La regressione dei pensieri
nessuna riflessione
non sento più carezze
questo silenzio mi stupra
sono preso contronatura
il mio culo è intriso di sangue
rivoli che come un fiume muto
cambia l'architettura delle mio retto
un'aura e miriade di angoli
una brezza cava mi intrappola
circola da un boccone all'altro
la dispersione opulenta
la cavità del culo e dei ricordi
scopo col culo questa volta provo
macchie scie e formiche con la pelle
sono in grado di camminare dentro di me
contando le cupole dei miei misteri
come sangue anale e perle di un rosario
sono Dio sono un uomo o un gay precario
faccio passi sulle lastre d'ombra
ho i pensieri invisibili ma misurati
il mio sperma sporca come terra nera
ordino i miei battiti concentro i respiri
non è naturale questo mio uccello
ora; scollegate tutti i modem
abbracciate il silenzio
bagnatevi la clito
dipendenti tossici
tossici dipendenti
spegnete i computel
questo reality è morto
lenta agonia eroina nelle vene
vita quotidiana;
volete una realtà poetica
le guide intelligenti
passeggiano nel basso
le strade sono afone
di accordi armoniosi
spreco inutili energie
porto il mio pene da un lato
il giorno è finito nel quartiere
siamo intorno a mezzanotte
senza conseguenze e tentativi
per ordinare i miei respiri
in accordi in la minore trascritti
note di memoria arpe angeliche
sul glande del mio uccello
sono preghiere vuote; acide
processioni di membri
scopano e toccano volti
scolpiscono le strade
di orgasmi regalati
la chiamerei pioggia,
ma è solo una goccia
che scivola attraverso
i contorni del battito cardiaco
improvvisamente divento ramo
legato col rame e un raggio di sole
posso sbirciarti dentro
interno al tuo sesso
testimonio una costellazione
vengo e rabbrividisco
dopo ogni erezione
come fame attraverso
grovigli di lingue straniere
nei fiati di illusione
distendo i sentimenti
sono pianeta ora;
eroso dal piacere,
duro di memoria.
solo una suoneria
tintinnio estraneo
un organo monocellulare
un pensiero inquieto
logoro con la disperazione
rido del campo filosofico
nonsenso della parola
regressione dei pensieri
sotto un cerchio pallido
nel cielo in cui ho gridato:
'Di più, di più!'
materno paterno
senza senso né parola
un momentaneo vuoto
volo e sparo al nulla dolorante
toccare il rudimentale
cerchio della creazione
nel reale senso della parola
urlo nel cratere della mia memoria;
"sono nato vibratore per curare l'isteria".
nessuna riflessione
non sento più carezze
questo silenzio mi stupra
sono preso contronatura
il mio culo è intriso di sangue
rivoli che come un fiume muto
cambia l'architettura delle mio retto
un'aura e miriade di angoli
una brezza cava mi intrappola
circola da un boccone all'altro
la dispersione opulenta
la cavità del culo e dei ricordi
scopo col culo questa volta provo
macchie scie e formiche con la pelle
sono in grado di camminare dentro di me
contando le cupole dei miei misteri
come sangue anale e perle di un rosario
sono Dio sono un uomo o un gay precario
faccio passi sulle lastre d'ombra
ho i pensieri invisibili ma misurati
il mio sperma sporca come terra nera
ordino i miei battiti concentro i respiri
non è naturale questo mio uccello
ora; scollegate tutti i modem
abbracciate il silenzio
bagnatevi la clito
dipendenti tossici
tossici dipendenti
spegnete i computel
questo reality è morto
lenta agonia eroina nelle vene
vita quotidiana;
volete una realtà poetica
le guide intelligenti
passeggiano nel basso
le strade sono afone
di accordi armoniosi
spreco inutili energie
porto il mio pene da un lato
il giorno è finito nel quartiere
siamo intorno a mezzanotte
senza conseguenze e tentativi
per ordinare i miei respiri
in accordi in la minore trascritti
note di memoria arpe angeliche
sul glande del mio uccello
sono preghiere vuote; acide
processioni di membri
scopano e toccano volti
scolpiscono le strade
di orgasmi regalati
la chiamerei pioggia,
ma è solo una goccia
che scivola attraverso
i contorni del battito cardiaco
improvvisamente divento ramo
legato col rame e un raggio di sole
posso sbirciarti dentro
interno al tuo sesso
testimonio una costellazione
vengo e rabbrividisco
dopo ogni erezione
come fame attraverso
grovigli di lingue straniere
nei fiati di illusione
distendo i sentimenti
sono pianeta ora;
eroso dal piacere,
duro di memoria.
solo una suoneria
tintinnio estraneo
un organo monocellulare
un pensiero inquieto
logoro con la disperazione
rido del campo filosofico
nonsenso della parola
regressione dei pensieri
sotto un cerchio pallido
nel cielo in cui ho gridato:
'Di più, di più!'
materno paterno
senza senso né parola
un momentaneo vuoto
volo e sparo al nulla dolorante
toccare il rudimentale
cerchio della creazione
nel reale senso della parola
urlo nel cratere della mia memoria;
"sono nato vibratore per curare l'isteria".
Commenti
Posta un commento