perdonami carne
ho lasciato che ti lacerassero
perdonatemi labbra; vi ho insudiciato
lasciando che labbra su labbra
vogliose e desideranti
si succedessero su di voi..
una....e un'altra e ancora all'infinito
quasi a voler tramutare gli eventi
intesecandosi tra inceppanti:emozioni.
le mie labbra si emarginarono
spensero le luci e sbrangarono le porte,
le mie labbra senza le tue cercarono: la morte.
molte le labbra bramose; frenetica-mente
ballando nel cerchio del rito,
una ad una: nel fuoco le consumarono.

maledendo la vita;inaridite
nel loro intimo non smisero mai;
di cercare le tue...
sospese come verità,
tra il mondo fisico e metafisico
capirono che il mistero
aveva sconfitto ogni ragione.
cercando le tue labbra le mie
avevano preso strade e percorsi
non voluti dal cuore...
e quel bacio non ebbe mai
quei cuscini di morbidezza,
di luminescente via e lacerante passione
trasudante d'amore e poesia.

le mie labbra cercando le tue
parlavano sempre inteloquendo
o sproloquiando; ma intimamente
cercando le tue, nel silenzio
volevano soltanto inumidirsi
per essere assaporate dalle tue.
si evolsero al bisogno
di quella immaginata morbidezza
vestita da sapore di te,
ponderata da animata necessità
di un bacio "fatale".
misterioso,creato nel creato
sognarono un bacio,
baciando le tue: un bacio agognato

era umida la bocca;
e calda la lingua
mentre con fare maestro
sfiorando le tue ostentava il gusto.
amò il dolce sapore
che sinuoso accoglieva
nella sua dolce e impaurita bocca
per suo piacere e per delizia mia...
tutto era perfetto,caldo il rifugio
umido e protetto!!
ohh ..beate labbra.

presero coscienza poi del tatto
che confuse e incitò d'incanto
l'anima tutta al dirupo della passione.
la razionalità magicamente s'assopì
nella sua possente culla del giusto.
le mie labbra hanno cercato le tue
tutto ciò che agognarono era vivere
l'una su l'altra simbiotica-mente
con lo stesso rossetto.

a voi, mie mani: irrequite guerriere,
vi ho lasciato gelare su un cerchio
a carezzare troppe intimità,
tra umide dita di di amplessi amorosi.
a voi mie mani mio antico testamento;
asincrone e in perfetta armonia
avete generato piacere e mai paura
vi rese; nè deboli e indifese.
a voi mie mani pur frequentando posti
intimi ed erogene alcove:
restaste integre nell'oblio dell'altrui piacere.
Imparaste con dovizia essenza a carezzare
toccando note giuste con delizia e sapere,
che l'orgasmo si chinò; e si piegò al vostro volere.

e nell’espressione massima delle gesta e dei piaceri,
le mie labbra sorrisero alle carezze regalate
ma fu solo storia; le mie labbra ora piangono:
per ogni bacio sudicio impropriamente regalato.

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