La libertà nella disperazione dei quanti





Una speranza naufragata nel niente un isolamento estraneamento metafisico. Sono la voce di una prigione, un'oasi di coscienza rinchiusa in una bottiglia che galleggia su un oceano di nulla. Non c'è nulla, ma me stesso. Ma "io" non è umano. La coscienza è il momento di silenzio assoluto prima di starnutire, pisciare, scopare. Sono il vuoto che non si sente mai, sono nel flusso di una minima corrente che non può mai salire in superficie, ci sono dentro senza nome. L'irrealtà di me non è una punizione  è una promessa, nulla può essere condannato alla miseria eterna. Ogni dolore è una spina, ogni petalo è una gioia: ma non ci sono salito a vestirmi di eterno tra loro.
La vita è un sogno che non si arrenderà mai il resto è illusione.

ballo nella nebbia come una particella,

lampeggio alla luce del tempo,

senza limiti di fuga nel buio del sonno.


L'esistenza è sempre stata per me un luogo buio. Non è necessariamente deprimente e inquietante, è solo una scure che manca di una spiegazione e scopo. Ma in qualche modo, dopo anni di inutilità, ho iniziato ad amare oscurità della vita.
C'è qualcosa di incantevole nell'enigmatico che nasconde qualcosa di più profondo o qualcosa di sconosciuto è in genere molto intrigante, come una maschera o di un simbolo. L'analisi è la capacità di immergermi sotto la superficie di una cosa, al fine di comprenderne la sua struttura interna. Lo scopo della scrittura è vago e incerto come un intrattenimento.
La trasmissione della conoscenza o attività spontanea di comunicazione mi fà sentire squisitamente umano. Tutti e tre sono plausibili. Primo, per me la scrittura ha una funzione simbolica, è la voce mascherata del pazzo delirante che tutti noi portiamo dentro. La maggior parte delle lotte nella vita nascono dalla discordia tra la nostra coscienza di veglia e la bestia che abita nella fossa.

La notte aquisisce dal nostro inconscio le nozione del giorno vissuto Quel tale mi ha rotto le palle, quella aveva una voce sensuale; etc etc. .
 Se solo avessimo la forza e la perseveranza di registrare ogni dettaglio fugace. Tutti questi desideri frustrati, che ogni giorno attraversano il nostro cammino sarebbero controllabili.
Ogni spiraglio come vento solleva ondate di polvere davanti ai nostri occhi che sono l'immagine speculare della nostra saggezza finale nei comportamenti.

              

come una bestia vedo questa deformità

                           

la mia ragione non è equa e non è quà


Vorreii sbagliarmi, ma credo che ci sia molto da temere, nel corso della nostra vita. Si tratta della paura che il vino, i computel, la televisione, le futilità, ci distraggano dall'attenzione di renderla migliore; forse è vero o forse no: ma non la potranno mai annientare. La maggior parte dei filosofi denunciano la disperazione come tendenza inevitabile, ASSURDO! L'avanzamento evolutivo il migliorarsi è parte della vita; non dell'uomo. Infatti, questo movimento irrefrenabile di infiniti cicli di idiozia che lamenta l'esistenzialista disperato, che si guadagna da vivere dichiarando la banalità delle cose nella vita.

E 'affascinante e indicativo pensare o constatare che in tempi in cui l'atteggiamento di pianto universale adottato da molti scrittori intelligenti, e noi, come pubblico abbiamo contribuito con la lettura di essi manifestando tutta la nostra impotenza e fragilità.
In ogni caso, la paura che ho citato non nasce dalla consapevolezza intellettuale che le cose che facciamo nella vita non hanno alcun significato o definitivamente dalla mancanza esistenziale di fiducia nello slancio frenetico del tempo. E 'una sensazione solo descrivibile in metafora, è solo visualizzato nelle rappresentazioni del più profondo orrore.

Non si muovono
Avanzano
ma il colore cambia
grigio a nero
il nero più puro
profonda più profonda
ho un ogni tick al cuore
segno un ulteriore passo in avanti
un labirinto di incomprensibilità
un universo vuoto
senza stelle o galassie
totalità di silenzi
nella paralisi cognitiva
come turbolenza sotterranea


Tutto si raggiunge per paradosso, perforando l'orrore del buio, cercando di tenere la mano alla cecità, bagnare la fine delle dita un fiume di dolore ...dopo aver attraversato la vostra mente a più livelli lontani e anni luce di nullità.

due opzioni; urlare asfissiare nella stanchezza e mancanza di spessore, Sposo il silenzio
isolato a tempo indeterminato nella consapevolezza crudele dell'inspiegabilità dell'esistenza.

Perché continuare a scrivere in modo lineare e logico prendiamo atto che la scrittura è la conseguenza del pensiero. Si dovrebbe riflettere sulle caratteristiche della mente umana, della sua capacità discorsiva e fluttuanza in termini di interazione del pensiero emotivo.

Quando nell'ambito del possibile si esauriscono idee,perdono la concretezza nel deserto ghiacciandosi come neve sulle montagne. Se non hai sentito fin dall'inizio che in agguato dietro ogni esperienza monotona un'energia esplosiva una potente ondata di fulmini, tutto rimane dormiente nei quartiere reconditi della nostra coscienza, dietro ogni sbadiglio silente come un tuono o un piacere sordo; la rapacità dell'idiozia prende forma nella nostra vita.
Seguire la pioggia nel cuore della tempesta. Solo allora l'uomo sarà pronto per il rilancio del nuovo, la riscoperta della curiosità il non aver paura della sorpresa. Fintanto che vi è spazio per l'ignoto, tutto vi sorprenderà con stupore e tirannica passione.Interrompere il flusso dei pensieri attraverso i dogmi scientifico-religiosi sarà la fine della speranza e dell'uomo.
   
Ho iniziato a scrivere alla ricerca di un senso e lungo la strada mi sono imbattuto in un ostacolo insormontabile, quasi mortale. Tutti i libri sono in veri ma cercano permanenza; lunga vita. Questo non mi impedisce di vivere in un mondo in cui governi permanentemente in ogni particella di materia che mi compone e quindi le mie azioni hanno dovuto sottomettersi al tipo di struttura esistente, le parole hanno dovuto abbandonare il mio ordine. Ho dovuto accettare il caos di incertezza e riprendere la mia ricerca. Non più alla ricerca di una filosofia perenne e veritiera, ma solo per la mia saggezza personale e temporanea. Per le domande più profonde non ho mai guardato nei libri, ho avuto la fortuna o sfortuna di vivere  fondamentalmente a diretto contatto con i paesaggi fantasmagorici della natura, il buio silenzioso dello spazio e gli abissi inviolati della mia ragione di essere.


Mi limitano
le ganasce rocciose
le montagne della Patagonia
i laghi come i mari
azzurri e vicino al cielo
l'universo che rinasce
i milioni di luci di la notte
il trasformarsi di ogni cosa



Il vivere in incredulità costante, mi ha permesso di interpretare tutto come vita onirica totale, l'intera esistenza mi è apparsa inconsistente. Come un sogno bizzarro. Eppure sono sicuro che la definizione del cosmo mediante l'analogia antropocentrica del sogno non si avvicina a ciò che sta realmente accadendo  e la realtà è molto più esuberante selvaggia della nostra speculazione dialettica. Quà e là ho imparato a credere che comprendere il cambiamento è un compito più complesso e richiede una trasformazione interiore. Non abbiamo solo il punto di Archimede inamovibile intorno a noi, tutte le cose cambiano e si evolvono. Ci arrivano similmente come acqua che scorre da uno stato ad un altro. Comprender le cose a caso permettendomi di crescere e decadere all'interno di esse. Sicuramente è difficile.
Abituarsi a questo richiede grande coraggio e capacità eclettiche. La ricompensa non ha prezzo: l'arte della trasformazione è la vera arte di vivere.
La trasparenza dell'acqua pura viene inghiottita dal nero della notte e lentamente sopra una striscia di luce sfocata ci convince della stranezza della nostra condizione. La Via Lattea, la nostra galassia, il simbolo del nostro stupore diventa, nei momenti prolungati di silenzio una sorta di pathos, si percepiscono le cose in modo diverso. Siamo liberi di essere altrettanto rocce come pioggie o silenzio esistente nel fondo di profondo lago blu.

immobile (tempo)
sereno (spazio)
una roccia per l'età
profondità al di sotto
dello Zen abissale


A volte mi rifiuto di sopportare l'agonia di rincorrere
e sognare la mia morte. In tempi brevi.


deserti desolati troppo
montagne intimidite
mostri nella città delle bestie
Ingabbiamento
oceani deliranti
una tomba terrificante
voglio un inferno
non posso solo vivere e morire
con la mia disperazione
Il mio demone: la disperazione
Il mio salvatore: meraviglia
La mia meditazione: una donna
Le parole a caso: Il mio sonno
Un oblio dolce: una roccia che imperturbabile mi protegge.

Mi chiedo qual'è la ricerca in materia di disperazione
e qual'è la disperazione in materia di ricerca.


Sogno; un pomeriggio in cui tutto si era infuocato si è trasformato in un viola turbolento. Se fossi stato sveglio avrei potuto descriverlo, non aveva altro nome che viola turbolento. Mi legano la cieca necessità di chiamare tutto con denominazione. Sono uno schiavo di nome Enrico in un processo ambiguo. Saltando dentro e fuori ignaro dello spazio della mente, sensazioni brevi e poeticamente vaghe, dedico la maggior parte del mio tempo senza scopo alcuno. Senza alcun preavviso o spiegazione ho cominciato a scrivere nel papiro dei pensieri come questi.
          
Secoli di ombre danzanti
Avete il forte vento del destino
Spento sogno ricorrente dell'uomo
Da dove vengono tutte queste voci
Nascono dalla paura notte


Non ha senso rivelare le parole, del mistero della mente, come lame; si uccide il tentativo di riprodurre la meraviglia della natura selvaggia. Sono diventato che l'esistenza della lingua scritta non avevo altro scopo se non per esprimere lo shock del nostro incontro con la realtà che non sono stato mai in grado di spiegare. Così, senza rammarico avevo paura essendo sopravvissuto a innumerevoli morti imminenti cercavo ancora una volta esprimere la bellezza della natura innaturale.
Tanti anni organizzare i miei pensieri Quel suono quella disperazione finale; ho trovato ogni volta in ogni cellula del mio corpo una nuova vita di pensieri fiduciosi sulle terre inospitali della vita: amo questo paradosso. Quindi ho studiato il mio corpo con cura, come se si trattasse di un grumo di materia extraterrestre e completamente ha dato la speranza di un conto sistematico dell'esperienza umana. Poi di nuovo mi sono concentrato sul cielo e il mondo era ancora di un viola turbolento. Non molto tempo dopo che per la prima volta ho iniziato a dubitare delle scienze, delle religioni e dell'arte. Mi sembrava che se tutte le cose andavano male e l'arte era l' ultima disperata tentazione. L'arte ha avuto un legame speciale con l'essenza di ogni esperienza, abbraccia tutta la moltitudine di tutti i genere di sentimento e azione e tuttavia trascendendo da tutto e da tutti: o almeno così pensavo.

"La vita e la morte per l'arte" sarebbe stato il mio motto un pò di anni fa. Ma nella mia ribellione contro tutto i dogmi la rivolta dei miei ideali e la mia convinzione tutto è diventato insignificante. Forse è il tono viola della mia coscienza. Se i miti, le religioni, le guerre, la schiavitù, le razze, paesi, continenti e le galassie hanno tutti un tempo assegnato, l'arte è effimera Sicuramente come il resto. Sono rimasto solo e con la mente indigente, mentre l'eco di un tramonto riverbera nelle bare della memoria. Finalmente mi sono liberato dalle mie preoccupazioni più ostinate, secondo solo alla morte; vale a dire, la vita non è più vissuta per l'arte, l'amore, il denaro, la fama, la gioia o per istinto da solo, mi sembra probabile di essere qui per nessun motivo in particolare. Un'ultima cosa rimane certa: il nulla.

Tornando dal sottosuolo
Riflessioni in echi
Pozzo della disperazione
Fontana di meraviglia
Ironia di questo paradosso
Arte della Natura
Concepire la morte dell'arte
Un fuoco morente
idea turbolente


La scienza è basata su un giudizio di valore scientifico. la scienza sostene che la conoscenza e la verità sul mondo è possibile solo attraverso il controllo del metodo scientifico. pertanto, tutte le altre fonti di conoscenza sono un dubbio, se non, sbagliate. la soggettività radicata nella sua grandiosità, nella rappresentazione dell'universo che pretende di parlare come un dato di fatto obiettivo possibile. ttuttavia, l'impresa scientifica è ancora limitata perché dobbiamo trattare il cosmo come un problema da risolvere, sapere perché si devono ancora rispondere è molto più importante di qualsiasi altra attività umana. I vantaggi tecnologici grandi di cui godiamo oggi non sono affatto essenziali; chiaramente vediamo il mondo animale senza veicoli duraturi o la televisione, o come la gravità e l'entropia. speci molto complesse hanno abilità innate o di volo. QUINDI scienza non può pretendere di essere il percorso finale per una vita migliore, si tratta di un fenomeno storico che esiste solo per gli ultimi secoli e non è necessario per la vita su questo pianeta. In questo punto di vista morale senza la scienza non è scientifico, perché non può fornire la prova di un atteggiamento scientifico è più preferibile rispetto, ad esempio, o un 'estetica nichilista. semplicemente la scienza purtroppo non è in grado di prevedere le emozioni umane o tracciare le nostre decisioni future, non può nulla su ciò che dobbiamo fare, si limita a ciò che non è quello che dovrebbe essere.
Certe persone pensano o credono di essere le menti più razionali oggi. hanno razionalità associata ad un metodo di indagine (ad esempio metodo scientifico) e hanno abolito tutte le altre fonti dati e conoscenze. questo mi sembra più simile a un vantaggio che una limitazione, la scienza appunto non può trattare con l'intero spettro della nostra esperienza. funziona solo sui fenomeni osservabili esterni e deve ancora contribuire davvero alla comprensione della coscienza umana. per molti secoli a visto questo limite come un disagio, l'ombra della coscienza ha insinuato nella fisica moderna che i concetti fisici anche di base come la massa, distanza, velocità, tempo, dipendono da un osservatore. in una più ampia libera, la razionalità dovrebbe comprendere più di una semplice scienza e la sua logica madre, visto che la scienza è strettamente limitata dalla sua impossibilità di connettersi con la nostra intera esperienza di vita. in altre parole, siamo consapevoli delle cose che la mente analitica non può formulare. Il discorso razionale della scienza è incompleto, non può essere visto ancora come un immagine perfetta in quanto manca di comprensione nella nostra vita interiore che è vera e innegabile come il mondo esterno. per questo motivo siamo in grado di conoscere la vita scientifica altrettanto quanto un trattato da un romanzo, una poesia, un bacio un paesaggio una scopata un figlio.


Ho lasciato la terra fredda
tra i ronzii e il fumo
lascio al tavolo
un ricordo ubriaco
nello specchio giallo
pulito come un koala
rido a mezzanotte
dopo un paio di sorsi e
sospiri estenuanti
ricordo la mortalità
del legno e delle pietre
collisioni di suoni
in volo come gabbiani
il coito della luce
le tenebre
il mio catere mentale
L'acqua, essenza
spruzzi di metallo
eruzioni di silenzio;
eruttazioni di vita sepolta
sotto come erbaccia
fiorente nella ghiaia.
una piccola tasca di esistenza
un verde, all'interno di un sogno.
un angolo di terra allucinato
il vento sui capelli
la luce del mattino pigro
lo stendersi sul terreno
dormire accanto alle nostre ombre
reali o irreali non sò;
ho immerso la mano
tra i solchi del mezzogiorno
ho suonato musica con furia
in troppe inette tonalità
come effimera vita .


Quando l'ambito del possibile si è esaurisce della sua agonia si può svoltare a sinistra, dove una montagna gigantesca separa il deserto dalla neve. Non ho compreso subito o sin dall'inizio che in agguato dietro ogni esperienza monotona c'è un'energia esplosiva aspetta di farsi avanti e trascinarci. E 'come se una potente ondata di fulmini rimanesse dormiente in una parte recondita della nostra coscienza, dietro ogni sbadiglio di noia un tuono rapace di gioia cerca ingresso nella nostra vita di non udenti, ciechi, limitati.Le mie idee girano a cerchio come falene sulla luce dell'incoerenza.
Seguire la pioggia nel cuore della tempesta. Solo allora saremo pronti per il rilancio del nuovo, la riscoperta della sorpresa. Fino a quando si sarà spazio per l'ignoto, tutto ci sorprenderà con meraviglia e interromperà il flusso dei pensiero tirannico: c'è speranza.
 Alla fine ci concentriamo più su come moriremo che su come abbiamo vissuto; abbiamo davvero lasciato che la vita ci sorprendesse? Tutta questa merda di controllo ci sarà davvero servito a qualcosa? La realtà e che moriremo idioti così come siamo nati. Siamo nati urlando per morire nel silenzio. Ma anche questo sarà razionalizzato digerito misurato e vomitato come tutto.

Vorrei tornare scimmia per rievolvermi a uomo migliore.   

Avevo cominciato la ricerca di senso e lungo la strada mi sono imbattuto in un ostacolo insormontabile: la mortalità. Tutti i lavori sono vani se cercano permanenza. Questo non mi ha impedito, se devo vivere in un mondo in cui l'impermanenza governa ogni particella di materia quindi le mie azioni. Ho dovuto dismettere qualsiasi tipo di struttura intellettiva, le mie parole a volte devono abbandonare l'ordine. Ho dovuto accettare il caos dell'incertezza e riprendere la ricerca. Non più la ricerca di una filosofia perenne, ma solo per la saggezza temporanea. Per le domande più profonde non ho mai guardato nei libri, ho avuto la fortuna di vivere in soggetti fondamentali: a diretto contatto con i paesaggi fantasmagorici della natura o il buio silenzioso dello spazio.



Impossibile sfuggire
sono appeso su di me
etereo liquefatto multicomposto
atmosfera di sostanze chimiche
un formicolio meccanico del passato
un quantum immobile di semi galleggianti
costantemente in mirroring
nei puntini di una valle
spero ancora in picchi di partenza
Ho parlato con tonalità
spesso scure del domani
seducendo la disperazione
assaggiando il mio sangue.

Svolazzo come il pensiero di un coala
caduto nei perimetri della meraviglia
atemporalità del non sentito,
incapace di resistere
lingue di vapore in aumento
La pelle vecchia degli alberi
invade di senso il territorio
mentre curve vaghe come nuvole
si cercano come embrioni
terminando il viaggio.



I segreti costantemente cercano la verità      


Nel vivere di costante incredulilà ho potuto interpretare la vita come un sogno totale, l'intera esistenza è apparsa altrettanto incostante come il contenuto di qualsiasi sogno bizzarro. Eppure sono sicuro che la definizione del cosmo mediante l'analogia antropocentrica del sogno non si avvicina a ciò che sta realmente accadendo. La realtà è molto più selvaggia ed esuberante rispetto alle nostre speculazioni. Qua e là ho trovato prove mi hanno portato a credere che il compito più difficile è il cambiamento: la trasformazione interiore. Siamo il punto inamovibile di Archimede  attorno al quale tutte le cose cambiano e si evolvono, siamo esseri che passano da uno stato ad un altro. Consento al caso di fare breccia e casa in me. Permetto alle cose di crescere e decadere internamente a me. E' sicuramente difficile, abituarsi a questa impermanenza interna; essa: richiede grande coraggio. La ricompensa non ha prezzo: l'arte della trasformazione; diventerà la vera arte di vivere. Le cose stabiliranno. La pura trasparenza dell'acqua sarà inghiottita dal nero della notte lentamente, sopra una striscia sfocata di luce ci convincerà della stranezza totale della nostra condizione. La Via Lattea, la nostra galassia, diventerà il simbolo del nostro stupore. In quei momenti prolungati di silenzio le cose saranno percepite in modo diverso, saremo tutti liberi di essere altrettanto rocce quanto silenzi esistenti sul fondo di un lago blu.
È necessario trovare la nostra meraviglia e il motore della nostra volontà.


Immobile (tempo)
Sereno (spazio)
Rocce senza età
Profondità abissali
Zen neurochimico


Sopporto l'agonia ricorrente di sognare la mia morte. In tempi brevi.

     

I deserti diventano troppo desolati
Le montagne intimidiscono i mostri
Ingabbiano le emozioni delle bestie
Creano oceani troppo irrequieti
La mia tomba è terrificante
Brucia lapidi all'inferno
Posso solo vivere e morire
Interno alla mia disperazione


Il mio demone: la disperazione. Il mio salvatore: meraviglia. La mia meditazione: inchiostrazione poche parole a caso. Il mio sonno: la dimenticanza è dolce come la roccia che poggia nell'imperturbabilità.
Il pomeriggio di fuoco si è trasformato in un modo che non potrei descrivere. Non aveva altro nome che turbolenza emotiva. Io sono la necessità cieca, legata alla schiavitù di questo nome ambiguo: esistenza. Saltando dentro e fuori lo spazio ignaro della mente, delle sensazioni brevi che poeticamente vagano, occupano la maggior parte del mio tempo senza scopo. Senza spiegazione o preavviso ho potuto leggere nel papiro di scritture dei pensieri.


Cerco nei secoli le ombre danzanti
Trovo il forte vento del destino
Si spengono i sogni dell'uomo


Da dove nascono tutte queste? Che senso hanno?
Dove e senza senso è un assioma. Quello di rivelare a parole l'impenetrabile mistero della mente come una lama o un tentativo di riprodurre il deserto dell meraviglie. Sono diventato l'esistenza della lingua scritta non aveva altro scopo che esprimere lo shock del mio incontro con la realtà. Non sarò mai in grado di spiegare una cosa del genere. Così, senza rimpianto sopravvivo a innumerevoli paure di morte imminente in modo da poter sperimentare ancora una volta la bellezza innaturale della natura.
Non ho così tanti anni per organizzare i miei pensieri in modo che nella mia disperazione finale ho troverò ogni cellula del mio corpo pronta ad avere una vita propria dai miei pensieri, pellegrini fedeli nelle terre inospitali del paradosso. Quindi ho studiato il mio corpo con cura, come se si trattasse di un grumo di materia extraterrestre e completamente abbandonato la speranza di un conto sistematico dell'esperienza umana. Mi sono concentrato di nuovo il cielo e il mondo non molto tempo dopo che per la prima volta ho iniziato a dubitare dei pilastri antichi e perenni dell'uomo. Mi sembrava che se tutte le cose vanno male la redenzione ultima disperata sarebbe venuta attraverso l'arte. L'arte ha avuto un legame speciale con l'essenza di ogni esperienza, abbraccia tutte le moltitudini di sentimenti e di tutti i generi di azione pur tuttavia trascendendo da tutto. O almeno così pensavo.


Torno dal sottosuolo
Rifletto gli echi
Pozzo della disperazione
Fontane di meraviglia
Ironia e paradosso
Arte della natura
Concepire la morte
Un fuoco nella mente


Ogni dipendenza ha come compagno il dolore; il paradosso è che nessuno può fare a meno delle ambizioni. Chi non mente crede incessantemente che tutti dicano la verità come chi dice bugie; crede che tutti incessantemente mentano. Credo che nessuno muoia per ignoranza e che l'ignoranza non muore certo per qualcuno. Siamo ancora troppo inadeguati a tutto questo. L'uomo è la frontiera artificiale della sua stessa idiozia. Le leggi universali meritano apprezzamento; gli uccelli dell'ansia e della preoccupazione volano nella nostra testa, non possiamo impedirlo; ma possiamo evitare che vi costruiscano un nido. Cadiamo tutti in questa depressione o rabbia senza passione e quando tutto intorno a noi è CAOS:tutto è degno di morire.
Le convinzioni sono nemiche della vita e le lacrime scendono verso la bocca perché hanno bisogno di un sorriso; a volte è un buon antidoto a questa abberrante verità.


affronto demoni della fede
 imperverso nei pensieri
   dannosa mente ansiosi
     esisto nei miei stati mentali 
       cratere della memoria
         come caos primordiale

perfettamente plastificato
 saldo desideri a filo
   compongo espiazioni,
     evoluzione della fisica
      big bang della biologia 
       un messaggio al mondo
          posso trasmutare essenze
            avere la tua anima per cena
              trovare lamette nel deserto
               sbagliare come la scienza
                 uccidere spacciare religione

seguo la mia ombra
 un disturbo disforico,
  depressione maggiore
    faccio agguati alla morte,
     la fine ha più certezze di me
      mi elevo alto per cadere meglio.

        orrori comportamentali

         posologie effetti indotti
          somministrazioni controllate
           oscillazioni e stati collaterali
             impiego dosi massicce
              nei responsi passivi di me.

     vorrei cadere con orgoglio

       hanno ucciso i miei lutti
        oscuro fori calibro 7 65
         innocenza a basso dosaggio
           annego nel luogo più oscuro,
            striscio lento medito diabolico:
              seguito a passi dalla mia ombra.

mi sono perso, devo scavare
  nascondermi in un nome dell'elenco,
   il mio orgoglio maggiore è la fine,
    si scomoderà per me; senza arrendersi.
     mi salvo dall'ombra bruciandomi nel sole,
      fiamma pura, piccola luce profonda,
       troverò pace dimenticato in un vangelo;
        ancora per poco: prometto.



L'irrazionalità di una cosa non è una prova contro la sua esistenza,
ma piuttosto una sua condizione. (cit. Friedrich Nietzsche).



Drogato come un Messia
  Frenetici colpi bussano ignari
   Come prodigi societari:
     Selvatici e irrevocabili
       Letture nietzscheana
         Blasfemia ubriaca lapidante
           Carni voluttuose a velocità techno
              Tutto è in 4\4 prima del disastro
                 Disperazioni travestite zen
                    Pallottole in bianco e nero
                         Eserciti pronti a sparare ai morti
                           Tristi come una galassia
                              Soli come un pianeta ai margini.
                                Abitudini efficaci e irreversibile noia
                                   Libero il caos come ingiuria
                                      Fumo sigarette, rivelo
                                        Al mondo il cancro
                                           Divento grande; stanco.
                                              La filosofia è un fuoco selvaggio
                                                 Supernovae di esasperazioni
                                                   Catarro endovenoso
                                                     Nelle nostre buffonate
                                                       Di antenati confuse
                                                         Dai nostri paesaggi onirici
                                                            Un ribelle beve whisky metafisico
                                                               Ascolta musica seduto al bar
                                                                  Attende notti incappucciato
                                                                     Come un uomo morto
                                                                        Un drogato
                                                                           Un messia
                                                                              Un inno
                                                                                 Un nulla


Di Me!



All'estremo opposto della libertà asintotica vi è il confinamento e l'esatta teoria classica che ci porta nella rotta dei quanti.
L'immagine secolare che ho dell'uomo è l'ennesimo escremento di una cultura che mi ha cullato. Una vita sotto controllo ad ogni costo non può non determinare il paradosso opposto. Non sono dottrina di nessuno non sono dottrina di me, sono un antico canto di dottrine insipide e permee di controcultura labile e storia oscura. Non mitizzo nulla non invento storie, sono solo sangue di vita umana; memorie al vaglio come un travaglio. Non sono poeta non ho mèta non sono atleta sono in gran parte un nulla che riflette di se stesso. Trovo spesso chi mi legge e compatisce annoiato. Vivo comunque sull'orlo di una crisi nervosa e la realtà a volte  prende una forma strana a volte. Passo i confini piu' indecenti come storie da film e dannazioni risucchiato dentro a un vortice; la situazione cede sono al buio e vedo luce: sono stanco e cerco pace. Analizzo gli stati nei quali mi riduco, risucchio midolli come con un osso buco, troppa frenesia e troppa verità hanno bruciato la mia carne canto povertà e vivo AL DI LA'. Contengo polvere ma vado adagio, intraprendo vita e sono oltre ogni raggio, sono un povero pazzo che ha coraggio;scarico tensioni e scrivo come un saggio. Mi trascuro e vivo negativo da creativo, la situazione peggiora con gli anni, le sfighe e le incapacità crescono addosso come capelli bianchi. Troppi anni senza meta suono e scrivo vita,la mia storia è un alfabeto A; diventa B: cresce e muore Zeta. Questo è il mio pianeta sono un lirico stonato canto storie vere e nè pago il risultato. Cerco e dò rimedi come un chimico al cospetto dei suoi preti.
A volte lasci morire la parte più pura e infantile di te stesso; in un sordo lamento nostalgico:abbracciando la feroce modernità globale. Sono quei momenti unici che non potrai mai spiegare ad anima viva, poichè tu sei già morto. Durante quel primo atto di violenza che hai visto da piccolo tra le mura e tra i tuoi genitori. Nessun critico, nessun lettore, nessuno potrà mai capire ciò che scrivi nell'angolo sudicio di te stesso. E non mi  illudo, non sono,Nietzche e neanche Cristo. Sono sterco di poeta,  un'enfisema poetico tutt'al più al ridosso. Un paradosso della storia, la formica schiacciata;dalla rotazione vorticosa dell'universo. Cultura inscatolata e propinata dai templi di madre Grecia ove Catullo raffinato recise col primo inchiostro; il suo eloquente cuore. Non siamo tra le auliche rime del dolce stil novo nè il sommo sodomita Dante, viaggiatore dei più reconditi meandri della perversione ed oppressione clericale. Non sono Baudelaire e le sue farneticazioni. Sono un ratto e scrivo l'urlo della sconfitta; un richiamo senza eco: rimandato al mittente morirà poco prima della mia disfatta.
Parlo dall'alto della mia autopsia con la lingua sporca di un anatomo-patologo-vivente..vedo cadaveri spolverare parole e sputare vita affine e infine degna della sua fine. La vera follia la trovo sempre in chi crede di non esserlo e professa ragione logica e limiti imperscrutabili per per come io vedo la cecità imperante come legge e autorità del sapere oltre i passi e gli orizzonti oltre le rime fatte oltre il muro. .ultimo fuoco acceso in un mondo spento e colorato bene in 3d facciamo storia e coltiviano sete, ma siamo alcool e stiamo ancora in piedi. Non ho mai ragione mi detesto nel vero mi sopprimo in ogni verità.
Sono l'autopsia ipnotica dei miei pensieri
Facco ombra ai morti come fa solo un abete.
Benvenuti poeti benvenut..Sono l'ipnosi dei miei pensieri!
Come un Aquila viaggero tra le speranze e i sogni infranti tra  alture seppellite e immobili sotto macigni giganti...vedrò  passioni inerti nel terrore dei tanti..scendero in picchiata  puntando il mio becco contro gli idioti i falsi e funambuli poeti  sputando le loro verità sotto l'ombra dei loro: abeti. Desidero  per me, il precipizio più alto che ci sia; perchè quando deciderò  di buttarmi; io saprò volare! Le mie ali sono sporche  di terra di vita e di sangue.
E come vulcani erutterete la vostra energia di modo che nessuno oserà mai più tentare di spazzarvi via o forse trasformarvi in uno stock di burattini inermi, abbandonati li a marcire e perciò a  prevenire i vermi: non rimanete fermi!
Siamo un eco rimandato al mittente e tutto morirà poco prima della nostra disfatta.
Poeta, tossico o primate comunque vada profeta o vate. Dico a voi; poeti senza pelle e sangue: Avete disdetto il contratto VITAE. Parole che profondono estrema unzione,

Ora il mio posto è:stanza 29

E Ipocrita-mente camminando sui vostri corpi,con fare saccente e istinto bestiale col mio egocentrico e ambiguo fare, mi è tutto chiaro. Ciò che prima era un ambiguo e indiscreto, mai chiaro come il divenir del credo. Affogato nel mio abietto insensibile  e patetico, matrimonio col nulla della mente; folgorato dal tuo lampo e inebriato dal tuo amore: tutto mi è chiaro.Vissuta da "immorale" la mia vita, presuntuoso come la verità, parassita come la ragione; fanatico come la vista e falso come un insipiente. Anchio professai verità!Crebbi spurio con assiomatismi sentenziosi sul bene e il male dell'umanità. Non vidi il tutto manifesto; ma professai me meschino ed egoista: vedendo solo occultatori di repellenti verità. Degenerato dietro il sogno della conoscenza. Un immaturo frutto che di un albero vide sè; cadente nel suo arrancar che tace: perdente suo marcir che dice. Perdonami vita; di te: la grezza popolar cultura umana disse all'uomo: subdolo e incapace e quindi inesistente tace. Sfogliando testi sacri come solo il vento fece, violenta,omofoba e razzista apparse a me la storia. Eppur; tu che sorridi alla pochezza della saccenza umana; che d'amore indefinito l'universo tu hai colmato: perchè accetti l'ignoranza Dio.In fondo sono solo un assioma catastrofico delle mie voglie, il nervo maledetto dell'illusione; putrido e pulolento sapere del dolore. Un ghigno neoplastico sorridente;il mio Fuck-Me preferito. Troppe macerie e cadaveri senza volto ora, sputano reminiscenze acide di dottrine di morte....a coloro mi pongo con coloro mi espongo. La loro cresta funerea, lucida e marmorea..bare che che spacciano felicità anguste..ballo e sorrido. Danzo con la morte e soffoco nel grido. Un ultima ed estrema danza del sorriso tramutato in ghigno. Affogati nella vanità pieni di ciò che vorremmo essere e troppo autistici con l'umiltà


Dio moralizzato
    Mi demoralizzo
        Delinquo sempre
           Ali tagliate dai giorni
             Digrigno i denti
                  Contemplo follie
                      Evito gabbie dorate.
                          Materia
                              Nichilismo idiota
                                 Religioni generate
                                      Odio chiese,
                                           Sinagoghe, Moschee:
                                                Uccido Dio dogma delle cose
                                                    Sputo e copro margini:
                                                         Delle preghiere odiose
                                                              Sono e non sono




Ai Poeti



Esuberanti anime senza testa e piedi;poeti:scrutate il mondo dipingendo versi come altleti. Raschiammo l'animo umano, mettendo su scritti i dolori umani e concreti come preti. Sillogismi studiati e pronti solcati, trafitti e bruciati come ermeneuti, descrivete gioia e drammi con mano capace e funerea; toccando senza mai un permesso l'animo umano. Oh!! poeti bramanti di cose comuni,cercate delizia negli altri e nel lutto spacciando versi per sapere. Amanti e briganti di anime a chi di se seppe tacere. Non come scure del silenzio che scopava devota le nostre paure.
Giacenti poeti tra semantica e dianoiologica povertà propinate verità e semiologia come fattucchieri e spacciatori e drogati di verità. Ricordati come eroi blasonati come intelletti di sè a volere,ma tenuti come pietre e ceri tra gli abeti e in tutti i cimiteri.
Ma io ho sputato sangue,leccato cielo,cercato giungle ingoiando vita e male; da chi la sapeva lunga.Ho aperto casseforti, borse,fuori fiori,soldi e risorse non sono un genio,io lo sò e divento pazzo.Guarda gli occhi che capelli e quanti scazzi.
Pazzo perché voglio vincere questo è il fatto.La mia è una casetta di cartone nel campo vicino il nemico è duro, è muro contro muro.Un errante sempre alle prese col futuro del non futuro. Vogliono che lasci i libri e che ragioni come un merlo.
il cervello non lo ama chi ha paura che reclama, ma noi siamo Einstein e anche Dalai Lama.,Che Guevara e niente ci separa. Non c'è tetto alle iscrizioni né alle ambizioni di chi impara,così imparo arabo, cinese e portoghese sono enrico e giro ho sempre pretese; se non c'è scambio non c'è conoscenza: ce ne faremo un mestiere, perché sapere è potere. Ma mi sveglio e voglio il meglio da ogni giorno resto attento e se sto pronto magari ce la posso fare a non farmi acciuffare dal mal umore, devo prendere bene le distanze girando in strada in strano stato di trance.
Intrappolato in questo assurdo romanzo in quest'assurda città. F E L I C I T A' dimmi dove sei? Occhi in lacrime freddi in estasi, questo è il mio metro quadrato il mondo passa qui. Sono uno educato non l'ho mai dimenticato la vita è selvaggia è dura è WC. Tutti ci vogliono sotto botta sotto depressione, non morire ora è tempo di dare una grande lezione. Aprirci come le rose,siamo sotto overdose le cose vanno avanti, vanno a volte male a tutti gli erranti. Ma se non ti dai il tempo non hai il tempo per gli altri, la mia felicità sempre in tensione naviga fiera e ora rido con il riso di chi gli ordini li ignora; la cultura la divoro la mia felicità non si paga si strappa.

La notte alza il vento di tempesta e un uragano mentale urla dentro la mia testa.


Siete sputati a testa in giù nella vita come un infezione espelle la parte peggiore di se. Siete codici binari a coda come pensieri stolti perfettamente affini alla consuetudine del rifiuto vomitante partorito in vita come benedizione di un qualcosa che di allegro non ha nulla. Come la vostra autopsia vi dico: non affrettavi a succhiare dalla vita come emeriti pompinari, non parlate di verità come supposte preparate al passo col tempo. Voi; anatomopatologi sentenzianti e professi idioti: siete umidi sotto la terra che vi copre. Parlo a voi come si fa solo col passato vi ascoltò come un silenzio eterno che sputa sul presente. Siete il paleolitico dei miei pensieri, magma primordiale che scarico nel cesso come evacuazione intestinale.
La realtà è che è tutto così inutile, tempo perso, tutto scade; siamo solo il prodotto in vetrina dell'ennesimo supermercato della vita.Sono solo il mio passato. Il futuro in questa vita, in genere non mi riguarda, qualunque cosa dovrà accadere accadrà. Sono costantemente consapevole che passerà un giorno e questa consapevolezza della mortalità che conferisce al momento presente un valore totale e assoluto in relazione al tempo (passato o futuro). Posso sinceramente dire che la vita diventa più intensa
e infinitamente più misteriosa quando il futuro non sarà di alcuna preoccupazione.
Alla fine ci concentriamo più su come moriremo che su come abbiamo vissuto; abbiamo davvero lasciato che la vita ci sorprendesse? Tutta questa merda di controllo ci sarà davvero servito a qualcosa? La realtà e che moriremo idioti così come siamo nati.
Siamo nati urlando per morire nel silenzio.
Ma anche questo sarà razionalizzato digerito misurato e vomitato come tutto. Voglio tornare scimmia per rievolvermi a uomo migliore. Che umanità di merda che siamo!
Basta studiare un pò di paleoantropologia evolutiva per capireche tutto esiste perchè l'uomo 10.000 anni fà lascio l'orzo al sole, esso fermentò e nacque la birra che ci crediate o no...l'uomo prese le prime sbronze e si evolse. Tutto; dalla ruota alla matematica o alla poesia. Viene da un tipo di fermentazione dell'orzo che creando la birra illuminò e ubricò l'uomo rendendolo pensatore-dipendente. Magari qualcuno dimostri che ciò che scrivo è follia o che l'anello mancante non è l'orzo fermentato e la prima sbronza...
Nacque allora la logica umana!!!
Il paradosso sito in essa: abbiamo detto tutto; in forme variegate insulse o interessanti ma non c'è più un cazzo da dire. I più grandi illusi ora sono coloro che dicono troppo a chi dice poco. Ci vuole una nuova evoluzione. Dove la scimmia schieffeggierà l'uomo e lo sottometterà come si fà col padrone.Troppi e troppi blaterano e spompinano in qualche modo il loro ego come loro dio sotto naftalina.
Una nuova storia e un nuovo pianeta non basta per cancellarci tutti.
I falsi anarchici travestiti da poeti che sparano rime sensa senso come preti; le false troie vestite come preti che danno consigli sul bene e sul sapere. Che palle gli idealisti della ragione o ragion pura Kant ha rotto i coglioni. Tutto e dico tutto alla fine è una bella scopata o un accredito in banca....si chiama vita e' una merda ma è così.
Le lacrime scendono verso la bocca perché hanno bisogno di un sorriso; si fottano anche le lacrime.
Come un Aquila viaggero tra le speranze e i sogni infranti tra alture seppellite e immobili sotto macigni giganti...vedrò passioni inerti nel terrore dei tanti..scendero in picchiata puntando il mio becco contro gli idioti i falsi e funambuli poeti sputando le loro verità sotto l'ombra dei loro: abeti. Desidero per me, il precipizio più alto che ci sia; perchè quando deciderò di buttarmi :) io saprò volare!!! perchè le mie ali sono sporche di terra di vita e di sangue..e come vulcani erutterete la vostra energia di modo che nessuno oserà mai più tentare di spazzarvi via o forse trasformarvi in uno stock di burattini inermi,abbandonati li a marciree perciò a prevenire i vermi:non rimanete fermi.

Mi ripeto perché credo di non avere più un cazzo da dire.

Commenti

Post più popolari