La Paralisi Cognitiva
Odio coloro che mi tolgono la solitudine senza farmi compagnia.
cit. (Nietzsche)
La mia preghiera è esserci quando arriverà la fine.
Questa mia coscienza è quella di una pietra, spogliata della sua roccia, inorganica, immutabile: come fosse vita.
Nel mio baratro esistenziale, ho incontrato un uomo senza dolore, accarezzava le strade planando come senza un domani.
Era obeso di pensiero e superava in eccesso l'ovvio senza un analisi logica; aveva una paralisi cognitiva.
Era stato allevato a credere e cantare i suoi brani, a dare avanzi alle nuvole e cene alla solitudine.
La chiamava fortuna catalettica; dava ampiezza alle sue ali interiori e non misurava le cose artificiali.
Allungava le braccia, le sue dita scattavano come allarmi; egli aveva viaggiato nel profondo di sé: review, pausa, avanti, cancella.
Era ben oltre le nostre patetiche visioni; ho incontrato un uomo senza dolore; il suo sguardo svogliato: era una freccia lanciata nell'umana indifferenza.
Parlava di questo mondo; diceva che non è un mondo ordinario.
Come essere umano non avrei mai potuto riconoscere questo mondo, neppure nei miei sogni. Ma lui diceva: le creature che costituiscono questo mondo sono oltre l'immaginazione delle fantasie più sfrenate della narrativa. La corruzione delle loro forme sarebbe la vista più dolorosa, un olocausto per i nostri occhi. La sua voce mi entrava nelle orecchie come roccia fusa lungo il canale uditivo,
Le loro peggiori urla come mille grida di disperazione provenienti dall'Inferno di Dante. Il pungiglione delle loro zanne più mortale di qualsiasi creatura terrena.
Dovetti affrontare innumerevoli pericoli per la mia incolumità, quando fui costretto a lasciare la gioia dell'infanzia per incontrare i pericoli della maturità che avanzava.
E' una vita passata; nauseabonde ondate di nichilismo filtrano attraverso la mia pelle lacera, troppe porte di normalità si spalancano a a me e improvvisamente non ho paura della morte.
Questa è la via di mezzo, il velo della vita è di un tono seppia come un vocio assordante di un nulla gremito di tanto. Sorrido.
Esprimiamo gioia come l'escrezione di un veleno; il cielo deve avere solo un estremo avanti a sè. Torna sotto le tue coperte come un atomo pensante, come un illuso; o un pensiero fuori produzione.
Non ho più bisogno di risposte è folle cercarle: è come una caccia al tesoro per i pezzi dell'anima.
Come il fumo, raccolgo un elisir, una sigaretta fumata tra le strade sotto il sole; ascolto musica da matti : batte la cassa nel cemento.
Sono un anatra irrazionale, indosso le piume di prete che parla delle sue atrofie mentali; dislessica-mente: un linguaggio canonico in 4\4 dentro una cattedrale. Dimesso, debole, modesto.
Faccio ponte, improvviso onde; porto tratti di vento all'estero come architettura madre o una poesia grossolana: nel fango umido dell'irrazionale scrivo.
Seduto sull'argine di un canale, invento una lingua per l'effluvio, trasporto urla nascoste; influenzo le mie dita a coppia: scivolo contro un alone di sterpe e serpi intorno al collo.
Apro agli organi alle concatenazioni di plastica che svolazzavano nell'inevitabili superfici dei marciapiedi.
Ora volo.
Ho un drago nella bocca; una vocale nel mio profondo senza senso.
La mia è una memoria alla quale ho permesso di fiorire.
Ora; come fumo scompaio e lascio il suolo all'inetta terra.
Puff !!!
Avrei potuto scrivere una poesia, scavare un tunnel o qualcosa di più grande, moltiplicare le unità del secolo ciclico, creare un segmento nella finzione, prendere in prestito la verità come strumento di tortura e usare un sogno come ingranaggio.
Inghiottire i martiri l'interno di una nuvola, coprire gli occhi dai miei occhi con polvere di ferro; avrei potuto lasciare a voi in eredità la profezia di un pazzo. Potrei cadere in un grammo di voce, creare un abisso sopra di voi: ma non mi è concesso fare nulla.
Ore e ore poi, fisserò il soffitto; conclusione finale di significati che non esistono. Senza significato, riderò alle pareti, congelerò i vostri cuori di latta, i sogni reali che uccidono mentre tutto deambula e pende senza significato. Tornerò indietro, scrivendo a macchina, convergendo emozioni smembrate nei ricordi, scenderò lento nel parapendio del mio inferno o paradiso tattile; alternerò atto e potenza come dolce analisi equosolidale: avrò nervi tesi e tristi come falli di lattice. Calmerò isterismi manifesti.
Cadrò senza significato: è tutto ciò che mi è dato di sapere.
Diventare stupidi per i concetti e dalle parole; è più saggio bere vino: sereno e assonnato nella certezza che tutto è così privo di senso.
Oggi, domani, la mattina dopo o tra un migliaio di anni: cosa cambia.
Stanotte, ho la testa carbonizzata che rilascia catrame al suo passaggio sulle strade cementate dei ricordi. Alberi di osso nero, serpenti vasta gamma; è un triste spettacolo di pensieri che si masturbano tra loro.
Le immagini sono distorte come strade lastricate fino all'orizzonte, se alzo gli occhi mi vedo da fuori; sfuggente senza fretta: come una galassia nel nulla. I leoni bianchi sono nel dimenticatoio, i ruscelli salgono su a monte, il sole è freddo come "il non detto".
Osservo denti sparsi ovunque, sono inghiottito nel sangue nero; questo è il mio cielo notturno. Tutto gira misterioso, la mia mano è un ombra solitaria, il mio volto è la disperazione finale.
Tutto si fonde irrevocabilmente con il cuore della notte.
La realizzazione non conta nulla, che tutto è vano, è irrilevante in quanto non cambia nulla. Rimaniamo vivendo le stesse vite come prima, se non per l'eccezione di un gusto neo-acquisito o per un sadismo latente che gode vedendo l'annientamento tutto intorno.
Il ragno nella mia stanza continua a tessere la sua tela con precisione, un mandala meticoloso che non è una forma di arte effimera, ma semplicemente una capacità di sopravvivenza, che è di per sé una forma di arte effimera.
Ho notato che l'umanità ha una innata insensibilità all'oblio. Costruisce monumenti con fatica, come se ci saranno sempre gli esseri umani per tutto a testimoniare le proprie lotte e conquiste. La loro serietà è una forma di ingenuità. Nessuno incarna questa ingenuità meglio di uno scrittore.
Non possiamo essere sicuri di un animale che agisce in serietà. Esso può essere feroce, allertato, aggressivo, intento, perseverante e devozionale, ma la sua capacità di passare da intensa concentrazione a pigrizia suggerisce che in realtà non si cura del risultato delle proprie azioni. E' un orrore e fa rabbia sentire persone sostengono che la vita è profonda e inesauribile, mentre trascorrono metà della loro vita davanti a un computer o un Tv facendo finta di vivere la vita al suo pieno potenziale. Se il mondo è irreale e il sé è un'illusione, ingurgitare una bottiglia discount di whisky alle 18 di un Martedì d'agosto; non farebbe alcun danno.
D'altra parte, se il mondo è reale e il sé esiste, ingurgitare una bottiglia discount di whisky alle 18 di un Martedì d'agosto non fa alcun danno comunque.
Che bisogno c'è dell'euforia di Nietzsche per la lingua, del suo eccesso di possibilità e di contraddizioni, per i sui racconti di cose inutili.
Di che cosa abbiamo effettivamente bisogno, di un reddito sicuro e lo stomaco pieno in questo mondo moderno?
Forse una macchina di lusso e l'ultimo confort, di una sensazione puramente soggettiva; ma oltre a questo?
Non è forse del tutto irrilevante a cercare di più?
Così, nel contesto del 21 ° secolo, dove la vita è solo la vita, quando si è ricchi o poveri, possessori o posseduti, quello che è urgenza è lì per precipitare nella profondità dello sconosciuto.
Non è Zarathustra che diceva che non stiamo solo vivendo (una immagine passiva del tempo che passa), ma che in realtà, mentre viviamo lo stiamo creando?
La questione rimane latente, nascosta dentro di noi, mentre passeggiamo in un età di "comfort zone"
Abbiamo saputo così tanto dal sapere che "il non sapere" è tanto.
Solo la volontà di vivere assolve tutti dall'assurdo di questa idiota esistenza umana.
I miei versi scadevano ieri alle dodici, ho attraversato roma per avere prezzi modici, li vendevano al dettaglio.
Ho comprato me stesso, mi sono letto dentro un cesso alla stazione, la mia gola era un utero retroflesso, mandavo giù i punti e le virgole come fossero decessi. Non c'era nulla in cui io credessi, ho sconfitto tutto io sono un lutto. Vestitevi di nero colore desiderio, scavatevi una fossa che sia vostra e cercatevi un destino perché io ho già scelto il vino.
I miei terremoti sussultori richter scala sei, sono dentro la mia testa, parlate ancora di bellezza, vita e amore.
L'unicità dei versi per me è un tumore. Posso dire tutto, mi inchino al vostro lutto; sono già passato fottutamente passato. Non parlate del presente è già passato.
Sono degradato in uno specchio c'è il mio stato, ho un indice numerico eco-sumerico, un affezione clandestina alfabeto morse; lontano faccio segni muti leggo breil, mi sconvolgo di concetti e mi illumino d'immenso, tra treni e metropolitane; posti in piedi: macellazioni umane vagone per vagone. Le idee, la nazionalità, mille colori e rotte desuete e morte..
La realtà è che come vada, sono uno schiavo filogovernativo; consumo vita, profitto e d'affitto vivo. Sono assistenza e previdenza di me.
Il resto è già passato.
Questo è il labirinto delle incomprensibilità, un velo nero, l'equidistanza da ogni notte. Ma questa vita, è un fenomeno di desiderio per farci felici, inumidire clito e scaldarci tra le gambe.
Allora dormirò all'ombra dei miei pensieri, sarò la percezione del pane,
la sazietà delle emozioni orgasmiche; contro il freddo stomaco della mente.
"Sarò" il dominio cieco della materia, una catena di unità sessuale, nello spazio; nella pelle delle grandi labbra confuse.
Delimiterò i corpi, bacerò le lingue getterò via il controllo nel labirinto di questo piacere.
Se pur incomprensibile: è sul piacere che si fonda la vita.
Nessuno muore oggi per una terribile verità: ci sono troppi antidoti ad essa. cit. (Nietzsche)
In realtà siamo solo piccoli sottoprodotti, topi urlanti, cavie da laboratorio di un grande esperimento chiamato goldman sachs.
Numeri umani sbiatidi ma ben chiari a codice a barre, schiavi di un potere economico che di umano non ha più nulla.
Questo totalitarismo mai registrato nella storia ci ha degradato nei sobborghi della nostra stessa vita. Nessuno acquista più nei centri commerciali, sono loro che acquistano noi. Il nostro tempo è merce di scambio che gli alchimisti monetizzano. Le pubblicità ci guardano, le banche ci ignorano, gli stati sono solo una pastoia di inetti al comando di guerre con il nulla. L'umanità è l'ennesimo circo equestre dove nessuno si esibisce e nessuno applaude.
Siamo lo stremo di un tendone vuoto per un circo che fà spettacoli altrove. Un circo che fà spettacoli solo per sè stesso.
L'effimero puzza di insopportabilità, e l'insopportabilità è la palude nella quale stiamo affogando. Mettete una muta, comprate le maschere alla moda, imparate che la merda è solo un odore diverso. Questo mondo puzza di numeri a caso, questa razionalità umana è una scimmia che scrive la divina commedia a caso in un caldo e confortevole studio iperaccessoriato.
Se trovate un grattacielo degno di voi non esitate a volare almeno una volta.
Ora; permettetemi di ritagliare la mia strana visione del vostro inferno, lasciatemi elucubrare i vostri sentimenti come fossero nel marmo.
Ho uno shining interno che taglia tutte le verità nascoste, permettetemi di costruire la vostra essenza a colonne, una nuova cattedrale come sede di memoria, un giorno spero di ricordare l'artigiano che ha dipinto il paesaggio della vostra anima, come l'aurora di un sogno; ma forse anche questo è già passato.
La mia indipendenza è ininfluente, ciò che resta di me è solo uno spettro orgoglioso, tutto di me si riassume in meno di un'ora.
Vivere; è come avere dei limiti in un parco giochi e la poesia come la filosofia in realtà: è solo un buon tipo di legno dopo la fine.
Amo la storia perché è il secchio dove abbiamo depositato la nostra spazzatura umana.
Comincio a bruciare tutto, ho la biologia negli occhi e tutte le ossa interdipendenti tra loro, avevo creduto fosse possibile pianificare e manipolare gli organi come un sistema dualistico di tempo e di impulso. Ma l'eternità ha tre sguardi; moltiplica terremoti e taglia tutte le probabilità di vivere davvero questa vita e non sprecarne neanche un attimo.
La noia e l'idiozia hanno l'orologio e non invecchiano mai:
esautorano tutto a tal punto da sopravvivere solo i fiorì.
Pensare al tutto è inutile come pensare al nulla.
Quello che fà Dio: nulla.
Quindi il nulla è l'equivalente di pensare come un Dio equidistante.
Diffido di tutto, soprattutto delle mie certezze; amare scopare e morire: tutto si riassume in un attimo: a voi la poesia l'arte e la filosofia.
Questo è il ronzio forte che mi fà chiamare questa circostanza vita: oltre tutti gli abissi e senza finestre.
Odio coloro che mi tolgono la solitudine senza farmi compagnia.
cit. (Nietzsche)
La mia preghiera è esserci quando arriverà la fine.
Questa mia coscienza è quella di una pietra, spogliata della sua roccia, inorganica, immutabile: come fosse vita.
Nel mio baratro esistenziale, ho incontrato un uomo senza dolore, accarezzava le strade planando come senza un domani.
Era obeso di pensiero e superava in eccesso l'ovvio senza un analisi logica; aveva una paralisi cognitiva.
Era stato allevato a credere e cantare i suoi brani, a dare avanzi alle nuvole e cene alla solitudine.
La chiamava fortuna catalettica; dava ampiezza alle sue ali interiori e non misurava le cose artificiali.
Allungava le braccia, le sue dita scattavano come allarmi; egli aveva viaggiato nel profondo di sé: review, pausa, avanti, cancella.
Era ben oltre le nostre patetiche visioni; ho incontrato un uomo senza dolore; il suo sguardo svogliato: era una freccia lanciata nell'umana indifferenza.
Parlava di questo mondo; diceva che non è un mondo ordinario.
Come essere umano non avrei mai potuto riconoscere questo mondo, neppure nei miei sogni. Ma lui diceva: le creature che costituiscono questo mondo sono oltre l'immaginazione delle fantasie più sfrenate della narrativa. La corruzione delle loro forme sarebbe la vista più dolorosa, un olocausto per i nostri occhi. La sua voce mi entrava nelle orecchie come roccia fusa lungo il canale uditivo,
Le loro peggiori urla come mille grida di disperazione provenienti dall'Inferno di Dante. Il pungiglione delle loro zanne più mortale di qualsiasi creatura terrena.
Dovetti affrontare innumerevoli pericoli per la mia incolumità, quando fui costretto a lasciare la gioia dell'infanzia per incontrare i pericoli della maturità che avanzava.
E' una vita passata; nauseabonde ondate di nichilismo filtrano attraverso la mia pelle lacera, troppe porte di normalità si spalancano a a me e improvvisamente non ho paura della morte.
Questa è la via di mezzo, il velo della vita è di un tono seppia come un vocio assordante di un nulla gremito di tanto. Sorrido.
Esprimiamo gioia come l'escrezione di un veleno; il cielo deve avere solo un estremo avanti a sè. Torna sotto le tue coperte come un atomo pensante, come un illuso; o un pensiero fuori produzione.
Non ho più bisogno di risposte è folle cercarle: è come una caccia al tesoro per i pezzi dell'anima.
Come il fumo, raccolgo un elisir, una sigaretta fumata tra le strade sotto il sole; ascolto musica da matti : batte la cassa nel cemento.
Sono un anatra irrazionale, indosso le piume di prete che parla delle sue atrofie mentali; dislessica-mente: un linguaggio canonico in 4\4 dentro una cattedrale. Dimesso, debole, modesto.
Faccio ponte, improvviso onde; porto tratti di vento all'estero come architettura madre o una poesia grossolana: nel fango umido dell'irrazionale scrivo.
Seduto sull'argine di un canale, invento una lingua per l'effluvio, trasporto urla nascoste; influenzo le mie dita a coppia: scivolo contro un alone di sterpe e serpi intorno al collo.
Apro agli organi alle concatenazioni di plastica che svolazzavano nell'inevitabili superfici dei marciapiedi.
Ora volo.
Ho un drago nella bocca; una vocale nel mio profondo senza senso.
La mia è una memoria alla quale ho permesso di fiorire.
Ora; come fumo scompaio e lascio il suolo all'inetta terra.
Puff !!!
Avrei potuto scrivere una poesia, scavare un tunnel o qualcosa di più grande, moltiplicare le unità del secolo ciclico, creare un segmento nella finzione, prendere in prestito la verità come strumento di tortura e usare un sogno come ingranaggio.
Inghiottire i martiri l'interno di una nuvola, coprire gli occhi dai miei occhi con polvere di ferro; avrei potuto lasciare a voi in eredità la profezia di un pazzo. Potrei cadere in un grammo di voce, creare un abisso sopra di voi: ma non mi è concesso fare nulla.
Ore e ore poi, fisserò il soffitto; conclusione finale di significati che non esistono. Senza significato, riderò alle pareti, congelerò i vostri cuori di latta, i sogni reali che uccidono mentre tutto deambula e pende senza significato. Tornerò indietro, scrivendo a macchina, convergendo emozioni smembrate nei ricordi, scenderò lento nel parapendio del mio inferno o paradiso tattile; alternerò atto e potenza come dolce analisi equosolidale: avrò nervi tesi e tristi come falli di lattice. Calmerò isterismi manifesti.
Cadrò senza significato: è tutto ciò che mi è dato di sapere.
Diventare stupidi per i concetti e dalle parole; è più saggio bere vino: sereno e assonnato nella certezza che tutto è così privo di senso.
Oggi, domani, la mattina dopo o tra un migliaio di anni: cosa cambia.
Stanotte, ho la testa carbonizzata che rilascia catrame al suo passaggio sulle strade cementate dei ricordi. Alberi di osso nero, serpenti vasta gamma; è un triste spettacolo di pensieri che si masturbano tra loro.
Le immagini sono distorte come strade lastricate fino all'orizzonte, se alzo gli occhi mi vedo da fuori; sfuggente senza fretta: come una galassia nel nulla. I leoni bianchi sono nel dimenticatoio, i ruscelli salgono su a monte, il sole è freddo come "il non detto".
Osservo denti sparsi ovunque, sono inghiottito nel sangue nero; questo è il mio cielo notturno. Tutto gira misterioso, la mia mano è un ombra solitaria, il mio volto è la disperazione finale.
Tutto si fonde irrevocabilmente con il cuore della notte.
La realizzazione non conta nulla, che tutto è vano, è irrilevante in quanto non cambia nulla. Rimaniamo vivendo le stesse vite come prima, se non per l'eccezione di un gusto neo-acquisito o per un sadismo latente che gode vedendo l'annientamento tutto intorno.
Il ragno nella mia stanza continua a tessere la sua tela con precisione, un mandala meticoloso che non è una forma di arte effimera, ma semplicemente una capacità di sopravvivenza, che è di per sé una forma di arte effimera.
Ho notato che l'umanità ha una innata insensibilità all'oblio. Costruisce monumenti con fatica, come se ci saranno sempre gli esseri umani per tutto a testimoniare le proprie lotte e conquiste. La loro serietà è una forma di ingenuità. Nessuno incarna questa ingenuità meglio di uno scrittore.
Non possiamo essere sicuri di un animale che agisce in serietà. Esso può essere feroce, allertato, aggressivo, intento, perseverante e devozionale, ma la sua capacità di passare da intensa concentrazione a pigrizia suggerisce che in realtà non si cura del risultato delle proprie azioni. E' un orrore e fa rabbia sentire persone sostengono che la vita è profonda e inesauribile, mentre trascorrono metà della loro vita davanti a un computer o un Tv facendo finta di vivere la vita al suo pieno potenziale. Se il mondo è irreale e il sé è un'illusione, ingurgitare una bottiglia discount di whisky alle 18 di un Martedì d'agosto; non farebbe alcun danno.
D'altra parte, se il mondo è reale e il sé esiste, ingurgitare una bottiglia discount di whisky alle 18 di un Martedì d'agosto non fa alcun danno comunque.
Che bisogno c'è dell'euforia di Nietzsche per la lingua, del suo eccesso di possibilità e di contraddizioni, per i sui racconti di cose inutili.
Di che cosa abbiamo effettivamente bisogno, di un reddito sicuro e lo stomaco pieno in questo mondo moderno?
Forse una macchina di lusso e l'ultimo confort, di una sensazione puramente soggettiva; ma oltre a questo?
Non è forse del tutto irrilevante a cercare di più?
Così, nel contesto del 21 ° secolo, dove la vita è solo la vita, quando si è ricchi o poveri, possessori o posseduti, quello che è urgenza è lì per precipitare nella profondità dello sconosciuto.
Non è Zarathustra che diceva che non stiamo solo vivendo (una immagine passiva del tempo che passa), ma che in realtà, mentre viviamo lo stiamo creando?
La questione rimane latente, nascosta dentro di noi, mentre passeggiamo in un età di "comfort zone"
Abbiamo saputo così tanto dal sapere che "il non sapere" è tanto.
Solo la volontà di vivere assolve tutti dall'assurdo di questa idiota esistenza umana.
I miei versi scadevano ieri alle dodici, ho attraversato roma per avere prezzi modici, li vendevano al dettaglio.
Ho comprato me stesso, mi sono letto dentro un cesso alla stazione, la mia gola era un utero retroflesso, mandavo giù i punti e le virgole come fossero decessi. Non c'era nulla in cui io credessi, ho sconfitto tutto io sono un lutto. Vestitevi di nero colore desiderio, scavatevi una fossa che sia vostra e cercatevi un destino perché io ho già scelto il vino.
I miei terremoti sussultori richter scala sei, sono dentro la mia testa, parlate ancora di bellezza, vita e amore.
L'unicità dei versi per me è un tumore. Posso dire tutto, mi inchino al vostro lutto; sono già passato fottutamente passato. Non parlate del presente è già passato.
Sono degradato in uno specchio c'è il mio stato, ho un indice numerico eco-sumerico, un affezione clandestina alfabeto morse; lontano faccio segni muti leggo breil, mi sconvolgo di concetti e mi illumino d'immenso, tra treni e metropolitane; posti in piedi: macellazioni umane vagone per vagone. Le idee, la nazionalità, mille colori e rotte desuete e morte..
La realtà è che come vada, sono uno schiavo filogovernativo; consumo vita, profitto e d'affitto vivo. Sono assistenza e previdenza di me.
Il resto è già passato.
Questo è il labirinto delle incomprensibilità, un velo nero, l'equidistanza da ogni notte. Ma questa vita, è un fenomeno di desiderio per farci felici, inumidire clito e scaldarci tra le gambe.
Allora dormirò all'ombra dei miei pensieri, sarò la percezione del pane,
la sazietà delle emozioni orgasmiche; contro il freddo stomaco della mente.
"Sarò" il dominio cieco della materia, una catena di unità sessuale, nello spazio; nella pelle delle grandi labbra confuse.
Delimiterò i corpi, bacerò le lingue getterò via il controllo nel labirinto di questo piacere.
Se pur incomprensibile: è sul piacere che si fonda la vita.
Nessuno muore oggi per una terribile verità: ci sono troppi antidoti ad essa. cit. (Nietzsche)
In realtà siamo solo piccoli sottoprodotti, topi urlanti, cavie da laboratorio di un grande esperimento chiamato goldman sachs.
Numeri umani sbiatidi ma ben chiari a codice a barre, schiavi di un potere economico che di umano non ha più nulla.
Questo totalitarismo mai registrato nella storia ci ha degradato nei sobborghi della nostra stessa vita. Nessuno acquista più nei centri commerciali, sono loro che acquistano noi. Il nostro tempo è merce di scambio che gli alchimisti monetizzano. Le pubblicità ci guardano, le banche ci ignorano, gli stati sono solo una pastoia di inetti al comando di guerre con il nulla. L'umanità è l'ennesimo circo equestre dove nessuno si esibisce e nessuno applaude.
Siamo lo stremo di un tendone vuoto per un circo che fà spettacoli altrove. Un circo che fà spettacoli solo per sè stesso.
L'effimero puzza di insopportabilità, e l'insopportabilità è la palude nella quale stiamo affogando. Mettete una muta, comprate le maschere alla moda, imparate che la merda è solo un odore diverso. Questo mondo puzza di numeri a caso, questa razionalità umana è una scimmia che scrive la divina commedia a caso in un caldo e confortevole studio iperaccessoriato.
Se trovate un grattacielo degno di voi non esitate a volare almeno una volta.
Ora; permettetemi di ritagliare la mia strana visione del vostro inferno, lasciatemi elucubrare i vostri sentimenti come fossero nel marmo.
Ho uno shining interno che taglia tutte le verità nascoste, permettetemi di costruire la vostra essenza a colonne, una nuova cattedrale come sede di memoria, un giorno spero di ricordare l'artigiano che ha dipinto il paesaggio della vostra anima, come l'aurora di un sogno; ma forse anche questo è già passato.
La mia indipendenza è ininfluente, ciò che resta di me è solo uno spettro orgoglioso, tutto di me si riassume in meno di un'ora.
Vivere; è come avere dei limiti in un parco giochi e la poesia come la filosofia in realtà: è solo un buon tipo di legno dopo la fine.
Amo la storia perché è il secchio dove abbiamo depositato la nostra spazzatura umana.
Comincio a bruciare tutto, ho la biologia negli occhi e tutte le ossa interdipendenti tra loro, avevo creduto fosse possibile pianificare e manipolare gli organi come un sistema dualistico di tempo e di impulso. Ma l'eternità ha tre sguardi; moltiplica terremoti e taglia tutte le probabilità di vivere davvero questa vita e non sprecarne neanche un attimo.
La noia e l'idiozia hanno l'orologio e non invecchiano mai:
esautorano tutto a tal punto da sopravvivere solo i fiorì.
Pensare al tutto è inutile come pensare al nulla.
Quello che fà Dio: nulla.
Quindi il nulla è l'equivalente di pensare come un Dio equidistante.
Diffido di tutto, soprattutto delle mie certezze; amare scopare e morire: tutto si riassume in un attimo: a voi la poesia l'arte e la filosofia.
Questo è il ronzio forte che mi fà chiamare questa circostanza vita: oltre tutti gli abissi e senza finestre.
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