Scriverò un altro insignificante modo di comunicare: la poesia. Vedo la poesia come il ruggiungimento ultimo di questa esistenza, l'ultima parola, l'ultimo respiro; prima di capire che tutto questo parlare era solo un altra idiozia umana in prosa.
se volete che qualcuno vi entri nell'anima; imparate a mettervi a pecorina
siete sputati a testa in giù nella vita come un infezione espelle la parte peggiore di se. Siete codici binari a coda come pensieri stolti perfettamente affini alla consuetudine del rifiuto vomitante partorito in vita come benedizione di un qualcosa che di allegro non ha nulla. Come la vostra autopsia vi dico: non affrettavi a succhiare dalla vita come emeriti pompinari, non parlate di verità come supposte preparate al passo col tempo. Voi; anatomopatologi sentenzianti e professi idioti: siete umidi sotto la terra che vi copre. Parlo a voi come si fa solo col passato vi ascoltò come un silenzio eterno che sputa sul presente. Siete il paleolitico dei miei pensieri, magma primordiale che scarico nel cesso come evacuazione intestinale.
La realtà è che è tutto così inutile, tempo perso, tutto scade; siamo solo il prodotto in vetrina dell'ennesimo supermercato della vita.
Torno merda perchè è l'unico modo di appartenere a questa terra
Essere veramente liberi richiede una mancanza di cura delle cose, vivere per vedere veramente il mondo con gli occhi aperti, consapevoli, svincolato da ogni dogma, credenza, legame o dolore sentimentale: essere liberi richiede una grande capacità di fottersene di tutto e tutti: l'unico modo di essere liberi
Io vi amo perchè siete tutti così prossimi deboli e indifesi. Io vi amo perchè avete la possibilità di prendere tutte le vostre illusioni e farci impacchi per il culo. Io vi amo perchè ho rispetto dei defunti e dei prossimi. io vi amo perchè vi vedo lì vestiti bene come non fareste mai ma qualcuno lo farà per voi. Io vi amo perchè siete nati vecchi senza data e nome se non una delirante eufonica aggregazione di consonanti che vi denotano. Io vi amo perchè anche le sillabe che uso per dirvi vi amo sono cacofoniche. Io vi amo come un ultimo respiro perfetto. io vi amavo davvero.Io vi amavo perchè avete tutti creduto nella follia dell'amore, nella possibilità di essere compresi e amati veramente. Io vi ho amato per la vostra carne che fremeva all'insegna degli orgasmi agognati. Io vi amo perchè le pecore sono sempre state le mie preferite.
La maggior parte del tempo è soggettivo, solo indeterminismo all'interno di un meccanismo fatalista dell'anima, osservo anche alla partecipazione nella logica sacrificata; muta.
Troppe e troppe lacrime pallide, metafisiche; perché vivo tanto più ho raccolto sul bordo delle vostre sane idiozie. Nella mia bocca intrisa di vane possibilità vorrei trovaste solo la mia noncuranza per i vostri paradossi idiomatici
Non posso non considerare che ovunque giri nei gruppi; sono tutti cessi a cielo aperto. Vedo solo tette e fighe compulsive. Nessuno dialoga ne risponde a nulla. Sono protozoi flagellati dalla loro stessa insignificanza.
Se questo tipo di interazione si chiama "social network"; "voglio tornare australopiteco": un'anatra ha molto più da dire del semplice umano ciarlare.
ho sempre avuto cura di chi per errore ha avuto il culo al posto del cervello.
disteso sul pavimento
trovo specchi e occhi
vedo macchie e scie
formiche con la pelle
mi guardano come specchi;
non c'è più nessuna riflessione
non sento più carezze
questo silenzio mi stupra
sono preso contronatura
il mio culo è intriso di sangue
rivoli che come un fiume muto
cambia l'architettura delle mio retto
un'aura e miriade di angoli
una brezza cava mi intrappola
circola da un boccone all'altro
la dispersione opulenta
la cavità del culo e dei ricordi
scopo col culo questa volta provo
sono in grado di camminare dentro di me
contando le cupole dei miei misteri
come sangue anale e perle di un rosario
sono Dio sono un uomo o un gay precario
faccio passi sulle lastre d'ombra
ho i pensieri invisibili ma misurati
il mio sperma sporca come terra nera
ordino i miei battiti concentro i respiri
non è naturale questo mio uccello
ora; scollegate tutti i modem
abbracciate il silenzio
bagnatevi la clito
dipendenti tossici
tossici dipendenti
spegnete i computel
questo reality è morto
lenta agonia eroina nelle vene
vita quotidiana;
volete una realtà poetica?
le guide intelligenti
passeggiano nel basso
le strade sono afone
di accordi armoniosi
spreco inutili energie
porto il mio pene da un lato
il giorno è finito nel quartiere
siamo intorno a mezzanotte
senza conseguenze e tentativi
per ordinare i miei respiri
in accordi in la minore trascritti
note di memoria arpe angeliche
sul glande del mio uccello
sono preghiere vuote; acide
processioni di membri
scopano e toccano volti
scolpiscono le strade
di orgasmi regalati
la chiamerei pioggia,
ma è solo una goccia
che scivola attraverso
i contorni del battito cardiaco
improvvisamente divento ramo
legato ad un raggio di sole
posso sbirciarti dentro
interno al tuo sesso
testimonio una costellazione
vengo e rabbrividisco
dopo ogni erezione
come fame attraverso
grovigli di lingue straniere
nei fiati di illusione
distendo i sentimenti
sono pianeta ora;
eroso dal piacere,
duro di memoria.
solo una suoneria
tintinnio estraneo
un organo
un pensiero inquieto
logoro con la disperazione
rido del campo filosofico
nonsenso della parola
regressione dei pensieri
sotto un cerchio pallido
nel cielo in cui ho gridato:
'Di più, di più!'
materno paterno
senza senso né parola
un momentaneo vuoto
volo e sparo al nulla dolorante
toccare il rudimentale
cerchio della creazione
nel reale senso della parola
urlo nel cratere della mia memoria;
"sono nato vibratore per curare l'isteria".
editano editano
spruzzano colori
sulle loro copertine costose
li comprano i loro libri
ci cadi con l'occhio ai giornalai
li trovi tra la carta igenica
nei supermercati venduti a chili
nei grill delle autostrade
in primo piano
sui scaffali delle librerie
vendono; studiano modelli
fanno censimenti e strategie
testano interesse solo marketing
sono socialmente imbarazzanti
vendono vendono
strategia di vendita
successo autoindotto
immagine e finzione
creati una faccia inventa una storia
paga pubblica divulga
fanno tutto da soli i predicatori
truffano poeti o abili scrittori
fanno leva e fanno schifo
facendo finta di apprezzarti mentono
hanno dietrologie stampate nel cervello
calcolatrici pronte nel cassetto
decifrano linguaggi postmoderni
ubriachezza prefazione saggezza
spacciano e spacciano vodka
come metafora di respirazione
bevono poesia diventano mistici
ti parlano buddista sei tu l'artista
sono la "tristezza" nel mio dizionario
bruciano poesia ti fanno vedere fiamme
scaldando puntualmente i loro portafogli
deglutiscono la tua anima, divorano
sono i nuovi parassiti del pensiero
cerca noia su google; è la loro biografia
non compilare campi nei contratti disperati
prendi quella penna e sparagliela nel culo
abolisci la tua impotenza quello è il male peggiore
esiste nei poeti una lealtà suprema
un non detto ma marcato nel pensiero
sono un poeta sporco vita e scrivo col sangue
se vuoi vendere i miei libri bello
quantifichiamo in EURO i miei versi
o le emozioni che mi scopano il cervello
capisco
il mondo
gonfio come una vena
spinge e spinge
i contenuti in avanti,
violentemente,
verso un nuovo tessuto
steso e germinato
uno stallo senza riposo
ad ogni angolo o curva,
continua come una fiumana,
col sangue dei fenomeni
sovratensione idiocratica
attraverso ogni mare
di questo mondo fremente
non c'è pausa
umana rottura
mutazione selvatica
vedere non è un significato
l'ennesimo inganno
posso dire che non ho capito
questo sconvolgimento
queste eruzioni di materia
un muscolo un nervo pulso di energia
vedo macchie nere spingo
sono invasato diffondo la notte
umile perpetua illusione
un crepuscolo nella moltitudine
tremolante come dopamina in spada
adrenalina e sangue e coca nella vena
uno scontro terribile di sensazioni
mi gonfio di rappresentazioni
flutto fumo bevo A G I T A T O
un disastro germinante
trabocco di oscurità
addolcisco le tenebre
tiro coca; come miliardi di perle di luce.
sparo spiro spero
punto gioco perdo
ogni giro è andato è vero
in culo fottuto bruciato
presente e passato
sono schizzato nauseato
bevo birre al parco sono tornato
quì mi facevo pere in mezzo al prato
a tredici anni ero già malato andato
sono un prodotto avariato conformato
pensieri di futuro come anagrammi
ma mi sparavo grammi tra overdose e spasmi
sono la maledetta periferia della mia vita
tutto è finito perché tutto è così corto
seconda opportunità in terza scelta
sorrido canto suono e scrivo ma ho torto
tutto o così corto perché tutto è nato morto
penso in doppio malto volo così alto e cado
l'adrenalina pompa e riproduce stati dissennati
parlavo con Dio dietro un vetro circolare da 2 e mezzo
cercavo vene col mio ago mentre Piero se né era andato
la tranquillità si compra a grammi nel cucchiaio
troppa merda e nessuno resta in piedi quì
si muore nei prati e sopra i marciapiedi
linee orizzontali come i sogni sul futuro nel cervello
spera spiri spara tutto è chiuso nelle bare futuristiche
Cobret, Cocaina, Crack, Ecstasy, Eroina, GHB, e Ketamina;
Marijuana, MDMA, Metadone, Metanfetamina
hanno bruciato il mio tempo e prodotto mostri
con i quali dormo muoio e mi sveglio ogni mattina
stà merda è maledetta ho ferito più persone io
che che sparà nei mercati con una mitraglietta
devo ancora pagare e pago morire e muoio
ormai ho sparato in vena anche l'orgoglio
droghe maledette tutte quante
fanno più morti loro che le guerre sante
non è problema se fà bene o male
ogni storia è una e maledetta
ogni tomba grida un altra pera
la morte è benedetta
una pera eterna
un pera
una
na
Tutto tratto dal libro che non ho mai scritto
come un Aquila viaggero tra le speranze e i sogni infranti tra alture seppellite e immobili sotto macigni giganti...vedrò passioni inerti nel terrore dei tanti..scendero in picchiata puntando il mio becco contro gli idioti i falsi e funambuli poeti sputando le loro verità sotto l'ombra dei loro: abeti. Desidero per me, il precipizio più alto che ci sia; perchè quando deciderò di buttarmi :) io saprò volare!!! perchè le mie ali sono sporche di terra di vita e di sangue..come vulcani erutterete la vostra energia di modo che nessuno oserà mai più tentare di spazzarvi via o forse trasformarvi in uno stock di burattini inermi,abbandonati li a marciree perciò a prevenire i vermi: non rimanete fermi.
oggi scriverò un altro insignificante modo di comunicare: la poesia. Vedo la poesia come il ruggiungimento ultimo di questa esistenza, l'ultima parola, l'ultimo respiro; prima di capire che tutto questo parlare era solo un altra idiozia umana in prosa.
devo dire dopo i miei figli le mie mogli i miei amori le mie passioni,la cosa più bella che faccio finalmente nella vita è: leggermi e rileggermi molto quando scrivo. Sarò folle ma scrivo i libri della mia vita e me li leggo. La penna è la mia vita, l'inchiostro il mio sangue i miei occhi l'esistenza e la mia mente una fotografia irreale di tutto questo!
Solo gli animali più acuti e attivi sono capaci di provare noia. Un tema per un grande poeta sarebbe la noia di Dio il settimo giorno della creazione (Nietzsche)
che noia i falsi anarchici travestiti da poeti che sparano rime sensa senso come preti; le false troie vestite come preti che danno consigli sul bene e sul sapere. Che palle gli idealisti della ragione o ragion pura kant ha rotto i coglioni. Tutto e dico tutto alla fine è una bella scopata o un accredito in banca....si chiama vita.e' una merda ma è così. qualcuno mi spari per favore
Che umanità di merda che siamo!!!
basta studiare un pò di paleoantropologia evolutiva per capire
che tutto esiste perchè l'uomo 10.000 anni fà lascio l'orzo al sole, esso fermentò e nacque la birra che ci crediate o no...l'uomo prese le prime sbronze e si evolse.Tutto; dalla ruota alla matematica alla poesia viene da un tipo di fermentazione che illuminò l'uomo e lo rese pensatore-dipendente. Magari qualcuno dimostri che ciò che scrivo è follia,che l'anello mancante non è l'orzo fermentato e la prima sbronza...e nacque la logica umana!!! Il paradosso sito in essa è:che abbiamo detto tutto;in forme variegate insulse o interessanti ma non c'è più un cazzo da dire.I più grandi illusi ora sono coloro che dicono troppo a chi dice poco. Ci vuole una nuova evoluzione.Dove la scimmia schieffeggierà l'uomo e lo sottometterà come si fà col padrone. Troppi e troppi blaterano e spompinano in qualche modo il loro ego come loro dio sotto naftalina.
Una nuova storia e un nuovo pianeta non basta per cancellarci tutti.
parlo dall'alto della mia autopsia con la lingua sporca di un anatomopatologo.vivente..vedo cadaveri spolverare parole e
sputare vita affine e infine degna della sua fine. La vera follia la trovo sempre in chi crede di non esserlo e professa ragione logica e limiti imperscrutabili per come io vedo la cecità imperante come legge e autorità del saper diamo oltre i passi e gli orizzonti oltre le rime fatte oltre il muro. .ultimo fuoco acceso in sto mondo spento e colorato bene in 3d facciamo storia e coltiviano sete ma siamo alcool e stiamo ancora in piedi. Non ho mai ragione mi detesto nel vero mi sopprimo in ogni verità;sono l'autopsia ipnotica dei miei pensieri. Facciamo ombra ai morti come fa solo un abete..benvenuti poeti benvenuti.
sante sono le droghe, salto è l'alcool, santi gli psicofarmaci, santa la tachicardia diastolica e sistolica,santo il cuore quando dà cenni di arresa; non ho trovato forse nessuno di quà e non troverò nessuno neanche di là: questa è la mia tranquillità
sono solo il mio passato. Il futuro in questa vita, in genere non mi riguarda, qualunque cosa dovrà accadere accadrà. Sono costantemente consapevole che passerà un giorno e questa consapevolezza della mortalità che conferisce al momento presente un valore totale e assoluto in relazione al tempo (passato o futuro). Posso sinceramente dire che la vita diventa più intensa e infinitamente più misteriosa quando il futuro non sarà più di alcuna preoccupazione.
siete sputati a testa in giù nella vita come un infezione espelle la parte peggiore di se. Siete codici binari a coda come pensieri stolti perfettamente affini alla consuetudine del rifiuto vomitante partorito in vita come benedizione di un qualcosa che di allegro non ha nulla. Come la vostra autopsia vi dico: non affrettavi a succhiare dalla vita come emeriti pompinari, non parlate di verità come supposte preparate al passo col tempo. Voi; anatomopatologi sentenzianti e professi idioti: siete umidi sotto la terra che vi copre. Parlo a voi come si fa solo col passato vi ascoltò come un silenzio eterno che sputa sul presente. Siete il paleolitico dei miei pensieri, magma primordiale che scarico nel cesso come evacuazione intestinale.
La realtà è che è tutto così inutile, tempo perso, tutto scade; siamo solo il prodotto in vetrina dell'ennesimo supermercato della vita.
Tutte le convinzioni sono nemiche della vita, trovo il decesso delle mie emozioni. La penna è la mia vita e l'inchiostro il mio sangue e credo l'illusione e la speranza siano l'ennesima follia dell'uomo. So che la freccia della mia ignoranza s’infrange contro lo scudo della mera indifferenza e che il senso della vita sia sito in tutte quelle cose a cui non sappiamo dare un senso logico.E il passare da un fallimento all'altro senza perdere il tuo entusiasmo; sia l'unico successo.La luce è più veloce del suono. per questo motivo alcune persone sembrano brillanti fino a quando non scrivono o parlano.
dovremmmo scrivere qualcosa che sia arrapante come la disperazione, illuminante come la cecità, forme nuove pulite come escre-menti gassoso-intestinali, che tocchi l'anima come uno schizzo di sperma sul viso, che degradi la deprecabilità del motore immobile aristotelico; un ultima possibilità all'incontro beatificante di una figa e un cazzo: una poesia da sexy shop. Un dildo vibrante per compensare la solitudine, una carezza al vetriolo nostrano per troppa gente che muore piano piano. Ecco il verso perfetto la maggior parte del tempo è soggettivo, solo indeterminismo all'interno di un meccanismo fatalista dell'anima, osservo anche alla partecipazione nella logica sacrificata; muta.Troppe e troppe lacrime pallide, metafisiche; perché vivo tanto più ho raccolto sul bordo delle loro sane idiozie. Nella mia bocca intrisa di vane possibilità vorrei trovaste solo la mia noncuranza per i vostri paradossi idiomatici.io sono la vostra autopsia. colui che entra dentro snza toccare come solo un anatomopatologo delle emozioni sà fare
non trovo differenza tra moralizzatori e alambecchi del nulla post illuministi, è sempre e soltanto una questione di ermeneutica deteriorata in ermetica di pensiero per me davvero pleonastico. tutto poggia su qualcosa che non c'è e non ci sarà perchè non esiste "esiste" ; non nel suo paradigma sepolcrale delle idee sulla giustezza libertà e amorevolezza della vita. l'uomo parla di cose delle quali a malapena afferra di non afferrare il resto è fantasia o meglio: illusione.conosco la biochimica dei sentimenti come la complessa interazione delle cellule neurali e le sue connessioni sinaptiche; per me è una poesia solo se puzza di merda come chi si pone come detentore della bellezza e qualità delle cose. Comunque non fare dianoiologi con me, tu sei per me paragonabile alloa stesso stremo di un vibratore rotto e terminato nella sua funzione di cazzo moscio per definizione.
io vi amo perchè siete tutti così prossimi deboli e indifesi. Io vi amo perchè avete la possibilità di prendere tutte le vostre illusioni e farci impacchi per il culo. Io vi amo perchè ho rispetto dei defunti e dei prossimi. io vi amo perchè vi vedo lì vestiti bene come non fareste mai ma qualcuno lo farà per voi. Io vi amo perchè siete nati vecchi senza data e nome se non una delirante eufonica aggregazione di consonanti che vi denotano. Io vi amo perchè ance le sillabe che uso per dirvi vi amo sono cacofoniche. Io vi amo come un ultimo respiro perfetto. io vi amavo davvero.Io vi amavo perchè avete tutti creduto nella follia dell'amore, nella possibilità di essere compresi e amati veramente. Io vi ho amato per la vostra carne che fremeva all'insegna degli orgasmi agognati. Io vi amo perchè le pecore sono sempre state le mie preferite.
Non brulicate come gli insicuri, non lasciatevi morire come i versi, se tutto questo è merda fate in modo di puzzare, l'orgasmo è essere non è schizzare, lasciate il senso la giustezza le paranoie la pesantezza; siamo parte di un nulla nessuna certezza. Gridate nella strade pisciate sulla gente il rispetto è sopravvalutato e non porta a niente. Mollate gli ormeggi salpate su un bel cazzo perchè ora ci siete; e poi non sarete un cazzo
arrogante come un bibliotecario
un libro disperso in mare
sfoglio anni come onde salate
eroso nella coscienza
come un vate
un tesori dell'antichità
recito me stesso
odio Schopenhauer
col suo animale sociale,
parlo meglio ai pesci
come San Antonio
rompo il cazzo
sulla dualità
e la necessità
di morte.
talvolta metto piedi sulla tavola
transito come pensiero antico,
ho il midollo spinale nell'orizzonte.
mi contorco come un serpente
cerco di salvare la saggezza
come un nettare vivente.
riscatto i miei dolori
come disperazione salina,
affilo anime; come spade di bronzo .
mi lascio andare a una goccia di sinfonia
annego questo mio paradiso testardo,
cedo l'ultimo giorno all'epifania del mio respiro.
Insegno all'umanità;
l'unica cosa è veramente importante:
nulla conta davvero oltre il mio respiro.
il mio errore è stata la filosofia
un gorgoglio spregevole
una speranza che affonda nello stagno
ho investito troppo in nuvole
esse non riescono a rompere
la rapida caduta dei miei concetti
battono nella mia testa
come insipienza solida
devo tornare al significato
tornare alla pietra
ribaltare i miei sogni
come macigni sulle cime
sono stolto reietto e relitto
come un improvvisa nascita.
che ci crediate o no
vorrei leggere più poesie
se i miei occhi lo permetterebbero
cieco da un occhio
indosso abiti rimediati
l'altro me è fuori
cerca di leggere leggere leggere
vedere vedere vedere tutto
attraverso il mio unico occhio buono
vado male male male
veloce veloce veloce glaucoma
regola regola regola come regolare
attraverso fianchi di mio padre
sdraiato nella sua tomba
mi faccio ombra e scompaio
piano piano piano
oggi farò cagare qualcuno
ma in realtà mi fate cagare voi
stupidi salotti bla bla bla
non esiste calma
calma post atomica
la deflagrazione della rabbia
mette le mani su ogni molecola
taglia tutta l'idiozia che separa
divide la vita dalla roccia
ciò che è avveduto con l'insondabile
siamo poesie di allevamento in provetta
tutta l'elevazione a un retrogusto nausea
l'essere umano è un vecchio scherzo
pubblicità algoritmica nelle TV
i marciapiedi urlano di progresso
muoiono apparentemente senza significato
la mente ci trasporta con le navi nel cielo
siamo scimmie con l'ultima divina follia
cerco un mondo nuovo di zecca
in cui tutto esiste tutti presenti
nulla era perché tutto nasce ora
erano piccole fibre pelose di polvere
fiamme arancione di una candela
unghie liscie su tutte le dita
tutto potrebbe essere nuovo
la verginità della prima volta
piacere dolore violenta mente
sono appena nato; ora tutto è vicino
assumo la mia dimensione
quì; ha un barlume di tetta
allungo una mano succhio e piango
mi sono perso cercando tempo
risposte come acqua nel pensiero
sono eternamente idiota autodidatta
spero tu capisca "vaffanculo"
cosa significa essere un folle
innamorato come un uomo
normalità o ennesima pazzia
tormento i miei pensieri
piscio su ogni controllo
faccio patti con la morte
l'unico modo di andare avanti
è sdraiato in un letto di legno
Io sono una tragedia
scrivo poesie sanguinose
quindi mi firmo in questa poesia
con coltello che ho lasciato dentro
piegato in due come un vecchio mendicante
sotto sacchi cartoni e lusso sulla sabbia
stanco sulle gambe tossendo come una stregha
attraverso e affogo nel fango dell'idiozia
voglio un riposo lontano da tutti
mi addormento perdo i miei sandali
calzati di un sangue zoppo e cieco
mi ubriaco con fatica ai vostri fischi
credo sempre alle persone
perchè per me è una fede
ora cerco tanica e benzina
perchè bagnarmi e darmi fuoco
è la cosa più serena
questa attesa vi ucciderà
il tempo avrà un attività breve
vita sarà per voi un mozzicone di sigaretta
soffierà fuoco sopra le vostre guance
tutti gli organi pulseranno all'impazzata
la vostra voce avrà un odore farmaceutico
declamerà pubblica e funerea attenzione
mi spiace è tardi siete piante giacenti
se solo potessi trovare una parola giusta
inizierei dicendo sti cazzi riposate in pace
giù per la gola ho un grido silenzioso
vaffanculo è la mia preghiera
evapora da sta cazzo di terra
la tua pienezza è frantumazione
chiude alla ragione per dimenticare
i miei coglioni lavorano in simultaneo
so bene cosa sono so di essere
buco occhi serratura e spia.
ondulazioni di gas bianco
ispirazione del globo
interezza e nuvole
eclissi del sole
in luce totale
come fiume di vernice
per descrivere un errore
un fiume di pensiero
per mangiare anime a colazione
come se fosse pane morbido
una sensazione vuoto nel vuoto
pieno di invisibilità e d'ironia
l'istante è come il sangue
mai visto ma intimamente avvolto
un taglio un'esplosione uno squarcio
il mondo è tutto rosso senza parole
come labbra senza tempo
sulla bocca da baciare
penetrare con le parole
abbandonare i colori
equidistanza di ogni notte
essere in te come la cosa in me
all'ombra di un pensiero
alimentazione fredda come la mente
la materia è una catena di domini
scatto foto istantaneae
dove lo spazio è pelle
corpi e lingue delimitati per baciare
l'esistenza è nella memoria
l'eternità è un cacciatore
sono stato nulla per sempre
l'analisi delle risposte
oceani e risacche di silenzio
un ticchettio di tasti fragorosi neri
una goccia di anima rossa
concatenazione di venti
la musica del passato
qualcosa di alto e profondo
come il gesso di un artista
i turbinii di colori di un disegno
un nome vuoto di esistenza
fumami toccami il cervello
la necrosi dei miei neuroni pensanti
la vita è così sterile di poesia
che l'unica parola che mi salva è
C H I U D I
un secondo
soffio il tabacco trinciato
mi freddo nei polmoni
un tumulto pubblicità selvaggia
nello skyline della consapevolezza
F O T T E T E V I
chiudo un occhio
sopra il bordo di un ombra
che si ritira codarda
tra nuvole di amnesia
ballo e ballo immobile
sono un anno più giovane
sto mentendo;
come un santuario della dispnea
la luna attraversa il cielo
drogata cerca eroina o
un'alba dimenticata
il mio è un regno
frammenti di spazio-tempo
come inerzia futile
l'aria rarefatta e
i suoi vapori cupi
creano una collisione
nelle conseguenze
è rimuginare
quello di inventare la
forma del un tempo scaduto
sono chiuso a cerniera
un piacere da dimenticare,
la mia bocca è la tomba
e lì; sono sepolte
le mie parole e il mistero.
L'eloquenza del vento
attrazione forte, concepire la paura, speranza al di là di noi pensieri come abissi, vuoti insufficienti e sperimento ragione con i fili nel cervello.
Sono nato all'interno di un altro i nervi vibrano come raggi, i nostri occhi si fondono labbra di ghiaccio; immobili desideri tremanti e ardenti caldo sangue dal petto, vincoli e sanzioni collegano l'uomo a tendenza sviluppo e natura. Somme e somiglianze arcaiche, vago interno alla natura intellettuale miniatura del mio io cosciente, condanno o disprezzo prototipi ideali eccellenti o ben concepiti come natura umana, essere esterno a me come ritratto assemblato, minuta particella composto BIOLOGICO, forma di purezza e luminosità, paradossalità chimiche dell'anima. Descrivo un cerchio intorno al paradiso che il dolore e il male non oso oltrepassare. entusiasmo sensazioni, antitipo comprensione stimo in modo chiaro immaginazione e peculiarità sottili, delicato e lieto di amare un amore da svolgersi in segreto; un telaio di nervi come accordi e note infilate in una voce deliziosa. Ballare con le vibrazioni in proporzione alle alterne richieste questo è il punto invisibile e irraggiungibile per cui tutto tende, spingono avanti i poteri dell'uomo per arrestare le pallide ombre senza possesso non c'è riposo né tregua nel mondo dei governi. In solitudine deserto pur circondato da esseri umani simpatici, i fiori, l'erba, e le acque, e il cielo sono movimento a primavera, nell'aria azzurra trovano corrispondenze segrete con il nostro intelletto.
C'è eloquenza nel vento senza lingua, e una melodia che scorre nei ruscelli il fruscio delle canne accanto al rumore relaziono, qualcosa di inconcepibile, risveglio lo spirito come danza di rapimento senza fiato, e porto lacrime misteriose come tenerezza per gli occhi, entusiasti del successo amniotico.Sono un cipresso all'ombra di un deserto; un potere morto: li divento sepolcro vivente e ciò che sopravvive ancora è la buccia semplice di quello che una volta era.
hanno storie legate
strade crepate grigie
tappeti d'asfalto colorato
una Jaguar nel cervello
la Rolls Royce della disperazione
prendono risciò autobus vuoti
tessono minuti e succhiano tempo
girando soli sulle loro biciclette blu.
la filosofia cammina lontana dalle merde
balla durante i fine settimana
teste piatte come lastre di arenile
Irregolari fecce con cervello idiota
e corteccia cerebrale spessa come un muro
neuroni che altalenano sui marciapiedi
teste traballanti come trappole preimpostate
catturano il nostro tempo come ubriachi
pesando come i morti
si arrotolano e come i vermi minacciano
tristi con i loro falsi nomi
vivono nei cavi nelle autostrade in rete
crakkano profili gruppi e idee
miserabili; i detentori dell'idiozia
denti sporchi e merda sotto i piedi
gengive di plastica e annerite
masticano solitudine di merda sotto le calcagna
copiate pure tutto; prendetevi il profilo
spacciate come vostro tutto il mio sapere
tanto io rifaccio tutto e sfido tutto col mio cazzo
per le merde come te che lo fanno col sedere.
si attacca e si attacca
vorticosa-mente tra il duodeno si attacca.
Il mio cazzo di intestino; si è innamorato di sè.
si attacca e si tocca e si struscia; puttana!
cerca spazio nel rene e spinge
vuole farlo e stringe ho una guerra dentro
dal cazzo alla testa e la laringe
spinge il bastardo e tromba dentro me.
Intestino è il mio destino
sono un morbo divorato
un virus alterato si muove e gode vomitando .
non posso fare nulla è dentro me;
credo che lo tirerò fuori lo taglio a pezzi lo sotterro,
gli porterò dei fiori ha digerito molto
ha fatto sesso con se stesso e ora è morto.
ora: vivo senza intestino
il mio culo è clandestino
parla come un vate; di mancanza;
lo fà alle mie spalle
con rumore in risonanza
lascio a voi questa abbondanza
ciò che escè è un elevato concetto
del tutto; come merda e mi diverto.
In principio era il caos.
Inetti; era solo cacarella primordiale.
sono dio non ho intestino e cago.
sii una merda e sarai il principio
sii il tuo caos intestinale nel creato
sii creante nel creare; generante e generato
oltre la tua merda; chi sei stato?
merda; verità assoluta, è il verbo.
quando il culo espleta;
lo stronzo cade:
quello è il tempo della vita
Io non ho eroi né esempi
cammino dentro i terremoti
mi drogo di felicità filtrate
faccio aste farmaceutiche
mi nascondo dietro le tende
supero i momenti insignificanti
ma cado in ogni percezione
verità marce e atrofia nelle parole scritte
è l'inferno della letteratura cadaverica
spreco troppo nei pensieri passati
tento impossibili resurrezioni
libero il mondo dalla fossilizzazione
masterizzo e cancello le vostre ceneri
ogni esperienza è contenuta
al di là delle frontiere della definizione
copertine di nulla sporche d'inchiostro
nei flussi; nudo puro riparo l'ignoto
gabbie di sciocchezze e routine e metropolitane
riconosco la cavità dei giorni in meno
rifiuto il velo delle prospette carriere
il vostro nome è tatuato sulle vene del mio uccello:
usurpatori di meraviglia e trasformazione
figli del nulla che spiegano il tutto.
Idioti!
non sò cosa è peggio
farsi domande o sapere
sono all'interno di ogni posto
colpi di scena nello stomaco
sento dolore vivo stanco
cerco ragioni per astenermi
i miei luoghi sono raccapriccianti
si annidano ombre di latta quì
strappano tutto, ti imbrattano di sperma
sono lettere scure, mi tormentano
occupano la mia mente,
sostituiscono tutto col vuoto
decidono la mia vita sospirano,
fanno orge sulla mia disperazione
sopravvivono a tutto; immutabili.
sono finito prigioniero; empio
come umida rovina transitoria
la mia cassetta postale mi fa impazzire
sento suoni di tam tam in testa
squilla il cellulare troppa musica
sono detenuto dentro la mia ansia
una depressione immane è buio
all'ombra della mia televisione
è il Tg delle 20.30 e l'ora della torazzina
Troppe tombe gridano parlano, ho squarciano il silenzio, io; ho pippato polvere di ossa urinato e vomitato bile, sono la mia fossa, è stato un lento orrore. Fanno paura i duri fanno male, continuo a pagare il passato, il mio eterno funerale o un crisantemo bello tatuato nel cervello. I miei lividi parlano, sto male e mi defilo, ho costole incrinate e non posso respirare. Sono una bestia iconoclasta: il resto è nulla e a me basta, tornerò tossico come ero, il rumore di un vetro rotto, il sapore in bocca, il treno nelle orecchie, una vena chiusa, il vomito la puzza, lo spacciatore stronzo, i denti cariati, le transaminasi alte, il male le epatiti, l'interferon le cure la paura e l'hiv; gli amici persi, il bianco il rosa la polvere mia sposa. Di nuovo spade l'acqua la paura, i soldi il freddo e le rapine. Tornerò lo stesso a farmi dentro un cesso, l'odore del piscio stantio il tremore, e seduto penserò al dolore, al bisogno alla voglia di scomparire. Vene nere braccia sporche piano piano da coglione tornerò alla morte. Perchè scrivere è qualcosa di arrapante come la disperazione, illuminante come la cecità, ogni forma nuova è pulita come escre-menti gassoso-intestinali, toccare l'anima come uno schizzo di sperma sul viso, degradare nell'idiozia e nella deprecabilità del motore immobile aristotelico; la nostra ultima possibilità sarà un incontro beatificante: una poesia da sexy shop. Un dildo vibrante per compensare la solitudine, come una carezza al vetriolo. Siamo solo piccoli sottoprodotti, topi urlanti, cavie da laboratorio di un grande esperimento chiamato goldman sachs. Numeri umani sbiatidi ma ben chiari a codice a barre, schiavi di un potere economico che di umano non ha più nulla. Questo totalitarismo mai registrato nella storia ci ha degradato nei sobborghi della nostra stessa vita.
Nessuno acquista più nei centri commerciali, sono loro che acquistano noi. Il nostro tempo è merce di scambio che gli alchimisti monetizzano. Le pubblicità ci guardano, le banche ci ignorano, gli stati sono solo una pastoia di inetti al comando di guerre con il nulla. L'umanità è l'ennesimo circo equestre dove nessuno si esibisce e nessuno applaude.
Siamo lo stremo di un tendone vuoto per un circo che fà spettacoli altrove. Un circo che fà spettacoli solo per sè stesso.
L'effimero puzza di insopportabilità, e l'insopportabilità è la palude nella quale stiamo affogando. Mettete una muta, comprate le maschere alla moda, imparate che la merda è solo un odore diverso. Questo mondo puzza di numeri a caso, questa razionalità umana è una vecchia scimmia che scrive una nuova divina commedia a caso in un caldo e confortevole studio superaccessoriato.
Se trovate un grattacielo degno di voi non esitate a volare almeno una volta.
Arriverò fino all'ultimo, sfido Cristo camminando sotto le foglie taglienti ma innocue nella mia giungla cupa. Il soffitto della foresta è stato completamente ricoperto dai fitti rami degli alberi e la popolazione densa delle loro foglie. Nel buio tenebroso ho fatto il viaggio il più spaventoso, l'attesa sconosciuta mi ha deteriorato ogni angolo della mia esistenza. Un fascio di luce o due sarebbero come bucare la grande oscurità con la mia fiamma, come se il vento avesse aperto una piccola fessura nelle altezze. Questa freccia di luce traslucida ricorda il mondo ho lasciato molti anni fa. All'età di trentacinque anni fui costretto a entrare in questo labirinto fatto di coca e follia, per seguire un corso senza meta, andare a caccia dopo un destino non rivelato. Ma il mondo che avevo lasciato tanti anni fa, era ancora luminoso nella sua memoria, quelle interminabili ore di gioco e di felicità spontanea. I venti intensi dell'adolescenza aveva spinto me a scordare tutto ed entrare in questa avventura buia. Il vecchio mondo non era più importante, la mia nuova vita non era altro che vagare attraverso i pericoli inestricabili della foresta. E 'stato un viaggio difficile come strani animali raccapriccianti minacciavano la mia sopravvivenza, e ho sfidato la mia sanità mentale.
Questo non è un mondo ordinario. Come essere umano non avrei mai potuto riconoscere questo mondo, neppure nei miei sogni. Le creature che costituiscono questo mondo sono oltre l'immaginazione delle fantasie più sfrenate di narrativa. La corruzione delle loro forme sarebbe la vista più dolorosa, un olocausto per i nostri occhi. Le loro voci entrarono nelle mie orecchie come roccia fusa lungo il canale uditivo, Le loro peggiori urla come mille grida di disperazione provenienti dall'Inferno di Dante. Il pungiglione delle loro zanne più mortale di qualsiasi creatura terrena. Povero e perso ho dovuto affrontare innumerevoli pericoli per la mia incolumità, quando sono stato costretto a lasciare la gioia dell'infanzia per incontrare i pericoli della maturità che avanzava.
Verso la fine del trentaquattresimo anno ho iniziato a notare un cambiamento nel mio ambiente. Nei pezzi di cielo mi appiono più spesso degli insetti da incubo sono sempre meno; ma ci sono. Finché, esattamente l'ultima luna piena dell'ennesimo anno di viaggio, si imbatté in una valle. La giungla è stata lasciato alle spalle e potevo osservare a distanza un enorme castello inquietante, maestosamente seduto al centro della valle. Certo, pensai, questa è la mia destinazione imprevista.
Mi sono avvicinato alla struttura monumentale e ai piedi delle porte alte mi sono trovato davanti due torri gigantesche, guardie con arma in mano, che proteggevano l'ingresso da qualsiasi intruso. Come mi avvicinai a queste creature bestiali, mi ammalai e la repulsione per il pus gocciolante dei loro corpi, la bava verde dalla bocca e la loro puzza di carne in decomposizione. Mi fecero fare"HALT, non passero!" Tuonò la voce della mescalina dentro di me guardando entrambe le guardie. Stupito e tremante, me né andai:
Per tre anni hobruciato il vento della giovinezza
Nel labirinto e confusione non ho conosciuto
la meta lontana che ho fissato per la mia vita
il mio viaggio è stato niente, ma lotta.
Nel tuo castello qualche gran bene devo guadagnare
Apri le tue porte in modo che tutti non sarà vana nessuna lotta!
I mostri giganti mi guardavano pensierosi come misera creatura.
Poi, in obbedienza al loro dovere, ho risposto:
Le porte di Verità sono fuori dalla portata
Per coloro che non possono violare
L'enigma antico recitiamo ora
'Questa cosa ogni cosa divora;
Dai più lontani soli al più vicino fiori;
Il re troppo potente deve un giorno conoscere
Sconfitta e la perdita contro questo nemico invincibile '
Rispondere correttamente o ritirarsi in paura.
Rapidamente folle ribattò:
Esperienza, madre di conoscenza
A voi mi impegno ora
Se la mia risposta sarebbe nel giusto
Sarò sempre fiducia nella tua luce
Guardie, l'enigma è sublime
La mia risposta è: il tempo.
Le porte si aprirono per me, che era troppo conoscevo bene la distesa del tempo. Nella solitudine eco, i suoi passi segnato il ticchettio dei secondi mentre guardava le alte torri all'interno. Al centro del castello una cupola alta splendeva d'oro e di gemme preziose cremisi. Ho capito che sotto quella volta grande il suo destino segreto deve trovarsi. e il mio "me" si trovò.
Entrò nel palazzo glorioso e intervistati la complessità ornamentale delle pareti, i modelli di squisita bellezza. Poi, alla fine, il suo lungo viaggio ha raggiunto il suo culmine quando vide sotto la cupola colossale uno spettacolo che non dimenticherà mai. Dal soffitto impiccato un oggetto che non aveva mai visto prima, leggermente incandescente con una sorta di flusso musicale. Lui si avvicinò, ma non era il solo. Dalla fine della stanza poteva ora vedere un'altra creatura si stava avvicinando troppo l'oggetto sacro. Rallentò il passo, ma ha continuato ad avvicinarsi fino a che non è stato faccia a faccia con la sua compagna silenziosa. Contristo poi parlato con lui, ma l'altro sarebbe solo imitare il suo discorso. Poi si è trasferito da un lato e lo straniero ha fatto esattamente come lui. In una iniziativa di essere gentile ha esteso il braccio per salutare il suo compagno. Il suo compagno era troppo veloce e la punta delle loro mani sarebbe sempre si scontrano, non gli permette di prendere la mano dell'altro. Contristo era paralizzato da una sorta di paura e solo guardò lo straniero. Guardò negli occhi e non vedeva nulla, ma una tristezza abissale, uno sguardo di disperazione, un grido d'aiuto. Vide una creatura fragile e debole, smarrito e confuso, senza gioia, del tutto priva di gioia ...
Fu allora che si rese conto che stava guardando un riflesso di se stesso. E i suoi pensieri ha cominciato a tessere la strada del suo futuro, calcando i primi passi nel cammino senza fine di auto-scoperta.
In questa tristezza che ho visto riflessa
Senza pietà era la mia disperazione
Questo corpo fragile così abbattuto
E' causa del peso che si assume
In questi occhi di dolore cristallo
Si trova il grande segreto di domani
Per capire il mistero inafferrabile
Tutta la mia storia disgraziata
Lasciate che oggi segnano l'inizio
L'essenziale per tutti i viventi
Per intravedere e assaporare la questione
Come trovare la propria vera espressione
Trovandomi sempre in viaggio
Tra le meraviglie di esistenza
Come il fumo di tempo si sfilaccia
Ciò che in una distanza avvicina.
l'aroma delle sigarette e di vergogna ha avvolto la stanza. lei con la mano tra le gambe geme ancora, piccoli sussulti e grida stridule sfuggono come ansimante sporco piacere. Tranquillamente passo; grattugio i biscotti che stò mangiando sulle sottili pareti della stanza.
Si sono fuse insieme cornucopia ed estasi, rammarico e risentimento.
Molti corpi ho assaggiato, loro venivano a me per motivi diversi.
Perdere o fondere se stessi con un altro corpo per sentirsi desiderato,
per dimenticare qualcuno; o semplicemente provare passione.
Sono orgoglioso di essere in grado di soddisfare le persone.
Io sono come Caronte sul fiume Stige, traghetto la gente al luogo di nascita primordiale della vita. In me, si trova l'eccitazione.
Centinaia di volti senza nome sono passati da ma, alcune abituali, alcuni perchè poveva essere solo così. Ho sempre avuto un forte impatto cerebrale, un calore vivo, un attrito-approccio sensuale, un tatto liquido; un sapore di sesso come forma essenziale.
Contorcersi, esercitando pressione sul pube è sempre stato per me un bagliore con una lucentezza vitrea. Come le finestre macchiate di sperma ricordo di piacere.
Se il mio tempo valga io non lo sò; l'ho lasciato sul comodino dopo di te. Quello che valgo è da tempo andato.
Ma sono orgoglioso di essere in grado di soddisfare le persone.
L'amore come il sesso, non è fatto di libri di fiabe, esso cresce, respira, vive, si evolve e si archivia. A volte nelle caselle stampate e ammuffite
nel buio della nostra anima; o tra tipi di fibre colorate.
Io sono il presagio; questa definizione tradizionale diventerà un fallimento. Ma non vedo questo come una cosa negativa, per un NOI ci vuole tempo come per fare una linea diritta o ad angolo retto; è impossibile farla bene di getto: ogni volta è la prima volta.
Abbiamo amato, condiviso, e goduto.
La più grande invenzione di questa natura: il piacere.
«perdonami padre poiché ho peccato".
Ma padre; "scopami" Io sono un dono del peccato
Il mio uccello è gonfio, pieno di crema di vita.
Un maestro nobile, lenisce scopa come un selvaggio nel suo stato di trance, ti prendo bruto attraversandoti retto e dentro come una piacevole trasformazione; un colpo piano uno alla volta sono dentro come uno psicotico, gonfio e mai depresso; l'idiota "cazzo" penetrante cresce e rinasce al tuo calore; alle tue contrazioni.
Si assicura il posto più interno come fosse una gara d'appalto, o un servitore gentile; ha imparato da ascoltare i corpi come la musica, lui stesso è diventato socialmente divertente. E' un "cazzo" sociale.
Tutti gli appassionati sarebbero venuti in orde solo per ascoltare i brani che torcono la loro rapida tra le labbra umide o come acque bianche impetuose. Acque calme serene felici sulle labbra e nel sapore.
Di volta in volta ho imparato e conquistato ogni pedaggio.
Potrei dire che il mio "cazzo" è un tossicodipendente, un troglodita pomposo, l'icona di un idiota.
Ma che cazzo; io ci sono nato attaccato!
lascio andare tutto, la gioia scopa la tristezza, dove saranno le tue mani, dove poggieranno le tue labbra; scalderai il mio corpo? Ho una carezza disegnata in volto, guarderai cosa o quale parte ma non saprai darmi un sogno, Io; sono un vecchio lp in vinile, un collezionista e ascolto continuamente ascolto, lato A e lato B consumo: piano piano 33 giri per volta amo questa musica. Il mio silenzio a volte è esistenzialista ermeta del cazzo, un fautore del pensiero, uno gnomo mentale, decretate su di me, masturbatemi; ho un esistenza nel culo. Di ciò che scrivo me nè fotto, razionalista psichiatra, topo, ho la psicologia di un ratto suicida, un detentore dell'io del tu del me.
Un fenomeno della parola, della semantica, della logica osservante, studiate stò cazzo capirete tutto. Non c'è nulla da studiare, il mio sapere è non sapere, il resto è bla bla bla. Amo la anatre intelligenti, sono così umane, ma muoio e belando come una pecora, sono stato gallo cagna e schifosamente uomo
se volete che qualcuno vi entri nell'anima; imparate a mettervi a pecorina
siete sputati a testa in giù nella vita come un infezione espelle la parte peggiore di se. Siete codici binari a coda come pensieri stolti perfettamente affini alla consuetudine del rifiuto vomitante partorito in vita come benedizione di un qualcosa che di allegro non ha nulla. Come la vostra autopsia vi dico: non affrettavi a succhiare dalla vita come emeriti pompinari, non parlate di verità come supposte preparate al passo col tempo. Voi; anatomopatologi sentenzianti e professi idioti: siete umidi sotto la terra che vi copre. Parlo a voi come si fa solo col passato vi ascoltò come un silenzio eterno che sputa sul presente. Siete il paleolitico dei miei pensieri, magma primordiale che scarico nel cesso come evacuazione intestinale.
La realtà è che è tutto così inutile, tempo perso, tutto scade; siamo solo il prodotto in vetrina dell'ennesimo supermercato della vita.
Torno merda perchè è l'unico modo di appartenere a questa terra
Essere veramente liberi richiede una mancanza di cura delle cose, vivere per vedere veramente il mondo con gli occhi aperti, consapevoli, svincolato da ogni dogma, credenza, legame o dolore sentimentale: essere liberi richiede una grande capacità di fottersene di tutto e tutti: l'unico modo di essere liberi
Io vi amo perchè siete tutti così prossimi deboli e indifesi. Io vi amo perchè avete la possibilità di prendere tutte le vostre illusioni e farci impacchi per il culo. Io vi amo perchè ho rispetto dei defunti e dei prossimi. io vi amo perchè vi vedo lì vestiti bene come non fareste mai ma qualcuno lo farà per voi. Io vi amo perchè siete nati vecchi senza data e nome se non una delirante eufonica aggregazione di consonanti che vi denotano. Io vi amo perchè anche le sillabe che uso per dirvi vi amo sono cacofoniche. Io vi amo come un ultimo respiro perfetto. io vi amavo davvero.Io vi amavo perchè avete tutti creduto nella follia dell'amore, nella possibilità di essere compresi e amati veramente. Io vi ho amato per la vostra carne che fremeva all'insegna degli orgasmi agognati. Io vi amo perchè le pecore sono sempre state le mie preferite.
La maggior parte del tempo è soggettivo, solo indeterminismo all'interno di un meccanismo fatalista dell'anima, osservo anche alla partecipazione nella logica sacrificata; muta.
Troppe e troppe lacrime pallide, metafisiche; perché vivo tanto più ho raccolto sul bordo delle vostre sane idiozie. Nella mia bocca intrisa di vane possibilità vorrei trovaste solo la mia noncuranza per i vostri paradossi idiomatici
Non posso non considerare che ovunque giri nei gruppi; sono tutti cessi a cielo aperto. Vedo solo tette e fighe compulsive. Nessuno dialoga ne risponde a nulla. Sono protozoi flagellati dalla loro stessa insignificanza.
Se questo tipo di interazione si chiama "social network"; "voglio tornare australopiteco": un'anatra ha molto più da dire del semplice umano ciarlare.
ho sempre avuto cura di chi per errore ha avuto il culo al posto del cervello.
disteso sul pavimento
trovo specchi e occhi
vedo macchie e scie
formiche con la pelle
mi guardano come specchi;
non c'è più nessuna riflessione
non sento più carezze
questo silenzio mi stupra
sono preso contronatura
il mio culo è intriso di sangue
rivoli che come un fiume muto
cambia l'architettura delle mio retto
un'aura e miriade di angoli
una brezza cava mi intrappola
circola da un boccone all'altro
la dispersione opulenta
la cavità del culo e dei ricordi
scopo col culo questa volta provo
sono in grado di camminare dentro di me
contando le cupole dei miei misteri
come sangue anale e perle di un rosario
sono Dio sono un uomo o un gay precario
faccio passi sulle lastre d'ombra
ho i pensieri invisibili ma misurati
il mio sperma sporca come terra nera
ordino i miei battiti concentro i respiri
non è naturale questo mio uccello
ora; scollegate tutti i modem
abbracciate il silenzio
bagnatevi la clito
dipendenti tossici
tossici dipendenti
spegnete i computel
questo reality è morto
lenta agonia eroina nelle vene
vita quotidiana;
volete una realtà poetica?
le guide intelligenti
passeggiano nel basso
le strade sono afone
di accordi armoniosi
spreco inutili energie
porto il mio pene da un lato
il giorno è finito nel quartiere
siamo intorno a mezzanotte
senza conseguenze e tentativi
per ordinare i miei respiri
in accordi in la minore trascritti
note di memoria arpe angeliche
sul glande del mio uccello
sono preghiere vuote; acide
processioni di membri
scopano e toccano volti
scolpiscono le strade
di orgasmi regalati
la chiamerei pioggia,
ma è solo una goccia
che scivola attraverso
i contorni del battito cardiaco
improvvisamente divento ramo
legato ad un raggio di sole
posso sbirciarti dentro
interno al tuo sesso
testimonio una costellazione
vengo e rabbrividisco
dopo ogni erezione
come fame attraverso
grovigli di lingue straniere
nei fiati di illusione
distendo i sentimenti
sono pianeta ora;
eroso dal piacere,
duro di memoria.
solo una suoneria
tintinnio estraneo
un organo
un pensiero inquieto
logoro con la disperazione
rido del campo filosofico
nonsenso della parola
regressione dei pensieri
sotto un cerchio pallido
nel cielo in cui ho gridato:
'Di più, di più!'
materno paterno
senza senso né parola
un momentaneo vuoto
volo e sparo al nulla dolorante
toccare il rudimentale
cerchio della creazione
nel reale senso della parola
urlo nel cratere della mia memoria;
"sono nato vibratore per curare l'isteria".
editano editano
spruzzano colori
sulle loro copertine costose
li comprano i loro libri
ci cadi con l'occhio ai giornalai
li trovi tra la carta igenica
nei supermercati venduti a chili
nei grill delle autostrade
in primo piano
sui scaffali delle librerie
vendono; studiano modelli
fanno censimenti e strategie
testano interesse solo marketing
sono socialmente imbarazzanti
vendono vendono
strategia di vendita
successo autoindotto
immagine e finzione
creati una faccia inventa una storia
paga pubblica divulga
fanno tutto da soli i predicatori
truffano poeti o abili scrittori
fanno leva e fanno schifo
facendo finta di apprezzarti mentono
hanno dietrologie stampate nel cervello
calcolatrici pronte nel cassetto
decifrano linguaggi postmoderni
ubriachezza prefazione saggezza
spacciano e spacciano vodka
come metafora di respirazione
bevono poesia diventano mistici
ti parlano buddista sei tu l'artista
sono la "tristezza" nel mio dizionario
bruciano poesia ti fanno vedere fiamme
scaldando puntualmente i loro portafogli
deglutiscono la tua anima, divorano
sono i nuovi parassiti del pensiero
cerca noia su google; è la loro biografia
non compilare campi nei contratti disperati
prendi quella penna e sparagliela nel culo
abolisci la tua impotenza quello è il male peggiore
esiste nei poeti una lealtà suprema
un non detto ma marcato nel pensiero
sono un poeta sporco vita e scrivo col sangue
se vuoi vendere i miei libri bello
quantifichiamo in EURO i miei versi
o le emozioni che mi scopano il cervello
capisco
il mondo
gonfio come una vena
spinge e spinge
i contenuti in avanti,
violentemente,
verso un nuovo tessuto
steso e germinato
uno stallo senza riposo
ad ogni angolo o curva,
continua come una fiumana,
col sangue dei fenomeni
sovratensione idiocratica
attraverso ogni mare
di questo mondo fremente
non c'è pausa
umana rottura
mutazione selvatica
vedere non è un significato
l'ennesimo inganno
posso dire che non ho capito
questo sconvolgimento
queste eruzioni di materia
un muscolo un nervo pulso di energia
vedo macchie nere spingo
sono invasato diffondo la notte
umile perpetua illusione
un crepuscolo nella moltitudine
tremolante come dopamina in spada
adrenalina e sangue e coca nella vena
uno scontro terribile di sensazioni
mi gonfio di rappresentazioni
flutto fumo bevo A G I T A T O
un disastro germinante
trabocco di oscurità
addolcisco le tenebre
tiro coca; come miliardi di perle di luce.
sparo spiro spero
punto gioco perdo
ogni giro è andato è vero
in culo fottuto bruciato
presente e passato
sono schizzato nauseato
bevo birre al parco sono tornato
quì mi facevo pere in mezzo al prato
a tredici anni ero già malato andato
sono un prodotto avariato conformato
pensieri di futuro come anagrammi
ma mi sparavo grammi tra overdose e spasmi
sono la maledetta periferia della mia vita
tutto è finito perché tutto è così corto
seconda opportunità in terza scelta
sorrido canto suono e scrivo ma ho torto
tutto o così corto perché tutto è nato morto
penso in doppio malto volo così alto e cado
l'adrenalina pompa e riproduce stati dissennati
parlavo con Dio dietro un vetro circolare da 2 e mezzo
cercavo vene col mio ago mentre Piero se né era andato
la tranquillità si compra a grammi nel cucchiaio
troppa merda e nessuno resta in piedi quì
si muore nei prati e sopra i marciapiedi
linee orizzontali come i sogni sul futuro nel cervello
spera spiri spara tutto è chiuso nelle bare futuristiche
Cobret, Cocaina, Crack, Ecstasy, Eroina, GHB, e Ketamina;
Marijuana, MDMA, Metadone, Metanfetamina
hanno bruciato il mio tempo e prodotto mostri
con i quali dormo muoio e mi sveglio ogni mattina
stà merda è maledetta ho ferito più persone io
che che sparà nei mercati con una mitraglietta
devo ancora pagare e pago morire e muoio
ormai ho sparato in vena anche l'orgoglio
droghe maledette tutte quante
fanno più morti loro che le guerre sante
non è problema se fà bene o male
ogni storia è una e maledetta
ogni tomba grida un altra pera
la morte è benedetta
una pera eterna
un pera
una
na
Tutto tratto dal libro che non ho mai scritto
come un Aquila viaggero tra le speranze e i sogni infranti tra alture seppellite e immobili sotto macigni giganti...vedrò passioni inerti nel terrore dei tanti..scendero in picchiata puntando il mio becco contro gli idioti i falsi e funambuli poeti sputando le loro verità sotto l'ombra dei loro: abeti. Desidero per me, il precipizio più alto che ci sia; perchè quando deciderò di buttarmi :) io saprò volare!!! perchè le mie ali sono sporche di terra di vita e di sangue..come vulcani erutterete la vostra energia di modo che nessuno oserà mai più tentare di spazzarvi via o forse trasformarvi in uno stock di burattini inermi,abbandonati li a marciree perciò a prevenire i vermi: non rimanete fermi.
oggi scriverò un altro insignificante modo di comunicare: la poesia. Vedo la poesia come il ruggiungimento ultimo di questa esistenza, l'ultima parola, l'ultimo respiro; prima di capire che tutto questo parlare era solo un altra idiozia umana in prosa.
devo dire dopo i miei figli le mie mogli i miei amori le mie passioni,la cosa più bella che faccio finalmente nella vita è: leggermi e rileggermi molto quando scrivo. Sarò folle ma scrivo i libri della mia vita e me li leggo. La penna è la mia vita, l'inchiostro il mio sangue i miei occhi l'esistenza e la mia mente una fotografia irreale di tutto questo!
Solo gli animali più acuti e attivi sono capaci di provare noia. Un tema per un grande poeta sarebbe la noia di Dio il settimo giorno della creazione (Nietzsche)
che noia i falsi anarchici travestiti da poeti che sparano rime sensa senso come preti; le false troie vestite come preti che danno consigli sul bene e sul sapere. Che palle gli idealisti della ragione o ragion pura kant ha rotto i coglioni. Tutto e dico tutto alla fine è una bella scopata o un accredito in banca....si chiama vita.e' una merda ma è così. qualcuno mi spari per favore
Che umanità di merda che siamo!!!
basta studiare un pò di paleoantropologia evolutiva per capire
che tutto esiste perchè l'uomo 10.000 anni fà lascio l'orzo al sole, esso fermentò e nacque la birra che ci crediate o no...l'uomo prese le prime sbronze e si evolse.Tutto; dalla ruota alla matematica alla poesia viene da un tipo di fermentazione che illuminò l'uomo e lo rese pensatore-dipendente. Magari qualcuno dimostri che ciò che scrivo è follia,che l'anello mancante non è l'orzo fermentato e la prima sbronza...e nacque la logica umana!!! Il paradosso sito in essa è:che abbiamo detto tutto;in forme variegate insulse o interessanti ma non c'è più un cazzo da dire.I più grandi illusi ora sono coloro che dicono troppo a chi dice poco. Ci vuole una nuova evoluzione.Dove la scimmia schieffeggierà l'uomo e lo sottometterà come si fà col padrone. Troppi e troppi blaterano e spompinano in qualche modo il loro ego come loro dio sotto naftalina.
Una nuova storia e un nuovo pianeta non basta per cancellarci tutti.
parlo dall'alto della mia autopsia con la lingua sporca di un anatomopatologo.vivente..vedo cadaveri spolverare parole e
sputare vita affine e infine degna della sua fine. La vera follia la trovo sempre in chi crede di non esserlo e professa ragione logica e limiti imperscrutabili per come io vedo la cecità imperante come legge e autorità del saper diamo oltre i passi e gli orizzonti oltre le rime fatte oltre il muro. .ultimo fuoco acceso in sto mondo spento e colorato bene in 3d facciamo storia e coltiviano sete ma siamo alcool e stiamo ancora in piedi. Non ho mai ragione mi detesto nel vero mi sopprimo in ogni verità;sono l'autopsia ipnotica dei miei pensieri. Facciamo ombra ai morti come fa solo un abete..benvenuti poeti benvenuti.
sante sono le droghe, salto è l'alcool, santi gli psicofarmaci, santa la tachicardia diastolica e sistolica,santo il cuore quando dà cenni di arresa; non ho trovato forse nessuno di quà e non troverò nessuno neanche di là: questa è la mia tranquillità
sono solo il mio passato. Il futuro in questa vita, in genere non mi riguarda, qualunque cosa dovrà accadere accadrà. Sono costantemente consapevole che passerà un giorno e questa consapevolezza della mortalità che conferisce al momento presente un valore totale e assoluto in relazione al tempo (passato o futuro). Posso sinceramente dire che la vita diventa più intensa e infinitamente più misteriosa quando il futuro non sarà più di alcuna preoccupazione.
siete sputati a testa in giù nella vita come un infezione espelle la parte peggiore di se. Siete codici binari a coda come pensieri stolti perfettamente affini alla consuetudine del rifiuto vomitante partorito in vita come benedizione di un qualcosa che di allegro non ha nulla. Come la vostra autopsia vi dico: non affrettavi a succhiare dalla vita come emeriti pompinari, non parlate di verità come supposte preparate al passo col tempo. Voi; anatomopatologi sentenzianti e professi idioti: siete umidi sotto la terra che vi copre. Parlo a voi come si fa solo col passato vi ascoltò come un silenzio eterno che sputa sul presente. Siete il paleolitico dei miei pensieri, magma primordiale che scarico nel cesso come evacuazione intestinale.
La realtà è che è tutto così inutile, tempo perso, tutto scade; siamo solo il prodotto in vetrina dell'ennesimo supermercato della vita.
Tutte le convinzioni sono nemiche della vita, trovo il decesso delle mie emozioni. La penna è la mia vita e l'inchiostro il mio sangue e credo l'illusione e la speranza siano l'ennesima follia dell'uomo. So che la freccia della mia ignoranza s’infrange contro lo scudo della mera indifferenza e che il senso della vita sia sito in tutte quelle cose a cui non sappiamo dare un senso logico.E il passare da un fallimento all'altro senza perdere il tuo entusiasmo; sia l'unico successo.La luce è più veloce del suono. per questo motivo alcune persone sembrano brillanti fino a quando non scrivono o parlano.
dovremmmo scrivere qualcosa che sia arrapante come la disperazione, illuminante come la cecità, forme nuove pulite come escre-menti gassoso-intestinali, che tocchi l'anima come uno schizzo di sperma sul viso, che degradi la deprecabilità del motore immobile aristotelico; un ultima possibilità all'incontro beatificante di una figa e un cazzo: una poesia da sexy shop. Un dildo vibrante per compensare la solitudine, una carezza al vetriolo nostrano per troppa gente che muore piano piano. Ecco il verso perfetto la maggior parte del tempo è soggettivo, solo indeterminismo all'interno di un meccanismo fatalista dell'anima, osservo anche alla partecipazione nella logica sacrificata; muta.Troppe e troppe lacrime pallide, metafisiche; perché vivo tanto più ho raccolto sul bordo delle loro sane idiozie. Nella mia bocca intrisa di vane possibilità vorrei trovaste solo la mia noncuranza per i vostri paradossi idiomatici.io sono la vostra autopsia. colui che entra dentro snza toccare come solo un anatomopatologo delle emozioni sà fare
non trovo differenza tra moralizzatori e alambecchi del nulla post illuministi, è sempre e soltanto una questione di ermeneutica deteriorata in ermetica di pensiero per me davvero pleonastico. tutto poggia su qualcosa che non c'è e non ci sarà perchè non esiste "esiste" ; non nel suo paradigma sepolcrale delle idee sulla giustezza libertà e amorevolezza della vita. l'uomo parla di cose delle quali a malapena afferra di non afferrare il resto è fantasia o meglio: illusione.conosco la biochimica dei sentimenti come la complessa interazione delle cellule neurali e le sue connessioni sinaptiche; per me è una poesia solo se puzza di merda come chi si pone come detentore della bellezza e qualità delle cose. Comunque non fare dianoiologi con me, tu sei per me paragonabile alloa stesso stremo di un vibratore rotto e terminato nella sua funzione di cazzo moscio per definizione.
io vi amo perchè siete tutti così prossimi deboli e indifesi. Io vi amo perchè avete la possibilità di prendere tutte le vostre illusioni e farci impacchi per il culo. Io vi amo perchè ho rispetto dei defunti e dei prossimi. io vi amo perchè vi vedo lì vestiti bene come non fareste mai ma qualcuno lo farà per voi. Io vi amo perchè siete nati vecchi senza data e nome se non una delirante eufonica aggregazione di consonanti che vi denotano. Io vi amo perchè ance le sillabe che uso per dirvi vi amo sono cacofoniche. Io vi amo come un ultimo respiro perfetto. io vi amavo davvero.Io vi amavo perchè avete tutti creduto nella follia dell'amore, nella possibilità di essere compresi e amati veramente. Io vi ho amato per la vostra carne che fremeva all'insegna degli orgasmi agognati. Io vi amo perchè le pecore sono sempre state le mie preferite.
Non brulicate come gli insicuri, non lasciatevi morire come i versi, se tutto questo è merda fate in modo di puzzare, l'orgasmo è essere non è schizzare, lasciate il senso la giustezza le paranoie la pesantezza; siamo parte di un nulla nessuna certezza. Gridate nella strade pisciate sulla gente il rispetto è sopravvalutato e non porta a niente. Mollate gli ormeggi salpate su un bel cazzo perchè ora ci siete; e poi non sarete un cazzo
arrogante come un bibliotecario
un libro disperso in mare
sfoglio anni come onde salate
eroso nella coscienza
come un vate
un tesori dell'antichità
recito me stesso
odio Schopenhauer
col suo animale sociale,
parlo meglio ai pesci
come San Antonio
rompo il cazzo
sulla dualità
e la necessità
di morte.
talvolta metto piedi sulla tavola
transito come pensiero antico,
ho il midollo spinale nell'orizzonte.
mi contorco come un serpente
cerco di salvare la saggezza
come un nettare vivente.
riscatto i miei dolori
come disperazione salina,
affilo anime; come spade di bronzo .
mi lascio andare a una goccia di sinfonia
annego questo mio paradiso testardo,
cedo l'ultimo giorno all'epifania del mio respiro.
Insegno all'umanità;
l'unica cosa è veramente importante:
nulla conta davvero oltre il mio respiro.
il mio errore è stata la filosofia
un gorgoglio spregevole
una speranza che affonda nello stagno
ho investito troppo in nuvole
esse non riescono a rompere
la rapida caduta dei miei concetti
battono nella mia testa
come insipienza solida
devo tornare al significato
tornare alla pietra
ribaltare i miei sogni
come macigni sulle cime
sono stolto reietto e relitto
come un improvvisa nascita.
che ci crediate o no
vorrei leggere più poesie
se i miei occhi lo permetterebbero
cieco da un occhio
indosso abiti rimediati
l'altro me è fuori
cerca di leggere leggere leggere
vedere vedere vedere tutto
attraverso il mio unico occhio buono
vado male male male
veloce veloce veloce glaucoma
regola regola regola come regolare
attraverso fianchi di mio padre
sdraiato nella sua tomba
mi faccio ombra e scompaio
piano piano piano
oggi farò cagare qualcuno
ma in realtà mi fate cagare voi
stupidi salotti bla bla bla
non esiste calma
calma post atomica
la deflagrazione della rabbia
mette le mani su ogni molecola
taglia tutta l'idiozia che separa
divide la vita dalla roccia
ciò che è avveduto con l'insondabile
siamo poesie di allevamento in provetta
tutta l'elevazione a un retrogusto nausea
l'essere umano è un vecchio scherzo
pubblicità algoritmica nelle TV
i marciapiedi urlano di progresso
muoiono apparentemente senza significato
la mente ci trasporta con le navi nel cielo
siamo scimmie con l'ultima divina follia
cerco un mondo nuovo di zecca
in cui tutto esiste tutti presenti
nulla era perché tutto nasce ora
erano piccole fibre pelose di polvere
fiamme arancione di una candela
unghie liscie su tutte le dita
tutto potrebbe essere nuovo
la verginità della prima volta
piacere dolore violenta mente
sono appena nato; ora tutto è vicino
assumo la mia dimensione
quì; ha un barlume di tetta
allungo una mano succhio e piango
mi sono perso cercando tempo
risposte come acqua nel pensiero
sono eternamente idiota autodidatta
spero tu capisca "vaffanculo"
cosa significa essere un folle
innamorato come un uomo
normalità o ennesima pazzia
tormento i miei pensieri
piscio su ogni controllo
faccio patti con la morte
l'unico modo di andare avanti
è sdraiato in un letto di legno
Io sono una tragedia
scrivo poesie sanguinose
quindi mi firmo in questa poesia
con coltello che ho lasciato dentro
piegato in due come un vecchio mendicante
sotto sacchi cartoni e lusso sulla sabbia
stanco sulle gambe tossendo come una stregha
attraverso e affogo nel fango dell'idiozia
voglio un riposo lontano da tutti
mi addormento perdo i miei sandali
calzati di un sangue zoppo e cieco
mi ubriaco con fatica ai vostri fischi
credo sempre alle persone
perchè per me è una fede
ora cerco tanica e benzina
perchè bagnarmi e darmi fuoco
è la cosa più serena
questa attesa vi ucciderà
il tempo avrà un attività breve
vita sarà per voi un mozzicone di sigaretta
soffierà fuoco sopra le vostre guance
tutti gli organi pulseranno all'impazzata
la vostra voce avrà un odore farmaceutico
declamerà pubblica e funerea attenzione
mi spiace è tardi siete piante giacenti
se solo potessi trovare una parola giusta
inizierei dicendo sti cazzi riposate in pace
giù per la gola ho un grido silenzioso
vaffanculo è la mia preghiera
evapora da sta cazzo di terra
la tua pienezza è frantumazione
chiude alla ragione per dimenticare
i miei coglioni lavorano in simultaneo
so bene cosa sono so di essere
buco occhi serratura e spia.
ondulazioni di gas bianco
ispirazione del globo
interezza e nuvole
eclissi del sole
in luce totale
come fiume di vernice
per descrivere un errore
un fiume di pensiero
per mangiare anime a colazione
come se fosse pane morbido
una sensazione vuoto nel vuoto
pieno di invisibilità e d'ironia
l'istante è come il sangue
mai visto ma intimamente avvolto
un taglio un'esplosione uno squarcio
il mondo è tutto rosso senza parole
come labbra senza tempo
sulla bocca da baciare
penetrare con le parole
abbandonare i colori
equidistanza di ogni notte
essere in te come la cosa in me
all'ombra di un pensiero
alimentazione fredda come la mente
la materia è una catena di domini
scatto foto istantaneae
dove lo spazio è pelle
corpi e lingue delimitati per baciare
l'esistenza è nella memoria
l'eternità è un cacciatore
sono stato nulla per sempre
l'analisi delle risposte
oceani e risacche di silenzio
un ticchettio di tasti fragorosi neri
una goccia di anima rossa
concatenazione di venti
la musica del passato
qualcosa di alto e profondo
come il gesso di un artista
i turbinii di colori di un disegno
un nome vuoto di esistenza
fumami toccami il cervello
la necrosi dei miei neuroni pensanti
la vita è così sterile di poesia
che l'unica parola che mi salva è
C H I U D I
un secondo
soffio il tabacco trinciato
mi freddo nei polmoni
un tumulto pubblicità selvaggia
nello skyline della consapevolezza
F O T T E T E V I
chiudo un occhio
sopra il bordo di un ombra
che si ritira codarda
tra nuvole di amnesia
ballo e ballo immobile
sono un anno più giovane
sto mentendo;
come un santuario della dispnea
la luna attraversa il cielo
drogata cerca eroina o
un'alba dimenticata
il mio è un regno
frammenti di spazio-tempo
come inerzia futile
l'aria rarefatta e
i suoi vapori cupi
creano una collisione
nelle conseguenze
è rimuginare
quello di inventare la
forma del un tempo scaduto
sono chiuso a cerniera
un piacere da dimenticare,
la mia bocca è la tomba
e lì; sono sepolte
le mie parole e il mistero.
L'eloquenza del vento
attrazione forte, concepire la paura, speranza al di là di noi pensieri come abissi, vuoti insufficienti e sperimento ragione con i fili nel cervello.
Sono nato all'interno di un altro i nervi vibrano come raggi, i nostri occhi si fondono labbra di ghiaccio; immobili desideri tremanti e ardenti caldo sangue dal petto, vincoli e sanzioni collegano l'uomo a tendenza sviluppo e natura. Somme e somiglianze arcaiche, vago interno alla natura intellettuale miniatura del mio io cosciente, condanno o disprezzo prototipi ideali eccellenti o ben concepiti come natura umana, essere esterno a me come ritratto assemblato, minuta particella composto BIOLOGICO, forma di purezza e luminosità, paradossalità chimiche dell'anima. Descrivo un cerchio intorno al paradiso che il dolore e il male non oso oltrepassare. entusiasmo sensazioni, antitipo comprensione stimo in modo chiaro immaginazione e peculiarità sottili, delicato e lieto di amare un amore da svolgersi in segreto; un telaio di nervi come accordi e note infilate in una voce deliziosa. Ballare con le vibrazioni in proporzione alle alterne richieste questo è il punto invisibile e irraggiungibile per cui tutto tende, spingono avanti i poteri dell'uomo per arrestare le pallide ombre senza possesso non c'è riposo né tregua nel mondo dei governi. In solitudine deserto pur circondato da esseri umani simpatici, i fiori, l'erba, e le acque, e il cielo sono movimento a primavera, nell'aria azzurra trovano corrispondenze segrete con il nostro intelletto.
C'è eloquenza nel vento senza lingua, e una melodia che scorre nei ruscelli il fruscio delle canne accanto al rumore relaziono, qualcosa di inconcepibile, risveglio lo spirito come danza di rapimento senza fiato, e porto lacrime misteriose come tenerezza per gli occhi, entusiasti del successo amniotico.Sono un cipresso all'ombra di un deserto; un potere morto: li divento sepolcro vivente e ciò che sopravvive ancora è la buccia semplice di quello che una volta era.
hanno storie legate
strade crepate grigie
tappeti d'asfalto colorato
una Jaguar nel cervello
la Rolls Royce della disperazione
prendono risciò autobus vuoti
tessono minuti e succhiano tempo
girando soli sulle loro biciclette blu.
la filosofia cammina lontana dalle merde
balla durante i fine settimana
teste piatte come lastre di arenile
Irregolari fecce con cervello idiota
e corteccia cerebrale spessa come un muro
neuroni che altalenano sui marciapiedi
teste traballanti come trappole preimpostate
catturano il nostro tempo come ubriachi
pesando come i morti
si arrotolano e come i vermi minacciano
tristi con i loro falsi nomi
vivono nei cavi nelle autostrade in rete
crakkano profili gruppi e idee
miserabili; i detentori dell'idiozia
denti sporchi e merda sotto i piedi
gengive di plastica e annerite
masticano solitudine di merda sotto le calcagna
copiate pure tutto; prendetevi il profilo
spacciate come vostro tutto il mio sapere
tanto io rifaccio tutto e sfido tutto col mio cazzo
per le merde come te che lo fanno col sedere.
si attacca e si attacca
vorticosa-mente tra il duodeno si attacca.
Il mio cazzo di intestino; si è innamorato di sè.
si attacca e si tocca e si struscia; puttana!
cerca spazio nel rene e spinge
vuole farlo e stringe ho una guerra dentro
dal cazzo alla testa e la laringe
spinge il bastardo e tromba dentro me.
Intestino è il mio destino
sono un morbo divorato
un virus alterato si muove e gode vomitando .
non posso fare nulla è dentro me;
credo che lo tirerò fuori lo taglio a pezzi lo sotterro,
gli porterò dei fiori ha digerito molto
ha fatto sesso con se stesso e ora è morto.
ora: vivo senza intestino
il mio culo è clandestino
parla come un vate; di mancanza;
lo fà alle mie spalle
con rumore in risonanza
lascio a voi questa abbondanza
ciò che escè è un elevato concetto
del tutto; come merda e mi diverto.
In principio era il caos.
Inetti; era solo cacarella primordiale.
sono dio non ho intestino e cago.
sii una merda e sarai il principio
sii il tuo caos intestinale nel creato
sii creante nel creare; generante e generato
oltre la tua merda; chi sei stato?
merda; verità assoluta, è il verbo.
quando il culo espleta;
lo stronzo cade:
quello è il tempo della vita
Io non ho eroi né esempi
cammino dentro i terremoti
mi drogo di felicità filtrate
faccio aste farmaceutiche
mi nascondo dietro le tende
supero i momenti insignificanti
ma cado in ogni percezione
verità marce e atrofia nelle parole scritte
è l'inferno della letteratura cadaverica
spreco troppo nei pensieri passati
tento impossibili resurrezioni
libero il mondo dalla fossilizzazione
masterizzo e cancello le vostre ceneri
ogni esperienza è contenuta
al di là delle frontiere della definizione
copertine di nulla sporche d'inchiostro
nei flussi; nudo puro riparo l'ignoto
gabbie di sciocchezze e routine e metropolitane
riconosco la cavità dei giorni in meno
rifiuto il velo delle prospette carriere
il vostro nome è tatuato sulle vene del mio uccello:
usurpatori di meraviglia e trasformazione
figli del nulla che spiegano il tutto.
Idioti!
non sò cosa è peggio
farsi domande o sapere
sono all'interno di ogni posto
colpi di scena nello stomaco
sento dolore vivo stanco
cerco ragioni per astenermi
i miei luoghi sono raccapriccianti
si annidano ombre di latta quì
strappano tutto, ti imbrattano di sperma
sono lettere scure, mi tormentano
occupano la mia mente,
sostituiscono tutto col vuoto
decidono la mia vita sospirano,
fanno orge sulla mia disperazione
sopravvivono a tutto; immutabili.
sono finito prigioniero; empio
come umida rovina transitoria
la mia cassetta postale mi fa impazzire
sento suoni di tam tam in testa
squilla il cellulare troppa musica
sono detenuto dentro la mia ansia
una depressione immane è buio
all'ombra della mia televisione
è il Tg delle 20.30 e l'ora della torazzina
Troppe tombe gridano parlano, ho squarciano il silenzio, io; ho pippato polvere di ossa urinato e vomitato bile, sono la mia fossa, è stato un lento orrore. Fanno paura i duri fanno male, continuo a pagare il passato, il mio eterno funerale o un crisantemo bello tatuato nel cervello. I miei lividi parlano, sto male e mi defilo, ho costole incrinate e non posso respirare. Sono una bestia iconoclasta: il resto è nulla e a me basta, tornerò tossico come ero, il rumore di un vetro rotto, il sapore in bocca, il treno nelle orecchie, una vena chiusa, il vomito la puzza, lo spacciatore stronzo, i denti cariati, le transaminasi alte, il male le epatiti, l'interferon le cure la paura e l'hiv; gli amici persi, il bianco il rosa la polvere mia sposa. Di nuovo spade l'acqua la paura, i soldi il freddo e le rapine. Tornerò lo stesso a farmi dentro un cesso, l'odore del piscio stantio il tremore, e seduto penserò al dolore, al bisogno alla voglia di scomparire. Vene nere braccia sporche piano piano da coglione tornerò alla morte. Perchè scrivere è qualcosa di arrapante come la disperazione, illuminante come la cecità, ogni forma nuova è pulita come escre-menti gassoso-intestinali, toccare l'anima come uno schizzo di sperma sul viso, degradare nell'idiozia e nella deprecabilità del motore immobile aristotelico; la nostra ultima possibilità sarà un incontro beatificante: una poesia da sexy shop. Un dildo vibrante per compensare la solitudine, come una carezza al vetriolo. Siamo solo piccoli sottoprodotti, topi urlanti, cavie da laboratorio di un grande esperimento chiamato goldman sachs. Numeri umani sbiatidi ma ben chiari a codice a barre, schiavi di un potere economico che di umano non ha più nulla. Questo totalitarismo mai registrato nella storia ci ha degradato nei sobborghi della nostra stessa vita.
Nessuno acquista più nei centri commerciali, sono loro che acquistano noi. Il nostro tempo è merce di scambio che gli alchimisti monetizzano. Le pubblicità ci guardano, le banche ci ignorano, gli stati sono solo una pastoia di inetti al comando di guerre con il nulla. L'umanità è l'ennesimo circo equestre dove nessuno si esibisce e nessuno applaude.
Siamo lo stremo di un tendone vuoto per un circo che fà spettacoli altrove. Un circo che fà spettacoli solo per sè stesso.
L'effimero puzza di insopportabilità, e l'insopportabilità è la palude nella quale stiamo affogando. Mettete una muta, comprate le maschere alla moda, imparate che la merda è solo un odore diverso. Questo mondo puzza di numeri a caso, questa razionalità umana è una vecchia scimmia che scrive una nuova divina commedia a caso in un caldo e confortevole studio superaccessoriato.
Se trovate un grattacielo degno di voi non esitate a volare almeno una volta.
Arriverò fino all'ultimo, sfido Cristo camminando sotto le foglie taglienti ma innocue nella mia giungla cupa. Il soffitto della foresta è stato completamente ricoperto dai fitti rami degli alberi e la popolazione densa delle loro foglie. Nel buio tenebroso ho fatto il viaggio il più spaventoso, l'attesa sconosciuta mi ha deteriorato ogni angolo della mia esistenza. Un fascio di luce o due sarebbero come bucare la grande oscurità con la mia fiamma, come se il vento avesse aperto una piccola fessura nelle altezze. Questa freccia di luce traslucida ricorda il mondo ho lasciato molti anni fa. All'età di trentacinque anni fui costretto a entrare in questo labirinto fatto di coca e follia, per seguire un corso senza meta, andare a caccia dopo un destino non rivelato. Ma il mondo che avevo lasciato tanti anni fa, era ancora luminoso nella sua memoria, quelle interminabili ore di gioco e di felicità spontanea. I venti intensi dell'adolescenza aveva spinto me a scordare tutto ed entrare in questa avventura buia. Il vecchio mondo non era più importante, la mia nuova vita non era altro che vagare attraverso i pericoli inestricabili della foresta. E 'stato un viaggio difficile come strani animali raccapriccianti minacciavano la mia sopravvivenza, e ho sfidato la mia sanità mentale.
Questo non è un mondo ordinario. Come essere umano non avrei mai potuto riconoscere questo mondo, neppure nei miei sogni. Le creature che costituiscono questo mondo sono oltre l'immaginazione delle fantasie più sfrenate di narrativa. La corruzione delle loro forme sarebbe la vista più dolorosa, un olocausto per i nostri occhi. Le loro voci entrarono nelle mie orecchie come roccia fusa lungo il canale uditivo, Le loro peggiori urla come mille grida di disperazione provenienti dall'Inferno di Dante. Il pungiglione delle loro zanne più mortale di qualsiasi creatura terrena. Povero e perso ho dovuto affrontare innumerevoli pericoli per la mia incolumità, quando sono stato costretto a lasciare la gioia dell'infanzia per incontrare i pericoli della maturità che avanzava.
Verso la fine del trentaquattresimo anno ho iniziato a notare un cambiamento nel mio ambiente. Nei pezzi di cielo mi appiono più spesso degli insetti da incubo sono sempre meno; ma ci sono. Finché, esattamente l'ultima luna piena dell'ennesimo anno di viaggio, si imbatté in una valle. La giungla è stata lasciato alle spalle e potevo osservare a distanza un enorme castello inquietante, maestosamente seduto al centro della valle. Certo, pensai, questa è la mia destinazione imprevista.
Mi sono avvicinato alla struttura monumentale e ai piedi delle porte alte mi sono trovato davanti due torri gigantesche, guardie con arma in mano, che proteggevano l'ingresso da qualsiasi intruso. Come mi avvicinai a queste creature bestiali, mi ammalai e la repulsione per il pus gocciolante dei loro corpi, la bava verde dalla bocca e la loro puzza di carne in decomposizione. Mi fecero fare"HALT, non passero!" Tuonò la voce della mescalina dentro di me guardando entrambe le guardie. Stupito e tremante, me né andai:
Per tre anni hobruciato il vento della giovinezza
Nel labirinto e confusione non ho conosciuto
la meta lontana che ho fissato per la mia vita
il mio viaggio è stato niente, ma lotta.
Nel tuo castello qualche gran bene devo guadagnare
Apri le tue porte in modo che tutti non sarà vana nessuna lotta!
I mostri giganti mi guardavano pensierosi come misera creatura.
Poi, in obbedienza al loro dovere, ho risposto:
Le porte di Verità sono fuori dalla portata
Per coloro che non possono violare
L'enigma antico recitiamo ora
'Questa cosa ogni cosa divora;
Dai più lontani soli al più vicino fiori;
Il re troppo potente deve un giorno conoscere
Sconfitta e la perdita contro questo nemico invincibile '
Rispondere correttamente o ritirarsi in paura.
Rapidamente folle ribattò:
Esperienza, madre di conoscenza
A voi mi impegno ora
Se la mia risposta sarebbe nel giusto
Sarò sempre fiducia nella tua luce
Guardie, l'enigma è sublime
La mia risposta è: il tempo.
Le porte si aprirono per me, che era troppo conoscevo bene la distesa del tempo. Nella solitudine eco, i suoi passi segnato il ticchettio dei secondi mentre guardava le alte torri all'interno. Al centro del castello una cupola alta splendeva d'oro e di gemme preziose cremisi. Ho capito che sotto quella volta grande il suo destino segreto deve trovarsi. e il mio "me" si trovò.
Entrò nel palazzo glorioso e intervistati la complessità ornamentale delle pareti, i modelli di squisita bellezza. Poi, alla fine, il suo lungo viaggio ha raggiunto il suo culmine quando vide sotto la cupola colossale uno spettacolo che non dimenticherà mai. Dal soffitto impiccato un oggetto che non aveva mai visto prima, leggermente incandescente con una sorta di flusso musicale. Lui si avvicinò, ma non era il solo. Dalla fine della stanza poteva ora vedere un'altra creatura si stava avvicinando troppo l'oggetto sacro. Rallentò il passo, ma ha continuato ad avvicinarsi fino a che non è stato faccia a faccia con la sua compagna silenziosa. Contristo poi parlato con lui, ma l'altro sarebbe solo imitare il suo discorso. Poi si è trasferito da un lato e lo straniero ha fatto esattamente come lui. In una iniziativa di essere gentile ha esteso il braccio per salutare il suo compagno. Il suo compagno era troppo veloce e la punta delle loro mani sarebbe sempre si scontrano, non gli permette di prendere la mano dell'altro. Contristo era paralizzato da una sorta di paura e solo guardò lo straniero. Guardò negli occhi e non vedeva nulla, ma una tristezza abissale, uno sguardo di disperazione, un grido d'aiuto. Vide una creatura fragile e debole, smarrito e confuso, senza gioia, del tutto priva di gioia ...
Fu allora che si rese conto che stava guardando un riflesso di se stesso. E i suoi pensieri ha cominciato a tessere la strada del suo futuro, calcando i primi passi nel cammino senza fine di auto-scoperta.
In questa tristezza che ho visto riflessa
Senza pietà era la mia disperazione
Questo corpo fragile così abbattuto
E' causa del peso che si assume
In questi occhi di dolore cristallo
Si trova il grande segreto di domani
Per capire il mistero inafferrabile
Tutta la mia storia disgraziata
Lasciate che oggi segnano l'inizio
L'essenziale per tutti i viventi
Per intravedere e assaporare la questione
Come trovare la propria vera espressione
Trovandomi sempre in viaggio
Tra le meraviglie di esistenza
Come il fumo di tempo si sfilaccia
Ciò che in una distanza avvicina.
l'aroma delle sigarette e di vergogna ha avvolto la stanza. lei con la mano tra le gambe geme ancora, piccoli sussulti e grida stridule sfuggono come ansimante sporco piacere. Tranquillamente passo; grattugio i biscotti che stò mangiando sulle sottili pareti della stanza.
Si sono fuse insieme cornucopia ed estasi, rammarico e risentimento.
Molti corpi ho assaggiato, loro venivano a me per motivi diversi.
Perdere o fondere se stessi con un altro corpo per sentirsi desiderato,
per dimenticare qualcuno; o semplicemente provare passione.
Sono orgoglioso di essere in grado di soddisfare le persone.
Io sono come Caronte sul fiume Stige, traghetto la gente al luogo di nascita primordiale della vita. In me, si trova l'eccitazione.
Centinaia di volti senza nome sono passati da ma, alcune abituali, alcuni perchè poveva essere solo così. Ho sempre avuto un forte impatto cerebrale, un calore vivo, un attrito-approccio sensuale, un tatto liquido; un sapore di sesso come forma essenziale.
Contorcersi, esercitando pressione sul pube è sempre stato per me un bagliore con una lucentezza vitrea. Come le finestre macchiate di sperma ricordo di piacere.
Se il mio tempo valga io non lo sò; l'ho lasciato sul comodino dopo di te. Quello che valgo è da tempo andato.
Ma sono orgoglioso di essere in grado di soddisfare le persone.
L'amore come il sesso, non è fatto di libri di fiabe, esso cresce, respira, vive, si evolve e si archivia. A volte nelle caselle stampate e ammuffite
nel buio della nostra anima; o tra tipi di fibre colorate.
Io sono il presagio; questa definizione tradizionale diventerà un fallimento. Ma non vedo questo come una cosa negativa, per un NOI ci vuole tempo come per fare una linea diritta o ad angolo retto; è impossibile farla bene di getto: ogni volta è la prima volta.
Abbiamo amato, condiviso, e goduto.
La più grande invenzione di questa natura: il piacere.
«perdonami padre poiché ho peccato".
Ma padre; "scopami" Io sono un dono del peccato
Il mio uccello è gonfio, pieno di crema di vita.
Un maestro nobile, lenisce scopa come un selvaggio nel suo stato di trance, ti prendo bruto attraversandoti retto e dentro come una piacevole trasformazione; un colpo piano uno alla volta sono dentro come uno psicotico, gonfio e mai depresso; l'idiota "cazzo" penetrante cresce e rinasce al tuo calore; alle tue contrazioni.
Si assicura il posto più interno come fosse una gara d'appalto, o un servitore gentile; ha imparato da ascoltare i corpi come la musica, lui stesso è diventato socialmente divertente. E' un "cazzo" sociale.
Tutti gli appassionati sarebbero venuti in orde solo per ascoltare i brani che torcono la loro rapida tra le labbra umide o come acque bianche impetuose. Acque calme serene felici sulle labbra e nel sapore.
Di volta in volta ho imparato e conquistato ogni pedaggio.
Potrei dire che il mio "cazzo" è un tossicodipendente, un troglodita pomposo, l'icona di un idiota.
Ma che cazzo; io ci sono nato attaccato!
lascio andare tutto, la gioia scopa la tristezza, dove saranno le tue mani, dove poggieranno le tue labbra; scalderai il mio corpo? Ho una carezza disegnata in volto, guarderai cosa o quale parte ma non saprai darmi un sogno, Io; sono un vecchio lp in vinile, un collezionista e ascolto continuamente ascolto, lato A e lato B consumo: piano piano 33 giri per volta amo questa musica. Il mio silenzio a volte è esistenzialista ermeta del cazzo, un fautore del pensiero, uno gnomo mentale, decretate su di me, masturbatemi; ho un esistenza nel culo. Di ciò che scrivo me nè fotto, razionalista psichiatra, topo, ho la psicologia di un ratto suicida, un detentore dell'io del tu del me.
Un fenomeno della parola, della semantica, della logica osservante, studiate stò cazzo capirete tutto. Non c'è nulla da studiare, il mio sapere è non sapere, il resto è bla bla bla. Amo la anatre intelligenti, sono così umane, ma muoio e belando come una pecora, sono stato gallo cagna e schifosamente uomo
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