la mia parola
è un momento frenetico,
un imitazione di esplosioni e scoppi.
Cade involontariamente tra pause e sillabe,
sui bisogni umani etichettati per nome e senso.
Le parole sono archetipi, castelli inventati senza luogo;
doni del cielo degni di un Diogene incerto e la sua lanterna:
vengono scandagliate nei labirinto umano come via d'uscita.
Essere è un entità cacofonica e rumorosa, un cancello per gli occhi;
un secchio d'acqua fredda che passa giorni per possedere un istante.
Avere, è l'intenzione di asciugare gli oceani per giocare a golf e poi morire.
Vivere è possedere un arma sulle tempie con il ferro caldo che fa male;
affogare nei ricordi e lasciare ciò che resta di te su qualche panchina vuota.
Ho mollato queste tendenze, vorrei poter vivere liberamente nei miei dubbi,
non chiedetemi come ho fatto o perché ora sono caduto in questo stato;
è andata così: tutto quello che credo è che io ho appena iniziato.
è un momento frenetico,
un imitazione di esplosioni e scoppi.
Cade involontariamente tra pause e sillabe,
sui bisogni umani etichettati per nome e senso.
Le parole sono archetipi, castelli inventati senza luogo;
doni del cielo degni di un Diogene incerto e la sua lanterna:
vengono scandagliate nei labirinto umano come via d'uscita.
Essere è un entità cacofonica e rumorosa, un cancello per gli occhi;
un secchio d'acqua fredda che passa giorni per possedere un istante.
Avere, è l'intenzione di asciugare gli oceani per giocare a golf e poi morire.
Vivere è possedere un arma sulle tempie con il ferro caldo che fa male;
affogare nei ricordi e lasciare ciò che resta di te su qualche panchina vuota.
Ho mollato queste tendenze, vorrei poter vivere liberamente nei miei dubbi,
non chiedetemi come ho fatto o perché ora sono caduto in questo stato;
è andata così: tutto quello che credo è che io ho appena iniziato.

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