dovreste definire la vostra faccia
come una gara sull'ingenuità emozionale,
comprendere dove sconfina il piano dei pensieri;
i solitari sono variopinti e camminano verso i monasteri:
hanno dita di condanna lunghe e marciano su secoli e leggende.
Ma la disperazione ha carlinghe in titanio, fusoliere mute e senza meta;
latinizza cammini e confini nei suoi viaggi con cuoio e spezie umane.
Le vecchie pergamene sono una forma abbreviata di insufficienza,
si mantengono i nomi delle guerre trascinando storia nei capelli.
La storia ha linee che ricordano gli occhi assonnati del papa,
pozze di sangue di nuove rotte per gli eroi e quella falsa fama;
devo definire cos'è umano o smettere di cercare i risultati.
La migrazione dall'arte all'orto è una guerra necessaria,
non è una discesa rapida o un ambigua trasformazione;
una divisione in cui mani cadono al centro del tempo.
Un movimento senza forma, libero e indiscriminato,
che cade profondo fino al centro della terra:
nel controllo di nulla e di nessuno.
come una gara sull'ingenuità emozionale,
comprendere dove sconfina il piano dei pensieri;
i solitari sono variopinti e camminano verso i monasteri:
hanno dita di condanna lunghe e marciano su secoli e leggende.
Ma la disperazione ha carlinghe in titanio, fusoliere mute e senza meta;
latinizza cammini e confini nei suoi viaggi con cuoio e spezie umane.
Le vecchie pergamene sono una forma abbreviata di insufficienza,
si mantengono i nomi delle guerre trascinando storia nei capelli.
La storia ha linee che ricordano gli occhi assonnati del papa,
pozze di sangue di nuove rotte per gli eroi e quella falsa fama;
devo definire cos'è umano o smettere di cercare i risultati.
La migrazione dall'arte all'orto è una guerra necessaria,
non è una discesa rapida o un ambigua trasformazione;
una divisione in cui mani cadono al centro del tempo.
Un movimento senza forma, libero e indiscriminato,
che cade profondo fino al centro della terra:
nel controllo di nulla e di nessuno.

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