L'infinito e l'immediato

Questa terra consuma troppe vite, adotta specchi pallidi e brandisce versi; il mondo brilla come un monumento; parla ancora a volte di gemiti e poesia. Oceani di pensieri brevi come fili erba e la luce scappa come cristallo spensierato, tesso tutte le mie idee in vocali di pelle; la coca si scioglie nei cucchiai insieme ai sentimenti.
Ora ho una visione bella come un volto, sono sveglio e lontano dal rumore e dai fiumi delle fabbriche. Un secolo di tristezza quantistica, la commedia continua e prende spazio; le città sono divise in monolocali e spazi di illusione i parchi e le panchine danneggiate fanno la "ola" ai club nascosti per persone sole.
E' una tempesta mi cerco mi trovo, prendo e rendo calci; ho l'armonia di un criminale e pecco, e ad ogni confessione mento.
Carico il mio nulla di ogni significato, in qualche modo i rami secchi restano sempre appesi, miscelano pellicole di erotismo muto.Il futuro danza sulla storia alla deriva; è una vergine che a ogni parabola si trasforma in oro.
La notte del dio riparatore cade dall'albero del nulla, nessun danno alle immagini sacre, il cielo ride alle eternità nascoste e beve whisky brindando ai topi e ai ragni.
Ubriaco galleggio e sopravvivo alle stagioni, tutte le lotte finiscono in ombra e la parete è bagnata come il letto.
Un cestino è colmo strapieno di rifiuti, la mia testa è caduta dal balcone trascinata da uno strano impulso.
Vivo determinato come un fù: eliminato dalla cenere del tempo.
Mi aggrappo ancora sulle dita, mi fermo sulla luce delle case e ascolto; la cornucopia assonante dei miei ricordi.
Mi consolido come cristallo in una grotta, un petalo di sudore annegato in una spirale di fattezze umane.
L'arco è più lungo e ha tagliato il cielo, la mia sigaretta fuma e si consuma; penso al mio presente ai miei sogni del passato:
ho cercato l'infinito per morire all'immediato.

Commenti

Post più popolari