io sono un albero,
sotto un vento debole,
piegato come struttura silenziosa
sul margine e i cronometri delle ore.
Questa alterazione strutturale è un impeto
prima della morte, dove l'amore si siede;
con le gambe fredde e la tempesta negli occhi.
Ogni incidente è un loop nei simboli,
essere soli con altri e tictac nella testa 
gli anziani; chini negli angoli in un mosaico
di mistero e nebbia pesta sui nostri occhi:
l'amore si siede con le gambe fredde
e il vuoto della speranza tra le dita
scolpito nella pelle della vita.
Sono solo un nome piegato;
dimenticato in un labirinto
chiamato "LUI".


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