fuggo da sempre ogni conformità, tutto intorno a me plotoni di umani vagano solitari. Io sono caduto dal cielo come una lacrima di Dio.
Questi umani sono scimmie che camminano con macchine prestigiose; la mia esperienza eidetica mi insegna a non dividere la mia strada con nessuno.
Cerco solo pareti lunghe come quelle dei cimiteri, terra che non sia contaminata da agenti cancerogeni, fabbriche di falsità in scatola abbandonate a proteggere un mistero senza senso.
Il calco della mia testa pittura strisce gialle nei contorni dei vostri confini esterni come la scena del crimine. Crea mattoni su mattoni a scrutare l'infinito che mi invade e opprime sul plesso solare.
Tutte queste parole sono un mezzo insufficiente, la vita ci cade dal collo come una collana di illuminati fallimenti: spesso annegata nell'alcool. Ubriachi di vita ci illuminiamo col suo combustibile, bruciare è essere e morire è un santuario da onorare.
Ora che un piatto di zuppa mi è stato garantito forse per giorni, la mia ambizione è quella di non fare nulla, perché tutto è inutile.
Posso stare tranquillamente stare da solo nella mia alcova dell'anonimato, i miei ideali erano illusioni emotive chiuse in un rotolo di banconote.
Ho trovato casualmente un modo per dormire e non essere versato nelle mani avide della mia città.
Ho speso tutto, tempo, emozioni, soldi e vita; mentre meticolosamente facevo il conteggio dei giorni della mia imminenza.
Ora ho una lattina di birra molto alcolica del discount e tutto il tempo del mondo per essere o sembrare addormentato.
Mi sono nascosto dentro un istante, il tempo ha spiccato il mio mandato di cattura.
La mia vita era una fotografia nelle vostre mani impropriamente fotogeniche. Sto aspettando il silenzio per la radiodiffusione delle ombre parlanti.
Nei miei dubbi, compongo un brano o una suoneria per una caduta di massa che possa guidarvi nei vostri biechi peccati.
Io; non ho peccati da rimettere a nessuno e l'astrologia è solo un altro modo per fottervi nella coscienza.
Se la terra scomparisse di colpo, non creerebbe nessun problema a nessuno.
Anche la gravitazione se ne farebbe una ragione.
Stò mettendo in autoplay le mie decisioni in tutte le direzioni, le lunghe liste di pseudo dottrine sono colme come la mia routine che cerca di rispondere a una macchina che che non sà parlare e non cerca risposte.

Le lacrime scendono verso la bocca perché hanno bisogno di un sorriso.

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