Ci dimentichiamo che il tempo non è solo secondi, minuti, ore, giorni, settimane, mesi e anni. E 'anche decenni, secoli, millenni, mega-annums e giga-annums. L'universo è un posto molto vecchio.
E 'stato qui a lungo prima che qualsiasi essere umano sia stato eretto. Probabilmente sarà qui a lungo; dopo che ogni vita umana e tutte le vite umane: saranno esaurite.
"La consapevolezza di questa lunga estensione del tempo è importante per capire le diverse interpretazioni della vita."E per far sì che molti umani la smettano di rompere i coglioni con le loro ambizioni da nani mentali.
il mio problema; è il sacro emblema dei rifiuti come granito sul cazzo senza idea o scopo. Mi siedo con le gambe incrociate, ho l'immagine post-proletariato o anarchico dipendente. Capelli sparati in su come un milione di milioni di mani in aria per la manna. Solo che non viene mai si vede, siamo semplicemente reliquie di un infinita verità retrospettiva e la dianoiologia è in questo interludio o fruscio di parole. Ci sono solo momenti, momenti improbabili, deboli; per rivisitare come fosse una gara: il sacchetto della coscienza. Sedersi è aspettare di bruciare nel fuoco e fondere il nulla in una cicatrice della nostra memoria.
Mi siedo invece di giacere supino, perché so che le labbra del cielo sono lì rosicchiare le anime, Io preferisco sedermi oggi, per catturare il tuo sguardo come un disco luminoso, un chiaro di luna sul mio viso.
I piedi conservano le unghie ma i nasi sono tornati per frantumarsi sotto la gola. Le matite schiacciano bacarozzi rendendo mosaico il suo pavimento.
Ho un posto preferito in un museo, profumi greci ancora si aggrappano alla barba Epicuro, il marmo è ancora fresco come il cuscino dei secoli,
Melpomene gira con le triglie sulle spalle e da qualche parte ho sentito un rivolo; come pietra l'uomo è lì ad aspettare l'ultima briciola e un pò di ossa per riposare.
Il mondo è un coltello tra due linee parallele, riunisce l'orizzonte per pugnalarmi al cuore. Poi striscia frettoloso e canticchia al cosmo come un beethoven confuso il suo pezzo migliore: "vivere e morire all'istante". E' una grande energia, un collettore a spirale intorno a questo multiverso senza anima e senso.
il mio destino è avere un occhio per ogni atomo che stranuta o neurone che decide un no o un sì. Sono l'essenza distinta di una nube che lascia il cielo riposare come una pietra sotto un sonno pesante. La mia memoria ha la bobina corta. Si riavvolge e ricomincia a bruciare la pelle con un certo calore per ricordare la prima freccia del suono, per perforare il limbo del silenzio; per ricordare il primo e unico oggetto
che è cresciuto come ali per diventare un universo: qualcuno potrebbe non notare il sole.
Ci sono giorni in cui un uomo si vede come un alluvione di gioia, una strada in cui correre inzuppato, con i peli come tipo antenne sulla carne di un poeta anaffettivo.
Il chiosco brilla in giallo van gogh scarabocchia le porte scorrevoli, gli automatismi nell'arte hanno il codice pin. Dire grazie con una bottiglia di vino in mano, passi e lenti passi su questa pelle che tira come una parete di pura sensazione. Il crack eterno della pioggia, una chiave nella serratura; roteare in aria come ingranaggi e colonne, immergendo il pane raffermo nel vino. oh! questa è una lenta camera della morte, dove le ombre prestano i loro enigmi, dove soprattutto un uomo trova la sua pace.
E 'stato qui a lungo prima che qualsiasi essere umano sia stato eretto. Probabilmente sarà qui a lungo; dopo che ogni vita umana e tutte le vite umane: saranno esaurite.
"La consapevolezza di questa lunga estensione del tempo è importante per capire le diverse interpretazioni della vita."E per far sì che molti umani la smettano di rompere i coglioni con le loro ambizioni da nani mentali.
il mio problema; è il sacro emblema dei rifiuti come granito sul cazzo senza idea o scopo. Mi siedo con le gambe incrociate, ho l'immagine post-proletariato o anarchico dipendente. Capelli sparati in su come un milione di milioni di mani in aria per la manna. Solo che non viene mai si vede, siamo semplicemente reliquie di un infinita verità retrospettiva e la dianoiologia è in questo interludio o fruscio di parole. Ci sono solo momenti, momenti improbabili, deboli; per rivisitare come fosse una gara: il sacchetto della coscienza. Sedersi è aspettare di bruciare nel fuoco e fondere il nulla in una cicatrice della nostra memoria.
Mi siedo invece di giacere supino, perché so che le labbra del cielo sono lì rosicchiare le anime, Io preferisco sedermi oggi, per catturare il tuo sguardo come un disco luminoso, un chiaro di luna sul mio viso.
I piedi conservano le unghie ma i nasi sono tornati per frantumarsi sotto la gola. Le matite schiacciano bacarozzi rendendo mosaico il suo pavimento.
Ho un posto preferito in un museo, profumi greci ancora si aggrappano alla barba Epicuro, il marmo è ancora fresco come il cuscino dei secoli,
Melpomene gira con le triglie sulle spalle e da qualche parte ho sentito un rivolo; come pietra l'uomo è lì ad aspettare l'ultima briciola e un pò di ossa per riposare.
Il mondo è un coltello tra due linee parallele, riunisce l'orizzonte per pugnalarmi al cuore. Poi striscia frettoloso e canticchia al cosmo come un beethoven confuso il suo pezzo migliore: "vivere e morire all'istante". E' una grande energia, un collettore a spirale intorno a questo multiverso senza anima e senso.
il mio destino è avere un occhio per ogni atomo che stranuta o neurone che decide un no o un sì. Sono l'essenza distinta di una nube che lascia il cielo riposare come una pietra sotto un sonno pesante. La mia memoria ha la bobina corta. Si riavvolge e ricomincia a bruciare la pelle con un certo calore per ricordare la prima freccia del suono, per perforare il limbo del silenzio; per ricordare il primo e unico oggetto
che è cresciuto come ali per diventare un universo: qualcuno potrebbe non notare il sole.
Ci sono giorni in cui un uomo si vede come un alluvione di gioia, una strada in cui correre inzuppato, con i peli come tipo antenne sulla carne di un poeta anaffettivo.
Il chiosco brilla in giallo van gogh scarabocchia le porte scorrevoli, gli automatismi nell'arte hanno il codice pin. Dire grazie con una bottiglia di vino in mano, passi e lenti passi su questa pelle che tira come una parete di pura sensazione. Il crack eterno della pioggia, una chiave nella serratura; roteare in aria come ingranaggi e colonne, immergendo il pane raffermo nel vino. oh! questa è una lenta camera della morte, dove le ombre prestano i loro enigmi, dove soprattutto un uomo trova la sua pace.
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