bene,
ora saldate gli occhi,
cucite la bocca punto e croce,
ansimate e lasciate fluidi corporei;
fanculo all'etica e alle scopate magiche.
Siamo obesi di eventi  e ordinarietà che uccide,
piccole fiamme accese nelle aree corticali;
spazi insignificanti tra culla e camera ardente:
come grasso sui lavelli di una cena mai finita.
Voglie incapsulate nei bicchieri sporchi,
digeriamo tutto come verità assoluta,
si testa tutto in serie e si trasforma;
di magia in magia e grida soffocate.
Nuclei atomici gravati nella realtà,
e partoriti in circostanze inafferrabili.
La felicità e un paradosso della chimica,
gli uomini parlano di cose non identificabili,
la vita così come la conosciamo;
una gigantesca bolla della mente.
Siamo il baricentro dell'insignicanza
caduta in un lago di inconsistenze e
monotonia scritta su codice a barre.
Si estende la presa su qualsiasi tesi,
la subitaneità è la base di tutto,
anche se nascere è una magia;
si trema al sorriso e il desiderio
che l'abbondanza sia infinita.



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