la poesia è una follia deliberata,
riflessiva; ma piena di strane distanze.
Appende nomi nei dettagli inventando arti
e posti per riposare l'intelletto dai suoni striduli;
di tutte le cose visitate nel silenzio messo di traverso:
adorando e oscurandosi nell'improvvisazione umana.
Gli spazi sono pioggie sonnolenti trascurati per lo scopo,
io; parlo al mondo al fine di sentire la mia inutile esistenza:
sfido la luce e soprattutto le stupide idee che mi polverizzano.
Le pulsazioni hanno una data, e con calma sfigurano gli eventi,
inventare, tentare; ridefinire una palingenesi per ricominciare:
entrando con i sogni della realtà inondata da vane speranze.

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