Ho lasciato andare la barba
piangendo lacrime sporche di dio.
i miei occhi sono palpebre febbricitanti
deambulano cieche cadendo e perdendo fiato.
Ero uno con i giusti libri e i tascabili delle profezie,
componevo musica particolare e inni alla tristezza,
il silenzio era solo un altro accordo finale per sorridere;
quando i funerei umani in posa come pubblico applaudivano.
Un epoca morta da ricordare a malapena per i pochi sprazzi,
volevo mere visioni da trasportare sotto pelle come inchiostro;
ma era un sordo rumore del nulla: nel profumo acre di nessuno.
Avevo un bel paese nella testa, la mia; era un isola dei pensieri.
Non ho più barba né testa ora, le parole sono echi nauseanti;
sopravvivono nella mia bocca: come carne salata dell'anima.
piangendo lacrime sporche di dio.
i miei occhi sono palpebre febbricitanti
deambulano cieche cadendo e perdendo fiato.
Ero uno con i giusti libri e i tascabili delle profezie,
componevo musica particolare e inni alla tristezza,
il silenzio era solo un altro accordo finale per sorridere;
quando i funerei umani in posa come pubblico applaudivano.
Un epoca morta da ricordare a malapena per i pochi sprazzi,
volevo mere visioni da trasportare sotto pelle come inchiostro;
ma era un sordo rumore del nulla: nel profumo acre di nessuno.
Avevo un bel paese nella testa, la mia; era un isola dei pensieri.
Non ho più barba né testa ora, le parole sono echi nauseanti;
sopravvivono nella mia bocca: come carne salata dell'anima.

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