Uccidimi, l'hai già fatto piantando i chiodi nelle parti più dolorse del mio corpo, affonda, affonda ancora; quello che vedi è sangue.
Lasciami segni e cicatrici, dissanguami e bevi la mia vita, succhia li; sui tagli: bevi questo sangue.
Quest'atrofia endometriale mi devasta come le tue parole.
Dammi dolore, ho bisogno di sentire e nel ferirmi affonda per favore. fammi perdere conoscenza.
Lacerami ancora con l'idiozia, uccidimi col tuo odio, recidi le mie arterie; strappa le mie bandiere e tassellate sopra i muri.
Puoi monitorare la mia assenza, nei pensieri nelle strade e tra i palazzi, ai capolinea delle tue fermate mentali.  Eri a tuo agio nel mio respiro, una molecola di speranza. Finito; è inevitabile soffrire.
Vorresti cancellarmi? Reciderti i ricordi?
Nei solchi profondi delle nostre perversioni, il tuo sesso violato sotto il mio, colpi e colpi; il sudore e l'odore di noi è inestirpabile come la serotonina che bacia i feromoni: la nostra biochimica del sesso.
Dissanguami e fallo adesso, non valutare bene e male; fallo adesso.
Sapevamo bene che era troppo, troppa libertà e troppa passione porta a esistenziale perversione.
Ora; mi addormento tra il sonno e la confusione, agisce la morfina sui plessi mioenterici del mio tratto intestinale, riduce la mia mobilità pesando agli occhi.
Ti ho sempre vista così, meglio di come tu ti vedi; amara: ma la più bella in un grappolo di foto.
Amo il tuo volto no..non muoverti, lasciati guardare; piango dentro: piango rido e grido. Non sò


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