la sensazione di sapere è sbiadita, ha congelato il cemento per il nostro ultimo viaggio, destituisco l'idiozia con un proiettile alla nascita; ci sono troppe note negli occhi e in una faccia con la melodia mestrua di insensatezza. Il terrore dei filosofi è deteriorato, si sono rivolti alla poesia, alla rappresentazione del dolore palese come pelle di coccodrillo. Un attività di indagine insipida infinita che crea parole e parole come montagne. Io mi adagio e riposo sulla luna, il mio intelletto e i suoi versanti, sostengono morte e terrore. Mi ripeto e piango creando fontane e zampilli di vetro tagliente; parlando sottovoce alla mia assenza: soppianto ogni significato per estinguere ogni consolazione
Rappresento il non avere avendo, come un occhio all'immediato crudele
Rappresento il non avere avendo, come un occhio all'immediato crudele
Commenti
Posta un commento