ebbene si,
sono un serpente blu,
un corpo strisciante che soffia;
dietro il fardello della S e dei sensi.
Sono un buon boccone di sporcizia,
un bozzolo di idee curve su se stesse;
un inizio e un finale che non va mai oltre.
Sono all'ingresso di ogni effetto "sonoro",
il conforto e l'abbandono di Eva e della mela;
un assaporamento parziale privo di soggetto.
Ti ho ritrovata oggi, sotto le tue pesanti ombre,
le nuvole che si trascinano come tetti nebulosi;
sugli edifici e nei mosaici come occhi di serpente.
Mordere un bambino, drappeggiato nella percezione;
procurare dolore sulle dita afferrando ogni suo pensiero.
Due minuscoli buchi, e sapore di cenere nel mio palato:
roseo e pepato come il profumo della vostra apparenza.
L'età dell'innocenza è finita; ora striscia: si chiama vita.


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