l'aroma delle sigarette e della vergogna ha avvolto la stanza. lei con la mano tra le gambe geme ancora, piccoli sussulti e grida stridule sfuggono come ansimante sporco piacere. Tranquillamente passo; grattugio i  biscotti che stò mangiando sulle sottili pareti della stanza.
Si sono fuse insieme alla cornucopia ed estasi, rammarico e risentimento. Molti corpi ho assaggiato, loro venivano a me per motivi diversi.
Perdere o fondere se stessi con altri corpi per sentirsi desiderato,
per dimenticare qualcuno; o semplicemente provare passione.
Sono orgoglioso di essere in grado di soddisfare le persone.
Io sono come Caronte sul fiume Stige, traghetto la gente al luogo di nascita primordiale della vita. In me; si trova l'eccitazione. Centinaia di volti senza nome sono passati da me su di me, alcune abituali, altre perchè poveva essere solo così. Ho sempre avuto un forte impatto cerebrale, un calore vivo, un attrito-approccio sensuale, un tatto liquido; un sapore di sesso come forma essenziale.
Contorcersi, esercitando pressione sul pube è sempre stato per me un bagliore con una lucentezza vitrea. Come le finestre macchiate di sperma ricordo di piacere.
Se il mio tempo valga io non lo sò; l'ho lasciato sul comodino dopo di te. Quello che valgo è da tempo andato.
Ma sono orgoglioso di essere in grado di aver soddisfatto le donne che ho avuto in tutti i sensi e lasciandole persone migliori.
L'amore come il sesso, non è fatto di libri di fiabe, esso cresce, respira, vive, si evolve e si archivia. A volte nelle caselle stampate e ammuffite, nel buio della nostra anima; o tra tipi di fibre colorate.
Io sono il presagio; questa definizione tradizionale diventerà un fallimento. Ma non la vedo questo come una cosa negativa.
Per creare un NOI ci vuole tempo come per fare una linea diritta o ad angolo retto; è impossibile farla bene di getto: ogni volta è la prima volta.
Abbiamo amato, condiviso, e goduto.
La più grande invenzione di questa natura: è il piacere.
«perdonami padre poiché ho peccato".
Ma padre, Madre; "scopatemi" Io sono un dono del peccato
Il mio uccello è gonfio, pieno di crema di vita.
Un maestro nobile, lenisce scopa come un selvaggio nel suo stato di trance, ti prendo di brutto attraversandoti il retto ed essere dentro come una piacevole trasformazione; un colpo piano uno alla volta sono dentro come uno psicotico, gonfio e mai depresso; l'idiota "cazzo" penetrante cresce e rinasce al tuo calore; alle tue contrazioni: alla tua voglia di dentro e avermi li ora!. Lui si assicura il posto più interno come fosse una gara d'appalto, o un servitore gentile; ha imparato da ascoltare i corpi come la musica, lui stesso è diventato socialmente divertente. E' un "cazzo" sociale.
Tutti gli appassionati sarebbero venuti in orde solo per ascoltare i brani che torcono la loro rapida tra le labbra umide o come acque bianche impetuose. Acque calme serene felici sulle labbra tutte e nel sapore.
Di volta in volta ho imparato e conquistato ogni pedaggio.
Potrei dire che il mio "cazzo" è un tossicodipendente, un troglodita pomposo, l'icona di un idiota.
Ma che cazzo; io ci sono nato attaccato!



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