Celebriano un mondo nuovo, un'altra ora come goccia di tempo, innocenti tick e tack click e clock, voci unisone in forma aggressiva,
altri mezzogiorni al centro del fulcro, mani giunte austere verso nuove direzioni. Una mezzaluna verso un punto di fuga, un altro composto un'altra apertura, le sirene piangono nelle strade aperte urlano come cavalleria in consonante metallo, un'altra discesa dalla luna compendio di luce e ombra. Sento il mondo, vedo i vuoti in ogni angolatura, procedere pieno di allegria e cultura, un'altra piramide un altro tratto. Trascendere il bronzo fuso all'orizzonte, un altro secolo come colonna verso l'infinito,
le ossa sono statue con obliqua ombre, celebriamo felicità arcobaleno ombelicale, un testamento di marmo in un mondo senza Re.
Intersechiamo la struttura cava di un sogno; unificati a tempo technotrance in 4\4: sono figlio di un database.
Un database universale, venticinque milioni di single, coppie disastrate avvocati, blogger di psicologia cognitiva froci e puttane all'asta pagamento pay. La paura ha imparato a barare, ci uccide con gas naturale, le dita sono addormentate, il cervello pensa e tutto è codificato
memorizzato e riproposto come dato, siamo un popolo di bit figli di nessuno, emozioni arial carattere 12; anche i cani urineranno su tappeti virtuali. allattamenti a codice numerico, verità marce, atrofia di parole scritte. La vita è 172 128 26 59 paranoia condivisa, codificata e relazionata tra milioni su google. La letteratura è un cadavere all'inferno, tutti i pensieri sono del passato, backup personali e ripristini di resurrezioni impossibili. Siamo liberi bit nei server della vita, un nuovo tipo di fossilizzazione moderna, si bruciano o cancellano le ceneri di chiunque
la nostra vita le esperienze sono solo contenuto, memorizzati e proposti come stock informatici in vendita. Vaghiamo al di là di ogni frontiera e definizione, siamo files fatti di nulla e delebili come inchiostro, un flusso di dati scritti nei motori di ricerca; rintracciabili come documenti e ricuciti con l'ignoto. Chiusi nelle gabbie di idiozia, routine metropolitana "Io" rifiuto ogni prospettiva e carriera precostituita, copiano la mia personalità e la trasformano, sono il figlio di nessun luogo, un creatore di ambiguità,
esorcizzo i miei demoni della logica, per celebrare tutta questa insana follia.


Sono distratto dai tapirulan magnetici, dai cocci di vetro dell'alcool che ho bevuto, cerco l'ultima la goccia sotto i detriti, blatero contro un cielo in miniatura, nascondo brividi sotto i peli del mio braccio, la mia bocca è miele pizzetto e baffi eleganti, urlo; dentro la mia testa è tutto surreale.
Ho il cazzo circonciso bene da una lama, vivo sotto un'ombra obliqua trafitto in agonia come un busto di marmo, sollevo le mie dita, cinque candele bruciano al tatto dell'olio, i giorni sciolgono il mio ego in rime grottesche, raccogliete le vostre sfumature invisibili, le vostre maschere con i nasi allungati; nonostante siate vacui e senza senso, lasciate due parole tristi sul successo. Sognamo tutti appoggiati ad ogni sorso,
seduti accanto al buio di un infinita di birra, tutto ciò che era; ha spaziato su nel culo. Ali di piuma hanno schizzato dentro come il mare, questo sole grigio affonda ogni struttura, tunnel invisibili avvolgono troppi suoni,
bocche cadute su un bel cazzo eretto, il mistero del rossetto strano bordo labbra, sulla punta lecca natura esplosa panna calda; apri le finestre lascia odore alla memoria. Un desiderio secolare di mera immensità,
un colore così ampio del mattino, la mano assurda tocca si masturba.
Questa terra consuma troppe vite, adotta specchi pallidi brandisce, poesia sul mondo che brilla come un monumento, parlano ancora a volte di gemiti e poesia, ho un pacco di sangue e tremo, piscio oceani di pensieri brevi come fili erba, la luce scappa come cristallo spensierato,
tesso tutte le mie idee in vocali di pelle, la coca si scioglie nei cucchiai di sentimenti, ora; ho una visione bella come un volto.
Sono sveglio dai fiumi delle fabbriche, un secolo di tristezza quantistica,
la commedia continua e prende spazio, le città sono illusioni e cluster danneggiati, nella tempesta mi cerco unto e santo, rendo calci ho l'armonia di un criminale. Pecco, e ad ogni confessione mento, carico il mio nulla di ogni significato, in qualche modo i rami secchi appesi, miscelano pellicole di erotismo muto, il futuro danza sulla storia alla deriva, la vergine parabola trasforma in oro la notte, Dio cade dall'albero del nulla, nessun danno alle immagini sacre, il cielo ride alle eternità nascoste, ubriaco galleggio sulle stagioni, tutte le lotte finiscono in ombra, la parete è bagnata come il letto, un cestino pieno di rifiuti
è caduto dal balcone; trascinato da un impulso vivo determinato come un fù: eliminato dalla cenere del tempo.
Mi aggrappo ancora sulle dita, mi soffermo sulla luce delle case sentendo la cornucopia dei ricordi, mi consolido come cristallo nella grotta, un petalo di sudore annegato in una spirale. L'arco più lungo ha tagliato il cielo, la mia sigaretta fuma e brucia, plano e volo ancora in una vela:
"sono nato tampax per allietare il sangue"

I draghi usano droghe, cazzo mi graffiano la faccia, affondano sul mio viso unghie freestyle, si accigliano famelici, hanno sesso nel cervello
eroina estasi lounge bar vendono di tutto, mangiano cibo dai bidoni della spazzatura, Crack BooM StocK ho le scimmie addosso, LSD MeTa THC GHB la fantasia è a destra. Nitrazipam Temazipam wham bam, grazie mah
avere dare scavo accendo cicche ed evito maiale, sbiascico cado rotolo giù sono giunto al punto. I miei polmoni sono unti e saturi di olio fritto,
riesci a trovare una vena e poi impazzire, fissa messa saggio muoio spesso con coraggio, cocaina laboratori sporchi anfetamine metadone,
negozio schede umane soldi dentro il sangue bruciato; no no non prenderò mai Naltrexone a vosta scelta. Scioglietemi le mani merde strutture maledette, spaccio droghe che produco col cervello, Serotonina prima maniera Dopamina a sera, condividi ti prego perdona i miei peccati,
alla fine nessuno vince godetevi un tot. Cadete giù senza paura e paracadute, inserire la marcia giusta mettetevi una benda, una birra e poi schianto; me gusta la polizia è arrivata. BooM StocK documenti aspetta nè ho uno .doc. Rapinate banche c'è qualcuno a sinistra, segna bene il tuo sacco per avere qualche chance, sono solo un ritardo della vita, una partita persa e già finita. Fuma le tue Malboro, scegli il piatto preferito mangia, sarà festa il sonaglio del serpente sarà qui presto. Tutti nudi faremo il cerchio intorno al sesso, hai avuto abbastanza? No, no; mi chiamo maledetto, sono un virus silente codice utente: Epatite C HIV
Cancro logorroico Sclerosi Multipla a placche: è questo il modo in cui mi chiamo adesso. Sarò fuori di testa come l'ultimo idealista, fumo bevo tutto senza dubbio sarò morto. Iniettando i miei farmaci mentre fuori qualcuno ride, Codeina Morfina tutto quì è il mio sogno oppio, benvenuti su C S I scena del crimine; sono droga mi presento nelle vene:
delle vostre vite effimere

Ho lasciato la terra fredda tra i ronzii e il fumo, lascio al tavolo un ricordo da ubriaco, nello specchio giallo mi vedo pulito come un panda rido a mezzanotte, dopo un paio di sorsi e sospiri estenuanti. Ricordo la mortalità del legno e delle pietre, le collisioni dei suoni, il volo dei gabbiani, il coito della luce, le tenebre, il mio cazzo eretto che non vedo mai, acqua, essenza, spruzzi di metallo, eruzioni di silenzio; eruttazioni di vite sepolte e sdradicate come erbaccia fiorente nella ghiaia.
Una piccola tasca di esistenza, un verde, all'interno di un sogno. un angolo di terra allucinato, il vento, la pioggia sui capelli; ricordo: la luce del mattino pigro e lo stendersi sul terreno per dormire accanto alle nostre ombre così reali o irreali non sò; ma ho immerso la mano tra i solchi del mezzogiorno, ho suonato musica nella furia di troppe inette tonalità come effimera vita .
Ora chiudo un occhio sopra il bordo di un ombra che si ritira codarda
tra nuvole di amnesia, ballo e ballo immobile; sono un anno più giovane
sto mentendo: sono un santuario della dispnea, la luna attraversa il cielo e cerca roba, drogata cerca eroina come un'alba dimenticata.
Il mio è un regno di frammenti di spazio-tempo, un inerzia futile di aria rarefatta dei suoi vapori cupi, creo una collisione schizzo sangue come conseguenze, è rimuginare è essere, esisto per inventare la forma di un nuovo tempo scaduto, mi chiuso a cerniera sono un piacere da dimenticare, la mia bocca è la tomba, e lì;
sono sepolte le mie parole e il mistero.

I miei pensieri regrediscono, disteso sul pavimento trovo specchi e occhi, vedo macchie, scie formiche con la pelle mi guardano come specchi; non c'è più nessuna riflessione non sento più carezze, questo silenzio mi stupra, sono preso contronatura, il mio culo è intriso di sangue a rivoli come un fiume muto cambia l'architettura delle mio retto.
Un'aura e miriade di angoli una brezza cava mi intrappola e circola da un boccone all'altro, la dispersione è opulenta, è la cavità del culo e dei ricordi, scopo col culo questa volta provo; sono in grado di camminare dentro di me contando le cupole dei miei misteri. Come sangue anale e perle di un rosario sono Dio sono un uomo o un gay precario, faccio passi sulle lastre d'ombra ho i pensieri invisibili ma misurati, il mio sperma sporca come terra nera ordino i miei battiti concentro i respiri; non è naturale questo mio uccello, ora; scollegate tutti i modem, abbracciate il silenzio, bagnatevi la clito falsi dipendenti, tossici, spegnete i computel questo reality è morto di una lenta agonia eroina nelle vene, vita quotidiana; volete una realtà poetica?
Le guide intelligenti passeggiano nel basso, le strade sono afone di accordi armoniosi, spreco inutili energie, porto il mio pene da un lato
il giorno è finito nel quartiere. Siamo intorno a mezzanotte senza conseguenze e tentativi, per ordinare i miei respiri in accordi in la minore trascritti come note di memoria o arpe angeliche sul glande del mio uccello, sono preghiere vuote; acide: processioni di membri. Scopano, toccano volti scolpiscono le strade di orgasmi regalati, la chiamerei pioggia, ma è solo una goccia che scivola attraverso i contorni del battito cardiaco, improvvisamente divento ramo, legato ad un raggio di sole
posso sbirciarti dentro; interno al tuo sesso, testimonio una costellazione
vengo e rabbrividisco. Dopo ogni erezione, come fame attraverso grovigli di lingue straniere, nei fiati di illusione distendo i sentimenti, sono pianeta ora. Eroso dal piacere, duro di memoria, solo una suoneria un tintinnio estraneo, un organo, un pensiero inquieto logoro di disperazione, rido del campo filosofico di tutto questo, del nonsenso della parola nella regressione dei pensieri. Sotto un cerchio pallido nel cielo in cui ho gridato, 'Di più, di più!' materno, paterno, senza senso né parola, un momentaneo vuoto un volo uno sparo al nulla dolorante e poi toccare il rudimentale cerchio della creazione nel reale senso della parola; urlo nel cratere della mia memoria; "sono nato vibratore per curare l'isteria".

Io li uccido ma non muoiono, tutto il giorno e tutta la notte non ho potuto riposare o dormire. Sono guardia e prigioniero, un odalisca nascosta sotto un velo, giro e salto nella mia agonia, le mie mani rosso sangue sporcano tutto a 278.000 Km al secondo, veloci come la luce. Sono un frigorifero vuoto e porto fame, chiudo porte e tolgo aria da respirare
nulla e nessuno è più crudele di me, uccido e amo la macellazione forzata
taglio gole con tutta la mia violenza, amo torturare far soffrire e poi ricominciare, veder morire è solo uno spasso un divertimento, uso spesso prestare i miei pensieri al Diavolo. Faccio sorrisi alle donne e gozzoviglio vino, Satana Male Maledetto Orrore o Beelzebub; vi schiaccerò brutte bestie vi debellerò. Chiamatemi come col nome che più volete lo chiamerò sempre voi "sporchi pidocchi".
Non brulicate come gli insicuri, non lasciatevi morire come i  versi, se tutto questo è merda fate in modo di puzzare, l'orgasmo  è essere non è schizzare, lasciate il senso la giustezza le  paranoie la pesantezza; siamo parte di un nulla nessuna certezza.  Gridate nella strade pisciate sulla gente il rispetto è  sopravvalutato e non porta a niente.
Mollate gli ormeggi salpate  su un bel cazzo perchè ora ci siete; e poi non sarete un cazzo.
Io vi amo perchè siete tutti così prossimi deboli e indifesi. Io  vi amo perchè avete la possibilità di prendere tutte le vostre  illusioni e farci impacchi per il culo. Io vi amo perchè ho  rispetto dei defunti e dei prossimi. io vi amo perchè vi vedo lì  vestiti bene come non fareste mai ma qualcuno lo farà per voi. Io  vi amo perchè siete nati vecchi senza data e nome se non una  delirante eufonica aggregazione di consonanti che vi denotano. Io  vi amo perchè anche le sillabe che uso per dirvi vi amo sono  cacofoniche. Io vi amo come un ultimo respiro perfetto. io vi  amavo davvero.Io vi amavo perchè avete tutti creduto nella follia  dell'amore, nella possibilità di essere compresi e amati  veramente. Io vi ho amato per la vostra carne che fremeva  all'insegna degli orgasmi agognati. Io vi amo perchè le pecore  sono sempre state le mie preferite.

Sono tutte cazzate che ci sparate sottobanco, vi fate risate sulle spalle dei coglioni, doveri giustizia chiesa stato religione, ma sotto sotto c'è sempre un buon padrone. Ora parlo alle fasce sociali sprotette a chi mi sveglia dai miei sogni reali, alle nostre membra esauste divorate; cerco un ondata un terremoto scala richter, rapire le merde ha il suo fascino selvaggio, penderanno a testa in giù bruceremo pelle. Un mio capriccio è come un santo dargli fuoco, senza giudicare proclamare morire è la voce finale.
Altro che rumore rabbia processi senza senso, debellarli tutti è già giustizia e sana verità. Siamo un BooM nascosto un territorio nemico,
la storia non interrompe fanculo la "democrazia" è sinuosa come solitudine e silenzia tutto. Ora, ballo circondando la città come un appestato, mi prendo la spiaggia un granello non mi basta, vivo di polvere non ho doveri da assolvere, il Duce è la vostra luce sterile .Alive per noi è un estensione, causa conosciuta come un urlo per bruciare ogni nazione,
la vostra cultura è barbarie che professa ignoranza, sono .Alive orgoglioso del mio nulla a ritroso, libbro l'ignoranza piramide beata ci metterete il culo. Non sarà un sogno un miraggio accadrà presto, il fascino di uccidere ha il flusso sacro e dà coraggio, cercate un ombra sotto i piedi siete nel mirino, ho rovesciato il chiaro luna spararvi è una fortuna. Agonia della follia chiara decisione traspira morte, stabilizza distese più pesanti equidistanti della vita, milioni di anni di ghiacciai ere evoluzioni; vi voglio morti per non rompermi i coglioni. Sposto l'elemento grezzo della pelle e la cultura, un raggio la spirale di un umore silenzioso e decisivo, sovverto la mia testa e butto bombe come kamikaze, ignaro della vista del giusto e del bambino. Esperienza zoom out stagno tutto come il cielo, andrete giù come un uccello colpito da lupara, è un eco una pianta velenosa la mia rabbia esplosa, creo distanza dalle acque azzurre e immagini residue, farvi fuori è un danno minore quello che fà schifo muore. Negli organi di stato e di pensiero io lo voglio per davvero misurerò l'intelligenza con un bacio irrazionale, vi metterò al riposo a grappoli di idioti. Tutte le merde devote vite vuote "VOTA" appoggiato sulla vostra ombra, schizzerò il mio orgasmo su quello che di voi sarà ricordo, blindatevi i portoni con gli schiavi del padrone, sono solo guardie senza credo e religione; sono. Alive e sarò io il padrone

Vi vedo vomitare in fila mezzo sorriso e puzza di tequila, in mano un mezzo fondo e bile, il vino emana aria da zombie parassitari per pregare un cazzo di cristo in croce, non ho pietà, tiro pietre e ho il cuore in pietra.
La mia fede è il dito medio, alzato in cielo, siamo esalazioni vapori di morte chiuse nel granito, un frocio pervertito in sottoveste, propina luce celeste il perdono di Dio. Merda e spine sulle teste entro in chiesa demente, se sparo col fucile a caso non mi perdo niente. Va tutto bene su stò cazzo di pianeta, disegnando croci in aria mentre al culo ciò tre dita
e voi? Come siete messi? So che la vita è strana, terra madre e madre gran puttana. Un missionario non si inchina, continua la sua strada senza porti nè banchina, mi aspetto tutto sopporto tutto, mi stresso il cazzo più dell'uragano Katrina. E tu prega! schiavo prega in ginocchio; io ti inculo; sono un missionario, esiste una posa leggi il diario. Brama la mia trama è irriverente, ho un Dio Personal computel dentro un personale credo.
Non faccio compromessi, non rido come i fessi, registro versi e note e li sparo dove cazzo mi pare, nella rete-intercettata-sgrammaticata-senza-nome-e-data. Parlo a gesti alfabeto morse, chi guarda s'incanta forse ma non mi curo di chi mi ascolta come i Doors. Va tutto bene, va tutto bene
sogno scheletri e bambini morti sopra le altalene. Dio è morto invano, Dio è morto in ogni essere umano, Dio è morto dentro tutte le banche del vaticano.
Sono missionario ho il morso di un pitone schiavo in catene, il linguaggio C++_open source_unix_ascii va bene. Prega! Schiavo prega in ginocchio; esiste una posa per prenderlo in culo leggi il diario. Vorrei vedervi morire di peste uno sopra l'altro in fila, se ti stò sul cazzo fai la fila dietro nè ho già diecimila. Scopa e prega forte, nessun dorma, alla mia morte, prendo forma e muoio la mia libertà è una bara di cuoio.
Tutto è così illogico distrofico un Cristo cianotico, mi segue con lo sguardo dentro un quadro a effetto LSD. Sono un missionario spazzo merda e la ritrovo sempre quì. Fideisti comunisti, fascisti, mafia cristiana brama, e conta grana, non vedo se l'occhio zoommo e sgrano, non mi drogo; bevo fumo e tutto è strano. Timorato; sono un missionario. fa comodo non sapere quindi dico: prega! Schiavo prega in ginocchio;
Se non mi fotti tu, non ti fotto io lo faremo insieme. senza sogni, niente soldi, niente spese: sono un Missionario e non ho nessuna fede. 

Ora, editate pure, editano editano e spruzzano colori, sulle loro copertine costose. Li comprano i loro libri ci cadi con l'occhio ai giornalai, li trovi tra la carta igenica, nei supermercati venduti a chili e nei grill delle autostrade
in primo piano. Sui scaffali delle librerie, vendono; studiano modelli fanno censimenti e strategie, testano interesse solo marketing; sono socialmente imbarazzanti. Vendono vendono strategie, successo autoindotto, immagine e finzione; creati una faccia inventa una storia
paga pubblica divulga. Fanno tutto da soli i predicatori, truffano poeti o abili scrittori. Fanno leva e fanno schifo facendo finta di apprezzarti mentono, hanno dietrologie stampate nel cervello, calcolatrici pronte nel cassetto, decifrano linguaggi postmoderni, ubriachezza prefazione saggezza. Spacciano e spacciano vodka come metafora di respirazione
bevono poesia diventano mistici, ti parlano buddista sei tu l'artista.
Sono la "tristezza" nel mio dizionario, bruciano poesia ti fanno vedere fiamme, scaldando puntualmente i loro portafogli deglutiscono la tua anima: la divorano. Sono i nuovi parassiti del pensiero, cerca noia su google; è la loro biografia. Non compilare campi nei contratti disperati
prendi quella penna e sparagliela nel culo. Abolisci la tua impotenza quello è il male peggiore, esiste nei poeti una lealtà suprema, un non detto ma marcato nel pensiero, sono un poeta sporco vita e scrivo col sangue.
Se vuoi vendere i miei libri bello, quantifichiamo in EURO i miei versi
e le emozioni che mi scopano il cervello. Fottiti.
Sono finito!
Braccato, Io sono lo straniero nei meandri scomposti di te, condannato dalle tue leggi, dal tuo pensiero velenoso a sbarre, sono un codice marcio ubriaco in questa vita, dovrei essere illuminato dai vostri insegnamenti?
Brindiare sulla vostra immensa luce, la mia coscienza fenomeno di vita strana, una bellezza dipinta sulle orbite dei secondi, le mie idee sono errate e la democrazia è malata. I miei sogni diseredano le sintassi; non amore per i tuoi occhi spenti.
Io sono il Nostradamus dell'irrazionale, prevedo la letteratura nel desiderio collettivo, ho una bocca discorsiva silenziosa, una saliva di noia nella gloria di essere; un tornado di idiozia mi investe. Le vostre voci per me sono unisono, dipingo le bandiere della vostra devozione, sono un comico per utopie impossibili, uno scherzo di filosofo in lacrime.
La tristezza della pioggia cade oltre ogni felicità pagata in Euro, scendo negli angoli a pisciare per evitare polizia ed esuberanze improprie. Convinto sempre di essere colpevole, esco ed entro ogni tipo di sudiciume. La disperazione viene dissipata nel rumore, dimentico tutto il dolore e piango nel buio; sicuro di non essere mai stato.
La città sacra mi respira come un uomo morente, si muove con lacrime piene di speranze, le buie lacrime del cieco, ancora e ancora mentre la notte si avvicinava attraverso strade disastrate che mi inghiottono. I miei piedi sono nudi e tagliati dalle pietre mentre camminavo verso la vostra terra promessa, spingo e ancora, attraverso folle di gente e mari di preghiere; attraverso mani intrecciate e aria soffocante, come avvoltoi al muro del pianto. giro e giro cercando, ansimando; aspettando Dio!
Sono ancora lì, un avvoltoio al muro del pianto;
aspettando Dio e il suo patetico funerale.
Sono i parassiti del tempo hanno storie legate, strade crepate grigie tappeti d'asfalto colorato, una Jaguar nel cervello, la Rolls Royce della disperazione. Prendono risciò autobus vuoti tessono minuti e succhiano tempo, girando soli sulle loro biciclette blu. La filosofia cammina lontana dalle merde, balla durante i fine settimana, teste piatte come lastre di arenile, Irregolari fecce con cervello idiota e corteccia cerebrale spessa come un muro. Neuroni che altalenano sui marciapiedi, teste traballanti come trappole preimpostate,catturano il nostro tempo come ubriachi
pesando come i morti. Si arrotolano e come i vermi minacciano tristi con i loro falsi nomi, vivono nei cavi nelle autostrade in rete, crakkano profili gruppi e idee. Miserabili; i detentori dell'idiozia, denti sporchi e merda sotto i piedi, gengive di plastica e annerite, masticano solitudine di merda sotto le calcagna. Copiate pure tutto; spacciate come vostro tutto il mio sapere, tanto io rifaccio tutto e sfido tutto col mio cazzo per le merde come te che lo fanno col sedere.




I paradigmi sepolcrali

Castigati nella astuzia e
nel nichilismo ludico,
accendo provocazioni fermentate,
silenzio sotterfugio, di morte,
come allegria insana.
lamento mondano del mondo.
Acidi urici saturi
di alimenti vietati
mi regrediscono ai primordi.
Odio gli orizzonti all'alba,
vago nel timbro scuro
della coscienza emergente
sonnolenza e dissipata
disperazione preventiva,
tacitamente adombra e veste il mio abisso.

Paradigmi sepolcrali inneggiano
all'ultimo sussulto
evaporazioni di liturgie vuote
di sospetto; al cospetto
di carità equanime.
Perso nel parto,
avarizia della vita
come un cuscino trionfante
discendo di intransigenza;
brandisco imperioso
schemi vuoti di ortodossia vitae.

Frammenti di depressione liturgica
vezzi di seta e nulla come mèta
miasma ansioso drappeggiato
limita capovolge e permuta
vento in folate di nulla.
Sloggio dalle vestigia del significato
non rispetto più l'equivoca facciata.
Affluenti di portata al dogma
confluiscono al momento svolta,
versano flussi di un capodanno nudo,
la deprecabile visione precaria
come gesto della provvidenza;
certezza come emergenza:
gratuitamente derivata.

Equivalenze, scelte, intenzioni;
opportunità sempre in avanti,
la penna, la mia voce, sorseggio
il vino esuberante della sottolineatura
alla penombra della mia anima.
Specchio sagome, pensieri e parole
generano e in versi adornano.
il terreno fecondo, riga dopo riga.
Come cosmo alterato o continuum di permanenza -
artista in arte articolando essenza
declino nell'incubo della mia immaginazione.
iI mostri proliferano e disegnano frasi uniche,
lo Zen del nulla come partecipazione mistica.
Concepire parole, immaginare possibilità,
abbondare nel consentire, abitare in un manifesto;
in un giardino di fenomeni futuri: vissuti come ora.


La regressione dei pensieri



disteso sul pavimento
trovo specchi e occhi
vedo macchie e scie
formiche con la pelle
mi guardano come specchi;
non c'è più nesuna riflessione
non sento più carezze
questo silenzio mi stupra
sono preso contronatura
il mio culo è intriso di sangue
rivoli che come un fiume muto
cambia l'architettura delle mio retto

un'aura e miriade di angoli
una brezza cava mi intrappola
circola da un boccone all'altro
la dispersione opulenta
la cavità del culo e dei ricordi
scopo col culo questa volta provo
sono in grado di camminare dentro di me
contando le cupole dei miei misteri
come sangue anale e perle di un rosario
sono Dio sono un uomo o un gay precario

faccio passi sulle lastre d'ombra
ho i pensieri invisibili ma misurati
il mio sperma sporca come terra nera
ordino i miei battiti concentro i respiri
non è naturale questo mio uccello 
ora; scollegate tutti i modem
abbracciate il silenzio
bagnatevi la clito
dipendenti tossici
tossici dipendenti
spegnete i computel
questo reality è morto
lenta agonia eroina nelle vene
vita quotidiana;
volete una realtà poetica?

le guide intelligenti
passeggiano nel basso
le strade sono afone
di accordi armoniosi
spreco inutili energie
porto il mio pene da un lato
il giorno è finito nel quartiere
siamo intorno a mezzanotte
senza conseguenze e tentativi
per ordinare i miei respiri
in accordi in la minore trascritti
note di memoria arpe angeliche
sul glande del mio uccello
sono preghiere vuote; acide
processioni di membri
scopano e toccano volti
scolpiscono le strade
di orgasmi regalati

la chiamerei pioggia,
ma è solo una goccia
che scivola attraverso
i contorni del battito cardiaco
improvvisamente divento ramo
legato ad un raggio di sole
posso sbirciarti dentro
interno al tuo sesso
testimonio una costellazione
vengo e rabbrividisco
dopo ogni erezione
come fame attraverso
grovigli di lingue straniere
nei fiati di illusione
distendo i sentimenti

sono pianeta ora;
eroso dal piacere,
duro di memoria.
solo una suoneria
tintinnio estraneo
un organo
un pensiero inquieto
logoro con la disperazione
rido del campo filosofico
nonsenso della parola
regressione dei pensieri

sotto un cerchio pallido
nel cielo in cui ho gridato:
'Di più, di più!'
materno paterno
senza senso né parola
un momentaneo vuoto
volo e sparo al nulla dolorante
toccare il rudimentale
cerchio della creazione
nel reale senso della parola
urlo nel cratere della mia memoria;
"sono nato vibratore per curare l'isteria".

conto acidi urici
timbro oscuro
coscienza emergente
sonnolenta dissipazione letale
disperazione preventiva.
tacitamente adombro l'abisso.
castigo astuto nichilista lubrico,
accendo provocazioni; fermento
silenzio come sotterfugio di morte
o allegria di un lamento mondano.

Siamo l'ennesima passione di plastica.




questa attesa vi ucciderà
il tempo avrà un attività breve
vita sarà per voi un mozzicone di sigaretta
soffierà fuoco sopra le vostre guance
tutti gli organi pulseranno all'impazzata
la vostra voce avrà un odore farmaceutico
declamerà pubblica e funerea attenzione
mi spiace è tardi siete piante giacenti
se solo potessi trovare una parola giusta
inizierei dicendo sti cazzi riposate in pace
giù per la gola ho un grido silenzioso
vaffanculo è la mia preghiera
evapora da sta cazzo di terra
la tua pienezza è frantumazione
chiude alla ragione per dimenticare
i miei coglioni lavorano in simultaneo
so bene cosa sono so di essere
buco occhi serratura e spia.
ondulazioni di gas bianco
ispirazione del globo
interezza e nuvole
eclissi del sole
in luce totale
come fiume di vernice
per descrivere un errore
un fiume di pensiero
per mangiare anime a colazione
come se fosse pane morbido
una sensazione vuoto nel vuoto
pieno di invisibilità e d'ironia
l'istante è come il sangue
mai visto ma intimamente avvolto
un taglio un'esplosione uno squarcio
il mondo è tutto rosso senza parole
come labbra senza tempo
sulla bocca da baciare
penetrare con le parole
abbandonare i colori
equidistanza di ogni notte
essere in te come la cosa in me
all'ombra di un pensiero
alimentazione fredda come la mente
la materia è una catena di domini
scatto foto istantaneae
dove lo spazio è pelle
corpi e lingue delimitati per baciare
l'esistenza è nella memoria
l'eternità è un cacciatore
sono stato nulla per sempre
l'analisi delle risposte
oceani e risacche di silenzio
un ticchettio di tasti fragorosi neri
una goccia di anima rossa
concatenazione di venti
la musica del passato
qualcosa di alto e profondo
come il gesso di un artista
i turbinii di colori di un disegno 
un nome vuoto di esistenza
fumami toccami il cervello
la necrosi dei miei neuroni pensanti
la vita è così sterile di poesia
che l'unica parola che mi salva è
C H I U D I
un secondo
soffio il tabacco trinciato
mi freddo nei polmoni
un tumulto pubblicità selvaggia
nello skyline della consapevolezza
F O T T E T E V I




volevate mistero.
attrattrazioni mistiche
energia elettrica dalle roccie.
il mantra della bestia.
essere maledetti
schiacciati dalle fiamme della miseria
cercavate possibilità invisibili.
poi cessate viaggiando
nel veicolo del pensiero
camminando su braci ardenti di intuizione.
volevate annegare nei fiumi e riemergere
come principianti degli assoluti.
ora; fottetevi il vostro mistero.
sparatevi endovena le vostre verità
sono uno spacciatore
scrivo linguaggi eterni
parlo a voi con occhi sacri
sono venuto a voi per legare fili di incenso
attorno alla mia anima inquieta.
eccomi fottete me



è peggio farsi domande o sapere
sono all'interno di ogni posto
colpi di scena nello stomaco
sento dolore vivo stanco
cerco ragioni per astenermi
i miei luoghi sono raccapriccianti
si annidano ombre di latta quì
strappano tutto, ti imbrattano di sperma
sono lettere scure, mi tormentano
occupano la mia mente,
sostituiscono tutto col vuoto
decidono la mia vita sospirano,
fanno orge sulla mia disperazione
sopravvivono a tutto; immutabili.
sono finito prigioniero; empio
come umida rovina transitoria
la mia cassetta postale mi fa impazzire
sento suoni di tam tam in testa
squilla il cellulare troppa musica
sono detenuto dentro la mia ansia
una depressione immane è buio
all'ombra della mia televisione
è il Tg delle 20.30 e la mia torazzina.



la pioggia è nel riquadro
al di là delle nuvole turbolenti
avvia l'orrore di una breve trance,
il mio pazzo metallico destino
questo accanimento depressivo
nessun simbolo è gratuito
xanax e ricetta non mi calma
parlare del banale istinto
inaccettabili compromessi
nascite non volute
un mondo inutile
partorito in giù; è già un avviso
clustrofobica verità
anarchia dell'agorismo
apro me come nuvola nel cielo
supino sul terreno della cecità
occhi che si arrendono
il sangue scherma il cielo
un emorragia interna lacerante
un cerebrale interno sputa un uovo
impaziente come sostanza globulare
un malato spinale sudato, ipoteso,
bipolare, psicosi maniaco-depressivo
ossessivo compulsivo consumo tempo
scado dentro come l'illusione
pensare e non sentire; ossa attive
muscoli miocardio pompa pompa.
sono uno scudo di idee invisibili
un male all'orizzonte annuvolato
poeticizzo ipocrisia di un ladro
bacio mille maschere di follia
prendo pillole a ore come cura
sbalzi dell'umore cali di  energia
comportamento distruttivo
valium quiete colorata di endorfina
preti chiese messe ai sconosciuti
pianti lacrime dei sopravvissuti
dormo veglio sbaglio vivo.
no!


Le secrezioni velenose

filtro attraverso le palpebre
ondate di idiozia assiepate
farmacie pressurizzate
come screzioni velenose
la via di mezzo terapeutica
dei principi attivi dosi solubili
felicità in www_fluoxetina.com
esprimo gioia, mentre tutto muore
solo menti accorte e percettive
ne acuiscono la meccanica precisione  
il pensiero è fuori produzione ora
l'upload dei concetti è prefabbricato
magicamente saturo; è di dominio Ikea
sono cocktail ecumenici
fanno cerchio a dosi solvibili
qualcuno si sveglierà alla mia presenza
sono apparso dal nulla o qualcosa del genere
occhi completamente circolari, alunni da infilzare
simili a materia realisticamente incapsulata
cerco di evitarmi giorno per giorno,
caso per caso senza la miseria della speranza
mento e svogliatamente resisto ai demoni passivi
sopporto poco; sono struttura epatocita
una convulsione gastrointestinale interna
vedo la realizzazione dell'insignificanza
trascendenza paradossale della sostanza
impregno speranze con ecstasy e coca
riduco spaventosamente tutto; all'ineluttabile
un ologramma insofferente alla sua immagine
una geometria frattale a tempo fisso intrappolato
nelle dinamiche caotiche della matematica
come un kaleidomosaico della realtà
compio autotrasformazioni incomprensibili
sono privo di verità e certezze,
attraverso i miei modelli solitari
insondabile come una religione
morbosamente onesto come la morte
vivo tra voi; gli illusi e i deviati di passaggio
accecati e attirati dalla sensualità di fata morgana
tristemente sublimate tutto come nebbia chimerica,
fata pompinara di coscienze manipolate up&down
ondulando avanti e indietro ci dona il nostro orgasmo
convincendoci a pensare scioccamente di sapere
follie della nostra vita banale accumulo di un finale trionfante
cristallizzazione epifanica senza dubbio e soggezione
schernisce arroganza come maree impercettibili
posto ora a voi il mio cranio,
le mie labbra morbide ma serrate,
il mio uccello caldo e la compassione
anche energicamente mosso è interessante;
Mmhmm. Hmm! ti piace? Mmhmm. Mmhmm [eccetera].
lasciate che lo tenga dentro non importa dove:
importa dentro ho finito di dare risposte ora;
non mi interessano più neanche le domande.

rif 59874


posso sognare la mia morte
essere una roccia spazio-tempo
nona profondità dello Zen abissale
studiare arti marziali memoria e caos
sopporterò la mia agonia ridendo
dirò frasi consecutive prive significato
ingabbierò i deserti le crune desolate
cercherò con forza di intimidire i mostri
di trascinarli mangiarli consumarli
nella città delle bestie
posso solo vivere e morire
all'interno dei miei scempi mentali
il mio demone è la disperazione
il mio salvatore si chiama metadone
la mia meditazione inchiostra parole a caso
il mio sonno è la dimenticanza della poggia
sono incoerenza ho un nome effettivo
bacio lingue bollenti sputandole in aria
parlo stanco dell'ennesima previsione
i miei pensieri sono spirali senza fine
fisso saldamente gambe eccitanti
saltando i volti per le preoccupazioni
la mia magia è ferocemente desiderarti
considero il sesso come occorrenza ordinaria
senza obiezione bevo succo di figa e vino rosso
lavo il mio soggiorno incapsulato nel vetro
insopprimibile minuzia troppo potente
testo in serie tutte le cose e le trasformo
gravito nei nuclei magici con la mia testa reale
sono inafferrabile dalle circostanze penose
contenete troppe cose non identificabili
emergete nel mio ego come una bolla gigantesca
al centro di un lago profondo di monotonia
estendo la mia presa a qualsiasi spirale umana
repentinità di troppe nascite di idioti
che abbondano questa terra
limito ai discorsi la mia conoscenza
tendo la realtà innegabile del linguaggio
suono distorto nelle vostre teste
faccio chiareza all'interno dei vostri crani
matematica pneumatica come tecnologia
mino seriamente i vostri scemi tentativi
vado a cena solo con la conoscenza concreta
la scoperta delle donne è un ritratto per lingua
sono linguisticamente appropriato per la fantasia
in grado di dipingere Giotto sulle grandi labbra
tra le gambe di una donna come realtà oggettiva
uso termini semplici e più umani per toccarla con le mani


Un cratere gesso

ok. booM!!
smetto la Sindone
terribile questione
bloggo sudore e parole maledette
sento ritmi e colpi come artiglieria,
vomito bile come gelatina d'avorio
dividido paura e pensieri mistici
volo basso e guardo in verticale gli edifici
raccolgo acqua dalle cascate
prendo fuoco nei capelli
i miei neuroni che si sparano tra loro
devo capire, sapere; cos'è desiderare vino e acqua
sorseggiare un bacio e inondare grandi labbra
al cuore ho un cratere gesso che imita il mio uccello
pulsa pompa si alza e batte il cielo costretto
cerca di uscire dal petto come un cazzo nei suoi pantaloni
sono stanco di questo telaio polveroso che mi opprime
non ricordo che giorno è ora mischio nubi e glassa
bevo zaffiro corretto gin e non mi importa più del giorno,
giorno da dimenticare con una pera e un grammo al cesso
un graffio al viso cercando i miei respiri in preda alla disperazione
sono curvo ora, come un imbecille che si piega ad ogni pala del vento
una sostanza ha rotto un altro specchio sopra i marciapiedi sporchi
conto e cucio nuovi ricordi per fondere canzoni e orgasmi in ombra
pallida la busta croste al braccio ingombranti come un profumo
granelli di polvere arrivano al cervello ferrosi come un treno
catastroficamente volo e non atterro se non per non forare
nuove vene sulle braccia guardando la mia pelle come un santo
lascio cadere un anima nuda in posizione eretta come un Odalisca
non sento più misericordia, scalcio fuori tutto questo mondo
corro a piedi nudi e torno alla mia origine incomprensibile.
è l'autobus del silenzio e la gola esprime bit inclini a credere
volo innocentemente come un falco a piume caleidoscopiche
mi sento a casa come un sole che tramonta dietro le quinte
spengo ogni conoscenza anche se rinasce ogni giorno
un bisogno sottile di essere un eco percettibile,
una finzione autistica del giorno
cercando aria che non c'è;
ancora un altra volta
Amen




Sono uno spacciatore

volevate mistero.
attrattrazioni mistiche
energia elettrica dalle roccie.
il mantra della bestia.
essere maledetti
schiacciati dalle fiamme della miseria
cercavate possibilità invisibili.
poi cessate viaggiando
nel veicolo del pensiero
camminando su braci ardenti di intuizione.
volevate annegare nei fiumi e riemergere
come principianti degli assoluti.
ora; fottetevi il vostro mistero.
sparatevi endovena le vostre verità
sono uno spacciatore
scrivo linguaggi eterni
parlo a voi con occhi sacri
sono venuto a voi per legare fili di incenso
attorno alla mia anima inquieta.
eccomi fottete me


Umana indifferenza


nel mio baratro esistenziale
ho incontrato un uomo senza dolore
accarezzava le strade planando
come senza un domani
obeso di pensiero
superava in eccesso l'ovvio
senza un analisi senza paralisi
era stato allevato a cantare i suoi brani
dare avanzi alle nuvole e cene alla solitudine
la chiamava fortuna catalettica
dava ampiezza alle sue ali interiori
non misurava le cose artificiali
allungava le braccia
l sue dita scattavano come allarmi
aveva viaggiato nel profondo di sé
review, pausa, avanti, cancella
era ben oltre le nostre patetiche visioni
ho incontrato un uomo senza dolore
il suo sguardo svogliato ci ucciderà
una freccia lanciata nell'umana indifferenza


Una pera


sparo spiro spero
punto gioco perdo
ogni giro è andato è vero
in culo fottuto bruciato
presente e passato
sono schizzato nauseato
bevo birre al parco sono tornato
quì mi facevo pere in mezzo al prato
a tredici anni ero già malato andato
sono un prodotto avariato conformato
pensieri di futuro come anagrammi
ma mi sparavo grammi tra overdose e spasmi
sono la maledetta periferia della mia vita
tutto è finito perché tutto è così corto
seconda opportunità in terza scelta
sorrido canto suono e scrivo ma ho torto 
tutto o così corto perché tutto è nato morto
penso in doppio malto volo così alto e cado
l'adrenalina pompa e riproduce stati dissennati
parlavo con Dio dietro un vetro circolare da 2 e mezzo
cercavo vene col mio ago mentre Piero se né era andato
la tranquillità si compra a grammi nel cucchiaio
troppa merda e nessuno resta in piedi quì
si muore nei prati e sopra i marciapiedi
linee orizzontali come i sogni sul futuro nel cervello
spera spiri spara tutto è chiuso nelle bare futuristiche
Cobret, Cocaina, Crack, Ecstasy, Eroina, GHB, e Ketamina;
Marijuana, MDMA, Metadone, Metanfetamina
hanno bruciato il mio tempo e prodotto mostri
con i quali dormo muoio e mi sveglio ogni mattina
stà merda è maledetta ho ferito più persone io
che che sparà nei mercati con una mitraglietta
devo ancora pagare e pago morire e muoio
ormai ho sparato in vena anche l'orgoglio
droghe maledette tutte quante
fanno più morti loro che le guerre sante
non è problema se fà bene o male
ogni storia è una e maledetta
ogni tomba grida un altra pera
la morte è benedetta
una pera eterna
un pera
una
na






è un fottuto villaggio di fantasmi
un atrofia intellettiva generale
un sintomo una dieta idiota
parlano amano si muovono come Cristo
e accoltellano come Giuda Iscariota
volete tutto a 360 vi prendo a 90
e la gallina canta cocodè cocodè
si fottessero tutti i sensi di colpa
ci faccio un cappio per lo scroto
scrollo e poi lo svuoto
sarò una scimmia analfabeta
ma non mi inculate come Eta Beta
sono un precario della vita
ho uno stato mentale al limite
un tossico avariato mai conforme
se vuoi agire da fascista fallo in uniforme
torno cittadino australopiteco sociale
scrivo e arrapo come la disperazione
illuminante come la cecità il silenzio di una bomba
un escremento poetico gassoso intestinale
uno schizzo di deprecabilità umana
del motore immobile aristotelico dico
vaffanculo anche ai Greci alle zoccole
ai filosofi ingombranti pensatori e froci
un ultima possibilità un incontro beatificante
figa e cazzo è una poesia da sexy shop
un cazzo vero per compensare solitudine
una carezza che sputa vetriolo personale
troppa gente muore piano piano
LENTAMENTE VIOLENTEMENTE
PERCHE' HA UN CULO NELLA MENTE
ecco il verso perfetto blaterate ancora
mi ubriaco stacco e disconnetto




ogni verità marcisce nel suo tempo
l'atrofia mentale è diffusa nelle parole scritte
la letteratura è un inferno cadaverico
ho l'uccello in mano e il mio piscio
bagna come pioggia tutti i pensieri passati
le poesie scritte nei libri fuori produzione
tento disperatamente di rianimare tutto
pratico resurrezioni impossibili
libero il mondo dalla fossilizzazione
voglio bruciarli e spegnere le ceneri
la migliore esperienza col cazzo in mano
è bagnare la cultura come pioggia dorata
vago oltre le frontiere della mie definizioni
chiudo i coperchi del nulla con l'inchiostro
entro nudo nel flussi rammendo l'ignoto
fuggo dalle gabbie della sciocchezza
dalla tristezza della routine quotidiana
la metropolitana è satura di idiozia
io riconosco l'orrore in ogni giorno
rifiuto prospettive di carriera
non cerco me non cerco sé e perché
siamo gli usurpatori della meraviglia
i fantasmi della trasformazione
figli di tutti in nessun luogo
i creatori di morte ambigua
gli esorcisti della matematica
stupidi demoni della logica
dittatori di ogni democrazia
la follia delle certezze
leggiamo libri scritti
a pecorina nelle chiese
tutto è precario è limitato
se si parla di stati mentali
siamo anatre che parlano
studiano decretano verità
non trovo differenze plausibili
moralizzatori e alambecchi del nulla
post illuministi di ermeneutica deteriorata
ermetica di pensiero pleonastico
tutto poggia su qualcosa che non c'è
non ci sarà perchè non esiste "esiste"
un paradigma sepolcrale delle idee
l'uomo parla ma ha malapena afferra
è biochimica complessa emozioni
interazione delle cellule neurali
connessioni sinaptiche
tutto è poesia se puzza di merda
siamo vibratori malfunzionanti e terminati
nella prerogativa o definizione
di un cazzo in culo
da schiavo a padrone




Sputato nella vita

Sputato nella vita
Partorito e sputato nella vita
ho accelerato i miei processi
abbattuto muri spessi
requiem
preghiere mute e senza risposte
critici e stitici; sacerdoti pellegrini e nomadi
mi trasmuto nel mistico
spalanco porte al paradiso
ho sovrapposto il silenzio
al baccano indifferente
ma pulito come Ponzio mi evidenzio
e quando medito tutto fa così assenzio
Il mio è un livido seguace
di un discepolo bastardo
pentito no:mi spiace
come un asceta in pace
mi comando e vivo nei miei passi
brucio come enrico-eretico
scrivo come un nevrotico-metrico
e non censuro vento rovino l'astrazione
di anestetiche dottrine insipide e
permee di controcultura labile e storia oscura.
Non mitizzo nulla non invento le mie storie
sono solo sangue di vita umana
memorie al vaglio come un travaglio.
Non sono poeta non ho mèta non sono atleta
sono in gran parte un nulla che riflette di se stesso
trovo spesso chi mi legge e compatisce annoiato
questo è matto ohhh__l'hanno slegato.
E andata a male si per colpa di chi
per colpa di cosa?
Vivo sull'orlo di una crisi nervosa
La realta' prende una forma strana
passi i confini piu' indecenti
storie da film e dannazioni
risucchiato dentro a un vortice
la situazione cede
sono al buio e vedo luce
troppo stanco e cerco pace.
Analizzo gli stati nei quali mi riduco
risucchio midolli come con un osso buco
troppa frenesia e troppa verità
hanno bruciato la mia carne
canto povertà e vivo L'ALDILA'
vedo polvere e vado adagio
la mia vita è oltre ogni raggio
sono un povero pazzo che ha coraggio
scarico tensioni e scrivo come un saggio
mi trascuro e vivo negativo da creativo
la situazione peggiora con gli anni
le sfighe crescono addosso come capelli bianchi
troppi anni senza meta suono e scrivo vita
la mia storia è un alfabeto A; diventa B: cresce e muore Zeta
Questo è il mio pianeta sono un lirico stonato
canto storie vere e nè pago il risultato
sono un chimico al cospetto dei suoi preti
distruggo le mie storie e scopo Venere
la scopo fino in fondo e risorgo dalla cenere
và tutto bene succhia e beve il seme..... benedetta
sono un maestro in questa vita maledetta
Capita sempre che qualcuno se ne vada
che bruci il suo cervello la sua parte migliore
tra cause e cause di forza maggiore
abbandona la sua dote e disciplina
spacciando a sè come necessita' che incombe
casi al limite di storie immonde
di veleno e di anaconde
clinicamente incurabili, etica-mente inclassificabili
molto pratici a deludere se si tratta di concludere
questioni sudicie con strutti metrici
stanno in piedi grazie ai medici o colpi di culo da 13.
trasparenti belli fuori; e completamente inconsistenti


tanto vado avanti lo stesso
scrivo suono e parlo silente
2 cc scopando il mio presente.
nel nulla mi proietto tratto merda
butto tutto sono oggetto
oggettiva-mente consumato.
tarli e muffa nella mente
troppo stato e stato è stato
merda indecente scrivo malato
penso decadente vivo di presente.
Il mio silenzio cerca effetto assenzio
pompo benzina sputo sniffo Gas
mi sparo in vena amuchina e varecchina
sono purificato;
ora; datemi un presente
perchè il mio l'ho passato
AAA_cerco un offerente generoso
svendo esistenza vita sudicia e suicida
solo un pò di soldi sporchi-monete-spicce
sono tossico e vi vendo pure Nietzche.
ai più estremi e pensanti cercatori
lungimiranti con prosperose menti e lume
lascio un libro aperto e chiaro: mafavvanculo
e sò già che spaccerete inetti i vostri concetti
assunzione rapida cognitiva taci e poi rigetti
sono un dannato penso pace e vivo N.A.T.O
cerco amore e vedo male penso sano e vivo pazzo
stò futuro non lo vedo e rompe il cazzo.
mi muovo emozioni azioni e movimento
rendo me normale come fossi un animale
vivente e pendente come la torre a Pisa
statua immobile a Roma io la statua del Bernini
sordo-muto-cieco-da-tutto-mi-dileguo.
storie-di-questure-effetto-medico-curante-e-nomi
botte dai coglioni e poi legato dentro i manicomi.
sono metafisica di me e meta fisica dell'altro sesso
un ignobile cammino di vita curo desideri
bacio grandi labbra e piccole con fare dolce affino
curo clito come il mondo dando affetto le stupisco
lo faccio bene e giro sembro un disco
lo faccio con amore perché amare ho amato
non sono dionisio o jim morrison e il suo viso
sono enrico uomo pazzo re del cazzo
sono andato incerto sbandando in ogni direzione
sono oro e argento in una fabbrica di amianto
nella mia auto-ipnosi-mneumo-mentale volo
sogno farfalle e scarafaggi tra tele muri e folle
sono organo lettico neuro dialettico enrico lo scettico


Figlio di un database


siamo un database universale
venticinque milioni di single
coppie disastrate avvocati
blogger di psicologia cognitiva
froci e puttane all'asta pagamento pay
la paura ha imparato a barare
ci uccide con gas naturale
le dita sono addormentate
il cervello pensa e tutto è codificato
memorizzato e riproposto come dato
siamo un popolo di bit figli di nessuno
emozioni arial carattere 12
anche i cani urineranno su tappeti virtuali
allattamenti a codice numerico
verità marce atrofia di parole scritte
la vita è 172 128 26 59 paranoia condivisa
codificata e relazionata tra milioni su google
la letteratura è un cadavere all'inferno
tutti i pensieri sono del passato
backup personali e ripristini
di resurrezioni impossibili
siamo liberi bit nei server della vita
un nuovo tipo di fossilizzazione moderna
si bruciano o cancellano le ceneri di chiunque
la nostra vita le esperienze sono solo contenuto
memorizzati e proposti come stock informatici in vendita
vaghiamo al di là di ogni frontiera e definizione
siamo files fatti di nulla e delebili come inchiostro
un flusso di dati scritti nei motori di ricerca
rintracciabili come documenti e ricuciti con l'ignoto
chiusi nelle gabbie di idiozia e routine metropolitana
rifiuto ogni prospettiva e carriera precostituita
copiano la mia personalità e la trasformano
sono il figlio di nessun luogo
un creatore di ambiguità
esorcizzo i miei demoni della logica
per celebrare tutta questa insana follia





Dentro il sangue


ho sporcato i miei sogni
inquietandomi nel  buio
nelle pere di notti sorde 
lenzuola fresche di bucato
righe di sangue nella braccia
cornice intrisa al nostro amore
la tua voce di latta parla
interrompe una spirale ...
"Vuoi che tenere stretto"?
faccio da sola
erano rosso sangue le lenzuola
io ero quello che hai toccato
ero frenetico e ipnotico
innamorato;
ho sporcato gli abbracci
il desiderio di noi al di là del mondo

c'era una notte la luna
mormorava il vento
tra una pera e l'altra
gli alberi oscillanti e il ferro
ricordavamo vita
scorreva l'acqua nella spada
è l'essiccazione lascia a volte
distrutti e ci si inventa
di nuovo e poi di nuovo
sotto sballo ti amo e ti amo

erano botte a volte via i respiri
diventano rifiuti vecchi e grigi
il tempo è qualcosa nella vita
come un fulmine che passa
un uccello veloce come luce
si concentrarsi su di esso come
un ago nella vena trova il suo riposo

le vampate di distanza
sulle piume di un suono
hanno tempo per giocare
i motivi sono molti e immutabili
mi abbracciavi; e poi eri già scomparsa
come la tartaruga pietra pesante
prendevo 20 grammi di piume
tra ingannati e trucchi
eri finalmnte ciò che io volevo
abbracciati innamorati belli
parlavamo del futuro come fosse vero
mi dicevi; ora: nulla ti tocca.
mi parlavi d'amore è bello
con la spada in mano e
il cappuccio nella bocca.

Botte indipendenti e oscillazioni
spettri orgogliosi come un'ora
al parco giochi al limite dei limiti
poesie di legno fango reale
e tutto ciò che m'importava
era esserti vicino sotto sballo
lascerò il mio sputo invano
tutto cominciò a bruciare
biologiche realtà interdipendenti
ho avuto folli le mie percezioni
intendevo come un rabdomante
manipolare organi in un sistema
dualistico di tempo e impulso
fissa fissavo eternità al confine
moltiplicavo i terremoti nel rumore
inseguimento piacevole dei pezzi
scarta e prepara 3 cc e togli l'ago
espletavamo il nostro amore al cesso
sono solo è sopravvissuto
trovavo specchi e pavimenti
all'ombra dei miei occhi fatti.

quanti bozzi e gonfiori sulla pelle
le macchie nere al collo
le giugulari sugli specchi
riflettendo sul da farsi e come farsi
nel silenzio di un vagone nelle orecchie
trattavamo di sangue a rivoli
un fiume muto come il silenzio
architettura delle ossa in una cassa
intrappolati cercavamo un sogno
circolava e ancora dentro il sangue
da un boccone all'altro,
la dispersione opulenta
di cavità e ricordi chimici

non capire mai capire
scopavamo in molti ma una volta
dentro di noi il nulla
era in grado di camminare
contave le cupole di ogni mistero
come perle di un rosario
quella polvere ci univa
come il nostro anniversario

potevamo fare un passo sulle lastre d'ombra
era solo un pensiero invisibile
misuravamo la gioia della terra nera
mentre il bianco della polvere ci divorava

una goccia in comune,
una goccia completamente silenziosa
entrava nelle vene e costruiva il vuoto
un gocciolamento del quotidiano,
un filo formicolante attraversando l'istante
dopamina come il senso dell'essere ci univa
tra due deserti opposti e sconfinati.

un granello di polvere prosaico e solitario
una pagliuzza che proietta un panorama
senza dire una parola stretta mi afferravi
dovevamo riposare le nostre teste
un cuscino del giudizio
distoglieva i nostri sogni
gli oggetti schizzavano sui nostri sensi;
il nostro sonno veglia coincideva
col battito del tempo casa dell'eternità
questa vita era; un illusione veloce
infermieri minuscoli avvolti
calorosamente nel nostro vuoto totale

quando finirà di bisbigliare ferro questo orecchio?
si rivolse a me: 'ti voglio palpitante dentro me!.
Svuotai la mia esistenza vuota e ...
42 siringhe consumate nella notte;
metti tutto in una scatola di cartone
la bellezza il nostro sesso estremo
un abbraccio le promesse
le nostra condivisione; tutto lì:
una scatola di sangue e di cartone.

NEI RAPPORTI UMANI
NON ESISTE NULLA MA NULLA
CHE LA COCA NON POSSA DISTRUGGERE.

oK; 800 EURO damme 20 grammi pesati
vedo dove la nascondi che stanotte
ti vengo trovare  te la tolgo tutta
è la mia felicità a pezzo di merda
me la prendo e non rompe er cazzo; ZITTO!!!!
Ho un Amore che mi aspetta!!!






Provvisorio


sono provvisorio
nessuno conti su di me
sono un onda senza risacca
un nido su un albero divelto.
Vedi il mio sorriso stanco
ho il cuore di uccello spaventato
dai rami scossi dalla gente.
Gli altri per me sono a volte
un fastidioso suono stridulo
un andamento lento e concitato,
Gesticolo e muoio spesso
come un’ala sradicata dal suo cielo naturale,
durante una vita di tempesta.
Solo il vuoto esprime un peso al volo,
una frenesia d’ali o un pensiero laterale,
la storia di un uomo che disegna
la sua fine in ronzii di suture metalliche.
Frazioni semplici, ma dolorose
il sangue, le metastasi, i tratti surreali,
una muta di biancheria e le stelle assenti,
le eco metafisiche, gli squarci e poi più su,
dove la luce non muore.
Accade che si rimane senza fiato;
una magrezza d’occhi sempre più grandi
che solo nello spazio abita.











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