Per non morire dentro


la mia rabbia è stanca
esisto solo perchè mi sveglio
le mie membra sono esauste
scaricano ondate di tremore
gli alberi hanno un fascino selvaggio
pendono rami secchi come la mia pelle
deambulo involontario come un santo
vorrei giudicare gridare o proclamare
che la voce non è altro che un rumore finale
sono interdetto o un territorio sconosciuto
nascondo la storia ai posteri senza interromperla
queste labbra sono sinuose come la solitudine
circondale; esporale con la tua lingua nella mia bocca
vivi su di me e dentro di me come in una città amata
baciami il cazzo assaporami fallo crescere in te
la luce è una stanza sterile con voci sconosciute
sopravvivo fluttuando come un urlo
sono la barbarie dell'ignoranza
la libbro in alto come piramide di beatitudine
sono un sogno, uno specchio un miraggio
la agognata morte sacra dell'eternità
la fede creativa di un funereo sognatore
la resurrezione degli idioti e gli assoluti
sporco ombre che calpesto sotto i piedi
mi inietto il chiaro della luna
le mie vene sono accoglienti
l'agonia sovverte la follia
questo esistere non è vivere
affonda, raschia la pelle 
inghiotte si sporca
silenzio;
tu vivi con me:
per non morire dentro

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