la rabbìa è il rancore
sono strade con aria bruciata,
un respiro soffocato della vita,
ti divora; ma da forza se è reale
modella e trasforma reazioni in positivo;
si migliora molto dopo dopo che la superi:
una promessa di quiete una serenità patologica.
Anticipare è come morire conoscere e fingere,
sono pilastri, sostengono il cosmo dal sonno,
tutto è un vago ricordo che non accadrà mai.
Siamo pesci segreti in un mare inesplorato,
generatori di una corrente inaccessibile;
un bellissimo esperimento di nessuno.
Si incontra il vino come verità assoluta
e ore di lavoro senza schema logico.
La paura calma la storia del mondo,
ci plasma come lingue scettiche
nell'abitudine della menzogna.
Nascita e morte sono sinonimi,
l'esistenza non è pacifica;
anche se tutti dormono
nella fitta pioggia
dell'umano oblio.

Enrico Marra



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