sono un nome
collocato nelle origini
affianco al cielo fuori la finestra,
un gas di fuoco e alte fiamme buie;
tessevano le nubi in luride immagini:
contavi unità e inizi per 3 secondi di origine.
Mi hai svegliato dalla nebbia per tornare al tunnel
dei pensieri droghe e routine; una spirale senza uscita.
Sai, io sono un peso maleducato, un ferro intossicato;
acciaio di pressatura % al riparo dal vetro e dal vento.
La mia piccola personalità è come molecola svuotata,
un anomala fiamma di cera divenuta passione fusa.
Guardo ancora le tristi vene sommerse dall'alcol,
gli atomi distesi al sole nella società in flashback,
le finalità gestite con forza come tappeti di fuoco;
polmoni che esistono ma schiacciano il cuore
come un esecuzione capitale con il fumo
e il rumore del sangue ancora più forte.
Digerisco la notte come dolce e carbone,
mi ubriaco con il fuoco della calda morte,
nuoto nel vapore lurido dei desideri;
faccio l'amore sotto lune invadenti.
La mano soffre la malattia del tatto,
le orecchie la tentazione di sentire,
la forza fuoriescono sassi e proiettili;
pregni di disperazione e ancoraggi falliti.
La forza è un miracolo del corpo,
un risultato delle rocce e delle vene,
un grande errore caduto nella mente.
Infine nulla può essere annullato,
il fallimento è un asso nella manica,
un uscita secondaria o di prigione;
una scappatoia esistenziale
per competere col cielo.
Non ho avversari né ambizioni,
sono libero nel deserto dei selvaggi,
il mio è un angolo per paradisi ubriachi;
un letto di paglia un sonno e un abbraccio.
Fuggo con te, appendi su di noi le ansie;
atmosfere e sostanze biochimiche tra
formicolii meccanici delle passate età.
Noi, galleggiamo nella teoria dei quanti,
nella costanza e l'ombra dei sorrisi;
la tonalità è rosso scuro per domani.
Sedurremo la disperazione e il sangue,
svolazzeremo come orgasmi perimetrali
tra meraviglie atemporali e asceti del sentire.
Non resistere alla mia lingua dentro di te,
anche se il vapore aumenta, e la pelle
imita gli alberi che invadono i territori.
il sesso scava curve vaghe come desideri,
senza bisogno di fermarsi o concentrarsi;
lecca i dettagli tra i ricami della percezione.
Viviamo una lorda o media collisione di vita,
trovare un verbo o dare un significato;
non è una stupida routine istintiva.
Il sapore di te è una camicia di forza,
una casa ed una scorta di liquori.
Sarà la nostra stupida gara
che prenderà il suo nome:
end of games!


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