questa desolazione è una montagna che intimidisce i mostri, che ci ingabbia nelle città come bestie in oceani dall'acqua insipida e irrequieta. La mia tomba è un inferno terribile. Posso solo vivere e morire all'interno della mia stupida disperazione. Un carico di stronzate per la grande maggioranza di idioti o ubriachi e incoscienti del nuovo ordine di noiosi, attivisti, anarchici, scettici esistenziali. Per filosofi, apostoli empi ancora di quella spiritualità rivoluzionaria del nulla. Sono un folle, teorico dell'assurdo nel campo del positivismo elementare e il razionalismo come fondamenta. Sono l'ubriaco pronto ad abolire i nomi delle strade, nei documenti, e nei valori umani valutati in moneta. Chiamo etica e morale i rutti o la paura del contenuto di una birra in lattina da smaltire nelle toilette del pressapochismo umano. devo bere quei liquidi prodotti allo scopo di placare i livelli più bassi di questo mio cervello civilizzato. Se vi guardo vedo me e l'evidente deserto della vostra vita e dei pensieri: tutti i percorsi irregolari di questa mente che sentenzia a caso di bagni e di emozioni. Lo vogliate o no; la mente è ordinaria come la follia umana che gira e ti rigira a tratti sfiorando la pazzia. Conosco l'organicità del sentire umano, il potere di quella fisica che controlla la biologia blaterando di certezze e libertà chiuse nel corso dei pensieri e delle azioni. Io sono il Jp Morgan della passione, la Goldman Sachs che brucerà il pianeta in memoria del profitto. Quell'incubo che voi chiamate routine arte o carriera, qualunque sia il verdetto; non vi illuminerà perché guadagnerà solo dalla notte e dalla vostra morte. Mi avete incontrato credo, sono l'uomo del non dispiacere, uno che accarezza le strade anche se non c'è un domani; un obeso di pensieri: che supera se stesso in eccessi richiesti. Sono l'analisi e la paralisi, uno che è stato allevato a cantare i suoi brani dando avanzi alle nuvole e alla solitudine. Uno che gravita nella fortuna e nell'ampiezza delle sue ali interne; e che non può essere misurato da cose artificiali.  Uno che quando allunga le braccia anche per amore, le sue dita attivano gli allarmi, un uomo da non dispiacere mai; perché il suo sguardo non ti ferirà mai come una freccia: perché ho labbra morbide e sicure sulle quali addormentarsi.

Enrico Marra


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