Questa è la vendetta della mia coscienza, ma ora sono debole, inghiottito nella mia memoria visiva, nel rombo selvaggio dei miei nuclei talamici inferiori, intriso di chimica come amigdala archivio della mia memoria e della mortalità poggiata a piste come coca su un tavolino.
Lotto disperatamente con la scorza dei pazzi come un malato di vita.
Le mie fantasie sono un prestigio segreto per l'eternità, colano lungo la spina dorsale con la bava che autoproduce se stessa.
Annegando nel piacere come un enorme erezione; nel dolore mi nutro ancora di sfide maggiori: l'unico modo per dimenticare me stesso paralizzato dal mio stesso peso.
La soglia di tutte le realtà non è mai reale.
All'inizio di tutte le cose, abbiamo entusiasmo, un mondo intero da cambiare; poi svanisce l'entusiasmo, il rapporto cede e il mondo scompare.
La follia è solo uno dei tanti modi per accettare la realtà, la ragione è l'unico per nasconderla.
Scriverò un altro insignificante modo di comunicare: la poesia.
Vedo la poesia come il ruggiungimento ultimo di questa esistenza, l'ultima parola, l'ultimo respiro; prima di capire che tutto questo parlare era solo un altra idiozia umana in prosa.
Ma vi amo perchè siete tutti così prossimi deboli e indifesi. Io vi amo perchè avete la possibilità di prendere tutte le vostre illusioni e farci impacchi per il culo. Io vi amo perchè ho rispetto dei defunti e dei prossimi. io vi amo perchè vi vedo lì vestiti bene come non fareste mai ma qualcuno lo farà per voi. Io vi amo perchè siete nati vecchi senza data e nome se non una delirante eufonica aggregazione di consonanti che vi denotano. Io vi amo perchè anche le sillabe che uso per dirvi vi amo sono cacofoniche. Io vi amo come un ultimo respiro perfetto. io vi amavo davvero. Io vi amavo perchè avete tutti creduto nella follia dell'amore, nella possibilità di essere compresi e amati veramente.
Io vi ho amato per la vostra carne che fremeva all'insegna degli orgasmi agognati. Io vi amo perchè le pecore sono sempre state le mie preferite.
Tutto è così triste e aporettico come fosse "Filosofia".
Lotto disperatamente con la scorza dei pazzi come un malato di vita.
Le mie fantasie sono un prestigio segreto per l'eternità, colano lungo la spina dorsale con la bava che autoproduce se stessa.
Annegando nel piacere come un enorme erezione; nel dolore mi nutro ancora di sfide maggiori: l'unico modo per dimenticare me stesso paralizzato dal mio stesso peso.
La soglia di tutte le realtà non è mai reale.
All'inizio di tutte le cose, abbiamo entusiasmo, un mondo intero da cambiare; poi svanisce l'entusiasmo, il rapporto cede e il mondo scompare.
La follia è solo uno dei tanti modi per accettare la realtà, la ragione è l'unico per nasconderla.
Scriverò un altro insignificante modo di comunicare: la poesia.
Vedo la poesia come il ruggiungimento ultimo di questa esistenza, l'ultima parola, l'ultimo respiro; prima di capire che tutto questo parlare era solo un altra idiozia umana in prosa.
Ma vi amo perchè siete tutti così prossimi deboli e indifesi. Io vi amo perchè avete la possibilità di prendere tutte le vostre illusioni e farci impacchi per il culo. Io vi amo perchè ho rispetto dei defunti e dei prossimi. io vi amo perchè vi vedo lì vestiti bene come non fareste mai ma qualcuno lo farà per voi. Io vi amo perchè siete nati vecchi senza data e nome se non una delirante eufonica aggregazione di consonanti che vi denotano. Io vi amo perchè anche le sillabe che uso per dirvi vi amo sono cacofoniche. Io vi amo come un ultimo respiro perfetto. io vi amavo davvero. Io vi amavo perchè avete tutti creduto nella follia dell'amore, nella possibilità di essere compresi e amati veramente.
Io vi ho amato per la vostra carne che fremeva all'insegna degli orgasmi agognati. Io vi amo perchè le pecore sono sempre state le mie preferite.
Tutto è così triste e aporettico come fosse "Filosofia".
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