voglio scrivere di cose folli,
di quelle idee che voi partorite;
chiare e distinte come un soggiorno
e le macerie del giorno dopo un coca party.
Voglio parlare di sadomaso e di dominio,
di sottili orgasmi tra volontà e sottomissione;
parole che rimbalzano e ti scopano il cervello:
sulla costruzione di manette e orgasmi mentali
dove realtà e filosofia si penetrano nell'istante.
Voglio esporre l'inutilità della comprensione,
strappare calze e tacchi spalancando gambe;
attraverso labbra che si incollano nel silenzio.
Voglio entrarti dentro tra tavoli e lavelli sporchi,
e ridere, schizzare la veridicità dei miei principi.
Voglio un cazzo con la propria personalità
empio o colmo dei miei significati e versi,
che emergano visibili sulle lunghe vene;
tirate come corde calde di un violino.
Voglio lasciare nuvole alla certezza,
diventare di colpo banco di nebbia;
e palpitare tra ordine e caos:
così come sono nato.


Enrico Marra 


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