si,
in fondo
era quello che volevo,
girare girare scoprire e imparare;
il succedersi della rotazione terrestre.
Gridare "eppur si muove" insieme a Galileo,
avere una testa filo-presocratica senza tempo;
pittore musicista o scienziato: essere Da Vinci.
in fondo io sono stato nutrito da grandi pensatori,
da un "motore immobile" con catena e maglie spesse.
Aristotele, Platone, Kant, Nietzsche, Popper e Carlo Marx;
sono stati loro i migliori compagni: la coscienza e l'esistenza.
Mai, mi sono posto al di sopra o al di fuori delle leggi naturali;
sono il paradigma di un ratto: da osservazione limite e ragione.
Niente più inganni metafisici, religioni come carcinomi mentali;
il paradiso è una biblioteca in cui poter dormire e poi sognare.
Ma ho amato, parlare di gravitazione universale con  Newton;
di quei suoi colori primari e mescolanze additive per il neutro:
ho ospitato in casa mia Nietzsche e il suo amico Zarathustra.
Sfregato l'anima con "chiudo gli occhi", mi scosto un passo,
sono altro; sono altrove"; con Alda Merini: i nostri bicchierini.
Infantile, riposare sempre poco, e vivere appeso come la luce;
scendendo a voi come ostiche nozioni di vita o fumo sessuale.
E' il vuoto la nozione, salta in auree amorose; piume e pensieri:
solitudini amiche che non si allontanano; ma siedono con me.
Assumo la paura, determino questa inevitabile primordialità,
ne trattengo l'armonia; vorrei suonarla come l'eco dell'inizio.
Ma lascio che il fiume del tempo mi ubriachi e viaggi in me
come sulle antiche rughe; so di essere nella molteplicità:
posso avvizzire ora come un antica goccia di quiete.


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