I miei neuroni fanno spremute di sinapsi e le servono sul banco dell'ipofisi, il mio cervello è un ernia che fuoriesce dalla bocca, come tessuto vocale flessibile a seconda delle urla e del silenzio.
La mia guerra interiore non è mai finita, quello che una volta era l'amore; divenne la guerra dei secoli; quello che una volta era guerra: divenne tranquillà e silenzio in rovina sulla mia carne. La mia storia da grande avventuriere, è come erbaccia estirpata nelle mura ciclopiche. 

Era l'inizio di questa grande tragedia che io chiamo la mia vita. 
L'intelligenza ha occhi luminosi e braccia forti per la conquista.
Nulla è fatto per la pace, solo invasioni del mare con mille navi che seguo dalla terra con sguardo arcigno.


Enrico Marra


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