benissimo che prima o poi io vi lascio e non ci sarò più"
può lasciare adito a dubbi.
E anche ripetere infinite volte che io
"distruggo, avveleno e anniento ogni cosa"
non è comprensibile al cuore di chi finisce suo malgrado per volermi bene.
Tu sei cosciente di quello che posso darti, sai che ti voglio un bene che nemmeno pensavo, ma sai che non sarà per sempre e quindi con te ho un legame.
Tu capisci.
Questa tua comprensione è per me molto rassicurante.
So che non mi odierai. Quello che ti posso dare te lo do con tutta l'anima. Quello che non posso darti lo comprendi.
Sul serio ho prostiuito il mio cervello prima e il mio cuore subito dopo. Sul serio non posso avere legami e non perchè non li vorrei, sono un essere umano. E' che non ce la faccio materialmente.
Leggi molto.
Hai una mente incredibilmente brillante, aperta e costruttiva.
So che puoi capire che esistono persone che fanno della loro fine un inizio di giornata.
Uno scopo.
Difficile spiegare i labirinti della mente.
Credo, So, che Fr ha sempre capito che abbiamo una scadenza e non tanto perchè un giorno non le sarò accanto, quanto perchè alla fine ogni cosa ha la sua legittima e necessaria conclusione.
Magari la persona che hai amato ce l'hai accanto e la puoi vedere ogni giorno, ma sai che quel sentimento è finito.
Tutto ha le sue fottute scadenze.
Mì mi ha scritto che ci è rimasta male per il mio sms di ieri dove le scrivevo di lasciarmi in pace.
"lasciami in pace"
Ho avvisato tutti, credo.
Sono sincero, sono brutale, sono egoista.
Che nessuno mai conti su Dominique, Dominique è un qualcosa di talmente distruttivo che se conti su di lui ti fai del male da solo.
Ho scritto difficile spiegare i labirinti della mente.
Accetto che sia ancora più difficile comprendere quelli del cuore. All'inizio ho chiesto a Fr di non amarmi.
Mi ha risposto che non avrebbe assolutamente avuto modo di controllare i suoi sentimenti.
Giusto.
Ha ragione.
Ammetto di essere un idiota a fare certe richieste.
Anche io non volevo innamorami e invece la amo.
Ma sto iniziando a pensare che tutto questo sia un dannato gioco al massacro.
Tutto lo è per me. La Vita è un gioco al massacro, suppongo.
Controsensi perennemente.
Sono l'diota di Dostoevskij, predico amore assoluto nei confronti del prossimo ma con la stessa caparbia ottusità chiedo di non amarmi.
Forse sono, come tutti, Uno Nessuno Centomila.
Forse alla fine sono solo l'ennesimo Cesare Pavese.
Forse sono veramente un autistico dei sentimenti.
"doppio cervello e metà cuore"
Non lo so, Nanni.
So che sei importante.
So che nulla lo è realmente.
So che mi mancheresti.
So che non mi mancherebbe niente.
Si possono controllare le conseguenze dei propri sentimenti, ma i sentimenti no.
Posso controllare tutto e niente.
Ieri avevo solo voglia di eclissarmi per non ritrovarmi più a pensare di essere un glorioso fallimento personale.
Oggi schivo ogni sensazione di fallimento erigendo muri e puntellando sentimenti con pilastri razionali.
Ti ho detto che mi lascio ferire. No, non è così.
Non sono stato realmente ferito, mi sono lasciato ripiegare su me stesso nell'angoscia del passato.
Esercizi di strage di buoni sentimenti nei confronti di Dominique da parte di Dominique.
Che devo dire? Sopportatemi così? Non credo di potermi permettere tanto.
E' che Fr oggi non c'è e io non sento quando lei non c'è.
Non sento più niente.
Cuore vuoto.
E' lenta lenta lenta. Si trascina, parla poco, non vede un cazzo.
E' la mia donna con un velo davanti e io non ho la capacità di strapparlo via.
La vedo, ma non è davanti a me.
E non lo so perchè. Ieri non era così e oggi si.
Perchè? Vorrei capire perchè la stessa dose cambia così gli effetti.
Amo questa donna più di quanto abbia mai amato me stesso, ma sempre meno del mio fallimento personale e della mia morte.
Su questa coerenza ritrovo me stesso.
Sto programmando il mio viaggio per i primi di luglio e questa mail fa parte di questo mio programma.
Devo pensare a tutto e mi costa fatica.
Barcollo un pò nei miei sentimenti, mi rendo conto di scrivere assurdità e ti prego di scusarmi.
Ma io a te scrivo.
Ormai ho questa dannata abitudine di aprire word e scrivere a Nanni come apro word e scrivo a Dominique troppo spesso.
Nanni, tu esisti in modo autenticamente meraviglioso.
La tua fatica di vivere, il tuo spleen è talmente consolante per me che ti reputo intelligente e migliore di tutta questa merda che mi circonda!
Se tu amassi tutto questo non potrei stimarti. se tu accettassi tutto questo a occhi chiusi e cervello spento non saremmo in contatto.
Leggi. Leggi Dominique e te ne sono grato come non capirai mai forse. No, capisci anche questo.
Ecco. Ti abbraccio. Grazie di leggere.
14 Giugno 2011
Quando dico che la mia vita non è mia intendo che vivere pensando sempre all’assenza di eroina è una fatica che non sopporto a volte.
E non per il fatto che devo continuamente impedirmi di andare a comprare, ma perché so di essere intelligente.
Anche più della maggior parte di questi assurdi senza cervello che vagolano nel mondo.
Non sono riuscito a concludere niente per il semplice fatto che ero preso dall’eroina.
Via il dolore, via i pensieri, via tutto.
In cambio ho ceduto la mia vita e sento che non mi appartiene più.
Saremo pari quando deciderò di farmi l’ultima dose –e allora non saranno solo 5mg ma minimo 15mg per andare sul sicuro- e credimi che vivo solo per questo.
Sono un egoista, non posso soffermarmi troppo a pensare a chi resta.
Mi è necessario pensare, credere di avere il controllo sulla mia vita. Non sono realmente in grado di amare nessuno, nemmeno Fr. Non completamente, almeno.
C’è sempre altro in mezzo, quella voglia assurda che ti fotte sempre. La droga ti aliena dai legami e ci provo a vivere questo amore che sono certo non andrà male, ma sono altrettanto certo che finirà.
Andare male è diverso da finire.
Con Fr non può andare male. Lo so, è così.
Ma diventerà quotidianità e sopportazione? Questo non lo so. Non riesco a calcolarlo. Non mi interessa nemmeno, in fondo.
Siamo quello che siamo oggi e non chiedo di meglio.
Ma sono un tossico del cazzo e fra me e lei, fra me e il mondo ci metto sempre l’eroina.
Fra me e il lavoro, fra me e la fender, fra me e la scrittura.
A volte credo di poter fare meglio in ero, a volte vedo che non può essere così.
Allora cambiatemi il cervello, vi prego, diteglielo che è solo vigliaccheria farsi.
Annullarsi.
Ho cancellato un sacco di contatti, una cinquantina. Non ne ho bisogno.
Ora ho solo amici di cui mi ricordo, i cui nomi mi dicono qualcosa. Ci sono tossici ed ex tossici e a volte ci diamo una mano.
Ci sono scrittori, lettori e amici amici.
Sono ancora troppi perché in realtà comunico quotidianamente solo con poche persone.
Tu, Fr, Mì, Ste, Ale, nan e Dol Quanti di questi mi danno qualcosa?
Oggi ti dico tu, fr, ste.
Si, ci metto quel deficiente perché è matto, gay e mette allegria. Poco intelligente, poco colto, ma ha cuore.
E non mi importa se si inventa Marco, sono affari suoi.
Mi fa stare bene aiutarlo, mi da un senso.
E demian che nemmeno conosco e ci ho parlato una volta ma adora Fr e ora legge Pavese perché si è interessato dopo che ne abbiamo ragionato un po’
Ho un senso, non lascio Fb.
Se qualcuno legge Pavese ha un fottuto senso.
Ci ho pensato e alla fine mi ha convinto Pavese.
Posso avere contatti con te lo stesso, anche senza Fb, ma visto che non posso più insegnare che si legga Pavese, per favore.
E decine di altri se mi state ad ascoltare, se avete questa accortezza.
Adoro la tua bacheca perché imparo ogni giorno.
Ok, resto.
Fr sta diventando dannatamente tattica. Sono ragionevolmente sicuro che questa volta se l’è studiata a tavolino.
E’ innamorata, ha imparato a ragionare come ragiono io e ho la sensazione che mi abbia fregato.
Allora torno e lascio il merito a Ste che ne ha bisogno. Infatti dopo gongolava.
Che ci facevo in chat? Mì. Ieri si voleva suicidare. Tre ore a ragionare di tutto. Del suo passato , del suo presente, del bere, delle droghe, dell’amore, di figli. Solo che è logorroica.
Ti dico solo che me ne andavo a pisciare, a mangiarmi un panino, ad accordare la classica di Fr e lei era ancora lì a scrivere. Alla fine le ho anche spiegato come raggiungere un orgasmo dal punto G e non si ammazza finchè non l’ha provato.
Tanto non si ammazza mai quella. Non è il tipo.
Ma mi dispiace quando vedo qualcuno così in difficoltà, così rabbioso con se stesso e con gli altri.
Dopo la prima ora di chat mi ha chiesto di incontrarci e scoparla e ho detto ancora di no. Le butta lì.
Le ho detto che sono innamorato di fr da quando ero ragazzino, che in questi anni non ho mai smesso di pensarla e che mi è impossibile tradirla anche solo con il pensiero. E che tanto lei si farebbe più Fr di me. Allora mi ha chiesto di incontrarla, baciarla, tagliarsi e bere il sangue. NO. Solo con Franci a maggior ragione.
E’ un vincolo che ho solo con lei.
Solo lei ha il mio sangue e so che ha questa merda di fattone dentro di sé e che mi ha accettato.
Perversioni. Romanticismo. Amore.
No, con nessun’altra. Lo rinnoviamo, è folle forse, ridicolo, ma è Nostro.
La butto a ridere ma sono sincero con Mì. E così via di nuovo a parlare parlare. Stamani ero a pezzi psicologicamente, non sono abituato a tutte queste connessioni con le persone.
State lontani, se vi do qualcosa poi mi devo riprendere. Infatti oggi dopo che mi sono cancellato mi mandava sms e le ho detto chiaramente di farla finita perché mi rompeva il cazzo. Mi ha risposto recepito e ha smesso. Brava. Così porcodio. Fammi respirare.
Che poi non vengo molto capito. Guarda la tua amica idiota. Io non avevo mica commentato a lei, ma al tuo link. Santoro mi piace, è molto ironico. Era solo quello. Ma non mi si capisce, mi spiego male. Ok, perché offendere, però? No, non capisco. Sono tutti egocentrici. Chi ti aveva calcolato??
Sono stanco
Di me, soprattutto.
Quindi dimmi di te che di me mi annoio.
Al solito quando puoi.
13 Giugno 2011
Machissenefotte della puzza, no? tempo due giorni e ci sarebbe il nanni-puzzo. la fai tua in poco tempo. E mi sembra giusto liberarsi del superfluo, non ha senso circondarsi di cose, di orpelli inutili e che distraggono.
Si, oggi sono allegro. Mi sono fatto una mattinata riflessiva, Fr postava Roger Waters dal lavoro, il suo album Amused to Death. Ci sono tre canzoni che mi coinvolgono particolarmente. Vabbè, tutto l'album in realtà, ma What god wants, watching tv e the ballad mi prendono proprio. ogni volta che sento Watching tv piango come un deficiente. Giuro. Quindi poi ero allegro per la legge del contrappasso e io tento a seguire sempre le leggi che faccio mie. Solo quelle che faccio mie, intesi.
Pausa caffè con Fr, che è passata prendendo un permesso dal lavoro e abbiamo scopato alla grande. Cosa voglio di più? la mia donna che fa pausa per scopare con me e poi torna al alvoro. certo che sono allegro, sto da dio.
E poi i miei, cha quando sono di buonumore mi fanno ridere e quei cazzo di levrieri idioti che non frequentavo da un pò
e alla fine Fr che mi telefona in lacrime perchè Ste ha fatto quella nota sulla sua pagina.
Lui stava male, ha scritto sia a me che a Fr, come ti dicevo. Poi ha fatto una nota dalla mail di Fr. beh, la signora non si scompone facile, ma penso che questa "mirtacosa" le crei uno stato un pò emotivo, perchè piangeva come un'idiota e io giù a ridere. credo che smetterò di ridere domani perchè quando dopo la rivedo giuro che non mi trattengo.
Che dannate checche che sono tutti e due!
Che siamo, ok. Tutti e tre.
Ma io nella loro emotività non c'entro questa volta. io piango per Watching Tv di Roger waters. Cazzo che genio genio genio.
Si, sono allegro e non mi va di pensare, adesso, che finirà. Come ti ho detto mi godo tutto. Sono tornato per miracolo, mi godo questo tempo rubato alla Grande Dama.
Oggi mi sento anche immortale. E non vedo l'ora di riscoparmi Miss Tuttalacrime.
Dom a Nanni:
Grazie un cazzo. Sei più testardo dei miei cani che cagano sempre sullo scalino del bar in piazza.
Ma sto insegnando alla femmina, che è un minimo più sveglia, a cagare sulla porta di casa di mia madre. Per adesso lo fa due volte su tre. La mia stima nei suoi confronti è enormemente salita. Rimane sempre uno dei cani più brutti che abbia mai visto, ma almeno ci rido.
Mia madre mi ha rimproverato, io rido ancora, cazzo mi rimproveri, ho 40 anni! Dice che sono uno "scemo" a insegnare queste cose ai suoi cani, sono "bieche ritorsioni" e che devo "andare a risciacquare il mio complesso di edipo irrisolto in Arno".
Ecco, cazzate e rido. Non rispondo, alzo le spalle e ridacchio. E lei che fa ancora più la risentita ma se è sotto Valium ci ride anche lei.
Mia madre è una continua fonte di incazzature o divertimento per me, dipende dall'umore. Il mio.
Mi vede che passo per la sua cucina, apro il frigo e le frego gli yogurt. Lei finge di protestare, ma li compra per me. Che rapporto idiota abbiamo. Molto triste.
Le ho detto dell'overdose, mi è venuto e basta.
Ha interpretato magnificamente il ruolo della primadonna disperata con una serie infinita di Oh Dominique Oh Dominique Oh Dominique.
-lei non usa mai diminutivi, il nome Dominique l'ha scelto e caparbiamente lo pronuncia sempre tutto per intero, si piace molto-
Si era incantata. Quando l'ho interrotta facendoglielo notare si è ripresa e mi ha chiesto come sto, le ho detto bene e sono tornato a casa mia.
E' mia madre. E' mia madre?
Credo sinceramente che avrebbe preferito avere un altro tipo di figlio. D'altra parte ha esattamente quello che si merita.
Uscendo ho incrociato anche quell'ombra di mio padre. Non lo vedevo da tre settimane, nonostante stia a un chilometro di parco da me.
ciao Dom. Ci sei.
ciao babbo. Si, ci sono
ah, pensavo tu fossi partito
no, ci sono
ah. pensavo male
si vede di si
e stai ancora con quella ragazza?
uhm, direi di si.
allora non sei gay
no, babbo, sono gay lo stesso
ah.
che devo rispondere, Nanni? me ne vado. Sembrano conversazioni assurde. Mi fa domande importanti, personali e me le fa così, in questo suo modo offensivo e noncurante. E poi non ha le palle di affrontare le mie risposte. Quindi mi diverto a confonderlo e andare via. Alla fine penso che non gli importi niente. Potrei dirgli che sono gay e lo prendo in culo dal papa mentre mi faccio berlusconi e non farebbe una piega.
E' sconsolante, deprimente, mi straniscono. Quando mi guardo con i loro occhi sembro pazzo, ma sono loro quelli pazzi. tre settimane e nemmeno sapeva che ero qui a casa. Non sanno niente di me.
Ma perchè ti sto scrivendo tutto questo?
12 Giugno 2011
Urge una visita dal dermatologo, amico mio. lo vedono subito cos'è, senza bisogno di esami, penso. Puoi farlo privatamente, però 100 euro ti partono. E non hai soldi. e cazzo mi dispiace. E cazzo vorrei aiutarti. E cazzo tu non me lo permetterai. E cazzo ti rispetterò.
Però vacci. Può anche essere solo candida.
Ti brucia quando fai sesso? ti brucia di più appena prima di venire? Comunque lo vedono e basta una crema e pochi giorni.
E strafottitene del proprietario, alla fine non cambia niente se si incazza. Non può essere in grado di cambiare la tua vita, può solo romperti i coglioni, togligli questo potere, fattelo scorrere addosso. Hai detto fine giugno, è lui che non si è fatto pagare da quell'idiota. cazzi suoi. Emeriti cazzi suoi. C'è gente che sta anni abusivamente in una casa senza pagare, sei tu che ti fai scrupoli di coscienza, perchè sei buono e onesto. ma non trascendere nell'autolesionismo e fottitene. Ma se conosco poco Nanni, Nanni ha momenti di rabbia ma ce la fa e poi se ne fotte ed è se stesso. Nanni ce la fa.
Te lo dico perchè anche se ti appoggi a Cà, anche se credi di essere una pippa perchè allarghi i recinti (che poi sai benissimo di non esserlo) in realtà i tuoi sono solo sfoghi. Non dipendi da nessuno, non ti aspetti mai l'aiuto di nessuno e questo ti da quella marcia in più che alla fine ti permette di essere in ogni caso vincente. Anche se fai fatica, anche se non avessi più casa e dovessi vivere sotto un ponte tu saresti vincente, tu non ti perdi. Non ti accolli alle persone, non hai dipendenze. Questo crea momentanei o lunghi disagi e tristezze, ma la tua vita sarà preziosa e bella.
Non sono parole, Nanni, lasciatelo dire. Ho venti cazzo di anni più di te e vedo che hai miliardi di possibilità in più di non affogare. Io me le sono giocate, perchè i salvagente si costruiscono prima, all'età tua. Sei un grande, qualunque cosa succeda. Non importa se adesso lo capisci. Lo capirai più in là se non l'hai già capito. Ma io lo vedo. Lo so. Ne ho conosciuti di ragazzi, era il mio lavoro e posso dirti che tu andrai in culo a questo mondo.
Anche io vado in culo al mondo, ma in modo diverso. Io ho la disperazione di chi non capisce e non capirà mai e alla fine se ne andrà solo per cercare una tregua. Ma quelli come te rimangono perchè sono quelli che possono realmente cambiare il mondo e le persone. Partono da se stessi, continuano con le persone che hanno accanto, se hanno metodo e fortuna diventano anche dei fottuti predicatori, o politici, o filosofi, o scrittori. Gente che rimane. gente che ci vuole, necessaria come l'aria.
Fr è una matta, ma è come te. Cambia le persone in meglio. Quando sei così c'è come una spia, dentro, che ti impedisce di cedere e andartene.
Sto pensando molto al fatto che Fr risulta, per lo stato, una malata di mente e io un tossico.
Ho permesso alla droga di prendere il mio cervello e cambiarlo.
Ho molto in comune con la mia signorina. Vedo che ragioniamo sugli stessi binari. Ho fatto anch'io innumerevoli visite da illustri psichiatri, hanno classificato anche me come malato mentale anni fa.
Balle. Tutte cazzate.
Malattia mentale!
Così evanescente, inclassificabile, indesiderata e terrificante. No, non la vuole nessuno. Tutti lontani, tutti a distanza di sicurezza perché la malattia mentale è difficilmente gestibile, dicono. Incomprensibile dico io.
Classificazioni prive di senso.
Poter pensare tutto e il contrario di tutto in pochi minuti, vivere un evento come definitivo e poco dopo come relativo a quell’istante, toccare picchi incredibili e poi sentirsi in imbarazzo o inadeguati perché siamo stati felici, o tristi. Perchè gli altri non sono tristi o felici allo stesso modo, hanno un comportamento più consono e adeguato. Destabilizzazioni che provengono da noi stessi, quindi non c’è modo di scappare.
Se qualcuno ti tira un pugno puoi renderglielo, ma quando a tirarti un pugno è la tua stessa mente ti accucci a difesa, nell’assenza o urli dentro. E nessuno può capire quell’urlo, perché tu non stai urlando, non nel modo in cui sono abituati. Nessuno capisce quell’assenza, perché non possono materialmente raggiungere la tua mente.
Interruzioni? La malattia mentale è frutto di interruzioni? No, secondo me è frutto di iperconnessioni. E’ l’estremo tentativo che abbiamo per capire, difenderci, vivere noi stessi. Non importa la causa, se sia fisica, o se sia un trauma, o una vita difficile, droghe. Scatta qualcosa e diventi iperconnesso e non smetti più.
Subentra la chimica che ti da tregua, ma è un circolo vizioso in cui ti senti coccolato e sostenuto da qualcosa di esterno e allo stesso tempo ti deprime dipendere da qualcosa che non siano le tue sole forze. Accusi anche tutti i dannati effetti collaterali e le astinenze.
Dico malattia mentale, ma non ha senso. Fr non è una malata mentale, nemmeno io. Non lo so cosa siamo, non credo nemmeno abbia importanza. Quello che mi fa stare bene adesso è che nutro una fiducia profonda nelle capacità di questa mia signorina. Sta male e il suo cervello sta lottando in ogni modo possibile per curarsi da solo. E' solo e semplicemente tutto qui.
Per me è un'altra storia, io sono andato troppo oltre, ma lei mi sta accanto lo stesso. Ti prego di non leggere queste mie parole come un tentativo di generare pietà o consensi o coccole. Non sono così, sarbbe profondamente offensivo da parte di chiunque credere che io voglia aiuto. O che lo cerchi. Sono estremamente lucido nella mia analisi. Sono felice che adesso ci sia lei e me la godo, mi godo ogni fottuto istante con lei. ma finirà. Tutto prima o poi finirà. Voglio solo avere io il potere di farlo finire. E' tutto quello che pretendo dalla mia vita. Lo sai, te l'ho già detto.
Non ci arrivo a essere vecchio, non mi ci vedo, sarebbe il mio più estremo fallimento.
Mi voglio godere anche te e le tue mail e lo faccio. Anche gli sms. Alla fine non ho molto tempo perchè fra poco vado via e starò via tanto, senza contatti. Mi brucio questi giorni alternando una gioia profonda a un totale disgusto per il mondo e per me stesso, ma una costante rimane e siete voi.
Bene averti scritto e conosciuto, anche se non ricordo come sia successo. Bene che Nanni sia nella mia vita.
Ora però muovi il culo e fai anche questa: vai dal dermatologo.
Ti abbraccio.
11 Giugno 2011
Sono allergico a tutti.
Sul serio, detesto l'umanità in ogni sua cazzo di forma. Misera, putrida, offensiva.
Non ne posso più.
Vedo solo Fr, solo lei da sollievo.
Il resto non lo tollero, nemmeno su Fb.
Percepisco tutti come troppo entranti, anche solo con un cazzo di "mi piace".
Mì la getterei in un falò e starei a guardare tutta l'ansia che mi comunica bruciare con lei.
State lontanti da me, non mi esisto, dimenticatemi vi prego. Nemmeno vi prego, lo pretendo.
Sono oltraggiato dal respiro di altri esseri viventi che cercano di intercettare qualche modo il mio. Eclissatevi, morite tutti.
Tu no. Ieri non ho risposto perchè dormivo.
Sto inziando a dormire la notte e stare sveglio di giorno. Sento meno la mia solitudine, partecipo maggiormente alla vita vera penso. La notte mi declassa a mostro inesistente, ma io voglio esistere in qualche modo, migliore di quanto non lo sia stato finora.
Scrivo cazzate, la testa è triste. Mi vivo un lutto che non è reale, ma è come fosse il lutto per ciò che ero e non voglio più essere.
Basta, Nanni. Basta stare così, in bilico fra il desiderio e la vita.
Fr mi sta inconsapevolmente insegnando che può esserci una strada, al di là della mia logica del cazzo che non fa che trascinarmi più a fondo.
Ha ragione Nash, Nanni. la logica che comprendo adesso è l'amore.
10 Giugno 2011
Perché.
Rispondo perché sei tu e non credo sarà una risposta.
Ho dormito un cazzo, ero felice però. Con Fr andava benissimo, sono innamorato perso. Stavo bene, quindi. Molto. L’LSD mi ha steso. Pensieri a mille, ma solitudine. Troppi pensieri, troppa fattanza. Sono tornato indietro di non so quanto. Mentre ero a casa continuavo a pensare pensare pensare. Fr, lsd, autogrill, droga droga droga. Non ho controllato, semplicemente. Controllo da settimane. Non è una scusa, non ho scuse. Non c’è una ragione. Quando sto bene in teoria non dovrebbero esserci cazzi, ma ci sono stati. Coscientemente ho preso il naloxone, tutte e 10 le fiale. Coscientemente sono andato a prendermi quello che cercavo sapendo di avere abbastanza tempo perchè Fr non capisse immediatamente. Lucido, a te non dico cazzate. (ma lei ha capito lo stesso)
La mia dose erano 5 mg, anche di più alla fine e non sempre vai in overdose.
Diciamo che è un rischio, ma non capita sempre. Se avessi un’overdose ogni volta o quasi non ne avrei avute solo 5. Per tre anni mi sono fatto ogni 4 ore, poi più saltuariamente. fai il conto di quante dosi sono.
E’ più frequente quando non sei più abituato, perciò sono andato sui 3 mg. Ho sbagliato a farmela tutta, avrei dovuto provarne un po’ e poi continuare. Era pura, non era una merda, ma è successo. avevo voglia di sentire la botta subito. Errore. Ma nessun dolore, nessuna sensazione, non ho ricordi.
Ricordo solo quando sono tornato, mi hanno fatto 8 fiale, pure troppe, è stato un bello shock tornare così. Solita sensazione di ricominciare a respirare, il dolore, la dose bruciata dall’antidoto. Solita merda. Sono rimasto lì, non ce la facevo a venire via subito. Loro agitati, io mezzo incosciente e non capivo un cazzo. Si sono occupati di me, li conosco da anni alla fine e uno di loro ha semplicemente ricambiato la cortesia fattagli anni fa, suppongo. Sanno come fare, tutti lo sappiamo. Quindi questa volta devo la mia vita a Fr e a due tossici. Triste direi.
Tutto è triste, Nanni, lo so. Ma quello che cerco è forte, a volte non conta la tristezza, lo squallore, l’amore. Non conta nulla tranne farsi. Chi fuma una sigaretta, chi si buca. Chi si buca fa più fatica a resistere. O forse no, non lo so, io fumo 2 pacchetti al giorno ora.
Quando ti fai non pensi di poter rischiare l’overdose. Ti vuoi fare e basta. Lo sai che c’è la possibilità, ma è un rischio che corri. Non è nemmeno una brutta morte, non mi sarei accorto, ti ripeto.
L’avresti saputo così. Fr l’avrebbe saputo così. Si, questo mi importa, credimi. Di questo si.
Di morire no, e lo sai. Non credo che ci sia nulla dopo, nessuna coscienza di se, quindi a me non mancherà nessuno. E’ l’egoismo del tossico, del suicida.
Difficile spiegare. Del lavoro mi importa, ma per ora non ho possibilità vedrò a settembre.
Resto due giorni qui, mai stato tanto con Fr. Ma lo voglio, lo voglio davvero. Voglio vivermela.
voglio vivermi anche te. ti lascio cose, qui, per quando verrai e mi dispiacerebbe non esserci più quando Fr te le darà.
Era una dose, non ho astinenza. reggo, ce la faccio.
grazie di esserci.
boh. sono una pippa, ok.
09 Giugno 2011
Ti scrivo, qui, faccio prima che non dal cellulare e mi costa meno.
Ho accompagnato Fr, per fortuna ci eravamo chiariti.
Stanotte mi ha cercato alle due e sono andato da lei. Non abbiamo parlato molto, ma non importa, era chiaro a tutti e due cosa volevamo l’uno dall’altra.
Insomma, ero con lei a igiene mentale.
E’ rimasta calma, purtroppo un pò stralunata ma calma.
Ha esagerato solo un pochino, quando l’infermiera le faceva le solite domande che le fanno sempre, allora senti le voci? Quanti siete nella tua testa? … si è incazzata, ha detto che è stufa di raccontare i cazzi suoi a chiunque e che avrebbe parlato solo con lo psichiatra.
Per fortuna sono stati tranquilli anche loro e hanno concordato con Fr un day hospital a partire da sabato mattina, a igiene mentale di firenze. Ovvero in manicomio, porcodio.
Decideranno una terapia farmacologica.
Che dire? Non so. Vedremo cosa le diranno.
Poi via di corsa all’ospedale per la risonanza magnetica.
Ecco, lì ha un pò dato di matto, ma ci stava secondo me.
Ero ad aspettare seduto in corridoio e mi hanno chiamato dicendomi che si rifiutava di fare l’esame.
Molto calmo molto dandy sono entrato e Fr mi ha spiegato che il medico, vedendola nuda, le aveva detto “oh, abbiamo una rossa che si tinge di nero” e lei ha GIUSTAMENTE risposto “oh, abbiamo una testa di cazzo con un camice bianco”. Bah, che dovevo fare? L’esame andava fatto, l’ho calmata e ha fatto tutto, ma solo dopo le scuse del medico. -dio, che donna!!!-
Però aveva ragione, cazzo.
Poveraccia, davvero un’ora e mezza in quella macchina del diavolo. Tre clisteri di gel e lei zitta zitta a farsi fare tutto.
Ma non sai quanto amo questa dea, potessi farei io tutta questa roba schifosa e molto umiliante. Mi capisci, no?
Alla fine aveva un mal di testa pazzesco, quindi siamo a casa mia e ai bambini ci pensano i relativi padri oggi.
Stanotte è stata dura. Non sai quanto ho pensato di prendere la macchina e andare dal mio “fornitore” per non pensare più a un cazzo. Finalmente libero dal dovermi trattenere.
Non l’ho fatto solo perché avevo discusso con Fr.
Non ricomincerò con una motivazione così, non le darò mai questo peso da portare e voglio che sia sicura di questo, altrimenti finisce per trattarmi da idiota come fanno tutti.
Lei con me è se stessa, si incazza, è sincera, mi dice quello che pensa senza pensare che ha davanti un fattone.
Con lei, per lei, sono Dominique.
Devo imparare tutto. Nessuno è mai entrato nella mia vita, capisci? Nessuno che sapesse dove fossi, o dormisse con me, o mi facesse impazzire così a letto.
Questo mi sta facendo diventare scemo, faccio cazzate.
Sono sempre scappato perché non è mai valsa la pena e perché nella mia vita alla fine non c’è mai stato spazio per nessuno.
Non a caso sceglievo generalmente uomini, perché non sono completamente gay, perché di un uomo non mi innamoro.
E poi sono stato impegnato nei viaggi, negli studi e nella droga, portano via tempo e energie, no?
L’autodistruzione comporta necessariamente una ferrea disciplina.
Pensavo fosse solo il ricordo di lei, le ho detto subito che volevo scopare, ma non pensavo a nient’altro.
La mia solita routine di cazzo, insomma.
Non avevo calcolato che mi potesse piacere sul serio, ne sono ancora scioccato.
Barcollo, Nanni, ma lei evidentemente lo capisce.
E non mi importa se spacca i finestrini alle macchine, o se va a igiene mentale. Mi fa sdraiare dalle risate ogni giorno e tutta questa allegria mi fa un gran bene, alleggerisce molto il Dominique serioso e troppo logico-per-autodifesa. Bello toccare la propria sensibilità, dici. Forse si.
Tu come va? Come procede il papi-day?
Nemmeno io ho mai parlato con mio padre, lo sai. Nemmeno mi pongo più il problema da diversi decenni. Sta nel suo studio, o al suo club del cazzo e mi va benissimo così. Morissero non me ne fregherebbe nulla. Sono insensibile? No, realista, credimi. Non lo sento questo debito con loro, solo perché hanno scopato e sono nato io. Cazzi loro.
Mi hai fatto morire dal ridere nel messaggio. Ma come si fa ad addormentarsi???????? Hai il pisello insensibile!!! Povera Cà, ci sarà rimasta male. Non farle pensare che non ti fa godere, però. Ma tanto sei bravo, sensibile, sicuramente hai risolto la situazione. Però che cazzo!!! Ahahahhahahahhaha!!! Diavolo, che scena!
08 Giugno 2011
Ci stavo pensando.
Se ti adegui fai parte del sistema, ma di fatto lo sei già.
Se cerchi di viverne al fuori -come faccio io- sei comunque un infelice e uno solo. vorresti farne parte, vorresti essere idiota come loro.
Annullare i pensieri non serve a molto se te li annulli con qualcosa che ti fotte fisicamente. Lì per lì accetti le condizioni ma poi stai di merda lo stesso e ti odi.
Viaggio, ma chi viaggia deve tornare.
non mi sono mai legato, ma alla fine ho ceduto anche io.
mah. se trovi il modo fammi un fischio, divento tuo discepolo.
07 Giugno 2011
una donna si alza
esce
sbatte la porta
una poesia sconcia
me l’avevano detto di non leggere poesie sconce
qui
troppo tardi.
i miei occhi non vedono alcune righe
la leggo
fino alla fine-
disperato tremante
che schifezza
non possono sentire la mia voce
basta, è finita, sono
rovinato.
e più tardi, in camera mia
trovo birra e scotch:
il sangue d’un codardo.
questo dunque
sarà il mio destino:
scribacchiare per quattro soldi in stanzette semibuie
leggere poesie di cui da un pezzo mi sono
stancato.
e una volta credevo
che gli uomini che guidano l’autobus
o puliscono latrine
o ammazzano altri uomini nei vicoli
fossero degli idioti.
_Charles Bukowski_
Non riesco a pensare. Bene così.
08 Giugno 2011
Ho riletto il Candide di Voltaire stanotte.
Grave errore. Detesto quel coglione di Candide con tutta l’anima. Nonostante tutto a me è sempre stato e sempre resterà cordialmente sui coglioni. Voltaire lo amo, ma cazzo! Per confutare l’optimisme ha creato un personaggio antipatico sul serio. Meglio di Pangloss-Liebnitz, però. Quello lo detesto perché detesto la teoria dell’ottimismo e vada affanculo Liebnitz con il suo bel mondo. Però la fattoria per curare il mio giardino la vorrei.
Uhm, no.
Mi sembrerebbe anche una vita sprecata, troppo assurdamente ripiegata su me stesso. No, mi verrei a noia nel giro di pochi mesi e dovrei partire per trovare un nuovo Dominique.
Credo davvero tu sia la persona che potrebbe dividere tutto questo con me. Ci coltiviamo il nostro giardino e ogni tanto ce ne scappiamo in qualche angolo di mondo, a fare gli esploratori-di-anime. Le nostre e quelle di chi abbiamo la fortuna di incontrare. Perché se c’è una cosa che ho imparato viaggiando come un barbone è che ci sono tante più belle persone di quello che crediamo abitualmente. In ognuno di noi c’è un bello e un brutto, ma quello che voglio dirti è che tutti hanno qualcosa di bello. Oh, ho le mie antipatie e lo sai, ma credo stia a noi, alla fine, riuscire a trovare la particolarità che rende bella ogni persona.
Ok, era Dominique in viaggio. Dominique quando è stanziale diventa insopportabilmente misantropo e necessariamente solitario, lo sai.
Quando viaggio sento di avere Dominique in mano perché ho talmente tante possibilità di essere me stesso che mi gira la testa. Per mangiare ho fatto i lavori più assurdi, ma è proprio questo che mi ha fatto conoscere realtà sempre diverse, che mi hanno sì, incasinato il cervello, ma mi hanno anche fatto sempre incuriosire di più.
La curiosità è una droga. Credo di aver fatto tilt, però. Come dicevano gli Amiga, sono andato in guru. Troppi input e Dominique adesso è in fottuto stallo.
Viaggiare con te sarebbe di nuovo una meraviglia.
Vorrei viaggiare anni con te e qualche mese con Nanni. Cazzo, Fr, quel ragazzo sarebbe il mio compagno di viaggi ideale, lo so.
Vorrei portarlo in Patagonia, a camminare per quelle assurde lande sperdute dove tocchi il cielo. Non credo che nessun altro capirebbe. O me la farebbe prendere bene così.
Voglio andare con lui in capo al mondo e urlare a squarciagola “sono vivo”. Una cosa da uomini, da fratelli, da esseri umani che creano un contatto e un legame in un momento assurdamente perfetto.
Mah. Prima o poi devo scrivergliela, questa cosa. Sono tornato diverse volte a pensarci e quando un pensiero torna spesso alla mia mente inizio a dargli peso.
Eli, piccola mia, tu sei il mio pensiero quasi-fisso.
Cancella quello di levarmi dal cazzo.
6 giugno 2011
Ritorno di merda.
Ritorno dal trip difficoltoso. Ancora la sensazione di non sapere dove sono né perché. So solo che sono solo e non so dove. Ormai non me la faccio prendere male, aspetto, passa. Avevi ragione, credo. La gente del tuo paese è strana. Non so, o era l’effetto della roba o mi guardavano strano. In genere tendo a diventare un pò paranoico ma credo anche che fossero realmente così.
Non sono strano, io. A parte il nero vesto normale. Ho solo i capelli un pò lunghi, ma nemmeno tanto. La sciarpa al collo è un’abitudine e adesso una specie di necessità. Ho usato anche il collo, si vede, guardano. Mi infastidiscono perché alla fine non sanno un cazzo ma pensano di sapere che mi buco. No, non sanno un cazzo.
Poi quella tipa e la mia fissa che non posso sapere finché non provo. ho evitato per tutti questi giorni, ora basta. So essere testardo anche col mio pisello.
Una ragazza che ti si avvicina, ti si siede accanto al bar e ti chiede se quella che ho nella custodia è una chitarra e se suono vuole scopare, no? Escluso. Poi ci ho ripensato e non è che io parli molto anche con le donne, quindi o ci stai o te ne vai. Non lo dico, chiaro. Però lo faccio succedere. Nessun senso di colpa, come a Praga. Mi giustifico bene da solo. Però niente. Non me ne fregava nulla, anzi, mi faceva una gran fatica. Mi sgancia i pantaloni e penso che non lo sta facendo LEI. Addio. Credo che anche volendo a quel punto non ce l’avrei nemmeno fatta e questa volta ero io e non l’ero. Mi sono incazzato. Te l’ho detto, non volevo innamorarmi né avere una donna. Sono mesi che andiamo avanti a chiederci ma sta succedendo? No, dai. E intanto è successo.
E penso che sono un grande stronzo e hai ragione tu. Omissione e basta se succede.
Fr è una cazzo di santa, di guru, di lama. Non lo so come cazzo faccia. E hai ragione di nuovo, prima o poi si incazza. Non che questa volta non sia incazzata. Ho provato a farla ragionare ma mi ha detto chiaramente che i miei ragionamenti potevo ficcarmeli in culo. Lei era furiosa, io calmo, quindi mi ha detto di lasciarla stare per un pò.
Francamente non ho avuto paura, ho troppa stima di lei per pensare che alla fine non avrebbe capito, ma mi è dispiaciuto. Mi rode il culo, come dici tu. E Fr è pazza. Parecchio. Mi ha accolto come se fossi dio in terra sul serio, ma mi ha detto scopo con te perché mi va ma sono incazzata. Le ho risposto che ok, mi andava bene lo stesso e questo è stato il nostro saluto dopo dieci giorni. Non te lo puoi immaginare così, quindi non mi annoio ma mi dispiace. Avrei voluto dirle un sacco di cose, pensieri belli su di lei, invece ci faccio entrare il sesso e non dico niente, rimangono pensieri.
Volevo provare, ho provato, è andata bene per fr. Cosa vuole di più? Io ragiono così. Se entri nella mia testa tutto ha un senso. Grazie a non so cosa anche questa volta è entrata nella mia testa e siamo finiti alle prese di culo. Gliel’ho spiegato che deve dirmi anche le cose che le sembrano evidenti, quindi quando mi ha detto che non ce la faceva a essere arrabbiata con me e che la cosa la divertiva anche perché sono un idiota è finito tutto.
Io me ne sarei andato. Fine. Quindi mi rode il culo, mi sento uno stronzo.
E non è nemmeno questo alla fine. E’ che aveva ragione lei quando mi diceva di non prendere allucinogeni adesso. Ero convinto, e anche preparato. Vado in una cripta di mummie e non mi faccio nemmeno un trip? Non esiste. La sconto con la cazzo di voglia di una dose che so come mi farebbe stare e che si fotta il mondo. Stasera le ho provate tutte, ma ho una tosta accanto, mi smontava. Alla fine mi ha detto se lo fai tu lo faccio anch’io, se è così bello voglio provare. Che cazzo, ma ti pare? No. E sono ancora qui con la voglia ma non me ne vado a prenderla. Fanculo le comunità, ecco cosa ci vuole.
Quando sto così non riesco a pensare. Vorrei scrivere e niente, penso a quello. Mi incazzo con me, il passato non si cambia, ma allora vorrei cambiarlo io nella mia testa. Mi importa non vivere? Mi importa stare su un letto strafatto a godermela anche se dopo qualche giorno torna tutto? no. Non me ne sbatte un cazzo. Mi va bene, capisci? Non ha importanza la dipendenza, posso farmi altre dosi senza sbattermi più di tanto. Chi lo dice che non vedrò più niente allo stesso modo, che non si gode più di nulla? Se non me ne accorgo non importa un cazzo nemmeno quello. Sto bene e vaffanculo. E penso che sia solo questione di quando, non di se. Ora però aspetto il tibet. Per tutto aspetto il tibet.
In università vogliono vedere che da solo ce la faccio. Ok, ho saltato la pisciata al Ser T perché ero via, ma cambia poco. Vado stamani, vado adesso, lo vedranno adesso che non ho eroina con me porca puttana.
E tu sei stato un grande venerdi. La vita va anche così, non vedo perché tirarsi indietro. Te l’ho detto, un giorno sarai come me, non ti riuscirà se non con Lei. Ok, sarai fottuto e allora goditela adesso. Lo fai. Grande. Te la gestisci meglio di me, cazzo devo dirti? Imparo io
La solitudine. Guarda a cosa può portare, stai lontano dalla misantropia. Quando ti senti meglio di loro, un gradino più in alto o cento di più, perché tu pensi e loro no, alla fine ti porta a un tale distacco che disimpari anche le minime relazioni sociali. Diventi un autistico come me. Sono sempre stato così, anche alla tua età, ma ora sono seriamente sempre solo e il bello è che è ciò che voglio. Ho fatto di tutto per non avere nessun legame che imponesse ritmi e abitudini anche di cuore, ma alla fine credo faccia parte del nostro dna legarsi a qualcuno. Ci illudiamo che passi meglio. Forse è anche così. Certamente fr me la fa passare bene, questa vita. Ma penso che finisce, lo penso ogni volta e allora non ha senso nemmeno lei. O meglio, ne ha adesso e me la vivo, non ne avrà poi, e allora me ne vado anche da qui. L’unica cosa che abbia avuto un senso è l’eroina, perché è l’unica relazione che capisco. Mi fa stare bene, mi fa stare male se non ce l’ho. Stop. Nessun falso sorriso, parole inutili, fisicità non richieste. Mi hanno detto non è vita.
Perché. La tua si? Chi stabilisce, qui, cosa è la vita? La maggioranza non è tossicodipendente da eroina e allora nemmeno io devo esserlo? Mi distruggo il corpo, lo chiamano autolesionismo? Ma davvero credete che me ne freghi? Il bello dell’ero è che di pure quello che ti pare NON MI INTERESSA.
Saranno giorni duri. Di questo non ho più voglia. Resistere resistere resistere. Ma ricordatemi perché!
Un figlio ti ferma? Basta coglionate misantropiche e tossiche, fai il padre? Per qualche settimana sono stato anche padre di qualcosa che non nascerà ed è stato strano. una parte di me, l’uomo con gli ormoni, avrebbe voluto quel figlio, ma solo ed esclusivamente perché era di Lei. Fanculo. Ch non è mio figlio, non deve affezionarsi. Fr lo sa e capisce che il mio stato mi porterebbe a mettere in atto tutti i miei progetti, ma più in là è meglio sarà, adesso. Però gliel’ho chiesto, egoisticamente. Quando lo faccio resta con me. Ci ha pensato due settimane, mi ha detto di si. Mi faccio io, non chiedo a lei. Voglio solo che resti con me. Giudizi? Non mi interessa nemmeno questo. So che se voglio andarmene ci sarà la mia donna con me. Mi rende felice.
Sono logico e razionale per la maggior parte delle volte, ma una cosa la sento. Sono nato innamorato di fr, quindi aspetto ancora un po’ a farmi. vero o no se lo penso è così.
Non sono a casa mia. Sono qui e ci resto. Non ho voglia di andarmene alle sei. Mi devo riprendere. Devo dormire. Basta con questa cazzo di mail di merda, scrivo solo stronzate. Te la invio domattina se la ritrovo, ora devo dormire.
05 Giugno 2011
Cos’è questa storia dei sogni? L’educazione, crescere è un’attitudine. Un bambino inventa se stesso sulla base di quello che lo circonda, dagli stimoli che riceve. Perché mi hanno insegnato fin da bambino che esistono i sogni e mi hanno dato il brevetto di volo con le loro favole? Hanno dato corpo a qualcosa che non esiste. Se nessuno mi avesse detto niente di niente io non avrei sognato. Non è snobismo. E’ realtà. Chi mi dice che con un’assenza di stimoli sognatori non sarei cresciuto vivendo immerso nel mio radioso presente senza dannarmi l’anima bilanciando sogni e fallimenti. Che poi facciamo un cazzo di limite, per dio! Quando arrivi a 100 sogni calpestati ,basta. Stop. Dai, sei out, lo sappiamo e non te lo ricordiamo più ogni minuto. E 100 sono anche troppi perché visto che mi è stato insegnato che realizzare un sogno è la cosa più bella del mondo 100 fallimenti e vai che sono oltre San Sebastiano e le sue frecce. Insomma, cazzo, nemmeno mi alzo più dal letto e fatemi l’ultima. Ma come potevano vivere nelle grotte? Desiderando cosa? Abituati a non avere le deliranti comodità dei nostri gloriosi giorni cosa diavolo potevano desiderare? Non penso il lavoro della vita, quello che ti rende ricchissimo e soddisfattissimo, o l’amore eterno, o una stracazzo di macchina da pisello-frustrato. Piccole cose, quotidiani, essenziali. Ho fame ho sonno, ho freddo, sono triste, dolore, gioia, curiosità. Non sono sogni, sono desideri realizzabili e sono quelli che alla fine ci rendono felici. Poi le manie di onnipotenza, la rabbia, dio e le cazzate cazzate cazzate e l’amoreeeeee, che a Petrarca glielo farei vedere questo amore qui hanno iniziato a fotterci il cervello e la storia. Ma guarda te che le persone più soddisfatte del mondo sono quelle di una qualunque tribù africana pre-occidentalismo. Le loro belle stronzate le fanno, ma vivono meglio dentro. Vivono, nascono, muoiono. Un ciclo di cui sono coscienti e già assolutamente consapevoli fin da bambini. Noi presuntuosi onnipresenti e inconsapevoli teste di cazzo che ci alziamo la mattina per metterci in un traffico alienante per fare un lavoro stabile per decenni o alla decennale ricerca di un lavoro stabile. Seghe sulle carte di credito e sborrate su schermi Lcd. Io non ci riesco. Porca vacca puttana, non ci riesco. Ho qualcosa nei geni? Ho qualcosa nella testa? Io. Non. Ci. Riesco. Voglio scendere porcoddio. Voglio uscire e fatemi uscire adesso. Rose un cazzo. Qui non ci sono più rose. Qui c’è l’uomo di adesso che ha come scopo principale distruggere distruggere oh che bello andiamo a distruggere. Cazzo me ne fotte se qui c’è una grotta da millenni? Io ce l’ho grosso, quindi ci scrivo sopra che esisto e ci stupro la pietra con una bella struttura moderna che le so fare bene. Grazie. Ce ne fotte parecchio a noi pietre millenarie in culo alla tua misera pidocchiosa vita di merda. Ma quante scritte ci sono qui? Nanni, sei nato in un posto troppo bello per viverci. Idioti del cazzo. Dovevano starsene più in là e trovare quella stramaledetta sala delle torture nella torre perché la volevo vedere. Gli crolla tutto al castello, i cunicoli non si trovano ma ci sono. Eh, si. Come dio. Dio è un cazzo di cunicolo a Massafra. Oh, io giro e trovo dio ovunque. Stai a vedere che esiste e lo scopro strafatto come me. Strafatto lo è. Distratto dalla fattanza. Chi creerebbe un qualcosa di bello per poi metterci una razza che te lo pungola ottusamente? Ah, ok. Siamo gli antistress di dio. Si fa punzecchiare il culo e quando non ne può più ci scarica addosso qualche scenografica catastrofe naturale. E noi giù con i telegiornali e le raccolte fondi e lui su che se la ride e si rifà un trip. Croci? Ma radiamo tutto al suolo! Tiriamole giù, queste croci e ficchiamole in culo a questi stronzi simbolo dell’ottusità dell’uomo. Siamo un fottuto virus. Ha ragione Mr Smith. E il virus non si innamora. Tutte favole favole per chi le sa ascoltare. Mi tappo le orecchie l’anima e le vene e basta.
E nemmeno vi parlo.
Fanculo.
4 giugno 2011
Il tempo. La chiave è il tempo che non abbiamo, si. la partenza la nostra fonte vitale che ci uccide. Ironico, no? L’ossigeno che ci uccide facendoci vivere. Ne parlavamo Fr nella stanza perfetta. Sai cos’è l’lsd Nanni? Fottere il tempo. Non esiste tempo, io sono avulso dal tempo. Il mio corpo no, ma la mente non c’è. Dove sono ha importanza solo per quello che mi fa vedere e toccare, ma non è importante per me stesso. Input selezionabili e cestinabili. Vacanza dal tempo è la vacanza migliore, la non schiavitù della vita. Cosa facciamo ogni cazzo di giorno? Abitudini per farci sopravvivere meglio. Vacanza anche da quello. Le mie coordinate spazio tempo non esistono più e nemmeno so dove sono. Ci siete voi, ci sono io. Va bene. E non siete qui e va bene. Resto qui mentre fa buio e sono solo e finalmente niente più chi sono e dove sono, non me ne frega più niente. sempre a preoccuparci di chi siamo per scegliere la maschera adatta. Non ho maschere, le avessi avute sarei stato un uomo felice con la maschera dell’uomo felice. Ma sono il burattinaio di me stesso e regolo i fili come pare a me non come pare a voi quindi non lo fare probabilmente o lo faccio talmente da dio che a voi sembra di no. Ma che me sbatte a me che sono me Mi strafaccio di trip e sto ore in assenza? Si, porcodio. Fr tu non scordare che ci sono io non ricordo adesso le indicazioni ma te le ho date per forza non mi prendo roba così e lo so. Non hai ancora scritto posso stare ancora così. Sei l’ancora al mio tempo non lasciarmi andare sarebbe troppo facile ok? Nanni devi provarlo una volta nella vita ma non da solo. Perché dobbiamo assistere alla fine delle cose? Perché non possiamo decidere noi quando farle finire? Cosa ci trattiene ogni volta ad aspettare di vedere i vermi rosicchiare pensieri un tempo perfetti? la perfezione imputridisce come noi, il cervello è un fottuto cancro che divora la vita. bisognerebbe davvero essere perennemente fatti come prima che nemmeno capivo la cicciona del bar e che cazzo me ne fotte se sono il tossico qui non sono figlio di nessuno né fratello o marito. Marito che merda. Oh, mia madre è viva. Cazzo, quella donna è viva. Voglio davvero sniffarmi le sue ceneri. In vena no, quella merda nel sangue non la voglio solo roba pura. Un cazzo di burattinaio rotto ma com’è che suono la chitarra da dio e non parlo ha un senso solo se siamo in un mondo che non sto riconoscendo. Nanni dovresti vivere qui e avere una valanga di soldi e scrivere scrivere strafarti e leggere la vita e la morte e cazzo scrivere anche di amore che non esiste ma c’è e di tempo che per te non passa e di scopate con mille donne. Mille e tre. Arriva a mille e tre e poi basta. E’ facile, ne scopi due a settimana per anni e ce la fai rapido cancella il cazzo come priorità e fatti la tua dea dalla quale scappare ma che sarà l’unica che riuscirà a farti tornare. Ma scappare sempre sempre non da se stessi quello mai ma da tutto il resto. Passo indietro, guardare il panorama con distanza utile arretrare e annullare la coscienza e i legami se ci sei dopo meglio perché ti volevo sul serio se non ci sei più significa solo che eri sostituibile. Fr non andare via porcodio non ci provare ma lo so che ci sei. Ti ho avvertita tante volte che sono rotto ti prendi qualcosa di rotto ma lo sai. Reazioni chimiche. Voglio conoscere satana. dio è un cunicolo e satana è laggiù in fondo vado a vedere e poi mi fotto anche dio
03 Giugno 2011
Hanno ancora Gesù inchiodato alla croce.
Ma perché.
Perché ricordarlo così, dare idealmente pene eterne a chi si venera?
Ora lo so.
Gesù che amava i derelitti, le merde, gli esiliati, i pazzi chi può amare se non il diavolo?
Satana il ribelle che ha perso la sua guerra contro Dio padre ed è stato esiliato è il reale amante di Cristo. Gesù si scopa il diavolo.
Tu sei la loro figlia.
Tenetelo inchiodato sulla croce, illudetevi che sia buono.
Semplicemente al vostro Gesù non gliene fotte un cazzo di voi noiosi fissati tristi pedanti stronzi che galleggiano in questo cesso di mondo.
Sta scopando, ok? Ride e ride alla grande con quell’altro folle e magnificente figlio di dio. Gloriosi, incestuosi, vittoriosi in culo a chi ha dettato le sue regole.
Gesù ha fottuto il sistema, Fr.
Vivere nelle regole, negli orari, farne i propri canali di comprensione del mondo è aberrante. Ti liquefa il cervello e ti rende informe e placato. Dio ha vinto, tu hai perso.
Le regole non le ha nemmeno decise lui, a questo punto. Le abbiamo inventate, reinterpretate per stuprarci quotidianamente le coscienze. Esseri inesistenti che galleggiano in una gelatina oscena.
Cazzo, anche io galleggio da troppe ore.
Stasera suono ancora. Sto buttando giù una scaletta.
Suono per i vecchi di qui. Non so che cazzo vogliono da me, ma suono. A me basta suonare.
Vedi bene che ha sempre un senso che mi porti dietro la Fender e gli amplificatori.
Non passa questo stato. Ancora non dormo.
Nanni, però mi rendo conto di averti risposto dopo ore.
Una quasi assenza di stimoli qui all’inizio, ma se vedi bene ogni cosa è una prigione per il corpo e un cazzo di calcio in culo per la testa. Sono siamo sono prigionieri fra spesse mura di pietra, orpelli senza senso e croci croci decine di fottute croci. E le preghiere nenie che ti entrano con ritmata cadenza ad addormentarti. Le preghiere addormentano. Non innalzano.
E questi poveri stronzi che hanno offerto i loro corpi facendosi appiccicare alle pareti, Fr? Ma in cosa credevano? Dio è più vicino sul serio se ti mummifichi e stai tre quattro secoli appiccicato nella cripta? Sono sostanzialmente schifato. Merde.
Sai cos’è girare in lsd per trecento metri quadri di mummie fino al soffitto?
Fr, porca puttana, muovi il culo e vieni qui stasera. Voglio suonare per te.
02 Giugno 2011
Viaggio.
Il mio maggiolino mi sta dietro.
Lo adoro.
Chiamarlo la Poderosa ha un che di irriverente, ma mi porta nelle mie assurde avventure, mi ricorda che devo esserci.
Non riesco a stare fermo a lungo, il mio continuo bisogno di muovermi mi spinge a cercare sempre nuovi luoghi dove possa essere Dominique in altri contesti.
Casa è statica.
La stessa parola casa mi deprime oltremisura e già l’istinto mi guida lontano.
Cosa è?
Quanto me lo sono chiesto.
Incapace di giocare alla vita nella sua accezione di normalità. Casa, famiglia, lavoro, cena, svago. Perché semplicemente non posso essere questo?
Integrato, tranquillo, rabbonito da regole ottimali per il vivere comune.
Quando ho iniziato a ribellarmi?
Ribellione all’esterno-da-me.
Io a me stesso non mi sono mai ribellato.
Penso a quando ho iniziato a fare davvero di testa mia, senza più freni ed ero troppo giovane, non sapevo un cazzo.
Volevo conoscere, conoscere sempre.
Sapere tutto, capire tutto, esplorare tutto.
La scuola mi faceva andar via di cervello, adoro studiare da sempre.
Rabbia nel vedere che questi che chiamiamo professori sono teste vuote, inetti, svogliati che uccidono la curiosità.
Poni una domanda di troppo e sei strano.
O vieni letto come provocatore.
Chi provoco io?
Ma davvero si pensa che Dominique abbia tempo da perdere, voglia, di provocare chi considera assolute nullità?
Spero sempre in una risposta, le domande le pongo sempre.
Ok, Dominique il provocatore, il pazzo, il dio, l’assente, il genio, il bisex, il chitarrista, il solitario.
Che coglioni, Fr.
Io sono solo curioso.
Sono molto semplice, di facile lettura.
Nemmeno ho quella sensibilità che fa fare voli umorali.
Penso, ecco tutto.
Non è che mi emozioni chissà quanto alla fine.
Tutto sta nell’interesse o meno che mi suscita una persona, una situazione, un evento.
Nessun interesse e sto zitto, nel mio, penso.
Interesse significa che Dominique fa domande, ti guarda, ascolta.
Non credo ci sia molto altro.
Superficialmente, chiaro.
Ma a scuola, al lavoro, nella vita quotidiana, si sottostà necessariamente alla legge della mera superficialità.
Io sono Io con te.
Non è abbastanza?
Cazzo si.
Lo sono con il mio amico Nanni.
Oh, se è abbastanza.
No, non lo è.
Lo so. Me lo dici, lo so, hai ragione.
Ma ormai sono così. Isolato, maledetto da me stesso, relegato in stati di abbandono primordiale dovuto a troppe presenze non richieste e soffocanti, inutili, feroci, invasive.
Ho smesso di giocare con gli psichiatri quando ho capito che mi avevano annoiato.
Te li giri come vuoi.
Leggi i loro testi, li prevedi bene.
Dominique vi darà la sua stessa sanità mentale su un piatto d’argento e lo renderete libero.
Idioti del cazzo.
Mi avete etichettato ma non avete la cura, quindi cazzo volete da me?
Per questo autismo non esiste cura, solo un approccio quotidiano alla vita che devo trovare io e perseguire sempre più stancamente negli anni.
Mavvaffanculo, va.
Misero fallimento delle istituzioni, della medicina, della genitorialità deviata.
Mia madre ha iniziato a farsi di psicofarmaci perché ha avuto un figlio scemo come me.
Oh oh. Fardello che comporta notevoli sensi di colpa se hai dei reali sentimenti per tua madre.
Per me è carina, un bel soprammobile nella mia bacheca delle persone reali.
Ma è irreale nella mia vita interiore.
Inesistente dal punto di vista della mediocre giostra dei sentimenti.
Mio padre? Affezionarsi presuppone una frequentazione assidua. Non si sono creati i presupposti o più probabilmente l'interesse e non mi sono affezionato a lui.
Semplice.
Chi sono lo so bene.
Mi ritrovo ogni volta, ogni cazzo di volta che prendo un treno, la Poderosa, un aereo che non amo.
Amo camminare tutto il giorno e sedermi al tramonto con le gambe che fanno male, che non le senti più, sfinito, vivo. Vivo.
Detesto gli aerei.
Troppo poco tempo per arrivare a destinazione.
Detesto il jet-lag, lo trovo inconcepibile.
Non sono fatto per essere scaravoltato da un continente all’altro, da un fuso orario all’altro.
Sono un’anima lenta, estremamente lenta.
Ho bisogno di guardare il paesaggio che scorre dal finestrino, riconoscerlo nelle sue fattezze nuove.
Ho bisogno di capire cosa sto guardando e farlo mio. Registrare istanti nella mia mente.
Volo con la mente, non con il corpo.
Nessuna ebbrezza nella velocità, l’ebbrezza me la dà la lentezza che permette rapide connessioni mentali.
Vorrei tu fossi qui.
Dirlo, scriverlo, mi è molto caro adesso.
Se mi conosci sai perché.
Ho bisogno di ripetermi? No, non con te piccola mia.
Dio se manchi. In ogni pietra che calpesto, in ogni albero che vedo, nei chilometri che mi sto lasciando alle spalle e in quelli che mi aspettano.
Ho deciso di andare a Massafra, il paese del mio amico Nanni.
Lo faccio per questioni di cuore. Alla fine sono un gran romantico.
Amo quel ragazzo-uomo e i suoi pensieri e so che non vedrò il suo paese con lui, quindi vado da solo ma intanto lo vedo.
Non ti nascondo che sto pensando sarebbe meglio ci fosse anche lui e sai anche questo cosa significa. Ma sono realista, devo esserlo necessariamente. Non ci sarà tempo, purtroppo.
Viaggio solo da sempre e molte volte mi sono chiesto perché, in passato.
Non ho avuto il viaggio epico con gli amici, le scorribande a risate e litigi che sdoganano la maturità. O la presunta maturità.
Non mi interessava.
Volevo vedere l’America Latina, è stato il mio primissimo viaggio, a diciassette anni. Solitudine totale per quattro mesi e con ritardo nel tornare a scuola. Mi ero perso.
Non sulla terra, ma nella mia testa.
Infinito Dominique.
Non si può tornare dove non appartieni e io non appartengo davvero a nessun luogo.
Appartengo a sensazioni e istanti, calibro la vita in base al bisogno estremo di assenza.
Mi rendo conto che la mia reale, vera presenza è l’assenza.
Solo in questa respiro e mi rigenero.
Assenza per quello che sono le regole imposte, gli orari, le aspettative.
Torno e faccio il mio dovere di uomo maturo e consapevole, ma lascio che Dominique abbia i suoi antidoti.
Posso permettermelo, sono un dandy viziato.
Non avessi avuto soldi sarebbe stato lo stesso, però.
Quando viaggio nei miei viaggi di mesi lo faccio vivendo di niente. Non spendo in alberghi, dormo dove capita.
In genere succede di fare amicizia e dormire dalle persone del luogo. Magari non subito, magari ci vuole una settimana, ma non importa. Dormo tranquillamente su un prato, su una panchina, in una stazione.
Non ha importanza dove si dorme, ha importanza dove si vive.
E io vivo nel mondo.
Connesso con il mondo. Cit. Muse ;)
Mangiare?
Mangiare si trova.
I soldi li ho, ma li tengo da parte.
Quando viaggi in certi posti e tocchi con mano la reale miseria ti vergogni di andare in un ristorante alla faccia loro.
No. Se c’è chi mangia poco o niente può farlo anche Dominique.
Anzi, sai cosa facciamo? Stiamo insieme, viviamo insieme per un po’, conosco il tuo mondo e la tua vita, capisco di cosa hai realmente bisogno e solo allora ti aiuto.
Non ti dico niente, Fr, sarebbe assurdo. A che serve raccontare?
Sono ricordi intimi che verrebbero rovinati dalla presunzione di essere qualcosa di salvifico o eroico.
No. Lo so io, lo sanno i miei amici.
Va bene così.
Dominique fa poco. Dominique fa molto.
Dominique fa.
Nessuno deve saperlo, però, piccola mia. Sssssshhhh.
Ho avuto padri, madri, fratelli, figli.
Una vita bella, no?
Mi sono fatto ovunque nel mondo però.
Quelle stesse persone mi hanno anche visto spesso strafatto e incapace di alzarmi.
La mia vergogna è infinita.
Anche per questo non parlo.
Ogni ricordo bello porta con sé pessime sensazioni e allora io non racconto e non ricordo.
E’ successo. Ne sono fiero e me ne vergogno.
Passo oltre, riparto per creare nuovi stati di memoria e invece ci ricasco ogni volta.
Pessimo Dominique.
Tu non mi hai mai visto strafatto.
A te lo evito ed è così facile.
Meravigliosa anima mia che mi salvi da me stesso.
Quando non ce la farò più me ne andrò anche da te, non voglio in nessun modo che tu mi veda vinto da me stesso.
Dato che sei la mia vita, che sei assolutamente tutto ciò che voglio, sempre, il mio andarmene sarà per sempre.
Inutile adesso parlarti del mio suicidio.
Non mi va. Qui la strada è bella, c’è il sole, fa caldo.
E ti amo.
Cazzo, ci hanno fornito di questa parola e la devo usare per farti comprendere, ma sai che siamo oltre.
Ristagno nella vita quotidiana. Volo quando non devo piegarmi a resistere a me stesso.
Ma vedi bene che mi sono fatto.
E lo rifarò anche a Massafra.
Idiota, Dominique.
Tornerai piangendo.
Vedi perché mi sto sul cazzo?
Lo so benissimo a cosa vado incontro, razionalmente, ma lo faccio lo stesso.
Le conseguenze le conosco, potrei stare qui a scriverti passo dopo passo cosa succederà.
La cosa che più mi destabilizza è che sono certo che la Gloriosa Puttana tornerà a sfottermi finché non cederò come un coglione.
Non so. Mi do una possibilità questa volta.
Vado lo stesso a Massafra e faccio quello che voglio fare perché porcavaccaputtana ho voglia di strafarmi nelle grotte. Non mi ricapita un’esperienza così.
Mente aperta, assenza di tempo, connessioni allucinate a svelare realtà incondivisibili.
Basta.
Detesto parlare di queste cose.
Un problema che ho in questo viaggio è collegare il portatile a una presa elettrica. E la chiavetta che è lenta. Avrei dovuto portare l’altra, quella della Tim. Ma la Tim mi sta sulle palle e cerco di boicottare come posso. Idiota. L’ho comprata, tanto vale che la usi, i soldi glieli ho già dati.
Ma il portatile è buono, ho ancora modo di scrivere stasera.
Ora però vado.
Sono fermo sul ciglio della strada, avevo voglia di scriverti da qui.
E’ perché ti penso, piccola mia.
Sei con me, ti porto dentro.
L’unica cosa che mi fa stare male è che mi manca scopare con te. Troppo.
Te lo dico francamente, nello stato in cui sono adesso mi manca più scopare che parlare. Vorrei quello e solo dopo il resto. Credo di non avere molta autonomia, devo tornare da te.
Dipendenze. Questi orgasmi sono un richiamo non previsto per uno che ne ha già avuti tanti.
Ma non orgasmi così.
Dipendo da te.
Hey you. Anche qui, anche se sto così,
anche se sono io.
Cazzo, non hai idea. Ma nemmeno io, alla fine.
02 Giugno 2011
Non hai idea della bellezza di questi posti. Cazzo, l’Italia è stupenda.
L’Umbria è una delle mie regioni preferite, un sacco di verde e gente scorbutica. Però anche abbastanza chiusa e idiota. Paesini in salita e discesa, quasi tutto in pietra. Molto medievale.
In quelle mummie, a Ferentillo, c’è qualcosa di osceno. Più osceno di un nudo, un’esposizione senza pudore.
Cos’è questa storia che muori e ti ritrovi ancora col corpo esposto dopo secoli? C’è una coppia di cinesi del 600, morti di peste mentre cercavano fortuna in Italia. Vederli ancora su questa terra senza essere polvere mi sembra un’offesa innaturale.
Mi sono sentito molto a disagio a fissare questa oscenità, a violare un’intimità non concessa.
Però sono lo stesso partito per Palermo.
Viaggio tranquillo, molte fermate, musica. Il maggiolone resiste nonostante tutto, me lo coccolo.
Sono arrivato e il museo chiudeva. Un mio classico.
Però meglio così. Ho iniziato a fare domande al frate custode e ci ho parlato un’ora.
Bella mensa. Incredibile come la fede abbia bisogno di orpelli artistici. Lo trovo molto poco francescano, assolutamente non da frati cappuccini, ma sono dei vecchi disponibili al dialogo, interessanti. Parlare nel rispetto dell’altro da moltissimo.
Detesto i cattolici, vengo anche rifiutato dai loro dogmi di merda, ma quando parlo ad personam è diverso. Come dice Carlin non odio i singoli, odio i gruppi. I gruppi organizzati, poi, sono follie da evitare peggio della peste.
Frate Mario mi ha chiesto “sarai mica ricchione?” e ho detto mezzo ricchione si. Ma ci sono nato, non è colpa mia. Casomai è colpa del suo dio. Niente da farmi perdonare, dunque.
Ma ricchione non si diceva a Napoli? Comunque non mi hanno sbattuto fuori e nemmeno mi hanno tolto la cella assegnatami.
Dovresti vederla, minuscola, un lettino, un comodino, un inginocchiatoio e un armadio. Stop. Cazzo, è perfetta. Non è che abbia bisogno di molto di più in effetti. Oddio, una scrivania ci sarebbe stata bene.
Però il fatto che siano una specie di albergo è folle.
Mi sono innamorato della sagrestia, anche se c’è un altare consacrato con la croce eccetera. Ottima acustica. Ho chiesto a Mario di poter suonare e mi ha risposto con un perché. Ho scelto di essere sincero, gli ho detto che avevo studiato giorni fa un pezzo di Malmsteen e volevo provarlo con quell’acustica e che non avrei offeso il suo dio in alcun modo.
Mario non aveva mai visto una chitarra elettrica, tantomeno degli amplificatori ma alla veneranda età di 74 anni mi ha aiutato a montare tutto e ho suonato. Un grande, Mario. Un nonno grassoccio e con la barba lunghissima e bianca.
Mi è toccato suonargli anche tre canzoni delle sue, per i suoi dei, ma l’ho fatto volentieri. La musica è musica, in fondo. Il sorriso di Mario che cantava con gli altri l’Alleluja stile Santana è stato bello e lo rifarei senza dubbi.
Dopo abbiamo parlato ancora della vita. Come abbia fatto a vivere in castità non so. Dice che ci si abitua, che si resiste come io resisto ad andare con altri se sono innamorato di Franci. E’ che io NON desidero andare con altre, non è un sacrificio. Lo sarebbe stato anni fa, ma non ora che ho scopato per mezzo mondo. E poi non mi trattengo dallo scopare in assoluto, lo faccio con lei quindi appago comunque il pisello. Scopare è umano. Non può esistere un dio che lo vieta. Mario è d’accordo, ma deve ubbidire. Evvabbè, allora? Stallo nella conversazione.
Mi ha dato la ragione dei bischeri e gliel’ho detto.
Ride ma ascolta. Mi sembra che molte persone abbiano la tendenza a ridere anche quando sono serio. A volte giuro non capisco perchè. Ma credo vada bene lo stesso, alla fine.
Non sapeva dell’esistenza del punto G nelle donne e l’ho aggiornato. (perché gli ho detto che la ricerca di dio non è nemmeno lontanamente appagante come la ricerca del punto G)
Non credeva che ci fossero tre tipi di orgasmo nelle donne, era fermo a uno. Strano saperlo a settant’anni passati. ma suppongo che alla fine non gli cambi un cazzo.
Ho la mia classifica degli orgasmi e quello da G è in assoluto al primo posto. Quindi lo lascio sempre per ultimo, altrimenti è un casino continuare.
Invidio molto le donne. Noi ne abbiamo solo uno e pure un po’ a presa di culo. Insomma, tanto lavoro per poca roba alla fine. Loro tre. Uno meglio dell’altro.
Vedi bene che se dio esiste è pure sessista. Dio è una femmina, Nanni. E ride di noi maschi.
Ho parlato con Fr, mi ha raccontato un po’ di voi. Non ti facevo così dandy!!! Tutto il pomeriggio e la sera a letto beati e oziosi! Il dandismo è decisamente un’arte che non si può acquisire, ce l’hai o non ce l’hai. Nanni ce l’ha. Ozioso pensante.
Spero che non ti abbia spaccato i timpani con le sue chiacchiere, mi sono scordato di dirti il trucco: mettile una canzone su youtube e si cheta. Poi vai su google per ricerche varie sul gruppo o il testo e sta lì a mezz’ore a studiare e tu ti rilassi.
No, alla fine con lei si sta bene.
E pensavo alle donne che ho visto oggi. E agli uomini, chiaramente.
Tu in treno conosci una tipa che ti vorresti fare e io sono solo da domenica e non ho parlato a nessuno in quel senso. Zero interesse.
Sentire la voglia di fermarmi non era nei miei progetti di vita. Alterno momenti in cui mi permetto di vivermela e faccio anche l’innamorato a cui manca la sua donna, a momenti in cui la prenderei a schiaffi perché una storia io NON la voglio.
Ci eravamo imposti dei limiti e delle regole e le abbiamo violate tutte. Non mi piace.
Ci ho messo dieci minuti del cazzo per farmi capire, perché il telefono è la cosa più atroce che esista, ma ha capito. Cazzo capisci?!!!! Discuti! No, lei capisce.
Questo non mi permette di scappare perché se la linea è comune mi va bene.
Poi penso che siano rare le donne a cui puoi dire mi gira il cazzo di non aver seriamente voglia di scopare altri. Il seriamente gliel’ho messo perché è chiaro che non sono cieco e sordo.
Mi gira il cazzo perché con te sto bene ma non sarai l’ultima e invece vorrei tu lo fossi.
Mi gira il cazzo che alla fine tu sappia dove sono e conosca i miei programmi. Sono geloso della mia privacy e della mia libertà.
“non puoi parlare di libertà se te la crei con imposizioni. La libertà non si limita, si vive.” Non sapevo bene cosa rispondere. Tutto questo mio pensare mi porta spesso fuori strada. Quindi mi blocco e credo ci voglia la pazienza dei santi per restare ad attendere al telefono. Ho speso nove euro per una telefonata porco dio.
Ma ho capito anche io che invece di preservare tendo a distruggere, in questo modo. Se essere libero mi rende felice per essere felice devo non porre limiti a me stesso.
Ha la sua fottuta logica e la logica la capisco. I sentimenti no.
Il concetto di amore non mi arriva. Capisco la voglia e il desiderio, ma non il pensiero della speranza del per sempre. E’ dimostrato che una cosa che ti fa stare da dio non ti fa stare da dio a lungo. Punto. Quindi con Fr necessariamente finirà. Devo solo capire quando levarmi dai coglioni prima che si finisca a sopportarci.
Sono lento, ho i miei tempi. Capisco che le strutture mentali che mi creo per difendermi siano artificiose e sconsolanti, ma non posso cedere e nemmeno lei vuole farlo. Ottimo.
Sapere che non mi chiede niente è grandioso. Nessuna paura di richieste di convivenza o di impegni formali o di figli. Bello. Alla mia età ci esci tre volte e la quarta si installerebbero a casa tua gettando i preservativi dalla finestra.
Questa donna mi manca troppo, quindi in questo momento mi interessa coltivarmi questa mancanza che mi rende un po’ fatto perennemente. Ok, resterò ancora un po’ fuori, ma visto che mi hai parlato di Massafra pensavo che potrei deviare risalendo. Cosa posso vedere nella tua città? Fa caldo, pensavo di dormire in una grotta. Pensi si possa?
Decisioni estemporanee.
28 Maggio 2011
Ok
Non sono stato carino. Però non lo sono mai, piccola e tu lo sai.
E’ un qualcosa del genere sai con chi hai a che fare, no?
Sono stato tutto ieri con un’aria incazzosa e ora mi viene da ridere se ci ripenso.
E’ questo ometto molto Decartiano che mi sta sulla spalla e osserva e si diverte un sacco a rivedersi Dominique che cammina incazzoso per la casa. Naaaa, non mi va più, dai.
Però lo sai, ti ascolto lo stesso. Ti ho solo detto che non mi interessava ma capivo la tua necessità di parlare. Secondo me è una cosa bella, no? Nel senso che è bello che ti abbia capita. Ho voglia di capirti, insomma. Credo valga qualcosa di più del disinteresse per l’argomento in sé. Boh, fai tu e sappimi dire wtf.
Questo word nuovo mi fa impazzire. Non capisco perché mi lascia tutti questi spazi. Scrivo molto ma non so come si usa. A questo devo porre rimedio.
Comunque sei confusiva. La tua metacomunicazione da qualche giorno fa cagare. Riprenditi e lavoraci perché essendo un uomo ho energie cerebrali limitate. Si è si, no è no, piccola. No winng situation se ti metti a barcollare fra stati d’animo e metacomunicazione invertita.
Trattami da cerebroleso e parla. Dimmelo. Oh, sto ridendo perchè mi fai ridere ma sono incazzata.
E poi secondo me è opportuno che tu ti dia un limite di tempo. Se ridi per cinque minuti filati basta, stop, non devi più essere incazzata. Ci mettiamo d’accordo, cronometriamo insieme e io provo a farti ridere e mi diverto un sacco. Perché mi fai morire quando ti sforzi di non sorridere, chiusa come una cazzo di cozza e invece con gli occhi ti stai uccidendo dalle risate. Tanto poi cedi.
In effetti non lo so cosa ci sia da ridere nei nostri discorsi. Forse siamo perennemente fatti di natura e non capiamo un cazzo di quello che diciamo. Oh, ma mi capisci? Seriamente, dico. Mi capisci?
Penso di si. I tuoi ormoni rompono il cazzo. E credo che influiscano su di me. Se non altro alterniamo casualmente stati di maniacalità. Ieri ero io, oggi tu.
Non è male, se ci pensi. Ci disinneschiamo a vicenda e alla fine ridiamo abbastanza. Credo vada bene. Quindi a maggior ragione non mi devi rompere le balle che va bene così.
Il decartiano ometto sulla spalla approva la tua personcina. A parte quando suona.
Dici che per me è ovvio e che non ricordo come sia dura all’inizio. Sarà. Per me non hai proprio coordinazione psicomotoria dita-cervello. Però cazzo se apprezzo l’impegno. Dobbiamo spostare di qualche anno la data del tuo debutto però. Mi sembra comunque di ricordare che con la batteria sei anche peggio.
Alla parola ricordo mi risuona la memoria della tua incazzatura. E che volevi capire.
Credo tu mi vizi. Forse dovresti smetterla di accettare spiegazioni per mail. Forse dovresti costringermi a parlare con te.
Ok, ci sono. Perché non ti ho fermata?
Eh, Fr, non è che lo sappia bene.
Per me la stai facendo troppo lunga perché credimi, se avessi un motivo sicuro, convinto, te lo direi così almeno la smetteresti di rompermi i coglioni. Ma non è così, non posso inventarmelo per zittirti, ho troppa stima di te.
Però provo a spiegare, ok?
Non eri sola. Ma non c’era nessuno vicino a te. Non capivo e ho esitato. Avevi lo sguardo un po’ perso non di chi è ubriaco o fatto, ma di chi si sta altamente facendo i cazzi propri nel mezzo di una folla incredibile. Ti rivedo dopo anni e che cazzo ti dico? E se ti vedo che sei nel tuo mondo che cazzo ti dico ancora di più? E soprattutto, cambierà qualcosa? Lei è con un gruppo di amici, io lo stesso. Quanto potremo bloccare tutti per parlarci? Trenta secondi? E poi per dire cosa? Ciao come stai io bene e tu anch’io che fai adesso il professore e tu l’impiegata e poi uh sai scusa, vado se no perdo tutti. Ciao a fra altri dieci anni.
Eh, e allora?
Ti ho vista, ti ho guardata, mi sono goduto un gran bello spettacolo di una delle mie donne preferite vestita per l’ultimo dell’anno in pantaloni militari e scollatura esagerata e basta. Cazzo, belle tette. Ho visto che eri tu. Blocco mentale e eri andata via.
Succede. Almeno a me.
Il tempo mi scorre sotto, mi sento ingannato quando succede. Matrix mi sta fottendo, Fr.
Che film. Il primo, dico. Non dirmi che non ti saresti scopata Neo appena si risveglia. Con quell’aria sdrucita e la camicia di cotone grezzo. No, credo che ti saresti scopata lei, Trinity. Keanu non ti piace, se non sbaglio. Mah, in realtà nemmeno a me. Mi piaceva la maglia di cotone. Però grigia scuro.
Insomma, è andata così. Sul serio, come l’avresti fatta andare?
Tu eri tu ma volevi un figlio in quel periodo, me l’hai detto tu. Meglio se l’hai fatto con un altro, io non ci sarei mai stato per te prima di adesso. E lo stesso tu per me. Pensaci.
Guarda, ero anche tornato da poco a casa, perciò a maggior ragione non avrei disdegnato una scopata con te nel vicolo lì accanto, ma capisci che sarei stato squallido a farlo dopo anni che non ti vedevo. Così no, dai. E allora niente. Tanto lo so che mi sarei incazzato perché non saremmo potuti andare oltre.
Mi dispiace, a volte non me ne importa di quello che dici perché mi fai sesso. Sarò limitato, ma non ti ascolto più. Per dirti che a volte prende il cervello e stop, non pensi. E’ tutto molto concentrato più in basso.
Fr, hai notato che Manu Chao c’era un pò da tutte le finestre dei San Lorenzo? E si camminava sui cocci delle bottiglie. Per andare dove non si sa, ma si camminava tutti per Firenze. Un enorme ritrovo di punkabbestia frikkettoni darkettoni punkettoni e via. Birra e droghe di bassa lega. Uno squallore da non crederci, no?
Niente di notevolmente pensante, nemmeno mediamente. Folla idiota.
Si , mi girava il cazzo. Volevo tornare a casa e infatti dopo me ne sono andato. Ero fatto di qualcosa, ma me lo ricordo.
Il tuo essere ancora sull’elucubrante mi ha divertito molto. Vabbè, ma vedi che è assurdo parlarne? Mi perdo nei ricordi, perdo quello che vorresti tu da me.
Ok, dai, ho dedicato tempo a questa cosa, no?
Senti, dovremmo andare a San Miniato a parlare di Amici miei. A San Miniato per forza parli di Amici Miei. Dio, quell’amarezza, quella fottuta ironia, quella visione della vita da consapevole irresponsabilità totale. Però ci vuole un pelo sullo stomaco che non ho. Più che altro moquette pelo alto anni 70 sui rimorsi di coscienza.
Potrei mettere una moquette arancione scuro nel salotto piccolo di sopra. E pareti marrone merda. Divani a righe marroni, arancioni gialle e rosse. Poi entriamo in tutta quella settantite e vomitiamo. La stanza del disgusto di noi per riappropriarci della voglia di essere noi stessi.
Ti ricordi la scena del film Carlito’s Way dove lui è sul lettino, sta morendo e l’inquadratura è dai suoi occhi?
Scusa. Alla parola Carlito mi è venuta voglia di ananas, sono andato a mangiare l’ananas sciroppato con la panna montata sopra. Invidiami
La scena in soggettiva. Il soffitto che scorre e lui che parla e si sviluppa la storia. La vedi mai così la vita? Ti senti mai immobile, a vedere scorrere tutto sentire le voci e non capire di chi siano o cosa stia succedendo di preciso perché tu, cazzo, guardi il soffitto scorrere.
Io mi sento così troppe volte. Succede quando esco di casa. A volte le cose, le persone scorrono semplicemente. Sai come quando entri in un negozio affollato e non distingui più i manichini dalle persone?
Oh, però sei in gamba a fare acquisti. Entri, guardi, scegli, paghi. Io ci metto ancora meno, ma è perché raramente mi attira qualcosa e quando mi attira entro prendo quello e pago. Alla fine vedi bene che non sei ad alto mantenimento e anche che ha ragione Harry sull’amicizia fra uomini e donne.
Sono fortunato ad averti come amica trombante. O come donna amica che suona meglio. Sei una buona incassatrice tutto sommato.
Ho un sacco di stima di te. Lo so, te l’ho già detto, ma ogni tanto te lo ridico perché lo penso. E mi stupisci e te lo ridico. Credo che la tua ironia sia il tuo pregio più bello. Però non disdegno l’arte che ti contraddistingue nel farmi una bella pipa. Cazzo, donna! E ci metto il punto.
Ma Fr, che diavolo facciamo io e te? Ci stiamo vedendo spesso, tendente al tutti i giorni.
Lo so che vogliamo vivercela alla giornata ma ammetterai che solo il fatto che tu sappia di me che parto fra un mese significa già che alla giornata non è.
Mera logica, piccola. Quindi ci stiamo prendendo per il culo.
Sottostiamo alla nostra legge della scadenza. Ne dobbiamo avere una. Dobbiamo solo vedere quando sarà.
Sei un amore di yogurt, però.
Questo word condiziona la mia scrittura. Chi gli ha detto di staccare così tanto? Doveva solo essere a capo.
Sto da te la notte, ma devo andare via alle sei, altrimenti stiamo male tutti e due. Facciamo così e va bene. E’ una fottuta abitudine direi.
Azione ripetuta nei giorni sempre uguale a se stessa.
Non so, Fr, non va bene così e lo sai. Ci creiamo fissazioni assurde, paletti invalicabili pena il crollo di noi stessi sepolti dal nostro cinismo in pezzi. E se avessimo torto?
Abbiamo torto a teorizzare, ecco cosa.
Cazzo ce ne frega di parlare di noi e di cosa ci aspetta? La paura fa parlare troppo, a volte. Io vengo da te perché mi va e se sto meno con te mi manchi. Non c’è altro da dire o da pensare direi. Mi sono tranquillizzato da solo. A te grazie che mi ascolti. Leggi.
Ho eliminato anche il problema porta –bacheca. Se non ti va bene levi. Se lasci affari tuoi. Affari miei cosa ci metto, affari tuoi cosa ci levi. In fondo la porta è tua. Anche la camera. Sottolineo, che ci tieni.
Tutta questa solitudine fiorentina sta uccidendo il mio sistema nervoso. Ok, ho i miei ritmi e alla fine anche troppe cose da fare. Però che cazzo, mi manca salire sulla pedana col mio proiettore. Rispondere alle domande è quello che mi piace di più. Puoi capire, no? E’ a quell’età che puoi cambiare una testa. Hanno nozioni sufficienti per poter fare il salto dell’apertura mentale. Noi due la testa ce la siamo violentata, ma è stato bello. Nonostante abbia sempre abbastanza fatto il fannullone sono riuscito a studiare perché mi piace. Vorrei vedere la stessa curiosità in loro. Non sempre succede, direi quasi mai. Siamo tutti davvero troppo anestetizzati.
A proposito, dovremmo chiamare il chirurgo domani. Non va bene che facciano aspettare così tanto da Careggi. Capisco che ce l’abbiano solo lì quel macchinario e ci sia la lista d’attesa. Guarda, arrivo anche a capire che non vuoi smuovere conoscenze, la piccola comunista che è in te non potrebbe farlo. Ma franci, dai, ti devi operare. Il tempo passa.
Egoisticamente vorrei esserci. Non vorrai mica farmi partire per il Tibet con il pensiero di te che ti operi da sola?
Ci ho ripensato, sei tu l’egoista. Non ho parole. Quindi domani devi telefonare e sollecitare.
Leggi.
(Dietro Ogni Scemo C'è Un Villaggio)
Tu prova ad avere un mondo nel cuore
e non riesci ad esprimerlo con le parole,
e la luce del giorno si divide la piazza
tra un villaggio che ride e te, lo scemo, che passa,
e neppure la notte ti lascia da solo:
gli altri sognan se stessi e tu sogni di loro
E sì, anche tu andresti a cercare
le parole sicure per farti ascoltare:
per stupire mezz'ora basta un libro di storia,
io cercai di imparare la Treccani a memoria,
e dopo maiale, Majakowsky, malfatto,
continuarono gli altri fino a leggermi matto.
E senza sapere a chi dovessi la vita
in un manicomio io l'ho restituita:
qui sulla collina dormo malvolentieri
eppure c'è luce ormai nei miei pensieri,
qui nella penombra ora invento parole
ma rimpiango una luce, la luce del sole.
Le mie ossa regalano ancora alla vita:
le regalano ancora erba fiorita.
Ma la vita è rimasta nelle voci in sordina
di chi ha perso lo scemo e lo piange in collina;
di chi ancora bisbiglia con la stessa ironia
"Una morte pietosa lo strappò alla pazzia".
Mi ci sono fissato.
La ascolto troppo spesso. Come ho avuto il periodo eskimo. Ora abbiamo in scena De André e Malmsteen. Il pescatore non mi piace, però mi ricorda Luis.
Avevo scritto di lui a Nanni e penso davvero che sia morto adesso, ma me lo ricordo vivo e per me è come se lo fosse.
Quando penso a lui nella mia testa è dannatamente vivo.
Me lo rivedo nella sua casa steso sul letto a dire cazzate che non capivo e io sdraiato sul divano a ascoltare la musica della sua voce. Lo possiedo ancora, dentro, quel suono.
O le passeggiate, le ore al sole sullo steccato alla Tom Sawyer. Non posso dire che mi manca, sono felice di esserci stato.
Ora ci sei tu e sono mille cose nuove al giorno, ma non credevo.
Però ha ragione de André, si muore soli. Mah, così.
A Nanni ho scritto anche dell’artistoide con cui facevo la puttana. Credo sia stato il mio momento più basso. Vuoti di memoria da paura, eroina perenne.
Questi odiosi cliché.
Il ragazzino effemminato che lo mette nel culo all’artista che non vuole che si sappia.
Ho fatto molto il modello, tanto stavo fermo, sdraiato e strafatto. Poi mi viene un dubbio.
Mica gli avrò dato il culo e non me lo ricordo?
Ma una cosa così te la ricordi, giusto?
Uhm. Potrei esserne traumatizzato.
Lo vedo a volte sui giornali con qualche ragazza e me la rido perché lo so come si fa scopare. L’umana idiozia.
Fr, ho troppi ricordi. Che me ne faccio? Ogni ricordo in teoria dovrebbe avere un senso. Molte cose le perdiamo e avrà un senso anche quello. Solo che io non voglio ricordare tutto quello che ricordo. Non vorrei ricordare come ero con Mau.
Altro che pillola blu o rossa, ci vorrebbe la pillola per selezionare la memoria.
E questo mi fa venire in mente un’altra cosa. Ti comunico che o prendi la pillola o la smetto di venirti dentro. Non posso rimetterti incinta. Sono comunque sbalzi ormonali e non ti fanno bene. Vedila da questo punto di vista. Non è che puoi restare spesso incinta.
Però devo dire che ora ho provato anche l’emozione di sentire una donna dirmi di aspettare mio figlio.
Bello che sia stata tu.
Non avrei mai voluto diversamente.
Bello che non nasca.
C’è stata questa idea, fatta di me e di te. Per un po’ c’è stata. Perfetto.
Perfetto anche che te ne freghi il giusto.
Non mi andavano psicodrammi.
Abbiamo fatto i cazzoni coscientemente, è successo, ora calmiamoci che abbiamo anche 40 anni! Dovremmo essere maturi.
Ti amo. Vorrei trovare un altro modo ma ti amo. Puttana schifa, mi sa che non ti rendi nemmeno conto di quanto. O forse si.
A fra poco.
E grazie di leggere ogni volta. Ti amo anche per questo. O forse no
25 Maggio 2011
Porco cane te lo devo dire. Domenica pomeriggio all’Ikea.
IO.
Mai stato in vita mia e ci vado due volte in un mese.
Ma te lo dico perché non ero solo questa volta, ero con Fr e Ch.
Una quantità di famiglie spropositata, decine e decine di bambini di tutte le età, che frignavano, correvano, toccavano tutto. Genitori ciccioni e incazzosi che urlavano e sgridavano.
Il mio personale inferno in terra.
Ma eravamo anche noi una famigliola del cazzo e me la sono vissuta alla grande. Portare Ch nel carrello e scegliere le lenzuola -nere-, farlo giocare con quei giochini per bambini lottando con gli altri genitori che ne avevano il monopolio è stato bello alla fine.
Gente di merda ovunque, davvero.
Noi eravamo quelli più di merda in un certo senso. Noi e due famiglie di islamici, le donne con il chador e i gli uomini con la tunica. Sguardi puntati addosso sempre e gente che si scansa quando passiamo. Bene, c’è più spazio. Fr con la sua tenuta di stamani simil-pigiama ostinatamente senza reggiseno che per me ti giuro è un macello da contenere, io checca dark e Ch con i capelli lunghi che però era proprio bravo. Francamente nella mia lista di gente strana noi non ci siamo, ma per il resto del mondo si.
Ho un intero guardaroba nero, cose vecchie anche di vent’anni, quando i negozi qui si chiamavano Tenebra e Delirio e Inferno e Suicidio.
Fr si è inchinata davanti al mio armadio!
In realtà ho una camicia gialla ma proprio gialla e tre rosse. Non posso non avere camicie rosse. O l’eskimo.
La mia prima uscita ufficiale in famiglia.
Perché abbiamo deciso di andare non so. Eravamo in macchina dopo aver preso il frappé alla fragola delle cinque di Fr (da un mese lo prende ogni giorno) e ho detto andiamo a comprare le lenzuola nere. Fr non si oppone, a lei va bene tutto e siamo andati.
Cazzo, un mondo a parte. C’era un babbo che per far scendere il figlio dell’età di Ch dallo scivolo l’ha corrotto promettendogli una cena da Mc Donald e questo tutto contento è andato.
Cristo santo. Ecco come siamo messi.
Figli idioti che sbavano per la merda di Mc Donald.
Mc Donald è un fottuto premio.
Anche Ch è mezzo pazzo, e lo capisco. Gli ho insegnato a fare il saluto col pugno e a dire hasta la victoria e lo urlava scendendo dallo scivolo. Io rispondevo siempre. Non siamo normali forse, ma cazzo Mc Donald no. No. No.
A Cuba sono stato due mesi.
La prima settimana dormivo dove capitava, tanto mangiano talmente tardi che arrivi bene fino al mattino per bar e vicoli. Vita diversa. Era un sorridere continuamente e parlare con tutti, anche se non ti conoscono. Per me è stato scioccante, ma quando ho capito che per loro era scioccante uno come me, che non parlava, mi sono rilassato. Non mi hanno giudicato pazzo o tossico come qui, solo strano. E allora erano curiosi di me. Davvero curiosi, ma di una curiosità bella. Anche un tantino fastidiosa.
L’ottavo giorno ero seduto su degli scalini di legno di un bar, mi bevevo qualcosa di marrone che non ricordo e dietro di me c’era un vecchio, stesso bicchiere.
Mi parla, rispondo. Io guardavo fisso davanti a me, lui sempre alle mie spalle. Parliamo per un bel po’. O meglio, ascolto per un bel po’. Molte parole me le perdevo, ma mi piaceva il tono della voce. Prova tu a capire un vecchio cubano ubriaco.
Non so come gli sia venuto in mente ma mi ha offerto un posto a casa sua. Che poi chiamarla casa era un eufemismo notevole. Una catapecchia del cazzo, puzzolente e sudicia. Ma un posto per me l’ha trovato.
Una sola stanza, lui sul suo letto vicino alla porta di casa e io sul divano vicino ai fornelli.
A Cuba con le nostre lire potevi fare il signore, ma la cosa che è meravigliosa del viaggiare è mischiarsi alla gente. Gente di merda, eroi, gente noiosa o straordinaria, gente che ti insegna sempre però. Insomma, il cervello gode di tanti input diversi, se ne droga.
Ma non hai idea delle conversazioni. Sulla rivolta, sulla sua infanzia, su Fidel, sull’omologazione di merda che porta il comunismo, sulla grandezza del Che, sul fatto che non si era mai sposato ma era stato innamorato una volta ma lei aveva sposato un altro. Io suonavo lui cantava ubriaco fradicio. E non capivo un cazzo di quello che cantava. Ma era perfetto così, capisci?
Non esiste shampoo a cuba, non c’era sapone. Ti lavi con l’acqua e stop. Non ci sono docce per chilometri a volte, ti lavi dal lavandino o fuori, dietro le case. Almeno era così quando avevo venticinque anni, in quella cuba di Luis.
E se lo stato decide che mangi patate quella settimana tutti mangiano patate. O vestono allo stesso modo. Libertà annullata. Merda, povero Che. Però scuole per tutti, cultura alla portata di tutti. Immenso Che. Devo postarti il suo discorso sulla cultura dei giovani, o l’ho già fatto?
Con lui ho preso funghi e fumato erba, bevuto di tutto e parlato. La faccia più rugosa che abbia mai visto. Keith Richards di colore. Sigari e sudore, secco più di me e curvo.
Era dio, secondo me. Gliel’ho anche detto e ne abbiamo riso a strozzarci inventandoci che lui era dio padre e io il figlio. Lo spirito santo dovevamo crearlo sputando tabacco per terra e bestemmiando noi stessi. Però non mi ricordo perché.
Però mi ricordo che durante una delle nostre camminate ne è venuto fuori un discorso sui pali della luce che inchiappettano la terra. Una concatenazione assurda di polvere siamo e polvere toneremo e alla fine anche da polvere la prendiamo in culo da qualcosa. E dai a ridere come due coglioni.
Sono rimasto a vivermi Cuba così. Lui mi ospitava e io lo aiutavo in certi lavoretti in casa, o suonavo con la classica. Lavoretti di casa, capito? Niente sesso.
Però a volte ho fatto la puttana di garbo. In altre situazioni. Con un artista, per un mesetto. Sesso compiacente in cambio di cultura. Conosciuto a casa di mia madre in una delle sue cene. Passo a portare i cani e lui fuori a guardare il parco di notte.
Era molto interessante, ma non faccio nomi visto che è in Italia e non ammette di essere gay in pubblico. Le puttane di garbo sono sempre discrete ma discretamente schifate.
Con lui era un mondo assurdo. Droga pesante, quadri ovunque, gente bene in coca, lui ore a dipingere e io a ore strafatto di eroina. Mi ricordo poco. Immagini più che altro. Seconda overdose con lui. E terza, mi sembra. Uhm, si. Dopo di lui la seconda disintossicazione. Due overdose in un mese ti deprimono parecchio.
Una merda. Camera mia dopo sembrava la camera dell’Esorcista. Occasione per rimbiancare quando sono entrato in fase post-disintossicazione-posso fare tutto perché sto da dio.
Che fine abbia fatto Luis non lo so. Io taglio i ponti. C’è stato, è parte di me, ma basta. Comunque vista l’età sarà morto. O centenario in culo a Fidel.
E per rispondere alla tua domanda, no. Io non guardo negli occhi. Non mi viene, non mi è mai venuto. Lo so che non è da vero uomo.
Clint Eastwood -gran figo porca vacca- ti guarda negli occhi, pure Rambo o Berlusconi. Dominique no. Ma non si pone il problema, non più almeno.
Gli americani fanno una marea di corsi per essere più fighi e prestanti, per apparire sicuri di sé. New York è strafatta di questi guru da pippe mentali.
Io sicuro di me lo sono. So chi sono, conosco anche le mie manie del cazzo. Però non ho voglia di condividere.
Comunque questa cosa l’ho chiesta a Fr.
Lei dice che la guardo, invece. Si è stupita della domanda. Dice che quando le parlo la guardo, è solo che poi mi alzo e girello o prendo qualcosa, o mi risiedo, o fisso il muro per concentrarmi su quello che devo dire. Insomma, non è per scappare da lei.
Gli altri no, non li guardo perché alla fine purtroppo mi interessa poco. Perché da uno sguardo si capisce un sacco di cose, troppe e io non mi espongo facilmente. E trovo noiosi gli sguardi della maggior parte della gente.
So che mia madre mi diceva di guardare in faccia le persone, magari è per quello che non l’ho mai fatto. So essere molto testardo, esasperante direi.
Però ai comitati guardavo negli occhi quando intervenivo, e anche agli esami. Quando facevo una domanda a uno studente lo guardavo e lo guardavo anche mentre mi rispondeva.
Ho notato che se guardi raramente in faccia, quando lo fai la gente si inquieta. Come se tu avessi gli occhi di quel tipo degli x-men che deve portare sempre gli occhiali.
Uh, sono inquietante.
Magari anche tu.
Mi chiedi se sogno. Beh, in teoria si, sogniamo tutti, sempre. E’ solo che non ce lo ricordiamo.
A volte la vita con i suoi stress prende il sopravvento e credo che nei sogni sfoghi tutta la merda accumulata. Il cervello scarica, ma tu non ricordi. Una difesa per non avere ulteriori problemi.
Non so perché lo penso. L’ho scritto e basta.
In pratica devo dirti che sogno raramente. Insomma, che mi ricordo raramente.
Poi non sono sogni belli. Incubi. Il passato.
C’è chi sogna gli esami, io mi sogno le crisi di astinenza. A volte mi sembra di esserci ancora e mi sveglio sudato come un maiale convinto di stare di merda. E allora vorrei farmi subito perché mi sveglio convinto sul serio di averne bisogno. L’ultimo la scorsa settimana.
Ma ho portato i dannati cani di Barbie a pisciare camminando chilometri.
Oppure mi capita di sognare di essermi perso. Mi trovo da qualche parte e non so dove. Ma anche quello è il passato, mi è successo molte volte.
Forse fra un po’ farò un sogno bello, me lo sento.
Strano svegliarsi sudati. Al contrario di te non sudo molto. Una fortuna visto come mi vesto anche quando fa caldo.
Lù oggi ha chiamato Fr. Per ringraziarla ancora.
E’ un altro alla deriva. Ma che chiama per dire un fottuto grazie.
Ecco la gente che pensa. La gente vomitata dal sistema, però.
E poi pensavo, come può un uomo fare il terrorista, crederci? Cazzo, in fondo stai progettando di ammazzare e vivi con le armi in mano. Una rapina la capisco, il terrorismo no.
E si scontra con l’uomo che ho davanti, un uomo buono. Buono sul serio, che ti guarda sul serio, che ti da qualcosa di sé. Cosa gli è successo, mi chiedo? E penso, penso.
Ho un passaggio in mente, devo concretizzarlo sulle corde o lo perdo. Continuo dopo.
24 Maggio 2011
beh, discreta giornata di merda.
Tempo per me troppo, programmi cambiati.
Non ho più quell'elasticità mentale che mi permette di seguire troppi cambiamenti, se non mi creo delle tappe mi va a puttane il teatrino.
non ho perso solo la tua mail, ma un sacco di altra roba. il tecnico si è portato via il compter per vedere di salvare il salvabile. Intanto sono andato a comprare un altro portatile. fanculo, non ci resto senza scrivere e mi gira il cazzo per non avere mai la testa di salvare su chiavetta o cd.
vivo nel mio mondo e penso che non succeda. punto.
quindi giramento di coglioni perchè un estraneo ha in mano me stesso e tutto quello che scrivo.
e' una violenza che non mi passa stanotte.
fumo e porca puttana rollo male e me ne accorgo quando la accendo. posso fare poco, perdo troppa roba.
c'è della fottuta ironia in tutto questo. anche essere a casa mia.
Insomma, sono diventato uno che a Firenze non deve avere fuori programma. a meno che non decida io.
la tua amica Indra di Roma che mi manda una mail dove dice solo ciao dom come stai? e che ti devo rispondere? ma nulla, dai.
poi nella mail successiva mi chiede di consigliale un nome per un account fetish. Cazzo, manco mi conosci! Ma cosa mi dici?
Non mi capita spesso di sentirmi nervoso, di solito sono davvero quasi sempre nel mio mondo e poco mi fa innervosire sul serio (a parte mia madre) ma oggi è quella sensazione che rode dentro e vorresti litigare col mondo.
Con Fr non c'è stato verso. Rideva. Alla fine gliel'ho dovuto dire che volevo litigare e quell'idiota mi ha chiesto di scegliere un argomento. fanculo, ho scelto Nanni Moretti e ne è venuta fuori una bella discussione perchè lo so che lo odia.
mi fa anche rabbia adesso che non si sia incazzata sul serio per i miei modi bruschi di parlare o di essere sincero.
tendo sempre ad allontanare le persone con la brutalità. O sono semplicemente i miei modi, non so. Mi rilassa poter dire alle persone no, non mi va oppure che non mi piace qualcosa, si stupiscono sempre. Siamo talmente abituati a recitare un'etichetta perbenista che non ci viene nemmeno più di essere sinceri anche nelle piccole cose.
Mi fanno caffè di merda dopo cena? anche se sono ospite io lo dico che hai fatto un caffè di merda.
Alla fine lego con quelli che non ci rimangono troppo male.
Spesso però divento ridicolo.
Lo so che sembra da idioti dire alla tua donna che hai semplicemente voglia di litigare. O dire dopo poche mail non me ne frega un cazzo della tua amicizia, se usciamo ci provo subito. Ecco, ho perso anche quello scambio con Fr porca troia. Virus del cazzo.
Può sembrare idiota ma per me non lo è. Discrete figure di merda a parte me la godo un sacco.
Grandiosa ironia che fa ingoiare questa quotidianità. O forse ne è solo l'antiacido.
Non so se sapevi che sono un burbero rompicoglioni di persona.
Fr ci rideva in mail ma mi prendeva anche molto sul serio, con risposte molto ironiche ed è così anche di persona, perciò litigo pochissimo con lei.
E' frustrante a volte
la checca che è in me batte i piedi.
Fr è un cazzo di uomo impassibile.
Gliel'ho detto e siamo finiti a ragionare di veleni e cicuta e Socrate che se la beve a la famiglia Addams e Men in Black.
NON c'è verso di litigare. Quindi Nanni mi girano i coglioni.
Poi lo so cosa c'è di fondo. Non ci penso ma lo so. Non è che abbia molta voglia di fare il dandy del cazzo che non va a lavorare. Insegnare mi manca. E basta.
Vado a suonare, sta già facendo giorno.
22 Maggio 2011
A volte facciamo puttanate a caso. O forse a caso non è mai. Io con le donne e con gli uomini che ho avuto ho fatto solo puttanate.
In ogni caso tu alla tua età mi hai battuto: due anni con una e una convivenza. Per me il massimo sono stati 7 mesi con Ludo e un pensiero per 21 anni che non è rimasto tale solo per caso.
Un idiota. Posso insegnarti tutta la letteratura italiana, inglese, francese e latina ma non so un cazzo di storie.
Ma in fondo non se ne sa mai abbastanza. Mi hanno reso cinico fin da piccolo. L’amore non esiste. Eppure alla fine sono un romantico, è questo che mi ha sempre fottuto. La perfezione deve esistere da qualche parte, quella donna o uomo con cui combaci esattamente. Mai trovata, quindi l’amore non esiste. Il fatto che mi stia ricredendo ai miei occhi significa soltanto che ho avuto culo per un pò. Chissà. Ho letto troppo e vissuto troppo poco. Molto “le lettere d’amore”di vecchioni. C’è più vita ovunque tranne che nella mia vita. E’ più realmente viva di me qualsiasi cosa.
Sai come mi vivevo la tua età?
Suonavo, allora. Giravamo i locali, pensavamo di poterci anche fare un mestiere e ci incazzavamo quando non ci pagavano. Litigavamo sempre. Beh, loro. Io stavo zitto., trip per la Fender.
Liceo finito, casa disponibile sempre assediata da amici. Non che venissero per la mia straordinaria simpatia, o per le mie capacità da mattatore. Chiaro che se a vent’anni hai un amico che ha 4 piani di casa e vive da solo praticamente ti ci trasferisci.
Ore di prove, canne, birre, tensioni.
Eravamo bravi, questo ci ha fottuto. No, non è il senso che voglio dirti questo.
Eravamo bravi e piacevamo, avevamo perfino le nostre groupies da scopare nei camerini. Ma avevamo poca testa e un sacco di droghe e birre. Questo ci ha fottuto. Come succede bene o male al 90 % delle band. Solo che noi a Firenze non avevamo davvero vie d’uscita. Finiti i tempi di John Lennon o dei Nirvana, ma anche il tempo dei Medici, dove lo stato aiutava la cultura e gli artisti.
Io sono finito a fare il prof fra un viaggio e l’altro. Loro sposati e con figli e lavori come ingegnere, assicuratore, agente immobiliare.
Va sempre così porco dio.
Anni assurdi quelli dai venti ai trenta. Scendevo le scale di camera, il pomeriggio quando mi svegliavo e andavo in cucina, sapendo che poteva esserci chiunque. Non ci facevo nemmeno caso. Scendevo in mutande aprivo il frigo in silenzio prendevo la birra del risveglio e seduti al tavolo c’erano due estranei a farsi di ero. Nella mia cucina. In casa mia.
Non chiedevo, salivo su e mi facevo anch’io.
Da un certo punto di vista tutti questi passaggi sono stati una fortuna. Alla prima overdose ero in salotto e se ne sono accorti loro, quelli di passaggio.
L’ultima è stata la peggiore. Mi ero fatto per morire sul serio, mi sono incazzato di brutto. Alla fine era una bella cosa, stavo viaggiando bene, avevo semplicemente smesso di sentire a un certo punto. Non ti accorgi di non respirare se sei fatto. Il ritorno è stato pazzesco. Un dolore assurdo e la gola che bruciava perché mi avevano intubato. E la realtà. Ero vivo cazzo, in un ospedale, con la gola in fiamme e un’astinenza da gestire con mia madre che frignava al mio stronzo capezzale.
Una nuova rinascita talmente merdosa che avrei ucciso tutti prima di riprovare a uccidere me stesso. Prima sulla lista mia madre.
Stamattina ho ripreso la macchina per arrivare fino a Sesto, per fare colazione con Fr.
Giusto per mezz’ora, a casa sua c’è sua madre e fanno il cambio dell’armadio. Fr molto isterica. Ma mi andava.
L’ho presa per il culo perché era uscita praticamente in pigiama. Pantaloni indiani a righe, infradito arcobaleno con smile appiccicato sopra e canottiera bianca senza reggiseno. Ma porca vacca se mi piace. Ho fatto l’amore con lei nel bagno del bar, con la gente della domenica che nell’altra stanza si affollava al bancone per il cappuccino.
Quindi bene che quella volta mi abbiano ripreso se ora vivo questo, no?
A parte mia madre, cazzo.
Mi dico così quando ho pensieri negativi. Quando sul serio darei anche il culo, anche se fa male, per una fottuta dose.
Oggi sto bene.
Ho girato la casa lo stesso, solo che ero allegro. Tutti quei lenzuoli creano masse informi, potrebbe esserci qualunque cosa là sotto. Un castello di sabbia grandioso che ho fatto una volta in Grecia, la mia bicicletta rossa, una Fender vintage che sogno da dieci anni, un bel set di polpette avvelenate per cani… Non so, oggi mi sono divertito da solo.
Ho perfino guardato la mia faccia nello specchio del bagno del quarto. Penso che dovrei tagliarmi i capelli, non ci vedo quasi più. Ancora nessun capello bianco. Il mio corpo mi prende per il culo. Si illude che io sia giovane penso.
Ho fatto la doccia lassù. Sono stato un’infinità seduto per terra con l’acqua addosso a pensare al nulla. Sai quando pensi e non sai cosa? quando il tempo scorre e tu non lo sai?
A me capita spesso.
Tu non comandi mai Cà? Nel sesso, dico. Il gioco devi fare tutto quello che ti dico io. Potrebbe essere un buon modo per farla migliorare nell’orale. Le dici cosa vuoi, lo deve fare per forza. Tu però devi avere il coraggio di parlare e invece mi hai detto che lo fai in silenzio.
Avrei potuto spedirti ieri quello che ho scritto ieri, ma non lo sentivo finito.
Anche ora non lo sento finito, ma probabilmente sarebbe sempre così anche fra un’ora o dieci.
Ah, Ste mi ha scritto che siamo stati separati alla nascita. Cazzo se ci ho riso!
Dai, invio. Altrimenti ricomincio a scrivere. porca vacca, mi tocca ancora fare due mail.
21 Maggio 2011
Ritmi assurdi oggi.
Tornato a casa mia alle otto, dopo un passaggio a un bar, completamente rincoglionito.
A casa nulla, sonno zero.
Mi sono fatto i miei quattro piani su e giù, passando fra i mobili coperti dalle lenzuola.
Perché li tengo coperti come se non vivessi qui? Due piani inutilizzati, pieni di mobili spogli, pareti bianche e vuote.
Credo di sentirmi così. Una parte di me lo è. Camere da letto che nessuno usa, salotti che rimangono fine a se stessi. Una cucina sporca perché mi ostino a cucinare di tutto facendo macelli ovunque. Pulisco una volta al mese, preso da sacri fuochi da casalinga isterica, poi nulla. Accumulo pile di piatti ovunque, nemmeno li metto in lavastoviglie.
Mi sento un coacervo di controsensi.
Faccio un sacco di docce al giorno, ho sempre le mani ossessivamente pulite, eppure posso dormire sul marciapiede come mi è successo decine di volte, e non fare una piega.
Dom profumoso hai detto una volta.
Cazzo, si. Sempre. Ma la mia cucina è una merda e non me ne frega nulla.
La libreria però deve essere una biblioteca ordinata e catalogata, come gli spartiti. Non so, per me ha un senso vivere così. Se entro in cucina e la trovo linda e messa a posto mi viene il magone. Che cazzo, davvero siamo a Beautiful?
Mi sono addormentato alle dieci, ho dormito solo tre ore.
Non sono stanco, però. L’energia del sole fuori arriva dentro, ma detesto il sole in solitudine. Preferisco i tramonti o l’alba, quando la luce ti accarezza e non ti ferisce.
Fr va dallo psicologo perché troppo spesso si assenta. Non è che non parla, è come se non esistesse. Esiste nel suo mondo di fantasia, innaturale e sconosciuto. Nemmeno io posso entrare perché lei semplicemente non c’è per aprire la porta.
Stanno cercando di aiutarla a risolvere almeno un pò, prima hanno detto che era bipolare, poi hanno parlato di schizofrenia, ora siamo stabili su un disturbo della personalità. (e ne rido di tutti questi etichetta menti)
Ha il suo mondo, ci sono almeno tre persone dentro di lei, è una lotta con se stessa perché fin da piccola ha vissuto in questo mondo di silenzi e solitudine.
Dici che parla un botto. Si, a volte parla un botto. Altre volte davvero non esiste se ha sufficiente confidenza con te. Siede, fissa il vuoto, non sente niente. Si anestetizza e sai che sta vivendo la sua vita parallela. L’altra sé vive sempre dentro di lei, in maniera schizofrenica. Quando le chiedo cosa sta facendo l’altra lo sa sempre, vive perennemente scissa. La cosa che la distingue dalla schizofrenia è solo che lo sa, se ne rende conto. La schizofrenia è come guardare la tv e credere che sia la realtà. Fr distingue la realtà, solo che ha un suo mondo parallelo. Incredibilmente ci ha fatto entrare anche me. Parla con me anche quando non è reale, quando non ci sono. Io le dico, ok piccola, va bene lo stesso. Significa solo che ci sono di più.
A volte mi telefona e mi chiede se esisto davvero. Se sono reale. E’ confusa. Allora non rido più. Glielo dico che ci sono, se posso prendo la macchina e vado ad abbracciarla forte, perché tocchi con mano la mia realtà.
Parlandoci molto chiaramente se non avesse figli l’avrebbero portata in psichiatria con le crisi della scorsa settimana. Ma Ch e Dè sono reali nella sua vita e l’aiutano a non farsi collassare il cervello. Stati di allucinazione reali. No, la psicologa ha parlato di deliri. Deliri. Non so. Me li vivo con lei, le parlo. Le attacco biglietti anche per ricordarle che ci sono. che esisto davvero.
Per il resto è una donna normalissima, ed è anche molto brava con i bambini. Si perde un po’ nei particolari, Dè lo sa, ma li cresce bene. Lo sappiamo io, sua sorella, il suo amico del liceo ora dottore Jà che la chiama tutti i giorni per calibrare le dosi delle medicine. Bà sa qualcosa, ma le ha fatto un gran bene quando le ha detto che lei suo figlio glielo affiderebbe comunque a occhi chiusi. Non credo ne abbia parlato con nessun altro di come stiano realmente le cose, è difficile suppongo.
Credimi, è difficile anche per me dirtelo così, perché non mi riguarda direttamente.
Dicono sia uno squilibrio chimico del cervello, una roba genetica che forse aveva anche suo nonno. In più sua madre ha fatto un macello della sua testa.
Fr lo nasconde bene.
Non credo diresti che abbia questi disturbi.
Capisco e non capisco. I deliri, dico.
Insomma, io ho avuto un sacco di casini ma sono io. Uno soltanto.
Non so cosa si prova ad aver bisogno di mandare l’altro sé a far colazione “per finta” per poter essere libera di vivere un pò da sola. Sembra assurdo, ma lei lo deve fare ogni giorno. Impegnare l’altra se per vivere lei. Ha orari che si impone, così non si dimentica di mangiare. Le porto la roba per farsi i panini, mangiamo insieme su qualche prato e stiamo in silenzio molto spesso, ma abbracciati.
Lei siede sul prato, io mi sdraio con la testa sulle gambe. E stiamo così. O leggiamo.
Ultimamente mi abbraccia tantissimo. A me fa un piacere assurdo, in fondo mi mancava.
Difficilmente mi faccio sfiorare da qualcuno.
Chi ci può essere, alla fine? Mia madre la tengo a distanza, mio padre non esiste, i miei studenti figurati se li faccio avvicinare, sono il prof! Ero.
Non so. Tengo la camicia per non far vedere le braccia ma è bello quando Fr mi sfiora la pelle. Riscopro la mia pelle. Un cazzo di contatto con un altro essere umano.
E di nuovo provo un piacere assurdo nel toccare il seno di una donna, esplorare ogni centimetro di lei, con calma, per godermi ogni istante. Sono una checca, ok, ma adoro il seno delle donne. Fr mi da enormi soddisfazioni in questo senso. Va bene tutto, ma con una bella quarta mi ci diverto di più.
Mi innamoro degli orgasmi, dei miei non me ne frega un cazzo. Possono arrivare dopo.
Prima ero abituato a non far caso a chi avessi davanti. Esperienza ne ho, la metto anche a frutto volentieri, questione di mero orgoglio maschile suppongo. Ma non mi sono mai messo in gioco realmente con nessuno.
Ti ho detto che non l’avevo mai fatto senza niente. Scopro il gusto di venirle dentro e rimanere così, aspettando di rifarlo ancora, senza uscire. E’ qualcosa di chimico fra noi che me lo fa tornare duro quasi subito e ne approfitto. Che poi magari poi non succede più perché ci veniamo sulle palle.
E’ bassa, Fr. No, non bassa in senso generale. E’ alta, anzi. Ma io lo sono di più. Ci dividono giusto quei 23 centimetri che mi permettono di abbracciarmela bene. Piccole cose, ma che mi riempiono l’anima adesso. Dopo di lei sarò fottuto?
Forse. Non mi immagino vivere senza uno scopo, nella noia di una vita già vista. Fra un po’ anche con lei sarà tutto già visto? Lo chiedo ma non mi importa un cazzo.
Mare dentro mi è piaciuto. Il film, dico. Perché lui sceglie. Voglio avere anche io questa possibilità, tutto qui. E’ soltanto tutto qui.
Alla fine siamo isole inesplorate.
Ci sono pensieri, cose, nozioni, che non condivido con nessuno.
Non mi viene in mente o non ne ho la possibilità. Mi esploro, ma sono comunque un’isola deserta in cui ogni tanto arriva qualcuno, sta un pò poi se ne va. E non ho mai avuto voglia di mostrare tutto.
Dà il fisicato se ne stava sul mio divano a guardarsi lo sport, gridava come solo gli uomini sanno fare. Mi infastidiva. Nessun discorso alla fine. Frasi stronze, trite e ritrite che mi fanno vomitare. Azzardati a dirmi che sono bello e mi viene il vomito, sul serio.
Stai con me solo per un trip su Dorian Gray. Io sto con te per la fissa per i muscoli. Posso avere l’aspetto di un Dorian Gray, ma porcoddio, sarò mica così marcio dentro?
E i tuoi muscoli sono frutto di steroidi, lo vedo dalle ombre scure sotto gli occhi troppo in fuori. E infatti non è che là sotto ti funzioni granchè.
Mavvaffanculo!
Perché concedergli me? Suonavo, leggevo, camminavo. Quando tornavo lui era ancora lì a farsi di novantesimo minuto. Beh, dammi il culo -molto bello- e vattene, va. E poi mi facevo di oppio.
Cò era una spaccapalle primadonna esaltata. Passata la voglia dell’uomo muscoloso mi prende quella della donna con la gonna e i tacchi. Quando mi annoio devo cambiare radicalmente. Solo che non sono il tipo.
Alla fine detesto i tacchi e il modo di camminare delle donne con i tacchi. Quella assurda presunzione di sculettare meglio. Preferisco chi si siede per terra a gambe incrociate ma mi parla, ascolta. Più naturale, più incredibilmente afrodisiaco. Sarà l’hippy che è in me.
Cò era tutta tacchi e minigonne e scollature. Con quei reggiseni assurdi tutti pizzo che quando li levi non è come sembrava. Dovevo levarmi dai coglioni quando gliel’ho sganciato. Non capiscono che è meglio sapere subito come sei anziché cercare di fregarci. Tanto se lo scopo è scopare con me alla fine mi tocca vederti nuda, no? Stonature. Mi ha dato noia, avrei dovuto fermarmi.
Ma non sono mai stato bravo a tirarmi indietro prima. Già che ci sono consumo, me ne vado dopo. Invece porca puttana mi ha inseguito troppo e io a scappare. E ogni volta ci scopavo accidenti a me.
Storia del cazzo, eppure storia di qualche mese. Indecente me.
periodo di lsd e funghi. le devo aver detto una montagna di stronzate, ma lei non prendeva droghe, non si accorgeva di nulla.
Una volta ho scritto quando era con me. Si è incazzata perché non la consideravo. Oppure se la prendeva perché non rispondevo a qualcosa. Se non sei interessante non è colpa mia. Sarai interessante per qualcun altro, però. Vacci. E si incazzava ancora di più. Un delirio creato con le mie stesse mani, troppo pigro per disfarmene. Scappato ancora. Mi sembra in Brasile. No, Cile.
Avevo letto Il tempo di Blanca, di Marcela Serrano e volevo vedere, sentire, capire. Mi piacciono i paesi dove la gente pensa, si riunisce, si fa straziare la vita per la libertà. E mi piaceva Blanca, che impossibilitata a parlare si inventa un linguaggio con gli occhi.
20 Maggio 2011
Il mio amico-conoscente dell’università giorni fa mi ha chiesto come faccio a vivere così, quasi sempre solo. Ci ho messo tre ore per rispondere –a volte posso essere di una lentezza esasperante nel riuscire a definire qualcosa a parole e mi rendo conto che magari viene fuori in momenti assurdi, inaspettati, in cui si era magari dimenticata perfino la domanda posta- dicevo, tre ore per rispondere che io solo non mi ci sento, quindi la domanda non aveva il minimo senso per me.
Ecco, se avessi potuto scrivere subito avrei ordinato i pensieri, invece ho parlato troppo tardi e offendendo.
Il mio amico si è irrigidito e mi ha guardato con quello sguardo che detesto, che mi dice che vengo giudicato pazzo. Fr avrebbe riso capendo e probabilmente tu saresti stato incuriosito, non infastidito. Ma io parlo così. Non aveva senso la domanda per me, nessuna offesa per carità. Se poi sei paziente vado anche avanti, ma quasi nessuno lo è, si irritano prima.
Ok, sono lento e irritante. Molto dandy del cazzo sul serio.
Lei l'ho invitata subito a uscire, molto insistente e assurdamente attratto da questa che dopo tanti anni mi riconosce dalla mia scrittura, quindi mi ha letto, e dentro di lei ci sono ancora se si ricorda così. E’ stato facile, mi conosceva già, ma anche difficile perché la mia perenne distrazione con le persone avrebbe potuto rovinare tutto. Quando sono tornato a casa, dopo averla vista e aver di nuovo fatto l’amore con lei quasi ancora prima di dirle ciao, le ho scritto un’altra mail sputtanandomi completamente. Ero così in imbarazzo da voler sprofondare per sempre. Ma dopo c’è stato un salvifico scambio di mail buttate con ironia sul sesso e ho superato le mie fissazioni con la risate.
La mia prima volta senza preservativo che da che faccio sesso. Aggiungo alla lista delle mie fobie anche le malattie. Non ero preparato. Un coglione. E non me ne è importato molto. nemmeno che pensasse fossi uno stronzo maniaco.
Mi sono anche scusato ma come risultato mi è stato detto che trovava offensivo che mi scusassi di aver fatto sesso e che era stata una gran scopata quindi che non rompessi il cazzo e fossi sincero. Mi ha talmente spiazzato che l'ho rivista il giorno dopo.
E perché te lo dico?
Non so. E' che sono fatto?
Con te un viaggio lo farei, esattamente come hai detto tu. Ci vediamo all’aeroporto, con gli zaini già in spalla, camminando subito fianco a fianco verso il terminal. La testa al viaggio, curiosi entrambi del mondo e di noi.
Cà è indefinibile anche per me. La vedo donna quando fa la donna. Ma, Nanni, ti dico quando FA la donna. Cambia, vedo che si modula su richiesta e questo è strano. Sa esattamente come fare, è intelligente, ma non è se stessa. Almeno con me fa così.
Come se ci fosse un assoluto bisogno di essere accettate ancora prima del bisogno di essere se stessa. Mi sbaglio? Può essere, non la conosco. Sensazioni.
Sei tu che vivi Cà, sei tu che intuisci meglio di me. Fai bene a fare un passo indietro quando hai dubbi su chi sia, da lontano, da appena poco lontano, si ha una prospettiva migliore. Senza fretta, ma con costante curiosità.
E’ evidente la sua intelligenza, come è evidente il suo disagio nel viverla e il suo bisogno egocentrico di te. Ma tu sei un grande, sai come prenderla. Sei più forte di lei e questo probabilmente ha due effetti in lei: la spiazza e ti ammira. Cà mi sembra senza vie di mezzo, o forte per autoimposizione, ma forte, cazzo. O debole per esperienze che solo lei, e probabilmente tu, sa. Alla fine ti fa stare bene, ti incuriosisce. Va bene, Nanni. Non hai un’alternativa. Non parlo di altre donne, ma di quello che vuoi tu. Finchè la vuoi, finchè sei così curioso di lei non hai che una sola scelta, vivertela. Quindi lo fai.
Domanda. Quando sei con Fr parli?
Oggi è andato tutto storto. Dovevamo vederci, ma aveva dimenticato che il venerdi ha la psicologa. Ormai le sue sedute da un’ora sono diventate spossanti lotte di due ore al prezzo di una (80 euro) e alla fine la dottoressa oggi si è arresa e le ha dato il nome di uno psichiatra. Vogliono sul serio darle della roba. Fr è sempre sul filo, non sai se perderà il controllo della propria testa per finire dove lei vorrebbe, in un nulla fatto di assenze chimiche, o se ce la farà ancora a contenere e vivere. Credo che io e i suoi figli la teniamo qui. Altrimenti sarebbe l’ennesima Alda, in qualche letto, incosciente ma sollevata di non provare più nulla. Una non vita.
La capisco talmente tanto che posso soltanto amarla di più. Non perché io sia felice di questo, soltanto perché capisco.
Dovevamo comunque stare insieme nel pomeriggio, ma è arrivato lui, il padre di Ch. Fr è andata via con la testa. Nessuna comunicazione, ha spento il cervello e il cellulare. Mi ci sono volute ore per recuperarla questa volta. Alla fine sono arrivato qui verso mezzanotte, non potevo lasciarla sola, ho le chiavi. Lei dormiva di quel sonno indotto dai farmaci, ma si è comunque accorta e si è calmata. So di avere questo effetto su di lei e una parte di me ne è felice. Un’altra vorrebbe che Fr non avesse bisogno. Ma capisco anche questo. Anche io ho bisogno di lei per placare il male di vivere.
Le ho scritto molto oggi. Poesie, pensieri, strutture mentali che le regalo e attacco sulla sua porta ormai mia.
Se sia sbagliato o giusto questo nostro modo non mi interessa: è funzionale. Punto. Oggi è così, domani non so.
E’ la prima volta che vengo da lei e non facciamo l’amore. Oggi no, oggi non ce n’era bisogno. Abbiamo fatto l’amore in un altro modo, scrivendoci pensieri che ci hanno unito. Orgasmi mentali.
Sto fumando una canna. Non lo facevo da tanto, ma reggo ancora troppo bene. Ma sono qui, ce la faccio.
Mi mandi mail quando non me l'aspetto. oggi mi hai fatto un regalo.
19 Maggio 2011
Cosa siamo, Nanni?
Abbiamo una reale possibilità di cambiare noi stessi per non soffrire, per cancellare parti di noi e renderci utili a questa realtà?
Efficienti, pronti, benedetti dagli dei del quotidiano benessere?
Non ci stiamo, abbiamo provato, la ribellione ci porta al silenzio.
Forma di costrizione in cui ci relega chi non ci capisce, chi non vede abbastanza lontano dal proprio naso.
Abbandonati con noi stessi, a condividere momenti, attimi, con altri esseri simili, che riconosciamo casualmente per qualche momento, che fatichiamo comunque a sopportare a lungo.
Solitudini cercate, solitudini sofferte e violentate dalla ostinata necessità di essere noi stessi.
Tutto questo stanca ma esalta allo stesso tempo.
Guardo da lontano questo mondo assurdo, come fossero formiche che si affaccendano tutti i giorni in azioni ripetitive e transitorie, ma in fondo sempre dannatamente uguali a se stesse.
Trovare qualcuno è troppo spesso uno scontro, qualcosa che ci spossa perché può ferire. Sentirsi vulnerabili se le parole escono e sono parole che raccontano di noi.
Concedere il mio mondo non è mai stato facile.
Tu considerato omosessuale, lasciato solo a porti domande infinite. Io che omosessuale lo sono, che invece giocavo con la mia sensibilità diversa e domande ne avevo a milioni. Domande inascoltate o semplicemente non concretizzate perché troppo difficili da capire perfino per me.
Sono l’eterna via di mezzo, la strada più stronza, quella che non avresti mai voluto seguire.
Non sarebbe meglio poter decidere per noi stessi? Invece che barcollare da una parte all’altra per stancarsi soltanto di me. E annullare ogni domanda con il benessere chimico e fittizio. No.
Dipendenze. Da me stesso, da ciò che aveva e ha il potere di regalare una pace forzata che in cambio chiede il sacrificio del proprio corpo.
Ho annullato tutto ma se guardo il mio corpo ne vedo i segni, so che non passeranno mai, come non passerà mai questa voglia di cancellare ogni dolore e ogni domanda che ferisce solo per il fatto di porsela.
Non sono le risposte che mi fanno barcollare, sono le fottute domande. Se si potesse vivere così, semplicemente accettando tutto, saremmo esseri perfetti, definiti, immediati, efficienti.
Mi sento più un giocattolo rotto, un difetto di fabbrica. Un chip sfuggito al controllo.
E allora mi alieno, non giudico più. Le domande ci sono, scorrono eterne, ma accetto che ci siano adesso. Accetto il dolore che portano con se, perché chiedersi significa isolarsi con coscienza di farlo.
Dipendo da lei, dipendo da lei perfino per respirare. Idiota, marionetta di stati d’animo alternati.
Va bene così. Sono un uomo da dipendenze, evidentemente non so essere in un altro modo.
Grande, tu, che vai in culo alle tue dipendenze, che hai la capacità di astrazione che a me manca.
Io guardo la mia donna e so che è l’unica cosa reale che mi tiene qui.
Dura ammetterlo. Non c’è musica se poi non posso farla sentire a lei, non c’è scrittura se non la legge, non c’è sentimento se non posso condividerlo. Non esiste voglia di sesso se non è soddisfatta dalle sue dita e dalla sua bocca. Per adesso è così.
Mi allontano e torno, ci giro intorno come un coglione, ma alla fine è il centro della mia gravità.
Quindi non sono un Uomo. Ma va bene, lei capisce, lei sa. Accetta.
Paradossale condivisione di vite assurdamente accelerate, di pensieri che fottono la testa ma che alla fine ci rendono simili, accettabili l’uno all’altra.
Tu mi capisci e non so perché.
Ti racconto di me, ti dico un sacco di assurdità che il mondo leggerebbe come assolute idiozie, eppure tu capisci. O quantomeno leggi.
Sono senza niente, eppure dentro sono troppo pieno. Una costante overdose di pensieri che si incastrano qui dentro e non potranno mai diventare parole, ma solo lettere che unite fra loro hanno un senso.
Hai l'hai capito perché non posso vederti. E sei anche d'accordo.
Parli di imbarazzo e cazzo sarebbe così.
Non conosco nessuno io, non ne ho voglia, non lo permetto e basta. Se poi è qualcuno che considero un amico difendo la possibilità di poter condividere con te un pezzo di vita.
Cosa faresti nel tendere la mano a un uomo di 38 anni, con i capelli lunghi perennemente arruffati, troppo alto, troppo dannatamente se stesso, che si muove come un alieno stupito quando cammina per strada? Che ha movimenti da donna a volte, che però sa davvero suonare da dio. E te lo dico, a te lo dico, è così. Dici che è difficile quel pezzo? Lo suono. Non so assolutamente vivere ma lo suono. Ma da solo, senza pubblico, senza palco.
Che cazzo potresti fare se non guardarmi anche tu e lasciare il resto in momentaneo secondo piano? Anche quel momento sarebbe troppo.
Prendo quello che viene. Momenti, istanti di altre persone, da altre persone e alla fine do molto poco di me. Ascolto, non parlo. Guardo, non mi faccio guardare. Vivo, non mi faccio vivere. Condizione necessaria e non sufficiente a una immaginaria, auspicabile serenità.
Non ho bisogno, per capirci, di bere una birra con te facendo due chiacchiere, farti vedere la mia gestualità e come tengo la sigaretta fra le dita per avere questo legame. Parlo in generale, ok?
Non c’è nessun bisogno che tu veda dove mi muovo, la mia casa da Beautiful con la taverna rimessa a nuovo, il disastroso disordine della mia scrivania e dei cavi che percorrono tutta la stanza, o vedere e godere delle migliaia di libri che ho e tutti maniacalmente catalogati, se ti interessano i libri, esserci quando offendo quei cani stronzi che però sono amici, la mia faccina dolce
Io sono molto più io qui che in altri modi. Mi conosci leggendo, non guardando. Non lo capiscono. Ma tu si. Ecco, grazie.
18 Maggio 2011
Bastardo infame!!!!! Sfotti sfotti!!!
vuol dire che l'erba te la godrai tu quando vieni!
Cazzo se hai avuto sfortuna col tuo pisello! Ma non ti avevano mai detto nulla prima dei 19 anni?? Incredibile! Assurdo che tuo padre non ti abbia detto nulla. Ch già si sa che dovrà essere circonciso, si vede. Si tratta solo di vedere quando, credo di aver capito verso i 4 anni.
Già, però la fimosi è degenerativa e non credo tu facessi vedere molto ai tuoi da adolescente!
Mmh, ho fatto anche io come te, ho mentito spudoratamente, ma avevo 14 anni, era abbastanza inverosimile. Lei non se ne è preoccupata, era una danese o svedese o una -ese qualunque che non ricordo, su una panchina a Boboli. Mai più rivista, nessun romanticismo. Una cosa del tipo come with me, let's fuck. E io che nemmeno avevo capito l'inglese. Mi mette seduta sulla panchina, mi sale sopra tirandosi su la gonna e fa tutto lei, compreso infilarmi il condom che aveva in tasca. Have you got any condoms? cazzo hai detto? e ha fatto lei. Pochi minuti, chiaro. La prima volta è sempre la più breve. Figura di merda, suppongo, ma non me ne sono preoccupato molto visto che lei era ubriaca e io strafatto.
Per quanto riguarda te, dura scopare da dio con la prima e poi sempre peggio.
Per me è stata una cosa simile con Fr, ma avevo già 17 anni, avevo scopato già parecchio. Ero un dandy caruccio e un pò checca anche allora, veniva facile andare con chiunque. Te l'ho detto, anche troppo facile. Ti rovini tutto perchè sono rapporti veloci, senza nient'altro che sesso. Non si gode molto, no?
Guarda che con le donne è anche facile. Pensa farlo la prima volta con un uomo. In ogni caso non è semplice. Tutta quella menata del dover lubrificare toglie molto. Poi impari, chiaro. E poi io sono uno che detesta il dolore, te l'ho detto e non mi piace nemmeno farlo senza preservativo. Insomma, come dicevano ad Amici Miei nella canzone: "chi chiava tromba, chi tromba chiava e chi s'incula si smerda la fava". Preservativo, grazie
La prima che mi ha coinvolto un po' di più è stata lei, Fr, ma ero anche molto molto bloccato proprio per quello. Ho proprio difficoltà a parlare, da sempre.
le donne sono molto più stronze degli uomini, ti usano di più. Almeno gli uomini sono chiari. Sesso. le donne scopano ma devono raccontarsi che si sono innamorate e allora ti spaccano i coglioni. per questo sono stato anni solo con uomini.
Con Fr, allora, non abbiamo avuto modo di fare sesso orale. Sempre rapporti di nascosto, nei posti più assurdi. Ma ci trovavamo bene. Se mi è rimasta dentro c'è un perchè.
Tutto adesso, a 38 anni. Sto bene. Molto. All'inizio la sua esperienza mi ha dato noia, sono pur sempre un uomo, ma non le ho detto nulla e ho accolto la sua filosofia quando dice che è meglio farlo con qualcuno esperto e ora me la godo e basta. Poi non ero mai stato geloso, mi sono stato sulle palle da solo e l'ho fatta finita subito con le pippe mentali.
Cà è ancora giovane, le donne pensano che sia facile farti una sega fatta bene o l'orale, ma troppo spesso non sanno nemmeno come muoversi. E ti fanno pure male porco dio. Gli uomini no, sanno come fare.
Le peggiori sono le ragazze esaltate, che si vestono anche a maiale, convinte di essere dee del sesso e allora non hai il coraggio di dire nulla per non smontarle!
No, con Fr va bene così, anche troppo. Non è che ho più vent'anni, e l'ero mi aveva abbastanza fottuto. Ora sono tornato in forma e mi devo rifare di tutti quei cazzo di rapporti assurdi che non mi hanno dato mai niente. Quindi faccio l'amore con lei quando la vedo. A pranzo nei prati, la notte a casa sua. Forse mi stancherò, di solito succede, no? o forse anche no. Voglio che sia l'ultima, quindi mi è andata alla grande.
Poi ti racconterò di Lù, lei si voleva perfino operare e sposarmi. Quando l'ho capito sono scappato in Asia senza nemmeno salutarla o avvertirla e non sono tornato per sette mesi. Sette cazzo di mesi magnifici!!! Ho girato a piedi ovunque, ho conosciuto persone grandiose e ho dormito dove capitava. indimenticabile. Quando sono tornato ho inziato con l'ero e per qualche anno del sesso o dei rapporti non me ne è importato assolutamente nulla. da solo stavo bene. Bene... qualche overdose, qualche disintossicazione, molto fatto. non avevo tempo.
Sono a casa mia oggi. Da Fr c'è sua sorella a dormire.
la mia camera stracolma di libri e strumenti musicali la sto odiando.
Mi opprime.
Non sono più io qui dentro.
Hai presente quando qualcosa non ha senso? La mia solitudine. troppi anni suppongo, ne sono annoiato. Anche per questo parto, per recuperarla e starci bene. Non esiste tutto questo dipendere da una donna.
Non è da me.
Scappo di nuovo, ma con un bel preavviso e per tornare. E' diverso.
In camera sua attacco i miei post-it sulla porta e sullo specchio. ha uno specchio davanti al letto e da subito ho fatto di tutto per coprirlo. Non me ne frega nulla se a lei piaccio. Nanni, i tatuaggi non coprono le cicatrici e detesto la mia faccia da dandy del cazzo. Gli specchi sono solo vanità. Io so come sono, non ho bisogno di vedermi ogni giorno che dio caga in terra. nemmeno una volta al mese e la barba me la faccio a memoria. fanculo. Su questo non cedo mai, Fr si è abituata, mi sfotte. Va bene, mi fa ridere, basta che non mi liberi lo specchio davanti al letto.
Mi metterò a suonare un po'. Ho trovato un passaggio di Malmsteen che fatico a imparare, mi ci sono fissato. Ci ho passato due ore oggi pomeriggio, ma cazzo non sono soddisfatto. A volte vorrei di nuovo un palco e quelle sensazioni uniche, le urla, la gente che canta con te e ti esalta come un dio della Fender. Più spesso no. Chi ti relega a essere un dio ti espone a giudizi e solitudine. Ti etichetta. Ho chi mi ascolta.
Fa caldo. Firenze è una conca di merda. Odio il caldo. Quando non ti puoi spogliare è un problema. Arrivi a bucarti ovunque porca madonna, non pensi al dopo.
Al dopo non ci ho mai pensato. Che pochezza, che poca accortezza. Ho letto da poco le poesie di Mogol "l'uomo accorto si fabbrica quasi sempre un animo di riserva".
Molto poco accorto direi.
Ahahahahha!!! ho sentito ora Fr che si è già presa 20 gocce di lexotan e ancora non cede al sonno. ha un metabolismo allucinante. Gliene hanno prescritte 10, il giorno dopo già erano 20 e oggi non bastano. Se si fa di ero altro che 3 o 5 mg a dose, quella se ne fa minimo 10. vabbè, deviazioni mentali del cazzo.
vado a suonare. oggi sono stato bene.
CE L'HO FATTA. PORCA PUTTANA CE L'HO FATTA!
Ci ho fatto le cinque, quattro ore ma alla fine ci sono riuscito.
Non sai che soddisfazione.
Nanni, potrei essere strafatto e invece ho passato 4 fottute ore a sentirmi parte della Fender, in trance totale.
Ok, Malmsteen suona troppo pulito per me, io sporco di più e mi piace, ma ero davvero una cosa sola con la mia chitarra. Stanotte lo faccio sentire a Fr.
troppa adrenalina, mi sono addormentato alle sei crollando con la Fender come un idiota e nemmeno me ne sono accorto. Ma dio se mi sento vivo.
Niente, te lo volevo dire.
Se non a te a chi?
17 Maggio 2011
Sto per finire il credito, ti scrivo da qui.
Ti dico francamente che non vedo l’ora di levarmi dai coglioni. Questa cazzo di città è opprimente come le persone che la vivono e che decidono della mia vita.
Non parlo di Fr.
Di tutto il resto.
Mi pesa molto lasciare lei, e soprattutto lasciarla adesso e per tanto tempo, ma ne ho bisogno e lo faccio. Punto.
Se sto a pensarci non parto più e non va bene. Devo necessariamente seguire il mio istinto e prendere quello che di buono c’è nella mia vita.
Me ne fotto della gente che vede queste cose come ritorno alla natura o fricchettonate del cazzo.
Ho anche sbagliato a scriverlo su fb, ma tanto in teoria si sbaglia sempre a scrivere su quella merda. Io viaggio perché è così che voglio vivere, non ci sono altre filosofie.
Parto perché dove vado non c’è eroina, né lavoro, né amici di fattanza o comunità o sert.
Non c’è Fr, non c’è Ch, ma ci sono io e devo dire che alla fine mi basto anche.
Ti dicevo che mi dispiace lasciarla fra un mese e mezzo perché sta vivendo il suo casino, ma lei è grandiosa, capisce benissimo e so che andrà bene.
In un certo senso le sono di impedimento per il tipo di vita che faccio.
E’ importante che riesca a dormire e se ci vediamo tutte le notti lei non dorme.
Meraviglioso fare l’amore con la mia donna ogni notte, parlare con lei, suonare, scrivere nella sua camera assurda e guardarla sapendo che è proprio lì, proprio lei.
Ma sono anche conscio che le serve altro.
Non cambiano i sentimenti che proviamo, anzi.
Su questo non ho alcun dubbio, nemmeno mi pongo il problema di cosa farà quando sarò lontano.
E parlo di altri/e. So come so che respiro che siamo insieme. E’ così adesso, è così da anni.
Quando pensi a una persona per una vita e poi la incontri di nuovo non puoi perderla.
Quando dico che per me è una dea intendo proprio che lo è. Nessun altra, nessun altro. Ho scazzato a Praga, ci ho provato a stare senza, ma tanto lo so che c’è. Direi che è l’unico punto fermo della mia vita.
Punto fermo. Mi viene da ridere. Se c’è qualcosa che non si può in alcun modo definire fermo è Fr. La sua testa è un fluido costante, un fiume in piena. O palude a volte. Ma quando succede so come fare. Abbiamo i nostri codici istintivi che passano da prese di culo a tenerezze.
Ce l’hai uno zaino? Se non ce l’hai vorrei pensarci io. Il tuo primo viaggio e ti porti uno zaino che ti do io. E non rompere il cazzo, tanto non me ne frega. Per i 150 euro mi hai detto di no e ok, arrangiati. Questo è diverso e spero tu lo capisca.
Sono da Fr adesso, scrivo dal suo portatile mentre lei continua a riordinare la stanza, ma tanto ora si ferma perché deve prendere il Lexotan. La rintrona parecchio, oggi è stato un casino. Io con la mia fottuta voglia di ero e lei così rintronata da essere l’altra se stessa per tutta la mattina. Te l’ho detto, non ci annoiamo. Tanto più che l’altra Fr è agitata e pazza a sufficienza da farti girare la testa. Ho scelto una donna e me ritrovo almeno due. Direi anche tre se si considera l’uomo.
Per me è la perfezione, cazzo.
Passeggiare con lei e fare commenti su quell’uomo o quella donna mi fa morire dal ridere, amarla come una donna e come un uomo è sufficientemente interessante da non annoiarmi.
Ti scrivo anche questo. Oggi ho conosciuto un amico di Franci, Lu.
Non lo vedeva da due anni e oggi è arrivato a sorpresa.
La persona più assurda che abbia mai conosciuto.
Cinquant’anni ma ne dimostra dieci di meno e una vita allucinante.
Terrorista in germania, di quelli con il mitra vero in mano, rapine a mano armate nelle banche, beccato e rinchiuso in cella di isolamento perché considerato pericoloso.
Torturato, lasciato a farsi l’astinenza da solo mentre lo svegliavano ogni ora per tre mesi.
Cazzo, lo ascoltavo e pensavo fosse un film.
E’ riuscito ad evadere tre volte e la penultima l’hanno ribeccato perché è saltato da un muro spaccandosi le gambe e la faccia. Ha un naso che sembra una frittata!
Bellissima persona, è arrivato con sua figlia di quattro anni avuta dalla sua compagna giapponese. Due anni in spagna sicuro di riuscire a vivere bene con un ristorante giapponese, ma tutto è andato storto, ha perso anche tutto quello che Fr gli aveva prestato: mixer, amplificatori e altra roba per migliaia di euro. E’ venuto per dirglielo, ma a lei non è importato un cazzo. Non sai quanto l’ho amata anche per quello!
Non ha più nulla, nemmeno un lavoro e lei gli ha detto di trasferirsi a vivere da lei. Ci penseranno. Non credo lo faranno, sono troppo strani tutti e due, ma intanto mi fa piacere vedere che la mia donna non giudica e comunque è amica di un ex terrorista ex tossico ex galeotto evaso. Tuttora ricercato dalla polizia tedesca. Si, un film. Ah, altri due figli in Germania che hanno la tua età ma non li vede perché là non può tornare altrimenti di nuovo in isolamento in prigione.
Vedi? Come cazzo posso annoiarmi con lei?
Poi con Lu ci siamo trovati, eroina tutti e due e ora integerrimi e salutisti.
Mi piace la vita quando è così. Le persone più interessanti sono sempre quelle con vite assurde, no? Se si giudica si perde il succo della vita.
Sei l’unico a cui scrivo, sai? A parte Fr. Comunico solo con commenti da settimane.
Per questo non ti vedo il 30, ma mi pesa. Ma va bene, me la farò passare. La mia villa è grande abbastanza per contenere la mia solitudine.
Rispondo al tuo ultimo messaggio.
Finchè ci sono non ti lascio solo. Mai, credimi.
Ti penso ogni giorno, ti considero l’unico amico che ho.
Ma visto che ho questa assurda e fastidiosa abitudine di essere sincero ti dico che non so quanto ci sarò. Le mie manie sono prepotenti a volte.
Ho un accordo con Fr: avverto prima.
Se me ne vado te lo dico e non dovrai impedirmelo.
Decido io.
Live and let die, man.
Fr sa che non me ne vado adesso, non è in programma per un bel pò ma se me ne andrò lei sarà accanto a me e lo accetterà. Semplicemente. Altrimenti che vivo a fare se non posso decidere io quando andarmene?
Con questo mi rendo conto di averti dato un bel carico, ma stai tranquillo che sul serio non è in programma, è pura filosofia.
E poi ti dico francamente che vorrei pure un figlio. Ma in un certo senso ce l’ho. Quindi ho le mie cazzo di responsabilità. E i miei conti da pagargli. Non sai quanto minchia costa quell’asilo di merda!
Ti abbraccio amico mio.
Anche tu sei un fottuto dannato miracolo.
Mi ha fatto un piacere immenso ogni messaggio che mi hai mandato stasera. più di tutti l'ultimo.
11 Maggio 2011
Autoanalisi, psicanalizzazioni, terapie di gruppo.
Ci spariamo sinapsi di pippe mentali volte solo a disintossicarci da noi stessi.
Cerchiamo di fuggirci e cazzo ci ribecchiamo sempre.
In un fottuto grandioso perenne circolo vizioso di merda
che ci porta e essere tristi fantocci in una vita preconfezionata.
Io mica l’ho mai firmato un contratto in cui mi vendo a questa società.
Ci sono casualmente nato.
Per quanto si deve scontare la colpa di nascere analfabeti?
Siamo animali scaduti.
Gira la confezione e lo leggerai bene.
Ma ci ostiniamo polemicamente a voler stare sugli scaffali del quotidiano
e quando sentiamo il fuoco dentro
la passione il delirio
ci facciamo mettere da qualche inserviente nel banco dei surgelati.
Meglio se in offerta.
Mi sono svegliato male.
Sono ossessivamente attento ai miei umori, concentrato nel notare ogni variazione, scompenso, deviazione. Un lavoro continuo e non è che poi vai in pensione e ti pagano il disturbo, vai al cimitero.
Una specie di condanna a un ergastolo di interazioni malate col proprio io con messa in culo finale.
Mi sento raramente connesso.
Vivo deformando la realtà con la gelatina del mio cervello.
Ogni tanto mi do un calcio in culo,
più spesso rido di me.
Dogmi con pretese di sicurezza che condannano senza chiedere
Messe a cassa giornaliere per far quadrare il conto di sogni e insoddisfazioni
Sicurezze ai neon lampeggianti delle leggi
Ideali banalizzati da programmi televisivi tossici.
Amori borderline che creano certezze.
Sono soltanto io, e non ho controllo sulla massa.
Tutto ha il suo contrario e l’esercizio mentale è di vederli contemporaneamente, in modo da mandare in tilt il sistema.
System failure.
Riparto dall’amore borderline.
Ho iniettato calato sniffato bevuto tanta di quella merda che a volte mi domando quando il mio corpo esigerà il conto. Non è un pensiero da vecchio, solo realismo. Lo so che veleni ho preso per tentare di cibare il male oscuro. E’ una fame continua, che ti logora. Sai quando senti quella voragine che preme per inglobare tutto? Gli spasmi dello stomaco che chiede consolazione e tregua da una realtà deprimente, troppo dannatamente reale.
Non so, oggi sono sul depresso-eculubrante.
Lo stato d’animo più antipatico e antisociale.
Ci si abitua anche a questo, solo che fa male.
C’è sempre un prezzo da pagare e il prezzo dell’abituarsi è la delusione di sé.
Ecco, sono deluso di me.
Credevo di aver fatto qualcosa e si, vabbè, l’ho fatta, ma non ho realmente creato niente.
Non ho cambiato niente, mi lascio vivere come tutti.
Forse penso un po’ di più e un po’ troppo spesso, ma la realtà è che mi sono abituato alla vita e a non aver concluso un cazzo.
Seduto sul mio cesso di intenti falliti non coscientemente.
E mi incazzo perché lo capisco solo ora, a trentotto anni, di aver fatto di tutto per fallire ai miei occhi.
L’avessi visto prima mi sarei dato una mossa.
Ora non mi riesce, ora mi sento incanalato su rotaie con direzione prevedibile.
Mi sono abituato a me stesso, non tento più di cambiarmi.
Sono stanco.
Progetto modi di andarmene, progetto l’omicidio del mio cervello a sua insaputa. Lo drogo così non se ne accorge e mi fotto da solo.
Gioco interessante soltanto all’inizio.
Poi ci sono rimasto intrappolato e basta.
Anche lì.
Ma ci fosse una sola cosa al mondo che non sconti.
Progetto di iniettarmi 50 mg in una dose, vado sul sicuro.
Credo che un giorno lo farò, quando sarò troppo stanco per aver voglia di illudermi ancora.
Il fatto è che se la mia vita si riduce a essere dipendente o a uno sforzo quotidiano di restare pulito, è comunque in mano a Madama e non più a me.
Sono nato libero, voglio vivere libero, andarmene libero.
Come si può vivere perennemente concentrati per resistere al desiderio di cercare la dose, farsi e far annebbiare tutto con un orgasmo? Non è una vita, è una guerra e le guerre se non finiscono logorano, distruggono, spossano, ti cambiano per sempre.
Cedo, mi faccio.
Sono un bucomane, un tossico, un eroinomane, un fattone. Vivo lo stesso ma non sono comunque io.
Perché non dovrei farmi?
Perché ci sei tu?
Tu finirai, come tutto, come tutti.
E allora starò solo peggio di prima.
Il lavoro non c’è più e se il lavoro nobilita l’uomo la sua assenza lo rende una merda.
No.
Una merda è comunque funzionale alla salute del corpo umano.
Io non sono funzionale a un bel niente.
Tu sei il mio canto, la mia memoria,
non c’è nient’altro nella mia storia
(“Celia de la Cerna”, Vecchioni, canzone per la madre del Che) -auguri, oggi è la festa della mamma e tu sei la mamma più straordinaria che abbia mai conosciuto-
Sto di merda, ma le virgolette le devo mettere.
Ecco come sono. Preciso, pignolo, perfezionista e distruttore. Pignolicamente distruttore.
Con la stessa precisione con cui batto i tasti batto me stesso e mi affondo.
Se ci penso mi fa male scrivertelo perché so di farti del male.
Forse era meglio non trovarci, non avresti sofferto per me.
Ma non ce la faccio, ti voglio ed è una costante a cui non riesco a fare a meno.
Però se ti faccio soffrire troppo me ne vado.
Ho la presunzione di credere che gli altri stiano meglio senza di me.
Articolo pensieri e sono io,
ma questi pensieri mi portano lontano, dove non vorrei e invece la vita è qui, adesso, sei tu.
Vorrei viverti, ma cazzo ho disimparato a vivere qualsiasi cosa.
Trip down on music.
10 Maggio 2011
A costo di sembrarti molto rincoglionito ti dico che mi ricordo di aver letto un tuo messaggio dove mi scrivi che non sai fare nulla.
Me lo sono sognato?
Non lo trovo ma ce l’ho in testa da due giorni.
Mi capita a volte di immaginarmi le cose. sul serio.
Però visto che ci penso ti dico che mi fa rabbia.
Se pensi davvero di non saper fare un cazzo sei un idiota.
Leggi così tanto da far traballare la media nazionale, balli in una crew, lavori, vivi da solo da anni. Hai presente, vero, come vivono oggi quelli della tua età?
Io a vent’anni suonavo nel gruppo, studiavo come tutti e mi facevo continuamente.
E c’era la politica. Per il resto ero una pippa, cosa credi?
La politica mi ha dato molto, impari che non esisti soltanto tu, ma che è giusto lottare per qualcosa di più grande. Mi sembra importante.
Solo che anche lì ho fatto casino. Passivo, ma casino. Sai i sit-in? Ecco, io rimanevo ostinatamente seduto e mi portavano via.
Però era bello, eri parte di un qualcosa che allora percepivamo come grandioso.
Almeno passavamo le serate a farci le canne e parlare di ideali, organizzando comitati e manifestazioni. Oggi non succede più così, oggi si mira solo a picchiare gli avversari o a smerdarli pubblicamente.
Nessuna idea. Solo smerdare.
Prima la cosa strana era che noi di estrema sinistra ci sentivamo comunque uniti a quelli di destra, avevamo rispetto gli uni degli altri perché bene o male riconoscevamo la stessa passione, anche se ci detestavamo. Come due generali avversari che si rispettano in guerra. Alla fine ci conoscevamo tutti.
Oggi non c’è rispetto, solo idee di merda, pubblicità e prese per il culo. E soldi.
Si fa tutto per soldi e basta.
Guarda Berlusconi, che è entrato in politica finanziato dalla mafia solo perché aveva debiti per miliardi. Questo vedono i ragazzi oggi e diventa normale.
Il Che aveva Anita, che incinta lottava al suo fianco. Berlusconi si scopa le minorenni pagando.
Noi avevamo il ciclostile e via a ore con la manovella, tutti sporchi di inchiostro. Oggi ci sono gli sponsor. E sei già venduto e fottuto.
Ho lavorato anni con coglioncelli montati buoni solo a farsi gli aperitivi e tirare di coca. Infognati nel niente.
Ok, parla un fattone, ma almeno io mi facevo e leggevo Marx, Engels, Rousseau, Voltaire, tutta la beat, Lennon, Celine… e tutta la letteratura del mondo. Scrivevo compulsivamente e attaccavo le poesie in bacheca. Perché almeno c’erano le bacheche dove girava un minimo di cultura.
Loro non sanno nemmeno chi sia Omero!
E avanti così fino a 40 anni, con i genitori, finchè si sposano, figliano e si integrano meravigliosamente nel sistema di frustrati del cazzo lobotomizzati.
Frustrati senza nemmeno avere gli strumenti mentali per capire perché.
Cosa cazzo vorresti fare senza soldi? Qui o hai un sacco di soldi o devi sopravvivere frustrando i tuoi interessi, anche perché alla fine il lavoro porta via quasi tutta la vita.
Io ho avuto il culo di provenire dalla snobbissima nobiltà fiorentina, i soldi non mi sono mai mancati. Ma se da una parte è un bene dall’altra anche no.
Ti fai un gran culo e questo serve. Lo vedi che sei un grande? Anche quando ti stai sul cazzo e sei depresso scrivi. Vivi questi stati d’animo in modo sano.
Fattelo dire, io ho fatto dei macelli che neanche immagini e ci si sputtana la vita così.
Tu non lo stai facendo, anzi. Ti stai costruendo da solo e io che ho quasi 40 anni ti posso dire che già vedo un uomo.
Un Uomo, Nanni.
Non sai cosa significhi.
Cosa credi che sappia fare io a parte insegnare e suonare? Un emerito cazzo. Leonardo da vinci è morto, dopo di lui geni poliedrici ce ne sono stati davvero pochi.
Ti piacerebbe saper fare un sacco di cose, anche a me. Ma siamo limitati dal tempo e da questa cazzo di società di merda.
Per quanto può valere la mia opinione ti stimo non sai quanto. Mi sarebbe piaciuto immensamente averti come allievo.
Mi sono programmato una puntatina all’Ikea questo week end, mentre voi girate per Roma.
IO all’Ikea. Non so. Però devo ricomprare tutto l’arredamento.
Quella deficiente di Fr anche oggi si è scordata di passare in stazione. Se lo sta scordando ogni giorno. Oggi per due volte. Secondo me alla fine trova un treno che ci mette sei ore con quattro cambi e arriva a roma a mezzanotte. Visto che insiste nel farsela sempre a piedi arriverà a campo dei fiori alle due di notte. Ma lei è così.
A pranzo andiamo sempre in giro. Panini su qualche prato, sole, chiacchiere. Partiamo con i libri e finiamo sempre a parlare e basta. Discussione sui figli, partendo da “fottere il sistema”. Fr ha sempre parlato a Dè delle manifestazioni e di gente come il Che e Garibaldi e senza volere ha creato una figlia estremamente diversa dalla media.
Tutto è venuto fuori dal fatto che le ha anche detto che per fottere il sistema scolastico deve studiare e prendere ottimi voti, poi ribellarsi. Così i prof non hanno potere.
Dè, che cazzo se è geniale a otto anni, ieri ha parlato alla suora che le fa religione. Si rifiuta di pregare e fare la brava cattolica e le ha detto che visto che il vangelo lo sa e risponde alle interrogazioni non ha il diritto di rimproverarla. Per il resto se crede o no sono fatti suoi.
E le ha anche detto che non può accettare una religione che esclude le persone come gli omosessuali e i divorziati. Gliel’ha detto, capisci???
Chiaramente Fr non è vista molto bene né dal preside padre Sè (che in casa loro chiamano padre testone) né dalla suora.
In compenso mi sono reso conto che anche se è diversa, piace molto. Non a tutti, ovvio, molte mamme la evitano quando passa, ma tante altre le parlano e stanno con lei.
Insomma, discutevamo se l’educazione data ai suoi figli sia un vantaggio oppure no.
Da prof di sinistra secondo me si, ma mi rendo conto che se a otto anni ti vesti solo di nero, coi teschi, e dici quelle cose su come fottere il sistema sei assolutamente fuori da tutti i canoni.
Quando sento Ch che mi canta El pueblo unido jamas serà vencido mi si apre il cuore.
Poi capirà anche cosa vuol dire quella canzone.
E Dè sa, capisce, che ci sono uomini che si sono davvero fatti ammazzare per degli ideali, pensando di rendere migliore il mondo A NOI.
E’ la forma più alta di eroismo, di generosità.
Ed è bello che abbia già capito che per fotterli devi saperne più di loro, e quindi studiare. Credo sia l’unica che sa chi è Hitler, Marx, Che Guevara, Ghandi, Primo Levi e Berlusconi.
Oggi ho parlato parecchio con la mia amica Mì. Mi sta vicino, capisce. Si è fatta crisi di astinenza anche lei, ma lei da psicofarmaci.
Vedi come siamo messi in questo mondo? Lei era rinchiusa in manicomio dopo una vita difficile di abusi e una depressione post-partum, l’hanno tenuta a bada con i farmaci per poi ributtarla nella società così, strafatta. Crisi di astinenza da gestire, vita sputtanata. Sa cosa significa essere rinchiusi e entrare e uscire da questi posti.
Mì mi scrive sempre che sono forte e che devo lottare. E’ carina, molto affettuosa. E adora Fr, scrive tanto anche a lei, si sentono.
Io no, non chiamo nessuno e non vedo nessuno.
E’ bello sapere che quelle due pazze si scrivono e si stanno vicino. Mì, da “malata mentale” capisce Fr e Fr capisce Mì.
Fr ha festeggiato quest’anno 17 anni di psichiatri e psicologi, fa fatica a stare a galla, ma resiste. La ammiro, riesce a tirare avanti con i bambini da sola pur avendo dei problemi. Li affronta, li sta affrontando proprio in questo mese più pesantemente, ma almeno capisce da cosa deriva il suo malessere, la sua malattia.
Che poi, cosa cazzo significa? Siamo un po’ tutti malati mentali.
Ti abbraccio grande Uomo
09 Maggio 2011
assurdo.
E' John Frusciante. Chitarrista dei Red Hot.
Con Fr abbiamo visto tutta la sua intervista del 1994, per rendermi conto che sono così e faccio gli stessi discorsi. La somiglianza fisica è allucinante, sembra il mio gemello e si muove come me, perciò è stata davvero dura guardarlo. Stesse droghe, stessa faccia, stessi quaderni sciupati e macchiati, stessa Fender. cazzo, Nanni, sono io e mi sono fatto davvero schifo.
Meglio affrontare la merda e ripartire.
Subito dopo mi ha fatto vedere Stuff, documentario di Johnny Depp su come era ridotta la casa di John Frusciante nel suo periodo in eroina e mi sono reso conto che la mia taverna è esattamente così, scritte assurde sui muri comprese.
sono stato sotto schock una giornata, ma domenica ho iniziato a ripulire tutto dopo aver dato fuoco a tanta spazzatura. c'erano bottiglie di quindici anni fa per terra e erano le cose meno scioccanti. Franci ha retto il colpo e ne sono felice.
Insomma, vado a fondo alla mia fattanza per venirne fuori. Franci è grandiosa, le devo molto.
08 Maggio 2011
Eh, ho 48 anni (fottiti, non 60!!!) e una madre ossessiva che spacca la minchia!
Non so quando mi ha fatto la copia delle chiavi di casa, ma stasera mi è entrata a sorpresa! NON ESISTE. Solo lei riesce a farmi perdere così le staffe. Una menata che non ti dico sul fatto che ho dato fuoco a della roba nel parco. Evvabbè, la cenere concima, no?
Vedi cosa vuol dire restare in una villa regalata dai tuoi? Per loro sarai sempre l’eterno coglione e in effetti lo sono.
Con Cà mi sembra vi siate visti spesso, no? Mi sa che è naturale venirsi un pò sulle palle dopo un po’. Quando inizi a conoscerti e capisci di esserti innamorato inizia il vero casino da gestire. Ti ha detto, Fr, che sono scappato a Praga, no?
E come un deficiente in crisi isterica le scrivevo di amarla e di odiarla e anche che stavo scopando con uno che mi ha conosciuto in treno.
Direi che ha retto il colpo bene visto che mi ha ripreso senza battere ciglio. Quando sono tornato, certo. Per mail mi ha trattato di merda. Si è rifiutata per giorni di rispondermi e ci sono stato da cani. Mi mancava l’aria e sono tornato.
Come vedi non è che alla mia età io abbia chissà che esperienza. Sono stato un coglione. Però ti posso dire che è la prima volta che mi sento così. Innamorato, intendo.
Tu lo sei di Cà. Ok, calma. Tempo per te.
Chi l’ha detto che due persone si trovino sempre bene insieme? Soprattutto due che un pò di problemi ce l’hanno. E’ un esercizio mentale oltre che di cuore. Amare incondizionatamente è una bella favola, ma va bene per i bambini che ancora ci credono. La realtà è che a volte la prenderesti a schiaffi, o semplicemente vorresti fare altro in quel momento.
Basta essere sinceri, e io ti assicuro che posso essere brutale. Però per noi funziona. Fr almeno sa che sono sempre io e che la scelgo ogni giorno. Direi ogni ora.
Sono felice che venga da te. Ha bisogno davvero di staccare e tu e sua sorella le fate un gran bene!
Il suo ex le ha fatto una parte assurda dicendole che è una troia, pensa che lei stia con te visto che viene a Roma!!!!
Di me non sa nulla
Troia, pazza, malata, mamma di merda e così via. Era tanto che non la trattava così, ma ha ripreso a bere, è un casino. Vaneggia che la ama ancora e che lei è una stronza insensibile che lo sta ammazzando. Insomma, Fr oggi ha ceduto, ma almeno mi ha chiamato per farsi aiutare.
Comunque è un periodo di merda. Io barcollo fra momenti in cui vorrei solo farmi ancora e non penso ad altro e momenti in cui mi dico che devo reggere per me stesso e per Fr. Ma francamente credo che non mi riprenderanno a lavorare, anche se mi mandano a pisciare ogni settimana.
Aspetto fine mese.
Non ho certo intenzione di stare così per sempre. Se tutto deve ridursi all’assenza o alla presenza dell’eroina nella mia vita è una vita che non mi appartiene più, ma appartiene solo a madama.
Più che scrivere adesso suono. Spartiti per ordinare la mente. Scrivere mi sta fottendo il cervello e non riesco a scrivere come prima. Anche per quello mi do un altro po’ di tempo.
Intanto me ne vado per mobili, come una checca. Modestamente come tutte le zecche ho un gran gusto per arredare.
Senza di voi non mi collego neanche, penso. Ho un po’ di casini con Mì, che mi scrive perché le dia una mano. Oggi mi sono rotto i coglioni, ho bisogno di allontanarmi. Non posso sempre parlare di droga, no? E nemmeno fare il guru del cazzo o lo psicologo a distanza. Mi chiede cose tipo perché non riesco a eccitarmi senza dolore e sangue? Cosa ho che non va? Non va che ti hanno stuprata da bambina e io non posso risolvertela. Mi dispiace, ma non posso sobbarcarmi un tale peso ora. Rispondo, ma ho davvero bisogno di staccare. Quindi ne approfitto, giro a Quarrata e all’Ikea, mi vedo sabato sera col mio amico sposato che si è cosparso il capo di cenere, finisco di insonorizzare la taverna. E così siamo già a domenica sera e Fr torna. E io non mi sono fatto. Tappe. Giornate fatte di tante tappe. Così ti insegnano.
Notte, che sia bella
08 Maggio 2011
Non hai idea del falò!
Non puoi capire che razza di cratere ho adesso nel parco! Sembra siano atterrati gli ufo. Assolutamente post atomico futuristico artistico.
L’incontro del terzo tipo è stato con mia madre. Sostiene che non vada bene fare falò nel parco. Può poco, poveraccia.
Ho fatto fuori tutto, anche il divano. Lo so, non si fa per davvero. Ma il parco è grande, nessuno lo vede e fondamentalmente faccio il cazzo che mi pare.
Una vera liberazione! E non sai cosa sia stato suonare la Fender con la luce di quel falò della fattanza! Ho sudato come un maiale ma ne valeva la pena! Prometeo mi sta facendo un bella pipa, mia cara!
Mi sono ripreso. Tranquilla. Vado a finire di smaltirla e continuo a scriverti.
Davvero, quest’ erba fa il suo. Minchia.
Senti, stanotte ho finito la tesi e francamente non so cosa fare. Dire che mi fa schifo è poco.
Non posso vedere gli errori grammaticali in una tesi.
Non è solo indice di una profonda ignoranza, è anche indice del fatto che NON ti puoi laureare.
La laurea è la fine di un percorso che TU NON hai fatto.
Come cazzo hai fatto a dare gli esami? Perché evidentemente NON LEGGI.
Se tu fossi abituata a leggere, e si presume che una laureanda lo sia, avresti notato che la A a volte si scrive con l’H. Non hai notato la sottigliezza? Oh merda. Non credo che capirai la frase: “la tua tesi mi HA fatto cagare”
Sono infastidito. Molto.
Nel mio corso quest’ anno leggiamo 23 libri. Nella media. Questa mi sa che non ha letto una sega.
Mi fa rabbia.
Per chi parlo, io?
Con che coraggio vieni a chiedermi una tesi quando non hai palesemente letto niente? Mi annoiano quelli così. Se almeno ci fossero dei buoni concetti, dietro, potrei perdere tempo a fargliela rifare.
Nulla. Copia e incolla. Nessun pensiero originale. Che vadano a lezione di collage all’asilo con Ch senza frantumare i coglioni al sottoscritto.
Prof Lancio! prof Lancio Prof Lancio un cazzo.
Ma capito come mi chiamano sti decerebrati? Lancio. Si, uno stramaledetto moccolo sul groppone a tutti. Maiali al trogolo della letteratura.
Ci ho messo una settimana a correggere ogni errore. Non lo farò mai più. Mai. Si fottano prima di arrivare al mio corso.
Non so cosa fare nel senso che devo riuscire a trovare le parole per spiegarmi con efficacia ma cortesia. Missione impossibile per me. Ma rispetto il mio ruolo, cerco di essere utile.
Il mio ruolo.
Ormai l’università è solo una sciocca anticamera del precariato. Non ti fa pensare, non impari realmente ad aprire la mente. Se prima l’università veniva considerata un privilegio perché perfino gli ignoranti si rendevano conto che apriva la mente, ora nessuno ci fa più caso.
Si sceglie quello che può portare un buon lavoro, ovvero soldi. Per stare bene materialmente.
Si studiano materie molto particolareggiate, diventi talmente specializzato che alla fine ti costruisci da solo dei paraocchi.
Secondo me è necessario che chiunque studi storia, filosofia, letteratura, storia delle religioni. Ma fin dalle elementari!
Solo in questo modo puoi comprendere che l’essere umano è sempre mosso dalle stesse emozioni e volontà. Capendo la storia del pensiero dell’umanità capisci te stesso.
Leggendo arrivi a toccarti, attraverso pagine scritte da altri esseri pensanti prima di te.
Un legame che fa fibrillare i neuroni e ciba le sinapsi.
L’università era la meraviglia della storia dell’uomo.
Ora è il suo bidone di immondizia.
Paghiamo per imparare che se vuoi stare in questa società devi atrofizzare il cervello.
Gettiamolo nel bidone e che resti lì.
Come, scusa?
Io qui mi sento in una trincea dimenticata dal generale. Oh, sono qui, sto lottando ancora, ma sono solo. Nemmeno vedo più il nemico, si mimetizza troppo bene quello stronzo
.
L’università dovrebbe essere GRATIS e tutti dovrebbero andarci. Nel mio mondo ideale lo stato dovrebbe pagare gli studi di tutti, dall’inizio alla fine. Come la sanità. Imprescindibile.
A cosa mi serve uno stato, altrimenti?
Per farmi mettere in prigione se fumo?
No no. Non ci siamo, io non voglio avvallare uno stato così.
Perché stiamo imparando e imponendo la decerebrazione? Veramente c’è bisogno di questo?
Corsi e ricorsi storici? Vico, scusa, dimmi: quando è successo, questo, in passato?
E un’altra cosa, che rode: perché dare per scontato che il capitalismo sia l’unica strada? Perché ormai ci siamo dentro fino al collo? Non possiamo deviare un percorso? E’ che costa fatica cambiare e siamo troppo assoggettati dal dio denaro.
Diamo per scontato un qualcosa di profondamente innaturale per esseri pensanti. Non siamo scimmie che rispondono solo a stimoli esterni, abbiamo dei fottuti moti di pensiero, dentro. Questo dovrebbe farci evolvere. Andare oltre al mero interesse personale per capire che siamo parte di un qualcosa di più grande, che ci coinvolge tutti. Un’armonia globale che adesso non c’è. Infatti siamo stressati, infelici, ci ammaliamo di tumori.
Dovremmo andare oltre le bestie. Anarchia? Comunismo?
Dovremmo essere infiniti eremiti connessi fra loro. Riflettenti ognuno se stesso ma per il bene comune.
Nessuno è disposto a farlo, però. Quando c’è un nuovo modello di tv che vada a farsi fottere il pensiero degli altri, mi faccio le rate e me lo compro.
Merda. Ci sentiamo qualcuno solo con la tecnologia o la firma, mentre ci depersonalizzano, invece. Lo scopo non può essere questo.
Trovo me stesso e esisto con gli altri, insieme. Dovrebbe essere così.
Non lo è. Bene, resistenza. Dominique si chiude. Addio, siete francamente molto poco interessanti con le vostre vite sempre uguali.
Ecco, è imbarazzante. Se fossi Dio sarei estremamente imbarazzato dal mio prodotto. Intanto prenderei subito le distanze: fatti a mia immagine e somiglianza? Manco per il cazzo, scusate. Ma nemmeno mi ci mischio con voi. Infatti l’hai mai visto? Naaaaa. E’ vergogna, credimi.
Ci ha dotati di un cervello e lo usiamo come usiamo lo spazzolino da denti. Una abitudine quotidiana, mera banale abitudine.
E volare? E chiedere? Dove sta la curiosità? Siamo dotati dello strumento più miracoloso e incredibile dell’intero universo e nemmeno ce ne accorgiamo!
Ci stupiamo davanti a un fiore che sboccia e non davanti a un pensiero che si apre al mondo.
IO SONO COMMOSSO DA CH. Oggi gli leggevo la filastrocca della ninna nanna, ha indicato il disegno della luna e mi ha detto
- Babbo Domì, però la luna là non è come la luna qui.
Dio, ho avuto un orgasmo cerebrale.
Si, piccola anima meravigliosa!
La luna nel cielo è diversa da questo disegno. Te ne sei accorto, ci hai pensato, sei una meraviglia! Io Ch l’ascolterei ore e ore. Ha così tanto da insegnarmi! E’ quel pensiero primario, puro, curioso che ti rimette al mondo.
Dobbiamo nutrirlo di risposte, sempre. E di complimenti per come si esprime, per quello che pensa. Hai visto come è soddisfatto quando gli diciamo che ha detto qualcosa di bellissimo? Mi rende felice. Mi da un senso.
Crescono male, siamo cresciuti male anche noi. Loro sono peggio, ma possiamo ancora fare qualcosa. Facciamoli pensare sempre.
All’inizio è un bene pensare di poter avere una risposta alle domande, ti da fiducia negli altri e si ha bisogno di questo per crescere. Poi ti accorgerai che non funziona così, ma il solo fatto di accorgertene da solo ti renderà un dio ai tuoi occhi. Il dio di te stesso che è necessario sentire per amarsi.
Ho fiducia nel fatto che entrambi i tuoi figli saranno consapevoli e si ameranno. Questo perché ti reputo una madre meravigliosamente pensante e attenta proprio a ciò che è più importante: il loro cervello.
Questa cosa della tesi è un dannato “ovo sodo che non va né su né giù, resta in gola. “
Basta. Sono troppo bello per sprecare le mie energie così.
Quindi ti racconto quello che volevi sapere, che poi è il motivo per cui SPRECO il mio tempo adesso, con te.
Risentita, piccola Che?
Dio se ci godo. Purtroppo scherzavo, con te sto bene e visto che ho qualche difficoltà a comunicare verbalmente ti scrivo con infinito piacere. La mia donna leggerà. Mi ascolterà. Capirà. Tutto questo mi piace tanto.
Quando ho fatto quel viaggio, il mio primo viaggio, mi sono davvero perso dentro.
Lo sapevo che giorno fosse, più o meno. Voglio dire, sapevo che era agosto e poi settembre e poi ottobre.
E si, sapevo anche che la scuola era iniziata e io risultavo assente.
Si, per due mesi.
No, non me ne fregava niente.
Ho risposto a tutto? controllo. No, aspetta:
Mi sono perso perché era bello così, perché finalmente mi perdevo in un mondo di cui ogni volta non capivo un cazzo. Quando cambiavo paese dovevo ricominciare a capire! La lingua era diversa, i vestiti, il cibo, gli odori, i paesaggi. Cazzo, tutto. Bellissimo.
Eppure c’era sempre tutto in comune. Ero un adolescente, non potevo capire le responsabilità che mi legavano, molto teoricamente, al mio paese. Ero assolutamente strafatto di curiosità per la realtà che stavo toccando, facendo mia: siamo tutti uguali quando proviamo gioia, dolore, ansia, allegria, angoscia. Tutti uguali, Fr!
Abbiamo così tanto in comune, noi esseri umani e non lo sappiamo. Ci spidocchiamo a vicenda, chini uno sulle spalle dell’altro, sempre dello stesso clan. Non solleviamo la testa, non più. Spidocchiare is life. Curiosity killed the cat. Keep calm and dont’think. Pleaseeee.
Merda, là avevo un senso.
Era il senso di questa curiosità maledetta e benedetta insieme, di questa anima che FRIZZA dentro e devi andare, camminare, chiedere, osservare, ascoltare tutto.
TUTTO.
Quando ti devi arrabattare per farti capire, capisci veramente quanto sia importante leggere le espressioni delle persone che hai davanti. Ci possiamo comprendere in infiniti modi e per me che sto quasi sempre zitto è una pacchia.
No, non ho mai pensato che avrei perso un anno.
Mi perdo dentro di me, ma non perdo l’obiettività in certi casi: parlando molto francamente non ho mai avuto medie basse. Diciamo che il mio voto più basso è stato otto, in seconda, in una versione di latino che ancora mi brucia. Molto stupidamente ho frainteso il senso della frase e ho tradotto pino (albero) anziché vessillo. Mi ci incazzo ancora.
Ok, fine digressione. Alla fine sapevo che avrei perso poco e col cazzo avrebbero bocciato uno come me. Primo: ero bravo. Il migliore ;) Secondo: uno come me, che organizza concerti per fare casino a scuola, che attacca pensieri poco edificanti nei corridoi, che gira vestito come me e va talmente bene a scuola da risultare intoccabile te lo vuoi levare dalle palle veloce veloce.
Nessun rischio. Scema tu che ti sei fatta bocciare e nemmeno ti sei fatta un viaggio.
Era cattiva, lo ammetto.
No, però mi è costato lo stesso caro, piccola Che. E’ stato un macello, dentro. e dopo, peggio. Tornare è ogni volta una merda. Tornare per la prima volta è stato scioccante.
Tu pensa solo questo. Dominique è più colto della media. Non parla un cazzo. E’ bisex. Suona.
Dominique è stato a farsi un viaggio da solo per qualche mese e non tornava a scuola. Quando è tornato non è successo nulla di che, non ha detto niente, ha solo preso l’unico banco rimasto libero, in prima fila.
Sai cosa sono diventato per loro, c’eri. Mi hai detto tu che in sede ero Dominique dei Death Blues (e cazzo ditelo per intero! Father Death Blues! Mi sputtanate tutto, altrimenti!) , quello bisex bello ma matto forte. E drogato ;)
Liceo di merda. Etichette di merda. Nessun senso in tutto ciò. Nessun amico, solo gente che ti odia o ti ama stupidamente. Due coglioni infiniti.
Tu mi sei piaciuta perché quando ti ho vista stavi ridendo di me. Avevo troppa roba in mano e non riuscivo a attaccare il foglio in bacheca. Mi hai preso per il culo con lo sguardo. Ti ho adorata. Era una presa per il culo bella, non come quegli idioti che ti lanciano frecciatine quando passi nei corridoi.
Non è che non mi importasse all’inizio. A quell’età ci rimani male per forza. Mettici che anche con i miei sono sempre stato sincero. E’ stato un bagaglio pesante la mia sessualità. Non riuscire a decidermi mi ha sfiancato.
Perché decidersi? Infatti. Quando impari a conoscerti e capisci che sei esattamente così, non importa più molto. Le crisi di coscienza finiscono e alla lunga le prese di culo non fanno niente. Comunque quando ci siamo conosciuti già mi scivolava tutto addosso.
Orgasmi tristi, tranne i primi mesi. All’inizio ero felice solo per il fatto di scopare. Poi lo fai, lo rifai e perde senso. E’ solo Meccanica.
Perché non ho mai provato nulla? Davvero, Fr, perché?
A parte il piacere, intendo. E nemmeno tanto se ci penso. Se non provi altro che quello, ci perdi gusto. Declassato a sensazione bella, niente di più. Non sai quante volte mi faceva una fatica.
Allora vai con i festini, le orge, la droga, il sadomaso, i giochetti, gli scambi. Una cazzo di fatica!
Ma si può smuovere tutto sto casino per venire tristemente? Naaaaaaaa.
Quando ero in viaggio infatti stavo proprio bene e scopavo molto poco. Non mi importava, dovevo depurarmi da tutto lo schifo. Perché, dai, è uno schifo.
Entri nelle dark room e non sai chi ti sta facendo una pipa o in che culo sei. Non ci pensi, ma una parte del tuo cervello ne è assolutamente schifata. Gli orgasmi peggiori, credimi.
L’ho fatto solo cinque volte, poi ci ho dato un taglio. Quando gli altri entravano io mi defilavo e mi facevo. Meglio.
Insomma, meglio per dire.
Forse avrei dovuto scopare ancora di più. Sono riuscito a disintossicarmi dal sesso e non dalla Mia Puttana Personale. Schiappa, Dom!
Non credo di essermi disintossicato dal sesso. E’ che lo faccio solo con te, ma ne faccio comunque tanto. Pensi non vada bene, Fr? Esagero? Francamente non ti ho mai vista patire, ma non si sa mai. Forse vorresti startene di più in pace. Tranquilla, forse fra due anni non mi farai né caldo né freddo e rallenterò.
Ora mi è difficile crederlo, ma gli ormoni funzionano così. Allora faremo meno sesso e più di altre cose. Tipo
Non so, non mi viene in mente adesso.
Ma faremo qualcosa.
Merda, ora non ti impanicare. Non fare la solita scena di Fr che scappa appena Dom parla di un ipotetico futuro perché ti stacco la testa a morsi. Respira e vai oltre, fregatene di quello che penso io. Io me ne frego. Te lo scrivo e poi non ci penso.
Ora ti dico cosa faremo io e te.
NON conviveremo MAI.
Però conviveremo SEMPRE.
Basta. Punto.
Senti, io scrivo ma poi voglio sentire a voce la risposta. Mi è presa così. E guarda che adoro Fr che scrive, ma
Ma capisci che io non ho mai parlato con nessuno. Nessuno ha mai davvero parlato con me. tu lo fai e mentre lo fai mi guardi e mi tocchi.
Io, adesso, dipendo da tutto questo.
Parlami sempre.
Non smettere mai.
07 Maggio 2011 :
Ogni tentativo di superare il male di vivere mi ha portato a stare peggio. - Bell'inizio del cazzo, lo so. -
Posso solo dirti che ho provato con tanti interessi. La Fender, l’Amber Burst, libri libri libri viaggi ovunque. Ti segue, il male di vivere.
Ho provato con il sesso e ti giuro, tanto. Troppo, perché poi non te ne frega più un cazzo, chiunque è ridotto al ruolo di svuota palle. Ti riduci anche tu a essere un perfetto idiota molto troia e te ne rendi conto solo dopo.
Ogni tipo di droga da prendere in qualunque modo. Le canne a scuola, gli acidi dal venerdi alla domenica, mdma, funghi, e oppio con gli amici un pò sempre. Lasciamo stare quello che puoi trovare a giro per il mondo quando hai tempo di integrarti un pò.
Non è che a quindici anni pensi a come sarai a trentotto.
Ieri tornare a casa mia, quella cazzo di villa di merda, mi ha fatto stare da schifo.
Glorioso simbolo di ogni mio tentativo di non mettermi mai in gioco.
Perfezionista. Nessun fallimento è lecito o sei una merda. Chi ama chi fallisce?
Quindi ho scrupolosamente evitato di mettermi in gioco.
Mi piace suonare la chitarra da una vita, ma non posso solo strimpellare, non posso essere solo bravo. Sempre di più. Però quando si arriva a fare i concerti, quando sta andando alla grande io stacco, mi ritiro.
I modi sono molti. Strafarmi di tutto era decisamente il mio preferito, con variazioni sul tema alcool, arresti alle manifestazioni, vagabondaggio. E’ stato così per i concerti, per la pubblicazione del libro, per l’università, per le amicizie e con Fr.
Questa vita che mi calza a pennello, che calzerebbe a pennello a ogni uomo che ama scrivere in solitudine, senza preoccupazioni materiali, senza responsabilità reali, questa vita è tutta una solenne falsità.
Creo “deliranti universi” e me li porto a spasso coi cani.
Se ci penso non ho niente di realmente mio tranne me stesso. Fisicamente intendo.
In realtà non credo di avermi molto.
Con Fr parlo a ore, in università tengo le mie lezioni ma uscito da questi due ambiti non esisto. Non parlo assolutamente mai. Al bar dico soltanto caffè. Neanche mi faccia un caffè o per favore. Il minimo indispensabile e che nessuno mi rompa i coglioni.
Inciso: capisci che sono ancora sotto shock dal vedere Fr al bar, che fa un casino della madonna, parla con tutti e sa i dannati cazzi di tutta Sesto.
Ah, comunque odio il caffè ma lo prendo così mi godo di più la sigaretta. Manie.
In realtà parlerei poco anche con Fr, ma quella pazza fa domande continuamente e mi tocca rispondere.
Le rispondo perché mi sembra di riscoprire le cose che mi piacciono e ho abbandonato. Adoro risponderle
Mi perdo.
Ho amato la mia depressione e mi sono fatto molta compagnia, ma per potermela vivere, per sopportarla, ho finito per prendere l’ero. Ripenso a quei giorni di merda e so che o mi facevo o mi ammazzavo. Ero allo stremo, stanco come mai prima e con il cervello che realmente non capiva la realtà. Mi sembrava di essere perennemente strafatto, lo ero in effetti, ma passando con maniacale perseveranza di droga in droga, alternando sensazioni e stati.
Lì per lì te la giochi anche bene.
Ti dici che stai scoprendo te stesso, che ti conoscerai meglio, che troverai qualcosa che altrimenti non troveresti o proveresti mai. Tutte balle. Ti vuoi estraniare perché non ce la fai a starci dentro abbastanza dignitosamente da non deprimerti.
Lo provi. Funziona. Si parte.
So che non va bene perché mi ha permesso di non crearmi la reale opportunità di essere me stesso.
Il male di vivere non so da dove viene. Ha una madre bastarda sicuramente.
Con Fr giochiamo a capire gli umori l’uno dell’altra inventandoci genitori improbabili. Ieri ero figlio di Depressione e Vizio ma sono stato adottato da Allegria e Passione (note lesbiche) con Sonno. Oggi c’erano gli strascichi di serenità. Figlio di Yngwie Malmsteen e Sandra Milo quando conduce Piccoli Fans. (Ch canta molto)
Mi sa che sei troppo giovane per Sandra Milo e Piccoli Fans.
Cazzo, sto diventando vecchio sul serio se gli anni mi si appiccicano gli uni agli altri!
Quando permetti a te stesso di non parlare con nessuno, i casi secondo me sono due: o stai sul cazzo a tutti e iniziano a lasciarti solo o diventi quello strano, affascinante, inarrivabile. Per me è merda in tutti e due i casi.
Mi sarebbe piaciuto imparare a essere più malleabile e meno pignolo e selettivo, mi sarei goduto di più questo mondo e questa società. Non mi sarei sentito quello diverso ma che è tutto soddisfatto di esserlo, sarei stato meno depresso e più propositivo.
Ehi, mi dico che io qualcosa di me la vedo, quindi tanto fuori non sono.
Poi mi dico adesso. Adesso sono così. Fra un’ora non so.
Essere un borderline con disturbo della personalità con problemi di dipendenza non mi fa certo annoiare. E sai quanto odio annoiarmi
Sono quasi le quattro, fra tre ore vado a casa mia.
Dormo anche io stanotte, me la godo un po' abbacciandola.
Buonanotte. Ti abbraccio Nanni
03 Maggio 2011
Visto che apprezzi il genere, Michael McClure.
Ha scritto roba semplicemente folle e magnifica, sotto l’effetto del peyote. Lo rileggo spesso.
“Peyote Poems” (ma l’ho letto in lingua originale, non so se lo trovi in italiano.)
“Ghost Tantras” (Tantra Spettrali)
Forse lo trovi in qualche raccolta sulla beat.
“I dolori del giovane Werther”, di Goethe.
Se non l’hai ancora letto vale sempre la pena.
“Life” di Keith Richards
Ti giuro lo devi leggere. Per forza!
“Racconti” di G de Maupassant
Aveva la sifilide, scrive in preda ad allucinazioni e paure. Finì in manicomio dopo l’ennesimo tentato suicidio. Mesi di incoscienza e poi morto a 43 anni. Ovviamente l’adoro.
Anais Nin
“Il Delta di Venere”
Si va sul porno perverso. Meglio lei del suo compagno Henry Miller.
Personalmente adoro “Ulisse” di Joyce
Ma piace davvero a pochi, può sembrare noioso.
Per me è uno stream of consciousness fantastico, non so nemmeno quante volte l’ho riletto. Il monologo finale di Molly-Penelope l’ho consumato
“Viaggio al termine della notte” L.F. Celine
Cinico e misantropo.
“Niente di nuovo sul fronte occidentale” di Erich Maria Remarque
“Tutto di me- riflessioni” Platinette
Vabbè, è bello.
“Tristano muore” Antonio Tabucchi
Riprendo spesso anche questo.
“Suicidio” di Edouard Levé.
“Psicanalisi dell’amore” Sigmund Freud
Lo leggi e poi ti ci pulisci il culo.
Poesie di Walt Whitman
Tutte le poesie di Ungaretti.
“L’occhio della donna” poesie di Gioconda Belli
Ma l’ha fatta conoscere Fr e l’ho riletta infinite volte.
“Viaggi del tempo immobile” di Vecchioni
Era uno dei libri di Fr e Mò, lo amo molto. Per me scrive da dio.
Me l’ha dato ieri Fr e ci sono anche le loro annotazioni e gli appunti. Bellissimo, una poesia nella poesia. Ne sono incantato!
“Maus” fumetto sulla seconda guerra mondiale di Art Spiegelman.
“Lettere contro la guerra” Tiziano Terzani
Insieme a “Pappagalli verdi” di Gino Strada
Non posso non leggerli. Fa parte di me.
02 Maggio 2011
Coincidenze?
Tu che mi scrivi ed è un pugno.
Stesso giorno e Mì mi scrive che le comunità fanno schifo e lei è entrata e uscita diverse volte ma ce l’ha fatta da sola, aiutata dal suo ragazzo.
Stesso giorno e Fr mi posta Hurt di Reznor dopo una sequela di parolacce assurde per dirmi che le manco e poi un ciao che ci ho riso un'ora.
Basta, dovevo andarmene. Tanto non ero bravo.
Tutto qui.
Scusa se non dico di più, odio parlare della merda.
Fr.
Una leonessa incazzata era meno letale di lei quando è arrivata a Brugiana.
Ha ascoltato e ribattuto su tutto, era dalla mia parte, ha lottato per me.
Però appena siamo entrati in macchina mi ha mollato un ceffone da lasciare le cinque dita e mi ha dato di coglione.
Subito dopo però l’ho avuta tutta per me nel parcheggio.
E’ un pò pazza ma adorabile. Mi scuote, mi rende me stesso.
Oggi sono un dio e va bene così.
Sai che mi ha chiamato babbo? Ch, intendo.
Odio i bambini, ma quel nano mi cerca sempre.
Non so, è come guardare negli occhi la vita vera.
Tocca tutto, ride, impone i suoi bisogni, chiede sempre perché. All’inizio non capivo niente di quello che dice, ma basta poco.
E vedi attraverso di lui, con lui.
Alle cinque e venti mi sento arrivare il moccioso nel letto, si mette tranquillo sotto la mia ascella con la testa sul mio petto e si riaddormenta. Sono stato un’ora sveglio sotto shock. A godermi quell’amore incondizionato e caldo, minuscolo.
Dom che dorme con un moccioso dopo che è stato classificato fattone irrecuperabile è bella davvero.
Ho pensato che non me lo meritavo, ma alla fine loro sono reali.
Li ho portati a casa mia.
Donano molto alla mia casa troppo grande.
Ho trascurato Fr, ma Ch era curioso di tutto e io con quello mi ci prendo sul serio.
Ho giocato seduto sul pavimento ed erano trent’anni che non succedeva.
Sono troppo dannatamente preso da me stesso e dai miei fottuti problemi, quando esiste Ch che sta imparando a vivere.
Siamo anche andati a pisciare insieme da bravi maschietti e lui cantava trinca trinca buttala giù con una spinta. Sai, la canzone di Antoine. La cantava continuamente!
Trip assurdo. Bello.
Mi sono deciso a passare dalla genitricia.
Solo perché c’era Fr. Fosse stato per me non sarei andato. E’ che non sapeva dove fossi da un mese.
In realtà esiste anche mio padre, ma sono conversazioni assurde e imbarazzanti. In genere della durata media di trenta secondi. Purtroppo non si è smentito.
o te?
ciao babbo.
o quando tussaresti tornato, te?
ieri. Lei è Fr.
-stretta di mano con mio padre che le guardava la scollatura come un maniaco ebete-
Non stavate insieme al liceo voi due?
Uhm, si. Qualcosa del genere (fr)
Lui è Ch.
Chellè miha i’ tu figliolo?
Babbo cazzo dici, dai
No, per dire. Un si sa mai. Vabbè, c’ho da andare.
Ciao babbo
Mi dispiace non aver detto nulla alla Genitricia, ma sono così.
Un sacco di palle più che legittime.
Ti fai ancora, Dominique?
Mai smesso.
Intendo di eroina. Prendi l’eroina?
Cazzo, mi diverte quando fa così e non la prendo sul serio.
Se ti fai di psicofarmaci da quarant’anni, legalizzati da medici compiacenti abbi l’accortezza di stare zitta.
Però l’ha intuito e spero che i figli di Fr non siano come me, che sparisco e non sanno dove sono. Mia madre vive nel terrore che schiatti da qualche parte, strafatto e sporco.
Sarebbe sconveniente oltre che penoso.
Molto sconveniente.
Questa sua ossessione per la mia vita è deleteria per il nostro rapporto.
Mi ha messo al mondo.
Grazie, molto gentile da parte tua.
Puoi adesso lasciarmi stare?
La verità è che siamo tutti soli.
Ma a chi gliele fotte di quello che ti succede? Nemmeno ai tuoi amici.
Amici?
Hai amici?
Io no. Non vedo amici da secoli. Giusto il mio collega sposato e con tre figli, che viene a casa mia per scappare dalla sua routine.
Non mi sta parlando perché si sente tradito.
Ma vaffanculo. Ero in comunità, non a troie.
Tanto il lavoro l’ho perso.
Sai, mi dispiace rinunciare alle lezioni. Alle ricerche no.
Fanculo tutto.
Sono diventato allergico alle persone. Non sopporto gli sguardi menefreghisti.
Ti chiedono come stai e gli frega solo dei loro problemi. Io sono sincero. Non te lo chiedo come stai se non mi interessa. Ma se te lo chiedo è perché poi ti ascolto.
Nessuna via di mezzo, quindi me ne sto da solo.
Gli amici di fattanza non sono amici. Ti vedono strafatto, ma lo sono anche loro. Prepari la roba a turno, ti aiuti a farti in vena, al limite controlli che vada tutto bene. Stop. Nessuno ti da più di quello, tu di più non devi.
Molto limpido. Molto triste, se vuoi.
Nemmeno salvare il culo a qualcuno ti lega. Quelli che l’hanno salvato a me facendomi incazzare ogni volta non li vedo da dodici anni. Due sono morti due continuano a farsi. Io nemmeno lo conto a quanti ho salvato il culo, non me lo ricordo. Per dirti l'importanza che assume. Gesti meccanici e pseudodovuti.
Io sono la terra di mezzo. Vado e vengo.
Ho visto finalmente il ritratto che mi ha fatto Fr. Lo amo.
Ma una foto non me la sono fatta fare lo stesso. E’ una delle poche cose per cui discutiamo regolarmente. Spiacente, non ce la faccio.
Ti scrivo e lei dorme contro di me. Strano da parte sua. E’ buffa, Fr.
Non tollera il contatto fisico, è tutto meno che romantica eppure mi sta dormendo addosso. Mi ha detto che con sua sorella non si toccano mai ed è il rapporto più vero e rilassante che abbia mai avuto.
Non tocca mai nemmeno la Bà, nemmeno quando la sua amica piangeva a dirotto. Fr resta a un metro e aspetta che passi. Poi parla.
Insomma, se lei ti sfiora o ti abbraccia o ti prende la mano è un regalo. E’ che lo vuole davvero, ne ha bisogno. E mi cerca tanto. A volte molto intimidita, altre estremamente naturale. Io non mi faccio problemi. Le dico vieni qua e me la stringo forte. Cazzi suoi.
Oggi è perfino riuscita a dire ‘fare l’amore’anziché scopare!!
Conosco Fr, parlo con Mì e capisco sempre di più che per certe donne, le donne interrotte, non è facile accettare tenerezza e dolcezza. Non sono abituate, devono imparare.
Mi piace insegnare a Fr.
Sessualmente è diverso. Sessualmente è totale, perfetto.
ho scritto troppo come al solito.
Me ne rendo conto e ho già scritto.
Mi mancava scriverti, di più mi manca leggerti.
Sei a Roma. Non so come stai tu a Roma.
Da quello che hai scritto oggi non hai avuto una gran giornata.
Per me era troppo grande.
Troppa gente nessun essere umano.
Stimolante, meravigliosa, subito casa per tanti versi, ma assolutamente inadatta a chi pensa.
Ti senti più solo quando hai tanti intorno e pensi.
Più il tuo impero di merda è piccolo e più ci stai al calduccio. Ma non troppo piccolo, o senti la puzza.
Bella buonanotte di merda.
Ora te lo posto anche.
Notte, Nanni. Mancavi sul serio. Non sai quanto ti stimo.
30 Aprile 2011
Penso che sarà dura collegarmi spesso.
sto cercando di far capire a questa gente che ho assolutamente bisogno di non estraniarmi completamente ma so che le regole del gioco sono diverse.
devo adeguarmi prima o poi.
Mi dicono che devo cambiare atteggiamento, che così non va.
resto legato troppo alla mia vita secondo loro e nella mia vita c'era l'ero, perciò via tutto e ripartire.
tutto però significa troppo per me.
mi tengono d'occhio, Dante sa benissimo che violo parecchie regole e diciamo che per un po' non mi connetto per tenerli tranquilli. metto in atto giochi di forza, ma è chiaro che alla lunga vincono loro. questo è deprimente. l'idea di abbandonare del tutto Fr è semplicemente intollerabile. hanno a che fare con tutta gente come me, che con le regole vive male. ci controllano, ci perquisiscono, mi lasciano urlare a vuoto.
qui non si parla che di droghe, però. dovremmo andare avanti e dimenticarla, ma è una gara continua a chi è stato più fattone, a chi è messo peggio. Mi sento un estraneo, io non sono un fattone. Ok, un pò si, ma non un fattone.
la mia testa funziona. credo.
non penso che Madama uscirà mai del tutto dalla mia vita, non è possibile, ma è controllabile se ho uno scopo. qui non c'è nessuno scopo.
non è meglio levarsi dalle palle se le cose stanno così?
"la scrittura creativa " l'ho letto, è uno di quei libri che ogni volta che lo leggi ti da qualcosa, sempre. però qui non ce l'hanno, ho fatto richiesta, ma i tempi sono lunghi. beh, tanto posso aspettare
ho fatto una parte di merda a fr, sta fumando oppio come una deficiente. se vuole stare con me non è questa la strada, averla qui mai e se si illude di poterlo controllare si sbaglia. l'oppio crea dipendenza porca puttana. almeno so che ha finito tutto quello che avevo, ora col cazzo che lo ritrova da sola.
Ma la capisco, non è facile affrontare tutto cerchiamo il modo di anestetizzarci. Un borderline bisex tossico con una borderline bisex semi-tossica è un bel connubio. non voglio che affondi con me. non lei.
sai qual'è lo schifo? essere pulito è fantastico, il corpo risponde. solo che non posso usarlo del tutto. L'astinenza dalla droga, l'astinenza dal sesso, l'astinenza dall'amore, dalla vita. o divento un saggio eremita o mi levo sul serio dai coglioni.
vedi, posso leggere tutti i libri del mondo, ma credo di essere proprio rotto, dentro. E' un casino.
ho potuto parlare con Fr per telefono, è stato incredibile. mi manca da spezzarmi, non credevo. penso che starebbe molto meglio senza di me, libera davvero. devo pensarci. la vedovanza, la castità, la non vita e l'attesa non si addicono a una donna così. lei deve vivere, non fare la mogliettina in triste attesa. spero che si trovi una, così la rendo libera.
ok, la testa forse è un macello. un'altalena continua.
fiori aiuole colline alberi sole caldo erba libri muri da tirar su gente gente gente strafatta di astinenza e comunità. tutor, psicologi, analisi, piscia qui fai il bravo siamo tutti fottuti bambini idioti fottuti da noi stessi nella merda fino al collo.
tempo scaduto. mensa. vassoi, facce, silenzi, tensione. Non avvicino nessuno, mi fanno vomitare tutti. me stesso per primo, sono esattamente come loro.
non faccio progetti. forse calcata non la vedrò mai, capisci? forse capirai più avanti. non importa
26 Aprile 2011
Non posso nascondere che è una merda
non posso nascondere nulla qui
nemmeno me stesso
Poco tempo per me e troppo allo stesso tempo. Riemergo adesso dalla prima fase dura, spero andrà meglio. Sono pulito, sono vivo e tant'è. Inutile rimpiangere ancora, voglio solo finire questo programma del cazzo uscire e andare in culo a tutti.
Ho altri dieci minuti soltanto, li dedico a Fr.
Non fare il matto da rimanerci incastrato.
Ciao, man.
10 Aprile 2011
Ho letto cosa scrivi di Cà. Posso dirti che conosco bene qualcun altro con un passato talmente simile da far paura. Anoressia, tendenza a qualche dipendenza, nonno con un trauma.
Ti dico cosa ho osservato in Fr, magari ti aiuta. Crescere con una madre così purtroppo non ti da sicurezza, è confusivo e non ti forma una vera identità. Trovare la sicurezza è un lavoro più duro e significa accettare questa mancanza, e non è semplice. In Fr si traduce in una paura fottuta di qualunque tipo di legame, la paura di poter essere anche solo lontanamente come sua madre. Madre di famiglia, moglie, vita quotidiana. Non ha imparato l'affettività, nessuno l' ha mai amata nel modo giusto e non sa come si fa quando c'è da fare sul serio.
Sono donne molto intelligenti, ma con la capacità di essere mutevoli. Ci sono diverse personalità. Dolcissima, ironica, passionale, incredibilmente interessante, eccessiva. Persone capaci di pensare tutto e il contrario di tutto mentre tu stai ancora cercando di capire, menti rapide, che possono fare di te ciò che vogliono, spesso, perché si adattano. Stai attento a quello.
Se Cà è diventata forte come Fr vedrai che tendono a chiedere aiuto a modo loro, con la paura fissa di disturbare. La paura che se chiedono non verranno accettate. Buttano lì esperienze, ricordi, ma non ti dicono mai ho bisogno. E in effetti è come se vivessero sempre da sole e tu fossi un accessorio. Non so, vedo che le difese di Fr le fanno vivere tutto come se fosse temporaneo e questo dà molta libertà, ma toglie anche sicurezza.
Ti riempiono, le donne così, ti riempiono i pensieri e le giornate.
Un’altra cosa assurda è il nonno. Cà un traumatizzato dalla guerra scrittore e scultore, Fr il nonno traumatizzato dalla guerra pittore e scrittore. Vedo che ha segnato Fr in modo strano: è come se pensasse che alla fine solo le persone diverse, traumatizzate, ferite, possano accettarla. Attento, può essere un gioco al massacro. Ti accetta e quindi significa che hai qualcosa che non va e partono mille dubbi sul rapporto. Non so, io me le sono sempre fatte scivolare addosso, le sue paure. Sono molto debole quando si tratta di droghe, ma su altre sono granitico con Fr. Su certe cose non deve rompere i coglioni e basta. Insomma, quando partono i pensieri assurdi le dico smettila e prendi un respiro, affidati a me e andrà bene. Ti giuro che la frase andrà tutto bene, che sembra una stronzata, ha funzionato spesso. La mia mistress scatenata che diventa docile come una bambina.
Fr è un coacervo di controsensi. Prendi il sesso. Non sai mai come sarà. Può essere mistress e giocare con i coltelli o la donna più dolce e sottomessa che abbia mai conosciuto. Ti fa girare la testa, a volte non capisci, eppure lei è tutto e ancora altro che dovrò scoprire. Non so se potevo dirti questa cosa di lei visto che sei suo amico, credo che ne arrossirebbe. Parla tranquillamente di sesso, ma non so se direbbe che con me fa così. Comunque a me piace che prenda il controllo, essere nelle sue mani. C’è fiducia e rispetto profondi. Hai 22 anni, probabilmente non hai provato il sesso da mistress e slave, ma ha un suo senso per certe persone, ma solo se c’è fiducia totale e voglia di scoprirsi. Ruoli che si ribaltano magari nella vita reale. Forte avere la donna con i capelli neri e solo io so che è rossa naturale nelle parti intime, è un altro contrasto assurdo di Fr.
Non so, ho fatto un sacco di sesso e questo che è così vario mi fa stare da dio e non mi annoia. E’ un bene essere di bell’aspetto, ma anche no. Perdi di vista le cose importanti. Ti abitui ad averle facile, le donne e gli uomini e non è un bene. Avevo perso il gusto dell’attrazione e della conquista. Chi c’era c’era, indifferente. Per Fr provo un’attrazione fisica pazzesca, non mi basta mai. Cazzo, se mi mancherà fare l’amore con lei. Almeno sto abbastanza bene e ho potuto far l’amore, prima. Vedo di farcela anche dopo
L’anoressia è un po’ come la droga, ti fotte la testa e non passa. Cambia il cervello, il modo di reagire a certi problemi. A cicli possono sempre smettere di mangiare e anche lì a volte sei confuso. Hanno bisogno di qualcuno che le accudisca come bambine anche sul mangiare ma devi beccare il momento giusto, perché capita che si sentano oppresse dal cibo e allora va bene, stai calmo, mangeranno dopo. So, lo vedo, che Fr sta mangiando pochissimo ora, ma so che cambierà, qualche giorno e ricomincia. E’ come se per tenere duro dovesse imporsi una regola, la regola della fame. La fame brucia nello stomaco e si sentono vive e forti perché possono controllarla, acquisiscono forza da quello. Ne abbiamo parlato tanto, con Fr. Non è più anoressica da anni ormai, ma la mente è quella. E lei lo è stata seriamente solo qualche mese, non come sua sorella che lo è stata per più di dieci anni. Le mamme fanno dei gran danni.
Parlo con te come se domani potessi scrivere ancora e non è così.
Anche questo è confusivo.
Fuori c’è il sole, fra un pò Fr ritorna dai giardini.
La Bà alla fine è tornata dal marito. Due giorni a piangere e urlare, Fr che è stata ore al telefono con Mà a calmarlo e ora torna da lui. Fanculo. Cazzo, come si può anche solo pensare di dire alla propria donna ti stupro, ti lascio viva ma in sedia a rotelle uccido tuo figlio così patirai per tutta la vita? Bene non aver mai chiamato i carabinieri se poi ci è tornata. Tutto uguale: lui che urla, lei che lo tradisce ma stanno insieme da 17 anni. Una merda.
Ch è una meraviglia. Detesto chiunque non rasenti il metro d’altezza, ma quel nano è forte. Ci ho giocato un po’, gli ho letto delle storie, mi ha preso. Non ha assolutamente niente di lei, solo la forma degli occhi e i capelli, ma ha i modi di dire della mamma e la sua simpatia. Mi fa ridere un sacco. Mi dispiace che suo padre non se ne occupi, questo fine settimana non ha nemmeno telefonato, se ho capito bene non si informa del figlio da mercoledi. Sparito.
E domani me ne vado. E’ un pensiero fisso insieme alla dose. Faccio fatica a rimanere calmo e spero solo che non mi diano nulla. Penserò che è temporaneo, che poi c’è lei ed è giusto che a 38 anni mi dia una bella regolata. Mi hanno ferito molte cose in questi giorni, prima di tutto me stesso. Ma anche la gente. Si allontana, ti vede come uno che fa schifo. L’idea dell’eroina schifa le persone per l’accostamento alla siringa e allo stare a rota, la coca è più di classe. Mà ha colpito molto duro, ne ha scritte tante e in quel momento ero troppo vulnerabile, ma adesso farò i conti anche con le sue verità. Tanto lo so che sono verità. Ho perso un’amica, ma le donne fanno così. Sono gelose anche delle amicizie e sono rimasto in mezzo. Due coglioni così.
Tu non hai fatto una piega, apparentemente e ti ringrazio. Mi faccio, ma sono anche altro oltre a questo. Fr lo vede, altri no. Tu lo vedi.
Intanto mi ci vuole un gran coraggio per farmi accompagnare domani. Penso sempre che all’ultimo me ne scappo via. Chissà. Potrei scappare e farmi, scappare e non farmi mai più, restare e seguire le regole imposte per poi rientrare. Ci tengo alla mia vita e al mio lavoro, devo necessariamente farlo. Ma non lo sento mio. Non so quanto aiuterà.
Mi ci vuole un gran coraggio anche a farmi vedere così da Fr, o da te e Albe. Purtroppo sono anche questo. I miei ancora non sanno nulla, non li ho nemmeno visti. Gli importerebbe saperlo, ma farebbero solo peggio. Vedrò di comunicarglielo nei prossimi mesi, quando non mi vedono tornare. Ho più o meno tre mesi di autonomia, conoscendoli.
Il 21 dicembre 2012 brinderò al mondo che va avanti e se ne fotte di noi e delle nostre stronzate Maja.
So che Fr e sua sorella sono a Roma il 17 maggio per il tennis, hanno già prenotato l'albergo a campo dei fiori, magari vi vedete ancora. E' bello sapere che ci sei, per lei, che le mandi messaggi. Non è sola.
E’ un saluto, credo. Detesto i saluti. Tu scrivi, però. Ogni tanto. lascio attivo l'account.
Cazzo.
Un abbraccio e vai di cortisone
10 Aprile 2011
Ciao grande
Eccolo. Ci metto un pò ma arrivo
Finalmente il sole, ci siamo svegliati con una nebbia assurda, che sta salendo soltanto adesso. Firenze è una conca, non si respira. Me ne vado in collina, io! Pensa a me come a una vecchia comare inglese che sverna in collina. Visto che fra i lavoretti del cazzo è previsto il giardinaggio - che per me che sono anche un pò checca è molto ironico - avrò anche modo di coltivare fiori. E purtroppo solo fiori, da quel punto di vista non si sgarra.
Che dici? Stare su un prato con blocco in mano e farsi l’estate in campagna.
Non so come la vedi tu, ma questo trip della natura mi sta parecchio sui coglioni. Si, bella la natura, ma anche chissenefrega. Invece lì sono quasi tutti pazzi abbraccialberi. Non va più di moda diventare cattolici in rehab, ormai solo gli americani diventano ferventi rompicoglioni.
-Ah, sono molto cool ad andare in rehab anch’io, pare faccia figo-
In realtà non sarà su un prato con un blocco in mano e mi girano le palle. Non sono molto lucido, o forse si. Non è che importi molto, alla fine. E comunque è una cazzo comunità non un rehab.
Fr è con Ch, io sto meglio. Quando avevamo vent’anni si diceva “stare a rota”. Brutta bestia, ma ne sto uscendo meglio di quanto pensassi. Sono venuto da lei, ma non volevo che vedesse certe cose, perciò quando sono stato male sono stato da solo, meglio così. Se con una donna ci vuoi fare l’amore non è carino dare certi spettacoli di te. Poi se li ricorda!
In realtà la solitudine è stata la mia forza e lo è tuttora. Fr deve restare fuori dalla merda anche se è con me.
Pensiero assurdo, forse. In realtà sarebbe meglio non essere nella sua vita, ma una volta che ci sei o che ci sei stato è dura defilarsi. Non mi riesce, non voglio mollare tutto.
Ho voglia di pensare a come passare i prossimi anni con lei, cose molto semplici.
Stanotte abbiamo visto un film davvero idiota, ma abbiamo riso come due deficienti. The next best thing, con Madonna e Rupert Everett. Io e Fr siamo molto Madonna-Rupert in certi momenti solo nostri. Che bella la scena dove loro cantano Bye bye miss american pie… al funerale dell’amico.
Cazzeggio.
Non posso avere contatti in comunità, Fr e i miei possono telefonare in orari imposti, ma non posso parlarci io. Tipo galera ma più stile manicomio. Fra metadone e pasticche è un gran rincoglionimento globale, là. Per questo ho iniziato da solo, così non mi danno niente. ho bisogno di non avere assolutamente niente dentro per poter controllare il bisogno.
Ho perso il filo. Mi sono distratto a rispondere a te e a Ste.
Diavolo se siete bravi tu e la tua crew! Cazzo. Non pensavo così! Perché è stato annullato Milano?
Qui è come essere in balia delle maree. Ora la marea sta salendo. Ti scrivo dopo.
08 Aprile 2011
Fr in questo momento ha casini grossi. sta dietro a me che faccio la pippa e sta aiutando la Babi che ha le valigie in macchina e il marito che minaccia lei e il bambino. Li prende a vivere con se, ma Mà è famoso a sesto per picchiare duro. sono preoccupato per loro due, due ragazze sole in casa con lui che vuole fare macello e minaccia di morte. hanno anche i bambini, capisci? è una situazione troppo a rischio.
mollo tutto ora che ho saputo. finalmente Fr mi ha detto tutto poco fa, la sentivo in ansia. prendo l'aereo fra tre ore, in treno ci metto troppo, torno da lei, faccio l'uomo e la difendo porca puttana. (l'aereo vuol dire che non mi porto nulla e mi faccio l'astinenza. ne ho paura, nanni, è dura, ci sono già passato) poi entro in comunità lunedi. ho già parlato con Dante, il mio tutor.
fr si merita un uomo, non una pippa. mi ha calmato lei, mi ha fatto ragionare lei, non ho preso nulla e sto male, cominciano i dolori e il sudore con il freddo che ti fa tremare, ma è grazie a lei se sto resistendo ora. basta. la testa funziona, il mio lavoro aspetterà. non ti preoccupare, torno in riga. Con Albe ho gettato tutto nel cesso e ho tirato lo sciacquone. sono senza nulla.
Cà potrebbe essere l'amore, non pensare al dopo cà. non fare gli errori miei e di fr. goditi ogni istante
Aspettami, per Roma. Mi ci vorranno un pò di mesi, ma poi torno.
e so quanto mi ama fr anche se fa la dura. cazzo se lo so. lo vedo in ogni momento, anche quando mi dice stai tranquillo e spengi il portatile, adesso. per me è stato come se mi avesse urlato ti amo.
voglio vedere la mia dea ballare ancora sul letto, si.
scusa, sono una montagna russa di pensieri e emozioni. ma andrà meglio fra un pò.
08 Aprile 2011
fanculo a queste donne di merda che adesso si mettono a litigare come troie ormonalmente disturbate per avere la mia amicizia. fanculo. mi sono letto le mail di marta che mi ha dato di parassita. bello. parassita di fr. farò del male a lei e ai suoi figli, devo stare lontano da tutti perchè sono una merda e non voglio essere recuperato e aiutato. fr deve mandarmi affanculo visto che nemmeno il suo amore mi basta per salvarmi.
io non ho bisogno di nessuno che mi salvi, faccio da solo se mi va.
ora non mi va.
fanculo a tutti..
08 Aprile 2011
Ma tu si che sei un dio di te stesso. Il piccolo Nanni che parla con i propri pensieri, sicuramente solo, ovviamente incompreso. Sei fuori dal coro ed è bene così se non fai cazzate. E non farle, ok? Bene la piantagione di erba, passo anche a trovarti e ci resto un bel pò, ma nient’altro. Nemmeno roba allucinogena, quelli come noi ci perdono il cervello, credimi. E non prendere altra roba che quando ti diventa duro non puoi fare nulla perché sei fuori e stai da cani per ore!
Vorrei conoscere Cà, deve essere anche simpatica, interessantissima. Non ti ci vedo innamorato di una noiosa, non tu. Troppi pensieri, troppo scrivere, troppa cultura non di massa. Una banale te la mangi. Anzi, no, la getti via immediatamente. Per chi viaggia in corsia di sorpasso la noia è sempre in agguato.
Ok, amico non ci giro più intorno, non con te, tanto ho letto ciò che hai scritto e immagino tu sappia. Capisco Fr se te l’ha detto, è sola e le ho piantato un bel casino.
Prendo l’ero. Come vedi non sono un gran modello e hai ragione tu, sono un coglione.
Non l’avevo calcolato, non la calcoli una cosa così. E’ successo e basta. Un amico di fattanza ritrovato per caso qui e l’ho seguito senza pensarci. Era ovvio che sarebbe andata a finire male forse, ma l’ho seguito lo stesso. La prima botta è stata incredibile, non mi riprendevo più. All’inizio ero disperato per Fr, poi non ricordo, è stato grandioso.
La verità è che mi mancava da morire anche se non lo sapevo. Ecco come mi sono fottuto. Su un cazzo di divano, a ore, in ero.
So già come funziona, ci sono passato. Tre anni di oblio, non ricordo quasi nulla. Passavo da una dose all’altra, ogni quattro ore. Non c’era altro, solo lei. Nessun amico, niente sesso, nessuna concentrazione sul lavoro. E non se ne accorgevano, quindi stavo tranquillo e continuavo. Vivevo da solo, mi facevo da solo, nessun problema.
Perché. Te lo chiedono più o meno tutti.
Allora è stata una cazzata con gli amici, l’unica cosa che non avevo provato. Uscivo da un periodo di lsd, una settimana passata chiuso in casa con due amici a farci di lsd senza interruzioni. Cazzo, sono stato così male che quando mi hanno dato l’ero non ci ho nemmeno pensato. Via tutto. Incubi spariti, visioni annullate, solo un dolce oblio e il corpo che fluttua. I soldi li avevo, ma a volte ti ritrovi a doverti fare e non sei preparato ed è in quei momenti che perdi davvero te stesso. Sono dannatamente lucido, adesso e so cosa ti sto dicendo. Non voglio passarci di nuovo e so perfettamente di essere sul filo del rasoio. Inizio a stare male, ma posso ancora controllarlo.
Voglio finire qui, mi ci sto impegnando ma mi serve tempo, sono rallentato. Realizzo che ho deluso tutte le persone a cui tengo sul serio e mi faccio per non realizzarlo più. Vigliaccheria. Bisogno. Non me ne frega un cazzo alla fine.
Fr. Lei è meravigliosa. Non sai quanto mi manca. Mi manca tutto di lei. le discussioni, le risate, bere il suo tè assurdo, la musica insieme e fare l’amore. Anche se sono fatto penso a fare l’amore con lei perché accidenti a lei ci sa fare, ma soprattutto è lei ed è perfetto. Non ci voglio andare, in comunità, voglio scopare con la mia donna, stare con lei. e sono geloso adesso, in paranoia. Non penso che aspetterà un coglione come me, lei è viva, è forte, è solare anche se veste di nero. E’ il mio opposto. Io silenzioso, lei fa amicizia anche con i muri. Io non sopporto il genere umano, lei ha la pazienza dei santi. Io sono perennemente fra le nuvole, lei cucina mentre scrivo e mi porta il piatto sulla scrivania. Magari non mi accorgo nemmeno che è stata a cucinare per me, ma mi ritrovo il piatto con la roba già tagliata così non devo nemmeno perdere tempo a farlo io e scrivo rapido. Lei non solo mi capisce, ma mi ammira. Lei ammira uno come me. Lei! Legge tutto, mi aiuta nelle ricerche. Per la sua tesi ha fatto anche lei due anni di ricerche, in archivio. Visionava le lettere di Lorenzo De’ Medici, quelle autografe, scritte in calligrafia del quattrocento, nel latino del 400. Io me la vedo, al monitor a sbobinare, con il suo passi speciale, a ore. E’ da lei. Per questo capisce me, anche lei è così. Parlo di lei e sono Dominique. Penso ad altro e sono uno schifo.
Detesto il suo ex per quello che le ha fatto, perché la ferisce sempre, la tratta di merda e anche se lei riesce a farselo scivolare addosso io vorrei poterlo avere fra le mani. Poi ci rifletto e capisco che io sono mille volte peggio di lui.
E’ inutile, mi sento una merda. Nessuno era mai stato così con me e adesso la perdo. La sensazione è quella, non si scappa. E mi faccio. Capisci il gioco?
Fanculo, faccio schifo quando mi faccio, ma non importa adesso.
Nanni, è una merda. La comunità è una merda. I primi dieci giorni stai richiuso in una stanza per, ma dopo è peggio. Mi sono fatto 14 mesi e lasciamo stare quanto sia dura perché me lo sono meritato e basta, ma ne sono anche uscito stranito. Fuori era tutto assurdo, mi mancava l’aria ma ce l’ho fatta. Non avevo nessuno, ora ho lei. Mi spaventa molto non poterla sentire per mesi, nessun contatto con nessuno. Mando a puttane la mia vita e mi tolgo l’unica cosa che ora mi importa davvero. Stavo facendo pensieri assurdi in questi giorni, pensieri che non sono da me, ma ci sono.
Sono solo, ho un mucchio di soldi, non voglio figli. Allora penso che io Fr me la voglio sposare, così mi occupo di lei e non deve più arrancare con i soldi. Ognuno a casa sua, ma faccio l’uomo. Prima di dirglielo dovrò legarla e imbavagliarla, altrimenti chi la tiene quando si incazza? E si incazza di brutto, lo so.
Barcollo, mi eclisso, torno, sparisco. Se resto così non vivo, se torno e vado a fare la cosa giusta non vivo lo stesso e, inutile prenderci per il culo, ti dicono sei mesi e ci passi anni quando hai ricadute. Io anni non li butto al cesso a fare riunioni, condividere, fare lavoretti del cazzo. Voglio scrivere, ridere, scopare, vivere la mia donna, la mia casa, l’università.
Questi giorni sono così, sono giorni a termine ma stento a farli finire. Sono gli ultimi che ho, è brutto saperlo. Merda. Non c’è via d’uscita.
Peccato aver deluso anche te, non prendermi mai sul serio, o di esempio, o anche solo in considerazione. Le persone come me hanno l’insana abitudine di distruggere tutto ciò che sfiorano. Ora non ha importanza, però.
Mi manco.
Notte, man
07 Aprile 2011
Yagè l'allucinogeno?
quando bevi quell'intruglio ti dura più dell'lsd, ma ha una cosa che detesto e che tanto succede a tutti, te lo fa venire duro e non è divertente per nulla. le visioni te le ricordi tutte all'inizio e vedi dei mostri notevoli e poi il nulla perchè non reggi e dimentichi dove sei e con chi. non so, preferisco gli oppiacei purtroppo. droghe che non fanno esistere, che ti annullano sul serio i pensieri. a quelli è sempre stato un fottuto casino dire no.
No, non ti spezza il cuore chiunque.
Una donna che spezza il cuore di un un uomo in poco tempo lo sta davvero facendo innamorare. due le conseguenze possibili dopo il cuore spezzato, o ti innamori ancora di più e allora ti fotte bene bene o ti allontani per sempre, e in un certo senso sei fottuto uguale. nessuna via di mezzo con le donne così. Sono le migliori, porca puttana.
Almeno hai messo in ballo il cuore, rende vulnerabili come non mai, ma vivi. ne vale la pena.
Quindi mi preoccupi, ma sorrido. Oppure sorrido ma mi preoccupi. Sorrido di te e di me.
qui ho trovato gran parte di quello che cercavo, in teoria. in pratica non sta andando come pensavo e so che sto deludendo molte persone, prima di tutto Lei e il Vecchio prof.
Mi viene estremamente naturale questo desiderio di non esistere, non sempre riesco a farci i conti egregiamente. A volte ho ceduto al desiderio di sparire, per non dover affrontare proprio niente. Detestabile sensazione, la vittoria. dopo c'è sempre il vuoto.
Quando i pensieri premono troppo forte sembra necessario uno stop. è che alla fine sono un coglione, troppo arrendevole probabilmente.
Se c'è da buttarsi nella merda fino al collo sono il primo della fila in questi giorni, mi sto sputtanando tutto lo sputtanabile ed è una sensazione del cazzo che non mi scrollo di dosso. Non va bene, e sto cercando di farla andare bene nel modo sbagliato. A volte ti viene dato un istante in cui devi decidere e quello che deciderai cambierà tutto. ecco, non sono stato un granchè furbo ultimamente, non ho preso delle gran decisioni. Lucidamente non consapevole delle conseguenze perchè ho scelto di non pensare in quel momento. avrei potuto pensare mille cose, tutte contro, ma non ho pensato proprio. credo di avere un ottimo istinto per i guai grossi.
Ti dico molto francamente che di me adesso me ne frega poco. arrivi a un certo punto che può succedere qualunque cosa e probabilmente non faresti una piega per quanto te ne fotte. Me ne frega di Lei, però. di lei me ne frega molto. In questo momento ti dico che rimetterò tutto a posto, magari fra un minuto cambio idea e rimango qui in questo cassetto. Non mi va di tornare adesso, preferisco questa stasi.
E' assurdo. stasi implica mancanza di movimento, ma invece i miei pensieri viaggiano a mille. eppure rimango bloccato da tutto questo pensarsi addosso. Sono stanco, usurato.
Sono stato al telefono due ore con Fr, la Wind mi farà un monumento. Mi succede di voltarmi e stupirmi che lei non ci sia, tanto è dentro di me.
E' diventato difficile scrivere. buonanotte, uomo.
01 Aprile 2011
la gente non ascolta mai. semplicemente si annoia a sentire i cazzi tuoi, si vede benissimo. Lasciali parlare e stanno ore, parli tu e si disinteressano in trenta secondi scarsi.
io non parlo quasi mai, infatti. alla fine conta poco ciò che pensano di me o della mia vita.
frequento anche poca gente. Un amico sposato e con tre figli collega di lavoro, il vecchio prof che adoro ed è come il padre che non ho mai avuto, gli studenti. Molti studenti, a dire il vero. Sono forti, alcuni e andiamo a cena insieme spesso.
sono stato troppo in giro in passato. feste, festini, rave... ho pisciato al sert per anni per questa vita e ho passato troppe notti con sconosciute/i che non ricordo nemmeno. Pessima abitudine, alla fine non ti da nulla. Mi sono fatto anche un annetto in una comunità, spedito a forza dalla Genitricia dopo che mi aveva beccato nel parco della villa in acido, di notte. Il vecchio prof mi ha aspettato, ha avuto fiducia in me. L'unico che ha capito.
essere nobili viziati è uno schifo. ricevi soldi in cambio di tate, freddezza e psicofarmaci. Mia madre mi drogava già da piccolo perchè era convinta che avessi qualcosa che non andava.
A otto anni l'ho sentita dire a una zia che avrebbe preferito che fossi un pò meno bello ma più sveglio. Da allora non le parlo quasi mai. Sveglio credo di esserlo sempre stato, solo che lei non capiva un cazzo.
sai cosa? Fr è molto forte, la donna più dannatamente forte che abbia mai conosciuto, ma ha dei lati così fragili a volte che fa paura. basta un attimo e cambia tutto. devi saperlo vedere perchè lo nasconde bene. Non chiede mai aiuto e devi essere tu a proporti... le sto insegnando proprio che deve chiedermi aiuto. Può farlo, io ci sono. magari non la chiamo mai, ho sempre il cell spento, magari me ne vado a Praga e a berlino e poi a Maastricht, ma ci sono. Voglio esserci ed è la prima volta che mi interessa fare parte dei casini di qualcuno. Amo le sue fragilità, la rendono meno dea e più umana.
l'altra notte ballava sul letto cantandomi islam punk. l'ho amata alla follia perchè mi fa ridere come mai ho riso nella mia vita. Una donna che ti fa ridere e fa l'amore con te così, ti ascolta, ti aspetta, ti capisce è talmente incredibile che ogni giorno sono stranito. dov'è l'inghippo????
Insomma, è una bella cosa. Non credevo, non ero pronto, ma come te aspetto e vedo cosa accadrà.
Io l'ho trovata a quasi 40 anni, tu a 22. Sei fortunato. o forse no.
non pensiamoci.
non pensiamo e basta
mi piaci, sei grande.
31 Marzo 2011
Fanculo a tutti.
Pensare sempre agli altri, altri che invadono il mio spazio vitale, che mi soffocano.
Sempre questa sensazione, da che mi ricordo di essere al mondo.
Mi ricordo di mia madre che mi soffoca di attenzioni, di amici che mi cercano e mi vogliono lì presente, ma io, Fr, non sono quasi mai presente.
Che significa che tutti devono necessariamente entrare in contatto con il mondo interiore?
Io ho il mio interruttore personale, qualcosa che non controllo nemmeno più di tanto, che si accende e via tutti.
Difesa
Necessità
Ha importanza definirlo?
Succede da sempre.
Ti ho già scritto che ogni intromissione di fatto non autorizzata da sguardi o gestualità precise viene vissuta come invadenza inaccettabile.
L’unico motivo per cui tu sei qui con me è perché non ti ho mai vissuta come invadente.
Ho il mio mondo del cazzo, i miei pensieri e se sto con te a parlare seduti a un tavolo al bar Torino che vadano affanculo tutti perché è quello che voglio.
Sono intransigente, assolutamente intollerante a tutto quello che non sia una mia precisa volontà.
Odioso, lo so, ma sono così.
Me ne vado, sparisco. Più sei stato invasivo più diventa eclatante e immediata la fuga.
Me ne fotto di ferire chi abbandono.
Cazzo.
Lo dico proprio a te.
Mi ricordo in questo momento che sarebbe opportuno essere dotato di sensibilità. Almeno in questo caso.
In fondo sono appena tornato da una fuga da te che mi si è ritorta contro trasformandosi nella mia più gloriosa sconfitta, nella ammissione di Dominique che Dominique ha assoluta necessità di vivere con Fr.
Sono così addestrato alle fughe, anni di penoso e delirante addestramento, che ho semplicemente confuso i miei sentimenti per te per qualcosa di incontrollabile.
Uhm. Sono incontrollabili, in effetti.
Piccola mia, capisci la confusione, accidenti. Voglio dirti che se sono scappato da te non è stato per intromissioni non tollerabili, ma per paura di non controllare. Io controllo sempre tutto, tutto.
Mi sforzo da anni di controllare perfino l’incontrollabile Puttana.
Con te mi sono dovuto violentare e lasciar perdere ogni controllo.
Scusami Fr, ma anche no. Dovrei chiederti scusa di essere quello che sono e non posso scusarmi di questo. Ma so che tu capisci.
Mio dio, ho questa cosa che penso tu capisca sempre e invece sei anche tu un essere umano e soffri.
E’ ok?
Si, lo so che lo è.
Sto facendo il coglione insicuro, Fr, dammi un calcio cazzo.
Piccola mia, tu non fumavi le Philip Morris marroni. Avevi cambiato sigarette da una settimana. Erano delle orribili Diana blu.
Sempre nel mio mondo, si. Ma guarda un po’ come mi ricordo di te!
E ti dico anche che la tua Smemo non aveva più la copertina blu, era rimasto solo il cartone grezzo. E non hai scritto, imperdonabile mancanza, che io ti ho sfiorato le dita quella volta.
Insomma, testona del cazzo, non solo ti ho invitata al mio tavolo e abbiamo preso insieme il cappuccino, ma ti ho anche preso la mano. No, dico.
Non puoi non ricordarlo, mi offenderesti oltre ogni limite perciò anche se sei in ufficio vedi di rispondere immediatamente e di dimostrami SUBITO che ti ricordi anche tu.
Idiota.
31 Marzo 2011
"non mi far pensare a quando ritornerò alle scopate da quattro soldi."
Sei peggio di me. Io sono scappato via a Praga ma tu dai già per scontato che finirà. Forse no.
Un pochino bisogna crederci, dai. Proprio perchè ti prende così ed è sesso meraviglioso.
Dice molto, il sesso. Quando fai l'amore sul serio è talmente bello da farti sentire completamente fatto per giorni. E' talmente difficile trovarti alle perfezione con qualcuno che quando succede non devi già pensare che finirà, devi solo goderti l'attimo.
Non la inviti a casa tua. ci stavo pensando. Non ti sei lasciato andare del tutto? E' una difesa contro la routine? forse semplicemente lo farai fra poco.
vedere la camera di qualcuno è entrare nel suo intimo ed è rischioso. Io non invito mai nessuna da me, è il mio mondo perfetto, il mio territorio. ho dormito in molti letti, ma poi me ne venivo via rapidamente. Ora condivido la mia casa per qualche ora e non è un problema, anzi, mi fa piacere che ci sia lei. rende la mia stanza ancora più perfetta.
Anche perchè non sposta nulla e non mi pulisce nulla.
Ma la tua cà non si scompone se dormi da Fr? O se pensi di andare in vacanza con lei quest' estate? di solito i rapporti si rovinano a causa di queste gelosie.
Io e Fr non siamo gelosi, ma non credo sia la norma. Il suo ex è terrificante da questo punto di vista e causa non pochi problemi.
ieri sera è piombato all'improvviso e francamente mi fa girare i coglioni perchè quando c'è lui non so mai come va a finire. urla, mani addosso... e io che sono lontano e invisibile.
proteggere la propria donna è un istinto troppo forte. Non so quanto ce la farò a resistere.
Sei uno che spacca. Sei un grande! Fr mi ha detto delle gare, è bellissimo. Si, goditela questa vita!!!
vado in università, ho dei pallosissimi colloqui per la sessione degli esami. Siamo in piena sessione, purtroppo...
30 Marzo 2011
Questa è una mail di rimprovero, piccola mia.
E’ veramente opportuno che adesso tu prenda del tempo per te. Rilassati e rifletti sul fatto che non stai vedendo le cose in modo lucido e oggettivo.
La logica non la considero nemmeno quando si tratta di te.
E non è un complimento, credimi.
Merda, invece lo è.
Non ti rendi conto che sei proprio tu che hai il potere delle cose. Sei il fottuto centro di gravità del tuo stesso impero. Crei, distruggi. Lo vedi?
Se ti siedi sulle scale con un libro in mano e ti fissano, fanno bene.
Tu, nella tua testolina viziata dal tuo stesso pensiero, rifletti solo sul fatto che ti fanno sentire diversa e ti isoli. Bene.
Ora fai un passo indietro e guardati. Una persona che legge un libro manda, prima di tutto, un messaggio chiaro: non disturbatemi, sono nel mio mondo.
Soltanto dopo chi ti vede può riflettere sul fatto che stai leggendo un libro in un luogo dove tutti stanno chiacchierando o comunicando fra loro in qualche modo. Libro, cultura, stranezza. La cultura è strana, sembra una roba d’élite. Un libro, per chi non legge, equivale a cultura.
Per chi legge un libro è solo un libro. Tempo, pensieri, magari anche un libro di merda. per chi ama i libri, un libro è solo Vita. Niente di che. Sono gli altri che lo guardano come un oggetto a cui dare mille altri significati oscuri.
Un libro in pubblico, ci vuole sbattere in faccia che lei legge e noi no?
L’ottanta percento della gente pensa questo.
Mi sono perso, come al solito.
Ok, guarda al messaggio primario: sei un mondo a parte. Lo sei perché lo vuoi tu.
Se tu posassi il libro, scendessi quelle scale e ti mischiassi a loro avresti dei contatti, dei sorrisi. Lo sai fare.
Se non lo fai è perché non ti va.
Inutile stare a far caso alle occhiate della gente, fottitene. Una volta che hai capito che sono nelle tue mani, fottitene di loro. Sono solo il tuo passatempo, un tamagochi.
Non è cinismo, ok? Pensaci. Sei sufficientemente intelligente da capire che reagiscono sempre con risposte standardizzate. Scommetto che se vai da una mamma e chiedi quale è sua figlia e poi dici anche uh, brava, pattina bene, questa mamma inizierà a chiacchierare con te. Sorridendo. Ti chiede di tua figlia, conversazione che va avanti, magari ti farà anche piacere se ti dirà che Dè è bella, brava.
E’ ovvio.
Se vai da una mamma e ti metti lì in silenzio ma sufficientemente vicino da creare una connessione umana, ti parlerà per prima. Basta che la guardi tre volte. Massimo quattro.
Non vale solo per le mamme, vale con qualunque persona stia facendo la tua stessa cosa nello stesso momento.
Si crea quella connessione momentanea che ti fa sentire che puoi trascendere quel certo educato distacco dal tuo prossimo e potete parlare. Il tutto limitato alla contingenza, chiaro.
Non mi sento molto efficace oggi, ma spero tu riesca ad andare oltre alle parole in sé per capire Dominique. Stasera sarà dura e non so perché.
No, penso di saperlo. Ma non ho voglia di dirtelo adesso.
Piccola Che, la verità è semplice. è a te che non va, sei tu che ti senti diversa e stai dando troppo cervello a chi di cervello non he ha molto. Popolo bue, reazioni prevedibili. Blando sollazzo del bisogno di socialità per chi ama l’isolamento mentale.
Ho bevuto troppa acqua. Vado in bagno.
Chissà se la sensazione di dover pisciare è uguale in maschi e femmine. Intendo fisicamente. Uhm, era chiaro. Vado.
Noi élite stiamo proprio bene. Ci innalziamo dalla massa, la vediamo per quello che è, fa male ma è sempre meglio la verità, no? Le élite stanno sempre bene e quando riconosciamo qualcuno come noi siamo felici.
Ma alt.
Non vorremmo mai che tutti fossero come noi. Noi pensanti non vogliamo un intero mondo di pensanti. Ahi. Ci toglierebbe il sale della vita. Tutto il gusto è essere élite.
Sono un dandy, piccola mia. Non posso prescindere da questo.
Quindi sii felice di essere quello che sei.
Meno seghe mentali, più sorrisi. I sorrisi portano a grandiose scopate mentali. Infinitamente più soddisfacenti delle seghe.
Detto da me sembra blasfemia. Ci credo sul serio, Fr.
Questo caminetto lo adoro. L’idea delle due poltrone alla Sherlock Holmes è stata azzeccata. Senza modestia posso dire di essere un eccellente arredatore. Certi cliché sui gay temo siano appropriati.
Seduti su queste poltrone di velluto, facciamo i dandy, io e te. Mio compagno di chiacchiere e sollazzo dell’anima. Lo so, sei una femmina. A volte tendo a dimenticarlo.
Questo è un complimento.
Le donne in genere sono fastidiose. Molto. Mosche del cazzo che ti ronzano intorno con quel rumore che ti penetra il cervello.
Ansie, nevrosi, tragedie, ormoni, trucco e tacchi, voce alta, troppe risate stonate. Io le femmine troppo spesso non le sopporto. Stronze che non siete altro, sapete capirci meglio di quanto noi non facciamo con voi eppure siete delle merde più di noi.
Per questo tendo a dimenticare che sei una femmina. Per me sei un grandioso compagno di chiacchiere e una donna meravigliosa da scopare.
Prendilo come un complimento anche questo e non spaccarmi con la forma. Scrivo quello che mi viene e i miei pensieri non li infiocchetto per te. Per nessuno. Ho il vantaggio, con te, che sono certo che capisci.
E mi viene in mente: nella fricassea devo mettere il tuorlo e basta o tutto l’uovo?
Vedi di rispondere veloce almeno a questa domanda, altrimenti mi tocca chiamare mia madre. Capisci bene che non è assolutamente il caso di costringere il tuo uomo a un tale supplizio.
Ok, no. Ho ancora da scriverti ma devo cucinare.
Fanculo, ho chiamato mia madre. Noiosa pedante velina della terza età del cazzo. Sono convinto che quando va dai dottori si mette il suo vestito più bello, valletta sorridente di immaginari tumori o crisi cardiache. Dieci fottuti minuti di merda per dirmi una stronzata. Non mi è venuto in mente, potevo controllare su internet. Diavolo, se sono vecchio. Mentalmente sono rimasto al commodore 64.
Non guardare me. Io ti dico del mondo, ma faccio cagare. Faccio il profeta del cazzo ma la mia vita non segue i parametri mentali che mi sono creato.
Il problema è questa disconnessione di fondo fra me e la realtà.
Siamo noi che creiamo il mondo che ci circonda, non viceversa. Siamo assolutamente in grado di cambiare la realtà basandoci sui nostri pensieri e le nostre azioni. Possiamo creare reali cosmogonie semplicemente con il pensiero, partorendo realtà-riflesso della nostra mente.
Io non sono connesso da tempo. Forse nemmeno lo sono mai stato. Quello che creo rimane incastrato fra la coscienza e l’agire. Non vedo la realtà quando interagisco con essa. La vedo solo se siedo lontano. Non troppo, ma lontano.
Siedo?
No, non sto mai seduto a leggere la realtà. Cammino sempre.
Leggere. Ecco, per me la realtà è come un libro. La prendo in mano e la leggo, ma non la vivo. Questo mi impedisce di essere reale ai miei stessi occhi. Non mi riconosco.
Ogni essere umano ha dei bisogni primari per essere felice e da questi non possiamo prescindere. Uno di questi è, visto che siamo animali sociali, essere riconosciuti dalla società. La società è lo specchio che riflette l’idea stessa che abbiamo di noi.
Io non rifletto un cazzo. Mai. Ma tu si. Anche Nanni. Nanni più di tutti.
Scrivo e penso da coglione, mi dispiace. Oggi non va.
Non mi fare incazzare, sei una meraviglia, tu. Quando ti senti triste perché ti fanno sentire diversa mi incazzo. Sprechi le tue energie. Dovresti incazzarti con te stessa perché non riesci a essere davvero diversa.
Fallo fino in fondo.
Il profeta del cazzo ha parlato, tutti in riga. tutti ovvero tu.
Ho detto che la realtà è il riflesso della nostra mente.
La società è lo specchio che riflette l’idea che abbiamo di noi.
Se non sei felice, piccola Che, devi cambiare l’idea che hai di te e cambierà la tua realtà sociale. Starai bene perché avrai ciò che comunichi e comunicando crei opportunità. Per cambiare l’idea di te finiscila di girare intorno agli stessi pensieri obsoleti e noiosi e osa volare più in alto.
Vai dove l’altezza toglie il respiro, abbi il coraggio di guardare con le vertigini dentro e vedrai come riuscirai a entrare in contatto con te stessa.
Quando sarai tornata vedrai tutto in modo diverso. I pensieri che credevi assurdi diventano reali, hai già cambiato la tua realtà, piccola Che.
E saprai esattamente cosa fare di te. Dai, manca poco, sono sicuro che ci sei quasi. Dominique adora avere l’onore di esserti accanto, sempre.
Dominique si è interrotto prima, non spaccategli le palle.
Mi correggo, Dominique non si è fermato prima, Dominique è andato oltre. Il profeta non è colui che vive, ma è colui che pensa. Mai visto un profeta finire bene. O matti o uccisi.
Penso che mi ucciderò da matto. Ma in modo elegante, credimi. Nessuno scempio di me e del mio cervello. Sarò matto simpatico e morto bello.
Fanculo a tutti.
Ah, stasera non va perché non posso venire da te, ma era chiaro. Mi sto sul cazzo, Fr. La gelosia mi deprime. Lo riconosco come un impulso irrazionale, non dovrei farmi fagocitare.
Esco.
Me ne vado a San Miniato a vedere un po’ Firenze ironica. Devo ridere di me, piccola mia, con questi morti che ne sanno più di tutti questi che respirano la mia aria.
Poi torno. E starò bene.
Sei mia. Mia. Mia. Ciao. A dopo.
Ah, metacomunicazione: lo so che leggerai questa mail ancora prima che io sia uscito, ma ti chiedo il favore di non rispondere. Ho bisogno di solitudine mentale e fisica. Ti chiamo io quando ne ho voglia, dopo.
E lasciamo perdere il fatto che ho voglia di scopare con te. Questo è frustrante. Merda.
30 Marzo 2011
come ci vedono?
Non mi vedono molto. Mio padre praticamente mai perchè ci stiamo cordialmente sui coglioni, ce lo siamo detto anni fa ed è meglio non fare finta.
come mi vede mia madre, la genitricia: un quarantenne gay che non le darà nipoti e per questo la fa disperare. Però si è creata un suo mondo ed è molto felice che io sia omosessuale perchè va molto di moda. lo dice con fierezza alle sue amiche anche se le ripeto da tre anni che non è vero. la sua risposta è sempre quel sorriso idiota senza senso che vuol dire "tranquillo, amore mio, mammina ti capisce" e come al solito non capisce un cazzo.
Comunque gay lo sembro davvero. lineamenti dolci, capelli lunghi, alto ma magro e vesto solo di nero con l'immancabile sciarpina di seta nera da venticinque anni.
Wow. In 38 anni mai fatto l'amore così. Sono ancora sotto shock
Mi dispiace un pò partire, ma ne ho una voglia matta.
Sto finendo il libro che metto insieme da due anni e non vedo l'ora. Mi servono ancora tre o quattro fonti ed è fatta.
29 Marzo 2011
Ho orari un pò assurdi in effetti. Da vent’anni preferisco stare sveglio di notte e dormire dalle sei, sette di mattina. Finito il liceo ho iniziato a fare come mi sentivo ed è venuta fuori questa vita strana.
Sono stato viziato da questo punto di vista, visto che i miei mi hanno dato un posto dove vivere quando avevo sedici anni e non mi sono mai stati tanto dietro.
Arrivo un pò tardi da Fr, stiamo insieme qualche ora e poi lei deve dormire. Mi dispiace andare via, quindi resto accanto a lei a fare le mie cose anche se dorme e me ne vado sempre prima delle sei e mezza. Sembra folle, ma si adegua perfettamente ai nostri ritmi di vita e ai suoi figli che non sanno nulla.
Io e te ci conosciamo proprio quando entrambi stiamo provando qualcosa di nuovo, di indefinito ancora.
No. Sono sincero, dai. Non è indefinito per me. Non più dopo questo viaggio a Praga e berlino.
E’ bene che cominci ad accettare che è capitato anche a me. Vogliono chiamarlo innamorarsi. Ok, mi adeguo, ma lo dico qui e solo in questo istante.
Ho passato la vita ad evitare accuratamente coinvolgimenti non graditi e proprio ora che mi ero abituato incontro lei. Non l’ho presa molto bene inizialmente.
Lei la ricordavo come le migliori scopate della mia vita, una specie di mito inossidabile, ma negli anni mi ero anche detto che è facile pensarlo quando si ha diciassette anni e gli ormoni a mille. Mi piaceva e sono scappato senza una parola. Non mi venivano, le parole. Come si fa a parlare quando sei assolutamente fatto di qualcuna a quell’età?
Quando l’ho rivista era diversa, ma era lei. Con la sua mente e la sua storia un pò pazza. Mi ha preso più di allora, perché c’è tanta vita in più dietro le spalle. Mi piace come ragiona, mi piace la donna che è diventata, mi piace che sappia di cosa parlo ma che abbia ancora da imparare e da condividere. Dove la ritrovo una donna che mi capisce se parlo in latino e poi mi fa impazzire a letto?
E l’ammiro molto, cosa da non sottovalutare. Cresce da sola questi tre bambini fra mille problemi e si gestisce una grande e difficoltosa famiglia allargata. Fanno tutti riferimento a lei, sempre, è come se Fr fosse il centro di gravità e tutti che le ruotano intorno. Si fa un gran culo, molto più di quanto la sentirai mai ammettere, e non posso che stimarla infinitamente perché comunque mantiene il sorriso e l’allegria. E’ forte, la mia donna.
Ti ha detto che il suo amico gay, Andre, le aveva chiesto di fare un figlio con lui due mesi fa? Doveva partorire e darlo ad Andre e al suo compagno e lei senza pensarci ha detto subito di si.
Mi ha fatto incazzare perché non pensa alle conseguenze, ma sono rimasto senza parole quando mi ha detto che aveva la possibilità di realizzare il sogno di un altro essere umano e questo non aveva prezzo.
Era una stronzata e per fortuna il dottore glielo ha vietato perché non può reggere un’altra gravidanza con tutti i problemi fisici che ha, ma in ogni caso mi ha fatto vedere la cosa da un’altra prospettiva, la prospettiva dei puri, di chi non si preoccupa di se stesso ma solo degli altri.
Mi sta insegnando molto, Fr. La mia solitudine adesso mi sembra una fuga da tutto e sto rivedendo molte posizioni.
Nanni, una donna che non mi dice nulla se mi alzo e scrivo per ore, anzi… mi guarda come se fossi l’intero universo… come posso lasciarla andare via?
Domenica sera parto per Maastricht, visita alla University e ad alcuni nostri collaboratori. Il vecchio prof si è incazzato non poco per la mia partenza improvvisa di due settimane fa e mi ha detto che se ho tanta voglia di fare il matto è bene che rifaccia le valigie e mi dia da fare seriamente per le nostre ricerche. Questa volta mi tocca chinare il capo, ma mi fa piacere. Con il carattere che ho non lo ammetterò mai con il vecchio e farò sempre la faccia annoiata, ma non vedo l’ora. Sono anni che voglio andare là, ci sono libri che voglio sfogliare di persona, mi servono molto. Una settimana, poi torno. La sete di conoscere non mi abbandonerà mai e ho sempre una fretta esagerata di consumare un libro, come se non avessi tempo dopo. In effetti ho sempre fretta di consumare tutto.
Ci pensi mai a quando sarai vecchio? A me non riesce focalizzare niente. Come se non dovessi invecchiare mai. Non mi ci vedo a sessant’anni, ecco tutto. E nemmeno oltre. Da sempre.
Sono felice che tu venga qui a Firenze. Fatti portare in giro per il centro, di notte. Se vi sedete su Ponte Vecchio a chiacchierare sarà una bella serata.
Torno a leggermi per l’ennesima volta Joyce, in attesa del messaggio che mi avverte che ha messo a letto i bambini. Poi vado… Buona serata amico mio.
28 Marzo 2011
Oggi sono allegro.
Donna! Sono allegro perché qualcuno ha pensato di lasciarmi lo yogurt nel frigo.
Mi sono svegliato da poco, molto rincoglionito.
Sai che non mi guardo allo specchio, ma certe cose non è necessario guardarle. Lo sai quando non stai bene. Credo di essere inguardabile. Questo mi mette dannatamente di buonumore.
Vado in cucina ed è un disastro. Sono il dio del disordine. Mi adoro e mi rifiuto di pulire, oggi.
Apro il frigo e scopro che la mia donna l’ha rifornito del mio yogurt.
Mi inchino a cotal dolce pensiero, mia signora. Hai reso il mio detestabile risveglio assolutamente perfetto.
Pausa. Vado a farmi una doccia.
Non so perché vado via e non ti invio la mail. Ha poco senso, forse, una mail dove blatero di yogurt e allegria, ma ho deciso che oggi me la voglio prendere comoda, anche con i pensieri.
Penso a quello che ho al momento e mi sento un uomo davvero ricco.
Ok, SONO davvero RICCO ma sai cosa intendo.
Ho te. Cazzo, solo questo pensiero mi fa andare in tilt tutto il sistema.
Ho il tuo bambino. Lo adoro. E’ un agitato spaccapalle ma vorrei poterlo crescere come un maschio pensante. Così, giusto ogni tanto qualche concetto buttato nel cervello. Poi se lo ritrova da grande.
Non è presunzione. Non penso di avere molto da insegnare, ma ho avuto la disgraziata sfortuna di vedere molte cose di questo mondo e vorrei trasformare questa mia attitudine di maciullare costantemente realtà per renderle positive per qualcun altro. Mi spiego, piccola Che?
Se sono stato un coglione io vorrei non lo fosse lui. Molto molto riassunto.
Merda. Mi sto già annoiando di me.
Ti chiamo. Me ne fotto se stai lavorando.
Prima però mi mangio un altro yogurt. Il mio stomaco funziona di nuovo bene, così anche i reni. Grandioso. Vedi che è una giornata bella? Quando un uomo digerisce e piscia da dio va già bene. Cosa cazzo mi serve di altro?
Una cosa.
Ma sei a lavorare. Ok, ti chiamo. Lo yogurt me lo mangio dopo.
Sei una cazzo di stronza tentatrice.
Lascio da parte volentieri la filosofia e i pensieri pesanti per te. Discutere con te di pratiche sessuali in modalità Spock è afrodisiaco. La logica e l’ironia sono i migliori afrodisiaci, sempre convinto.
Sono decisamente del partito fare e non parlare, ma visto che sei in quell’ufficio mi adatto volentieri.
Programma della mattina:
Primo: finisco di arrotolare i cavi perché ci ho inciampato sei volte in mezz’ora. Imbarazzante. Mi sento un adolescente alla scoperta del suo nuovo corpo nella dimensione spazio-tempo. Secondo me mi verrà l’influenza.
Oppure sono un coglione e devo rimettere i cavi a posto. Eh, infatti. Era il primo punto del programma.
Merda, questa erba è grandiosa. Sono già fatto di mattina presto. Per me è presto, ma mi rendo conto che fra un po’ esci dal lavoro.
Col cazzo metto a posto i cavi. Devo finire il canto dell’Iliade sullo scontro fra Ettore e Achille. Immenso. Fr! Immenso!
E’ un Achille trasfigurato dal dolore. Muore diverso. Muore Uomo, forgiato dal lutto, spezzato dentro. Non riesco a immaginare un dolore più grande del tuo amore che muore. Credo si capisca in un solo istante quanto siamo deboli, soli, vuoti. Un dolore che non si può immaginare, figurati sopportare. Si muore d’amore? Secondo me si. Io, dentro, morirei se tu non ci fossi più. Non sono solo parole, credimi. Mi farei subito uhm ok, lascio stare.
Avere le palle quadrate è roba per Mel Gibson.
Le mie temo di averle consegnate a mia madre in cambio della mia libertà. Me le riprendo quando me ne vado prima di lei, lasciandole nobili lacrime ipocrite che verserà su una lapide inesistente. Cambiamo registro, va. Mia madre semina merda anche nei miei pensieri, oltre che nella mia vita di maschio unico e obbligato a sensi di colpa pro-valium. Potesse mi cambierebbe completamente. Le lascio la soddisfazione di farlo quando sarò morto. La ragione dei bischeri, no?
L'unico vero uomo è Paride. Siamo preda dei nostri istinti, delle passioni, ogni uomo ha fatto un sacco di stronzate in nome delle passioni. E siamo deboli esattamente come lui. Deboli e paurosi. Paride è il mio preferito, non Ettore o Achille. Mi tiro fuori dall’eterna disputa che divide gli ettoriani dagli achilliani. Io sto decisamente con Paride. Che detto fra noi alla fine è il migliore, perché uccide l’invincibile Achille e esce vivo da Troia. Con Elena. Capisci? Tutte queste menate dell’onore, gli amori, la patria ci hanno sempre e solo portato alla morte. Non bella, di solito.
Quello che fa vivere davvero è seguire le passioni. Anche le più idiote. Almeno siamo fedeli a noi stessi e non a ideali preconfezionati. Se facciamo cagare, facciamo cagare in modello unico.
Però capisco che sia necessario che una donna debba parteggiare per Ettore. Il mondo va avanti grazie a voi, bene che pensiate che esistano uomini come lui.
Queste cazzate che vi bevete fin da bambine ci danno la possibilità di scoparvi. Quando capite che sono stronzate e siamo tutti infiniti Paride o Groucho o Eugene è troppo tardi, ce l’avete già data.
Vedi bene quanto sono allegro stamani. Mi dispiace per te perché questo mio stato d’animo si traduce in voglia di becchettarsi. Donna, mi diverti.
In ogni caso sai perfettamente che sono serissimo e realmente penso che vi mangiate nuvole dalla culla.
Carine che siete.
Non vi vedete la clitoride (Jacopo Fo docet sul femminile del) e sublimate la sua assenza con sogni afrodisiaci. Io, in quanto maschio, lo vedo bene cosa ho fra le gambe. Pochi voli mentali, credimi. Seghe più che altro.
E rido perché mi ricordo la voce che si era sparsa a scuola sul tuo comitato. Te e la Francesca Morelli che create il Comitato delle Donne. Uhcazzo, chiaro che veniamo subito a vedere cosa sia.
Si, anche Dom che si bacia con i maschi.
Prima riunione: I Dialoghi della Vagina.
Lettura del capitolo sulla masturbazione femminile. Di gruppo. Sguardi fra voi ragazze, erezioni poco opportune fra noi uomini.
Siete idiote o cosa? Siamo adolescenti con gli ormoni a mille e di cosa parlate, voi?
Mi stupisco, Franci, che osi ancora rinfacciarmi di aver fatto sesso con te senza nemmeno averti parlato. Cazzata. Abbiamo parlato per tutta la riunione. Continuamente e mi hai sfinito porca puttana. Scoparti è stato il minimo. Riscoparti, perfetto.
Cani di merda. Hanno cagato sui cavi. Ci ho messo mezz’ora a pulire. No, rettifico. I primi dieci minuti mi sono rollato e fumato una canna per trovare la forza per vincere la fatica di pulire. Mi viene da ridere, avrei dovuto mettere a posto i cavi e invece stavo scrivendo a te.
Dovrei rivedere le mie priorità, non mi va che tu sia in cima alla lista.
Mi declassa a uomo innamorato.
Mi dispiace per te ma io sono molto più di questo. Sono Dominique Innamorato di Fr. Cazzo se è diverso. E siccome tu sei una persona speciale la tua specialità mi abbraccia continuamente e divento speciale anche io. Diavolo ho scritto? Non ci ho capito un cazzo.
Colpa tua per i cani. Non perderti in chiacchiere e corri al prato. Sushi? Ok, sushi.
Fanculo piccola Che, sei troppo dentro.
Ciao
Dom,
il figlio illegittimo di Vampire Hunter D e Georgie.
Per la figlia illegittima di Baoh e Lady Oscar (la più spettacolare donna dei cartoni. E con questa ho detto la mia più grossa gayata della storia. No, il fatto che adoro la Straisand le batte tutte. )
:D
ah, mentre vieni in qua risolvi:
80
70
16
6
11
elementari?
se non indovini mi pulisci la cucina
se indovini ti insegno quel passaggio stanotte. Giuro.
28 Marzo 2011
cosa è la normalità?
Mi annoio perchè quando finisce il click del sesso è finito tutto per me, da sempre. Anzi, spesso non comincia nemmeno.
Storie? Mai. In quarant'anni quasi! Sfortuna, misantropismo, cinismo. mah. Non me lo chiedo nemmeno più.
quando il sesso diventa scontato, facile e abbondante probabilmente si perde di vista il romanticismo, quel romanticismo che ti fa pensare di essere innamorato
odio con tutto me stesso il ti amo. Non vuol dire un cazzo.
ti amo lo dicono tutti, continuamente. Una frase così abusata non può rispecchiare i miei sentimenti. Ti amo si dice alla donna che vuoi accanto ma io non voglio donne accanto.
Voglio chi accanto non è, chi ha la sua vita e non vuole mischiarla con la mia. Io sono io e non voglio perdermi dietro alla routine di un rapporto che finirà per stancarmi.
Dormo di giorno, lavoro di notte, sto quasi sempre solo, detesto le chiacchiere inutili e le perdite di tempo.
Faccio solo quello che mi sento giorno per giorno.
trovare una donna che la pensa come me è stato quasi un miracolo, ma anche questo alla fine mi spaventa.
E' come se vivendo un amore lo si deteriorasse.
Fr non dice che ha più paura di me, suppongo. Ha paura perfino a dire il mio nome a voce alta e mi chiama Alieno. ma era così anche vent'anni fa, quando stavamo in silenzio e parlavano solo gli sguardi. Una storia di sguardi e sesso che adesso è un sentimento strano e forte. E' appartenersi senza appartenersi e se questo è strano per il mondo è l'unica soluzione per noi due e le nostre vite.
Sei una persona magnifica, parli come un santo dannato. troppo buono per questo mondo, troppo cinico per lasciar andare il cuore.
Eppure sei fatto di cuore.
Si, insegno.
Dottore all'università, dietro a un vecchio prof capoccia della facoltà. sono un pigro, sono rimasto sempre con lui perchè mi da la possibilità di insegnare ciò che voglio ogni anno. letteratura italiana, che significa tutto e nulla... una scelta molto ampia a ogni sessione. La contropartita è che mi tocca correggere decine di tesi, fare gli esami e fare i colloqui con gli studenti.
Buona serata. Vedi Lei? io credo proprio che verso le undici farò una capatina da Fr. Due settimane senza vederla sono state troppe...
28 Marzo 2011
Si, si cambia ma non si cambia.
Fr era così come è adesso anche a diciassette anni, quando l'ho conosciuta.
Però è anche tutta diversa. E' strano, ma penso tu capisca.
si cerca di modellarsi sul mondo e sui prototipi di vita che ci impongono ma alcuni di noi semplicemente non ce la fanno. Fr la ammiro perchè ha sempre fatto come voleva lei, alla faccia di tutto e tutti e se la cava da sola. ha pagato un pezzo alto per ogni scelta che ha fatto ma penso sia la donna più forte e cazzuta che abbia mai conosciuto.
Questa sua indipendenza per me è la manna dal cielo perchè le da la capacità di accettare tranquillamente che le nostre vite non combacino. E ti assicuro che non voglio che combacino mai.
sarebbe la fine di tutto.
Anche io mi sono sempre annoiato mortalmente. Molto sesso, niente sentimenti.
parlano e mi annoio.
Ho il mio mondo che mi è sempre sembrato più interessante e reale dei sentimenti per una donna, ma si può rimanere fregati e te ne accorgi nel tempo. Anzi, no. Cazzo, te ne accorgi subito ma lo accetti nel tempo.
spero. io sto ancora lottando per accettarlo!
28 Marzo 2011
A 22 anni ero come te, si sta di merda.
Ogni pensiero ti cambia prospettiva ma ti conferma anche che sei sempre tu. Sono troppi pensieri.
ogni tanto vorrei fermare tutto e darmi tregua.
Forse anche tu.
non cambia, anche a quasi 40 anni. sei sempre il solito coglione strafatto di idee e di scrittura che arranca maestoso. io arranco in questo mondo che non mi appartiene, ma arranco con un mio senso. Purtroppo sono diventato molto solitario. Vedo già troppa gente al lavoro.
le donne ci fottono, se trovano la strada per il trittico mente, cuore, pacco. (quanto hai ragione!!!). Siamo senza difese.
Io torno da una fuga, lo sai. Sono idiota, sono troppo preso di lei e cerco di resistere.
Scarsi risultati.
Lei è talmente fuori dagli schemi che non ero preparato ad affrontare uno sconvolgimento così intenso.
Anche tu stai prendendo una bella botta, eh...
La verità è nelle sfumature, come scriveva Bukowski... (la canzone dei folli, mi pare)
Ci sono persone che ce l'hanno nei geni, le domande e che vivono semplicemente in una totale e lucidissima follia.
Tu sei così.
Hai tutta la mia stima.
Dio, scrivi in modo assurdo, toccante e geniale. Sei scrittura assoluta.
Quelli come te o si fottono il cervello e diventano immortali, ma in ogni caso si fottono la vita succhiandone il meglio. (e il peggio).
Sentiamoci quando vuoi, mi piaci!
Fa un inchino e se ne va.
Intanto lo spettacolo va avanti.
No, non era l'attore principale.
Indubbiamente esiste un mondo interno e un mondo esterno. Indubbiamente dovete asserire che con l'adozione dell'uso del linguaggio questi due mondi si trovano a comunicare in maniera sempre più accelerata. Quante più parole nuove assimiliamo fino al raggiungimento di una comunanza di linguaggio universale parlato tanto più questo rapporto mondo interno mondo esterno si riempie di imput dovuti alla velocità di risposta da un mondo all'altro. Pensate all'inizio della creazione del linguaggio parlato, piccoli versi accompagnati da tanta fatica gestuale per imprimerne l'impronta nella testa dell'ascoltatore. E percorrete in ordine immaginativo il corso dell'evolversi del linguaggio comunicato degli esseri umani. In crescendo e in velocità sempre più esponenziale stiamo arrivando a una quasi fusione fra il nostro mondo interiore e il mondo fuori in un risultato finale di caos totale. Pensate a quanti io possiede un uomo e pensate ad un ambiente dove quest'uomo riceve tantissimi imput: impazzirebbe. Questo avverrebbe perché ad ogni imput esterno corrisponde un imput interno che si adegua alla domanda generando una risposta o comunque viceversa. Questo implica il sorgere automatico nell'individuo di tanti io tanti quanti sono gli imput ricevuti. In una situazione di troppi imput all'esterno e quindi caos esterno corrisponderebbe una risposta e l'adeguamento dell'individuo a ciò che è fuori generando caos al suo interno. Tutti gli individui presenti rispondono in pari misura dall'interno per quanti stimoli percepiscono dall'esterno. Il confine fra i due mondi siamo noi in quanto materia e strumento d'interazione fra imput che altri non sono che frequenze. Non facciamo altro che muoverci su piani di frequenze, l'universo è un immenso corpo vibrante e tutto ciò che vibra è il mondo per come lo vediamo, sentiamo, percepiamo. Dovete pensare all'universo vibrante come ad un colibrì che ad una velocità pazzesca sbatte le ali per rimanere sempre in volo e che se così non facesse morirebbe all'istante. Nel momento in cui noi moriamo smettiamo di vedere e percepire l'universo per come lo conoscevamo, ci fermiamo e non vibriamo più. C'è nell'universo un vibrato e un non vibrato: La dicotomia in qualsiasi aspetto della vita che ci fa pensare alla realtà come ad uno specchio che guarda se stesso.
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