Lascia Stare di Enrico Marra
Lascia stare
di lucidare, è una macchinae non pulirla come fosse casa.
Lascia stare i vetri sporchi la lametta,
che mi affondi nelle vene per toccare l'osso,
lascia stare l'esistenza e le tue paranoie,
i seminari, i corsi di storia del 20 ° secolo
o le vecchie antologie sugli astri e il divenire.
Per favore lascia stare quei tutorial make up,
le condanne dl sudore per un oasi secca in volto.
Cazzo lascia stare le riviste sulle posizioni varie
sugli orgasmi programmati multipli e soddisfacenti.
Lascia stare le menzogne, sei una bibbia del silenzio;
il pregiudizio di una mente limitata e neanche rara:
un agglomerato urbano di insicurezze e demenza.
Ora, lascia stare dai, non piangere se sei offesa,
non prendere sempre la forma di ogni momento;
e non cercare di creare decenza inappropriata.
Lascia stare l'euforia per essere una nuvola,
smetti di dipingere e annusare l'impossibile
per essere colore; per favore lascia stare.
Anche la parola può sentire il vuoto,
può guardare, toccare un volto
zigomi e labbra per volare;
quindi: lascia stare.
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