Non sono morto

ho generato tragedie, consapevolezze
depresso nei miei mondi a trasgredire;
psicofarmaci nella mia testa in compulsione:
nuoto a testa alta nel mare della depressione.
Mi tuffo così basso e parallelo come ho vissuto.
Due entità separate con la stessa catena,
identità inglobate in unicità di moltitudini.
Come ogni falsità cerco spietatamente verità,
faccio a braccio di ferro e perdo col mio ego;
mi stabilizzo alla ricerca di un catalizzatore.
Sono quì a scavare la mia buca finale
per quanto tenebrosa, tuttavia sorrido;
tempo dopo tempo separo carne e ossa.
Sensibilizzo la mia clitorite mentale
come coscienza del passato,
comprendo che ho sempre avuto:
una vita che non durerà

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