io sono dicotomia di ogni eco,
i pianti e le risate complementari.
Uno che punge cumuli di tristezza,
un raggio di luna chiuso in sordina;
un'aurora che riempie i propri polmoni.
E' un atto involontario, io non so respirare;
la diossina mi inchioda penetrandomi il petto.
Cado come un ago nelle vene, rilasciando gioia
garantita; sapore amaro sesso e desideri primordiali.
Il teschio è stretto, è come respirare nei labirinti stretti;
il sole ha una vena fluorescente che balla solo in giugno:
l'archelogia disassocia solo muri su mattoni con mattoni.
Sniffo l'essenza dei fiori cementati a spirale nelle strade,
come l'essenza nascosta di una canzone sul disastro.
Aspetta con me stamattina, parlami di periferia e verbi;
di secoli caldi del sesso e le frenesie di un analfabeta.
Forse tornerò in un'altra epoca, ululando al mondo;
come un monaco buddista e la sua trasmigrazione.
Vestito bene, come un fenomeno di metempsicosi;
di carne e ossa come la cenere e la polvere.




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