Solo ora
vedo il mondo intero,
ho disgelato ricordi ed emozioni;
erano radicati in me come rampicanti.
Parlo a tutte le galassie crude a penzoloni,
alle immagini disegnate col becco dagli uccelli;
ora che la terra ha un grande mantello increspato:
un insieme di capelli folti rasta e sciolti in una testa.
Ora, che porto un pianeta di ricordi e relitti nella testa;
posso parlare: lasciarmi andare alla deriva nella corrente
degli tsunami emotivi che scavano dei vortici nel mio cranio.
Sono momenti eterni che hai vissuto e ritornano nella mente,
ti cadono dentro tirando tutto; anche l'aria che stai respirando.
Ti freddano, ti paralizzano da dietro la testa dritto nello stomaco,
anche se morbido e malleabile come una foglia di tabacco umido.
Si rimane così, nel ricordo di qualcosa di così grande ed indefinibile,
si vive così; al cospetto dell'amara vita passata e poi caduta nell'apatia:
non comprendendo a volte che questi ricordi involontari sono la malattia.
Parlo a tutti gli aghi e alle catene imposte con i quali ho offeso le mie vene,
al ferro, ai treni colmi di sostanze che ho fatto deragliare dentro la mia testa.
Questa vita è meravigliosa, anche diluita in semplici certezze come un amore,
o gli affetti e l'idea di essere liberi dalla follia tossica che il corpo ha sopportato.
Ora posso dormire, anche i ricordi brutti sono soggetti al tempo e scompaiono;
per cadere poi tra il bene e il male come sogni d'arte nell'accademia dei colori.
Cazzo, ora posso immergere la testa e fare i miei viaggi nelle culle circostanti.
vedo il mondo intero,
ho disgelato ricordi ed emozioni;
erano radicati in me come rampicanti.
Parlo a tutte le galassie crude a penzoloni,
alle immagini disegnate col becco dagli uccelli;
ora che la terra ha un grande mantello increspato:
un insieme di capelli folti rasta e sciolti in una testa.
Ora, che porto un pianeta di ricordi e relitti nella testa;
posso parlare: lasciarmi andare alla deriva nella corrente
degli tsunami emotivi che scavano dei vortici nel mio cranio.
Sono momenti eterni che hai vissuto e ritornano nella mente,
ti cadono dentro tirando tutto; anche l'aria che stai respirando.
Ti freddano, ti paralizzano da dietro la testa dritto nello stomaco,
anche se morbido e malleabile come una foglia di tabacco umido.
Si rimane così, nel ricordo di qualcosa di così grande ed indefinibile,
si vive così; al cospetto dell'amara vita passata e poi caduta nell'apatia:
non comprendendo a volte che questi ricordi involontari sono la malattia.
Parlo a tutti gli aghi e alle catene imposte con i quali ho offeso le mie vene,
al ferro, ai treni colmi di sostanze che ho fatto deragliare dentro la mia testa.
Questa vita è meravigliosa, anche diluita in semplici certezze come un amore,
o gli affetti e l'idea di essere liberi dalla follia tossica che il corpo ha sopportato.
Ora posso dormire, anche i ricordi brutti sono soggetti al tempo e scompaiono;
per cadere poi tra il bene e il male come sogni d'arte nell'accademia dei colori.
Cazzo, ora posso immergere la testa e fare i miei viaggi nelle culle circostanti.

Commenti
Posta un commento