ogni verità marcisce nel suo tempo
l'atrofia mentale è diffusa nelle parole scritte
la letteratura è un inferno cadaverico
ho l'uccello in mano e il mio piscio
bagna come pioggia tutti i pensieri passati
le poesie scritte nei libri fuori produzione
tento disperatamente di rianimare tutto
pratico resurrezioni impossibili
libero il mondo dalla fossilizzazione
voglio bruciarli e spegnere le ceneri
la migliore esperienza col cazzo in mano
è bagnare la cultura come pioggia dorata
vago oltre le frontiere della mie definizioni
chiudo i coperchi del nulla con l'inchiostro
entro nudo nel flussi rammendo l'ignoto
fuggo dalle gabbie della sciocchezza
dalla tristezza della routine quotidiana
la metropolitana è satura di idiozia
io riconosco l'orrore in ogni giorno
rifiuto prospettive di carriera
non cerco me non cerco sé e perché
siamo gli usurpatori della meraviglia
i fantasmi della trasformazione
figli di tutti in nessun luogo
i creatori di morte ambigua
gli esorcisti della matematica
stupidi demoni della logica
dittatori di ogni democrazia
la follia delle certezze
leggiamo libri scritti
a pecorina nelle chiese
tutto è precario è limitato
se si parla di stati mentali
siamo anatre che parlano
studiano decretano verità
non trovo differenze plausibili
moralizzatori e alambecchi del nulla
post illuministi di ermeneutica deteriorata
ermetica di pensiero pleonastico
tutto poggia su qualcosa che non c'è
non ci sarà perchè non esiste "esiste"
un paradigma sepolcrale delle idee
l'uomo parla ma ha malapena afferra
è biochimica complessa emozioni
interazione delle cellule neurali
connessioni sinaptiche
tutto è poesia se puzza di merda
siamo vibratori malfunzionanti e terminati
nella prerogativa folle o la definizione
di un cazzo in culo da schiavo a padrone
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