gli occhi dello scimpanzè sono pieni di tristezza, riportano la mente all'interno di uno specchio atavico, un eco del passato: la schiavitù.
La stanza ora è densa di fumo e a soqquadro come la mia testa, sotto i tavolo vedo il diazepam a gocce che hai lanciato ieri in uno dei tuoi deliri. L'ennesimo episodio triste per la reattivita' moltovariabile agli psicofarmaci e l'alcool.
Non voglio portare nulla alla ribalta su nuovi o vecchi discorsi a caccia dell'ennesima scena partorita da una mente. Sarebbe toccare le corde o ascoltare il suono malato della tua ribellione che ha rinunciato ai suoi piani come una luna seduta su tre stelle; un revolver con sei proiettili e nessun grilletto.
Troppi passaggi troppo ubriaca e io sono un estraneo infatuato da te con la decadenza dei fiori o il tuo mondo di fuori. Domare la sua estinzione, afferrarla per l'esistenza respirando i marciapiedi come una dipendenza, chiamando la vita di strada: "la polpa di tutto" proprio qui, proprio tu!
La civiltà è una teoria, una griglia per la ribellione dei singoli mentre le epoche cantano e ci inebriano con la loro ripercussione e devozione al buio, nelle strade, nei passi degli ubriachi noi possiamo solo deambulare.
Apprendere, studiare significati; è un asfissia rivestita di conoscenza. Nell'esistenza questo tenero panico è così bello da chiamarsi dio.
Imparare il rumore, nasconderlo dietro la parola come un agguato, dietro una ricerca così silenziosa che si chiama disperazione.
Suonate i tamburi, imparate la profondità di un abisso, la caduta non sarà mai così morbida come credete.
Lo smembramento è sistematico, i pezzi si disperderanno e anche il tuo controllo e l'ordine se ne andranno a fare in culo. Si chiama pace?
Imparate il significato, il concetto è stato depauperato del suo senso. Sono pronto ad uccidere, le sfumature, l'illusione e la follia di questa assurda farsa che chiamate pensiero.
Si dovrebbe pensare alla vita come un jackpot!
Una grande presa per il culo che la coscienza ci ha regalato.

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