Le Voci
Sono le voci
l'instabilità euleriana
che mi confonde
orti-che graffiano
il limite della mia instabilità.
Sono il decalogo del pensiero
un porco Dio sputato sul viso,
rettile eretto a pene retto
la soluzione nel difetto.
Striscia a Gaza la striscia fascista
fuggo e defeco nuotando come una biscia.
Fuggo lungo il muro di berlino
dentro un ragno mi divoro,
divorzio dal destino;sono solo.
Non cerco albe e tramonti
dentro il mare come un pesce.
Astuto-scruto-tutto-quello-che-non-ho-mai-avuto.
Come il verme nelle feci di qualunque
sono in in libera caduta ora puzzo
e dunque?
Datemi una falce e disegnerò un martello
la croce di malta mi fà meno bello.
Mettiti i tuoi panni migliori
un bacio dato in fretta ai genitori
suonano i tamburi
anni difficili davanti per tutti i figli del Duce
sono un partigiano e sarò chiaro
Se ci si abitua a tutto anche il vostro buio darà luce.
Quell'idiota è ancora vivo combatto e sbatto la mia testa,
fumo le mie sigarette e bevo in memoria di una festa;
con la merda di un passato dentro che decade:
stappo questa Ceres e il primo sorso a te fratello
ai nostri sogni e tolgo via il cappello.
Cammino tra le stelle e col tuo passo
ripenso a tutto ai i nostri sogni maledetti.
Ogni sera ceno tardi col mio inferno nella testa,
pago col sangue e con l'uccello è sempre festa,
scrivo baci di giuda perchè la mano suda;
ho un paradiso finto e gli occhi sfatti di chi è stanco.
Leggo storia etrusca sfondo i muri con la ruspa
vendo la mia testa misurata a rime
e capisco; lavoro tutti i giorni senza orario,
non ho casa;e porco Dio che disco.
Sogno corpose vaschè rubinetti ed acqua calda
ma di notte mi rapisco;sono in preda ai demoni,
un poeta errante conosciuto letto e visto.
Non sono;non sò.
Sono le voci
l'instabilità euleriana
che mi confonde
orti-che graffiano
il limite della mia instabilità.
Sono il decalogo del pensiero
un porco Dio sputato sul viso,
rettile eretto a pene retto
la soluzione nel difetto.
Striscia a Gaza la striscia fascista
fuggo e defeco nuotando come una biscia.
Fuggo lungo il muro di berlino
dentro un ragno mi divoro,
divorzio dal destino;sono solo.
Non cerco albe e tramonti
dentro il mare come un pesce.
Astuto-scruto-tutto-quello-che-non-ho-mai-avuto.
Come il verme nelle feci di qualunque
sono in in libera caduta ora puzzo
e dunque?
Datemi una falce e disegnerò un martello
la croce di malta mi fà meno bello.
Mettiti i tuoi panni migliori
un bacio dato in fretta ai genitori
suonano i tamburi
anni difficili davanti per tutti i figli del Duce
sono un partigiano e sarò chiaro
Se ci si abitua a tutto anche il vostro buio darà luce.
Quell'idiota è ancora vivo combatto e sbatto la mia testa,
fumo le mie sigarette e bevo in memoria di una festa;
con la merda di un passato dentro che decade:
stappo questa Ceres e il primo sorso a te fratello
ai nostri sogni e tolgo via il cappello.
Cammino tra le stelle e col tuo passo
ripenso a tutto ai i nostri sogni maledetti.
Ogni sera ceno tardi col mio inferno nella testa,
pago col sangue e con l'uccello è sempre festa,
scrivo baci di giuda perchè la mano suda;
ho un paradiso finto e gli occhi sfatti di chi è stanco.
Leggo storia etrusca sfondo i muri con la ruspa
vendo la mia testa misurata a rime
e capisco; lavoro tutti i giorni senza orario,
non ho casa;e porco Dio che disco.
Sogno corpose vaschè rubinetti ed acqua calda
ma di notte mi rapisco;sono in preda ai demoni,
un poeta errante conosciuto letto e visto.
Non sono;non sò.
Commenti
Posta un commento