ho rubato un braccio al silenzio,
ero preda di isteria e desiderio di sangue;
ho dimenticato di togliere la pelle nella memoria:
toccando l'energia che mi era stata data in prestito.
Ero lì, un momento di passività e dolcezza assoluta,
in bilico tra la conoscenza le torture e le bassezze umane. 
Come una prostituta umiliata percossa e privata del dolore,
una triste deglutizione di bolle di sperma pioggia e ruggine;
dibucciando gli assoluti e i resti: con la felicità di una formica.


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