la poesia ha gambe lunghe
pesanti come foglie colme di rugiada,
da impulsi elettrici on/off nei respiri profondi;
solo gli occhi vanno in esilio ridendo alle nuvole.
La poesia è l'amaro di noi stessi che tocca l'universo,
una cecità galattica come un moto perpetuo del vuoto;
fisica superiore ininterrottamente confusa dai significato.
La comunicazione umana è distratta da mani che danzano,
intere voci di dita sofferenti e accelerazioni che spingono ferite;
fumano sigarette e trasformano volti e organi con tremore grigio.
La poesia è una canzone blu scuro come una voragine di note,
eternamente dedicata come omelia a vittime con occhi umani.


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