Sono scaffalature che mi ritrovo interne alla memoria; una grande continuità densa di circolazione, trabordante e gocciolante di ipocondriache paure come epicentro di molteplicità che si irradiano dentro il sangue, la pelle, gli occhi, le mani come fosse la pelliccia del mondo.
Sono un biologo delle emozioni, lavoro sui vaccini vi fotterò l'anima il corpo e brevetterò i vostri destini.
Ho una WiFi nel cervello, un umana mente metempsicotica che vaga su una nave senza meta e connessione a trasmigrazione in GpS. Mi posto, mi leggo e mi sfanculo spesso su wwwilmiosilenzio.ego Non è vero sono un santo, una macchia d'inchiostro una monotonia in bianco e nero: ad alta voce voi pensate: io muoio e rinasco.
Sono uno strano puntino tra un governo di linee e un mistico lapsus che si calma nel suo abisso.
Vivo tra i palazzi, mi perdo nei negozi, deambulo o cado sui marciapiedi volando sopra la mia città eterna. Sede politica nella quale si discute su come realizzare nuove riforme laiche pitturando coscienze umane 3d o in bianco e nero.
Sono uno sciamano soggetto alla tirannia della mia stessa totalità.
La perdita del controllo sulla mia mente, è una frazione persa nell'ordine delle mie malattie mentali invalidanti; un uomo che si piega come una foglia alla paura dell'autunno e della vita.
Un poeta sotto una pioggia torrenziale sulla sua arca fatta di aria assoluta, una piccola pozzanghera colma di riflessioni che si scrivono alla fine.
Orbito in un mondo pieno della sua aura, addormentato all'interno di una scatola da scarpe come un'allegoria per i monaci scalzi.
Eccomi; batto la testa su questi pensieri come pietre, non una, due volte, queste voci mi urlano nella testa, cantano l'agusdei emettendo suoni per la mia eutanasia.
Tornerò sottovforma di pioggia, forse aria o luce; un eco tranquillo e molto lento sotto questo coperchio che è il mio soffitto. La mia nudità è aperta e gocciolante tra le gambe cambia forma al giorno e rende alla notte bellezza sotto forma di un fallo di vetro trasparente. Vivo sveglio addormentato, vedo i vostri volti, cerco i nomi come ombre nella mia memoria: topi parassiti che rubano il mio tempo.
Ecco, forse è questa, siamo solo piccoli sottoprodotti, topi urlanti, cavie da laboratorio di un grande esperimento chiamato goldman sachs. Numeri umani sbiatidi ma ben chiari a codice a barre, schiavi di un potere economico che di umano non ha più nulla. Questo totalitarismo mai registrato nella storia ci ha degradato nei sobborghi della nostra stessa vita. Nessuno acquista più nei centri commerciali, sono loro che acquistano noi. Il nostro tempo è merce di scambio che gli alchimisti monetizzano. Le pubblicità ci guardano, le banche ci ignorano, gli stati sono solo una pastoia di inetti al comando di guerre contro il nulla. L'umanità è l'ennesimo circo equestre dove nessuno si esibisce e nessuno applaude. Siamo lo stremo di un tendone vuoto per un circo che fà spettacoli altrove. Un circo che fà spettacoli solo per se stesso. L'effimero puzza di insopportabilità, e l'insopportabilità è la palude nella quale stiamo affogando. Mettete una muta, comprate le maschere alla moda, imparate che la merda è solo un odore diverso.
Questo mondo puzza di numeri a caso, questa razionalità umana è una scimmia che scrive la divina commedia a caso in un caldo e confortevole studio iperaccessoriato.
Se trovate un grattacielo degno di voi non esitate a volare almeno una volta.
Pensare al tutto è così inutile come non pensare a nulla. Quello che fà Dio: nulla. quindi il nulla è l'equivalente di pensare come un Dio equidistante
Comunque diffido di tutto; soprattutto delle mie certezze; amare scopare e morire: tutto si riassume in un attimo: a voi lascio la poesia.
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