Vivo sotto un ombra obliqua, trafitto e messo in agonia come un busto di marmo che sollevo con le dita, cinque candele bruciano con l'olio del tatto; i giorni sciolgono il mio ego in rime grottesche raccogliendo le vostre sfumature invisibili. Le vostre maschere hanno nasi allungati; nonostante siate vacui e senza senso: lascerò due parole tristi sul successo.
Sognamo in tutti modi, a volte appoggiati ad ogni sorso di Gin o seduti accanto al buio di un infinita sbornia.
Tutto ciò che era: ha spaziato nel nostro culo con ali di piuma che hanno schizzato dentro "noi" come un fiume in piena. Questo sole grigio affonda i nostri neuroni in ogni struttura mentale, crea tunnel invisibili che avvolgono troppi suoni da pronunciare per bocche mediocri cadute sull'erezione di un bel cazzo come forma di mistero.
La cognizione è il rossetto strano bordo labbra, sulla punta lecca la natura esplosa come panna calda. Apre le finestre lasciando odore alla memoria, un desiderio secolare di mera immensità come colore così ampio che la mano assurda tocca e si masturba.
I nostri polmoni sono unti e saturi di olio fritto, riusciamo a trovare una vena per poi impazzire celebrando nuovi mondi come altre goccie di tempo. Cantiamo con voci unisone in 4/4, accordi aggressivi e altri mezzogiorni al centro del fulcro a mani giunte e austere verso nuove direzioni.
La mezzaluna è un buon punto di fuga, un altro composto per un'altra apertura. Le sirene piangono nelle strade aperte, urlano consonanti di metallo per un'altra discesa dal compendio della luce alla certezza di un ombra.
Sento il mondo scoparmi da ogni angolatura; esso procede pieno di allegria e cultura, un'altra piramide, nei disegni MaYa per un altro tratto metmpsicotico a trascendere il bronzo fuso come argento all'orizzonte.
E' un alchimia.
Un altro secolo come colonna verso l'infinito, le nostre ossa sono le statue con obliqua ombra,  Arcobaleni ombelicali parlano di un testamento sul marmo; in un mondo senza senso che intersechiamo come fosse la miniera dei sogni.
Le nostre membra esauste e divorate cercano ondate e terremoti scala richter, ballano circoncise nelle città come appestate. Cercano ombra con fucili da tiro sotto i piedi del loro stesso mirino. rovesciano il chiaro luna per sparare alla fortuna. L'agonia è una follia chiara e decisa dalla morte, stabilizza le nostre distese più pesanti come equidistanza alla mera vita.
Appoggiato sulla vostra ombra, schizzerò il mio orgasmo, su quello che di voi sarà ricordo, come un Aquila viaggero tra le speranze e i sogni infranti tra alture seppellite e immobili sotto i macigni giganti; vedrò passioni inerti nel terrore dei tanti: scendero in picchiata puntando il mio becco contro gli idioti, i falsi, i funambuli e i poeti. Sputando le loro verità sotto l'ombra dei loro abeti.
Desidero per me, il precipizio più alto che ci sia; perchè quando deciderò di buttarmi io saprò volare. Le mie ali sono sporche di terra, vita e sangue. E voi, come vulcani erutterete la vostra energia in modo che nessuno oserà mai più tentare di spazzarvi via o trasformarvi in uno stock di burattini inermi; abbandonati li a marcire e a prevenire i vermi: non rimanete fermi.



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