Non sono solo, anche se miscelo la mia onestà, a volte grido ai bambini cedo ogni diritto e vivo suicidi confortevoli lottando per la morte della vita.
Attendo il bacio di Giuda, le bombe esplodono, glorificano qualunque Dio, lui; è una principessa coronata, crea paradisi di cartone e non conferisce esistenza nè setaccia nelle esperienze altrui.
Attendo aspetto maledico il destino, vivo negazioni intrise di mortalità, mi inietto il tradimento alla vita che scorre nelle vene mentre ogni realtà personale mi mette a nudo nel mio tempo.
Accresco Il senso di impotenza, non esistono risposte, coercizzo me ad ignorare, tento di resistere alla morte in fondo si tratta di un test che cancellerò dalla mia memoria.
Mi accoppio col destino, pronuncio riposo come fossi vivente, è una canzone che non si può cantare nessun porto è sicuro per il mare.
Guardo sul serio il momento, spazzo via illusioni; ristabilisco l'ordine come una realtà del passato, una storia completa e in garanzia, i giorni della gloria si dilettano nell' immutabile, nessun domani è terrificante o onnipotente, riorganizzo mistero  e dolore, posti tristi tra sonno e disgrazia.
Perchè umano?  Perchè dovrei accettare questo destino, sono così arrogante, confondo i miei sensi, riduco me fino alle lacrime, apro i miei doni e giro in posa, preso in agonia decido destino e chino la testa e attendendo la mia ghigliottina.
Devo tacere mentre lentamente muoio in modo violento vivo pur essendo degno di una vita semplice come verità?
La storia del destino tagliato e consumato con la paura, scopa come un amante., io mi avvicino; tratto sulla mia vita, Immerso nelle mie profondità, quando il dissenso è vietato, copro il corpo ogni potere; scelgo.
Soffocare o salire in superficie divorato consumo gratitudine stantia come muffa, sfido tutto in una lotta crudele, porto la sofferenza del pazzo e assolvo fedeltà e speranza, desidero di più per l'umanità come è stato predetto; eppure: sollevate i morti tra noi tutti.
Nessuno dice cosa è in serbo sulla caduta del genere umano, scrivo un'altra lingua un nuovo tempo affronto la sfida con speranza dei vinti, l'umanità vive sola nelle sue piaghe la rabbia a volte mi soffoca, Il mio corpo, la mia anima, la mia mente; benedicono la follia oltre ogni cosa. Tutti possono sapere che sono reali, Il nostro sé razionale si fa rubare predare dei nostri bisogni: pur affrontando la morte.
Ma cerco ancora un senso, venite ora salvate la vita ai bambini, ricambiate il caso in ginocchio, vi risparmio dai fantasmi della notte, scrollo il rischio di una fine prematura, non vivere per oggi e domani, come nulla. Non sono felice vorrei credere in qualcosa, posso offrire speranza prossima ai miei figli, le mie richieste saranno soddisfatte da una tempesta una catastrofe o un terremoto.
Vivo e muoio con una dignità senza voce, con avidità e lussuria mi dileguo dagli incubi, pecco di peccare nel peccato di peccaree lascio pecore alla memoria di Gesù. 
Non ho bisogno di convinzioni per mantenermi in vita.
Anche con tutti i miei estremi; non sono reale: non sono quì!

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