La lingua e la gola


cado come un ramoscello
un imbecille che si piega up&down
una sostanza un litio etereo
gli specchi mi ossevano sui marciapiedi
conto peso e cucio ogni ricordo
una crosta aliena pallida di luce
come un profumo ingombrante
mi avvolge per fondersi al mio membro

sono un granello di polvere senza cervello
atterro su di me catastroficamente per forare
stampo immagini ferrose tatuando la mia pelle
sono un santo e cado come un anima nuda
in posizione eretta come un odalisca pagana

non mostrarmi la tua misericordia
non scalcio per questo dramma umano
mi lascio correre a piedi nudi
per tornare alla mia origine incomprensibile

penso di afferrare il silenzio per la gola
sono stato così innocentemente incline a credere
il mondo è come un gigantesco uccello soffocante
con piume effervescenti sinuioidali
un set del cinema;
un sole dietro il panorama della conoscenza
anche se si rinasce ogni giorno sognando
gli echi della notte urlano disperati
per la sottile finzione

voi nascete
dal bordo doloroso di quattro labbra
potrete gustare le linee dell'illusione
i flussi cadaverici a gocce sulla lingua
sospirerete nel sentire logica e ragione
perché la bocca è piena di umane idiozie
un esausto cammino verso il nulla col lumino

voi che ancora non capite
una luna erotica sulle acque grigie
un corpo caldo un concetto esplicitato
presto graffierete l'aria con dita selvagge
non so perché non sò spiegare nulla oltre
un'ambiguità bella mappa per l'inizio

trascorro ore nei dubbi in soggezione
se potessi; scriverei una nuova favola meravigliosa
una retro percezione sullo specchio scuro
grossolano ronzio come autoimplosione
suonerei col violno l'innocenza ritornata
il tuono dell'acqua dai rubinetti aperti
divertente albe dopo tenebre e nubi
gli alunni vuoti di ogni luce
tazze colme di miele e senso
i massi negli occhi per non vedere
ma vomitano lontani i sognatori
atterrarano violenti
prima della beatitudine

Immaginate la terra ora;
stà scomparendo a quanto pare
dietro il sole nessuno sà di essa
tutti pronti a fare sogni animali
fare sesso senza preservativi
nelle sere senza luna
ci si sveglia senza appetito
nel villaggio dei nostri pensieri
oramai opachi; bruciati

i piedi conservano le nostre unghie
i nasi adornano e fanno feci dal viso
sotto la gola deglutiamo inetti
matite schiacciate e mosaici sul pavimento
pensierosi non contiamo più i giorni
moltiplichiamo e traduciamo senza fine
parole immagini come verità per giocare al tempo

ho un posto preferito in un museo
profumo di greco mi aggrappo ancora
alla barba di Epicuro
il marmo è ancora fresco
come il cuscino dei secoli,
Aristotele gira con kresta punk
da qualche parte esiste un filo
come pietra umana
aspetto un ultima briciola
per mangiare
oltre la lingua oltre la gola.

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