Ho una biblioteca nella testa

Sono arrogante come un bibliotecario. Ho letto un libro sfogliando gli anni, sviato dalle onde salate, eroso nella coscienza come un vate.
I tesori dell'antichità recitano me stesso.
Odio Schopenhauer col suo animale sociale, parlo meglio ai pesci
e come San Antonio rompo il cazzo sulla dualità e la necessità
di morte.
Talvolta metto piedi sulla tavola, transito come pensiero antico,
ho il midollo spinale nell'orizzonte. Mi contorco come un serpente 
cerco di salvare la saggezza, come un nettare vivente.
Riscatto i miei dolori come disperazione salina, affilo anime; come spade di bronzo . Mi lascio andare a una goccia di sinfonia, annego questo mio paradiso testardo. Cedo l'ultimo giorno all'epifania del mio respiro. Insegno all'umanità; l'unica cosa veramente importante: nulla conta davvero oltre il mio respiro.

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