il mio cranio è una grotta con vista,
anche se sbarro gli occhi come uno squilibrato;
ho comunque una testa dove nulla mi appartiene.
I miei sogni sono una ripida discesa disegnata col vuoto,
una perdita di parole epilettiche sconfinate e frammentarie;
tuonano sillabe asettiche per cercare granelli di polvere.
Io, vivo e muoio spesso sotto il raggio oscuro del sole;
irraggiungibile da voi: e dall'idiozia di questo tempo,
Ma come la neve sfregando nel bianco del ghiaccio,
e io cado negli strati della realtà e i suoi desideri;
e anche se peso i sogni e i vostri pensieri umani:
sono chiuso da troppo tempo in questa grotta.
Guardo la mia cecità e gli eccessi del tempo,
di troppe galassie, pianeti e spazi aperti,
che resteranno muti orbitanti e intatti;
nei limiti eterni: di un solo momento.


Enrico Marra


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