l'aria è un letto
dove le mosche procreano,
palline in volo inchiodate nell'aria,
cercano di nascondersi dai turbinii;
tra i capelli di cera pesante della gente.
Sfuggono dalla vista con il ruggito di un minuto,
mosche nate libere nell'aria e nella polvere di fatto;
anche se spesso intrappolate tra seni di frutta sporca.
Sono miracoli, alimentate da errori e rifiuti neri velenosi,
animali che vivono su di voi scavando carne con denti muti;
si ingolfano di masticato per l'invecchiamento delle ali all'alba.
Amano volare ronzare e schiantarsi contro specchi oceanici,
rendere il letto come un cactus dove le vergini parlano di dio;
sacrificano il loro sangue per colorare corpi e muri mattone.
Ma volano, fanno cerchi anatomici, equazioni e moltitudini;
ma quando l'umana mano colpisce veloce e le schianta:
orde di cannibali sogni esplodono e restano sotto.
Questa vita ci schiaccia sui muri: solo per caso.


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