capita di respirare aria, riempire i polmoni e
avere scambi polmonari in cui l'anidrite carbonica crea disavanzi di
ossigeno per far girare la testa. Capita di sentire profumi, portare
avanti il naso per odorare ed essere carezzati dal raso
rosso della tenda di un teatro che si chiama magia. Ma poi in realtà
siamo tante illusioni inciampate su un bidume di verità sotto vasellina;
è la realtà ci porta nella profondità del culo è il senso di tutto. Le
ferite che portiamo raccontano la nostra storia; di lacerazioni e
ulcere vissute sulla pelle: lo stremo di un pronto soccorso nella testa.
Le sinapsi sono medici svogliati, i neuoni; infermieri con mani sporche
che impastano le mani nella nostra memoria. E' giusto vivere al
contrario così come siamo nati. Siamo tutti transitori, respiriamo a
tempo determinato come mucche ruminanti in attesa di andare al macello;
chi è senza fine scagli la prima pietra.
Questo tempo non rende consapevole nessuno, vomita ovunque, diffondendo se stesso come materia nell'universo. Potete vedere le sue tracce giallo acido come vomito cerchiato a spirale. Ho svuotato la mia testa e privata dei suoi contenuti, superato lo spazio infinito che ho sostituito; negando tutto:
"io non sono mai esistito".
Anche se questa coscienza è una vendetta, riesce ad inghiottire tutto nel ruggito selvaggio dell'oceano della mortalità umana. Lotta disperatamente con la scorza dei pazzi e si ammala col veleno della sua stessa vitalità. Fantastica segretamente e fa giochi di prestigio come il mago dell'eternità mentre cola bava lungo la spina dorsale delle Illusioni. Annega nel piacere e si impenna nel dolore; ma si alimenta di sfide dimenticandosi di sé: paralizzata dal suo stesso peso. La soglia più pesante di tutte le realtà non è la debolezza, ma la codardia che possiede il destino dello sfintere o il del culo; dolcemente abbandonato alle merce di tutti gli umani in fila all'orizzonte: come un buco esistenziale da riempire mentre cerca libertà e potere prigioniero della sua stessa paura mortale.
Questa umanità è un associazione gutturale di npappagalli idioti. Se per cultura si intende la conoscenza semantica del mondo fuori di noi; allora è una forma di controcultura dedita al sensismo. Non riconosciamo un cazzo, gli ermeti, la dianoiologia, l'ermeneutica sono l'ennesimo sotterfugio all'idiozia del non comprensibile.
Quello che qualcuno chiama bene per se è sempre un male per qualcun altro e non se ne esce fuori. La logica di fronte all'idiozia umana si dimette e china a pecorina perchè il culo è il solo posto dove possono entrare tutte le vostre insensatezze schifosamente umane. Questo "bene" a volte è solo il modo in cui si fa chiamare chi è più forte. Alla fine siamo tutti transitori; la nostra è un esistenza a tempo determinato.
La cultura umana non è morta, non è mai esistita.
Nella storia dell'umanità la mafia degli "inintelligibili" ha sempre detenuto il potere; radio, cinema, teatro, premi, tutti i premi, tirature planetarie; e intanto, i leggibili e validi muoiono, appartati nella soffitta delle loro idee, tra gli stenti la povertà; in ogni epoca accade questo. Per trovare i grandi geni, che siamo musicisti, poeti, scrittori o pittori; abbiamo dovuto cercarli ai margini della vita.
Non esiste un "poeta maledetto" che possa affermarsi davvero.
O si è "maledetti" o si è "poeti".
Il poeta può solo essere maledettamente fragile, sensibilmente veggente e carico di astrazione pratica. Il resto sono imprenditori e impiegati del catasto. Se un poeta non si ritrova solo: è un politico
da Umana Mente di Enrico Marra
Questo tempo non rende consapevole nessuno, vomita ovunque, diffondendo se stesso come materia nell'universo. Potete vedere le sue tracce giallo acido come vomito cerchiato a spirale. Ho svuotato la mia testa e privata dei suoi contenuti, superato lo spazio infinito che ho sostituito; negando tutto:
"io non sono mai esistito".
Anche se questa coscienza è una vendetta, riesce ad inghiottire tutto nel ruggito selvaggio dell'oceano della mortalità umana. Lotta disperatamente con la scorza dei pazzi e si ammala col veleno della sua stessa vitalità. Fantastica segretamente e fa giochi di prestigio come il mago dell'eternità mentre cola bava lungo la spina dorsale delle Illusioni. Annega nel piacere e si impenna nel dolore; ma si alimenta di sfide dimenticandosi di sé: paralizzata dal suo stesso peso. La soglia più pesante di tutte le realtà non è la debolezza, ma la codardia che possiede il destino dello sfintere o il del culo; dolcemente abbandonato alle merce di tutti gli umani in fila all'orizzonte: come un buco esistenziale da riempire mentre cerca libertà e potere prigioniero della sua stessa paura mortale.
Questa umanità è un associazione gutturale di npappagalli idioti. Se per cultura si intende la conoscenza semantica del mondo fuori di noi; allora è una forma di controcultura dedita al sensismo. Non riconosciamo un cazzo, gli ermeti, la dianoiologia, l'ermeneutica sono l'ennesimo sotterfugio all'idiozia del non comprensibile.
Quello che qualcuno chiama bene per se è sempre un male per qualcun altro e non se ne esce fuori. La logica di fronte all'idiozia umana si dimette e china a pecorina perchè il culo è il solo posto dove possono entrare tutte le vostre insensatezze schifosamente umane. Questo "bene" a volte è solo il modo in cui si fa chiamare chi è più forte. Alla fine siamo tutti transitori; la nostra è un esistenza a tempo determinato.
La cultura umana non è morta, non è mai esistita.
Nella storia dell'umanità la mafia degli "inintelligibili" ha sempre detenuto il potere; radio, cinema, teatro, premi, tutti i premi, tirature planetarie; e intanto, i leggibili e validi muoiono, appartati nella soffitta delle loro idee, tra gli stenti la povertà; in ogni epoca accade questo. Per trovare i grandi geni, che siamo musicisti, poeti, scrittori o pittori; abbiamo dovuto cercarli ai margini della vita.
Non esiste un "poeta maledetto" che possa affermarsi davvero.
O si è "maledetti" o si è "poeti".
Il poeta può solo essere maledettamente fragile, sensibilmente veggente e carico di astrazione pratica. Il resto sono imprenditori e impiegati del catasto. Se un poeta non si ritrova solo: è un politico
da Umana Mente di Enrico Marra

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